Università della Calabria - 11 giugno 2008 La politica occulta e i suoi alleati Il problema dell’educazione alla democrazia Mario Caligiuri Università della Calabria Università della Calabria - 11 giugno 2008 Relatori Sessione del mattino Università della Calabria - 11 giugno 2008 Relatori Sessione del pomeriggio Università della Calabria - 11 giugno 2008 Coordinatori Università della Calabria - 11 giugno 2008 Sommario 1. 2. 3. 4. 5. Introduzione Un’area scientifica? La crisi della democrazia Gli alleati della politica occulta Il problema dell’educazione alla democrazia 6. Gli antidoti? 7. Conclusioni Università della Calabria - 11 giugno 2008 Introduzione Università della Calabria - 11 giugno 2008 Percorso di ricerca Università della Calabria - 11 giugno 2008 Università d’estate di Soveria Mannelli 2006-2007 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Saggio Su per Giorgio Mario Caligiuri, Le componenti perdute della democrazia. Il pensiero di Giorgio Galli Università della Calabria - 11 giugno 2008 Master in Intelligence a.a. 2007-2008 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Centro Studi sull’ Intelligence Università della Calabria - 11 giugno 2008 Percorso di ricerca Università della Calabria - 11 giugno 2008 Un’area scientifica? Università della Calabria - 11 giugno 2008 In principio fu Popper Università della Calabria - 11 giugno 2008 Popper: la teoria della cospirazione sociale La “teoria della cospirazione sociale” si situa esattamente all’opposto del vero scopo delle scienze sociali. Karl Popper, La teoria sociale della cospirazione, Conjectures and Refutations, 1972 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Popper: la teoria della cospirazione sociale La teoria sociale della cospirazione è assai diffusa, e contiene pochissima verità. Soltanto quando i teorici della cospirazione giungono al potere essa diviene una teoria in grado di spiegare avvenimenti reali . Per esempio, quando Hitler andò al potere, credendo nel mito del complotto dei Savi Anziani di Sion, tentò di contrastare la loro cospirazione con una contro-cospirazione. Ma il fatto interessante è che cospirazioni del genere non danno mai – o quasi mai – l’esito previsto. Karl Popper, La teoria sociale della cospirazione, Conjectures and Refutations, 1972 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Popper: la teoria della cospirazione sociale “La rivoluzione di Lenin e soprattutto la rivoluzione di Hitler, e la guerra di Hitler, furono secondo me davvero delle cospirazioni. Ma furono conseguenza del fatto che erano saliti al potere dei teorici del complotto, i quali – e questo è assai significativo – non riuscirono a portare a termine i loro complotti” Karl Popper, La teoria sociale della cospirazione, Conjectures and Refutations, 1972 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Popper: la teoria della cospirazione sociale Hitler costruì un complotto destinato a fallire. Ma perché fallì? Non solo perché altre persone cospirarono a loro volta contro Hitler. Fallì, semplicemente, perché uno dei dati sconcertanti della vita sociale e che nessuna azione ha mai esattamente il risultato previsto. Karl Popper, La teoria sociale della cospirazione, Conjectures and Refutations, 1972 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Popper: la teoria della cospirazione sociale Nella vita sociale non si riesce quasi mai a produrre esattamente l’effetto desiderato, e di solito si ottiene anche qualcosa che non si voleva. Certo, si agisce sempre avendo in mente degli scopi, ma le nostre azioni comportano sempre un certo numero di conseguenze indesiderate; e di solito non è possibile eliminarle. Spiegare perché non si possano eliminare è il compito precipuo della teoria sociale. Il vero compito delle scienze sociali è spiegare proprio le cose che nessuno vuole. Karl Popper, La teoria sociale della cospirazione, Conjectures and Refutations, 1972 Università della Calabria - 11 giugno 2008 La teoria del complotto “L'ossessione del grande complotto" è un pericoloso impasto di malessere psicologico e di malafede culturale, ha radici religiose, economiche e ideologiche molto profonde e ha indubbiamente cambiato il corso della storia.” Università della Calabria - 11 giugno 2008 La teoria del caos Università della Calabria - 11 giugno 2008 Teoria del Caos: Equilibrio di Nash La teoria dei giochi è la scienza che studia la capacità di assumere decisioni in un ambiente