“Gli assoluti morali”
Residenza universitaria Alcantara
Catania, gennaio 2006
Esistono atti che sono sempre
gravemente disordinati?
Situazioni di conflitto
Leone di Salamina
Contro una visione ristretta, negativa,
pesante e tragica
Ragione e sentimento
Hiroshima e Nagasaki
Esistono atti che sono sempre
gravemente disordinati?
Situazioni di conflitto
Leone di Salamina
Contro una visione ristretta, negativa,
pesante e tragica
Ragione e sentimento
Hiroshima e Nagasaki
Esistono atti che sono sempre gravemente disordinati?
Vi è una dottrina, basata sul Decalogo e sul
messaggio dell’Antico Testamento,
appartenente al più antico insegnamento
della Chiesa e da essa costantemente
riaffermata sino ai giorni nostri:
esistono atti i quali,
per se e in sè stessi,
indipendentemente dalle circostanze,
sono sempre gravemente disordinati
in ragione del loro oggetto.
(Giovanni Paolo II “Reconciliatio et paenitentia” (2 dicembre
1984) e “Indirizzo ai partecipanti al congresso
internazionale di teologia morale” (10 aprile 1986)
Mc 10,
Questione sul divorzio
[1]Partito di là, si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano.
La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l'ammaestrava, come era solito
fare. [2]E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E'
lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?». [3]Ma egli rispose loro:
«Che cosa vi ha ordinato Mosè?». [4]Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere
un atto di ripudio e di rimandarla ». [5]Gesù disse loro: «Per la durezza del
vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. [6]Ma all'inizio della creazione
Dio li creò maschio e femmina ; [7] per questo l'uomo lascerà suo padre e
sua madre e i due saranno una carne sola . [8]Sicché non sono più due, ma
una sola carne. [9] L'uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto».
[10]Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo
argomento. Ed egli disse: [11]«Chi ripudia la propria moglie e ne sposa
un'altra, commette adulterio contro di lei; [12]se la donna ripudia il marito e
ne sposa un altro, commette adulterio».
Oggetto
o Fine-immediato
(per es. falsificare un testamento)
Moralità
dell’atto
umano
Intenzione
o Fine-ultimo
(per elargire
denaro ai poveri)
Circostanze o
conseguenze dell’azione
(avendo la
fiducia dell’altro)
Oggetto
o Fine-immediato
(per es. falsificare un testamento)
Intenzione
o Fine-ultimo
(per elargire
denaro ai poveri)
Moralità
dell’atto
umano
Circostanze o
conseguenze dell’azione
(avendo la
fiducia dell’altro)
“L'elemento primario e decisivo per il giudizio morale è l'oggetto dell'atto
umano, il quale decide sulla sua ordinabilità al bene e al fine ultimo, che è
Dio.”
(Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor n. 79)
“Insegnando l'esistenza di atti intrinsecamente cattivi, la Chiesa accoglie la
dottrina della Sacra Scrittura. L'apostolo Paolo afferma in modo categorico:
“ Non illudetevi:
né immorali,
né idolatri,
né adulteri,
né effeminati,
né sodomiti,
né ladri,
né ubriaconi,
né maldicenti,
né rapaci
erediteranno il Regno di Dio ” (1 Cor 6,9-10).
(Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor n. 79 e 80)
•tutto ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio,
•il genocidio,
•l'aborto,
•l'eutanasia
•lo stesso suicidio volontario;
•tutto ciò che viola l'integrità della persona umana, come le mutilazioni,
•le torture inflitte al corpo e alla mente,
•le costrizioni psicologiche;
•tutto ciò che offende la dignità umana, come le condizioni di vita subumana,
•le incarcerazioni arbitrarie,
•le deportazioni,
•la schiavitù,
•la prostituzione,
•il mercato delle donne e dei giovani, o ancora
•le ignominiose condizioni di lavoro, con le quali i lavoratori sono trattati come semplici strumenti
di guadagno, e non come persone libere e responsabili:
tutte queste cose, e altre simili, sono certamente vergognose. Mentre guastano la civiltà umana,
disonorano coloro che così si comportano più ancora che quelli che le subiscono e ledono
grandemente l'onore del Creatore.
