Istituto secondario istruzione statale
Luigi de’ medici
Ottaviano - napoli
13° Concorso
Trofeo d’oro della ristorazione italiana
CARTA DEI VINI
BRESCIANI
LISTA FORMAGGI
BRESCIANI
LA NOSTRA SCUOLA
ALTERNANZA
SCUOLA-LAVORO
exit
SEDE CENTRALE
SEDE STRIANO
I FORMAGGI DOP DEL BRESCIANO
Bagòss
Grana Padano DOP
Salva Cremasco
DOP
Taleggio
Gorgonzola
Provolone
Valpadana
Silter
Fatulì
I VINI DOP DEL BRESCIANO
CAPRIANO DEL COLLE DOC:
BIANCO ROSSO
FRANCIACORTA
DOCG
CELLATICA DOC
VINO GARDA CLASSICO
GROPPELLO DOC
LUGANA
BOTTICINO DOC
Bagòss di Bagolino
Origini e area di produzione
Il nome di questo pregiato e raro formaggio deriva dal
luogo di provenienza "Bagòss”. La ricchezza dei pascoli e
la tradizionale tecnica di lavorazione ne fanno un
formaggio esclusivo.
Dopo tanti anni la qualità e le caratteristiche
organolettiche del Bagòss sono rimaste le stesse.
Caratteristiche e fasi di produzione
La materia prima è il latte crudo vaccino, parzialmente o
totalmente scremato per affioramento naturale della
panna.
Le forme vengono salate a mano e, durante il periodo di stagionatura, vengono
periodicamente rivoltate, raschiate da eventuali muffe e unte con olio crudo di lino. La
stagionatura può durare da un minimo di 2 mesi ad un massimo di 2 anni. Il prodotto
finito ha forma cilindrica. Il peso è di circa 15 kg. La crosta è liscia, di colore brunoaranciato; la pasta è compatta, giallo-paglierino che diventa più carico col procedere
della stagionatura. Il sapore è caratteristico, aromatico, ma non piccante.
Bagòss di Bagolino - Gastronomia e vini consigliati
Ottimo come formaggio da tavola o arrostito sulla piastra. Se stagionato, va servito a
scaglie, come il formaggio grana.
I vini consigliati per l'abbinamento sono: Capriano del Colle Rosso, Franciacorta Rosso
e Montepulciano d'Abruzzo.
Grana Padano DOP
Origini e area di produzione
Già conosciuto come un formaggio semigrasso, a pasta
dura, cotta e suscettibile di una lunga stagionatura. A
far nascere questo formaggio fu l'esigenza di
conservare a lungo e in modo proficuo il latte.
Area di produzione: Piemonte, Lombardia), Emilia
Romagna, Veneto e Trentino.
Caratteristiche e fasi di produzione
Tipo di formaggio: a pasta granulosa, cotta, semigrasso.
Viene utilizzato il latte ottenuto da due mungiture, la prima lasciata riposare alcune ore per ottenere
una parziale scrematura. La lavorazione prevede l'utilizzo di grosse caldaie di rame e una lunga
serie di operazioni che durano circa un anno e mezzo. Al termine di questa ultima fase si passa alla
marchiatura definitiva.
Prima di ricevere il sigillo a fuoco, ogni formaggio deve superare un esame. Le principali proprietà
nutrizionali di questo alimento sono il basso contenuto di grasso, le proteine assimilabili e il
contenuto di calcio. Il peso varia dai 24 ai 40 kg. La crosta, dura e liscia, con un colore giallo scuro.
La pasta interna è granulosa e sotto la pressione del coltello si rompe a scaglie.
Gastronomia e vini consigliati
Oltre al tradizionale impiego come formaggio da grattugia, il Grana Padano entra anche in molte
altre preparazioni in cucina. Ma forse il modo migliore per apprezzarne le sue qualità è promuoverlo
- da solo - a secondo piatto, accompagnato da buon pane fresco. Ottimo anche con la frutta. Tutti i
vini rossi di pregio, non molto invecchiati, vanno bene, ma altrettanto bene si accompagnano i vini
bianchi e gli spumanti.
