Relazioni sindacali
ART. 40, C. 1, D. LGS. N. 165/2001
La contrattazione collettiva determina i diritti e gli obblighi direttamente
pertinenti al rapporto di lavoro, nonché le materie relative alle relazioni sindacali.
Sono, in particolare, escluse dalla contrattazione collettiva le materie attinenti
all'organizzazione degli uffici, quelle oggetto di partecipazione sindacale ai sensi
dell'articolo 9, quelle afferenti alle prerogative dirigenziali ai sensi degli articoli 5,
comma 2, 16 e 17, la materia del conferimento e della revoca degli incarichi
dirigenziali, nonché quelle di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 23
ottobre 1992, n. 421. Nelle materie relative alle sanzioni disciplinari, alla valutazione
delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio, della
mobilità e delle progressioni economiche, la contrattazione collettiva è consentita
negli esclusivi limiti previsti dalle norme di legge
■
Contrattazione solo su diritti ed obblighi direttamente
pertinenti al rapporto di lavoro
■
Materie inibite alla contrattazione
■
Materie parzialmente inibite (“negli esclusivi limiti delle
norme di legge”)
1
Relazioni sindacali
ART. 40, C. 3-BIS, D. LGS. N. 165/2001
Le pubbliche amministrazioni attivano autonomi livelli di contrattazione collettiva
integrativa, nel rispetto dell'articolo 7, comma 5, e dei vincoli di bilancio risultanti
dagli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna
amministrazione. La contrattazione collettiva integrativa assicura adeguati livelli di
efficienza e produttività dei servizi pubblici, incentivando l'impegno e la qualità della
performance ai sensi dell'articolo 45, comma 3. A tale fine destina al trattamento
economico accessorio collegato alla performance individuale una quota prevalente
del trattamento accessorio complessivo comunque denominato. Essa si svolge sulle
materie, con i vincoli e nei limiti stabiliti dai contratti collettivi nazionali, tra i soggetti
e con le procedure negoziali che questi ultimi prevedono; essa può avere ambito
territoriale e riguardare più amministrazioni. I contratti collettivi nazionali definiscono
il termine delle sessioni negoziali in sede decentrata. Alla scadenza del termine le
parti riassumono le rispettive prerogative e libertà di iniziativa e decisione
■
Funzionalizzazione della contrattazione integrativa
all’efficienza ed alla produttività
■
Gerarchia tra CCNL e CCI
■
Contrattazione a termine
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Relazioni sindacali
ART. 40, C. 3-TER, D. LGS. N. 165/2001
Al fine di assicurare la continuità e il migliore svolgimento della funzione pubblica,
qualora non si raggiunga l'accordo per la stipulazione di un contratto collettivo
integrativo, l'amministrazione interessata può provvedere, in via provvisoria, sulle
materie oggetto del mancato accordo, fino alla successiva sottoscrizione. Agli atti
adottati unilateralmente si applicano le procedure di controllo di compatibilità
economico-finanziaria previste dall'articolo 40-bis
■
Possibilità di azione unilaterale in caso di mancato accordo
■
Anche su materie implicanti l’erogazione di trattamenti
economici
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Relazioni sindacali
ART. 5, C. 2, D. LGS. N. 165/2001
Nell'ambito delle leggi e degli atti organizzativi di cui all'articolo 2, comma 1, le
determinazioni per l'organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei
rapporti di lavoro sono assunte in via esclusiva dagli organi preposti alla gestione
con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro, fatta salva la sola
informazione ai sindacati, ove prevista nei contratti di cui all'articolo 9.
Rientrano, in particolare, nell'esercizio dei poteri dirigenziali le misure inerenti la
gestione delle risorse umane nel rispetto del principio di pari opportunità, nonché la
direzione, l'organizzazione del lavoro nell'ambito degli uffici
■
■
■
No contrattazione nazionale ed a maggior ragione integrativa su
materie appartenenti alla sfera della organizzazione e della microorganizzazione, su quelle oggetto di partecipazione sindacale e su
quelle afferenti alle prerogative dirigenziali (articolo 40, comma 1,
d.lgs. n. 165 del 2001); in particolare, su organizzazione del lavoro e
gestione delle risorse umane
In tali materie – esclusa la contrattazione - la partecipazione sindacale
potrà svilupparsi esclusivamente nelle forme dell’informazione, qualora
prevista nei contratti collettivi nazionali
Consultazione su organizzazione e disciplina uffici e dotazioni organiche
(art. 6).
