Ricerca & Sviluppo
Se non c’è crescita, non c’è lavoro
Tasso di crescita reale del PIL (%)
Anno
STATI
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
Germania
3,3
1,1
-5,1
4,2
3,0
0,7
0,4
2,5
Italia
1,7
-1,2
-5,5
0,0
0,0
-2,4
-1,9
-0,3
Spagna
3,5
3,5
-3,7
-0,3
0,4
-1,4
-1,2
0,5
Portogallo
2,4
2,4
-2,9
1,9
-1,6
-3,2
-1,4
1,0
Grecia
3,5
3,5
-3,1
-4,9
-7,1
-6,4
-3,9
-1,1
Irlanda
5,4
5,4
-5,5
-0,8
1,4
0,9
-0,3
4,1
Se non ci saranno nuove imprese non si creerà un solo posto di lavoro!
Tasso di crescita reale del PIL (%)
7.3
8
7
5.7
6
5
4
3.3
2.6
3
2
0.8
1
0
-1
0.8
-0.1
Mondo
Usa
Ricerca & Sviluppo
Cina
EU
Giappone Russia
India
2
Non è una semplice crisi!
Non è pensabile che si possano ricavare posti di lavoro senza costruire
nuove filiere produttive.
solite cose di cui siamo sazi, non si può
Ai settori tradizionali dell’economia, che producono le
chiedere l’impossibile. Sono saturi. Usurati. Dubitiamo siano loro i motori della crescita.
Laser Macchine Prima Industrie
Robot Comau
L’espansione dell’elettronica, la presenza di microprocessori sempre più minuscoli, lo
sviluppo di software sempre più intelligenti, la diffusione dei robot… sono significativi di
un’accelerazione continua frutto delle nuove tecnologie che modificano l’economia e che comunque
agiscono anche all’interno di questa crisi.
3
Ricerca & Sviluppo
Il futuro arriva all’improvviso
Occorre mettere in conto che potrebbe esserci la possibilità che il futuro arrivi all’improvviso. In questo
caso si presuppone che ci sarà una buona capacità di lettura dei segnali che sono sotto i nostri occhi.
Purtroppo viviamo con la testa nel passato ma mani e piedi sono già nel futuro. Ecco allora che
comprendere dove avverrà lo sviluppo, o dove sta già avvenendo, avere capacità dei discernimento, potrebbe
essere un’ulteriore chiave di lettura in particolare sull’ emergere di nuove filiere o di trasformazione di quelle più
vecchie. Il tutto per rispondere ad un cambiamento che è sempre più accelerato, interconnesso, discontinuo.
4
Ricerca & Sviluppo
L’Inizio di un Nuovo Ciclo
Un grande cambiamento in atto sia nelle comunicazioni, sia nell’energia, così come sono avvenuti nel
passato, ci fanno pensare alla fine di un ciclo e all’inizio di un’ altro. Viviamo dentro ad un momento di
grandi transizioni. Un grande cambiamento nell’ economia. Dopo la crisi nulla sarà più come prima.
Ma nelle crisi ci sono anche le opportunità. Dobbiamo dunque in questi momenti cercare di capire
quali sono le filiere, i settori, le attività su cui potrebbe innescarsi lo sviluppo appena la
macchina riparte.
E’ TUTTA L’ECONOMIA CHE CAMBIA, CHE DIVENTA “GREEN”
e “DIGITAL”
EMERGE UN “NUCLEO” DI ATTIVITA’ ECONOMICHE INTERCONNESSE IN GRADO DI CONTAGIARE TUTTA
L’ECONOMIA. Innanzitutto le fonti rinnovabili. Queste però per espandersi hanno bisogno di
un’infrastruttura come l’edilizia. Hanno la necessità di potenti accumulatori proprio perché sono
intermittenti. Il loro stoccaggio è infatti la chiave per il futuro. Lo sviluppo di queste fonti necessita di reti
intelligenti, un’ Ict dunque non più ancillare nei confronti del sistema energetico ma complementare. Infine i
veicoli elettrici che attraverso colonnine di ricarica si attaccano alla rete e scambiano energia.
Ricerca & Sviluppo
5
Una nuova visione di sviluppo
Le imprese possono tornare a funzionare solo dentro una nuova visione di progresso e di sviluppo che
abbia al centro l’accoppiata governance e sostenibilità. Green Economy territoriali che in parte stanno già
nascendo da processi evolutivi.
