Accademia ProRomana Villa Montalto Mattaus Greuter (Strasburgo 1564 – Roma 1638) La Villa • Edificata tra il 1576 ed il 1588 da Domenico Fontana per il Cardinale Felice Peretti che salirà al trono nel 1585 con il nome di Sisto V. • Il nome della Villa, oltre al cognome del Cardinale, è legato al paese di nascita di Felice Peretti (Montalto, in provincia di Ascoli Piceno) E. Du Perac - 1577 1= Colosseo 2 = S. M. Maggiore 3 = Terme Diocleziano 4 = Castro Pretorio Area della Villa Montalto Peretti La Villa – un po’ di storia • Nel 1570 il Cardinale Felice Peretti acquista una vigna dal medico romano Guglielmini per 1500 scudi – • Il contratto di acquisto è firmato da un prestanome che dichiarò di aver agito per conto della sorella del cardinale, Camilla. – • Felice tenta di mantenere riservata la propria ricchezza agli occhi di Gregorio XIII. Camilla inserisce la proprietà nella dote di sua figlia Maria – • Negli anni successivi seguiranno ulteriori acquisti e donazioni. Felice si riprende la vigna, acquistando anche altri due terreni confinanti. Felice incarica Domenico Fontana della costruzione di una villa – Sono realizzati una villa interna (Casino Felice) e un palazzo prospiciente le Terme di Diocleziano (Palazzo alle terme poi “a Termini”) • Gregorio XIII priva Felice dei 100 scudi mensili dovuti ai cardinali poveri. • Felice sospende i lavori ma Domenico Fontana si offre di ultimarli a proprie spese reallizando anche un meraviglioso parco – – – giardini, viali prospettici, oltre 30 fontane. Scheda della Villa • Si distendeva su tre colli (Esquilino, Viminale, Quirinale) • Aveva una estensione di 45 ettari con circa 5 Km di perimetro – Villa Pamphili (180 ha) – Villa Borghese (80 ha) • • • • • • Aveva 2 ingressi monumentali, 6 porte (e una serie di ingressi secondari) Al suo interno correva l’ultimo tratto dell’Acquedotto Felice Al suo interno era ancora ben evidente l’antico aggere serviano Conteneva tratti di mura serviane (non visibili all’epoca) Nel giardino c’erano oltre 30 fontane alimentate dall’Acqua Felice La Villa ed il Palazzo erano dotati di numerose opere d’arte poi confluite in vari musei o collezioni Cerchiamo di capire la dimensione…. • • • • Villa Pamphili (180 ha) Villa Borghese (80 ha) Villa Ravoni – Vitali (2 ha) Vaticano (44 ha) Sisto V – Felice Peretti Papa dal 1585 al 1590 “Er Papa tosto” Nolli - 1748 Giovan Battista Falda (1691) Stampa riferita a fine ‘600 (il cardinale Paolo Savelli morì nel 1685) Una veduta della Villa La Villa - Entrata Principale e viale dei cipressi (Percier e Fontaine – fine 1700) La Villa in un’altra stampa (G.F. Venturini) Louis Ducros – i giardini G. Battista Falda I vari proprietari Trecento anni di storia Proprietari • • • • • Felice Peretti e discendenti - dal 1576 al 1696 Card. Francesco Negrone e discendenti - dal 1696 al 1784 Congregazione dei Redentoristi (1784) Giuseppe Staderini - dal 1784 al 1789 Massimo - dal 1789 al 1887 Famiglia Peretti : 1576 - 1696 • Felice Peretti - Sisto V • Camilla Peretti (sorella del papa) • Maria Peretti ; figlia unica di Camilla – sposa Bernardino Savelli da cui ha tre figli – Cardinale Alessandro Damasceni Peretti – Cardinale Andrea Peretti – Cardinale Francesco Peretti • Card. Paolo Savelli Peretti • Giulio Savelli (ultimo proprietario) – Deve vendere la villa per pagare i debiti suoi e della sua famiglia; il valore d’asta fu di 92.445 scudi ma il prezzo di vendita fu di 70.140 scudi Negrone • Il Cardinale Francesco Negrone era originario di Genova; l’acquisto della