Clinica
dell'epilessia
Scienze Infermieristiche
1
Storia e stigma
dell'Epilessia


La parola "epilessia' deriva dal verbo
greco "epilambanein", che significa
"essere sopraffatti, essere colti di
sorpresa”
L’Epilessia è il più comune disordine
cerebrale. Spesso è circondato da
pregiudizi e da leggende, che possono
essere superate solo con enormi
difficoltà
2
Storia e stigma
dell'Epilessia




18/12/2015
L’Epilessia era frequentemente documentata
nei tempi antichi.
Nelle varie epoche, in diverse parti del
mondo ed in culture differenti, è stata
associata a molti malintesi.
Le persone con Epilessia furono considerate
"prescelte“ o "possedute" a seconda della
prevalente credenza popolare
Questo influenzò sia la cura che il
comportamento della società verso le
persone affette da Epilessia
3
Storia e stigma
dell'Epilessia

18/12/2015
Nel 400 a.c., Ippocrate scrisse: "La
superstizione popolare, i maghi, gli stregoni e i
ciarlatani, che hanno nominato il male sacro,
dovrebbero essere perseguiti. La presunta
“condizione divina” è solo un rifugio per
l'ignoranza e le pratiche dolose. Chi ritiene che
l'arroganza degli Dei sia la causa è una
persona fondamentalmente empia, poiché gli
Dei non rendono i corpi degli uomini impuri,
come i maghi vorrebbero far credere. La sua
causa è nel cervello, i fattori scatenanti delle
crisi sono freddo, sole e vento che cambiano la
consistenza del cervello. Perciò l'Epilessia può
e deve essere curata non con la magia, ma
con la dieta e i farmaci"
4
Storia e stigma
dell'Epilessia



18/12/2015
Per anni, molte religioni hanno guardato alla
persona con Epilessia come "posseduta'.
Un passaggio nel Vangelo di S. Marco descrive
accuratamente una crisi tonico clonica, ma
conclude che il bambino era posseduto da "uno
spirito muto".
Nel mondo cristiano, la storia biblica si ferma
sulla credenza, condivisa da molti monaci greci
e latini, che "gli epilettici erano indemoniati" e
che l'Epilessia era causata da uno "spirito
impuro muto e sordo".
5
Nel presente

18/12/2015
Malgrado i significativi progressi
clinici e terapeutici dell'ultimo
secolo, le persone con epilessia
continuano a essere discriminate
non solo nei paesi in via di
sviluppo, ma anche nei paesi
sviluppati.
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Le persone con Epilessia
continuano a essere
discriminate


18/12/2015
Un'indagine condotta da Baumann et al.
nello stato del Kentucky (USA), ha
mostrato come i genitori siano più
propensi a considerare l'effetto
dell'Epilessia in un'aula scolastica più
negativo di quello, per esempio,
dell'asma
Essi hanno inoltre giudicato la qualità
della futura vita del bambino affetto da
Epilessia inferiore rispetto a quella dei
malati d'asma.
7
Stigma


18/12/2015
Relazione esistente "tra la diversità di un singolo
individuo e i luoghi comuni sociali svalutativi di
quella specifica diversità".
Affinché la stigmatizzazione sia consistentemente
efficace, la persona stigmatizzata deve avere le
stesse credenze della società che lo svaluta. Le
persone con Epilessia hanno spesso pensato in
questo modo, e perciò non si sono sentite capaci di
cambiare la situazione. In verità, gli stereotipi
negativi di persone con Epilessia si sono talmente
radicati da essere accettati dai più.
8
Stigma


18/12/2015
Anche oggi, le persone con Epilessia,
vivono problemi psicosociali,
specialmente nelle relazioni
interpersonali e nel lavoro.
Tali problemi non sono, di solito,
direttamente in relazione alla gravità
delle crisi, ma piuttosto sono il risultato di
una discriminazione basata sulla
disinformazione circa la malattia
9
Definizione di Epilessia


18/12/2015
Epilessia è il nome di un gruppo di
disordini funzionali del cervello che
sono caratterizzati da ripetute crisi
L’Epilessia è causata da eccessive
scariche elettriche anormali delle
cellule nervose del cervello o
neuroni
10
Definizione di Epilessia


18/12/2015
Le crisi epilettiche sono risposte
non specifiche del cervello a ogni
tipo di insulto
Perciò, le Epilessie possono avere
una moltitudine di cause differenti
11
Definizione di Epilessia