Il che significa guardare alla metamorfosi del territorio e alle nuove forme del lavoro anche nella città terziaria, a
come quest’ultima possa diventare Smart City non solo con l’innovazione dall’alto dei grandi capitalisti
delle reti digitali ma attraverso politiche di sostenibilità che coinvolgano l’intelligenza diffusa del lavoro della
conoscenza metropolitana.
La riconversione possibile è fatta quanto meno di una parte consistente del tessuto produttivo diffuso di sei
milioni di piccoli capitalisti trainati da 4.000 medie imprese leader. Tutti impegnati nello sforzo epocale del
produrre altre merci, con altri motori di energia, per altri consumi. Uno sforzo notevole che ridisegna il
paesaggio che verrà, con meno capannoni, con più comunità-paese di produttori, più chilometri zero in
agricoltura, più Eataly per commercializzare il Made in Italy dei territori e più Terra Madre per un vivere di
sobrietà.
Ricerca & Sviluppo
6
Le Figure professionali nella catena
del valore della Green Economy
Ricerca e sviluppo
Professionalità
Alte
Produzione
Progettazione e
Commercializzazione
Green Jobs
Procedure
amministrative
Finanziamento
Professionalità
Medie
Installazione
Gestione e
manutenzione
14
Ricerca & Sviluppo
Le “occupazioni ambientali” non significano però necessariamente
“nuove professioni”: infatti, gran parte delle professioni
sicuramente ambientali riguardano figure “rinnovate”, che si
possono definire del tutto nuove quando i compiti che svolgono
sono caratterizzati da forte innovazione o il settore in cui sono
inserite risulta essere avanzato. Ci troviamo pertanto di fronte ad
un’articolazione di profili con caratterizzazionj diversificate:
1_ situazioni di allargamento e/o arricchimento delle competenze
proprie di Profili professionali già operanti nelle aziende.
2_ situazioni di Profili professionali “relativamente nuovi”, in quanto
in precedenza non previsti dall’azienda ma già esistenti nel
mercato del lavoro.
3_ situazioni di Profili “effettivamente nuovi” caratterizzati da
competenze legate all’innovazione.
8
Ricerca & Sviluppo
12 Figure professionali
Certifying Green Buildings
Energy Manager
Energy Auditor
Automated Meter Reader Analyst
Smart Greeds Engineer
Smart Meterings Engineer
Fuel Cell Engineer
Mechatronic Engineer
Green Building Design Engineer
Green Building Manager
9
Ricerca & Sviluppo
I Numeri dei Green Jobs in Piemonte
Rispetto agli andamenti degli avviamenti ricavati dal Silp tra il 2011 ed il 2014 (primi dieci mesi) il calo è evidente
ma dal confronto con i primi dieci mesi dell’ultimo anno sembrerebbe esserci una ripresa.
Andamento dei Green Jobs
Anno
Frequenza
2011
56.081
2012
48.585
2013
43.251
2014
39.316
Totale
354.546
Confronto Andamento mensile dei Green Jobs 2013/2014
Mesi
1
2
3
(r 4
5
6
7
8
9
10
2013
2014
5.418
3.271
3.732
3.312
3.250
3.239
3.749
2.817
4.211
4.084
5.531
3.272
3.607
4.122
3.775
3.308
4.157
2.541
4.667
3.906
10
Ricerca & Sviluppo
I Numeri dei Green Jobs In Piemonte/2
 Nella Tabella successiva si evidenzia come per le Professioni verdi siano presenti soprattutto nelle
Professioni con contenuti professionali più elevati. Una presenza significativa anche nelle professioni
intermedie. Pensiamo ad esempio ai Tecnici delle Energie Rinnovabile (Professioni Tecniche) ed agli Installatori
(Professioni artigiane specializzate)
Confronto sugli avviamenti 2013 tra tutte le professioni e le Professioni Green
ASSUNZIONI 2013
Tutte
DESCRIZIONE QUALIFICA
Confronto
GreenJobs
v.a
v.a
%
1.958
1.412
72,1
Professioni intellettuali,scientifiche e di elevata specializzazione
64.450
8.914
13,8
Professioni Tecniche
48.118
11.572
24,0
Impiegati
40.260
506
1,3
116.385
0
0
Artigiani specializzati e agricoltori
57.458
20.847
36,3
Conduttori di Impianti ed operai semi qualificati
45.734
0
0
119.325
0
0
320
0
0
494.008
43.251
8,8
Imprenditori e dirigenti
Professioni qualificate nel commercio e nei servizi
Professioni non qualificate
Missing
Totale
11
Ricerca & Sviluppo
I Numeri dei Green Jobs In Piemonte/2
Per ciò che concerne la distribuzione degli avviamenti di Green Jobs per genere le donne sono il
39,7% e gli uomini il 60,3%.