(Cost. Past. Sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et Spes, 27)
Esistono atti che sono sempre gravemente disordinati?
• Sono norme riguardanti beni
fondamentali della persona, la
cui validità non tollera eccezioni.
• Qualsiasi fattore rilevante che
potesse suggerire una
eccezione è stato contemplato
• Ci dice che ogniqualvolta noi
stiamo compiendo una scelta,
non dovremmo mai scegliere di
fare “quel” genere di cosa (anzi,
non dovremmo mai neppure
soffermarci a considerare la
possibilità di farla).
Esistono atti che sono sempre gravemente disordinati?
• L’atto non necessario di distruzione di città, non specifica nel
caso che fosse diretto a non-combattenti.
Ogni atto non necessario di distruzione di città è gravemente
disordinata.
• L’uccisione di bambini ancora non nati, non specifica che sia
stata fatta per un motivo non sufficientemente importante.
Qualsiasi uccisione di bambini ancora non nati è gravemente
disordinato.
•
La scelta di generare dei figli
attraverso produzione artificiale
invece che per via di unione
sessuale non specifica se viene
fatta per scopi frivoli o egoistici.
Qualunque scelta di questo tipo. è
gravemente disordinata.
Esplicitamente e implicitamente, il Nuovo Testamento e i
Padri apostolici, i primi testimoni della rivelazione ricorrono
spontaneamente al Decalogo.
• La tradizione è testimoniata dal
martirio volontariamente sofferto
piuttosto che acconsentire a ciò
che il martire considera un atto
illecito per se e in se, più grave di
qualsiasi quantità di male ci si
possa attirare rifiutandolo.
• Gli oppressori, i tentatori, la folla,
presentano persuasivamente l’atto
come un male minore rispetto alla
morte, al disonore, alla rovina della
famiglia del martire (per es.
Thomas More)
Non è una cieca
sottomissione a una
volontà inintelligibile, ma
esprime un cuore in
sintonia con il fine e il
bene ultimo dell’uomo,
che non si trova al di fuori
del Regno di Cristo.
Significa anche che esse
guidano verso il
perfezionamento della
persona umana, poiché il
perfezionamento umano è il
perfezionamento di persone
nella comunità…soprattutto
nella comunità del Regno di
Cristo.
Esistono atti che sono sempre gravemente disordinati?
Ci sono norme morali vere, ma
non assolute.
“Nutri i tuoi figli” è una norma
vera, ma non assoluta.
Nel caso in cui l’unico cibo
disponibile fosse il corpo di
un figlio altrui, ancora
vivo, non sarebbe possibile
applicare quella norma
nelle proprie azioni; e non
applicandola, non la si
violerebbe.
Esistono atti che sono sempre
gravemente disordinati?
Situazioni di conflitto
Leone di Salamina
Contro una visione ristretta, negativa,
pesante e tragica
Ragione e sentimento
Hiroshima e Nagasaki
Se gli atti sono intrinsecamente cattivi,
un'intenzione buona
o circostanze particolari
possono attenuarne la malizia,
ma non possono sopprimerla.
Sono atti “irrimediabilmente” cattivi.
Per questo,
le circostanze
o le intenzioni
non potranno mai trasformare
un atto
intrinsecamente
disonesto per il suo
oggetto
in un atto
“soggettivamente”
onesto o difendibile
come scelta.
(Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor n. 81)
Del resto,
l'intenzione è buona
quando mira
al vero bene della persona
in vista del suo fine ultimo.
Ma gli atti,
il cui oggetto è “non-ordinabile” a
Dio
e “indegno della persona umana”,
si oppongono sempre e in ogni caso
a questo bene.
