Qualcosa di Noi
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Qualcosa di Noi
EDITORIALE
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Numero 50
Siamo arrivati a 50. “Qualcosa di Noi”
compie 50 numeri. Auguri!! Questo
traguardo è importante, concedeteci una
piccola auto-celebrazione e consentiteci di
far affiorare i ricordi, per tirare un primo
bilancio e fare il punto della situazione.
Qualcosa di Noi nasce nel maggio del
1997. Ancora oggi c’è chi lo chiama
giornalino, giornale, bimestrale, ognuno lo
chiami pure come vuole. Nacque per
volontà di un gruppo di giovani e meno
giovani che sentiva l’esigenza di mettere
nero su bianco, informare, costituire un
punto di riferimento per la parrocchia di
Palazzo del Pero e per le limitrofe, diciamo
pure per la Circoscrizione 6 di Palazzo del
Pero, che costituisce anche attualmente il
nostro “raggio di azione”.
Ripercorrendo la storia del nostro giornale
si ripercorre un po’ la storia recente di
Palazzo del Pero.
Il numero 1 risale al maggio-giugno 1997, i
redattori erano 15, le pagine 12, gli articoli
9. Presente fin da allora anche il “sopratitolo” Guardiamoci in faccia, necessario
per questioni burocratiche e per dare un
senso di continuità con l’omonimo
giornale, scritto dai giovani degli anni ’70,
praticamente i nostri genitori. Fin dal primo
numero abbiamo cercato di informare sulle
iniziative
della
Parrocchia,
della
Circoscrizione, delle varie associazioni che
hanno sede a Palazzo del Pero. Abbiamo
cercato di porre problemi, di proporre, di
aprire dibattiti, di instaurare dialoghi e
discussioni, utilizzando lo strumento della
scrittura, che è sempre stato uno dei mezzi
più efficaci in quanto a chiarezza : “Verba
volant, scripta manent”. Gli argomenti
trattati sono stati tantissimi, ricordarli tutti
richiederebbe molte pagine e annoierebbe.
Risfogliando i primi numeri tornano in
mente la chiusura della Scuola Media, il
ponte pedonale sul Cerfone, il mercatino
dei fiori, l’arrivo dei bambini Bielorussi, il
libro La Valcerfone.
Arrivati al numero 9, rischiammo la
chiusura, la redazione di allora decise di
“sospendere” l’attività. Era l’ottobre 1998.
Per fortuna nel marzo del 1999 decidemmo
di riprendere. Il numero10, quello della
“ripartenza”, aveva una copertina gialla con
una foto di Luca Bruschi ed era di 20
pagine. La ripartenza fu così vigorosa, che
ancora oggi ci dobbiamo fermare.
Nel numero 14 avevamo difficoltà ad
“arginare” le numerose lettere dei lettori
mentre Palazzo del Pero si apprestava ad
entrare nel “nuovo millennio”. Il numero 15
si apre con l’editoriale della Lorenza “…
verso il terzo Millennio”. Il numero 20
racconta del pellegrinaggio della parrocchia
di Palazzo del Pero a Roma in occasione
del Giubileo.
E avanti… Nel 2001 si parlava di :
cassonetti, entrata del cimitero, passaggi
pedonali, servizi dell’AISA, pulizia degli
argini del Cerfone e della zona antistante la
fontana, tetto della Chiesa ….
Nel numero 23 inizia una piccola polemica
con un noto quotidiano aretino che porterà
alla realizzazione di un sondaggio, i cui
risultati sono riportati nel numero 25. In
questa come in tante altre occasioni, si è
cercato il contatto con la gente e si è voluto
dare la possibilità di esprimere la propria
opinione al maggior numero possibile di
persone, cosa peraltro ribadita dalle
numerose lettere e collaborazioni giunte
alla redazione nel corso degli anni.
Nel 2002 Don Giorgio annuncia,
motivando la sua decisione, che lascia
l’incarico di Arciprete della Parrocchia di
San Donnino, a 88 anni, dopo 54 anni
passati a Palazzo del Pero (numeri 30 e 31).
Nel numero 33 c’è la presentazione del nuovo
parroco, don Gianni Zanchi, con noi
Qualcosa di Noi
EDITORIALE
dal novembre 2002 … e la redazione del
giornale si arricchisce.
Nel numero 35 si apprende che “In
canonica non ci piove più”, a dimostrazione
del fatto che i problemi spesso si risolvono
ponendoli, parlandone e trovando una
soluzione con il più ampio consenso
possibile.
Nel numero 36 c’è l’intervista al vigile di
quartiere (a proposito, che fine ha fatto?)
che prosegue una lunga tradizione di
interviste fatte dal nostro giornale, in cui
hanno trovato spazio varie realtà,
istituzionali,
religiose,
commerciali,
sportive.
Ricco il numero 37 con l’allarme per la
paventata chiusura della Circoscrizione di
Palazzo del Pero e la storia del Mulino
dell’Intoppo.
Speciale il numero 44 dedicato alla Visita
Pastorale del Vescovo di Arezzo e
realizzato in collaborazione con la
Parrocchia di Santa Eugenia al Bagnolo.
Nel numero 45 si riferisce della Visita
Pastorale e della vicenda dell’apertura del
tratto della Due Mari con conseguente
realizzazione della rotonda (sofferta, ma
meritata : n.d.r.).
Il resto è storia recente.
E i primi 50 numeri li abbiamo fatti.
Personalmente sono soddisfatto dei primi 8
anni di attività di questo giornale, non
pensavo che avremmo resistito così a
lungo, ma tant’è, finchè c’è la convinzione
in quello che si fa e lo si ritiene utile, è
giusto e doveroso proseguire. Spesso è
meglio non guardarsi alle spalle, è meglio
andare avanti e vivere giorno per giorno …
però … abbiamo fatto 50 … possiamo fare
100 …
Auguri, Qualcosa di Noi.
Nicola Angeli
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Qualcosa di Noi
CRONACA
CRONACA PARROCCHIALE
18 luglio, lunedì
INIZIO DEL CAMPO SCUOLA PER I RAGAZZI DELLE MEDIE
Quattro dei nostri Cresimati hanno partecipato al campo scuola
organizzato a Badia San Veriano assieme alla Parrocchia di Badia al Pino
fino a Domenica 24. Con questa iniziativa educativa riprende la presenza
estiva della nostra Parrocchia a Badia San Veriano, con la speranza già
dal prossimo anno di poter fare di più. Dello svolgimento del campo
scuola tratta un articolo in altra parte del giornalino.