competitivo L’equilibrio di Nash consiste nella consapevolezza che ciascun partecipante non ha alcun interesse a cambiare da solo le regole del gioco. Università della Calabria - 11 giugno 2008 Teoria del Caos: Equilibrio di Nash "Il concetto di equilibrio di Nash è forse l'idea più importante nella teoria dei giochi non cooperativa. Se analizziamo le strategie di elezione dei candidati, le cause della guerra, la manipolazione degli ordini del giorno nelle legislature, o le azioni delle lobby, le previsioni circa gli eventi si riducono ad una ricerca o ad una descrizione degli equilibri. Detto in altri termini e banalizzando, le strategie di equilibrio sono tentativi di predizione circa il comportamento della gente.“ Peter Ordeshook Università della Calabria - 11 giugno 2008 Un punto di vista Evidenti complotti Credere nel complotto è un poco come credere che si guarisca per miracolo. Il bello è che, nella vita quotidiana, non vi è nulla di più trasparente del complotto e del segreto. Un complotto, se efficace, prima o poi crea i propri risultati e diventa evidente. E così dicasi del segreto, che non solo viene di solito svelato da una serie di “gole profonde” ma se è importante prima o poi viene alla luce. Umberto Eco, La sindrome del complotto, “l’Espresso” 8 febbraio 2007 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Un punto di vista Evidenti complotti Complotti e segreti, se non arrivano in superficie, o erano complotti inabili, o segreti vuoti. La forza di chi annuncia di possedere un segreto non è di celare qualcosa, è di far credere che ci sia un segreto. In tal senso segreto e complotto possono essere armi efficaci proprio nelle mani di chi non vi crede. Umberto Eco, La sindrome del complotto, “l’Espresso” 8 febbraio 2007 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Un punto di vista Società trasparente Università della Calabria - 11 giugno 2008 La crisi della democrazia Università della Calabria - 11 giugno 2008 La causa delle cause? La crisi della democrazia è (coincide?) con la crisi della rappresentanza politica Università della Calabria - 11 giugno 2008 La teoria delle Élites GAETANO MOSCA In ogni società c’è un numero ristretto di persone che, coalizzate in base a rapporti di interesse, sono omogenee e solidali, traggono la loro forza dal fatto di essere “organizzate”, contro la più numerosa ma divisa, inarticolata, dispersa, disgregata classe dominata. La macchina statale è la strumento di cui si serve l’elite politica per realizzazione i propri fini Norberto Nobbio Bobbio, Matteucci, Pasquino, Dizionario di politica, UTET, 1983 Università della Calabria - 11 giugno 2008 La circolazione delle Élites VILFREDO PARETO “La storia è un cimitero di elites". Quando l'elite non è più in grado di produrre elementi validi per la società decade. Nelle elites si verificano due tipi di movimenti: uno orizzontale (movimenti all'interno della stessa elite) e uno verticale (ascesa dal basso o declassamento dall'elite). L'umanità agisce principalmente secondo azioni non logiche, manifestazioni di qualcosa di non razionale che condiziona la nostra vita. Fra queste: l'istinto delle combinazioni (propensione al cambiamento) e la persistenza degli aggregati (tendenza alla conservazione delle tradizioni). www.wikipedia.it Università della Calabria - 11 giugno 2008 La polemica sull’opinione pubblica I cittadini sono inevitabilmente disinformati rispetto alle complesse questioni della vita pubblica, e quindi il governo va lasciato in mano a specialisti, quindi ai politici. La democrazia va costruita dal basso nelle comunità locali, attraverso il ruolo della scuola che deve consentire ad ogni singolo individuo di assumersi responsabilità, sia nell’ambito personale che collettivo. Università della Calabria - 11 giugno 2008 La conclusione di Lasch Il problema posto dai due intellettuali americani negli anni Venti del Novecento è di più vasta portata, mettendo a nudo “un problema imbarazzante: la democrazia implica o meno un alto livello di condotta personale? Università della Calabria - 11 giugno 2008 Riflessioni attuali e inattuali “La democrazia è un viaggio senza fine. Le fonti storiche ci dicono che la democrazia, tra le esperienze umane, è cosa rara. E’ destinata a essere di nuovo rimpiazzata da sistemi non democratici? Continuerà la sua espansione globale? Subirà un’ulteriore trasformazione? Il futuro è troppo incerto per poter dare una risposta univoca” Robert