Università della LiberEtà Giuseppina Trifiletti Una donna aveva un cesto di uova. Se le toglie a 2 a 2 ne resta 1. Se le toglie a 3 a 3 ne restano 2. Se le toglie a 4 a 4 ne restano 3. Se le toglie a 5 a 5 ne restano 4. Se le toglie a 6 a 6 ne restano 5. Se le toglie a 7 a 7 non ne restano. Quante uova aveva nel cesto? usiamo il buon senso Per la soluzione di questo problema basta un po’ di perspicacia: il numero cercato non è multiplo di 2 (non è pari quindi) (ne segue che non è multiplo né di 4, né di 6, come viene infatti richiesto) inoltre non è multiplo di 3 e non è multiplo neppure di 5, però è multiplo di 7. Basterà quindi elencare i multipli di 7 dispari, non divisibili né per 3, né per 5. Tra questi prima o poi deve trovarsi un numero che soddisfa le condizioni, se queste sono compatibili tra loro (se fosse scritto “se le toglie a 6 a 6 ne restano 3” questa affermazione sarebbe incompatibile con l’affermazione “se le toglie a 3 a 3 ne restano 2”, perché?) Il numero di uova cercato non è multiplo di 2 quindi non è pari, e ne segue anche che non è multiplo né di 4 né di 6. Perché? Molto semplicemente per essere multiplo di 4 o di 6 deve essere multiplo anche di 2, dato che 6=3x2 e 4=2x2. Meno semplicemente ma sfruttando un po’ di logica matematica La proposizione “Se N è divisibile per 4 allora è divisibile per 2” È equivalente a “Se N non è divisibile per 2 allora non è divisibile per 4” Le proposizioni “Se N è divisibile per 6 allora è divisibile per 2” “Se N è divisibile per 6 allora è divisibile per 3” Sono rispettivamente equivalenti a “Se N non è divisibile per 2 allora non è divisibile per 6” “Se N non è divisibile per 3 allora non è divisibile per 6” Dato che è immediato riconoscere se un numero è pari, per riconoscere la divisibilità per 3 basta fare la somma delle cifre, e per riconoscere quella per 5 basta osservare se il numero finisce per 5 o per 0, per ricercare un numero soluzione del problema si può procedere andando avanti di 7 in 7, scartando i multipli pari, divisibili per 3 e per 5, e tra questi cercare il primo che soddisfa a tutte le condizioni (relative ai resti) del problema: 7 49 77 91 119 Eureka, trovata rapidamente una soluzione: 119! 119 soddisfa a tutte le condizioni del problema. Ma sarà l’unica soluzione? È 119 l’unica soluzione? Ora che conosci una soluzione sai trovarne altre? Quante ce ne sono? Anche 119 + 420 è soluzione Anche 119 più uno qualunque dei multipli di 420 è soluzione del sistema. perché? Perché 420=3x4x5x7 ed è il mcm di 2,3,4,5,6,7 Per questo motivo il numero 119+420k soddisfa tutte le condizioni del problema (119 + 420k) mod (2) = 1 (119 + 420k) mod (3) = 2 (119 + 420k) mod (4) = 3 (119 + 420k) mod (5) = 4 (119 + 420k) mod (6) = 5 (119 + 420k) mod 7 = 0 NB: “a mod b” dà come risultato il resto della divisione di a per b un metodo alternativo Un metodo alternativo consiste nel risolvere il sistema a) a) x x x x x x 1 mod 2 2 mod 3 3 mod 4 4 mod 5 5 mod 6 0 mod 7 in questo caso la soluzione complica le cose, in altre situazioni potrebbe aiutare molto un metodo maggiormente formalizzato x x x a) x x x significa “è equivalente a” 1 mod 2 2 mod 3 3 mod 4 4 mod 5 5 mod 6 0 mod 7 x 2mod 3 x 3mod 4 b) x 4mod 5 x 0mod 7 È lo stesso scrivere come segue, esplicitando le equazioni che hanno coefficienti interi e soluzioni intere. x x x x x x 2 k 1 3l 2 4m 3 5n 4 6 p 5 7q x x x x 3l 2 4m 3 5n 4 7q perché i due sistemi sono equivalenti? I sistemi a) e b) sono equivalenti