Siena
la citta’ che rubera’ il tuo cuore
Gli informazioni basiche
Siena è un comune di 54.066 abitanti della
Toscana centrale, capoluogo dell’omonima
provincia.
Siena si trova al centro di un vasto paesaggio
collinare, tra le valli dei fiumi Arbia a sud, Merse
a sud-ovest ed Elsa a nord, tra le colline di
Chianti a nord-est, la Montagnola ad ovest e le
Crete Senesi a sud –ovest.
La città è universalmente conosciuta per il suo
patrimonio artistico e per la sostanziale unità
stilistica del suo arredo urbano medievale,
nonché per il suo famoso palio.
Siena è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio
dell’umanità.
La città è ancora oggi divisa in Terzi: di Città, di
San Martino e Camollia.
La storia
Il periodo etrusco
Il nome di Siena possa derivare dal gentilizio etrusco Saina/Seina, attestato epigraficamente a
Montalcini, Chiusi e Perugia. Diversi libri definiscono “Seniensis” (nome latino di Siena) colonia
etrusca al pari di Roselle e Sutri. La presenza etrusca a Siena è comunque attestata da numerosi
ritrovamenti archeologici.
Per il periodo più antico si segnalano i ritrovamenti di Piazza del Mercato (alcune fibule di bronzo
attribuibili all’VIII-VII secolo a.C.), di Rocca Salimbeni (buccheri, ceramica a vernice nera e ceramica
etrusca riferibili ad un periodo tra il VI ed il I secolo a.C.), sul versante meridionale della collina del
Duomo (resti di una grande capanna con fondazione in muratura, di buccheri ed altra ceramica
databili al VII secolo a.C.).
Le testimonianze pervenuteci fanno ritenere che a Siena, anche nel periodo etrusco più recente,
non vi fosse una vera e propria formazione urbana e che gli etruschi fossero raggruppati in piccoli
insediamenti disposti nel territorio della futura città.
La fondazione della città
ed il periodo romano
La mitologia cittadina vuole la città fondata da Senio, figlio di Remo, il fondatore di Roma. Senio,
col fratello Aschio, avrebbe infatti lasciato Roma perché perseguitati dallo zio Romolo, trovando
rifugio nella nuova città.
Storicamente Siena fu fondata come colonia romana al tempo dell’Imperatore Augusto e prese il
nome di Saena Julia. Le scarse notizie attendibili precedenti alla fondazione, suggeriscono
l'esistenza di una comunità etrusca sulla quale si insediò la colonia militare romana ai tempi di
Augusto.
Il primo documento che conosciamo in cui viene citata la comunità senese risale al 70 e porta la
firma di Tacito, che, nel IV libro delle Historiae, riporta il seguente episodio: il senatore Manlio
Patruito riferì a Roma di essere stato malmenato e ridicolizzato con un finto funerale durante la
sua visita ufficiale a Saena Julia, piccola colonia militare della Tuscia. Il Senato romano decise di
punire i principali colpevoli e di richiamare severamente i senesi a un maggiore rispetto verso
l'autorità.
Il simbolo di Siena
Il periodo longobardo e medievale
Dell'alto medioevo non si hanno documenti che possano illuminare intorno ai casi
della vita civile a Siena. C'è qualche notizia relativa alla istituzione del vescovado e
della diocesi, specialmente per le questioni sorte fra il vescovo di Siena e quello di
Arezzo, a causa dei confini della zona giurisdizionale di ciascuno: questioni nelle
quali intervenne il re longobardo Liutprando, pronunziando sentenza a favore della
diocesi aretina.
Ma i senesi non furono soddisfatti e pertanto nell'anno 853, quando l'Italia passò dalla
dominazione longobarda a quella franca, riuscirono ad ottenere l'annullamento della
sentenza emanata dal re Liutprando.