18/12/2015
Convenzionalmente, una diagnosi di Epilessia
richiede che il paziente abbia avuto un minimo di
due crisi spontanee
Crisi epilettiche indotte (o acute sintomatiche)
possono apparire come sintomi di scompensi
cerebrali acuti (ad esempio encefaliti, traumi
cerebrali, ictus)
In senso generale, una primaria e singola crisi
dovrebbe essere distinta dall'Epilessia, poiché ciò
comporta importanti implicazioni terapeutiche e
sociali (p.es. l'idoneità del paziente alla patente di
guida)
12
Crisi

18/12/2015
Ci sono molti tipi diversi di crisi per
cui è stato elaborato un sistema
internazionale di classificazione,
basato su vari criteri per aiutare a
distinguerle
13
Crisi parziali e crisi
generalizzate

Una delle principali distinzioni tra i
tipi di crisi è tra:
crisi parziali (o focali)
 crisi generalizzate.

18/12/2015
14
Crisi parziali

18/12/2015
Le crisi parziali iniziano in una zona
circoscritta di cellule nervose (focus
epilettico) in un emisfero del cervello e
da qui si propagano
15
Crisi generalizzate

18/12/2015
Le crisi generalizzate coinvolgono
all'inizio entrambi i lati del cervello,
sebbene possano a volte
coinvolgere una piccola parte dei
due emisferi in modo simmetrico
16
Ulteriori distinzioni

Sulla base dei sintomi associati
alla crisi:
crisi con sintomi motori (scosse
miocloniche o contrazioni toniche)
 crisi con sintomi soggettivi
(percezioni sensoriali alterate,
ricordi illusori o emozioni
inspiegabili)
 crisi con sintomi sia soggettivi che
oggettivi

18/12/2015
17
Ulteriori distinzioni

18/12/2015
Altra importante caratteristica di
distinzione è rappresentata dal
fatto che la crisi sia o meno
associata alla perdita di coscienza
18
Ulteriori distinzioni


Le distinzioni non sono sempre
immediatamente evidenti
Le convulsioni tonico-cloniche possono essere:
origine focale (parziali con generalizzazione
secondaria) (scarica elettrica inizia in un
emisfero)
 primariamente generalizzate (entrambi i lati del
cervello sono affetti dalla scarica elettrica sin
dall'inizio)

18/12/2015
19
Altre caratteristiche delle
crisi epilettiche




18/12/2015
La maggior parte delle crisi epilettiche
dura da pochi secondi a pochi minuti
Possono essere isolate o in serie
Crisi ripetute una dopo l'altra senza
interruzione o senza ripresa di coscienza
vengono definite "stato di male
epilettico“.
I sintomi soggettivi all'inizio di una Crisi
vengono anche chiamati "aure"
20
Sindromi


18/12/2015
La classificazione delle crisi non
esaurisce tutte le diverse condizioni e gli
stati di malattia che costituiscono
l'Epilessia
Sono state descritte molte diverse
sindromi epilettiche (una "sindrome“ è un
gruppo di segni e sintomi che si
manifestano insieme e costituiscono una
particolare condizione clinica)
21
Epilessie sintomatiche ed
Epilessie idiopatiche



18/12/2015
Le Epilessie sintomatiche (o lesionali) sono
dovute ad un riconoscibile danno del cervello
(es. esiti di malformazioni, trauma o tumore)
Nelle Epilessie idiopatiche comunemente
causate da un difetto genetico, l'Epilessia in se
stessa è il disordine primario. Due terzi dei casi
di Epilessia infantile sono idiopatici
In alcune Epilessie, si sospetta una eziologia
sintomatica: quando non può essere provata,
viene chiamata Epilessia "criptogenica'
22
Disordini epilettici
ereditari


18/12/2015
La scoperta di alterazioni genetiche
nell'epilessia è stata largamente
conseguente al successo del Progetto
del Genoma Umano
Tranne alcune forme di Epilessia la
maggior parte delle sindromi
riconoscono alterazioni poligeniche. La
ricerca in questo campo è in grande
fermento.
23
Epilessie idiopatiche

Sono caratterizzate da:
crisi generalizzate
 crisi parziali


18/12/2015
Sono età dipendenti
24
Sindromi epilettiche
generalizzate



18/12/2015
Due sindromi generalizzate, che si presentano
precocemente nella vita, sono le convulsioni
neonatali famigliari benigne e le convulsioni
infantili famigliari benigne. In entrambe, l'eredità
è autosomica dominante
L’epilessia con assenze dell'infanzia e l'epilessia
mioclonica benigna nei neonati mostrano una
ereditarietà autosomica recessiva.
Altre epilessie generalizzate idiopatiche o
sindromi epilettiche hanno una modalità
complessa di ereditarietà
25
Sindromi di epilessia
parziale