Distribuzione degli avviamenti Green Jobs per genere tra il 2011-2014
Femmine
Maschi
Totale
v.a.
%
140.724
39,7
213.822
60,3
354.546
100,0
Sono solo il 17,9/ gli avviamenti di Green Jobs <25 anni
Distribuzione avviamenti Green Jobs tra il 2011-2014 per età
<25
63.480
>25
17,9
291.063
82,1
Per ciò che concerne la distribuzione degli avviamenti per Tipo di lavoro il Tempo indeterminato
risulterebbe al 24,7% quasi il doppio rispetto al tempo indeterminato oggi rilevato nel mercato del
lavoro piemontese.
Distribuzione degli avviamenti di Green Jobs per Tipo di Lavoro (2011-2014)
TIPO LAVORO
Apprendistato
Lavoro a progetto / Collaborazione coordinata e continuativa
Lavoro Subordinato TD (Tempo Determinato)
Lavoro Subordinato TI (Tempo Indeterminato)
Occasionale
Altri contratti
Totale
v.a
%
21.541
6,1
61308
17,3
161.768
47,7
87.557
24,7
7.568
2,1
14.804
2,1
354.546
100,0
12
Distribuzione Corsi di laurea e Corsi di
laurea ambientali in Piemonte (v.a.)
13
Ricerca & Sviluppo
Atenei piemontesi nel 2010/2011: Corsi riconducibili
dell’offerta formativa ambientale
Ateneo
Facoltà
Tipo
Triennale
Architettura
Specialistica
POLITECNICO
Triennale
Corso di Laurea
Pianificazione Territoriale, Urbanistica e
Paesaggistico-Ambientale
Architettura per la Sostenibilità
Architettura per l'Ambiente Costruito
Pianificazione Territoriale, Urbanistica e
Paesaggistico-Ambientale
Ingegneria Energetica
Ingegneria per l'ambiente e il territorio
Ingegneria
Specialistica
Scienze politiche
Specialistica
Economia e Politiche Pubbliche, Ambiente e
Cultura
Scienze
Triennale
Scienze ambientali e gestione del territorio
Medicina
Triennale
PIEMONTE ORIENTALE
Tecniche della Prevenzione nell'Ambiente e nei
Luoghi di Lavoro
Specialistica
Sviluppo, Ambiente e Cooperazione
Agraria
Triennale
Specialistica
Scienze
Specialistica
Scienze Forestali e Ambientali
Scienze Forestali e Ambientali
Analisi e Gestione dell'Ambiente
Biologia dell'Ambiente
Chimica dell'Ambiente
Scienze politiche
UNIVERSITA' DI TORINO
Ingegneria Chimica e dei Processi Sostenibili
Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio
Ricerca & Sviluppo
Geologia Applicata all'Ingegneria e all'Ambiente
14
Distribuzione degli studenti iscritti nei corsi di
laurea ambientali per facoltà- in Piemonte
Anno accademico 2010-2011 (v.a.)
15
Ricerca & Sviluppo
Distribuzione dei corsi ed allievi della
formazione professionale in Piemonte 2011 (v.a.)
16
Ricerca & Sviluppo
Distribuzione per tipologia di corso di
formazione professionale in Piemonte 2011 (%)
17
Ricerca & Sviluppo
Tipologie di formazione professionale (2011)
Tipologia formazione
Durata
Descrizione percorsi
Gestione ambiente e sicurezza
f. aziendale
>120 ore
Sistemi per la certificazione
della qualità
Energie rinnovabili
f. permanente
Azioni brevi
Istallazione sistemi solari e
fotovoltaici
Agricoltura biologica
Gestione certificazione
ambientale
Gestione integrata ambienteenergia- sicurezza
f. al Lavoro
Aziende e pluriannuale
Ambiente e sicurezza
Energie rinnovabili
18
Ricerca & Sviluppo
I Nuovi Mestieri
 La transizione dall'era del petrolio a un'economia verde potrebbe generare nel mondo dai
15 ai 60 milioni di nuovi posti di lavoro nell'arco del prossimo ventennio.
 E’ sempre più diffusa l’esigenza di svolgere professioni verdi, socialmente utili ed
ecologicamente sostenibili. C’è chi lo decide ancora mentre studia e chi, dopo una carriera convenzionale,
decide di svoltare alle soglie della pensione. Ci sono i cosiddetti Millennials, giovani lavoratori che hanno la
chiara percezione che una carriera improntata solo al profitto non abbia più senso e che il lavoro debba significare
valore aggiunto per il pianeta e per la società, e poi c’è chi si pente di aver percorso certe vie, cercando con
determinazione di crearne altre. La strada che conduce verso un mercato del lavoro costituito in gran parte da
queste professioni è ancora lunga: e se per alcuni ciò può sembrare uno svantaggio, per altri può essere un
territorio ricco di potenzialità.
