I PRODOTTI CHIMICI
E LA CASA
INFORMAZIONI DI BASE SUL
PERICOLO PER L’UOMO
• 1 – Introduzione Problemi riscontrati
nelle attività
domestiche
La casa: chi non ha mai avuto a che fare,
anche fuori della normale attività
lavorativa, con attività domestiche?
• Chiunque si dedica alla quotidiana gestione
della casa, cioè ordine, pulizia,
preparazione dei pasti, ecc. , o agli hobbies
preferiti, o alla manutenzione del cortile o
del giardino di casa, ha la necessità di
venire a contatto con prodotti chimici che
hanno lo scopo di aiutare a rendere più
efficaci le nostre azioni.
• Secondo alcuni la casa è il principale luogo
di lavoro nel mondo, ed anche qui, come in
tutti i luoghi di lavoro, il processo di
razionalizzazione ed automazione è ai
nostri giorni incessante. L’impiego di
prodotti chimici è cresciuto fortemente
negli ultimi trent’anni, sia per la tendenza
ad una maggior pulizia, sia per la rincorsa a
volte nevrotica a risultati di maggior
effetto. A questo contribuisce la spinta
pubblicitaria, molto forte in questo
mercato caratterizzato da grande
concorrenza.
• Alcuni prodotti, anche lungamente
commercializzati, e quindi alla portata di
tutti, si possono rivelare veri e propri
veleni per chi ne fa uso improprio, e ne
sono prova i frequenti incidenti che si
verificano all’interno delle mura
domestiche. Ogni anno in Italia si
verificano ben 2. 700. 000 infortuni in
casa, di cui 8. 500 mortali, lo stesso
numero di morti che avvengono per
incidenti stradali. Più della metà degli
incidenti è subito dalle donne, il 14% da
bambini piccoli. In particolare sono al
terzo posto, con circa 11. 000 casi ogni
anno, le intossicazioni provocate da
ingestione, inalazione e contatto di
prodotti usati comunemente.
Spesso tali prodotti non contengono le necessarie
informazioni di sicurezza, anche se molto è stato
fatto in questi anni per una corretta
informazione dell’utente.
Le principali cause di incidenti sono infatti :
• mancata custodia di prodotti nocivi in
luoghi protetti
• insufficiente etichettatura
• contenitori inadeguati per una completa
sicurezza
• insufficiente conoscenza dei prodotti
• scambio con prodotti commestibili
Un altro problema è che alcuni
prodotti dannosi sono vietati solo in
alcuni paesi, e non in altri, oltre al
fatto che le direttive EU che
impongono alcune restrizioni vengono
recepite ed attuate non da tutti i
paesi europei.
Ma, anche non tenendo conto delle
intossicazioni accidentali, bisogna tenere
conto che un’intera categoria , cioè le
donne che lavorano in casa, è esposta
quotidianamente a sostanze più o meno
nocive manipolate durante l’attività
lavorativa, la convivenza e confidenza con
le quali porta spesso ad un uso incurante
dei rischi, nonostante l’esistenza di
prodotti sempre più energici . Le
casalinghe sono infatti le più affette da
dermatiti sia come irritazioni che come
allergie, provenienti dal migliaio di prodotti
per l’uso domestico.
• Da una statistica effettuata su donne, i
casi di affezione bronchiale sono il doppio
tra le casalinghe che tra le donne
impiegate fuori casa. Lo stesso si può dire
per le intossicazioni e gli avvelenamenti.
• Bisogna sapere inoltre che, sebbene il
nostro organismo sia dotato di meccanismi
di disintossicazione, in condizioni di
sovraccarico tali meccanismi non
funzionano adeguatamente, e le sostanze
estranee si accumulano, provocando
intossicazione dopo un tempo più o meno
lungo.
• Questa è la ragione per cui gli effetti non
sono così facilmente attribuibili alle cause.
• La natura funziona allo stesso
modo, riuscendo a smaltire ma
solo in tempi lunghi le sostanze
dannose.
• Molto raramente si tiene nel
dovuto conto l’impatto ambientale
che deriva dall’uso indiscriminato
di prodotti nocivi, con
danneggiamento delle nostre
risorse naturali.
L’obiettivo del corso è:
• Dare un contributo alla migliore conoscenza dei
prodotti chimici che usiamo in casa, allo scopo di
rendere più sicuro il loro uso
• Cercare di far capire come sia possibile ridurli, ed
in alcuni casi di sostituirli con prodotti di simile
efficacia, e meno nocivi all’uomo ed all’ambiente.
• La scommessa sta allora nell’individuare con
esattezza i veri pericoli, senza creare eccessivi
allarmismi, e senza creare un facile "business"
alternativo.