Dahl, Sulla democrazia, Laterza, 2002 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Riflessioni attuali e inattuali Nel mondo si sta affermando un tipo di democrazia senza libertà, in cui la circostanza che si svolgano le elezioni di per sé non è completamente significativa. In questo modo, nei Paesi avanzati c’è il rischio che attraverso le manipolazioni dei media siano le lobbies ad orientare significativamente il consenso dei cittadini mentre nei Paesi in via di sviluppo possono salire al potere estremismi e fondamentalismi Fareed Zakaria, Democrazia senza libertà, Rizzoli, 2003 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Riflessioni attuali e inattuali Forse potremmo individuare come spirito di questo tempo la crisi della democrazia e negli ultimi cinquant’anni i meccanismi delle democrazie sono indiscutibilmente peggiorati in tutto il mondo. Le ragioni dell’attuale crisi consistono nell’origine dello Stato moderno, che ha cancellato dalla storia i movimenti e le culture che ha considerato irrazionali. Il risveglio di antiche culture attualmente dimenticate sono elementi da tenere in considerazione, perché rappresentano un contributo culturale per il superamento della crisi della democrazia. Giorgio Galli, Cromwell e Afrodite, Kaos, 1995 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Gli alleati della politica occulta Università della Calabria - 11 giugno 2008 Gli alleati della politica occulta: le regole della globalizzazione I processi di globalizzazione condizionano alla base i fondamenti della democrazia o l’allargano? Università della Calabria - 11 giugno 2008 Gli alleati della politica occulta: l’economia canaglia L’economia criminale minacciano la democrazia degli Stati o è, in qualche modo, funzionale e tollerata? Università della Calabria - 11 giugno 2008 Gli alleati della politica occulta: il sistema mediatico I Media sostengono un sistema politico inefficiente ed autoreferenziale, contribuendo all’opacità della democrazia, o offrono strumenti di autentica comprensione della realtà? Università della Calabria - 11 giugno 2008 Gli alleati della politica occulta: la politica alla deriva I politici italiani, di destra e sinistra, stanno portando l’Italia alla deriva o le responsabilità vanno condivise con altri? Università della Calabria - 11 giugno 2008 Gli alleati della politica occulta: la classe dirigente introvabile La classe dirigente è causa od effetto di una società cinica e bara? Università della Calabria - 11 giugno 2008 Gli alleati della politica occulta: l’euro e il signoraggio bancario L’euro ha messo in ginocchio gli italiani e la finanza internazionale pensa solo a stessa oppure i vantaggi per i cittadini comuni ci sono? Università della Calabria - 11 giugno 2008 Gli alleati della politica occulta: la ‘ndrangheta e il potere La ‘ndrangheta è collegata al potere o è combattuta dal potere? Università della Calabria - 11 giugno 2008 Gli alleati della politica occulta: la ‘ndrangheta e il potere 1.L’istituzione delle regioni ha alimentato la criminalità organizzata? 2. La politica è intermediaria tra la criminalità e gli affari, in particolare la sanità? 3. La società civile – università, intellettuali, giornali, chiesa, ecc– sta facendo la sua parte? Università della Calabria - 11 giugno 2008 Il problema dell’educazione alla democrazia Università della Calabria - 11 giugno 2008 Il ruolo dell’istruzione La formazione rappresenta una fondamentale educazione alla democrazia, l’unico sistema che consente di creare le condizioni di una vita degna di essere vissuta per sé e per gli altri. La scuola è un “laboratorio di democrazia” poiché l’uomo si comporta in modo intelligente e cooperativo per comprendere la realtà. John Dewey, Democrazia e educazione, La Nuova Italia, 1996 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Il ruolo dell’istruzione “Lontane dal creare pensatori indipendenti, le scuole hanno sempre, nella storia, giocato un ruolo istituzionale in un sistema di controllo e coercizione. Una volta che si è istruiti, si è già plasmati socialmente in maniera tale da sostenere la struttura di potere che, in cambio, ricompensa immediatamente” Noam Chomsky, La diseducazione, Armando, 2003 Università della Calabria - 11 giugno 2008 La dispersione della conoscenza “L’ipotesi di un mercato perfetto significa che tutti i membri della collettività vengono ritenuti automaticamente a conoscenza di tutto ciò che è rilevante per le