 Un esercito di professionisti hanno fatto della cura per l'ambiente la propria missione. Combattono
l'inquinamento delle acque, lavorano per garantirci aria più pulita, regalano una seconda
vita ai nostri rifiuti, investono denaro e creatività in processi produttivi all'avanguardia e
rispettosi dell'ambiente.
 In una fase economica dominata dalla recessione i nuovi mestieri legati al riutilizzo di
materiali, al taglio degli sprechi e alle energie rinnovabili … stanno creando occupazione.
19
Ricerca & Sviluppo
Green Building
 Quella in ingegneria rimane la laurea più ricercata dalle aziende che si occupano di green building, ma
anche i professionisti dell'architettura e del design possono trovare in questo campo un mercato attivo e in
piena espansione.
 Dopo la laurea, una buona idea è quella di frequentare un master per consulenti energetici, in bioarchitettura o in
bioedilizia e risparmio energetico, in base alla specializzazione che si intende perseguire.
 I più intraprendenti possono aprire uno studio associato di progettazione di edifici a basso
consumo e riqualificazione energetica e lavorare in proprio, anche se le assunzioni in questo campo non
mancano. Secondo le stime del Centro Studi CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri), entro il 2020 più del 20%
dei laureati in ingegneria potrebbe trovare spazio nell'edilizia verde.
 Il "tetto vivente" della California Academy of Sciences di San Francisco, progettato da Renzo
Piano, è un esempio perfetto di bioarchitettura: la copertura di piante resistenti alla siccità lo
rende un perfetto isolante dal calore diurno. Le 55.000 celle fotovoltaiche che lo ricoprono
forniscono il 15% dell'energia necessaria al museo di storia naturale sottostante.
Ricerca & Sviluppo
20
Né Azzurra, né Chiara!
 Chi ha la passione per la chimica e ama trascorrere del tempo all'aria aperta ha la stoffa per lavorare nell'ambito
del monitoraggio ambientale. In particolare c'è un crescente bisogno di queste figure nel settore del controllo delle
acque. Lo sfruttamento sconsiderato di fiumi, coste e laghi sta mettendo a dura prova l'ecosistema acquatico italiano.
Due scienziate testano la qualità delle acque su un'imbarcazione nel fiume Panteleikha, in Siberia, Russia
 Si calcola che nel Mediterraneo, a causa di incidenti, scarichi e pulizie delle cisterne in mare aperto finiscano 100150.000 tonnellate di idrocarburi ogni anno. Sono invece 146 i punti critici fortemente inquinati dei amri italiani,
uno ogni 51 km di costa.
 Scoprire quali sostanze inquinanti sono disciolte nei mari e nei corsi d'acqua è il principale compito del tecnico di
monitoraggio delle acque. Un tecnico ambientale deve conoscere le principali tecniche di campionamento e
conservazione dei campioni, che variano a seconda del tipo di analisi da effettuare. Una volta in laboratorio, i campioni
devono essere trattati in modo opportuno prima di essere processati secondo tecniche analitiche di tipo chimico o
biologico, per rilevare la presenza di inquinanti ed eventuali tossicità.
 Una laurea in biologia, scienze ambientali o chimica farà al caso vostro, ma anche un diploma di scuola secondaria
di tipo tecnico scientifico, seguito da un periodo di tirocinio in istituti di ricerca sul monitoraggio ambientale
rappresenta una preparazione adeguata. Si potrà quindi lavorare all'interno di parchi naturali, laboratori privati, o nelle
Arpa (le Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale), alle quali si accede per concorso pubblico.
21
Ricerca & Sviluppo
Tutela del Patrimonio Forestale
 Se i boschi sono il vostro habitat naturale e volete contribuire a mantenerli in salute, potreste trovare impiego nella
tutela del patrimonio forestale italiano o negli indotti ad esso collegati. Fino agli anni '60-'70 lavorare in questo campo
significava entrare a far parte del Corpo Forestale dello Stato, essere assunti nell'industria del legno o nel settore delle
sistemazioni idraulico-forestali (e cioè lavorare, per esempio, per stabilizzare pendici franose, nella manutenzione di
canali irrigui o nella protezione dalle valanghe).