In tal senso il rispetto delle norme che proibiscono tali atti e che
obbligano
semper et pro semper,
ossia senza alcuna eccezione,
non solo non limita la buona intenzione,
ma costituisce addirittura la sua espressione fondamentale.
(Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor n. 81)
“ In verità, se è lecito, talvolta,
tollerare un minor male morale al fine di evitare un male maggiore
o di promuovere un bene più grande,
non è lecito, neppure per ragioni gravissime,
fare il male, affinché ne venga il bene (cf Rm 3,8),
cioè fare oggetto di un atto positivo di volontà ciò che è intrinsecamente
disordine e quindi indegno della persona umana,
anche se nell'intento di salvaguardare o promuovere beni individuali, familiari o
sociali ”
Lett. Enc. Humanae Vitae, 14
Sebbene al di fuori della prospettiva
cristiana l’affermazione degli assoluti
morali sia stata incerta, il rifiuto degli
assoluti morali nasce con l’illuminismo
ed emerge nel diciottesimo e
diciannovesimo secolo in personaggi
quali Bentham e Marx.
Loro impostarono la deliberazione e il
giudizio etico con un carattere tecnico:
fine; mezzi efficaci (inteso efficaci come
possibilità di ottenere lo scopo
prefissato al minor costo).
Circostanze
o
conseguenze
dell’azione
Moralità
dell’atto
umano
Oggetto
o Fineimmediato
Intenzione
o Fineultimo
Adesso chi nega gli assoluti
morali lo fa come un modo di
risolvere quello che definiscono
“situazioni di conflitto”
Il loro caratteristico principio
e metodo morale è:
Persegui la condotta
che promette, in sé
stessa e nella sue
conseguenze, di
produrre la maggior
proporzione di
effetti positivi,
oppure la minor
proporzione di
effetti negativi.
Definiamo questo metodo
“proporzionalismo”.
ABORTO - Sull'aborto
l'83,2% del campione è favorevole nel caso in cui la madre sia in pericolo di
vita,
il 72,9% in caso di gravi anomalie e malformazioni del feto,
il 65,1% in caso di violenza sessuale.
Le percentuali scendono notevolmente al 23% e al 18,6% per quanto riguarda le
condizioni economiche o la volontà della madre di non avere figli.
PACS - ll 68,7%dei cattolici italiani interpellati dall'Eurispes è favorevole
all'introduzione dei pacs, i patti civili di solidarietà.
Il 39% considera la convivenza come un modo per provare il rapporto prima
del matrimonio e il 26,3% ritiene che la convivenza sia una scelta di vita personale
mentre per il 26,8% è una scelta di chi non vuole assumersi responsabilità.
FECONDAZIONE ASSISTITA ED EUTANASIA –
Il 58,7% dei cattolici è favorevole alla fecondazione assistita.
Il 38,1% è favorevole all'eutanasia, il 48,1% è contrario ma gli indecisi sono il
13,8%.
Gv 11,
I capi Giudei decidono la morte di Gesù
[45]Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli
aveva compiuto, credettero in lui. [46]Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono
loro quel che Gesù aveva fatto. [47]Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il
sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni. [48]Se lo
lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il
nostro luogo santo e la nostra nazione». [49]Ma uno di loro, di nome Caifa, che era
sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla [50]e non
considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non
perisca la nazione intera». [51]Questo però non lo disse da se stesso, ma
essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione
[52]e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che
erano dispersi. [53]Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
La domanda è formulata in termini generali. Ma poiché da essa dipende la
sorte di una persona particolare, l’attenta articolazione della domanda da
parte dell’evangelista chiarisce e rinforza potentemente il riconoscimento
da parte del fedele che legge la norma e il sottostante principio impliciti
nell’inevitabile risposta: no!
Rm 3, 8
-Se però la nostra ingiustizia mette in risalto la giustizia di Dio, che
diremo? Forse è ingiusto Dio quando riversa su di noi la sua ira? Parlo alla
maniera umana.