18/12/2015
Il gruppo idiopatico include anche
un numero di epilessie parziali
benigne dell'infanzia
Queste sindromi si risolvono non
appena il bambino cresce,
possibilmente quando le aree
corticali coinvolte raggiungono la
piena maturità
26
Epilessie sintomatiche: Disordini di un
singolo gene

Tre disordini con ereditarietà dominante
sono associati alle crisi:




18/12/2015
Sclerosi tuberosa
Neurofibromatosi tipo 1
Sindrome di Angelman
La sindrome dell'X Fragile è un ulteriore
disordine del singolo gene. È una
condizione X-linked, semi dominante che
può anche essere associata a crisi e a
forme giovanili di malattia di Huntington
e sindrome di Sturge-Weber
27
Disordini epilettici
acquisiti



18/12/2015
Disordini epilettogeni acquisiti
producono epilessie sintomatiche
L’eziologia può tuttavia essere
differente tra il periodo neonatale e
periodi successivi della vita
È essenziale identificare la corretta
eziologia per un trattamento
appropriato
28
Disordini epilettici
acquisiti

Le cause più comuni di crisi
epilettiche secondarie sono:
l'ipossia o l'ischemia
(particolarmente durante il periodo
prenatale, perinatale e postnatale)
 il trauma
 le malformazioni del SNC
 le infezioni
 i tumori

18/12/2015
29
Encefalopatia iposso
ischemica



18/12/2015
Responsabile del 40-65% delle
crisi che si presentano nel periodo
neonatale
Causa un danno alla materia grigia
e bianca e porta alla morte
neuronale, a gliosi e formazione
cistica
Le conseguenze includono ritardo
mentale, crisi e paralisi cerebrale
30
Traumi cranici


18/12/2015
Crisi epilettiche ed epilessia
cronica, rispettivamente, risultano
nel 10% e 4% dei pazienti di tutte
le età con trauma cranico
Lesioni traumatiche emorragiche
possono anche produrre un focus
epilettico. L’emorragia intracranica
è causa per il 10-15% di crisi
neonatali
31
lctus cerebrale



18/12/2015
L’infarto di un'arteria cerebrale ed eventi embolici o
emorragici possono anche causare crisi acute ed
epilessia cronica
Nei pazienti più anziani, molte crisi sono
probabilmente attribuibili a ictus silenti
Raramente, crisi incurabili sono dovute a ictus
ischemici risultanti da malattie vascolari del
collagene o altre discrasie del sangue. Infarti focali
corticali durante la gravidanza o nel periodo
perinatale causano rispettivamente porencefalia ed
emiplegia infantile
32
Malformazioni vascolari


18/12/2015
La malattia Moya Moya, una malattia progressiva
caratterizzata da stenosi delle grandi arterie alla base
del cervello, e dilatazione dei piccoli vasi collaterali, è
associata alle crisi
Le crisi che si manifestano in più della metà dei
pazienti con malformazioni arterovenose, angioma
cavernosi e aneurisma della vena di Galeno sono
dovute a lesioni emorragiche o gliotiche. La sindrome
di Sturge-Weber si presenta presto nella vita con
emangioma facciale, crisi ed emiplegia
33
Displasie corticali

18/12/2015
Possono essere diffuse o focali, e
coinvolgere uno o entrambi gli
emisferi
34
Infezioni del sistema
nervoso centrale


18/12/2015
Possono essere congenite (toxoplasmosi,
citomegalovirus, herpes, rosolia, sifilide), batteriche,
virali o parassitarie
Molte infezioni virali hanno una fase acuta, ma
poche (panencefalite sclerosante subacuta,
leucoencefalopatia multifocale, Kuru, ClD, malattia
di Rasmussen) sono croniche. La sindrome di
immunodefÌcienza acquisita (AlDS) può causare
disfunzioni cerebrali; crisi sono registrate nel 18%
dei bambini e nel 14% degli adulti con linfomi del
sistema nervoso centrale associati all'AlDS
35
Tumori cerebrali

18/12/2015
Crisi epilettiche sono riportate nel
20-70% degli adulti e nell'I-2% di
bambini con tumore cerebrale. Nei
bambini, le crisi sono per lo più
secondarie a tumori a lento
accrescimento e meno comuni
36
Disturbi tossici del sistema nervoso
centrale