dato che le equazioni sotto a destra sono superflue perché seguono dalle equazioni a sinistra. Tutte le soluzioni delle equazioni a sinistra sono anche soluzioni di quelle a destra, e dato che si devono trovare le soluzioni comuni, bastano, sono sufficienti, le equazioni a sinistra x 3mod 4 x 1mod 2 x 5mod 6 x 1mod 2 x 5mod 6 x 2mod 3 Se x diviso per 4 dà resto 3 allora è dispari, quindi lo stesso x diviso per 2 deve certamente dare resto 1, così se x diviso per 6 dà resto 5, lo stesso x diviso per 3 darà resto 2 e diviso per 2 darà resto 1. se ci sono 35 uova e vado di 4 in 4, ne restano 3. Se vado di 2 in 2 ne resta 1 (3mod2), solo perché 4 e divisibile per 2 Ci sono sempre 35 uova, se si va di 6 in 6 ne restano 5 e poi di 3 in 3 ne restano 2 (5 mod 3) e se si va di due in due ne resta 1 (5mod2) Ma solo perché i gruppi di 6 sono divisibili per 2 e per 3 Un giorno, durante una sagra di paese, un signore ha assistito alla seguente scena. Una specie di maga (diceva di essere una sensitiva) raccontò di avere un rapporto del tutto particolare con i numeri. I numeri avevano la possibilità di metterla in comunicazione con chi li possedeva e le raccontavano con che tipo di persone aveva a che fare. “I numeri” – diceva – “hanno il potere di rivelare il senso della realtà”. Ordinò a uno del pubblico a) di scegliere sei persone, b) di ordinarle: I, II, III, IV, V, VI c) di distribuire a cinque persone del pubblico 8 piccoli cartoncini rettangolari, che sostituivano le monete, con scritto ad esempio 5 grammi (peso) d)a uno dei sei, a scelta del pubblico, dovevano essere consegnati cartoncini con un peso diverso, un grammo in più o in meno di quello esatto. La maga volle che il falsario, ma anche il peso, venissero scelti da uno qualunque del pubblico, a sua insaputa, in modo tale che non si pensasse a volgari trucchi. Il pubblico decise chi doveva essere il falsario, per esempio Siro Alfa che si trovava al quarto posto, e a Siro diede cartoncini con scritto 4, invece di 5. Poi la sensitiva disse all'aiutante di prendere una moneta dal primo, due dal secondo, etc, 1+2+3+4+5+6 = 21 monete in tutto. Le voleva per avere un contatto diretto con l'anima di chi le possedeva, disse. L'aiutante eseguì. Poi la sensitiva chiese all'aiutante il numero somma di tutti i pesi. L'aiutante simulò la bilancia sommando tutti i numeri presenti nei foglietti. La sensitiva disse che voleva pesare la cattiveria presente nelle monete, cattiveria assorbita dal personaggio che le possedeva, così disse al pubblico la sensitiva. L'aiutante diede come somma 101. A questo punto la sensitiva strepitò dicendo che il numero 101 gli avrebbe indicato con estrema chiarezza il nome del falsario. Ella si ritirò alcuni minuti per cogliere bene il messaggio che il numero voleva trasmettergli. Dopo un po’ si rivolse al pubblico, indicò con il dito Siro, seduto al IV posto, imprecando contro la sua slealtà che sarebbe stata punita dagli dei. Una vera maga. Come ha capito? Forse il numero palindromo 101 ha proprietà magiche? Forse perché 21 è un numero triangolare? Gropatia, così si chiamava, era sì una maga, ma dei numeri. Il suo nome mi ricordava qualcuno, ma chi? La maga fece rapidamente i calcoli 101mod21=17 cioè 101=4*21+17 dato che il resto è 17 il falsario deve essere il quarto. Se il resto fosse stato 20 il falsario sarebbe il primo (un solo grammo in meno), se fosse stato 19 il secondo (due grammi in meno), se 18 il terzo, se 17 il quarto, se 16 il