Pare, dunque, che al tempo dei Longobardi, Siena fosse governata da un Gastaldo,
rappresentante del re: gastaldo che fu poi sostituito da un Conte imperiale dopo
l'incoronazione di Carlo Magno.
Il primo conte di cui si hanno notizie concrete fu Winigi, figlio di Ranieri, nel 867.
Dopo il 900 regnava a Siena l'imperatore Ludovico III, il cui regno non durò così a
lungo, dal momento che nel 903 le cronache raccontano di un ritorno dei conti al
potere sotto il nuovo governo del re Berengario.
La repubblica
Siena si ritrova nel X secolo al centro di importanti vie commerciali che
portavano a Roma e, grazie a ciò divenne un'importante città medievale.
Nel XII secolo la città si dota di ordinamenti comunali di tipo consolare,
comincia a espandere il proprio territorio e stringe le prime alleanze. Questa
situazione di rilevanza, sia politica che economica, portano Siena a
combattere per i domini settentrionali della Toscana, contro Firenze.
Dalla prima metà del XII secolo in poi Siena prospera e diventa un importante
centro commerciale, tenendo buoni rapporti con lo Stato della Chiesa: in
particolare i banchieri senesi erano un punto di riferimento per le autorità di
Roma, ai quali si rivolgevano per prestiti o finanziamenti.
Alla fine del XII secolo Siena, sostenendo la causa ghibellina, si ritrovò
nuovamente contro la guelfa Firenze: celebre è la battaglia di Montaperti
comabattuta nel 1260, nella quale i sinesi guidati da Manfredi di Sicilia,
distrussero l'esercito fiorentino. La battaglia di Colle Val d’Elsa che vide la
sconfitta dei senesi ad opera delle truppe fiorentine e colligiane, poi, portò
nel 1287 all’ascesa del Governo di Nove. Sotto questo nuovo governo Siena
raggiunge il suo massimo splendore, sia economico che culturale, divenendo
di fatto la città più importante della Toscana.
Dopo la peste del 1348, però, cominciò la lenta decadenza della Repubblica
senese, che raggiunse l'epilogo nel 1555, anno in cui la città dovette
arrendersi alla supremazia fiorentina, dopo tre secoli di primato, perdendo
così la propria autonomia e diventando parte del Granducato di Toscana,
condividendone le sorti fino all' unificazione dell'Italia (1861).
Il dominio mediceo e il Granducato di Toscana
Giulio di Cosimo I con veduta
della città di Siena (1557-1568)
Un episodio curioso, a metà tra lo storico
e lo scientifico, si verificò a sud-est di Siena
il 16 giugno 1794, quando una pioggia
di meteoriti cadde sulla città di Torrenieri.
I posti principali della citta’
Piazza del Campo
« Piazza del Campo, / ti ricordi, dall'alto sembrava un'enorme conchiglia, /
e lo sparo iniziale era il lampo di un'unica perla... »
(Mario Castelnuovo, Piazza del Campo)
Piazza del Campo è,
storicamente, la piazza
principale della città di Siena.
Unica per la sua particolare e
originalissima forma a
conchiglia, è rinomata in tutto il
mondo per la sua bellezza ed
integrità architettonica e per
essere il luogo in cui due volte
l'anno si svolgono i due Palii.
Gli inizii della Piazza
Lo spazio che sarebbe diventato la piazza
attuale era, alle origini di Siena, un terreno
bonificato per consentire il deflusso delle
acque piovane. Il nucleo della città in
formazione si trovava più in alto, nella
zona di Castelvecchio e il futuro "Campo"
era uno spazio per i mercati, appena
laterale rispetto alle principali strade di
comunicazione che passavano per la città
e situato esattamente ad un crocevia. Qui
si incontrano ancora oggi le direttrici per
Roma a sud-est, per il mare a sud-ovest e
verso Firenze a nord.