18/12/2015
Contatti prolungati con metalli
pesanti, particolarmente piombo,
possono portare a un danno
strutturale e a crisi epilettiche
ricorrenti
37
Sclerosi del corno di
Ammone

18/12/2015
Questa è la più comune lesione, la
cui eziologia è sconosciuta, che
sottende il 47-70% di tutti i casi di
crisi parziali complesse
38
Neuropsicologia clinica e
funzioni
cognitive nell'epilessia


18/12/2015
La neuropsicologia clinica riguarda
principalmente la diagnosi di danno
cognitivo e la valutazione dell'impatto
della disfunzione cognitiva sulla vita
quotidiana.
Inoltre cura la riabilitazione della singola
persona con epilessia usando, per
esempio, programmi di training funzionali
sulla memoria e sul linguaggio
39
Funzione cognitiva


18/12/2015
La funzione cognitiva dipende
principalmente da processi corticali
La stessa può essere definita
come la capacità del cervello di
elaborare informazioni accurate e
programmare un comportamento
adeguato
40
Funzione cognitiva


18/12/2015
Coinvolge l'abilità di risolvere i problemi,
di memorizzare le informazioni e di
focalizzare l'attenzione
A un livello più alto, include la capacità di
analizzare creativamente situazioni
complesse trascendendo le circostanze
immediate per anticipare l'azione futura
41
Funzione cognitiva


18/12/2015
L’epilessia comporta disfunzioni ictali e
interictali del cervello e il danno cognitivo
può svilupparsi, in particolari situazioni
(gravi forme di epilessia) come un
sintomo secondario
Diversi
tipi
di
danno
cognitivo
nell'epilessia rientrano nella categoria
del DSM-IV di MNCD: disordini lievi
neurocognitivi
42
Funzione cognitiva

Gli aspetti più importanti del danno cognitivo
nell'epilessia sono rappresentati da:
rallentamento del tempo di reazione e del
complesso
processo
di
elaborazione
dell'informazione (rallentamento mentale)
 danno della memoria
 deficit dell'attenzione

18/12/2015
43
Cause di disfunzione
cognitiva


L'effetto dell'epilessia, e gli effetti di crisi
prolungate o molto frequenti e/o stati di
male epilettico (spesso dipendono dalle
stesse lesioni cerebrali che hanno
causato l’epilessia)
Altri fattori:

18/12/2015
effetti collaterali centrali (cognitivi) indotti
dai farmaci antiepilettici (rilevante è l’uso
in età pediatrica del fenobarbital)
44
Diagnosi


18/12/2015
Il più importante requisito nel campo della
neuropsicologia clinica è quella di rendere
disponibile la valutazione neuropsicologica su
ampie scale
Ciò è importante specialmente nei bambini per
stabilire presto la prognosi o per migliorare la
cura e quindi prevenire un handicap cognitivo
secondario, che porta a una riduzione delle
possibilità di lavoro nell'adulto
45
Riabilitazione



18/12/2015
Esiste un aumentato fabbisogno di programmi di
riabilitazione neurologica.
Per molte invalidità cognitive, i programmi devono
tuttora essere sviluppati o valutati con attenzione
Ciò è particolarmente importante per il training
sulla memoria, negli adulti, e per il trattamento del
deficit di attenzione, nei bambini
46
Formazione in epilessia
all'interno
del sistema scolastico


18/12/2015
La percezione che l'epilessia condizioni
sempre l'educazione è un fraintendimento così
come l'ipotesi che il rendimento educativo del
bambino non sia mai condizionato dall'
epilessia
In realtà sono molti i bambini con epilessia che
non hanno difficoltà educative mentre, d'altra
parte, un numero di bambini le incontra
47
Difficoltà educative

18/12/2015
Nel 1970, il gruppo di studio dell'isola di
Whitel scoprì che i bambini con epilessia
di intelligenza media o superiore alla
media avevano almeno due anni di
ritardo nell'apprendimento della lettura
48
Difficoltà educative


18/12/2015
In uno studio successivo si trovò, sebbene in un
piccolo campione di bambini, che il 31%
manteneva un livello di rendimento da medio a
superiore, il 53% era sotto il livello medio e il
16% gravemente sotto
I dati ottenuti, tuttavia non possono far
concludere che i bassi livelli scolastici riscontrati
fossero in alcun modo significativi
49
Difficoltà educative

Uno studio più recente pubblicato in Finlandia,
ha mostrato che in 143 bambini con epilessia in
una popolazione scolastica di 21.104 soggetti, i
danni neurologici più comuni erano:



18/12/2015
ritardo mentale (31.4%)
disordini del linguaggio (27.5%)
disordini specifici di apprendimento (23.1%)
50
Difficoltà educative

18/12/2015
In uno studio precedente Sillanpaa
aveva concluso che il 27.5% dei bambini
con epilessia non ha completato i propri
studi di base o ha richiesto l'istruzione in
scuole specializzate per bambini con
disordini di apprendimento
51
Difficoltà educative

18/12/2015
Sembrerebbe che da un quarto a
metà di tutti i bambini con epilessia
sperimenti
alcune
difficoltà
nell‘apprendimento ed è giusto che
le necessità di questi ultimi siano
affrontati
52
Comprensione dei
problemi

18/12/2015
Poiché una scuola è fatta di tre gruppi
principali - insegnanti, genitori e
bambini - è essenziale che ciascun
componente del gruppo abbia una
conoscenza dell'epilessia in modo che
la malattia non comprometta il
progresso educativo degli scolari con
epilessia
53
Comprensione dei
problemi


18/12/2015
Molti genitori che mandano il loro
bambino a scuola per la prima
volta hanno molte apprensioni
È molto più difficile ancora per
coloro il cui bambino ha l'epilessia
54
Comprensione dei
problemi


18/12/2015
Essi temono comprensibilmente che il
loro bambino sia a rischio per una
mancanza di comprensione della sua
condizione da parte dei compagni e del
personale didattico
I loro timori sono reali: l'ignoranza
genera paura, che a sua volta sviluppa
pregiudizi
55
Comprensione dei
problemi

18/12/2015
Gli educatori hanno l'obbligo di
provvedere e fare in modo che i
bambini con epilessia non siano
svantaggiati riguardo alla didattica,
perché soggetti a epilessia
56
Comprensione dei
problemi

18/12/2015
Alcuni autori hanno concluso nel
loro studio che un'alta percentuale
di insegnanti si sentiva molto poco
preparata ad avere bambini con
epilessia nella classe, concludendo
che così come serve una stretta
collaborazione tra medici, serve
anche un'azione tesa a sviluppare
la professionalità degli insegnanti
57
Comprensione dei
problemi

18/12/2015
Un punto di inizio ovvio nell'attuazione
della cura, perciò, è provvedere alla
formazione sull'epilessia nell'ambito del
programma dei corsi di aggiornamento
degli insegnanti
58
Riconoscimento delle crisi


18/12/2015
All'occhio inesperto, le crisi di assenza
nei
bambini
possono
facilmente
apparire come uno stato di sonno
Gli insegnanti che non sanno
riconoscere questo tipo di crisi possono
facilmente cadere in questa trappola e
gli sfortunati bambini si trovano in un
ingiustificabile guaio
59
Riconoscimento delle crisi

18/12/2015
Poiché le assenze possono verificarsi
frequentemente, la quantità di nozioni
persa dai bambini è considerevole e
l'insegnante può non riconoscere il
motivo per il quale nessun progresso
didattico è stato raggiunto dal
soggetto
60
Riconoscimento delle crisi

18/12/2015
Le crisi convulsive, possono
presentare all'insegnante inesperto
serie difficoltà di gestione della
classe, che possono gravemente
svantaggiare i bambini colpiti
61
Riconoscimento delle crisi


18/12/2015
Gli insegnanti che si spaventano apertamente
all'insorgenza di una crisi convulsiva, a causa
dell'ignoranza, trasferiscono quel panico e
quella paura a tutta la classe
L'incapacità di gestire una corretta e immediata
assistenza, può involontariamente danneggiare
il futuro rapporto tra gli alunni.
62
Riconoscimento delle crisi

18/12/2015
Una carenza di conoscenza dell'enorme
variabilità di manifestazioni parziali
complesse significa che gli insegnanti
che
non
hanno
un'educazione
sull'epilessia
non
sono
preparati
adeguatamente
ad
assistere
con
successo i bambini che presentano
queste crisi
63
Riconoscimento delle crisi

18/12/2015
Non è assolutamente insolito che
gli insegnanti fraintendano gli
eventi di una crisi parziale
complessa come cattiva condotta e
si comportino di conseguenza.
64
Conoscenza dei farmaci
antiepilettici

18/12/2015
Anche una conoscenza rudimentale
dei
farmaci
antiepilettici,
particolarmente dei loro effetti
collaterali, rende gli insegnanti più
idonei a fornire un adeguato
insegnamento, che i bambini
meritano e di cui hanno diritto
65
Conoscenza dei farmaci
antiepilettici