Grana Padano servito come antipasto: Oltrepò Pavese, Riesling Italico spumante, Spumante
Trentino.
Grana Padano a fine pasto: Oltrepò Pavese, Barbera, Bonarda, Gutturnio, Teroldego Rotaliano
Salva Cremasco DOP
Origini e area di produzione
La zona di produzione comprende l’intero territorio delle province di:
Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Lodi, Milano.
Caratteristiche e fasi di produzione
Il sapore, il colore e l’aspetto variano in base alla fase di stagionatura,
con un periodo minimo di 75 giorni, acquistando un sapore aromatico ed
intenso e un colore bianco-paglierino. La sua crosta è sottile con una
forma di parallelepipedo.
Gastronomia e vini consigliati
Ideale l'abbinamento con il Pinot nero del Friuli.
Taleggio
Origini e area di produzione
Le origini di questo formaggio sono
antichissime
e
veniva
comunemente
chiamato "Stracchino".
Area di produzione: province di Bergamo,
Brescia, Como, Cremona, Lodi, Milano,
Pavia, Treviso, Novara.
Caratteristiche e fasi di produzione
Tipo di formaggio: a pasta molle, con stagionatura da 25 a 50 giorni.
Con attuali metodi di lavorazione si ha l’uso fermenti selezionati, introdotti per ottenere un prodotto
più costante. La materia prima è latte vaccino intero, pastorizzato. Viene portato in caldaia a 30-36°
C, addizionato con lattofermento e infine con caglio liquido di vitello. Dopo la coagulazione segue la
stufatura, caratterizzati da una umidità molto alta, per circa 18 ore. E' durante questa fase che il
siero viene eliminato. La salatura può essere a secco o in salamoia. La successiva fase di
stagionatura, della durata di 25-30 giorni, viene fatta in ambienti caratterizzati da temperature tra i 3
e gli 8 gradi eumidi.
L'aspetto è quello del parallelepipedo. Il peso è di circa 2 kg. La crosta è morbida e sottile, di colore
bruno chiaro rosato, spesso con macchie di muffa grigiastra. La pasta è molle, leggermente filante e
di colore giallo paglierino nel sottocrosta, mentre appare più compatta, friabile e di colore bianco
all'interno. Il profumo è aromatico, il sapore è dolce, delicato. Elevato il valore energetico.
Gastronomia e vini consigliati
Tipico formaggio da tavola, ottimo con la polenta, il Taleggio entra anche a far parte di numerose
preparazioni gastronomiche.
Vini consigliati per l'abbinamento: Franciacorta Rosso, Oltrepò Pavese Pinot Nero.
Fatulì
Il fatulì viene prodotto con latte crudo di
capra bionda dell’Adamello.
Il latte viene lavorato una volta al giorno.
Una volta portato ad una temperatura di 34°C-37°C si aggiunge il caglio.
Dopo un breve riposo di circa 40 minuti, il coagulo viene rotto con lo spino
fino a raggiungere le dimensione di pisello-mais e rimescolandolo per
qualche minuto. Terminata la cottura si procede con la sgrondatura del siero
e la successiva salatura.Il formaggio è così pronto per l’ affumicatura e la
successiva stagionatura per un periodo variabile da 1 a 6 mesi.
La forma tipica è cilindrica, la pasta si presenta di colore giallo paglierino o
giallo intenso e generalmente risulta essere chiusa. La crosta è scura e
affumicata.
Origini e area di produzione
Fino agli inzi del XX secolo questo formaggio era
chiamato semplicemente "stracchino" o, più spesso,
"stracchino verde" e fu solo la necessità di distinguere e
valorizzare il formaggio prodotto nella zona tipica di
origine a dargli il definitivo nome di Gorgonzola.