 Oggi chi studia discipline forestali trova impiego soprattutto nella certificazione dell'utilizzo efficiente delle
masse legnose, nella gestione delle foreste certificate (cioè gestite in maniera ecosostenibile) e delle lavorazioni di
legno e sughero. Ma non solo: I laureati in discipline forestali trovano sempre più spesso occupazione in settori
"emergenti" come conservazione della biodiversità, eco-ingegneria (restauro ambientale, lotta alla
desertificazione, bioedilizia), verde urbano, biotecnologie e industria farmaceutica, pianificazione territoriale e
architettura del paesaggio, ecoturismo e valorizzazione dei prodotti tipici. 12 miliardi di alberi ricoprono 1/3 del
territorio italiano. Un patrimonio di oltre 10.400.000 ettari di superficie che è cresciuto del 19% negli ultimi 5 anni e
costituisce un gigantesco polmone verde.
 Secondo i dati Alma Laurea, il 70% dei laureati in discipline forestali trova lavoro entro tre anni dalla fine
dell'Università. In ogni caso accanto alla solita ricerca di lavoro presso imprese ed enti pubblici e privati, mi sentirei di
consigliare ai giovani laureati di tentare la strada della libera professione, magari attraverso la formula degli
studi associati E’ necessario trascorrere almeno sei mesi all'estero, dove la domanda di specialisti nel settore forestale
- per esempio in Svezia - è ancora altissima In Italia ci sono corsi di laurea in Scienze Forestali, molti di altissimo livello
(anche a Torino).
Ricerca & Sviluppo
22
Energie Rinnovabili generate dai boschi
Una centrale a biomasse è una centrale elettrica che utilizza l'energia rinnovabile ricavabile dalle biomasse
estraendola attraverso diverse tecniche: l'energia può essere ottenuta sia per combustione diretta delle
biomasse, mediante particolari procedimenti tendenti a migliorare l'efficienza, sia mediante pirolisi, sia mediante
estrazione di gas di sintesi tramite gassificazione. Il termine biomassa definisce qualsiasi materia organica (cioè
derivata dal processo di fotosintesi clorofilliana) con esclusione dei combustibili fossili e delle plastiche di
origine petrolchimica. Questa definizione raggruppa una varietà estremamente eterogenea di materiali: può
trattarsi, ad esempio, di cascami dell'industria, di residui di lavorazioni agricole e forestali, di legname da ardere, di
scarti dell'industria agroalimentare, di sterco e reflui degli allevamenti, di oli vegetali, rifiuti urbani, ma anche
specie vegetali coltivate allo scopo, come il pioppo, il miscanto, o altre essenze e specie a crescita rapida e di facile
coltivazione, adatte allo scopo.
 Ingegnere civile esperto di sistemi in ambito agricolo ed approvvigionamento agricolo Operatore del sistema di accumulo del gas dei rifiuti - Tecnico del sistema di gas dei rifiuti Installatore dell’impianto LGE - Responsabile accumulo, separazione e selezione della
biomassa - Responsabile del funzionamento, ingegneria, manutenzione degli impianti a
biomassa - Tecnico dei sistemi di accumulo del gas del biometanolo - Analista delle politiche
dei combustibili alternate delle vendite - Intermediario nel campo delle biomasse - Energy
manager esperto in biomasse - Chimico ambientale - Agronomo - Agricoltore per le produzioni
delle biomasse.
Ricerca & Sviluppo
23
Le Energie Rinnovabili
Sebbene non tutti i lavoratori che operano in aziende “Green” possono definirsi “Green Worker”, non vi è dubbio che
con l'economia verde sono nati anche nuovi lavori “ad hoc”, come l'installatore di pannelli fotovoltaici e di altre tecnologie
pulite. Questi nuovi impieghi, richiedono nuove competenze da sviluppare attraverso un'attività di
training e l'adozione di programmi di formazione.
SOLARE TERMICO E FOTOVOLTAICO - Ingegnere della energia solare - Ingegnere gestionale in ambito di energia
fotovoltaica - Ingegnere dei sistemi di produzione di energia fotovoltaica - Ingegnere specializzato nella installazione di
piccoli impianti a energia solare - Ricercatore di laboratorio in ambito di energia fotovoltaica -Tecnico esperto in sistemi
fotovoltaici - Tecnico specializzato nella costruzione e nel testing delle celle fotovoltaiche -Tecnico manifatturiero di
scaldabagni solari - Designer dei sistemi fotovoltaici - Designer delle celle solari fv - Elettricista specializzato nella
installazione di sistemi fotovoltaici residenziali - Elettricista specializzato nella installazione di sistemi fotovoltaici
commerciali – Tecnico installatore del solare - Consulente vendite di sistemi fotovoltaici residenziali e commerciali Consulente per la vendita di fotovoltaico - Energy Manager del settore fotovoltaico
EOLICO - Designer del parco eolico – Capo-progetto di centrali di energia eolica - Manager gestionale del settoreeolico per
le applicazioni commerciali - Ingegnere elettrico delle turbine eoliche - Tecnico meccanico delle turbine eoliche - Tecnico
elettronico delle turbine eoliche - Ingegnere meccanico delle turbine eoliche - Tecnico settore eolico - Installatore di
generazione eolica - Macchinista delle turbine eoliche - Lavoratore di lastre di metallo delle turbine eoliche - Designer di
impianti eolici - Venditore di impianti eolici - Biologo ambientale.