18/12/2015
Per portare al massimo la qualità
dell'insegnamento verso i bambini con
epilessia, appare doveroso informare gli
insegnanti e formarli per ampliare le loro
conoscenza sulla malattia
66
Formazione ai genitori:
Informare la scuola

18/12/2015
Alcune volte i genitori sbagliano
nel nascondere agli insegnanti
l'epilessia del loro bambino e la
prima
manifestazione
della
condizione epilettica dell'alunno è
la comparsa di una crisi tonico
clonica
67
Formazione ai genitori:
Informare la scuola

18/12/2015
È una situazione molto spiacevole,
è un comportamento indicativo di
una serie di fatti che metteno
l'epilessia nella categoria di
qualcosa da nascondere piuttosto
che da capire e discutere
apertamente.
68
Educazione dei genitori


18/12/2015
Poiché il primo insegnante del bambino è il
genitore, è vitale che esso abbia una
buona conoscenza dell'epilessia.
Sfortunatamente i medici che hanno
diagnosticato la malattia spesso non hanno
il tempo (!), e a volte neppure la possibilità
(!) di dare le informazioni mediche rilevanti
ai genitori, in particolare a coloro che si
dimostrano più ansiosi
69
Educazione dei genitori


18/12/2015
Tutti i genitori sono protettivi nei confronti dei
loro bambini, e non fanno eccezione i genitori
dei bambini con epilessia.
Il pericolo di iperprotezione, quando i genitori
cedono nel concedere dei vantaggi come ad
esempio l'esonero dall'educazione fisica o da
attività tecnologiche, per paura di lesioni, può
essere di grande svantaggio per il bambino
70
Formazione dei bambini:
Educare il bambino sulla
sua epilessia


18/12/2015
È opportuno che i bambini ed i
giovani con epilessia imparino il
più possibile della loro condizione
La conoscenza acquisita dà loro
possibilità di sviluppare tutte le loro
potenzialità e di conseguenza
avere una parte completa e attiva
nella società
71
Formazione dei bambini:
Educare il bambino sulla
sua epilessia

18/12/2015
I bambini hanno bisogno di sapere
che la loro epilessia non è una
barriera al successo scolastico e
che possono raggiungere gli stessi
livelli delle persone sane
72
Formazione dei bambini:
Educare il bambino sulla
sua epilessia


18/12/2015
Essenziale è realizzare che
l'epilessia non è una ragione di
insuccesso e che anch'essi sono
soggetti agli stessi codici di
disciplina e condotta degli altri
Sono bambini normali a cui è
capitato di avere l'epilessia
73
Educare i compagni di
classe


18/12/2015
I bambini crescono bene se hanno l'amicizia
dei compagni di classe per cui è importante
che a quest'ultimi sia data l'opportunità di
conoscere le condizioni del loro amico
Bisogna
impegnarsi
per
includere
l'educazione sull'epilessia nei primi anni di
scuola in modo da creare immagini positive
che rimarranno nel bambino per tutta la vita.
74
Distribuzione di letteratura
e materiale audiovisivo
per bambini

18/12/2015
È auspicabile un ulteriore sviluppo del
materiale video per bambini, come è
necessario avere programmi interattivi
informatici e letteratura di qualità
75
Conclusioni



18/12/2015
Tutti coloro coinvolti nel processo di
educazione hanno il dovere di promuovere
atteggiamenti positivi verso i bambini con
epilessia
Le difficoltà scolastiche per tutti i bambini
possono avere un grande numero di cause:
non fa eccezione il bambino con epilessia
Non si deve concludere, quindi, che un
bambino avrà difficoltà di educazione a
causa dell'epilessia
76
Gli effetti del trattamento
sull'apprendimento scolastico
18/12/2015
77
Effetto sulla funzione
cognitiva


18/12/2015
I bambini con epilessia sono sottoposti
invariabilmente a terapia farmacologica
che è destinata ad agire sul cervello per
bloccare l'insorgenza delle crisi
Alcuni medicinali hanno un effetto
sfavorevole
diretto
sulla
funzione
cognitiva e di conseguenza il progresso
del bambino a scuola è ridotto
78
Effetto sulla funzione
cognitiva