Area di produzione: province di Novara, Vercelli, Cuneo, Alessandria (territorio di Casale Monferrato),
Pavia, Milano, Como, Bergamo, Brescia, Cremona.
Caratteristiche e fasi di produzione
Tipo di formaggio: a pasta tenera.
I tipi di Gorgonzola presenti sul mercato sono: a due paste e quello a una pasta. La produzione del
primo è caratterizzata dall'utilizzo del latte di due mungiture. La tecnica di lavorazione prevede che la
cagliatura ottenuta la sera venga lasciata appesa tutta la notte a sgrondare. Il giorno successivo
questa viene messa nella forma a strati alterni. Segue la fase di maturazione e la sforacchiatura delle
forme che ha lo scopo di permettere lo sviluppo delle caratteristiche muffe. Da tale procedimento si
ottiene un formaggio con un sapore molto piccante. Il Gorgonzola a pasta dura è più dolce, altrettanto
buono e molto più diffuso. Lo si ottiene da latte vaccino di una sola mungitura, pastorizzato. La
lavorazione avviene in capaci caldaie dove il latte viene addizionato con fermenti lattici e funghi
microscopici per conferire il verde alla pasta per circa 4 settimane di lavorazione forata con grossi
aghi metallici. L'operazione viene fatta prima su una solo facciata e dopo alcuni giorni sull'altra faccia
in modo che l’aria entri all’interno caratterizzando muffa e acquistando così il suo attuale sapore. Il
Consorzio di tutela provvede che su ogni forma venga impressa la marchiatura d'origine da cui è
possibile risalire al caseificio produttore. Prima di essere immessa sul mercato ogni forma viene
inoltre avvolta in fogli di alluminio per evitare rotture e screpolature della crosta e per conservare le
caratteristiche organolettiche. La crosta e ruvida e rossiccia. La pasta è tenera bianca.
Gastronomia e vini consigliati
Ottimo consumato accompagnato da pane casareccio o con polenta.utile anche per la preparazione
di salse. E’servito con vini rossi robusti con intenso profumo (es. Bramaterra, Ghemme, Picolit o
anche Marsala Vergine).
Provolone
Valpadana DOP
Origini e area di produzione
Questo formaggio a pasta filata ha un'origine
meridionale. La sua
lavorazione si estese in molte altre regioni italiane. Attualmente l'area di
maggior produzione si concentra nel Veneto, in Lombardia e in particolare
nella provincia di Cremona. Il provolone può assumere diverse forme:
sferica, pera, cilindrica e parallelepipedo, con diversi pesi. La forma
caratteristica è comunque tronco-conica, con leggere insenature per il
passaggio delle corde, utilizzate per appendere a coppie i formaggi a
stagionare. Per la sua lavorazione è previsto l'utilizzo di latte vaccino intero,
che può essere pastorizzato per la tipologia dolce e termizzato per la
tipologia piccante.
Caratteristiche e fasi di produzione
Tipo di formaggio: a pasta filata, compatta, grasso
La tecnologia di preparazione prevede la filatura della pasta che consiste nel lavorare come un impasto la
cagliata sino a farla divenire filante ed elastica attraverso l'immersione in acqua quasi bollente. Questa
operazione segue la modellatura e la chiusura della forma, evitando la presenza di bolle d'aria o di liquido
nella pasta e in modo che la superficie esterna si presenti liscia e uniforme.
Segue poi la fase di salatura, che viene fatta in salamoia, per un tempo di circa un giorno per ogni
chilogrammo di pasta. Le forme estratte dalla salamoia vengono poi lavate con acqua fredda, legate a
coppie con funi e messe a stufare. Questa, della durata di circa una settimana, consiste nel mantenere le
forme in appositi locali alla temperatura di 22-24° C. La crosta, sottile e lucida, ha un colore giallo dorato ed
è a volte protetta da una sottile e lucida patina di paraffina. Il sapore della pasta varia a seconda che si tratti
di Provolone Valpadana dolce o piccante. Nel Provolone Valpadana piccante la coagulazione del latte viene
ottenuta adoperando il caglio di capretto e/o agnello in pasta e viene stagionato molto a lungo (fino a un
anno per le forme destinate alla grattugia). Per preparare il Provolone Valpadana dolce si usa invece il
caglio liquido di vitello e tempi molto brevi di stagionatura.