Villa destò enorme scalpore in Roma (1696). • I suoi eredi (Marchesi Negrone) trascurarono la proprietà e subirono una ingente causa intentata da alcuni utenti dell’Acqua Felice che si dicevano danneggiati da una rottura dell’acquedotto avvenuto nel tratto interno alla villa. Non intenzionati a gestire la proprietà (e la lite) misero la villa in vendita. Redentoristi • Era una congregazione religiosa che voleva acquistare la Villa per farne la sede del loro collegio (educazione, assistenza etc) • La vendita venne effettuata ma il programma venne alla fine respinto dalla Camera Apostolica e il contratto di acquisto annullato; la Villa venne nuovamente messa in vendita…. Giuseppe Staderini • Giuseppe Staderini da Empoli, “ricchissimo negoziante in Roma” acquista la Villa per 49.000 scudi (27.08. 1784) – Pubblica sul “Diario di Roma” le sue intenzioni e cioè di : • vendere tutte le opere d’arte presenti all’interno • tagliare alberi e boschi secolari per farne legname • Vendere o affittare porzioni della Villa per usi agricoli e diversi – Dopo una settimana, vende tutte le opere all’inglese Tomas Jenkins (banchiere ed agente in Roma) – Pio VI , intenzionato ad arricchire il Museo Vaticano, blocca in parte l’operazione trattenendo una parte notevole delle opere; tuttavia Il Nettuno di Bernini partì per Londra dietro un compenso di 2.000 zecchini • Nel 1789 si conclude la lite giudiziaria e lo Staderini paga 10.500 scudi a titolo transattivo I Massimo • Francesco Massimo acquistò la Villa nel 1789 – Era conservatore e cameriere d’onore del Papa • I Massimo ricostituirono il patrimonio artistico della Villa che tuttavia non potrà più eguagliare lo splendore del passato • Il principe Camillo Massimo si oppose ai tentativi di esproprio fino al primo del 1865 – intraprenderà una contesa legale fino al 1875 • Ultimo proprietario fu Massimiliano (gesuita) Cardinale Alessandro Damasceni - Peretti (Bernini) Famiglia Negrone 1696 - 1784 Card. Giovanni Francesco Negrone La villa Negrone nel XVIII sec. Giuseppe Staderini “ricchissimo negoziante” Quattro passi nella Villa Un tentativo Pro Romano di ricostruzione Documento n. 1 – La stampa di Greuter 1 2 4 1 3 5 6 7 9 8 Cosa conteneva... 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. Il Palazzo a Termine (con le botteghe) La Porta Quirinalis Una Fontana addossata al muro Una piscina e peschiera Una Vigna Il Casino Felice (la villa centrale) La Porta Viminalis L’Orto Le stalle dei Leoni n. 1 – Il Palazzo a Termine (con le botteghe) Giuseppe Vasi Il Palazzo alle Terme • Fu edificato distruggendo parte delle Terme di Diocleziano (95.000 mc di materiali utilizzando anche esplosivi) • La decorazione del Palazzo alle Terme è andata distrutta : era stata realizzata da diversi artisti tra cui Cesare Nebbia e Giovanni Guerra tra il 1586 e il 1589; si è salvato solo il fregio della sala grande conservato all’Istituto Massimo all’Eur con 14 pannelli raffiguranti le Opere Buone di Sisto V . n. 2 - La Porta Quirinalis (1892) n. 3 – La Fontana appoggiata al muro – oggi Fontana del Prigione – via Mameli La Fontana del Prigione Con la demolizione della villa, la fontana fu smontata e, dopo una lunga sosta in un magazzino, trasferita nella posizione attuale, alle falde del Gianicolo. Il sostantivo "prigione“ deriva da un grandioso gruppo statuario raffigurante un prigioniero con le mani legate. Ai lati erano poste le statue di Apollo e Venere mentre sulla sommità era posta la testa di Esculapio. Le protomi leonine sono simboli del