ESEQUIE
Il 16 luglio alle ore 16. 15 nella sua casa, poco dopo aver ricevuto
l’Unzione degli infermi, è spirata la nostra sorella Gina Meucci, da lungo
tempo inferma; aveva 85 anni. Pressoché ogni Domenica riceveva la Santa
Comunione a domicilio. Il funerale si è svolto alle ore 15. 30 nella chiesa
di Sant’Agata alle Terrine e si è concluso con la tumulazione della salma
nel locale Cimitero. A tutti i congiunti giungano le cristiane
condoglianze.
31 luglio, Domenica
ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO
Spartaco e Maria Primavera (genitori di Angelo che assieme con la moglie
Rosanna assicura il servizio liturgico Domenicale alle nostre chiese
periferiche) hanno scelto la chiesa di Sant’Agata alle Terrine per rendere
grazie al Signore dei 50 anni del loro Matrimonio. Alla presenza anche
dei familiari, il Padre Mario Ibba, amico di famiglia, ha celebrato la
Santa Messa festiva delle ore 9.30, durante la quale gli sposi hanno
ricevuto una particolare benedizione. A loro vadano le felicitazioni e
l’augurio di una ancora lunga e prospera vita coniugale.
16 agosto, martedì
ESEQUIE
Il 13 agosto alle ore 14, presso l’Ospedale “San Donato” è deceduto il
nostro fratello Ernesto Cangi , abitante in via Salceta 17. Aveva 85 anni,
essendo nato ad Arezzo il 17 febbraio 1920; era vedovo della Natal ina
Scartoni, morta nel febbraio 2003. Le esequie si sono svolte alle ore 10
nella Pieve di San Donnino e il suo corpo riposa nel Cimitero di Palazzo
del Pero. Rinnoviamo ai familiari tutti la partecipazione al loro lutto.
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Qualcosa di Noi
CRONACA
ESEQUIE
Nello stesso giorno abbiamo dato l’estremo saluto al fratello Gino
Serafini di 66 anni, spirato dopo breve malattia nella sua casa di
Formicheto la Domenica 14 agosto alle ore 14. 30. Due giorni prima si era
confessato e comunicato. Le esequie si s ono tenute alle ore 15. 30 nella
chiesa di Sant’Agata. Alla vedova, ai figli e a tutti i congiunti rinnoviamo
le condoglianze per il lutto che li ha colpiti e l’invito alla speranza
cristiana.
21 agosto, Domenica
MESSA A SAN CASSIANO
La piccola comunità di San Cassiano, più numerosa durante l’estate, è
stata colpita dal lutto per la improvvisa morte di Aldo, un residente estivo
abitante a Castiglion Fiorentino. Hanno dunque voluto rinunciare alla
solita festa di mezz’agosto in onore del Santo titolare del la locale chiesa.
Una Santa Messa festiva è comunque stata celebrata nel pomeriggio alle
ore 17 in suffragio del defunto e vi hanno preso parte numerose persone,
fra cui i congiunti dello scomparso.
27 agosto, sabato
BATTESIMO
La piccola Alessandra Palombi recentemente nata è diventata cristiana al
fonte battesimale della Cattedrale di Arezzo. Il Sacramento è stato
amministrato alle ore 17 da don Gianni nella sua qualità di Canonico del
Capitolo Cattedrale. La neo battezzata risiede con la famiglia a Caste l
Focognano (in Casentino), ma la madre, Monica, è originaria di Pian
d’Usciano. Alla neofita, ai genitori, ai padrini, ai nonni le felicitazioni e
gli auguri per il fausto evento.
28 agosto, Domenica
FESTA DEGLI ANZIANI
Una sessantina di ultrasessantacin quenni hanno risposto all’invito della
Parrocchia e si sono ritrovati a Badia San Veriano per un incontro in
amicizia, la celebrazione della Santa Messa festiva e un lauto e allegro
pranzo preparato dai solerti volontari. E’ stata così anche quest’anno
rispettata la tradizione parrocchiale, che vede nell’ultima Domenica di
agosto svolgersi una semplice ma apprezzata iniziativa che permette a
tante persone di trascorrere qualche ora assieme e condividere i ricordi.
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Qualcosa di Noi
CRONACA
30 agosto, martedì
ESEQUIE
Assunta Migliorini , da tutti detta “Assuntina”, cognata di don Giorgio
Checchi, ci ha lasciati il giorno 28 alle ore 20. 30. Inferma ormai da tre
anni, si era improvvisamente sentita male la Domenica 14; dopo un
ricovero a Siena, era degente all’Ospedale di Arezzo. Si era confessata e
comunicata alla vigilia della sua ultima malattia, durante la quale ha poi
ricevuto l’Unzione degli infermi. Aveva 81 anni, essendo nata il 29
ottobre 1923 a Terranova Bracciolini; dal 1948 ri siedeva a Palazzo del
Pero, dove era giunta al seguito del cognato sacerdote assieme alle figlie.
Le esequie sono state celebrate nella chiesa parrocchiale alle ore 15. 30 e
il corteo ha poi accompagnato il feretro al Cimitero locale. Ricordando la
preziosa opera svolta dalla defunta a favore della Parrocchia, rinnoviamo
le cristiane condoglianze alle figlie, ai nipoti e a don Giorgio.
2 settembre
PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE A FATIMA
27 persone, accompagnate dal Parroco, si sono recate fino al 5 settembre
in pellegrinaggio al santuario mariano di Fatima, in Portogallo. Se ne
parla in altra parte del giornalino.
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Qualcosa di Noi
ATTUALITA’
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Tre pesi e tre misure
estensione del proverbio 2 pesi e 2 misure
In tempi d’ inflazione percepita e d’ inflazione distribuite in 4 fasce:
reale, tutto è possibile: anche che i proverbi urbana
€ 0.85
vengano adeguati ai tempi, quindi non ci extraurbane:
sarebbe da stupirsi che il titolo di questo scritto da 0 a 10 km
€1.00
aggiornasse il luogo comune.
da 10.1 a 20 km
€1.65
L’ “Etruria Mobilità Scarl, la nuova impresa da 20.1 a 30 km
€2.20
che gestirà le linee urbane ed extra-urbane della Palazzo del Pero: zona extraurbana, distanza
provincia di Arezzo, doveva essere la panacea dalla stazione km 11.3 prezzo del biglietto
dei mali dei trasporti aretini e, secondo i €1.65;
promotori, portare dei vantaggi per tutti i Battifolle: zona extraurbana ma distanza 8.1
cittadini o quanto meno per coloro che km paga solo 0.85 € e non 1.00
usufruiscono del trasporto pubblico.