18/12/2015
Il consensus opinion è che la fenitoina ed
ancor
più
il
fenobarbital
sembrano
danneggiare la funzione cognitiva. Invece non
sembrano danneggiarla il valproato e la
carbamazepina, prescritte in dosi moderate,
ed ancor più i farmaci antiepilettici di nuova
generalzione
La monoterapia ha meno effetti dannosi del
regime farmacologico multiplo
79
Altri possibili effetti collaterali
Etosuccimide: sonnolenza, leggera euforia, vertigini
 Lamotrigina: malessere,sonnolenza
 Vigabatrin: sonnolenza, pensieri anormali,
aggressività
 Benzodiazepine: irritabilità e cambiamenti d'umore,
stanchezza
 Gabapentin: stanchezza, vertigini, sonnolenza
 Tiagabina: spossatezza, difficoltà di concentrazione,
danno della parola
 Topiramato: confusione, stanchezza, difficoltà di
concentrazione
 Levetiracetam: stanchezza, sonnolenza
 Carbamazepina: vertigini, stanchezza

18/12/2015
80
Effetti della chirurgia

18/12/2015
L’intervento chirurgico è una valida ed efficace
opzione terapeutica nei casi in cui le crisi siano
estremamente difficili da controllare con i farmaci
(condizione di farmacoresistenza)
81
Reazioni all'epilessia:
Pregiudizi

18/12/2015
A causa dei malintesi e dei
conseguenti pregiudizi, i bambini
con epilessia possono essere
facilmente rifiutati dai compagni di
scuola
82
Reazioni all'epilessia:
Pregiudizi


18/12/2015
Un bambino rifiutato comincia a vedere
la scuola come una prova quotidiana,
piuttosto che un'esperienza positiva, e
di conseguenza vuole evitarla
Un malessere simulato o l'apparire di
una svogliatezza sono le conseguenze
più frequenti
83
Reazioni all'epilessia:
Pregiudizi


18/12/2015
Gli insegnanti, che non sono ben
preparati ad accettare un bambino con
epilessia,
possono
inconsciamente
mostrare segni di rifiuto e ciò si
trasmette agli altri alunni
Quando ciò accade la motivazione al
successo è fortemente ostacolata
84
Reazioni all'epilessia:
Pregiudizi


18/12/2015
L’intera gamma di studi scolastici
dovrebbe essere a disposizione dei
bambini con epilessia
E’
comunque
sconsigliato
un
atteggiamento di eccessiva protezione
dei genitori e degli insegnanti, ancorchè
finalizzato ad aiutare i bambini nelle loro
scelte
85
Ritardo mentale ed
epilessia


18/12/2015
L’epilessia è presente nelle persone
con ritardo mentale (IQ < 70) più
frequentemente del previsto
Ciò dipende dal fatto che i due disturbi
dello sviluppo neurologico hanno
spesso un'eziologia comune
86
Ritardo mentale ed
epilessia


18/12/2015
L’epilessia si presenta di solito con
diversi tipi di crisi
Nelle persone con ritardo mentale può
essere molto difficile distinguere crisi
epilettiche da crisi non epilettiche.
87
Ritardo mentale ed
epilessia



18/12/2015
Nelle persone con ritardo mentale, l'epilessia è
spesso difficile da trattare e, in molti casi, è non
trattabile
Spesso si fa ricorso all'uso contemporaneo di più
farmaci. Questo, a sua volta, aumenta il rischio di
effetti collaterali
È spesso difficile distinguere effetti collaterali
mentali cronici da sintomi associati all'epilessia in
quanto tale
88
Prognosi

18/12/2015
La prognosi delle crisi con ritardo
mentale associato ad epilessia è vista
generalmente come sfavorevole.
89
Prognosi

I fattori che fanno prevedere un esito
sfavorevole sono:





18/12/2015
eziologia sintomatica delle crisi
inizio in giovane età
ritardo mentale
alta frequenza delle crisi in fase iniziale
presenza di tipi diversi di crisi, la presenza di
spasmi infantili e di crisi toniche o di crisi
parziali complesse ed episodi di stato di male
epilettico
90
Prognosi

18/12/2015
In altri studi a lungo termine su un
gran numero di soggetti intesi a
valutare la presenza o la
persistenza di crisi, il ritardo
mentale, specie se grave, ha
dimostrato di essere un fattore
indipendente significativo di rischio
91
Prognosi

18/12/2015
I problemi comportamentali sono
sostanzialmente più frequenti in
pazienti con epilessia resistente ai
farmaci e ritardo mentale rispetto a
pazienti senza ritardo
92
Prognosi

18/12/2015
I pazienti con ritardo mentale sono
più aggressivi, hanno maggiori
problemi
emotivi,
tendenze
all'autolesionismo
e
minori
capacità sociali rispetto alle
persone con epilessia, senza
ritardo mentale
93
EPILESSIA - Definizione