casato Peretti. Alcune parti della fontana attuale sono il risulato di restauri del passato. n. 4 - Giovanni Francesco Venturini (1650- dopo 1710) Fontana e peschiera Ci soffermiamo su un dettaglio....... n. 4 GL. Bernini Nettuno 1620 Marmo, altezza 182 cm Victoria and Albert Museum, Londra Il Nettuno nella sala del Victoria and Albert Museum - Londra Giacomo Rossi (1691) • La Peschiera era la più grande fontana di Roma • Nelle sue acque venivano allevati storioni e anguille guidicate di ottimo sapore. n. 5 – la Vigna (in giallo) n. 6 - La Villa in una foto dell’800 n. 7 - dettaglio pianta Falda – 1668 Porta Viminalis n. 9 – Le stalle dei leoni (dallo stemma Peretti) Doc. n. 2 – la mappa del Nolli (1748) Doc. 2 – La mappa del Nolli 1748 1 2 3 Documento n. 2 – La Mappa del Nolli 1. 2. 3. La riserva d’acqua delle Terme di Diocleziano (la cd Botte di Termini- ora distrutta) L’aggere serviano Tratto dell’’acquedotto Felice (Acqua Marcia) Falda 1668 La Botte di Termini Mura Serviane (Stazione Termini) Acqua Marcia (1520) Doc. N. 3 – Pianta G. Battista Falda (1691) http://www3.iath.virginia.edu/waters/FaldaGiardini/villa_sixtus_falda.htm 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. Portone del giardino della Piazza di Termini Palazzo di Termini Fienili e stalle per la famiglia Torre ora nella Via Felice Peschiera e Fontana di Nettuno Portone ai piedi Monte S. Maria Maggiore Fontane e Piazza dei Leoni Palazzetto Felice Giardini segreti Teatro e Fontane davanti al Palazzo Fontana della Macchia Orto della Cavallerizza Serraglio di leoni Fontana a capo la Macchia Teatro e fontane avanti la Vigna Vascone per adacquar l’orto Cerchiata de giuochi d’acqua Fontana del Prigione Cancellata della vigna Torretta della Vigna Condotto dell’Acqua Felice Bottino dell’acqua del giardino Vestigi antichi delle Terme di Diocleziano Note Le Piante • Nella villa era presente una molteplicità di piante e fiori; quelle documentate sono : – Alberi di portogallo (arance dolci) – Alberi di merangoli (arance amare) – Cipressi – Lauri – Bossi – etc Le opere d’arte Statuaria – arte romana Le opere d’arte • La Villa Montalto conteneva una raccoltra straordinaria di opere d’arte : – Gli abbellimenti, gli affreschi e i decori realizzati dai maggiori artisti dell’epoca (Fontana,Gentileschi, Tassi, etc) – Opere romane anche rinvenute nei propri terreni – Raccolte di pittura – Biblioteca di circa 2000 volumi • Nelle “Notizie Istoriche della Villa Massimo alle Terme” scitta da Camillo Massimo nel 1836 e’ presente un inventario di 37 pagine sui beni di valore in essa contenuti Documento n. 4 – “Un testimone oculare….(1750)” L’Hermes del Louvre Di proprietà del card. Alessandro Peretti, fu acquistata da Luigi XIV nel 1685 per la reggia di Versailles e da qui al Louvre In un restauro rinascimentale era stato identificato con Cincinnato (il gruppo comprendeva un aratro poi rimosso) Doc. N. 5 - Itinerario o guida monumentale di Roma antica e moderna (Angelo Pellegrini) • La villa Massimi fu eretta dal cardinal Montalto ossia Felice Peretti, poi papa col nome di Sisto V, il quale dopo assunto al pontificato proseguì ad abbellire questo luogo. Domenico Fontana diede il disegno del magnifico palazzo nel centro della villa, e così dell'altro che ha il prospetto su la piazza di Termini; il grande portone a lato di esso fu eretto con architettura del medesimo, e così l'altro a piedi della discesa di s. Maria Maggiore. Col passar degli anni la villa Montalto passò ai Savelli, e quindi fu venduta nel 