Pieve a Maiano: zona extra urbana e per gran
Primo contatto degli aretini e dei palazzini con parta anche extracomune, distante dalla
la nuova realtà ? Dal primo settembre aumento stazione km 10.5 paga €1.00
generalizzato del così detto “titolo
da
a
a
costo
di viaggio” che noi di “campagna”
cartello.
stazione.
biglietto
chiamiamo biglietto.
AR
AR
attuale
cartello paese
Tutto questo sarebbe niente se le
Km
Km
€
modifiche apportate non avessero
Palazzo del
ancora una volta mortificato
Pero
9,00
11,3
1,65
Palazzo del Pero.
Pieve a Maiano
7,1
10,5
1,00
La storia ed il rapporto tra palazzo
Rigutino
8,3
10,9
0,85-1,65
del Pero ed il Trasporto Pubblico, si
Vitiano
10,3
12,9
0,85-1,65
“deteriora” con l’ abbandono da
Battifolle
4,7
8,1
0,85
parte dell’ Atam di questa linea. In
Rassinata
2,20
quell’ occasione i palazzini
Pieve a Ranco
2,20
rinunciarono all’Atam dietro la
promessa che il Comune avrebbe integrato la Sono queste le difformità più evidenti,(non è
differenza tra il prezzo dell’ abbonamento escluso che ve ne siano altre) che i nostri
Atam ed il prezzo che la società che l’ avrebbe politici ( più volte sollecitati a monitorare
sostituita voleva applicare. Purtroppo in quell’ l’evolvere della situazione) sono ora obbligati a
occasione non ci fu la forza o l’accortezza di tentare di riequilibrare per non essere di nuovo
pretendere anche l’integrazione sul biglietto.
discriminati come già succede con:
Oggi vediamo (riquadro pubblicato in questa -Nuove Acque per il depuratore e la fognatura;
pagina) che ancora una volta Palazzo è
-la Comunità Montana, che continua a tassarci
penalizzato rispetto ad altre realtà del Comune ingiustamente
dimenticatasi
del nostro
aretino, che dispongono di personalità più territorio dopo il primo intervento palliativo;
influenti o bacini di voti più appetibili.
-il Comune che sul Piano Triennale
Il confronto facile-facile è fatto su Battifolle e d’Investimenti ci ha semplicemente ignorato a
Pieve a Maiano, ecco perchè il titolo 3 pesi e 3 differenza di altre Circoscrizioni.
misure(Palazzo-Battifolle-Pieve a Maiano)
(Flavio)
Ad un primo esame, si vede che le tariffe sono
Qualcosa di Noi
ATTUALITA’
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Frère Roger Schutz
l’ uomo del dialogo
Nel corso della preghiera della sera di
martedì 16 agosto, in mezzo alla folla che
circondava la comunità, nella Chiesa della
Riconciliazione, una donna squilibrata, ha
colpito con un coltello Frère Roger che è
deceduto alcuni minuti dolpo.
Frère Roger adesso riposa nel piccolo
cimitero attorno alla chiesetta romanica di
Taizè. Accanto ai suoi confratelli e
accanto alla madre Amèlie morta il 4
dicembre 1973 nell’ ora serale della
preghiera. La stessa ora in cui il 16 agosto,
una squilibrata rumena, ha affondato il
coltello nella gola di Frère Roger. Una
morte quasi immediata assurda e
assolutamente imprevedibile per un uomo
che con l’ avanzare degli anni era
diventato il simbolo della mitezza della
bontà e della fragilità:
Frère Roger è stato assassinato in chiesa
accanto ai suoi confratelli, ai bambini che
sempre teneva vicino durante la preghiera,
davanti ai 2500 giovani di tutto il mondo,
radunati su quella collina della Borgogna,
che lo hanno vegliato fino al giorno del
funerale.
Tre volte sono stato a Taizè. Mi sono sempre
mescolato alle migliaia di giovani che
convergono in questa comunità, creata da un
giovane credente protestante, nato in
Svizzera, da madre francese. Il suo nome era
Frère Roger Schutz che si era stabilito in
questo villaggio nel 1940.
A Frère Roger quel luogo parve ideale per
dar vita ad una comunità. Per un pò di anni il
giovane Roger, fragile e minacciato dalla
tubercolosi, accolse i rifugiati, soprattutto
ebrei, che fuggivano dalle zone occupate dai
nazisti. Poi arrivarono i primi fratelli attirati
dalla semplicità del frate. Ora molti giovani
accanto alla Chiesa della Riconciliazione si
affollano davanti ai televisori che
trasmettono la flebile e calda voce del frate
che spezza il silenzio delle veglie.
Perchè molti giovani vanno a Taizè?
Dall’ inizio della primavera alla fine dell’
autunno, ogni settimana, giovani di diversi
continenti, arrivano sulla collina di Taizè,
Sono alla ricerca di un senso della propria
vita andando alle sorgenti della fiducia in
Dio, intraprendendo un pellegrinaggio
interiore che incoraggia a costruire un
cammino di fiducia fra le persone.
A volte, d’ estate anche 5000 giovani
possono ritrovarsi in questa comune
avventura.
A Taizè i giovani sono accolti da fratelli che
si sono impegnati, per tutta la vita al seguito
di Cristo. La preghiera comune riunisce tutti
quelli che vivono nella collina, nella stessa
lode a Dio attraverso il canto e il silenzio.
Chi ha vissuto, per qualche settimana, in
questa comunità, non riesce a pensare che
quest’ uomo così santo e così devoto, possa
essere stato accoltellato da una donna che
dicono pazza, senza che nessuno abbia
potuto fermare la mano fratricida e salvare il
fondatore di Taizè.
Don Giorgio
ATTUALITA’
Qualcosa di Noi
9
LE MIE 98 CROCI DEL SUD
E’ come un tuffo nel mare blu, o
respirare aria pura in alta montagna
con tutto intorno il paesaggio più
bello mai visto, questa è stata per me
l’esperienza vissuta a Camiri
(Bolivia).