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Relazioni sindacali
Comparto Regioni-Autonomie Locali - Art.4 del CCNL 1.4.1999
1. In ciascun ente, le parti stipulano il contratto collettivo decentrato integrativo
utilizzando le risorse di cui all’art. 15 nel rispetto della disciplina, stabilita
dall’art.17.
2. In sede di contrattazione collettiva decentrata integrativa sono regolate le seguenti
materie:
•
a) i criteri per la ripartizione e destinazione delle risorse finanziarie, indicate nell’art. 15,
per le finalità previste dall’art. 17, nel rispetto della disciplina prevista dallo stesso
articolo 17;
•
b) i criteri generali relativi ai sistemi di incentivazione del personale sulla base di
obiettivi e programmi di incremento della produttività e di miglioramento della
qualità del servizio; i criteri generali delle metodologie di valutazione basate su
indici e standard di valutazione ed i criteri di ripartizione delle risorse destinate
alle finalità di cui all’art.17, comma 2, lett. a);
•
c) le fattispecie, i criteri, i valori e le procedure per la individuazione e la corresponsione
dei compensi relativi alle finalità previste nell’art. 17, comma 2, lettere e), f), g);
d) i programmi annuali e pluriennali delle attività di formazione professionale,
riqualificazione e aggiornamento del personale per adeguarlo ai processi di
innovazione;
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Relazioni sindacali
•e) le linee di indirizzo e i criteri per la garanzia e il miglioramento dell’ambiente di
lavoro, per gli interventi rivolti alla prevenzione e alla sicurezza sui luoghi i lavoro,
per l’attuazione degli adempimenti rivolti a facilitare l’attività dei dipendenti disabili ;
•f) Implicazioni in ordine alla qualità del lavoro e alla professionalità dei
dipendenti
in
conseguenza
delle
innovazioni
degli
assetti
organizzativi,tecnologiche e della domanda di servizi;
•g) le pari opportunità, per le finalità e con le procedure indicate dall’art. 28 del
DPR 19 novembre 1990, n. 333, anche per le finalità della legge 10 aprile 1991, n.
125;
•H) i criteri delle forme di incentivazione delle specifiche attività e prestazioni
correlate alla utilizzazione delle risorse indicate nell’art. 15, comma 1, lettera k);
•i) le modalità e le verifiche per l’attuazione della riduzione d’orario di cui all’art.22;
•L) le modalità di gestione delle eccedenze di personale secondo la disciplina e nel
rispetto dei tempi e delle procedure dell’art.35 del D.Lgs. 29/93;
•M) criteri generali per le politiche dell’orario di lavoro.
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Relazioni sindacali
Comparto Regioni-Autonomie Locali - Art.16 del CCNL 31.3.1999
•1.In attesa di rivedere il sistema delle relazioni sindacali riguardante la
contrattazione collettiva integrativa, le parti convengono che, allo stato, le
materie di contrattazione decentrata di cui all’art. 5, comma 3, del CCNL
del 6.7.1995, sono integrate dalle seguenti:
• completamento ed integrazione dei criteri per la progressione
economica all’interno della categoria di cui all’art. 5, comma 2;
• modalità di ripartizione delle eventuali risorse aggiuntive per il
finanziamento della progressione economica e per la loro distribuzione tra
i fondi annuali di cui all’art. 14.
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Relazioni sindacali
Comparto Regioni-Autonomie Locali - art. 8 CCNL 1.4.1999, sostituito art.
6 CCNL 22.1.2004
2. La concertazione si effettua per le materie previste dall’art.16, comma 2, del CCNL
del 31.3.1999 e per le seguenti materie:
•articolazione dell’orario di servizio;
•calendari delle attività delle istituzioni scolastiche e degli asili nido;
•criteri per il passaggio dei dipendenti per effetto di trasferimento di
attività o di disposizioni legislative comportanti trasferimenti di funzioni
e di personale;
•andamento dei processi occupazionali;
•criteri generali per la mobilità interna.