• Da parte del consumatore si chiede
buon senso, volontà di dosare e
possibilmente ridurre con
consapevolezza i consumi, unendo al
rispetto per la propria salute quello
per la natura.
prenderemo in esame tre
tipi principali di attività:
• cura della casa,
• cura e manutenzione
dell’esterno (orto, giardino,
cortile),
• attività del tempo libero.
• 2 - Tipi di attività
2. 1 - In casa
2. 1. 1 - Pulizia e trattamento di tessuti e
pelli
2. 1. 2 - Pulizia e trattamento di superfici
2. 1. 3 - Insetticidi, disinfettanti e
deodoranti
2. 1. 4 - Cosmesi e farmaci
2. 2 - In giardino
2. 2. 1 - Fertilizzanti
2. 2. 2 - Pesticidi
2. 3 - Nel tempo libero
2. 3. 1 - Prodotti vernicianti
In casa-Pulizia e trattamento
di tessuti e pelli
Detersivi generali per tessuti
• I detersivi naturali, cioè i saponi,
sono stati progressivamente
soppiantati, per il lavaggio dei
tessuti, dai detersivi sintetici, in
particolare dagli anni ‘50. Questi
prodotti, pur continuando ad esistere
come saponi di toeletta, sono stati
sostituiti dai detersivi sintetici a
causa del fatto che in presenza di
acque dure i saponi tendono a
formare precipitati, cioè composti
insolubili, e quindi a non fare la
caratteristica schiuma.
• I detersivi per tessuti contengono, oltre
ai tensioattivi (media 15%), attivi nella
rimozione dello sporco, altre sostanze che
hanno vari scopi, tra cui quello di
mantenere efficiente l’azione dei
tensioattivi. Tali prodotti sono: i
cosiddetti "builders", che hanno in
particolare lo scopo di addolcire l’acqua e
disperdere lo sporco.
I BUILDERS (1)
Essi sono costituiti essenzialmente da:
• Tripolifosfati (media 10%), che
sequestrano i metalli, impedendo la
precipitazione di sali insolubili. Il
loro effetto è accresciuto dalla
contemporanea presenza di silicati.
I BUILDERS (2)
Sbiancanti, che possono essere:
• candeggianti, come il perborato di sodio
(media 25%), che a caldo (60-70°C) libera
perossido di idrogeno (acqua ossigenata)
che ha effetto sbiancante. Purtroppo,
sopra gli 80°C il perborato si decompone
troppo velocemente danneggiando i tessuti,
e sotto i 60°C non agisce, necessitando di
attivatori e stabilizzanti, che sono sali di
calcio che agiscono in presenza di alta
percentuale di polifosfati.
• Insieme o al posto dei candeggianti chimici
si introducono spesso particolari enzimi
(circa 1%), che hanno azione a bassa
temperatura, cioè sotto i 60°C.
I BUILDERS (3)
• Azzurranti ottici, che danno solo un maggiore
effetto visuale al bianco dei tessuti, ma senza
effetto candeggiante: poiché la luce contiene
anche delle radiazioni non percepibili dai nostri
occhi( radiazioni ultraviolette), questi composti le
trasformano in radiazioni visibili, così la luce che
proviene dal bucato lavato con azzurranti è più
intensa e a noi sembra di vedere più bianco)
additivi ( dal 20% in su), che si aggiungono spesso
solo per aumentare il peso del prodotto.
• Questi composti sono sali (generalmente solfati)
che danno al bucato maggiore ruvidezza, inoltre
lasciano una massa vischiosa e poco solubile
intasando i pozzi neri.
I BUILDERS (4)
• Ammorbidenti, usati per togliere la
ruvidezza ai tessuti; sono costituiti
da tensioattivi cationici (5-15%) e
alcoli, che si attaccano alle fibre
dando al bucato una maggiore
morbidezza.
Indice di pericoloTensioattivi anionici
• I tensioattivi anionici possono entrare a
contatto per inalazione delle polveri, per
contatto o per ingestione. Provocano o
rinforzano le allergie, attaccano la parte
grassa e protettiva della pelle, tolgono lo
strato di grasso e la corrodono,
producendo dermatiti.
• Per ingestione provocano vomito, nausea,
diarrea, dolori allo stomaco e
all’addome. Risulta pericolosa l’ingestione
di dosi superiori a 1 g per kg di peso
corporeo, per i tensioattivi anionici,
mentre i non ionici sono meno tossici.
Indice di pericoloTensioattivi anionici (2)
• I saponi invece sono considerati non
tossici, anche se anch’essi hanno effetto
irritante sulle mucose digestive. E’ da
tenere presente anche il rischio di
inalazione della schiuma nei polmoni, con
possibilità di soffocamento.
• In particolare i detersivi per lavastoviglie
hanno una tossicità molto maggiore di
quella dei detersivi a mano, anche per la
forte alcalinità. Se viene ingerita anche
una piccola quantità di prodotto possono
aversi danni seri, come gravi lesioni
emorragiche, mentre anche per contatto
con la cute si possono avere lesioni gravi.