Una volta giunti a destinazione tutto
ciò che prima si poteva immaginare,
svanisce, tutto comincia a disegnarsi
in un modo nuovo e inaspettato e
dopo qualche settimana ogni cosa
appare familiare come se da sempre
la avessimo vissuta . All’HOGAR del
menor “NINO JESUS” di Camiri,
vivono stabilmente 98 bambini d'età
compresa tra i 3 e i 15 anni, ciascuno
di loro porta dentro il peso di una vita
familiare fallita, di un doloroso
abbandono, di una silenziosa
solitudine. Suor Grazia Ceni,
direttrice dell’HOGAR ( che in
spagnolo significa casa) si prende
cura di loro, instancabilmente,
tenacemente da loro un’opportunità di
riscatto, di rivincita verso tutte le
delusioni e le ingiustizie subite.
La vita a Camiri è semplice; le
giornate iniziano molto presto per
tutti quanti. Alle 6 suona la campana
perché prima di andare a scuola è
necessario compiere tutte quelle attività di pulizia e
sistemazione dei locali. La scuola e i compiti assorbono
quasi tutta la giornata dei ragazzi: alcuni vanno a scuola la
mattina altri il pomeriggio, per questo si costituiscono due
momenti di studio per eseguire i compiti. A pranzo e a cena
tutto il gruppo si riunisce per condividere il “pane
quotidiano” senza mai dimenticare di ringraziare il Signore
per questo. Alle 18,30 ora in cui s’interrompe l’attività dei
gruppi di studio, si trova sempre il tempo per una partita a
pallone, squadre miste, maschi e femmine, grandi e piccini,
a piedi nudi, tutti nel campetto vicino al piazzale. Due volte
il giorno, alle ore 12 i più piccoli, e alle ore 19 i più grandi
c’è il raduno in cappella per il Santo Rosario. Il sabato è il
giorno delle pulizie più accurate: lavare, stirare, pulire le
camere e tutti gli altri locali dell’Hogar,lustrare le scarpe,
ecc…..
Ciascuno dei ragazzi ha il compito e la responsabilità di
mandare aventi tutte le attività attinenti al vivere
quotidiano, e mentre le femmine si occupano delle faccende
domestiche, i maschi pensano ad accudire gli animali,
all’orto, ai lavoretti di manutenzione sotto l’occhio attento
e severo della direttrice. Madre Grazia (così la chiamano
tutti) in 13 anni di duro lavoro è riuscita a dar vita ad una
fattoria dove alleva mucche da latte e per la carne, maiali,
polli, galline, quaglie e molto presto Madre Grazia ha
intenzione di impiantare anche un allevamento di pesci.
Tutto questo le permette di garantire ai suoi ragazzi una
sana e più completa alimentazione,li responsabilizza nel
lavoro e da loro le basi per un’autosussistenza futura. La
domenica è il giorno del Signore, tutti insieme si
partecipa alla celebrazione della messa in Cattedrale.
Non è facile,con le parole, riuscire a descrivere le
sensazioni e le emozioni provate durante la permanenza
a Camiri, i ragazzi ci hanno insegnato e fatto riflettere
molto sul significato della vita, sul significato del nostro
viaggio su questa terra. Ognuno di loro si è aperto a noi,
non si risparmiato nel darci amore, attenzione, chiedendo
in cambio null’altro che amore.
Ci hanno fatto comprendere quale grande gioia si
nasconda nel condividere insieme il poco, quale felicità
immensa ci sia nel trovare un nuovo amico, qualcuno
che anche se lontano, porterà sempre con se un piccolo
frammento dei loro sorrisi, dei loro sguardi, dei loro
volti, che avrà provato grazie a loro, quella serenità e
pace che è frutto di assenza di avidità e invidia.
Partendo, una parte del mio cuore e rimasta all’Hogar,con
tutti loro, con le mie 98 croci del sud.
(Lucia)
Qualcosa di Noi
ATTUALITA’
Alla Verna la tre giorni sui
mezzi di comunicazione
La diocesi di Arezzo, si apre al mondo dei
media e delle comunicazioni sociali.Dopo
la scelta del Vescovo, monsignor Gualtiero
Bassetti, di riprendere gli incontri con gli
operatori delle comunicazioni sociali per la
festa del patrono dei giornalisti, San
Francesco di Sales, la Chiesa aretina,
cortonese e biturgense ha deciso di
interrogarsi sulle nuove frontiere della
comunicazione e di usare i nuovi mezzi per
diffondere la pastorale.
Un’ attenzione che avrà il suo perno nelle
parrocchie, che vedrà in primo piano i
media di ispirazione cattolica che sono
presenti nella diocesi :ToscanaOggi,
Telesandomenico,
i
periodici
parrocchiali, i siti internet della diocesi,
ma che interesserà anche gli altri giornali,
le televisioni, le radio e i siti che operano
nel territorio.L’incontro che si svolgerà da
lunedì 12 settembre a mercoledì 14 avrà
come filo conduttore la comunicazione.
Infatti, il titolo scelto è «La missione della
Chiesa oggi nella cultura dei media». Un’
argomento che «è stato anticipato nel
documento dell’episcopato italiano sugli
orientamenti pastorali per il primo
decennio
del
millennio
intitolato
Comunicare il vangelo in un mondo che
cambia» e che «è stato recentemente
ripreso e sviluppato dal direttorio sulle
comunicazioni sociali, Comunicazione e
missione», spiega il Vicario Generale,
monsignor Giovacchino Dallara, nella
lettera al clero, alle comunità religiose e ai
fedeli.Sul convegno si alzerà il sipario
lunedì alle 9.30 con l’accoglienza a cui
seguirà il saluto del Vescovo. Alle 11.30 la
prima relazione di monsignor Claudio
Giuliodori, direttore dell’Ufficio nazionale
delle
comunicazioni
sociali,
su
«Comunicare il vangelo in un mondo che
cambia». Dopo il pranzo, alle 15.45, il
secondo intervento di monsignor
Giuliodori sul tema «Cultura dei media e
sfide per la pastorale». Martedì, alle 9.30,
toccherà al sacerdote-giornalista don
Tonino Lasconi guidare la mattinata su
«Comunicazione e missione in parrocchia»
e nel pomeriggio, alle 15.45, l’altra
relazione di don Lasconi su «La parrocchia
“quotidiana” nell’areopago dell’oggi».
Mercoledì, invece, la mattina è riservata
alle comunicazioni degli uffici pastorali a
cui seguirà la conclusione del Vescovo.
«La finalità del convegno - sottolinea il
Vicario Generale - è quella di awiare una
riflessione nelle nostre comunità sulle
modalità, anche nuove, di annunciare
Cristo».Proprio la stretta attualità del tema,
ha spinto la diocesi a sollecitare la
partecipazioni dei laici «particolarmente
sensibili» all’incontro della Verna.