quinto, se 15 il sesto. Se invece le monete false pesassero 1 grammo in più, allora i resti potrebbero essere resto 1 (una sola moneta falsa), il primo è il falsario, resto 2 (due monete false) il secondo è il falsario, resto 3 (tre monete false) il terzo è il falsario, … Se il resto fosse zero allora non ci sarebbe nessun falsario: tutte le monete avrebbero lo stesso peso. provate voi ora con 4 personaggi quali sono le condizioni necessarie perché il gioco sia semplice e funzioni? Non è certamente importante né 101, né 21 I I personaggi devono essere proprio 6? Assolutamente no II Bisogna togliere 1 moneta dal primo, 2 dal secondo, 3 dal terzo … ? Così è più facile III Le monete buone devono avere un peso intero? Sì, perché si utilizzano proprietà dei numeri interi IV La moneta falsa deve differire solo di 1g dalle monete buone? Sì, se si vuole procedere come abbiamo detto Un altro esempio GROPATIA sa che i personaggi coinvolti sono 5. Sa che viene prelevata 1 moneta dal I, 2 dal II, 3 dal III, 4 dal IV, 5 dal V. Sa che il numero di monete da pesare è quindi 15. Sa che i resti possono essere I II III IV V 1, 2, 3, 4, 5 Oppure I II III IV V 14, 13, 12, 11, 10 Il peso che le viene comunicato è 133. 133 diviso 15 dà 8 con il resto di 13 QUINDI IL FALSARIO è IL II GROPATIA, se vuole trovare l’imbroglione, deve procedere come segue. Tenere presente che ella non conosce il peso delle monete. • Memorizzare il numero di persone: n • Fare il calcolo della somma dei primi n numeri naturali S: S=n(n+1)/2 • Memorizzare il peso totale delle monete T • Ricordare che i resti che può ottenere sono a)1, 2, 3, 4, …, n se le monete pesano 1g in più b)S-1, S-2, S-3, …, S-n se le pesano 1g di meno • Fare la divisione tra T e S e tenere conto solamente del resto Se il resto è 1 o S-1 allora il falsario è il I, se il resto è 2 o S-2 allora è il II, e così via generalizziamo il problema se i personaggi sono n, S=1+2+3+4+5+6+7+…+n S=n*(1+n)/2 Se le monete false pesano 1 grammo di più T=S*p+x 1<x<n, S>n T mod S = x Il resto può variare da 1 ad n Se le monete false pesano 1 grammo di meno T=S*p-x (-x non può essere un resto) T=S*(p-1)+S-x T mod S = S-x Il resto può variare da S-1 a S-n NB. Se i personaggi sono n, anche il numero di monete che ognuno possiede deve essere maggiore o uguale a n la conta nel lager In un campo di lavoro per prigionieri di guerra si trovavano 10 persone. I prigionieri dovevano essere eliminati. Il capo delle guardie, sadico ma amante della matematica, decise di salvare la vita di uno di loro. Per scegliere il fortunato decise di fare una conta con 19 battute. Disse ad ogni prigioniero di disporsi in cerchio, dichiarò che per contare avrebbe incominciato da chi si trovava alla sua sinistra e che avrebbe saltato naturalmente se stesso. Poi, prima di iniziare la conta, chiese: ”Qualcuno di voi vuole per caso cambiare posto?” Uno solo alzò la mano e si mise alla sua destra. Perché mai? Anche qualche altro prigioniero aveva capito perché, ma non volle competere per il posto della salvezza, preferì morire insieme ai suoi amici. Conta neraè questa qua. Tuttin cerchio perla man. Uno solnon peri rà Quelche infine re ste rà E se i prigionieri fossero stati ad esempio 24? Si poteva reagire con altrettanta prontezza? NO. Il conto da fare è diverso, perché 24>19 Perché funzioni la precedente strategia è necessario che il numero di battute sia maggiore del numero dei prigionieri. Infatti se accade il contrario non è più vero che