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Relazioni sindacali
Comparto Regioni-Autonomie Locali Art.16, comma 2, CCNL 31.3.1999
Nell’ambito della revisione del sistema delle relazioni sindacali, da attuarsi in
sede di rinnovo del CCNL del quadriennio 1998-2001, le parti convengono
che le procedure di concertazione tra gli enti e le rappresentanze
sindacali devono comunque riguardare la definizione dei criteri generali per
la disciplina delle seguenti materie:
a) svolgimento delle selezioni per i passaggi tra qualifiche;
b) valutazione delle posizioni organizzative e relativa graduazione delle
funzioni;
c) conferimento degli incarichi relativi alle posizioni organizzative e
relativa valutazione periodica;
d) metodologia permanente di valutazione di cui all’art. 6;
e) individuazione delle risorse aggiuntive per il finanziamento del fondo per la
progressione economica interna alla categoria di cui all’art. 5;
f) individuazione dei nuovi profili di cui all’art. 3, comma 6;
g) attuazione delle regole relative agli aggiornamenti e/o modificazioni di cui
all’art. 14, comma 2.
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Relazioni sindacali
■
Il d.lgs. n. 150/2009 inibisce alla contrattazione ed alla
concertazione materie per le quali i contratti in vigore (vigenti
anche nel triennio 2010-2012) prevedono contrattazione o
concertazione
■
Inoltre, prevede potere di azione unilaterale in caso di mancato
accordo
■
Infine, prevede nuove norme in materia di premialità
■
Le nuove norme si impongono da subito ai contratti collettivi
nazionali vigenti oppure occorre attendere la stipulazione dei
nuovi contratti collettivi nazionali?
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Relazioni sindacali
CIRCOLARE DFP N. 7/2010
Il decreto legislativo n. 150 del 2009 prevede un sistema graduale di
applicazione delle disposizioni in materia di contrattazione integrativa.
In particolare, dalla lettura delle norme si evince che:
- alcune disposizioni sono di diretta ed immediata applicazione;
- per altre è previsto un “adeguamento” entro termini prefissati;
- per altre ancora è necessario attendere la stipulazione dei nuovi contratti
collettivi nazionali.
E’ l’articolo 65 del d.lgs. n. 150 del 2009 che porta a tali conclusioni, in quanto
stabilisce, che i contratti integrativi vigenti dovranno essere adeguati ad alcune delle
nuove disposizioni entro i termini ivi previsti. Nello specifico, il comma 1
prevede l’adeguamento dei contratti integrativi alle disposizioni relative alla
definizione degli ambiti riservati, rispettivamente, alla contrattazione ed alla legge,
nonché a quelle del Titolo III del nuovo decreto (Merito e Premi).
Ragionando per converso, tutte le altre disposizioni in materia, non menzionate
cioè dal comma 1 dell’articolo 65 del decreto citato, devono intendersi
applicabili dall’entrata in vigore del medesimo, purché non vincolate alla
stipulazione di clausole di competenza della nuova contrattazione nazionale.
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Relazioni sindacali
CIRCOLARE DFP N. 7/2010
NORME DI DIRETTA ED IMMEDIATA APPLICAZIONE
■
■
■
■
Relazione tecnico-finanziaria ed illustrativa
Sistema dei controlli
Sanzioni relative alla contrattazione integrativa
Disposizioni relative alle nuove materie di contrattazione nazionale ed
integrativa
Queste disposizioni, non essendo previsto dalla legge un termine di adeguamento, operano dal
15 novembre 2009, data di entrata in vigore del d.lgs. n. 150 del 2009. Nei confronti dei contratti collettivi
che dispongano in modo diverso vengono applicati i meccanismi di eterointegrazione contrattuale previsti
dagli articoli 1339 e 1414, secondo comma, codice civile, ai sensi dell’articolo 2, comma 3-bis, del d.lgs.
n. 165 del 2001 (come modificato dall’art. 33 del d. lgs. n. 150 del 2009). In queste ipotesi la norma
contrattuale difforme viene automaticamente sostituita da quella primaria contenuta nell’articolo 5,
comma 2 (come modificato dall’art. 34 del d. lgs. n. 150 del 2009), che, ai sensi dell’articolo 2, comma 2,
del d.lgs. n. 165 del 2001, ha carattere imperativo ed è quindi inderogabile, al pari di tutte le norme del
d.lgs. n. 165 del 2001. Per cui, nelle predette materie, le forme di partecipazione sindacale, se già
previste dai contratti nazionali, “regrediscono” all’informazione.