Da qui l’invito di monsignor Dallara ai
parroci di «proporre ai laici la
partecipazione al convegno affinchè «le
singole comunità parrocchiali possano
adeguare con gradualità le proposte
pastorale alle esigenze e alla comprensione
della gente».
(notizia tratta dal giornale on-line
“arezzo notizie web)
10
Qualcosa di Noi
ATTUALITA’
Pellegrinaggio a Fatima
Nei giorni dal 2 al 5 di settembre
abbiamo partecipato al pellegrinaggio a
Fatima organizzato dal parroco Don
Gianni attraverso l’Opera Romana
Pellegrinaggi.
Del gruppo facevano parte in
prevalenza parrocchiani di Palazzo del
Pero e qualche aggregato aretino, come
noi che abbiamo aderito con
entusiasmo in quanto desiderosi di
poterci recare a pregare in
un
Santuario Mariano così importante.
Il pellegrinaggio, fra l’altro, è stato
anche l’occasione del
“battesimo
dell’aria” per molti dei partecipanti
che non avevano mai avuto l’occasione
di salire su un aeroplano.
All’aeroporto di Roma Fiumicino ci
siamo incontrati con il resto del gruppo
composto da fedeli della Diocesi di
Ozieri (Sardegna) guidati da Don
Salvatore Pintus che è stato la nostra
guida spirituale durante tutto il
pellegrinaggio. Del gruppo di pellegrini
sardi facevano parte anche altri due
sacerdoti e due diaconi prossimi
all’ordinazione
sacerdotale.
Completavano la comitiva alcuni fedeli
di Roma ed un padre gesuita Don
Antonio.
Ci sono stati momenti di spiritualità
molto coinvolgenti come la Via Crucis,
nel percorso che i tre pastorelli
facevano con le pecore dal loro paese
al pascolo (luogo dove attualmente
sorge il complesso del Santuario), la
recita del rosario e la successiva
processione con la statua di Maria sul
piazzale del Santuario; e la messa
internazionale della Domenica mattina
conclusasi con il commovente saluto a
Maria da parte dei fedeli che
sventolavano i loro fazzoletti bianchi
secondo
l’usanza
del
popolo
portoghese.
Vi sono state anche piacevoli occasioni
turistiche come la visita alla città di
Lisbona subito dopo il nostro arrivo da
Roma e la visita alle basiliche mariane
di Batalha e di Alcobaça, testimonianze
della religiosità e della profonda
devozione a Maria del popolo
portoghese.
Possiamo testimoniare che tutti siamo
stati coinvolti dalla spiritualità che si
respira a Fatima e dalle celebrazioni
liturgiche e penitenziali, ma soprattutto
dal messaggio di Maria che, tramite i
pastorelli Giacinta, Francesco e Lucia,
è stato rivolto ad ognuno di noi
affinché attraverso la penitenza, la
sofferenza e la preghiera il mondo
possa ottenere la conversione del cuore.
Ne sono stati un esempio per noi quei
pellegrini che con devozione hanno
percorso in ginocchio la “via del
sangue” (come i tre pastorelli per la
remisione dei peccati dell’umanità) o
hanno pregato affrontando la Via
Crucis a piedi nudi.
In questo luogo abbiamo compreso
quanto siamo ancora lontani dal vivere
una autentica vita cristiana, quindi
l’incontro con Maria è stato per
ciascuno di noi una presa di coscienza
della propria realtà di peccatore ma
anche
un incoraggiamento a
collaborare senza riserve con il piano di
salvezza divino.
Franco e Patrizia.
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ATTUALITA’
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Gli anziani: manuali d'istruzioni della vita.
Nel 1999 il nostro vecchio Santo Padre Giovanni Paolo II indirizzò una lettera agli anziani dove parlava
dei disagi e piaceri della vecchiaia che anch'egli viveva in prima persona, toccando inoltre temi
d’accesa discussione pubblica.
L’anzianità che troviamo proposta da Giovanni Paolo II è attiva, vissuta appieno sfruttando tutta
l’esperienza acquisita nel corso degli anni per aiutare il prossimo con un parola di conforto o
indirizzando i passi dei giovani che si affacciano all’orizzonte della vita.
La comunità come scriveva Giovanni Paolo può ricevere molto dalla presenza di chi è avanti con gli
anni, al contrario di ciò che afferma l’attuale opinione pubblica.
Proprio quest’ultima, che spesso oggi viene ad essere ispirata da quell’ormai indispensabile, ma
conformista scatola che è la televisione, tende a raffigurare gli anziani come scarti di questa società
consumistica, ormai inutili e solo di peso.
Forse questo progresso così rapido degli ultimi decenni che ci ha portato allo stato attuale, ci ha fatto
abbandonare il millenario rispetto che nutrivano tutte le antiche civiltà.
Nella noi nota Roma antica, ad esempio, la parola senex era ambivalente: significando sia vecchio sia
persona matura, saggia, idealizzando così l’anzianità come luogo in cui risiedeva la saggezza.
Sfogliando ancora le pagine della storia troviamo i famosi filosofi greci, che potevano essere definiti tali
solo dopo il loro cinquantesimo anno d’età.
Dovremmo quindi fermarci dalla frenesia della nostra vita e guardarci indietro, per meglio capire e
vivere sia il nostro presente, sia quello di chi c’è vicino.
Solo gli anziani capiscono appieno la precedente affermazione essendo in un’età di calma e tranquillità,
non fisica ma spirituale, in cui la riflessione che maggiormente s’impone è quella riguardante il tempo
che scorre inesorabile.
Nella gioventù, quale io sto vivendo, la morte viene considerata come un evento lontano e come tale non
molto considerato, ma con il passare del tempo ci si avvicina irrimediabilmente a quell’ultima fase della
vita che è molto difficile da accettare, visto che l’uomo è stato concepito per vivere.
La nascita e la morte sono l’inizio e la fine della nostra vicenda terrena, come ci ricordano la prima e
l’ultima lettera dell’alfabeto greco: l’alfa e l’omega scolpite sulle lapidi delle tombe.
Ma dobbiamo vedere tutto ciò da un’ottica diversa, da quella della fede, che ci apre, com’è scritto nella
lettera”ad una speranza che non delude”additandoci la prospettiva della resurrezione finale.
Voi anziani quindi, dovete vedere tutte le tribolazioni che avete affrontato e che affronterete nella vostra
vita, non come distruttrici di quella speranza ma quali fondamento di essa come ci ricorda Giovanni
Paolo II.