1696 al card. Gio. Francesco Negroni. Dagli eredi di esso nel 1784 passò a Giuseppe Staderini, il quale alienò tutte le buone sculture che vi erano, ed altri oggetti d' arte. Pio VI alcuni ne comprò pel museo Vaticano. Lo Staderini disertò i viali, ed i boschi, riducendola ad orto, e nel 1789 la vendè al marchese Camillo Massimi. Il novello padrone si occupò a ristabilirla e racconciò i palazzi, e così continuarono a risarcirla i suoi discendenti fra i quali il duca d'Arsoli D. Vittorio Massimo. In questo luogo varie volte vi si fecero degli scavi che mai riuscirono infruttuosi, e nell'anno 1777 il cav. D. Niccola Azara in una parte di questo sito fra il Viminale, e l'Esquilino vi scoprì un'antica casa a due piani che rimontava ai tempi di Antonino Pio. Le mura delle camere erano tutte dipinte con storie e figure, esprimenti varie divinità. Furono disegnate dal celebre pittore Raffaele Mengs, ajutato dal cav. Moron suo cognato; poscia vennero segate dai muri, e comprate da un negoziante inglese, le rivendè a Milord. Conte di Bristol. Vi si rinvenne una statuetta di Venere, e molte altre statue in vari punti della villa furono ritrovate. Osservate la statua colossale di Roma sedente innalzata qui dal cad. Alessandro Montalto nipote di Sisto V. Qui ora si va costruendo la stazione centrale delle ferrovie coi disegni di Agostino Mercandetti. Statua di Roma sedente – Castello Massimo di Arsoli Roma sedente 7 metri Le pitture Documento n. 5 – “Serie degli uomini i più illustri nella pittura, scultura, e architettura” (1774) Gli ovali sulla vita di Alessandro La critica ha identificato 11 ovali originariamente presenti nella Villa Peretti. La ricerca pro romana ne ha scovati 3…. Timoclea davanti ad Alessandro Domenichino 1615 – Museo del Louvre Giovanni Lanfranco – 1582 / 1647 Alessandro Magno e il medico Filippo – Fondazione Pietro Manodori (Cassa Risparmio Reggio Emilia) Giovanni Lanfranco – 1582 / 1647 Alessandro rifiuta l’acqua Fondazione Pietro Manodori (Cassa Risparmio Reggio Emilia) Doc. n. 7 – Ridolfino Venuti (Villa Montalto Roma - 1767) Doc. n. 7 – Ridolfino Venuti (Villa Montalto Roma - 1767) n. 8 – La collezione del Cardinale Alessandro Peretti Il Cardinale Alessandro Peretti (nipote del Papa) accrebbe la già ricca collezione di opere d’arte (vennero censiti 250 quadri). Pro Roma Mia ne ha rintracciate alcuni... La Madonna Montalto (Carracci) Il dipinto, noto come La “Madonna Montalto”, olio su rame di dimensioni 35 per 27,5 centimetri, rappresenta la Vergine seduta con in braccio il Bambino che stringe nella mano un pomo. Sulla sinistra del quadro appare un San Giovanni fanciullo che tira il manto della Madonna, mentre sulla destra San Giuseppe nel gesto d’interrompere la lettura rivolge lo sguardo a Gesù. Il dipinto prende il nome dal mecenate che lo commissionò, il cardinale Alessandro Peretti Montalto, fu eseguito dal Carracci tra il 1597 e il 1598 ed è contemporaneo alla “Madonna col Bambino e San Giovanni Battista” conservata agli Uffizi. L’esistenza di questa opera d’arte era nota perché aveva ispirato numerose copie di artisti anonimi prima di dileguarsi nel nulla per oltre tre secoli. Alla fine del 1600, l’ultima discendente della famiglia Salviati, alla quale l’opera era appartenuta, si sposò con Fabrizio Colonna e il quadro passò di proprietà, fino a quando, intorno alla fine del 1700, sir Archibald Campbell, in Italia per un Grand Tour, acquistò il dipinto e lo portò con sé in Scozia. Nel 1947 la casa di sir Campbell fu veduta alla Glasgow