A maggior ragione, per dettato testuale ed esegesi sistematica, nelle materie oggetto di macroorganizzazione, nei cui margini è contenuta l’attività di micro-organizzazione ai sensi dell’articolo 5,
comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001, non possono attivarsi forme di partecipazione sindacale diverse
dall’informazione.
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Relazioni sindacali
CIRCOLARE DFP N. 7/2010
DISPOSIZIONI PER LE QUALI SI PREVEDE ADEGUAMENTO ENTRO TERMINI
PREFISSATI
■
■
■
Adeguamento contratti integrativi vigenti alla data di entrata in vigore
del d. lgs. n. 150/2009 alle disposizioni concernenti il riparto delle
materie tra contrattazione collettiva e legge ed alle disposizioni del
titolo III in materia di premialità
Adeguamento leggi regionali e regolamenti enti locali
Limiti e modalità di applicazione per talune categorie (personale
docente Scuola e Afam, ricercatori e tecnologi, personale PCM)
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Relazioni sindacali
CIRCOLARE DFP N. 7/2010
DISPOSIZIONI LA CUI APPLICAZIONE PRESUPPONE L’ESISTENZA DEI NUOVI
SISTEMI DI VALUTAZIONE
Fino al 30 settembre 2010, quindi, le Amministrazioni non potranno procedere all’applicazione puntuale
delle disposizioni contenute nel Titolo III.
Si fa riferimento, in particolare, all’articolo 19 (criteri per la differenziazione delle valutazioni), all’articolo
25 (attribuzione di incarichi di responsabilità), nonché all’articolo 27 (premio di efficienza).
Tuttavia, non è pensabile che tale tempistica determini di fatto l’impossibilità per le amministrazioni di
predisporre nuovi contratti integrativi.
Conseguentemente, dal combinato disposto dell’articolo 65, del Titolo III, e dell’articolo 30 del decreto
legislativo, i nuovi contratti integrativi, anche in attesa della “definizione” dei sistemi di valutazione, e
quindi non oltre il 30 settembre 2010, potranno comunque essere stipulati, riferendosi in ogni caso ai
principi enunciati dalle singole disposizioni del Titolo III, che l’articolo 17 del d.lgs. n. 150 del 2009,
sinteticamente, identifica nei principi di selettività e concorsualità nelle progressioni di carriera e
differenziazione nel riconoscimento degli incentivi.
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Relazioni sindacali
CIRCOLARE DFP N. 7/2010
DISPOSIZIONI LA CUI APPLICAZIONE PRESUPPONE L’ESISTENZA DEI NUOVI
CCNL
■
■
■
■
Norma che impone di destinare alla produttività individuale la quota
prevalente della retribuzione accessoria, la quale presuppone un
intervento sulla struttura della retribuzione che può essere attuata solo
con i successivi contratti collettivi (comma 3-bis dell’art 40 del d.lgs. n.
165 del 2001, nuovo testo)
Disposizioni relative al trattamento accessorio dei dirigenti collegato ai
risultati di cui all’articolo 24 del d.lgs. n. 165 del 2001, come modificato
dall’articolo 45 del d.lgs. n. 150 del 2009
Bonus annuale delle eccellenze e del premio annuale per l’innovazione,
che richiedono comunque l’intervento del contratto nazionale per la
determinazione dell’ammontare (articoli 21 e 22 del d.lgs. n. 150 del
2009)
Disposizioni che prevedono la possibilità di distribuire le risorse della
contrattazione decentrata sulla base della “graduatoria di performance”
di cui all’articolo 40, comma 3-quater
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Relazioni sindacali
•Parere F.P. n.40123 del 7.9.2010 su articolazione dell’orario di lavoro e di
servizio.
• In materia: “occorre tenere conto dei mutamenti intervenuti in tema di relazioi sindacali a
seguito della modifica del D.Lgs.n.165/2001 operata dal D.Lgs.n.150/2009. In particolare
con la novella dell’art.5 del D.Lgs.n.165 del 2001 sono stati particolarmente valorizzati i
poteri e le prerogative del dirigente ed è stato stabilito che ….”