Concludendo vorrei riportare una frase e una preghiera del nostro vecchio Santo Padre dedicata agli
anziani, oltre a porgere i miei più cari saluti ai numerosi anziani della nostra comunità.
- Se la vita è un pellegrinaggio verso la patria celeste, la vecchiaia è il tempo in cui più naturalmente si
guarda alla soglia dell’eternità.
-Iube me venire ad te!
Dacci, o Signore della vita, di prenderne lucida coscienza e di assaporare come dono,
ricco di ulteriori promesse, ogni stagione della nostra vita.
Fa’ che accogliamo con amore la tua volontà, ponendoci ogni giorno nelle tue mani misericordiose.
E quando verrà il momento del definitivo “passaggio”, concedi di affrontarlo con animo sereno, senza
nulla rimpiangere di quanto lasceremo.
Incontrando Te, dopo averti a lungo cercato, ritroveremo infatti ogni valore autentico sperimentando
qui sulla terra, insieme con quanti ci hanno preceduto nel segno della fede e della speranza.
E tu, Maria, Madre dell’umanità pellegrina, prega per noi “adesso e nell’ora della nostra morte”.
Tienici sempre stretti a Gesù, Figlio tuo diletto e nostro fratello, Signore della vita e della gloria. Amen!
Leonardo Biserni
Qualcosa di Noi
RIFLESSIONI
Bella copia
Basterebbe la
tua brutta copia
per essere da esempio
a tante false brave
persone.
Pensa come saranno
felici coloro che
ti possono avere
vicino come bella copia.
(Giacomo)
RIFLESSIONI
Lassù, sospeso fra il cielo e la terra, c’è un piccolo camposanto che
accoglie per l’ultima dimora le persone a noi care che si riposano nel
silenzio della pace e alle quali, qualche volta, in particolari momenti di
abbandono e di sofferenza vorremmo riunirci. Per un insieme di cose: una
certa stanchezza, il tempo che passa e che ogni giorno ci carica di un
nuovo fardello, il disagio creato alle persone amiche, l’età che avanza, la
solitudine, una piccola famiglia polverizzata, le difficol-tà di una vita
difficile e piena di tormenti, ci arrecano una gran voglia di abbandonare la
lotta. Chi è abbastanza avanti con l’età, o chi semplicemente sfortunato,ha
attraversato esperienze dolorose. E’ capitato a tutti di morire, giorno dopo
giorno, insieme a qualcuno ormai incurabile. A volte, tutti ci siamo
ritrovati a desiderare che vicende simili finissero, e che si finisse noi di
soffrire, i nostri cari di vivere. Per poi immediatamente pentirci, e soffrire
ancora di più. (Serp)
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Qualcosa di Noi
ATTUALITA’
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Una settimana a Badia S. Veriano
Dal 18 al 24 Luglio, noi ragazzi del catechismo, abbiamo passato una stupenda settimana a
Badia S. Veriano insieme alle parrocchie di Badia al Pino e dintorni.
Eravamo invitati a trascorrere questa esperienza noi ragazzi dalla quinta elementare alla
seconda media, ma purtroppo siamo stati solamente in quattro ad iscriverci, precisamente
Andrea Maccari, Martina Sandroni, Nico Fattorini ed io, Giulia Ginestrini. Appena arrivati a
Badia (grazie ad un passaggio di Don Gianni), ci hanno suddiviso in quattro squadre,
diversificate dai colori: giallo, rosso, verde e blu; tutto questo per una specie di "torneo" a
punti, i quali venivano assegnati ad ogni squadra secondo l'esito delle varie attività svolte.
Ma una cosa è certa: in quella settimana ci siamo divertiti moltissimo, prima di tutto per le
nuove amicizie che ci siamo fatti, per i giochi, le passeggiate e per i momenti di riflessione. La
nostra giornata era piena di divertimento, sin dalla prima colazione, quando ci litigavamo la
nutella da spalmare nei biscotti. Dopo la colazione ci dividevamo in gruppi: c'era chi
sparecchiava, chi lavava le tazze, chi puliva le stanze e chi aiutava la nostra bravissima cuoca
tutto-fare Marisa a cucinare le sue prelibatezze culinarie. Fatto ciò ci ritrovavamo in chiesa per
un momento di riflessione, e poi tutti insieme a vedere un pezzo del film "Alla ricerca di
Nemo" per poi lavorare a gruppi sul significato che ci trasmetteva.
Dopo il dovere arrivava il momento del piacere, quindi fino all'ora di pranzo c'era il tempo
libero, che ognuno trascorreva a suo piacimento: passeggiando nel bosco, ascoltando della
musica, giocando a calcio balilla, a pallavolo a bocce... insomma un sacco di tempo per fare
quello che ci pareva.
Alle tre e mezza arrivava il momento di digerire il pranzo, e che c'è di meglio per bruciare
calorie, se non di fare qualche gioco spericolato? Infatti alla sera ci ritrovavamo sporchi di
terra, stanchi da morire, ma anche felicissimi perchè i nostri animatori erano proprio bravi a
farci divertire.
Dopo cena, avevamo tempo libero, e la maggior parte di noi comperava un gelato nel bar, per
poi gustarselo facendo una passeggiata nel bosco.
Poi, alle 21:30, ci ritrovavamo per fare dei giochi. Di solito giocavamo a guardie e ladri in due
squadre, ma l'ultima sera abbiamo fatto una bellissima caccia al tesoro, che ha decretato la
squadra vincitrice, i gialli (della quale facevo parte anche io).
Finiti i giochi andavamo in chiesa per discutere sulla giornata appena passata e pregare. Una
sera, però, ci siamo confessati al nostro parroco Don Gianni, a Don Josè e Don Giancarlo (due
dei preti delle altre parrocchie).
Dopo tutta questa giornata, anche se mai prima di mezzanotte, andavamo finalmente a riposarci
(se si può chiamare riposo starsene a chiacchierare per quasi tutta la notte).
La domenica, abbiamo pranzato insieme ai nostri genitori, e poi, di pomeriggio, prima di
celebrare la messa, ogni gruppo ha rappresentato a suo modo in una recita provata e riprovata,
con il tema della crescita.
E' stata un'esperienza bellissima che consiglio a tutti i ragazzi che non l'hanno provata,
sperando così che il prossimo anno il gruppo di Palazzo del Pero sia decisamente più
numeroso.