-Impossibile! Altrimenti, come potrà Dio giudicare il mondo?
-Ma se per la mia menzogna la verità di Dio risplende per sua gloria,
perché dunque sono ancora giudicato come peccatore? Perché non dovremmo
fare il male affinchè venga il bene, come alcuni - la cui condanna è ben
giusta - ci calunniano, dicendo che noi lo affermiamo?
Se l’incredulità, l’ingiustizia, le negazioni della verità da parte degli uomini,
danno a Dio l’oportunità di dimostrare la sua fedeltà, santità e veracità…
perché non essere increduli, ingiusti e buggiardi?
Questo è il ragionamento che Paolo si preoccupa di esporre per poi
rifiutarlo.
Su questo vi è una concordanza impressionante fra tutti i traduttori e gli
esegeti moderni.
Adesso chi nega gli assoluti
morali lo fa come un modo di
risolvere quello che definiscono
“situazioni di conflitto”
Il loro caratteristico principio
e metodo morale è:
Persegui la condotta
che promette, in sé
stessa e nella sue
conseguenze, di
produrre la maggior
proporzione di
effetti positivi,
oppure la minor
proporzione di
effetti negativi.
Definiamo questo metodo
“proporzionalismo”.
Il compito di commisurare gli effetti positivi e
negativi in opzioni alternative eccede di gran lunga
le possibilità e il dominio della ragione umana.
Esempio:
tutti gli effetti positivi
e negativi impliciti
nel mettere al mondo
un bambino vanno
ben oltre quelli che
una coppia può
prefigurarsi nel
tentare un confronto
fra il non avere un
figlio e l’averlo e
crescerlo per i
vent’anni successivi.
Decidere convinti di stare compiendo la scelta che
implica il minor male restringe sempre gli orizzonti
del suo apprezzamento e, volenti o nolenti, sono
guidati primariamente da ciò che capita loro di
volere, dal desiderio e non dalla ragione.
Ciò che fa loro sentire
che il futuro senza il
bambino sarà migliore
del futuro con esso è,
in realtà, il fatto ch’essi
non desiderano quel
potenziale figlio.
Sapere che uno dei futuri possibili porterà con sé un maggior
bene di ogni qualsiasi alternativa significherebbe conoscere e
comprendere il futuro, sia di questo mondo che del futuro, in un
modo che è letteralmente fuori dalla portata della provvidenza
umana.
E’ possibile formulare un
giudizio di non dover avere
altri figli, ma questo giudizio
non viene elaborato
identificando il “maggior bene”
o il “minor male” ma farà
riferimento alla situazione
della coppia collocandolo
accanto alle altre norme
morali, senza prevalere su di
esse.
Esistono atti che sono sempre
gravemente disordinati?
Situazioni di conflitto
Leone di Salamina
Contro una visione ristretta, negativa,
pesante e tragica
Ragione e sentimento
Hiroshima e Nagasaki
Questi assoluti
morali sono
“norme cattoliche”
o sono norme
razionali,
accessibili anche
a una coscienza
non cristiana che
non sia accecata
dalla
depravazione?