loro decisioni.” Friedrich von Hayek, La scoietà libera, Rubbettino, 2007 Università della Calabria - 11 giugno 2008 La dispersione della conoscenza Si presuppone un inesistente “sistema di mobilitazione di conoscenze che nessuno può possedere per intero o centralizzate. Ci troviamo di fronte a un problema di divisione della conoscenza, che è totalmente analogo, e di almeno pari importanza, a quello della divisione del lavoro.” Friedrich von Hayek, La società libera, Rubbettino, 2007 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Videocrazia “La televisione provoca conseguenze disastrose: produce immagini e cancella i concetti, atrofizzando la nostra capacità di astraente e con essa tutta la nostra capacità di capire” Carlo Sartori, Homo videns, Laterza, 1998 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Forme di sapere che stiamo perdendo Attualmente, la nostra mente riceve ed elabora le informazioni in modo diverso che in passato, in quanto siamo passati progressivamente dalla lettura all’ascolto ed alla visione. “Se la lettura è in calo, ciò significa che è in calo l’intelligenza che le è specifica” ed inoltre “il calo internazionale non solo del consumo della lettura ma anche della capacità di leggere segna il passaggio da un mezzo di acquisizione delle conoscenze ad un altro.” Raffaele Simone, La Terza Fase, Laterza, 2002 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Forme di sapere che stiamo perdendo Si vengono a determinare due tipi di intelligenze: la prima legata alla lettura che definisce sequenziale e la seconda determinata dall’uso dell’immagine che definisce invece simultanea. Nel primo caso, nella gerarchia dei sensi il vedere prevale rispetto all’udire. Chi legge deve procedere un passo per volta, linearmente, seguendo il testo per codificare i propri pensieri in modo da renderli successivi. Nella seconda fattispecie, si sviluppa la “capacità di trattare simultaneamente più informazioni, senza stabilire una gerarchia”, consentendo una libera visione delle immagini e quindi determinando a livello mentale “un’elaborazione simultanea”. Raffaele Simone, La Terza Fase, Laterza, 2002 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Forme di sapere che stiamo perdendo La prima conseguenza diretta è che la cultura impartita dalla scuola è fortemente disarmonica rispetto alla cultura espressa dai giovani. Il sistema educativo stimola lo spirito critico, invitando i giovani a “dare parole al proprio mondo interiore ed alla propria esperienza”, invitando alle conseguenze verbali. La cultura dei giovani ritiene gli orari scolastici “una sorta di finzione vera, di penitenza più o meno protratta, finita la quale si può tornare alla realtà vera e autentica,” che si trova all’esterno delle aule scolastiche dove la vita pulsa. “Siamo sicuri che lo spirito analitico sul quale la nostra cultura si è basata per alcuni secoli non abbia passato il limite?”. Raffaele Simone, La Terza Fase, Laterza, 2002 Università della Calabria - 11 giugno 2008 L’alfabetizzazione preoccupante 3.462.451 6.8% nessun titolo di studio 13.482.913 26.4% licenza elementare 16.221.737 licenza media 31.7% TOTALE: 33.167.101 72.9% massimo licenza media ISTAT, 2001 Università della Calabria - 11 giugno 2008 L’alfabetizzazione preoccupante 35,00% 26,50% 20,00% 27,77% 25,00% 31,10% 30,00% 15,00% 5,40% 9,10% 10,00% 5,00% 0,00% Elementare Media Inferiore Diploma Professionale Diploma Scuola Secondaria Laurea Piero Angela (con Lorenzo Pinna) Perche dobbiamo fare figli, Mondadori 2008 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Lassù qualcuno ci…P.I.S.A. OCSE, Indagine PISA, 2007 Università della Calabria - 11 giugno 2008 L’alfabetizzazione preoccupante OCSE, Indagine PISA, 2007 Università della Calabria - 11 giugno 2008 L’alfabetizzazione preoccupante OCSE, Indagine PISA, 2007 Università della Calabria - 11 giugno 2008 L’alfabetizzazione preoccupante OCSE, Indagine PISA, 2007 Università della Calabria - 11 giugno 2008 L’alfabetizzazione preoccupante Questione meridionale tema centrale e ineludibile Università della Calabria - 11 giugno 2008 L’alfabetizzazione preoccupante “Il 6 per cento degli intervistati di un’indagine dell’Istat ha dichiarato di non sapere leggere. Questo vuol dire che oltre 2 milioni adulti sono praticamente analfabeti di origine oppure di ritorno. Il 40 per cento si è rivelato incapace di leggere neppure un giornalino per ragazzi” Piero Angela (con