• “Con la riforma è stata eliminata la possibilità di attivare la concertazione nelle materie
dell’organizzazione del lavoro ed è stata eccezionalmente mantenuta la consultazione
preventiva nella materia dell’organizzazione degli uffici (art.6 del D.Lgs.n.165/2001)”.
• “…l’art.54 ha novellato il testo dell’art.40 ed ha delimitato l’ambito della contrattazione
collettiva stabilendo in particolare che sono escluse dalla contrattazione collettiva le materie
“afferenti alle prerogative dirigenziali ai sensi degli articoli 5, comma 2, 16 e 17….”
• “Gli artt.40. comma 3, quinquies e 2, comma 3, del D.Lgs.n.165/2001come novellati
disciplinano poi la sanzione della nullità ed il meccanismo di sostituzione automatica delle
clausole invalide”
16
Relazioni sindacali
Segue Parere F.P. n.40123 del 7.9.2010
“Quindi il modello di relazioni sindacali applicabile dovrà essere
individuato in base alla nuova normativa ed alle indicazioni fornite con
la predetta circolare (n.7/2010)”
“Ad avviso dello scrivente, ne consegue che, poiché le materie in
questione afferiscono a prerogative dirigenziali, rientrando
nell’organizzazione del lavoro, dopo l’entrata in vigore del
D.Lgs.n.150/2009, non è più possibile attivare la contrattazione e la
concertazione, dovendosi comunque assolvere alle relazioni sindacali
mediante informazione”.
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Relazioni sindacali
■
■
Vanno segnalate alcune pronunce di giudici del lavoro che hanno
interpretato in modo diverso il d. lgs. n. 150/2009 per ciò che concerne
la data di entrata in vigore delle nuove disposizioni
Tribunale Torino 2/4/2010: le nuove norme, in virtù del richiamo
all’art. 11 preleggi, ai principi costituzionali di efficienza e buon
andamento della pubblica amministrazione, in assenza di espressa
disposizione circa la immediata caducazione di tutti gli accordi negoziati
sulle premesse normative precedenti (ipotesi che oltre a sollevare
problemi di costituzionalità precipiterebbe in un caos normativo
certamente non voluto dal legislatore le pubbliche amministrazioni,
travolgendo patti raggiunti dalle parti nel legittimo esercizio delle
rispettive prerogative, senza tuttavia prevedere alcuna disposizione
sostitutiva …) ma, per contro, con l’espressa previsione di un iter
progressivo temporalmente scandito per l’adeguamento dei contratti
collettivi vigenti, a chiare lettere dispone l’efficacia di tali contratti
quantomeno al 31/12/2010. Tutto ciò del resto, in accordo con i
contenuti della legge delega n. 15/2009 che, nell’enunciare all’art. 3 “i
principi e criteri in materia di contrattazione collettiva e integrativa e
funzionalità delle amministrazioni pubbliche” non può non riferirsi alle
future contrattazioni
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Relazioni sindacali
■
Tribunale Salerno 18/7/2010 : affinché l’amministrazione possa
procedere unilateralmente occorre che i precedenti contratti integrativi
abbiano esaurito la loro efficacia. Evidente quindi che l’amministrazione
convenuta giammai avrebbe potuto dare applicazione all’art. 54 del d. lgs.
n. 150/2009. In ragione di quanto esposto, l’amministrazione era tenuta ad
osservare le disposizioni contrattuali vigenti in particolare le procedure da
osservare per il raggiungimento dell’accordo sulla base del fondo salario
accessorio.