Il detto socratico trasmessoci
da Platone “è meglio subire il
male che compierlo” (Gorgia
508-509) a prima vista non
afferma l’esistenza degli
assoluti, degli inderogabili
morali; apparentemente non
dice nulla di più…
Ma non dice nulla di meno di questo: una volta che
un’opzione è stata identificata come illecita, essa
non deve essere scelta e messa in atto, quali che
siano i propri sentimenti, la propria riluttanza, il
disgusto, la paura…
Considerando uno degli eventi in cui
Socrate stesso ha vissuto in prima
persona una situazione del genere,
Platone gli fa raccontare la storia
seguente:
“I Trenta [Tiranni] mi mandarono a chiamare con altri
quattro al palazzo del governo e ci ordinarono di andare
a prelevare Leone di Salamina a casa sua e portarlo lì
per metterlo a morte […] il loro scopo essendo quello di
compromettere il maggior numero di persone possibile
nel male ch’essi compivano […] Usciti dalla Camera
Rotonda quegli quattro andarono a Salamina e
prelevarono Leone, io, invece, me ne tornai a casa mia”
(Apologia, 20)
Se la tirannia non fosse crollata poco tempo dopo, il rifiuto di
collaborare alla liquidazione di Leone avrebbe guadagnato a
Socrate lo stesso tipo di torto: la morte. Giacché egli aveva
tutte le ragioni per prevedere questa fine, la sua scelta fu
davvero di “subire il male piuttosto di compierlo”.
Un proporzionalista sarebbe d’accordo
sul fatto che gli omicidi politici siano una
cosa negativa, con ulteriori
conseguenza negative, e che
commetterli è generalmente illecito,
specialmente per un tiranno che governi
nel suo proprio interesse…. ma…
nel caso che i trenta tiranni alzassero la
posta in gioco, lo minacciano di morte in
caso non partecipi… al proporzionalista
coerente la situazione appare, ora, sotto
una luce diversa…
Supponiamo che non essendo un codardo,
potrebbe non dar retta alle sue personali
paure, assegnando loro un peso assai
scarso nel suo bilanciamento di beni e di
mali… ma… essendo convinto che la
moralità sia una questione di razionalità,
davanti a lui si prospettano due possibilità:
partecipare all’uccisione di Leone o non
partecipare all’uccisione.
Se sceglie di partecipare fa un atto moralmente illecito.
Se sceglie di non partecipare avrà due torti: quello fatto a Leone (che
probabilmente morirà) e quello fatto a lui stesso…
Ma due torti, due uccisioni di innocenti sono peggio di uno solo.
Il proporzionalista coerente, probabilmente concluderà che è meglio, anche
dal punto di vista morale, partecipare alla liquidazione di Leone.
Il che equivale a dire che, in questo caso, è meglio fare il male che
subirlo.
Ciò che Socrate aveva scoperto con la sua celebre
sentenza è che la moralità non è questione di
comparazione di eventi e la scelta dei migliori.
Invece di tentare di perseguire il bene
apparentemente maggiore (liquidare Leone), egli
scelse di servire il bene, e se ne andò a casa.
Qui si potrebbe aggiungere, tra l’altro, una riflessione elementare sulla
tentazione proporzionalista. L’individuazione che essa propone di un “saldo”
netto fra beni e mali è un progetto irrealizzabile. Il regime dei Trenta Tiranni
crollò del tutto inaspettatamente. Gli effetti della scelta di Socrate di
andarsene a casa, come gli effetti del rifiuto di mentire da parte di Thomas
More, non hanno ancora cessato di dispiegarsi nella storia, e quale sia
stato il loro effetto globale, per il bene o per il male, risulta incalcolabile.
Se poter commisurare gli effetti positivi e negativi è un’illusione, perché
voler restare nell’illusione invece di cambiare?
Per alcuni il motivo si trova nel fatto che si scelgono opzioni la cui
formulazione è dominata dai “sentimenti”, NON sentimenti che siano in
linea con delle ragioni, bensì che regolano l’azione compromettendo la
guida razionale.
Per esempio i sentimenti di egoismo o parzialità; quelli di ira u odio
che provocano scelte e azioni spesso definite “stupide”,
“irrazionali” o “infantili”.
E’ il sentimento che costringe la ragione a perseguire una contraffazione
del bene e della pace interiore.
Una contraffazione perché qui è la ragione a essere messa in linea con i
sentimenti, piuttosto che i sentimenti a essere armonizzati con la ragione e
con i beni compatibili con l’integrale perfezionamento della persona
umana.