Gastronomia e vini consigliati
Il Provolone Valpadana viene consumato come formaggio da tavola (quello stagionato anche da grattugia).
Ambedue i tipi, data la caratteristica pasta filata, si prestano molto bene per numerose preparazioni in
cucina.
Vini per l'abbinamento - Provolone Valpadana dolce: Colli Orientali del Friuli Chardonnay, Fiano di Avellino;
Provolone Valpadana piccante: Ghemme, Primitivo di Manduria, Taurasi, Velletri Rosso, Oltrepò Pavese
Bonarda.
Silter
Origini e area di produzione
Zona di produzione è tutta la Val
Camonica e il Sebino bresciano. Il
caseificio più importante per la
produzione del Silter è quello Cisva di
Capodiponte. Nel dialetto della zona di
origine viene chiamato silter il locale
dove vengono stagionate e conservate
le forme di formaggio.
Caratteristiche e fasi di produzione
Il Silter è un formaggio a pasta semicotta, semigrasso, generalmente ottenuto miscelando il latte
parzialmente scremato delle due mungiture giornaliere.
Il latte viene riscaldato in piccole caldaie di rame. Prima di aggiungere il caglio, il casaro vi
aggiunge del sieroinnesto naturale. E' questo il siero residuo della precedente lavorazione del
formaggio, opportunamente conservato e lasciato acidificare in luogo caldo. Segue poi l'aggiunta
del caglio liquido di vitello. Questa viene messa in apposite fascere sottoposta a pressione per un
giorno. La salatura viene fatta a secco o in salamoia. La successiva stagionatura avviene in luoghi
freschi e ventilati e dura in media 4-6 mesi.
Il peso è variabile, il sapore è dolce, aromatico e più deciso nelle forme più invecchiate.
Gastronomia e vini consigliati
Il Silter è un eccellente formaggio da tavola e potrebbe essere un ottimo inizio d'antipasto. Si può
abbinare con un Merlot o un Marzemino della Val Camonica.
CAPRANICO DEL COLLE BIANCO
Il Capriano del Colle è prodotto a sud della provincia di Brescia, nei comuni di Capriano del Colle, da
cui prende il nome la DOC.È prodotto in due tipologie: Bianco e Rosso.
Caratteristiche
Il Capriano del Colle DOC Bianco o Trebbiano è ottenuto dal vitigno Trebbiano, di alta qualità
enologica e selezionato, in quantità non inferiore all’85%; questa varietà, che impartisce un delicato
profumo floreale.È un vino tranquillo, di colore giallo paglierino, con riflessi verdi, dal profumo delicato,
floreale e fruttato, con un leggero sapore di mela matura, secco, fresco, leggermente aspro nel vino
giovane. La gradazione alcolica minima è dell’11%. Viene prodotto anche nella tipologia frizzante,
dissetante, fresco e piacevole.
Storia
Il vitigno Trebbiano assume particolare importanza, conosciuto dagli antichi Romani e distribuito in tutta la
penisola; in questa zona è coltivato nelle versioni Lugana e Toscano. Il grande pregio di questo vitigno è dato
dall’estrema capacità di adattarsi a diversi tipi di terreno e di clima. Nel 1980 questo vino riceve la
Denominazione di Origine Controllata (DOC) .