Tensioattivi cationici: il
rischio
Il più importante, il benzalconio cloruro,
presenta un certo grado di tossicità. Si
ritiene che concentrazioni tra 0,1 e 0,5%
siano in grado di dare irritazione delle
mucose oculari, mentre a livello cutaneo
sono irritanti concentrazioni di 10%. A più
gravi casi determina collasso, paralisi
muscolari, alterazioni epatiche e renali.
Enzimi: il rischio per l’uomo
Purtroppo anche questi non sono
innocui. Per la loro capacità di
attaccare lo sporco di natura
proteica, possono attaccare anche la
pelle o penetrare nei polmoni. Gli
enzimi impediscono una rapida
guarigione della pelle screpolata e
possono creare allergie.
Ammorbidenti: il rischio
• Oltre che alla presenza dei tensioattivi cationici,
di cui si è già parlato, questi prodotti contengono
anche alcol, in particolare alcol isopropilico (5%).
• Questo alcol è più tossico dell’alcol etilico, ma la
sua pericolosità si osserva per ingestione di
almeno 200 ml in un bambino e 2 litri nell’adulto,
cosa abbastanza improbabile.
• Ha comunque un effetto irritante sulla mucosa
dello stomaco e maggiore effetto depressivo sul
SNC dell’alcol etilico.
Candeggianti
commerciali
• Sono prodotti per smacchiare e candeggiare i
tessuti. Possono contenere sodio ipoclorito,
perborato, acido cloridrico.
• La candeggina commerciale ad esempio contiene,
oltre al sodio ipoclorito, anche perborato e acido
cloridrico al 15%. Questi prodotti vengono usati
anche per la pulizia delle superfici.
• L’ipoclorito di sodio, la comune varechina, è molto
usato. Agisce come ossidante sulle macchie
colorate trasformandole in sostanze incolori. Si
trova nei prodotti sbiancanti in concentrazione dal
3 al 7 % .
I candeggianti: rischi per
l’uomo
• Nel caso del perborato sodico, in caso di
ingestione il boro viene rapidamente
assorbito, e anche se non è ancora ben
noto il meccanismo di azione, si sa che
vengono colpiti l’apparato digerente, con
vomito e diarrea, il SNC con cefalea,
agitazione , il rene con nefropatia, la cute
con lesioni ed eritemi. Nel bambino la dose
tossica dell’acido borico è di 0,2 g per kg di
peso corporeo, quella letale di 0,4 g per kg.
I candeggianti: rischi per
l’uomo (2)
• Ipoclorito di sodio :è irritante per
contatto, la sua dose letale per ingestione
è per un bambino di pochi ml. Attualmente
è ancora più pericoloso perché i prodotti
commerciali in cui si trova contengono
sostanze profumate, per togliere lo
sgradevole odore. Così manca un elemento
utile di allarme, con maggiore rischio per
contatto o inalazione accidentale.
• Al contatto dell’ipoclorito con sostanze
acide si sviluppa gas cloro, che è uno dei
più potenti tossici. Il cloro è una delle
sostanze più pericolose per la facilità con
cui distrugge il tessuto polmonare
portando ad edema. Il suo odore acuto può
essere percepito anche a basse
concentrazioni, con bruciore agli occhi, al
naso. Per maggiori concentrazioni si ha
sensazione di soffocamento, secrezioni
anche emorragiche, fino allo spasmo e alla
morte per edema polmonare. E nelle case le
sostanze acide sono molto frequenti. Al
contatto dell’ipoclorito con ammoniaca si
può sviluppare clorammina, gas molto
irritante, che in alte concentrazioni può
portare dalla faringite alla polmonite
chimica.
Smacchiatori
• Gli smacchiatori liquidi sono miscele di
solventi organici, efficaci soprattutto per
le macchie di grasso.
• Quelli in pasta sono un impasto di solventi
con adsorbenti in polvere tipo magnesia,
cellulosa. I principali solventi sono:
tricloroetilene, tricloroetano, cloroformio,
tetracloroetilene.
Pulizia delle pelli
• I prodotti spray contengono
propellente e sostanze
impregnanti al silicone.
• Per le calzature si usano cere
sciolte in trementina ed emulsioni
oleose contenenti cere in benzina
ed acqua.
• Gli autolucidanti contengono
polimeri sciolti in glicole; gli
impermeabilizzanti sigillano le
fibre del cuoio senza però
chiudere i pori.
Pulizia e
trattamento delle
superfici
Detersivi multiuso e
abrasivi per superfici
La differenza tra detersivi multiuso e
abrasivi sta nell’azione più efficace per questi
ultimi nel togliere lo sporco per strofinio.