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Relazioni sindacali
■
Tribunale Lamezia Terme 7/9/2010: in definitiva, da un lato il legislatore
ha innovato la materia, escludendo la partecipazione sindacale su alcuni
aspetti della gestione dei rapporti di lavoro, anche mediante inserzione
automatica delle norme imperative nei CCNL che dispongono in modo
difforme, ma dall’altro ha confermato la validità ed efficacia dei CCNL fino
al successivo rinnovo e di quelli integrativi fino al 31/12/2010 (ove non
adeguati medio-tempore). Si tratta di un evidente difetto di coordinamento
che può essere risolto solo mediante una lettura di salvaguardia delle
pattuizioni in corso e con applicazione del meccanismo di inserzione
automatica di norme imperative di legge solo ai contratti collettivi futuri,
che non tengano conto delle rinnovate disposizioni del decreto Brunetta,
espressamente qualificate come norme imperative dallo stesso decreto
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Relazioni sindacali
■
Tribunale Trieste 5/10/2010: è indiscutibile che, in base alle nuove disposizioni
legislative, le determinazioni per l’organizzazione degli uffici sono assunte in via
esclusiva dagli organi preposti alla gestione, salva la sola informazione ai sindacati,
con esclusione di obblighi di concertazione e contrattazione sindacale. Tuttavia,
diversamente da quanto sostenuto dalla difesa comunale, non si ritiene che le
previsioni degli artt. 34 e 54 del d. lgs. n. 150/2009 siano di immediata efficacia, con
conseguente immediata caducazione delle discipline contrattuali contrastanti con
disposizioni di legge. Come correttamente rilevato in dottrina, occorre mettere in
relazione l’applicabilità delle nuove disposizioni con il meccanismo dell’efficacia
temporale delle fonti contrattuali in essere che hanno una durata prestabilita nel
tempo e sono soggette a periodici rinnovi, sicché occorre verificare se l’applicabilità
immediata delle nuove disposizioni travolga le difformi previsioni contrattuali a
prescindere dalla loro predeterminata efficacia nel tempo. Il legislatore del 2009 si è
posto il problema, tanto è vero che in un’apposita norma ha previsto un regime
transitorio. Il testo dell’articolo, nei primi due commi, riguarda sicuramente i soli
contratti integrativi. La disposizione dell’art. 65, comma 5, va allora intesa in modo
tale da armonizzarsi sistematicamente con le disposizioni dei commi precedenti,
ovvero nel senso che le norme del decreto che riguardano la contrattazione
collettiva nazionale trovano applicazione solo in riferimento ai contratti collettivi
nazionali stipulati dopo l’entrata in vigore della riforma e non a quelli stipulali
anteriormente. Né, evidentemente, può avere rilievo la diversa previsione della
circolare DFP n. 7/2010 cui il Comune di è adeguato, dal momento che, come è noto,
le circolari, e tra queste quelle interpretative, hanno la sola funzione di esprimere
un parere finalizzato a disciplinare l’attività degli organi amministrativi inferiori,
ma, non costituendo fonti del diritto, non sono in alcun modo vincolanti per il
giudice.
21
Relazioni sindacali
•
Le controdeduzioni
L’attenzione è posta solo sulle disposizioni concernenti la contrattazione collettiva ed in
particolare sul punto dell’art.65, comma 5, del D.Lgs.n.150/2009: “Le disposizioni relative
alla contrattazione collettiva di cui al presente decreto legislativo si applicano dalla tornata
successiva a quella in corso”.
In realtà la norma fondamentale è quella del nuovo testo dell’art.5, comma 2, del
D.Lgs.n.165/2001che esclude dalla contrattazione e dagli istituti di partecipazione
sindacale l’organizzazione degli uffici, l’organizzazione del lavoro e più in generale tutti gli
aspetti riconducibili alle cosiddette prerogative manageriali.
Si tratta di una previsione strettamente collegata al rafforzamento dei poteri e delle
responsabilità (e delle sanzioni) del dirigente.
Proprio per i suoi contenuti, questa norma si colloca a monte della stessa contrattazione
collettiva, costituendone un limite insuperabile e di carattere imperativo (nuovo art.2 del
D.Lgs.n.165/2001).
In quanto tale e in mancanza di una previsione espressa di senso contrario, essa è
entrata in vigore in data 15.9.2009
22
Relazioni sindacali
Conseguentemente, deve ragionevolmente ritenersi che nelle materie considerate
nell’art.5, comma 2, tutte le forme di partecipazione sindacale (contrattazione e
concertazione) previste dai CCNL siano arretrate alla sola informazione.
Non sembra perciò sostenibile la tesi che demanda il “passaggio” ai futuri CCNL, sulla
base del citato art.65, comma 2, del D.lgs.n.150/2009.