University e tutto il suo contenuto venne disperso. Il dipinto di Carracci apparve, però, a Londra l’anno successivo tra le opere in vendita ad un’asta: attribuito giustamente ad Annibale, ma senza essere riconosciuto come la Madonna Montalto, venne acquistato da un anonimo. Negli anni ’90 il proprietario, che lo ha venduto da Sotheby’s, aveva ricevuto il quadro in eredità da un amico e si era rivolto alla casa d’aste per farlo valutare, senza sapere di avere tra le mani un capolavoro (dopo un tentativo di acquisto da parte del Comune di Bologna, l’opera è stata acquistata nel 2003 dalla National Galery di Londra). Cristo resuscita il figlio della vedova di Naim • Opera di Domenico Fiasella (Caravaggesco - 1615) Sarasota (FL) , John and Mable Ringling Museum of Art Giovanni Lanfranco L’Annunciazione - Ermitage di S. Pietroburgo Giuda e Tamar (Galleria Corsini) Altri dipinti identificati • • • • Giovanni Lanfranco : – Maddalena in gloria (Museo Puskin Mosca) – Galatea che va per mare (Galleria Doria Pamphili) – Madonna con bambino e S. Giovanni (coll. privata Reggio Emilia) Giovanni Baglione – La Sacra Famiglia – Maddalena e Marta (Phil Brook Museum of Art – Tulsa Oklaoma) – Lot e le figlie (Museo di Roma) – Diana a caccia (collezione privata) – Ciclope e Galatea (Victoria and Albert Museum - Londra) Annibale Carracci – Cristo e S. Giovanni (Bayerische Museum – Monaco) Guido Reni – S. Sebastiano (Genova – Palazzo Rosso) – Assunzione della Vergine Da “Opere di G.G. Winckelman” 1834 Nella Villa avremmo dunque visto ... 1. Il Palazzo a Termine (con le botteghe) 2. La Porta Quirinalis 3. La Fontana dei Prigioni 4. Una piscina e peschiera 5. Una Vigna 6. Il Casino Felice (la villa centrale) 7. La Porta Viminalis 8. L’Orto 9. Le stalle dei leoni 10. La Botte di Termini 11. L’aggere serviano 12. Il tratto terminale dell’acquedotto Felice 13. L’Hermes del Louvre 14. Gli ovali sulla vita di Alessandro Magno 15. Statua colossale di Roma sedente 16. Gli elementi descritti da Falda 17. La Madonna Montalto 18. Cristo resuscita il figlio della vedova di Naim 19. Altro “La dove c’era l’erba ora c’è una città......” Adriano Celentano La distruzione 1871 - 1887 La Villa nella stampa del Nolli (1748) In rosso l’area dove era ubicata la Villa La Villa nella stampa del Nolli (1748) P.za dei Cinquecento Stazione e binari Pio IX Francesco Saverio de Merode La distruzione • Pio IX voleva modernizzare la città dotandola di una ferrovia efficiente – Costruzione della Stazione Termini e prima aggressione all’area della Villa (1865) • I viali interni diventano assi di comunicazione con la Stazione • Locali della tenuta vengono destinati a servizio dei viaggiatori • Pervenuti al Governo, i Piemontesi avviarono una serie di speculazioni edilizie finalizzate a realizzare l’espansione della città che si andava popolando di nuovi gruppi sociali. Promotore della nuova urbanizzazione fu il cardinale De Merode che avviò i lavori nella zona a ridosso dell’attuale Via Nazionale. – Si costruiscono i palazzi dell’Esquilino stimolati anche dalla presenza della stazione. – Nel 1887 viene distrutto il Palazzo a Termini (ultimo superstite) e al suo posto costruito l’attuale Palazzo Massimo La stazione ferroviaria ingoia la villa…. La Stazione Termini (1890) La villa prima della distruzione Palazzo Massimo Per finire ….l’ortolano di Sisto V Una antica stampa, databile ai primi del ‘600 e mai pubblicata, raffigura l’ortolano del papa. Pro Roma Mia ha il piacere di renderla visibile per la prima volta….