I principi morali che proibiscono la vendetta, con qualsiasi mezzo avvenga,
e l’ingiustizia in ogni sua forma sono degli assoluti... chi vuol dare sfogo ai
sentimenti non vorrà sentir parlare di assoluti morali.
Esistono atti che sono sempre
gravemente disordinati?
Situazioni di conflitto
Leone di Salamina
Contro una visione ristretta, negativa,
pesante e tragica
Ragione e sentimento
Hiroshima e Nagasaki
Qualcuno ha detto che
coloro che difendono gli
assoluti morali prendono
in considerazione
soltanto alcuni elementi
dell’azione umana…
restringono
irragionevolmente il
proprio orizzonte…
si respinge un’opzione
non appena ci si
accorge che essa
comporta un’azione del
tipo specificato nella
norma…
invece la ragione,
l’obiettività e la verità
esigono che un’azione
sia valutata in quanto
totalità (circostanze,
motivazioni, ecc.).
Respingere un’opzione
vuol dire dover spandere
gli orizzonti del possibile
con la sua creatività e il
suo entusiasmo per
ottenere quei beni che
avrebbe cercato violando
l’assoluto morale.
Esempio: mentre i
burocrati esortano i poveri
a risolvere i loro problemi
attraverso scelte
contraccettive, coloro i
quali escludono tali
pratiche dalle proprie
deliberazioni, per rispetto
alla vita, hanno spesso
espanso i confini delle
conoscenza e delle cure
mediche, oltre che dei
metodi per crescere i
bambini.
Ma… è qualcosa di negativo, non di positivo!!!
Non è così semplice.
Per esempio, parlando dell’assoluto morale circa l’adulterio…
1. Dire una volta per tutte che cos’è, e cosa dovrebbe essere l’amore
coniugale, significherebbe mummificarlo.
2. Per favorire la crescita dell’amore coniugale non dobbiamo tentare di
definirlo in termini positivi.
3. D’altro canto, se le persone sposate non hanno modo d’identificare ciò
che è amore autentico perché non si accettano gli assoluti morali, non
potranno nemmeno perseguirlo e farlo crescere.
4. Così l’amore coniugale viene definito negativamente in termini di diritti
“esclusivi” e “permanenti” mutuamente conferiti e ricevuti.
Talvolta a rifiutare la verità degli
assoluti morali sono:
“considerazioni buoniste”.
E’ facile pensare: “in questo modo
alleggerisco il carico”…
Si può arrivare a pensare così se le
norme sono concepite non come
verità da rispettare ma come leggi
imposte per decreto che limitano
la nostra libertà; come una corsa
a ostacoli divina con, alla fine,
una incerta ricompensa; come
connesse in modo estrinseco al
contenuto delle nostre scelte.
“considerazioni personali”…
Siamo tutti peccatori e ci piacerebbe non considerarci tali
E’ la psicopatologia illuministica del progresso.
Esistono atti che sono sempre
gravemente disordinati?
Situazioni di conflitto
Leone di Salamina
Contro una visione ristretta, negativa,
pesante e tragica
Ragione e sentimento
Hiroshima e Nagasaki
Vi sono autori che asseriscono
che il Decalogo stesso non
contiene alcuna regola morale
specifica ma soltanto esortazioni
ad astenerci da tutto ciò che
sappiamo essere illecito: non
commettere uccisioni ingiuste,
non avere rapporti sessuali con la
persona sbagliata o nella
circostanza sbagliata, non
appropriarti di beni altrui quando
potrebbe essere male farlo.
Vediamo come ha
ragionato l’uomo
riguardo a queste
azioni…..
Aristotele dopo avere
considerato l’importanza di
cercare nelle nostre azioni il
“giusto mezzo” come qualcosa
d’intermedio fra eccessi opposti,
aggiunge…
“Ma non tutte le azioni e tutte le
passioni ammettono un giusto
mezzo; alcune hanno nomi che
implicano già cattiveria, per
esempio l’odio, la spudoratezza,
l’invidia, e nel caso delle azioni
l’adulterio, il furto, l’omicidio […]
Non è mai possibile, allora,
essere nel giusto riguardo a
esse; si deve per forza essere in
errore.