Modalità produttive
Il Capriano del Colle DOC Bianco è ottenuto con il sistema della vinificazione in bianco, che prevede la
fermentazione del mosto senza contatto con le bucce,ma spesso questo tipo di pigiatura viene sostituita con la
pressatura delle uve intere. Terminata la pressatura si procede con la sgrondatura che permette di separare la
parte liquida più pregiata, il mosto fiore, dalle vinacce, dalle quali successivamente viene estratto il mosto
residuo con la tecnica della torchiatura. Normalmente il mosto di torchiatura viene utilizzato per vini di livello
qualitativo inferiore. Il mosto è poi messo a fermentare in vasche per 20-30 giorni, ad una temperatura inferiore
a 20°C, per permettere la conservazione degli aromi delicati e floreali; in questa fase si verifica la
trasformazione delle sostanze zuccherine in alcool. Terminata la fermentazione si effettua la svinatura in
recipienti di conservazione, filtrando il liquido per eliminare le particelle solide. Infine si procede
all’imbottigliamento; dopo 8 mesi il vino è pronto per il consumo.
Come si consuma
Per apprezzarne al meglio le caratteristiche, il Capriano del Colle trebbiano va servito ad una temperatura di 1012°C, in calici per vini bianchi giovani e va consumato entro l’anno successivo alla vendemmia. Si adatta a
preparazioni poco strutturate: antipasti e piatti a base di pesce e carni bianche oppure con frittate di uova e
crostacei.
CAPRIANO DEL COLLE DOC ROSSO
Caratteristiche
Nella versione Rosso il Capriano del Colle DOC è ottenuto da un sapiente uvaggio di Sangiovese,
Marzemino e da una piccola percentuale di Barbera. Risulta un vino molto piacevole, di colore rosso
rubino, vivace e brillante. Il sapore risulta asciutto e armonico, con una gradazione minima di 11 gradi.
Per gustarne appieno le caratteristiche va consumato dopo 1-3 anni di maturazione. Dalla selezione
delle migliori uve rosse, vinificate in botti di rovere per almeno due anni, si ottiene il Capriano del Colle
Riserva ,invece attraverso la tecnica della macerazione carbonica si ottiene il Capriano del Colle
Novello, vino giovane e fruttato.
Storia
Sulle colline che circondano Capriano del Colle, si producono da secoli vini molto pregiati che sono
venuti ad assumere un ruolo significativo nel panorama vitivinicolo provinciale. Nel 1980 nasce la
Denominazione di Origine Controllata (DOC) Capriano del Colle.
Modalità produttive
Per la produzione si utilizza la tecnica della vinificazione in rosso o macerazione determinerminando le
caratteristiche del vino. Questa fase, avviene in vasca dai 4 ai 15 giorni. Terminata la fase di macerazione si
effettua la svinatura , che consiste nel travasare il vino dalla vasca di fermentazione ad un’altra vasca al fine di
allontanare la vinacce: si ottiene così il vino fiore. Successivamente si procede all’imbottigliamento.
Come si conserva
Le bottiglie vanno conservate in posizione orizzontale, possibilmente su scaffalature di legno, a temperatura
costante fra i 10 e i 15°C e con una umidità del 70-75%, per evitare che il tappo si asciughi.
Caratteristiche organolettiche
Il Capriano del Colle Rosso ha un profumo ampio, un sapore fresco, asciutto e armonico. Il Capriano del Colle
Riserva ha un profumo complesso, un gusto ampio e tannico. Il Capriano del Colle Novello ha un profumo
fresco e floreale e un gusto morbido e piacevole.
Come si consuma
Il Capriano del Colle Novello si abbina perfettamente a primi piatti saporiti, a secondi a base di carne bianca e a
formaggi di media stagionatura. La temperatura di consumo ideale è di 16-18°C
Il Capriano del Colle Rosso risulta particolarmente adatto a primi piatti saporiti, a secondi a base di carni rosse,
come il manzo all’olio e lo spiedo, a formaggi e salumi nostrani. La temperatura di consumo ideale è di 18-20°C.
Il Capriano del Colle Riserva va gustato con carni rosse, arrosti e pietanze speziate, alla temperatura di 20°C.
FRANCIACORTA DOCG
Il Franciacorta è un vino DOCG la cui produzione è in provincia di Brescia.