Ricerca & Sviluppo
Ricerca & Sviluppo
FIGURE TRASVERSALI - Manager in energie rinnovabili - Esperto in programmazione delle energie rinnovabili –
Geometra ambientale o tecnico ecologo - Geologo ambientale o geochimica - Assicuratore ambientale – Avvocato
ambientale - Esperto giuridico-commerciale di energia rinnovabili - Esperto in progettazione delle energie rinnovabili Manager della programmazione energetica - Ingegnere della smart grid – Operatore della centrale elettrica
Ricerca & Sviluppo
24
Riuso e riciclo dei rifiuti
 Dovere da buon cittadino, ma non solo. Il recupero di materiali riutilizzabili sta diventando, per
sempre più persone, una professione vera e propria. E non stiamo parlando del lavoro, prezioso e
insostituibile, degli operatori ecologici (che pure costituiscono il primo anello di questa catena) ma di aziende
comunali, società pubbliche e private impegnate nel raccogliere i rifiuti ingombranti e la spazzatura raccolta
nei vari cassonetti in aree sorvegliate e predisposte, in cui i materiali sono smistati e preparati per essere
inviata ai consorzi nazionali di filiera (imballaggi a base di cellulosa, o per quelli a base di plastica). Un
business che conviene, e non solo in termini ambientali. Secondo uno studio della Commissione Europea, gestione
e riciclaggio dei rifiuti danno già lavoro in Europa a 2.000.000 di persone e garantiscono un fatturato annuo di
150.000.000 di euro, pari all'indotto complessivo del turismo in Italia.
 Il settore del recupero di materiali riutilizzabili è una delle eccellenze dell’economia del nostro paese. L’Italia è infatti al
terso posto per il riciclo di alluminio dopo Giappone ed Usa e seconda, dopo la Germania, nel riutilizzo di carta e
cartone.
 Vi piacerebbe lavorare in questo settore? Non occorre una laurea specifica, ma è utile una buona formazione
tecnica: per esempio un diploma in un istituto tecnico industriale, seguito da un corso di formazione a livello
regionale per imparare a distinguere e trattare i diversi tipi di rifiuti e conoscere le caratteristiche del territorio
in cui si opererà.
 Un riciclatore provetto sa utilizzare i macchinari necessari per la raccolta e lo stoccaggio dei materiali, rispetta
le regole per la sicurezza e l’igiene, è esperto nelle tecniche di trasporto delle varie tipologie di rifiuto e
conosce le precauzioni da prendere nel trattamento di quelli pericolosi.
Ricerca & Sviluppo
25
Aggiornare i Mestieri tradizionali verso
Il Green
 Una rinnovata veste "verde" può aiutare a rilanciare mestieri tradizionali, aprendo le porte a una
clientela più attenta alle tematiche ambientali. In futuro, per esempio, saranno sempre di più i ristoranti
gestiti da eco-chef, professionisti della cucina che preparano solo prodotti di stagione, biologici
e a chilometro zero, utilizzano poca energia per la cottura, meglio se proveniente da fonti pulite,
mettono al bando gli sprechi e lanciano crociate contro i conservanti artificiali. Chi volesse
diventare un cuoco Eco-Friendly, dopo l'istituto alberghiero dovrà specializzarsi con un master su produzioni
locali o biologiche, e acquisire una buona dose di esperienza sul campo, magari arricchita con qualche periodo
di lavoro all'estero.
 Gli ingredienti per la cena? Si raccolgono da un orto metropolitano o si acquistano da un produttore locale.
 Tutto rigorosamente bio e a chilometro zero.
26
Ricerca & Sviluppo
Aggiornare i Mestieri Tradizionali verso il Green/2
 Dai fornelli alle forbici, quelle degli eco-parrucchieri: per tinte e impacchi ristrutturanti utilizzano solo
prodotti di derivazione naturale, senza solfati, dotano i rubinetti di rompigetto per ridurre i
consumi idrici, aumentano la raccolta differenziata, spengono le piastre non utilizzate e
acquistano phon di classe A+, che limitano gli sprechi energetici e le emissioni di CO2.