(e continua) …e neppure la bontà o cattiveria a riguardo di tali
cose può dipendere dal commettere adulterio con la donna
giusta, nel momento e nel modo giusto, ma semplicemente il
fatto stesso di compiere una di queste azioni equivale a
commettere un illecito” (Etica Nicomachea, II, 6).
“Un uomo non è adultero
qualora abbia rapporti con
donne sposate più di
quanto dovrebbe (non vi è
nulla di simile): il fatto
stesso che ne abbia è già
un vizio” (Etica Edumedia, II.
3)
E si domandava ancora:
• Sarebbe retto mentire per trarne un vantaggio personale?
• Sedurre la moglie di un tiranno, immaginando che la seduzione
consenta al seduttore di avvicinarsi al tiranno quanto basta per
ucciderlo?
La risposta è stata sempre la stessa: non si può mentire
né commettere adulterio per nessun bene,
quali che siano le circostanze.
In altre parole non si è parlato di “inganno senza valida ragione”
o di “adulterio illecito” ma di menzogne e di adulteri.
Nel linguaggio comune, la gente acconsente facilmente
giustificare la menzogna, meno facilmente nel caso dei rapporti
sessuali al di fuori del matrimonio, decisamente contraria a
discutere dell’eventualità che esistano “omicidi” giustificati.
In breve: gli assoluti morali di cui parla la filosofia e la tradizione
della fede non sono soltanto esortazioni.
Per i proporzionalisti ha scarso valore il fatto che la volontà sia
coinvolta nelle scelte.
Loro pongono l’attenzione soprattutto sulle conseguenze.
Però l’azione non è semplicemente legata a “eventi fisici”, ma è
l’esternazione di una scelta di un individuo, che si rivela per quello
che è finchè non compie scelte in contradizione con questa.
Gli atti umani sono atti morali perché esprimono e decidono della
bontà o malizia dell’uomo stesso che compie gli atti.
L’atto esteriore ha un significato!
Significa tutto ciò che si fa per attuare una propria scelta,
persino ciò che rimane interamente nell’intimo della
propria mente, come nei peccati di pensiero.
Non si può fare finta che non abbia un significato
Detto ciò riguardo all’importanza dell’atto fisico, aggiungiamo che ciò
che caratterizza l’assoluto morale non è la proibizione di un’azione
fisica ma l’oggetto morale scelto dalla volontà.
Alcuni esempi in cui lo stesso atto fisico….
Alcuni esempi
in cui lo stesso
atto fisico ha un
oggetto morale
opposto:
• Due diversi medici possono somministrare la stessa sostanza
analgesica (stesso atto fisico), uno per alleviare il dolore, consapevole
che avranno anche l’effetto di abbreviare la vita; l’altro per affrettare la
morte e con ciò eliminare il dolore.
• Due uomini possono usare la stessa arma da fuoco, uno come unico
mezzo di autodifesa disponibile; l’altro con il fine di uccidere.
• Due donne sottoposte a isterectomia, l’una per curare una malattia
uterina; l’altra per prevenire una possibile gravidanza futura.
In breve: per definire un atto ai fini della valutazione morale non si
deve guardare all’atto fisico ma al proposito, in cui si combinano fine
perseguito e mezzi scelti, che la persona adotta per elezione.
Esistono atti che sono sempre
gravemente disordinati?
Situazioni di conflitto
Leone di Salamina
Contro una visione ristretta, negativa,
pesante e tragica
Ragione e sentimento
Hiroshima e Nagasaki
Il bene e il male
implicito nel
bombardamento
nucleare di Hiroshima
e Nagasaki si estende
sino a includere una
realtà ben più ampia
rispetto al semplice
computo delle vite
umane che furono
distrutte con le
bombe atomiche,
comparate a quelle
che sarebbero state
messe in gioco da
un’invasione del
Giappone portata dal
mare.