E’ più corretto dire "Franciacorta" e non "spumante Franciacorta”. La caratteristica fondamentale del
Franciacorta è che l'unico metodo ammesso per la presa di spuma è quello classico ovvero la
rifermentazione in bottiglia.
Tecniche di produzione
Sono prodotti su terreni soleggiati e non umidi.
L’ammostatura deve avvenire senza la diraspatura ad eccezione delle uve di Pinot nero vinificate in
rosato e inoltre non è consentita la filtrazione.
Cenni storici
La vite era presente nella zona già nella preistoria.Soltanto agli inizi del 1400 si verifica nella zona uno
sviluppo dell’attività agricola e la concentrazione della viticoltura sulle colline.Nel 1961 vengono elaborate le
prime bottiglie di spumante Franciacorta, con la tecnica del metodo classico, utilizzando CHARDONNAY,
PINOT NERO e PINOT BIANCO.
Le tipologie di Franciacorta
Il disciplinare della DOCG Franciacorta prevede tre versioni di spumante: bianco, rosé, satèn. Una versione di
Franciacorta unica al mondo è quella Satèn che utilizza uve Chardonnay e Pinot bianco fino ad un massimo
del 50%.
Caratteristiche organolettiche del “Franciacorta” satèn:
spuma: cremosa; colore: giallo paglierino; odore: delicato; sapore: cremoso ed armonico;
volume: 11,50%; acidità totale minima: 5,00 g/l;
Per il Franciacorta bianco, invece, sono utilizzate le uve: Chardonnay e/o Pinot nero. È consentito anche
l’utilizzo del Pinot bianco fino ad massimo del 50.
Caratteristiche organolettiche del “Franciacorta”:
spuma: intensa; colore: dal giallo paglierino; odore: delicato, ampio e complesso;
sapore: fresco ed armonico; acidità totale minima: 5,00 g/l; volume: 11,50% vol;
Infine per il Franciacorta rosè le uve utilizzate sono Chardonnay, Pinot bianco (massimo 50%), Pinot nero
(minimo 25%).
Caratteristiche organolettiche del “Franciacorta” rosé:
spuma: intensa; colore: rosa; odore: delicato, ampio; sapore: fresco ed armonico;
volume11,50% vol; acidità totale minima: 5,00 g/l
Vino Cellatica Doc
E' un vino tipico della provincia di Brescia. I vitigni principali utilizzati per il Cellatica Doc sono il
Marzemino il Barbera e lo Schiava Gentile. E' apprezzato per la sua freschezza, va quindi
bevuto giovane. Vino che accompagna molto bene gli antipasti di salumi misti, le salamelle alla
brace, gli arrosti di pollame e coniglio.
La Doc Cellatica è composta da due vini rossi: il Cellatica e il Cellatica Superiore.
Storia
La tradizione vitivinicola di questa zona risale addirittura a epoche precedenti la colonizzazione
romana ed è favorita dalla particolare conformazione geografica e climatica. In particolare
questo vino nasce dalla vinificazione congiunta di più varietà di uve. Il risultato è un vino ricco,
non pesante ma comunque ben strutturato, equilibrato ed elegante.
Proprieta' organolettiche
Il Cellatica Doc si presenta all'occhio di colore rosso rubino,intenso e fruttato (sentore di frutti di
bosco freschi). Il gusto è invece secco, fresco ed equilibrato. La gradazione alcolica dev'essere
non inferiore a 12 gradi.
Abbinamenti di cibo al vino Cellatica Doc
Questo
vino
si
abbina
bene
con
secondi
di,
particolare
Trippa
ad
antipasti di salumi, ragù delicati, grigliate di carni bianche. Si serve in calici adatti ai vini rossi
giovani, ad una temperatura di 16°C.
BOTTICINO DOC
La terra e il Clima
Lungo le colline rocciose di Brescia, i vigneti traggono le loro originali caratteristiche organolettiche, grazie
anche al clima mite e favorevole. Per la produzione del Botticino Doc ,vengono utilizzate le uve Barbera,
Marzemino, Sangiovese e Schiava gentile.