Giulia Ginestrini
Qualcosa di Noi
ATTUALITA’
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Il male non viene solo dai giovani
In seguito ai recenti avvenimenti di gioventù violenta, a noi della redazione è
sembrato opportuno proporvi questo articolo del giornalista Stefano Zecchi,
pubblicato sul quotidiano “Il Giornale” del 21 agosto 2005
Giovani che incendiano macchine e motorini,
giovani che scaraventano massi dal cavalcavia,
altri che cercano di far deragliare i treni.
Abbiamo cresciuto una gioventù criminale? Le
nuove generazioni sono incapaci di progettarsi
positivamente, costruttivamente in questa
società?
Andrei piano a mettere sotto accusa un'intera
generazione, ci starei attento anche se le
cronache sono piene di fatti che mostrano l'
aggressività, la violenza dei ragazzi.
Chi ieri ha comprato il Giornale avrà trovato in
prima pagina l' ennesima notizia di atti
vandalici e omicidi perpetrati da una banda di
ragazzotti, ma gli è stato sufficiente voltare
pagina per vedere altri volti dei giovani d' oggi,
quelli (qualche centinaia di migliaia, non
quattro o cinque come a Cassino e poi giù di lì)
accorsi a Colonia per la visita di Papa
Benedetto.
E se poi quello stesso lettore ha continuato a
girare pagine del Giornale, alla sesta avrà visto
la fotografia di un giovane (sono migliaia) che
sta preparando gli stand per il tradizionale
incontro di Rimini di CL. Dunque, andiamo
piano con il criminalizzare una generazione,
anche perché quei gesti vandalici e omicidi che
riempiono le pagine della cronaca non sono
neppure così originali e così nuovi.
Qualcuno ricorderà il celebre romanzo del
secolo scorso di André Gide, I segreti del
vaticano, tutto imperniato sul tema dell' "atto
gratuito", cioè dell'omicidio fine a se stesso,
dell' omicidio di una persona qualsiasi,
sconosciuta, per il semplice gesto di uccidere,
di compiere un "atto gratuito", però di
significato immenso, come appunto quello di
sopprimere una vita. Ma Gide riprende un
argomento che era di Dostoevsky, che si
ritrova nei futuristi, in qualche bellissimo
film: chi non ricorda James Dean e la Gioventù
bruciata? E La nausea di Sartre?
Per questi giovani criminali non si deve parlare
di assenza di valori, ma dell' imperiosa vittoria
del nulla su qualsiasi valore di costruzione e di
progetto. Un nulla che non rappresenta il vuoto
esistenziale, ma che riempie il vuoto
esistenziale attraverso l’atto gratuito, attraverso
il gesto nichilista supremo che è quello della
distruzione dell'altro o di se stesso.
Purtroppo questi stati d'animo esistono, ci sono
sempre stati e soprattutto si annidano più
frequentemente nelle menti dei giovani. Quelli
che hanno lanciato un masso dal cavalcavia si
sono sentiti per un attimo protagonisti dell' atto
gratuito che ha riempito la loro povera
esistenza. La stessa cosa accade per i piromani,
per i deragliatori.
Si deve proibire la notizia per non creare
emulazione? I mezzi di comunicazione sono
irrilevanti nella diffusione di questo fenomeno
che nasce dalla mente, dal suo nichilismo.
Qualcosa di Noi
ATTUALITA’
Cosa fare? La risposta è sempre la stessa:
educare. Il compito di educare è esattamente e
brevemente quello di far crescere nell’animo
di un adolescente il senso della vita: un senso
possibile – non uno unico e assoluto – a cui
dedicare le sue energie, per far crescere
speranze, aspettative, progetti. Ma qui viene il
bello. Chi sono questi educatori e quali sono i
contenuti dell’ educazione? Ogni società in
ogni tempo ha dovuto fronteggiare il
nichilismo distruttivo che alberga nei giovani:
è una balla colossale che la nostra gioventù
sia peggiore di quella di venti, cinquanta,
cento, duecento anni fa.
Ritorniamo allora alla domanda su chi sono
oggi gli educatori e come educare, ricordando
la terza e sesta pagina del Giornale di ieri,
quella dei giovani a Colonia e a Rimini. La
religione riesce a dare risposte a chi le chiede,
dà speranza nel futuro, sa educare i giovani al
senso della vita, sa sottrarli al nulla. Ma
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dovrebbe esserci spazio anche per un’etica
laica, mentre invece è proprio il pensiero
laico ad essere in crisi, a non saper motivare i
giovani, a non dar loro il senso della
speranza, a macinare l’ idea del futuro nel
tritacarne dell’ ideologia scientifica, del
progresso come se qui un giovane riuscisse a
trovare la risposta al senso della propria vita,
in un’ opposizione ottusa con la trascendenza,
con il mistero della morte e della generazione
dell’ esistenza. E c’è di peggio. Oltre ad
incapaci maestri laici, ci sono anche cattivi
maestri laici: i predicatori del nulla, dello
schifo della vita, della sua insensatezza.
Questi maestri sono come i cartelli stradali
che indicano la strada senza percorrerla. Sono
i maestri che quando scrivono libri, quando
fanno cosiddetta arte, quando compongono
canzoni vogliono premi e vogliono soldi,
incuranti del messaggio nichilista che
trasmettono, indifferenti al “gesto gratuito”
che esaltano.
Qualcosa di Noi
DALLA SCUOLA
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Grazie ed ancora grazie
I bambini e le insegnanti della Scuola dell’ Infanzia l’ Erica di Palazzo del Pero , ringraziano
sentitamente l’ “Associazione il Palazzo” ed in particolar modo il presidente sig. Fosco Omarini
ed il segretario sig. Luciano Mori, per il loro contributo all’ acquisto di due tavoli utilizzati per
l’allestimento di un nuovo
“laboratorio espressivo”
destinato ai bambini. Un
grazie di cuore e vi
aspettiamo per poterlo
ammirare!!!
(Le insegnanti)
Nel cielo di
Palazzo brillano
nuove stelle!!!
Meglio tardi che mai
Anche quest’anno, come
nostra consuetudine, a
giugno, presso la “Scuola
dell’ Infanzia l’ Erica”, si
è svolta la rappresentazione teatrale “Biancaneve e i sette nani” che ha visto protagonisti i
genitori ed i bambini: Il clima è stato sereno, frizzante ed al massimo del divertimento, pertanto
le insegnanti ringraziano i veri artisti del futuro “ i bambini”, la compagnia “New Age”, i
genitori che hanno collaborato all’ allestimento dello spettacolo, del rinfresco e quant’altro,
supportando le insegnanti, il sig. Zamponi Michele che con le sue melodie ci ha accompagnato
durante la serata, i collaboratori scolastici e quanti hanno partecipato.