Anche in questo caso
ci fu una drastica
restrizione di orizzonti,
così drastica e
arbitraria che persino
lo storico privo di
preoccupazion morali
può osservare come la
procedura decisionale
abbia trascurato o
negato qualsiasi
credito ad alternative
di rilievo.
Per esempio, il mantenere un blocco aereo e navale accompagnato
da attacchi mirati contro le residue forze giapponesi di mare, di cielo
e di terra, in continua graduale diminuzione.
Oppure il rinunciare al dichiarato obiettivo della resa incondizionata
del nemico. Le conseguenze positive e negative della decisione
d’imporre la resa incondizionata non si sono neppur remotamente
esaurite oggi, e rimangono assolutamente al di là delle possibilità di
dominio della ragione umana.
In breve: negare la verità degli assoluti morali conduce
necessariamente a ridurre la moralità a un ragionare pseudoscientifico; a creare l’illusione di poter misurare ciò che in realtà è
incommensurabile.
Le critiche da parte secolare al proporzionalismo hanno fatto
osservare che, nel tentare di risolvere i problemi di scelta attraverso
previsioni, si diventa un altro tipo di persona.
Quello che ne scaturisce sarà un uomo pronto a fare e a divenire
qualsiasi cosa, purchè si possa operare la maggior quantità di bene o
minori quantità di male.
Proprio adottarlo sarebbe il peggior male.
I proporzionalisti hanno
perso il senso che la
rivelazione si è
completata nelle parole
e opere di Gesù.
Che queste verità siano
state comunicate agli
Apostoli e da essi
tramandate nel
Vangelo.
Questo punto è fondamentale perché accettandolo si ritiene che
l’intero popolo di Dio è stato sino a ieri in errore e che il magistero
della Chiesa sbaglia nel proclamare costantemente la validità sino ai
nostri giorni.
Equivale a fare un lungo passo verso una negazione più generale:
quella che Dio abbia rivelato alcunché a un popolo, o che abbia mai
costituito un popolo di Dio.
Non è un caso che
Bentham e Mill, i pionieri
della metodologia
proporzionalista, abbiano
entrambi negato la realtà
del libero arbitrio.
Rifiutando quella realtà,
essi potevano concepire la
deliberazione e il giudizio
morale come una
questione quasi tecnica.
Tra coloro che hanno
adottato quella stessa
metodologia ce ne sono
molti che riservano un o
spazio scarso o nullo nel
delineare la realtà della
persona umana.
Altri (Karl Rahner) hanno negato la verità di norme morali
inderogabili basandosi sull’opinione che la natura umana, almeno
nei suoi aspetti rilevanti, è mutevole.
Lo stesso Karl Rahner non si è mai avventurato a chiarire che cosa
ritenesse mutevole e che cosa costante nella natura umana.
Il guaio è che secondo la logica del proporzionalismo, l’opzione
coretta è quella che promette un maggior bene rispetto alle opzioni
alternative. Cioè offre “tutto ciò che offrono le alternative” … “e
qualcosa in più”.
In quest’ottica le alternative stesse scompaiono dall’orizzonte,
perdono completamente l’attrattiva.
Se un uomo vuole acquistare una casa ed è interessato
esclusivamente a tre fattori: il prezzo, le dimensioni e la vicinanza
alla scuola, qualora egli trovi una casa meno cara, più grande e più
vicina alla scuola di ogni altra alternativa, le altre case perdono
immediatamente ogni considerazione ai suoi occhi (a meno che egli
non cominci a interessarsi a qualche altro fattore).
Nel suo progetto di ricerca di una casa non c’è più scelta per quelle
che non hanno uno di questi fattori.
Così il proporzionalismo
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Gli assoluti morali