 Uno sforzo necessario: secondo l'organizzazione ambientalista Kyoto Club, il lavoro dei 150 mila parrucchieri italiani
comporterebbe l'emissione di 800 mila tonnellate di anidride carbonica: quella emessa ogni anno da 200 mila auto che
percorrano 30 mila chilometri. Anche in questo caso la strada passa attraverso un corso di formazione; ma i saloni già
avviati possono rivolgersi a società di consulenza energetico ambientale che monitorino i consumi e suggeriscano
strategie per ridurli.
27
Ricerca & Sviluppo
Profili Green per un turismo responsabile
 Sempre più connazionali scelgono, per le tanto sospirate ferie, soluzioni che coniughino divertimento e
attenzione all'ambiente. Utilizzo dei mezzi pubblici, alloggio e trasporti a ridotto impatto ambientale, ricerca dei luoghi
incontaminati e non intaccati da villaggi turistici, rispetto delle popolazioni locali e della loro economia sono i principi
ispiratori di un settore che coinvolge in Italia sempre più operatori e agenzie. Per lavorare in questo campo, uno dei
punti di riferimento è il sito dell'Aitr (Associazione Italiana Turismo Responsabile) dove è possibile consultare
l'elenco delle cooperative operanti sul territorio italiano e le proposte formative per chi volesse intraprendere questa
strada.
Organizzare un viaggio rispettoso di ambiente ed economie locali è il compito degli operatori di turismo sostenibile
 Si trovano qui anche le proposte di Master delle università italiane sul tema: dopo una laurea in Scienze del
Turismo (o corsi affini) e una specializzazione in agente per il turismo responsabile, si possono contattare le
cooperative operanti nel settore, come pure le tradizionali agenzie turistiche, che, per adeguarsi alle richieste
del mercato, cercano sempre di più figure di questo tipo per dedicare parte delle proprie proposte a questa fetta
di viaggiatori responsabili. Per riconoscere quali sono gli operatori in grado di proporre vacanze "verdi" - e quindi
anche un posto di lavoro ai potenziali agenti - occorre controllare se la filiale è in possesso del bollino Csr Tourism, una
certificazione attiva in Italia dallo scorso anno che garantisce trasparenza e affidabilità ai clienti che volessero fare
questa scelta.
28
Ricerca & Sviluppo
I Profili Green della Mobilità Sostenibile
 Abbattere lo smog e favorire il boom di trasporti a energia pulita: è la missione di chi progetta veicoli amici dell'aria.
Secondo le previsioni dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, entro il 2030 le auto elettriche costituiranno in Italia il 18%
del parco auto nazionale. E intanto, complice il caro benzina, gli italiani mostrano di apprezzare sempre di più i veicoli
che garantiscono minori emissioni di CO2, auto ibride e GPL in testa.
Studenti e ricercatori dell'Università di Leibniz (Hannover) lavorano alla Electric Horse 2012, un'auto da corsa a
energia elettrica.
 Per contribuire alla fase ideativa di questi mezzi di trasporto occorre una laura in ingegneria meccanica, con
specializzazione sui veicoli e in particolare nei sistemi ibridi. Da qui, oltre alla strada della ricerca in ateneo, si
apre la possibilità di iniziare a collaborare con le grandi case automobilistiche che stanno sperimentando nuove forme
di trasporto ecosostenibile.
 I migliori prototipi di veicoli verdi provengono proprio dalle idee di giovani ricercatori: a giugno sono stati esposti a
Bruxelles, nel corso di una manifestazione dedicata alle iniziative sull'idrogeno, il primo furgoncino alimentato ad
ammoniaca del consorzio per la ricerca industriale di Pontedera Pont-tech e l'auto a idrogeno dell'Università di Pisa.
Mentre il Politecnico di Torino lo scorso anno ha presentato Xam (Extreme Automotive Mobility) un veicolo ibrido da
città, realizzato con materiali riciclati, capace di percorrere 100 chilometri con un litro di carburante.
29
Ricerca & Sviluppo
IL Green nella Moda
 Quello della moda è uno dei settori in cui la rivoluzione verde sta dando i risultati più creativi e
incoraggianti:
 dalle fibre ricavate con materiali di scarto (come dal latte rancido) agli abiti da red carpet realizzati con bottiglie di
plastica riciclata.
 dalle T-shirt compostabili fino al ripensamento delle filiere produttive più inquinanti (vedi quella dei jeans), un
occhio all'ambiente è ormai d'obbligo per chi riempie i nostri armadi.