Caratteristiche organolettiche
L'intensità caratteriale distingue le valenze organolettiche di questo vino: dal colore rubino, evidenziato
dall'invecchiamento, si passa da un profumo etereo vinoso accentuato, fino ad assaporare il gusto pieno
e rotondo, ancor più dopo l'invecchiamento in botti di legno, che ne esaltano la corposità.
Abbinamenti
Vino adatto per arrosti, cacciagione e salumi tipici bresciani. Da servire in tulipano grande ad una
temperatura ideale fra i 18-20° C.
Lugana
Il Lugana è un vino DOC la cui produzione è consentita nelle province di Brescia e Verona.
Caratteristiche organolettiche
Lugana
colore: verdolino con tendenza al giallo
odore: delicato
sapore: fresco, morbido
Lugana superiore
colore: verdolino, con tendenza al giallo
odore: delicato
sapore: morbido e armonico
Lugana riserva
colore: paglierino
odore: delicato
sapore: secco e morbido
Lugana Vendemmia Tardiva
colore: giallo dorato
odore: intenso
sapore: armonico
Valtellina Superiore docg
Storia
I primi a iniziare la coltivazione della vite in valle furono i Celto-Liguri, che appresero le tecniche
dagli Etruschi. Oggi si distinguono ben cinque vini con caratteristiche organolettiche differenti. Il
Sassella è un vino rosso il cui nome deriva dalla chiesetta della Sassella .Il Grumello prende il
nome dal castello di Grumello, che domina la vallata.Alcune varietà conferiscono a questo vino
una sfumatura di mandorla. Il Valgella si differenzia per la maggiore morbidezza.
Vitigni e caratteristiche organolettiche
Il vino Valtellina Superiore docg si ottiene da uve Nebbiolo, ma possono concorrere all'uvaggio
altri vitigni a bacca rossa locali, per un massimo del 10%.
Vino color rosso rubino, con profumo intenso e molto gradevole, con fragranze fruttate di
ciliegia marasca e frutti di bosco.La gradazione alcolica minima è 12°. Raggiunge un’ottima
maturità dopo un invecchiamento di quattro, cinque anni e se mantenuto in buone condizioni di
cantina si può conservare in bottiglia per lungo tempo.
Accostamenti a tavola
Si abbina ai piatti rustici e saporiti della valle, in particolare con i risotti, polenta, frittelle ripiene
di formaggio ,carni rosse in genere, soprattutto arrosti e brasati, la selvaggina, i formaggi
stagionati locali e i salumi come la Bresaola e il violino di capra.
Vino Garda Classico - Groppello Doc
Il Garda Doc comprende vini di grande pregio ,prodotti in provincia di Brescia ,sulle colline che
circondano il Lago di Garda.
La Garda Doc offre una vasta gamma di vini bianchi e rossi.
La vinificazione prevede un breve periodo di macerazione del mosto sulle bucce perché il vino
assuma il caratteristico colore di ciliegia. Il vino di maggior è il Chiaretto, che è il vino rosato
della Lombardia. Nasce da un uvaggio che comprende i vitigni Groppello, Sangiovese, Barbera,
Marzemino ed altre uve a bacca nera, per una percentuale minima.
Storia
Già cinquecento anni fa si attestava la presenza del vitigno più famoso, il groppello in un terreno aiutato
dalle condizioni favorevoli del clima. Solo grazie alla consulenza di due enologi, viene piantata una viticoltura
per produrre uva di qualità.
Caratteristiche organolettiche
Tipologia di vino: Secco fermo
Colore: rosso rubino
Profumo: delicato
Sapore: secco e armonico
Uve utilizzate: Groppello
Invecchiamento: 14mesi
Tenore alcolico: 12%
Temperatura di servizio: 12°C
Abbinamenti
Questo vino si abbina bene con Secondi , in particolare Funghi alla griglia e a
tutti i tipi di preparazioni. Questo va degustata in calici per vini rossi tranquilli a una temperatura di 16'18°C
entro due anni dalla vendemmia.