Cattedrale di Santa Maria Assunta
/Duomo di Siena/
Facciata della chiesa
La cattedrale di Santa Maria Assunta è il
Duomo di Siena. Costruita in stile romanicogotico, è una delle più significative e affascinanti
chiese italiane realizzate in questo stile.
Nel luogo dove sorge la cattedrale, sarebbe sorto
il castrum romano. Ancora nel medioevo il
toponimo era Piano Sancte Mariae e in questo
luogo, tra l'attuale costruzione e la piazza che la
circonda su due lati, sono stati effettuati degli
scavi che hanno suffragato l'ipotesi di uno
sviluppo dell'area in periodo longobardi e franco.
Si parla di un accastellamento con quattro
torri, di cui una sarebbe diventata la torre
campanaria attuale.
Questo edificio sarebbe stato fino al 913 la
residenza del Vescovo ed avrebbe
contenuto una chiesa rivolta verso est, cioè
verso l'attuale Battistero. Nel secolo XII
questa chiesa fu inglobata nella costruzione
romanica che andava diventando la
cattedrale, con la facciata rivolta a sud, cioè
verso l'attuale "Facciatone", la facciata
incompiuta del "duomo nuovo" (vedi sotto).
È tradizione, suffragata anche da deduzioni
storiche, che il Duomo sia stato consacrato il
18 novembre 1179. Ci sono però opinioni
contrastanti e notizie storiche che
smentiscono questa datazione. Infatti, solo
nel XIII secolo (1229) il Duomo sarebbe
stato trasformato in basilica, con la facciata
rivolta ad ovest, verso l'ospedale di Santa
Maria della Scala. I lavori vennero terminati
solo alla fine del secolo successivo.
La Basilica di San Dominico
La Basilica di San Domenico è una delle più importanti chiese di Siena e si trova
in Via Camporegio.
La chiesa fu innalzata nel 1226-1265, ma nel corso del Trecento il complesso fu
ampliato nelle forme gotiche che vediamo ancora oggi e che hanno resistito ad
incendi (1443, 1531), occupazioni militari 1548-1552 e terremoti (1798).
Complesso museale di Santa Maria della Scala
Il Santa Maria della Scala è uno dei più
antichi ospedali europei e dei primi
esempi di xenodochio, che da alcuni anni
ha esaurito le proprie funzioni sanitarie ed
è stato (e in parte lo è ancora) oggetto di
una importante operazione di recupero a
fini museali e culturali.
Questo grande complesso, situato nel
cuore di Siena, di fronte alla Cattedrale,
conserva integre le testimonianze di mille
anni di storia, restituendo un percorso
che, dall’età etrusca e romana, dal
Medioevo al Rinascimento, arriva al
giorno d'oggi.
Nelle testimonianze artistiche qui presenti
si confondono le immagini di civiltà
etrusche, pellegrini stanchi, viandanti e
malati, nobili signori, imperatori bizantini,
bambini abbandonati e confratelli
preganti. Nel Museo si alternano ambienti
monumentali, corridoi angusti, affreschi
coloratissimi con storie di vita, cripte
oscure, intrecci di gallerie scavate nel tufo
e grandi spazi voltati a mattoni.
La Banca Monte dei Paschi di Siena
La Banca Monte dei Paschi di Siena, nata nel
1472 come monte di pietà per dare aiuto alle
classi disagiate della popolazione senese, è la
più antica banca al mondo tuttora in attività. La
società di Rocca Salimbeni è attualmente il
terzo gruppo bancario italiano: il Gruppo Monte
dei Paschi di Siena (o Gruppo MPS).
Il Gruppo MPS è attivo sull'intero territorio
italiano e sulle principali piazze internazionali
con un'operatività che copre l'attività bancaria
tradizionale, l'asset management, il private
banking l'investment banking alla finanza
innovativa d'impresa, con una particolare
vocazione verso la clientela famiglie e piccole e
medie imprese.