Lorenzo Pinna) Perche dobbiamo fare figli, Mondadori 2008 Università della Calabria - 11 giugno 2008 L’alfabetizzazione preoccupante Laureati in Italia 1. Lazio 10,8 % 2. Liguria 8,4 % 3. Calabria 7,9 % (Istat – Censimento 2001) Laureati tra i 25 e i 64 anni Italia 10% Media UE 21 % (Eurostat 2001) Università della Calabria - 11 giugno 2008 L’alfabetizzazione preoccupante Sviluppo economico Sviluppo civile Università della Calabria - 11 giugno 2008 L’alfabetizzazione preoccupante Il livello dell’istruzione dei parlamentari è drasticamente calato: all’inizio della I legislatura del 1948, i laureati erano il 91.4%, all’inizio della XV legislatura sono il 64.6%, a fronte invece dell’aumento notevole verificatosi nella società italiana. Fondazione Rodolfo De Benedetti, Il mercato del lavoro dei politici, maggio 2008 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Gli antidoti? Università della Calabria - 11 giugno 2008 Provocazione Università della Calabria - 11 giugno 2008 Uno Scenario e due Verità Democrazia bloccata da elite autoreferenziali che legittimano se stesse Burocrazie non si autoriformano da sole Università della Calabria - 11 giugno 2008 Fattore scatenante Università della Calabria - 11 giugno 2008 Crisi fiscale Università della Calabria - 11 giugno 2008 Nuovo blocco storico: impensabile una rivoluzione dal basso Guidato e rappresentato da una nuova Elite basata su effettivi criteri di merito Università della Calabria - 11 giugno 2008 La rivoluzione del merito “Negli ultimi sessant’anni il vero campo di battaglia della meritocrazia è stata l’educazione, in particolare l’università. Oggi nelle società dove il merito prevale è emerso in maniera chiara e potente: il desiderio di creare un sistema educativo che selezioni e formi i migliori per creare dei leader che possano aumentare le opportunità di benessere per tutti”. Roger Abranel, Meritocrazia, Garzanti, 2008 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Conclusioni Università della Calabria - 11 giugno 2008 Conclusioni Selezionare urgentemente nuove elites politiche e sociali per favorirne un’indispensabile circolazione frutto di un’educazione alla democrazia che consenta di formare elites responsabili e ai cittadini di esercitare un controllo effettivo sulla politica pubblica attraverso una reale comprensione della politica occulta per rendere meno opaca e più giusta la democrazia Università della Calabria - 11 giugno 2008 Conclusioni Il basso livello di istruzione indebolisce e rende opaca la democrazia e offre poche possibilità di migliorare o mantenere il livello sociale di partenza. Questo può fare prevedere, per la prima volta nella società italiana, una mobilità verso il basso creando notevole tensioni sociali in tutti i settori. Università della Calabria - 11 giugno 2008 Le università devono recuperare il ruolo centrale di formazione delle elités Università della Calabria - 11 giugno 2008 Contatti [email protected] [email protected] 337.980189 0984.494798 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Il complotto per eccellenza: il protocollo dei Savi di Sion Norman Cohn Licenza per un genocidio (1967) Università della Calabria - 11 giugno 2008 Forme di sapere che stiamo perdendo La terza fase della conoscenza è caratterizzata dall’esplosione tecnologica e segue la prima fase legata all’invenzione della scrittura e la seconda fase aperta dall’invenzione della stampa. Raffaele Simone, La Terza Fase, Laterza, 2002 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Forme di sapere che stiamo perdendo L’invenzione della stampa ha fatto diventare il libro un bene riproducibile a un costo accessibile, consentendo un’inedita diffusione delle conoscenze. La fase attuale invece è fortemente caratterizzata dal’enormità delle informazioni che conosciamo, in quanto non solo le abbiamo lette, e non solo attraverso la stampa ma anche sugli schermi della televisione o del computer, ma anche per averle sentite alla radio, alla televisione o al computer e per averle soprattutto viste, attraverso la televisione, il cinema o sempre il computer. Raffaele Simone, La Terza Fase, Laterza, 2002 Università della Calabria - 11 giugno 2008 Conclusioni “Sono i poveri che hanno bisogno dello Stato” Karl Marx Una democrazia efficiente non solo promuove i meriti ma soprattutto realizza una maggiore giustizia sociale Università della Calabria - 11 giugno 2008 Conclusioni Università della Calabria - 11 giugno 2008