Sviluppo e adattamento del prodotto-servizio Capitolo 7 1 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 PRODOTTO/SERVIZIO Che cosa acquista il cliente industriale? Un prodotto/componente? Un prodotto/servizio? Una soluzione ai suoi problemi Una performance da parte dell’impresa fornitrice 2 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010 2010/2011 I PRODOTTI INDUSTRIALI a) Fabbricati (constructions) b) Attrezzature pesanti (beni strumentali per il funzionamento dell’impresa come impianti, macchinari di base, spesso personalizzati e richiedenti elevati investimenti) c) Attrezzature leggere, elementi di piccola dimensione spesso standard come macchine per ufficio, mobili d) Parti e componenti, che diventeranno parte del prodotto finito e) Materie prime, ovvero gli input primari f) Maintenance, repair and operating supplies (MRO supplies) (olii, carburanti, colle, carta) g) Servizi quali quelli di assicurazione, assistenza, consulenza 3 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Offering e soluzione La soddisfazione del cliente si lega alla sostanza della prestazione offerta dall’impresa industriale e dalle modalità con cui questa viene offerta. La prestazione riflette le competenze distintive dell’impresa Occorre una coincidenza tra soluzione attesa dal cliente e offering del fornitore 4 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Il “valore” della soluzione (prodotto) è vario e variabile agli occhi del cliente. E’ vario perché clienti diversi hanno aspettative diverse e chiedono attributi diversi. E’ variabile perché si modificano le condizioni entro le quali ciascuna impresa sviluppa il proprio business, le sue strategie, i suoi processi etc. Le strategie di differenziazione del prodotto/servizio sono varie e soprattutto variabili 5 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Il prodotto è una variabile: adattamento del prodotto e il binomio modularitàpersonalizzazione SEGMENTED STANDARDIZATION CUSTOMIZED STANDARDIZATION TAILORED STANDARDIZATION Progettazione Progettazione Progettazione Produzione Produzione Produzione Assemblaggio Assemblaggio Assemblaggio Distribuzione Distribuzione Distribuzione 6 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 La tendenza è verso la customized standardization attraverso: a) La modularizzazione del prodotto b) La posticipazione della fase di personalizzazione 7 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 La MODULARIZZAZIONE del prodotto è il processo attraverso cui le imprese progettano e costruiscono un prodotto complesso da un insieme di sub-sistemi progettati in modo indipendente ma combinabili variamente tra loro. Livelli di modularità a) l’autoradio b) il robot da cucina c) il lego Occorre fare delle scelte. A volte sono delle necessità 8 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 I benefici per l’impresa che derivano dalla progettazione modulare sono: 1. Massimizzare il numero dei componenti standard utilizzati per tutti i suoi prodotti e postporre l’aggiunta di componenti differenziati nelle fasi finali del processo; ALLA BASE DELLA MASS CUSTOMIZATION 2. Produrre moduli separatamente e contemporaneamente e ciò accorcia il time-to-market. I moduli possono anche essere affidati a “terzi” 3. Diagnosticare più facilmente i problemi produttivi ed isolare i potenziali problemi di qualità. 9 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Alcune questioni L’investimento in modularità produce effettivamente un aumento di soddisfazione del cliente? Se si, in quali dimensioni? Modularità e orientamento al cliente L’investimento in modularità accresce o riduce il ricorso a fornitori? Rafforza o indebolisce le relazioni con i fornitori? Rafforza o indebolisce il ruolo dei fornitori? Modularità e rapporti con i fornitori L’investimento in modularità incide sulle attività di marketing? Se si, quali? 10 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Product modularity e cliente industriale 1) Il fornitore dice: con la modularità offriamo maggiore varietà e differenziazione Ma: a) I clienti a volte apprezzano limitatamente la varietà b) I clienti a volte vogliono la personalizzazione totale c) I clienti a volte non vogliono e non possono spendere tempo e risorse nella scelta e nella combinazione dei moduli RISULTATO: La varietà è percepita come beneficio dall’utilizzatore solo parzialmente 11 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 2) Il fornitore dice: con la modularità otteniamo maggiore qualità e innovazione (soprattutto incrementale) anche per strategie di out-sourcing I clienti dicono di avere beneficiato della partecipazione a processi di innovazione incrementale RISULTATO: utilizzatori hanno avuto prodotti a maggiore performance con la maggiore partecipazione al processo innovativo 12 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 3) Il fornitore dice: con i prodotti modulari si riducono i tempi di consegna del prodotto I clienti dicono che la riduzione dei tempi di consegna dipende da performance più generali del fornitore e non dal fatto che il prodotto sia modulare RISULTATO: rapidità dei tempi di consegna è legata a capacità di processo dei fornitori non alla modularità “in sé” 13 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 4) Il fornitore dice: il risparmio dei costi della modularità porta a riduzione di prezzo I clienti dicono che in molti casi i prezzi sono cresciuti fino all’ammortamento dei costi