Una delle piazze nel centro storico a Siena
Tipico negozio con i prodotti regionali della Toscana
Caterina da Siena
La vita della Santa
Caterina nasce nel rione di Fontebranda (oggi nobile contrada dell’Oca) come 24.ma
figlia dei 25 figli di Jacopo Benincasa, tintore, e di Lapa Piagenti (o Piacenti). La
sorella gemella Giovanna (la 25.ma ed ultima figlia della coppia) vivrà solo pochi
mesi. Nel 1348 Siena e l'Europa sono devastate dall'epidemia di peste che decima la
popolazione.
A soli sei anni ebbe una prima visione: vide, nella Basilica di san Domenico a Siena,
Gesù Cristo in trono, con i santi Pietro e Paolo. Caterina a sette anni fa voto di
verginità. Nello stesso tempo comincia un percorso di mortificazione, fatto di digiuni
(soprattutto di carne) e di penitenze. Nella prima fase della sua vita, queste pratiche
erano condotte in modo solitario.
Nelle sue opere racconta che verso i dodici anni i genitori, ignari del suo voto,
cominciano a pensare di maritarla. Caterina reagisce anche con il taglio completo dei
capelli e chiudendosi in casa con il capo coperto da un velo; per vincere la sua
ostinazione, i genitori la costringono ad estenuanti lavori domestici, ottenendo il
risultato di rafforzare la sua convinzione interiore. Un giorno il padre la sorprende in
preghiera con una colomba aleggiante sul capo. Decide allora di lasciare libera la
giovane di scegliere la propria strada.
A sedici anni Caterina entra nel terzo ordine delle Domenicane (o Mantellate, per via
del mantello nero sull'abito bianco), pur restando presso la sua abitazione.
Lei stessa racconta di essersi avvicinata alle letture sacre pur essendo
semianalfabeta e, dopo giorni di estenuanti e poco fruttuose fatiche, di aver ricevuto
dal Signore il dono di sapere leggere. Imparerà più tardi anche a scrivere, ma la
maggior parte dei suoi scritti e delle sue corrispondenze sono dettate.
Al termine del Carnevale del 1367 racconta che le apparve Gesù con sua Madre e altri
santi per sposarla a sé nella fede, avrebbe ricevuto un anello, adorno di rubini, che
sarebbe stato visibile soltanto ai suoi occhi; per questo Caterina è iconograficamente
rappresentata con l'anello e con un giglio.
Verso il 1372 espone al legato pontificio in Italia, Pietro d’Estraing, la necessità di
riformare i costumi del clero, di trasferire la Santa Sede a Roma da Avignone dove
risiedeva dal 1309 e di organizzare una crociata contro gli infedeli.
Il monumento della
Santa Caterina
che si trova
al Centro di Siena
Le autorità ecclesiastiche la chiamano nel 1374 a Firenze di fronte al Capitolo
generale dei Domenicani. L'Ordine ne riconosce l'ortodossia e l'affida alla direzione di
frate Raimondo delle Vigne da Capua (1330-1399); questi venne poi nominato lettore
di teologia a Siena e lasciò una biografia della Santa.
Secondo la tradizione devozionale il 1º aprile 1375 avrebbe ricevuto le stimmate nella
chiesa di Santa Cristina a Pisa, dove si trovava su invito di papa Gregorio XI al fine di
preparare la crociata da lei sollecitata; queste stimmate sarebbero rimaste invisibili
fino alla sua morte.
All'inizio del 1378 viene incaricata di ristabilire i rapporti tra Santa Sede e Firenze, ma
durante la sua missione in riva all'Arno rischia la vita, e la missione fallisce. Il nuovo
papa Urbano VI riesce a siglare una pace il 28 luglio 1378. Il 20 settembre dello stesso
anno, a Fondi, avviene lo scisma, con l'elezione dell'antipapa Clemente VII. Caterina
definisce i tredici cardinali scismatici demoni incarnati. Nonostante la vittoria militare
di Urbano VI a Marino il 30 aprile 1379, lo scisma si protrarrà per quarant'anni.