Le origini:
sede centrale di Ottaviano
sede coordinata di Striano
Le origini:
sede centrale di Ottaviano
sede coordinata di Striano
L’Istituto Professionale Alberghiero “L. de’ Medici” nasce a Ottaviano nel 1970, come
sede coordinata dell’IPSAR “Cavalcanti” di Napoli.
Primo istituto superiore nel settore turistico-alberghiero del territorio vesuviano,
diventa presto un valido punto di riferimento per tutti gli operatori del settore e
allarga progressivamente l’ambito della propria utenza ad un vasto territorio che
comprende Ottaviano e 14 comuni vesuviani.
Raggiunge l’autonomia nel 1979 e presto si trova di fronte l’esigenza di ospitare un
sempre più crescente numero di alunni.
Nel tempo istituisce e gestisce sedi coordinate, che diventano in breve autonome:
Avellino, Cicciano, Pollena Trocchia.
Attualmente la scuola funziona su tre sedi:
1. un plesso centrale in via Zabatta,
2. una succursale in via Funari che ospita gli alunni del primo biennio
3. una sede coordinata a Striano.
Con decreto ministeriale dell’U.S.R. della Campania viene aggregato al nostro
istituto l’IPIA “Augusto” di Ottaviano dando vita all’I.S.I.S.”De Medici”
Le origini:
sede coordinata di Striano
sede centrale di Ottaviano
La Sede Coordinata di Striano dell’ I.S.I.S. “L. DE’ Medici” di Ottaviano (NA) è nata
nell’anno scolastico 2008/2009. Era inizialmente costituita da tre aule didattiche,
un laboratorio di cucina, una sala ristorante e uno spazio per il laboratorio di
ricevimento. L’esigenza di una sede coordinata a Striano nasce dalla volontà del
Comune di Striano di offrire una più ampia offerta formativa alla propria
cittadinanza e dalla volontà del nostro Istituto di agevolare la propria utenza che
arriva fino ai confini del salernitano per cui l’offerta di messa a disposizione di
una sede idonea da parte del comune di Striano è stata ben accolta da nostro
Istituto per far nascere la nuova sede in questo comune. In questi anni la sede si
è notevolmente ingrandita Attualmente la struttura presenta 23 aule didattiche,
tre laboratori di cucina, due sale ristorante, un bar didattico e un laboratorio di
ricevimento. Il personale, in parte proveniente dalla sede centrale, e in parte ex
novo ha saputo ben fondersi per offrire agli alunni opportunità di apprendimento
di primo ordine. Ne è una prova la partecipazione al Concorso “Gran Trofeo d’oro
della ristorazione italiana” della provincia di Brescia. Concorso al quale
partecipano non solo scuole italiane ma anche scuole europee.
Il nostro Istituto, nell’ambito delle attività di alternanza scuola-lavoro, da anni
organizza visite guidate presso aziende e strutture ristorative della Campania per
dare, ai discenti, una visione globale del mondo della ristorazione. Si parte dalla
produzione delle materie prime, alla loro trasformazione e infine al loro consumo.
Fin dal primo anno di scuola gli alunni visitano appunto aziende di produzione di
materie prime come i vigneti della zona di Benevento, di Avellino e del Vesuvio,
oppure pastifici campani rinomati. Non mancano visite a aziende di
trasformazione del prodotto come i caseifici di produzione della mozzarella di
Bufala (caseificio La Valleverde), cantine vinicole come Feudi di San Gregorio,
oleifici come Petrilli che produce il DOP “Ravece”. Completano il percorso
formativo attività di stage presso i vari ristoranti che si trovano nel nostro bacino di
utenza o presso alberghi che forniscono strutture più complesse in cui diverse
attività si integrano per fornire al cliente un servizio di alto livello qualitativo.
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Caratteristiche e fasi di produzione - Ottaviano