di progettazione; si sono ridotti i costi di manutenzione del prodotto; RISULTATO: gli utilizzatori beneficiano della flessibilità di prezzo (differenziazione dei prezzi) 14 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Modularità e rapporti di fornitura A) Black box parts (parti le cui specifiche funzionali sono definite dall’assemblatore/cliente e l’ingegnerizzazione è fatta dal fornitore): elevata interazione con i fornitori B) Detailed controlled parts: le specifiche e l’ingegnerizzazione sono fatte dall’assemblatore/cliente: media interazione con il fornitore C) Supplier proprietary parts: parti sviluppate internamente dal fornitore che il cliente acquista senza interventi o specifiche: scarsa interazione cliente-fornitore Modularità e in-sourcing: per controllare i processi di trasferimento (nel caso di moduli standard) per appropriarsi delle maggiori rendite (nel caso di moduli specifici) Modularità e out-sourcing per avvalersi di competenze superiori e specializzarsi nelle core competences; necessità di capacità di coordinamento 15 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Modularità, relazioni con i clienti e marketing RICERCA: real time marketing research volte a cogliere i cambiamenti nelle preferenze di adattamento e in ciò che fa la differenza MICROSEGMENTAZIONE del mercato in base all’omogeneità nella combinazione di moduli OFFERING: il prodotto modulare si accompagna a performance di processo produttivo e logistico, di servizio e di adattamento FORZE DI VENDITA: competenze di prodotto per l’adattamento sul cliente; conoscenza della rete a monte; supporto al cliente nella “composizione” WEBPAGE: di supporto al cliente nella composizione e nella configurazione dell’offerta INTERAZIONE MARKETING E RICERCA E SVILUPPO, PRODUZIONE, APPROVVIGIONAMENTI 16 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 L’interazione cliente-fornitore per l’adattamento E’ possibile distinguere diverse tipologie di relazioni user-producer in funzione del ruolo svolto dai due attori e nel processo di adattamento del prodotto al contesto specifico del cliente Ne conseguono diverse modalità gestionali delle relazioni o relazioni supplier-driven o relazioni user-driven o relazioni interaction-driven (loose interaction) o relazioni interaction-driven (tight interaction) 17 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Relazioni producer-driven Il produttore guida il processo di adattamento Gli scambi conoscitivi tra cliente e fornitore sono mediamente intensi e prevale un problema di decodificazione delle conoscenze dell’user Si hanno sia vantaggi da exploitation che da exploration delle nuove conoscenze 18 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Relazioni user-driven L’utilizzatore è chi guida il processo di adattamento. Il produttore trasferisce all’user un insieme e di tools senza investire nella sua conoscenza specifica Lo sforzo del produttore consiste nella progettazione dell’architettura di base affinchè questa trovi una pluralità di sbocchi applicativi 19 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Relazioni interaction-driven Loose interaction User e producer guidano il processo di adattamento alternandosi Economizzano nello scambio di conoscenze e formulano richieste del tipo “do this” Es: Rapid prototyping 20 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Relazioni interaction- driven Tight interaction Si ha uno scambio interattivo complesso, la necessità di creare linguaggi comuni e di condividere conoscenze in modo molto approfondito Es. co-progettazione e co-sviluppo di progetti complessi 21 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 Lo sviluppo di nuovi prodotti IL MODELLO CLASSICO: definizione specifiche elaborazione idee alternative test materiali/componenti realizzazione prototipi/test sul campo adattamento alle esigenze produzione/marketing lancio 22 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 IL MODELLO CLASSICO PRESUPPONE: analisi mercato/concorrenza/ opportunità di crescita pianificazione del nuovo prodotto presentazione dell’alta direzione sviluppo del prodotto e pianificazione produzione produzione e lancio del nuovo prodotto 23 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 MODELLI PARALLELI E CONCURRENT ENGINEERING Tipo A: processo sequenziale Tipo B: parziale sovrapposizione delle fasi Tipo C: parallelizzazione dei diversi processi 24 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 LA DIFFUSIONE DELL’INNOVAZIONE in un contesto industriale è sia un processo sociale che un processo che altera le condizioni tecnologico-sociali-competitive L’ADOZIONE DI UN’INNOVAZIONE è un processo interno (consapevolezza, interesse, valutazione, prova ed adozione) innovators (2%) early adopters (13%) early majority (34%) late majority (34%) laggards (16%) 25 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011 LA VELOCITA’ ALLA QUALE UNA INNOVAZIONE E’ ACCETTATA E’ FUNZIONE DEL: suo vantaggio relativo (grado al quale è percepita superiore all’idea/prodotto che sostituisce) compatibilità (grado al quale è compatibile con le pratiche/valori esistenti) complessità (grado al quale può essere facilmente compresa ed usata) divisibilità (grado al quale può essere provata su base limitata) comunicabilità (grado al quale i risultati di utilizzo dell’innovazione possono essere osservati da o descritti a altri) 26 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2010/2011