il resto non sarà mai 0 e allora prima o poi uscirà colui che precede il primo della conta, e quindi non si salverà. il problema di Giuseppe Flavio nota storica Sei schiavi vengono numerati da 1 a 6 e disposti in cerchio. Stanno per essere uccisi tutti tranne l'ultimo, unico fortunato, che sopravviverà. Per decidere l'ordine in cui saranno uccisi si fa una conta speciale: partendo dal numero 1 e contando i vivi in senso orario, se ne uccide uno no e uno sì, cioè 2, 4, 6, ... I cadaveri vengono immediatamente rimossi e non vengono più contati. Solo l'ultimo sopravvissuto sarà lasciato libero e si salverà. Josephus, fortunato e intelligente, appena sa quale numero gli è stato assegnato, tira un sospiro di sollievo. Infatti ha capito che sarà salvo. Che posto occupava? Nel gioco (anche macabro) la conta è: no, si, no, si … viene eliminato il sì, si inizia da 1 e si procede in senso orario. Il numero che resta è sempre dispari. Quando il numero è una potenza di 2 resta sempre il numero 1, il primo della conta. Infatti ad ogni giro il numero viene dimezzato, si chiude il cerchio con un eliminato, e la conta ricomincia sempre da 1 e chiude sempre il cerchio con un eliminato. Infatti il numero, diviso ad ogni giro per 2, resta sempre una potenza di due fino ad arrivare ad 1 Se il numero non è una potenza di 2 il cerchio non si chiude sempre su l’ultimo eliminato. L’ultimo resta indietro rispetto a 1 di un numero di posti pari alla differenza tra la potenza di 2 successiva a N e il numero N. N 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 ultimo 1 3 1 3 5 7 1 3 5 7 9 11 13 15 1 Se ci sono 8 persone, 8-8=0, resta l’1 Se ci sono 7 persone, 8-7=1, resta 7 Se ci sono 6 persone, 8-6=2, resta il 5 8 1 7 7 2 6 3 6 5 2 1 4 3 5 4 6 5 1 2 4 3 Accade proprio che la formula corretta si ottiene considerando la differenza D tra la prima potenza di 2 che supera il numero e il numero N. il posto che precede 1 a distanza D è l’ultimo che rimarrà. Sia se il numero è una potenza di 2, sia se non lo è, bisogna calcolare la distanza tra il numero e la potenza di 2 successiva a N. Se chiamiamo P quella che precede N si ha 2P-N = D; 8-8 = 0; 8-7=1; 8-6=2; Si va indietro di D, in senso antiorario, partendo da 1, senza contarlo, cioè N-D+1, oppure, che è lo stesso, si va avanti di N(2P-N)+1 contando l’1. Quindi N – (2P-N) + 1 = 2N-2P+1 è il numero dell’ultimo che rimane. UN METODO VERAMENTE ELEGANTE Per trovare il numero si può fare così: ruotare a sinistra la rappresentazione binaria di N con rientro da destra della cifra (sempre uno) che esce a sinistra. Esempio: N = 107 in base 2 1101011 rotazione 1010111 in base 10 87 Verifica: 2*( 107 - 64 ) + 1 = 2*43 + 1 = 87 INFATTI Spostamento a sinistra: 2N Tolgo la cifra più significativa: 2N - 2P = 2(N - P), dove P è la più grande potenza di due che non supera N Rientro da destra: 2(N - P) + 1 Nota storica Il problema di Josephus può apparire un po' macabro ma ha una lunghissima tradizione matematica ed alcune versioni sembrano essere ispirate da fatti storici realmente accaduti come le decimazioni di guerra e la punizione dei disertori. Secondo alcuni studiosi le sue origini sono irlandesi e risalgono all'800. Problemi simili a questo erano inoltre conosciuti nella cultura araba e in quella giapponese già nel 1300. Il famoso medico e matematico Gerolamo Cardano, nel 1539 fu il primo ad identificare il sopravvissuto con l'ebreo Josephus Flavius (37-100), autore del De bello Judaico. Ecco la