 In questo caso, dopo una buona scuola per stilisti, la specializzazione in tendenze "verdi" si acquisisce sul campo.
Magari aderendo a un circuito per stilisti emergenti che faccia dei capi artigianali e realizzati con materiali di recupero
la propria peculiarità.
 La Moda italiana sposa l’ambiente: sostenibilità, tracciabilità, trasparenza. La filiera che va dalle microimprese di tutta
Italia ai colossi del fashion in passerella a Milano e New York va sempre di più verso la produzione ecocompatibile.
 In particolare il Tessile di qualità lavora ormai su fibre naturali derivate dall’agricoltura biologica e quindi è
ovvio che Chimici e Biologi diventino Profili strategici in questi settori.
30
Ricerca & Sviluppo
I Profili interessati alla Chimica Verde
 Uno dei fiori all'occhiello della produzione industriale "verde" italiana è rappresentato dai
biocombustibili di seconda generazione, quelli, cioè, derivati non più da mais o canna da zucchero, ma da
colture non alimentari. L'azienda Mossi&Ghisolfi, di Tortona (Piemonte), ha recentemente sviluppato una tecnologia
all'avanguardia per ricavare benzina da biomasse non edibili, come la paglia del riso, gli scarti di
produzione della canna da zucchero e la canna comune. A Crescentino, in provincia di Vercelli, è ora
attivo il primo impianto per la produzione del biocarburante. Soltanto questo progetto porterà alla creazione di oltre 150
posti di lavoro, la produzione di 42mila tonnellate di biocarburante e una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 70mila
tonnellate ogni anno.
Una ricercatrice al lavoro su alcuni campioni di alghe utilizzate nella produzione di biocarburante a San Francisco
 Quello del bioetanolo di seconda generazione è un settore in cui il nostro paese ha buone possibilità di
primeggiare sul piano dei brevetti. È infatti necessario trovare soluzioni realmente innovative che permettano di
utilizzare le biomasse verdi senza sottrarre preziosi terreni agricoli alle colture alimentari e senza favorire la
deforestazione. Il mondo della ricerca è per queste ragioni ancora il protagonista di questo settore produttivo. Le lauree
ideali per tentare un dottorato di ricerca nel settore? Biotecnologia, Chimica industriale, Agraria.
Ricerca & Sviluppo
31
Profili professionali dell’agro-alimentare
 Certamente si può adottare quale indicatore dell’evoluzione dell’agricoltura europea verso una maggiore qualità, in
assenza di indicatori aggiornati la crescita dell’agricoltura biologica.
 Nel periodo 1999-2012, l’agricoltura italiana ha registrato una crescita dei prodotti di origine
biologica. Il nostro Paese, con una superficie bio di oltre 1.000.000 di ettari, occupa l’ottavo posto a livello mondiale.
L’Italia è anche al primo posto in Europa per il numero di imprese agricole con metodo biologico che sono cresciute
dell’1,3% nell’ultimo anno, attestandosi sulle 48.269 unità. Il nostro Paese è il primo produttore al mondo
di ortaggi biologici. L’agricoltura biologica si conferma in Piemonte come un fenomeno importante anche se,
dopo una continua crescita fino al 2008 (1.784 aziende), mostra dal 2010 una flessione (1.479 aziende). Cuneo,
sebbene in questi anni abbia avuto il maggior calo di aziende, risulta la provincia in cui ne risiedono di più.
Quindi è importante valorizzare le produzioni tradizionali, a partire da quelle connesse all’agricoltura ma
anche alla pastorizia (i formaggi tipici, i miglioramenti dei frutteti, le conserve di frutta in particolare i frutti di bosco, la
coltivazione della patata, l’apicoltura). Si tratta di favorire in questi casi specifici l’elevata qualità che permetta produzioni
destinate a soddisfare una domanda di qualità. La promozione poi della pastorizia richiede la manutenzione, e ove
indispensabile la costruzione, di piste di strade verso le borgate di alta quota e di piste di collegamento con gli alpeggi
progettate in modo da non danneggiare l’ambiente ma rende anche possibile gli insediamenti che altrimenti andrebbero
perduti. E’ evidente che in questo caso la crescita degli iscritti alla Facoltà di Scienze Agrarie, Forestali e
Alimentari la dice lunga della risposta dei giovani in questi ultimi anni alla crisi tuttora in atto
Ricerca & Sviluppo
Scarica

Informazioni utili