Muore, provata da una vita di digiuni e di astinenze forzate, a soli 33 anni, dopo
essersi astenuta dal bere per un mese. Nella biografia della senese scritta dal beato
Raimondo da Capua, è riportato che non fu Santa Caterina a rifiutare il cibo, ma dopo
l'apparizione di Nostro Signore che le fece dono di "bere al suo costato" lo stomaco
di Santa Caterina "si chiuse - come riporta il B. Raimondo da Capua - non ebbe più
bisogno di cibo né poté più digerire. Nessuno se ne meravigliava, perché
accostandosi alla fonte della Vita, lei aveva bevuto a sazietà una bevanda vitale, che
le tolse per sempre il bisogno di mangiare".
La canonizzazione
Caterina da Siena fu canonizzata dal papa senese Pio II nel 1461. Papa Paolo VI
ha dichiarato Caterina dottore della Chiesa il 4 ottobre 1970. Santa Caterina è
inoltre patrona principale d'Italia per nomina di papa Pio XII nel 1939 (assieme a
San Francesco di Assisi) e compatrona d'Europa per nomina di papa Giovanni
Paolo II il 1º ottobre 1999.
La tomba di Santa Caterina nella
Chiesa della Minerva a Roma
L’organizzazione della citta’
Siena e’ stata divisa ai 17 distritti, che si
chiamano contrade. Ciascuna ha il sua
cultura ricca e tradizioni, usa differente
bandiera e ha il simbolo con cui tutti
citadini indenificano. Questa tradizione e’
ancora molto vivente a Siena, e’ una cosa
che unifica e unisca i contemporanei della
citta’.
I nomi delle contrade sono:
Contrada Sovrana dell' Istrice
Contrada della Lupa
Contrada del Drago
Nobil Contrada del Bruco
Contrada Imperiale della Giraffa
Contrada Priora della Civetta
Nobil Contrada dell'Oca
Contrada della Selva
Nobile Contrada dell'Aquila
Contrada della Pantera
Contrada della Chiocciola
Contrada della Tartuca
Contrada Capitana dell'Onda
Contrada di Valdimontone
Nobil Contrada del Nicchio
Contrada del Leocorno
Contrada della Torre
Contrada Sovrana dell' Istrice
Motto: Sol per difesa io pungo
Simboleggia: Acutezza
Santo patrono e festa titolare: San
Bartolomeo, 24 agosto
Avversaria: Lupa
Colori: Bianco con arabeschi rossi, neri e blu
in parti uguali
Contrada della Lupa
Motto: Et Urbis et Senarum Signum et
Decus
Simboleggia: Fedeltà
Santo Patrono e Festa Titolare: San Rocco
confessore, 16 agosto
Avversaria: Istrice
Colori: Bianco e nero con liste arancio
Nobil Contrada del Bruco
Motto: Come rivoluzion suona il mio nome
Simboleggia: Industriosità
Santo Patrono e Festa Titolare: Visitazione
di Maria Santissima "Madonna della
Disciplina Maggiore", prima domenica di
luglio
Colori: Giallo e verde con liste turchine
Contrada del Drago
Motto: Il cor che m'arde divien fiamma in
bocca
Simboleggia: Ardore
Santo Patrono e Festa Titolare: Santa
Caterina da Siena, ultima domenica di
maggio
Colori: Rosa antico e verde con liste gialle
Contrada Imperiale della Giraffa
Motto: Altius caput maior gloria
Simboleggia: Eleganza
Santo Patrono e Festa Titolare: Maria SS.