Accettando tale tesi, si finirebbe per demandare l’applicazione della legge alle
mutevoli considerazioni della contrattazione collettiva, dato che è questa ad
essere oggetto dell’intervento legislativo sotto il profilo della limitazione
dell’oggetto.
Infatti, ciò si tradurrebbe nell’ammissione della possibilità della contrattazione di porre
limiti alle esclusioni per essa previste dalla legge o comunque di rinviare, sine die,
l’applicazione di questa, in contrasto con i principi dell’art.97 della Costituzione.
Del resto, pure ad ammettere il necessario intervento della contrattazione futura, la
stessa avrebbe solo una efficacia meramente dichiarativa, limitandosi alla
constatazione dell’avvenuta sottrazione di tutta una serie di materie dalla
contrattazione e dagli istituti della partecipazione sindacale. Data l’entrata in
vigore in data 15.9.2009 del nuovo testo dell’art.5, comma 2.
23
Relazioni sindacali
Occorre poi anche considerare la portata delle norme sull’adeguamento dei contratti
integrativi, di cui all’art.65, commi 1 e 4, del D.Lgs.n.150/2009.
Infatti, se per i contratti integrativi sono previsti termini temporali entro i quali gli stessi
devono adeguarsi alle nuove regole in materia ambiti riservati alla contrattazione
e alla legge nonché a quelle concernenti i sistemi premiali, ciò vuol dire,
indirettamente ma chiaramente, che le stesse sono già entrate in vigore dal
15.9.2009. Il legislatore evidentemente ne ha solo differito l’applicazione per
evitare un impatto repentino sulle regole dei contratti integrativi in essere (si tratta
del livello più vicino ai datori di lavoro ed ai dipendenti).
Questa disciplina evidenzia il paradosso che si verrebbe a creare ritenendo ancora
vigenti ed efficaci le clausole dei CCNL non conformi alle nuove disposizioni del
D.Lgs.n.150/2009.
Infatti, ove si ritenessero ancora efficaci i precedenti CCNL non conformi, ove i
contratti integrativi invece si adeguassero al D.Lgs.n.150/2001 entro i termini
prestabili, in attesa dei futuri CCNL, questi finirebbero per porsi in contrasto con i
primi, con la conseguente possibile applicazione della sanzione della nullità. Il che
evidentemente è assurdo!!!
24
La manovra finanziara (D.L. n. 78/2010)
■
Quali conseguenze sulla premialità
■
Blocco contrattazione (art. 9, comma 17)
■ In assenza dei nuovi contratti, non applicabili alcuni istituti della
premialità (bonus eccellenze, premio per l’innovazioni, obbligo di
destinare ai trattamenti economici collegati alla performance individuale
la parte prevalente dei trattamenti accessori)
■ La contrattazione nazionale non potrà destinare apposite risorse per
premiare il merito e la performance dei dipendenti (art. 45, comma 3-bis,
nuovo d. lgs. n. 165/2001)
■ Si allontana l’obiettivo di cui all’art. 24, comma 1-bis nuovo d. lgs. n.
165/2001: 30% di retribuzione di risultato dei dirigenti su retribuzione
complessiva (al netto di RIA e incarichi aggiuntivi)
■
Blocco progressioni di carriera (art. 9, comma 21)
■ Vanificato obiettivo di valorizzazione degli interni (art. 24, d .lgs. n.
150/2009)
25
La manovra finanziara (D.L. n. 78/2010)
■
Quali conseguenze sulla premialità
■
Limite individuale di crescita delle retribuzioni (art. 9, comma 1)
■ Per 2011, 2012, 2013 retribuzioni corrisposte individualmente non superiori
a retribuzione ordinariamente spettante per il 2010 al netto degli effetti
derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva: come si
interpreta la locuzione “eventi straordinari della dinamica retributiva”?
■
Blocco fondi contrattazione integrativa (art. 9, comma 2-bis)
■ Dall’1/1/2011 al 31/12/2013, fondi “inchiodati” all’ammontare anno 2010
ed automatica riduzione in misura proporzionale alla riduzione del
personale in servizio: bloccato anche il premio di efficienza di cui all’art.
27 del d. lgs. n. 150/2009?
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