ricostruzione della vicenda attraverso alcune citazioni tratte da: Flavio Giuseppe, La guerra giudaica, Libro III, A. Mondadori, 1982. Siamo in Palestina, nell'anno 67 d. C. E' in pieno svolgimento la guerra tra i Romani e i Giudei, che si concluderà con la distruzione di Gerusalemme. I Romani andavano a caccia di Josephus, uno dei capi della rivolta. Egli, grazie ad un aiuto divino, era saltato dentro ad una profonda cisterna comunicante lateralmente con un'ampia grotta invisibile dall'alto. Ivi trovò nascosti una quarantina di compatrioti. Per due giorni rimasero nascosti ma al terzo furono traditi da una donna che rivelò ai Romani il loro nascondiglio. Data la situazione, i compagni di Josephus decisero di suicidarsi piuttosto che cadere in mano ai Romani. Josephus tentò di distoglierli ma loro si inferocirono contro di lui e minacciarono di ucciderlo per primo. "In un momento così drammatico non venne meno a Josephus l'accortezza e, fidando nell'aiuto di Dio, mise in gioco la vita dicendo: -Poiché abbiamo deciso di morire, lasciamo alla sorte di regolare l'ordine in cui dobbiamo darci l'un l'altro la morte: ognuno sarà ucciso da chi verrà sorteggiato dopo di lui, e così sarà la sorte a stabilire il destino di tutti senza che nessuno debba perire di sua mano." I suoi compagni accettarono la proposta e Josephus, "non si saprebbe dire se per un caso o per volere di Dio, restò alla fine assieme ad un'altro e non volendo né essere condannato dalla sorte né contaminarsi le mani con il sangue di un connazionale se fosse rimasto ultimo, persuase anche il compagno a fidarsi delle assicurazioni dei Romani e ad accettare di aver salva la vita.“ Condotto a Roma dopo la guerra, Josephus fu dichiarato uomo libero, gli fu concessa la cittadinanza romana, assegnata una pensione ed ebbe ospitalità presso la dimora dell'imperatore Tito Flavio Vespasiano. Che cosa si può desiderare di più? In un certo senso questa è una storia a lieto fine ma per alcuni, Josephus fu soltanto un rinnegato. il problema delle conte nell’ informatica N oggetti sono disposti in cerchio Si elimina un oggetto ogni M e si richiude il cerchio Quale oggetto rimane per ultimo? Con quale ordine si eliminano gli oggetti? Non esiste una formula valida per tutti i casi. Nelle diapositive successive si mostra come si può risolvere il problema con l’informatica. Questo metodo, però, non avrebbe aiutato Giuseppe Flavio e neanche i prigionieri di guerra dell’esempio precedente. Implementazione Lista circolare ogni oggetto connesso a quello immediatamente a SX i = i-esimo oggetto creazione della lista di N oggetti per inserzione partendo da 1, contare M-1 oggetti connettere l’M-1-esimo oggetto con l’M+1-esimo, saltando l’M-esimo terminazione: 1 solo oggetto rimanente. In informatica, una lista concatenata è una delle strutture dati fondamentali usate nella programmazione. Essa consiste di una sequenza di nodi, ognuno contenente campi di dati arbitrari e riferimenti che puntano al nodo successivo e/o precedente. Le liste concatenate permettono l'inserzione e la rimozione di nodi in ogni punto della lista in tempo costante. Esistono diversi tipi di liste concatenate: liste concatenate semplici, liste concatenate doppie e liste circolari. Spunti tratti da ENIGMI E GIOCHI MATEMATICI di Martin Gardner, Biblioteca Universale Rizzoli PROGETTI realizzati in collaborazione con Università di Udine e Liceo Copernico negli anni 2000-2007 Personali riflessioni e rielaborazioni