della Visitazione. Si celebra la prima
domenica di giugno
Colori: Rosso e bianco
Contrada Priora della Civetta
Motto: Vedo nella notte
Simboleggia: Astuzia
Santo Patrono e Festa Titolare:
Sant'Antonio da Padova, 13 giugno
Avversaria: Leocorno
Colori: Nero e rosso con liste bianche
Nobil Contrada dell'Oca
Motto: Clangit ad arma
Simboleggia: Avvedutezza
Santo Patrono e Festa Titolare: Santa
Caterina da Siena, 29 aprile. La Contrada
la festeggia in maggio
Avversaria: Torre
Colori: Bianco e verde con liste rosse
Contrada della Selva
Motti: Prima Selvalta in Campo
Simboleggia: Potenza
Santo Patrono e Festa Titolare: Assunzione
della Beata Vergine, 15 agosto. Si
festeggia la quarta domenica di agosto
Colori: Verde e arancio con liste bianche
Contrada della Chiocciola
Motto: Con lento passo e grave neel campo a
trionfar Chiocciola scende
Simboleggia: Prudenza
Santo Patrono e Festa Titolare: Santi
Apostoli Pietro e Paolo, 29 giugno
Avversaria: Tartuca
Colori: Rosso e giallo con liste turchine
Contrada della Tartuca
Motti: Forza e costanza albergo
Simboleggia: Saldezza
Santo Patrono e Festa Titolare:
Sant'Antonio da Padova, 13 giugno
Avversaria: Chiocciola
Colori: Giallo e turchino
Nobile Contrada dell'Aquila
Motto: Dell'Aquila il rostro, l'ugna e l'ala
Simboleggia: Combattività
Santo Patrono e Festa Titolare: SS. Nome
di Maria, 12 settembre
Avversaria: Pantera
Colori:Giallo oro con liste nere e turchine
Contrada della Pantera
Motti: La Pantera ruggì ed il popolo si scosse
/ Il mio slancio ogni ostacolo abbatte
Simboleggia: Audacia
Santo Patrono e Festa Titolare:San
Giovanni decollato, 29 agosto
Avversaria: Aquila
Colori: Rosso e celeste con liste bianche
Contrada Capitana dell'Onda
Motto: Il colore del cielo, la forza del mare
Simboleggia: Letizia
Santo Patrono e Festa Titolare: Visitazione
di Maria Vergine, 2 luglio
Avversaria: Torre
Colori: Bianco e celeste
Contrada di Valdimontone
Motti: Sotto il mio colpo la muraglia crolla
Simboleggia: Perseveranza
Santo Patrono e Festa Titolare: Madonna
del Buon Consiglio. Si festeggia il 26
aprile
Avversaria: Nicchio
Colori: Rosso e giallo con liste bianche
Nobil Contrada del Nicchio
Motto: E' il rosso del corallo che m'arde in cor
Simboleggia: Riservatezza
Santo Patrono e Festa Titolare: San
Gaetano Thiene, 7 agosto
Avversaria: Valdimontone
Colori: Azzurro con liste gialle e rosse
Contrada del Leocorno
Motto: Fiede e risana al par l'arma ch'ho in
fronte
Simboleggia: Scienza
Santo Patrono e Festa Titolare: San
Giovanni Battista, 24 giugno
Avversaria: Civetta
Colori: Bianco e arancio con liste azzurre
Contrada della Torre
Motti: Oltre la forza, la potenza
Simboleggia: Forza
Santo Patrono e Festa Titolare: San
Giacomo Maggiore Apostolo e Sant'Anna,
25 luglio. Si festeggia l'ultima domenica di
luglio
Avversaria: Oca
Colori: Rosso cremisi con liste bianche e blu
Il Palio di Siena è una competizione fra le
contrade di Siena nella forma di una giostra
equestre di origine medievale. La "carriera"
(come viene tradizionalmente chiamata la
corsa) si svolge normalmente due volte l'anno:
il 2 luglio si corre il Palio di Provenzano (in
onore della Madonna di Provenzano) e il 16
agosto il Palio dell'Assunta (in onore della
Madonna Assunta). In occasione di
avvenimenti eccezionali (come ad esempio nel
1969 la conquista della Luna da parte della
missione Apollo 11) o di ricorrenze cittadine o
nazionali ritenute rilevanti e pertinenti (ad es. il
centenario dell'Unità d'Italia) la comunità
senese può decidere di effettuare un Palio
straordinario, tra maggio e settembre (l'ultimo si
è tenuto nel 2000, per celebrare l'ingresso nel
nuovo millennio).