Arrivederci al prossimo anno.
(Le insegnanti)
Due rondini non fanno primavera?
La redazione di “Qualcosa di noi” si unisce al plauso per le iniziative di cui sopra, il cui
fine è la valorizzazione della nostra realtà scolastica.
Da parte nostra continueremo a mettere in risalto queste idee, portandole a conoscenza
della gente.
Cogliamo l’occasione per evidenziare che la nostra scuola registra, quest’anno, un
aumento d’iscrizioni, grazie anche ai consigli impartiti dai Dirigenti Scolastici, che
conoscono molto bene sia le realtà aretine che la nostra.
Per la prima volta si sono iscritti bambini i cui genitori risiedono e lavorano in città, ed
anche se due rondini non fanno primavera noi ci ostiniamo a sperare che si sia verificata
un’ inversione di tendenza.
La redazione
POESIA
Qualcosa di Noi
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Il Cerfone
Il tuo percorso
Come era il fiume
io ve lo dico,
c’entravi sporco
uscivi pulito;
questo era il “Cerfone”,
ti puliva anche senza sapone.
Il bagno, era una cosa stagionale,
solo d’estate potevi fare;
nelle case non c’era neanche il gabinetto,
l’acqua in casa ce la portavi con un secchio;
oggi, nel fiume, il bagno ce lo fanno i topi,
se c’entri dentro, rischi di prendere la
leptospirosi.
Acqua pulita che potevi bere o per l’orto,
oggi è un fiume senza vita, un fiume quasi morto.
Il proverbio diceva allora:
acqua corrente
la beve il serpente
la beve Dio
la posso bere anch’io.
Non potrò dimenticare,
il “Cerfone” a me ha dato da mangiare,
se frugavo sotto il grottone
tiravo fuori un lascone,
se frugavo sotto un sasso
tiravo fuori un barbio.
A primavera gli argini tutto un colore
Con tantissimi ciliegi in fiore;
oggi tutto questo è finito
ma il fiume è sempre colorito,
anzi, i colori sono di più,
colori delle plastiche che l’acqua porta giù.
Povero fiume, come ti abbiamo ridotto,
aspettavamo l’estate, ti si montava tutti addosso,
oggi poca acqua e tanti mali,
non ci si può entrare neanche con gli stivali.
Solo gli anziani ti possono ricordare
Tu qualcosa hai dato a tutti
I giovani non lo possono immaginare,
per loro sei il trasportatore dei rifiuti.
Caro “Cerfone”
Tu eri pulito, io giovane
Tanti anni sono passati
Oggi siamo vecchi, entrambi malati.
Aprile 2005
Silvano Favilli
Il percorso che farai,
da dove sei
a dove vuoi arrivare,
è come una strada
con svolte e sobbalzi.
Il tuo carattere,
il tuo atteggiamento
saranno i fattori determinanti
per il tuo successo.
Non arrenderti alle avversità,
ciò che non uccide
rende più forti.
Riempi il tuo sacco,
fanne esperienza
e prosegui il percorso.
(Cinzia E.)
Bella copia
Basterebbe la
tua brutta copia
per essere da esempio
a tante false brave
persone.
Pensa come saranno
felici coloro che
ti possono avere
vicino come bella copia.
(Giacomo)
Qualcosa di Noi
RUBRICA
Ecco a voi una bella serie di parole del dialetto aretino, che in città si sono perse da molto
tempo, ma che in campagna in particolar modo a Palazzo del Pero si sono protratte fino ai
giorni nostri. In un certo senso è bello non perderle.
Con questa rubrica vorremo fare un piccolo vocabolario palazzino.
G
Ghiacere per giacere , stare a riposo o andare a dormire.”per piacere va a ghiacere che sè
stracco”
Ghiavolo, per diavolo.
Ghiavottolo, sasso un pò grosso, ciottolo.
Ghingheri, “essere in ghingheri” vuol dire essere vestito in maniera
sfarzosa. “Oggi ha
arnoveto, è proprio ‘n ghingheri”
Ghiòzzo, si dice del pesce d’acqua dolce che sta per lo più fermo nel fondo del gorgo, è
riferito anche a persona rozza, ottusa o poco esperta.
Ghjuttizia, ghiottoneria.
Giocolante, saltinbanco, artista del circo.
Gionto, giunto, arrivato a destinazione.
Giovarsi, fare uso di qualcosa senza provare nausea o schifo, “si te ne giovi, bevi ‘n quel
bicchieri”” a l’Agania un ci mangio, che ‘n me ne giovo”
Giubba, giacca da uomo, ma “cambiare giubba” in senso figurato vuol dire cambiare
partito o squadra per cui si è fatto il tifo. “ un te ne fidere, perchè avrà cambio giubba mille
volte”
Giubbata, grossa quantità: ad esempio di acqua. “oggi ho preso na giubbeta d’ acqua!”
Giuccamatta, una un pò pazzerella.
Giuppersue, “più o meno”
Gnagna, lagna.
Gnarae, bisognerà.
Gnavolare, miagolare,” dagni qualcosa a sto gatto, un lu senti come gnavela”.
Gnudo, nudo.
Gnottolo, pipistrello.
Giumella, usata come unità di misura molto grossolana, all’ incirca quanto sta nel concavo
di due mani congiunte,” sto cittino è bravo dagnene na giumella de ste caramelle”
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Qualcosa di Noi
RUBRICA: trucchi di casa
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Qualcosa di Noi
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Domenica 16 ottobre ore 9 presso il Circolo
Valcerfone.
Gara Mountain-bike.
Organizzata dal Team Valcerfone in collaborazione con
la Federazione.
La gara è riservata ai bambini della categoria Giovanissi
(tesserati F. C. I.),
in concomitanza con la Festa della Castagna.
Guardiamoci in faccia
Qualcosa di noi
Bimestrale dei giovani della
Parrocchia di S.Donnino
a Palazzo del Pero
DIRETTORE RESPONSABILE
Vittorio Gepponi
REDAZIONE:
Nicola Angeli, Roberta Busatti,
Giorgio Checchi, Flavio Angeli,
Catia Sandroni, Cinzia Ercolani
Marco Pellitteri, Angela Parigi,
Leonardo Biserni, Lorenza Parigi
Numero 50
settembre-ottobre- 2005
Lucia Sandroni,Gianni Zanchi
COLLABORATORI
Sergio Placidi
Indirizzo E.mail [email protected]
Qualcosa di Noi
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