18/12/2015
Crisi: manifestazione clinica di
un’abnorme ed eccessiva
eccitazione di una popolazione di
neuroni corticali
Epilessia: una tendenza a crisi
ricorrenti connesse a patologie
sistemiche o neurologiche
94
Epidemiologia delle
crisi e dell’epilessia

Crisi
 Incidenza:
approssimativamente 80/100,000
per anno
 Prevalenza: 9%
(1/3 convulsioni febbrili benigne)

Epilessia
 Incidenza:
approssimativamente 45/100,000
per anno
 Prevalenza 05-1%
18/12/2015
95
18/12/2015
96
Eziologia delle crisi e delle
sindromi epilettiche

Età neonatale e infantile
Traumi alla nascita
 Errori del metabolismo
 Malformazioni congenite


Infanzia e adoloscenza
Sindromi Idiopatiche/genetiche
 Infezioni del SNC

18/12/2015
97
Eziologia delle crisi e sindromi
epilettiche(cont.)


Adolescenza e giovinezza

Trauma cranico

Intossicazione da farmaci e sospensione*
Adulti e anziani
Stroke
 tumore cerebrale
 Disturbi acuti metabolici*

*cause di crisi acute sintomatiche, non di epilessia
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98
18/12/2015
99
Crisi Parziali



18/12/2015
Semplici
Complesse
Secondariamente
generalizzate
100
Subclassificazione delle
crisi parziali semplici
18/12/2015

Con segni motori

Con segni somatosensoriali e
sensoriali

Con segni autonomici

Con segni psichici ( disturbo delle
funzioni cerebrali superiori)
101
Crisi epilettiche parziali
complesse

Compromissione della coscienza con rottura del
contatto

Le manifestazioni cliniche variano in base
all’origine e alla propagazione della scarica
epilettica

Presenza di:

18/12/2015

Automatismsi

Altre attività motorie
Durata (15 sec.—3 min.)
102
Crisi secondariamente
generalizzate
18/12/2015

Presupposto o osservazione di un inizio
come crisi parziali semplici o complesse

Variabilità della simmetria, intensità e
durata delle fasi tonica e clonica.Durata
30-120 sec.

Sintomi post-critici: confusione,
sonnolenza, presenza o assenza di
deficit focali
103
Crisi generalizzate
18/12/2015

Assenze

Miocloniche

Atoniche

Toniche

Tonico-cloniche
104
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105
Sindromi epilettiche

18/12/2015
Epillessie parziali

Idiopatiche (epilessia a punte rolandiche,
epilessia a punte occipitali, epilessia a
punte parietali)

Sintomatiche (epilessia dei lobi frontale,
temporale, parietale, occipitale)

Criptogenetiche (epilessia dei lobi frontale,
temporale, parietale, occipitale)
106
Sindromi
epilettiche

18/12/2015
Epilessie Generalizzate

Idiopatiche (assenza piccolo male, grande male al
risveglio, epilessia mioclonica giovanile)

Sintomatiche (sindrome di West, sindrome di
Lennox Gastaut)

Criptogeniche (sindrome di West, sindrome di
Lennox Gastaut)

Epilessie non determinate

Sindromi Speciali
107
Gestione della crisi
generalizzata
18/12/2015
108
Trattamento farmacologico
della prima crisi
E’ controverso se trattare o no la prima crisi

Il 16-62% dei soggetti ha una seconda crisi entro
5 anni

La percentuale di ricaduta è ridotta dai farmaci
antiepilettici


18/12/2015
Presenza di anomalie dell’ imaging, dell’ EEG o
storia familiare di aumentato rischio di ricaduta
Qualità della vita
109
Scelta del farmaco antiepilettico
18/12/2015

Tipo di crisi

Tipo di epilessia

Profilo farmaco-cinetico

Interazioni farmacologiche/altre problematiche
mediche

Efficacia

Effetti collaterali attesi

Costi
110
Selezione dei pazienti elegibili per
la chirurgia: criteri

Sindromi epilettiche non responsive al
trattamento medico


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Non adeguato controllo delle crisi nonostante
l’uso di 2-3 farmaci appropriati in monoterapia
Sindromi epilettiche suscettibili di trattamento
chirurgico
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Stimolatore Vagale
18/12/2015

Stimolazione elettrica Intermittente
programmata (e.g., 30 sec. on, 5 min.
off) del nervo vago sinistro

Possibile stimolazione triggerata dal
paziente (presenza di crisi precedute da
aura)

Effetti collaterali locali, relativi allo
stimulo (tosse, dispnea)

Meccanismo di azione sconosciuto
112
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Storia e stigma dell`Epilessia