Vincitori delle ultime carriere :
16 agosto 2009: Civetta (Andrea Mari detto
Brio su Istriceddu)
2 luglio 2009: Tartuca (Giuseppe Zedde detto
Gingillo su Già del Menhir)
Quattro giorni di Palio
Il Palio non è una manifestazione riesumata ed organizzata a scopo turistico: è la vita
del popolo senese nel tempo e nei diversi suoi aspetti e sentimenti.
Ci sono quattro giorni per una festa:
questi gli appuntamenti da seguire
per conoscere le fasi salienti del
Palio.
E' importante sapere che corrono
solo dieci delle diciassette contrade,
la cui partecipazione è regolata da un
sorteggio, che avviene almeno venti
giorni prima di ogni Palio. Corrono di
"diritto" le sette Contrade che non
hanno corso il Palio dell'anno
precedente nella stessa data; le altre
tre vengono sorteggiate tra le dieci
che invece vi avevano partecipato.
Le Prove
Sono sei, hanno luogo ogni mattina (alle ore 9 circa) e ogni pomeriggio (alle ore 19,30 circa)
e sono importanti per verificare le condizioni sia del cavallo che del fantino. Per ogni prova il
cavallo è accompagnato all'Entrone dalla stalla della Contrada da un folto gruppo di
contradaioli, che spesso intona i canti tradizionali.
La quinta prova è detta "prova generale"; al termine di essa i popoli delle dieci Contrade e i
loro ospiti si riuniscono nel cuore di ogni rione, dove si svole la grande cena propiziatoria
Il giorno del Palio
Verso le ore 8, nella Cappella adiacente al Palazzo
Comunale, viene celebrata dall'Arcivescovo la
"messa del Fantino".
Subito dopo si corre l'ultima prova, detta
"provaccia" per lo scarso impegno dei fantini, attesi
alla impegnativa corsa della sera. Alle ore 10,30, in
Palazzo Comunale, alla presenza del Sindaco, si
procede alla "segnatura dei fantini" che da questo
momento non potranno essere più sostituiti.
Intorno alle 15, presso gli oratori delle Contrade, si
svolge la benedizione del cavallo.
Dopodiché le comparse delle Contrade e i figuranti
del Comune attraversano il centro storico
soffermandosi in Piazza Salimbeni, al "casino dei
Nobili", davanti a Palazzo Chigi Saracini e in Piazza
del Duomo ad eseguire la sbandierata.
Poi si riuniscono in Piazza del Duomo (cortile del
Palazzo del Governo) da dove muovono in ordine
per raggiungere Piazza del Campo.
Il Corteo Storico entra nella Piazza intorno alle ore
17.
La Corsa
Le Contrade vengono chiamate tra i canapi
secondo l'ordine di estrazione, mentre la
decima entrerà di "rincorsa" (solo quanto
riterrà opportuno) decidendo così il
momento della mossa. A questo punto il
mossiere abbasserà il canape anteriore
dando inizio alla carriera. Se la partenza
non è valida,
uno scoppio del mortaretto fermerà i cavalli
che dovranno tornare al punto di partenza.
I cavalli dovranno compiere tre giri di pista
per circa 1000 metri e solo al primo arrivato
è riservata la gloria della vittoria,
sanzionata da tre giudici della vincita.
Anche il cavallo "scosso" ossia senza
fantino può riportare la vittoria per la sua
Contrada.
Gli Autori
Joanna Mathias
Michalina Zięba
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Siena_Joanna Michalina