• Gli abrasivi in polvere o liquidi contengono
soprattutto granelli di quarzo o marmo, poco
tensioattivo (3%), ed alcuni contengono anche
candeggianti, costituiti da 1-2% di
dicloroisocianurato di sodio, prodotto che
libera cloro.
• I detersivi multiuso contengono invece molto
più tensioattivo (10-14%), fosfati (5%), urea
(5%) e disinfettanti a base di prodotti di
condensazione ammina - aldeide.
Detersivi per stoviglie
• E’ accertato che in un anno
una persona ingerisce
mediamente da 0,1 a 1 g di
tensioattivi, che rimangono
sui piatti appena lavati. In
alcuni paesi c’è anche l’usanza
di lavare i piatti e riporli
senza risciacquo.
Detersivi per piatti a
lavaggio manuale
Sono meno aggressivi di quelli per
lavastoviglie.
• Essi contengono 10-20% di tensioattivo, e
per il resto fosfati, essenze profumate,
alcol, coloranti, e alcuni contengono
sostanze protettive per la pelle.
• Alcuni contengono anche tensioattivi
cationici che hanno l’effetto di dare
lucidità alle stoviglie, eliminando l’effetto
provocato dalle macchie che lascia
l’evaporazione dell’acqua.
• Quelli in polvere contengono sali anche per
il 50-80%, come carbonato, silicato,
solfato, citrato di sodio.
Detersivi per lavastoviglie
•
•
•
•
Fanno una pulizia più profonda, a temperatura più alta (50-60°C)
ed hanno azione igienizzante.
Sono in genere molto alcalini perché contengono soda caustica,
fosfati (6%) e sostanze cloranti come il dicloroisocianurato di
sodio (2%) che distrugge i batteri.
Le macchine lavastoviglie contengono anche resine scambiatrici
per addolcire l’acqua e prevenire le incrostazioni calcaree che a
lungo andare rovinano i meccanismi.
Le resine necessitano di sale da cucina alla fine per essere
ripristinate.
Ai detersivi per lavastoviglie viene sommata poi l’azione dei
"brillantanti", che contengono un alto contenuto di tensioattivi
non ionici (20-50%) allo scopo di evitare la formazione di ombre
calcaree dovute all’evaporazione delle gocce d’acqua sui
piatti. Contengono inoltre alcol isopropilico (20%) e acidi come
l’acido citrico (20%) per annullare l’effetto alcalino dei
detersivi.
Detersivi speciali per
altre superfici
I detersivi per forni
Contengono, spesso in forma spray, soda
caustica (15%) assieme a tensioattivi e
solventi organici (10%). Questi prodotti
servono a togliere le incrostazioni sulle
pareti dei forni.
L’uso di questi prodotti provoca tosse ed
infiammazione della pelle e delle mucose.
I detersivi per vetri e
specchi
•
Contengono tensioattivi anionici con solventi organici
come glicoletere o isopropanolo (10%).
• Il tensioattivo ha lo scopo di facilitare la bagnabilità del
vetro per l’attacco allo sporco, il solvente quello di sciogliere
lo sporco.
• Il glicoletere è molto usato anche per la sua alta velocità di
evaporazione. Purtroppo questa sostanza contiene quasi
sempre piccole quantità del glicol corrispondente (glicol
etilenico o glicol butilenico) che ne fanno aumentare la
pericolosità.
• Attualmente sono molto in uso i prodotti multiuso, cioè
adatti a qualsiasi tipo di superficie. Possono contenere
anche ammoniaca e fosfati.
I detergenti per metalli
• Hanno il compito di asportare il sottile strato di
ossido o di solfuro nel caso dell’argento, che si
forma sul metallo rendendolo opaco.
• Il trattamento per l’argento è diverso da quello di
altri metalli o leghe. Per asportare lo strato di
solfuro si usano creme a base di tensioattivi,
tiourea e acido cloridrico, che, togliendo lo strato
di solfuro, asportano anche un sottile strato di
metallo .
• Per gli altri metalli si usa un preparato di
tensioattivi (15%), terra argillosa e benzina
(35%). Spesso si usa anche acido fosforico
concentrato (3-40%).
Rischi per l’uomo
• I detergenti per metalli, specie per
l’argento, oltre a tensioattivi,
contengono tiourea e acido cloridrico,
che, togliendo lo strato di solfuro,
asportano anche un sottile strato di
metallo . Queste creme sono
tossiche. La tiourea è valutata
sospetta di cancerogeneità.
I derugginanti
• Contengono acido fosforico
concentrato (40%), acido cloridrico,
alcoli e fosfati di zinco ed alluminio.
Detersivi per lavabi e
WC
I detersivi per
disgorgo lavabi
•
•
•
•
Sono tra i prodotti più tossici.
Contengono soda caustica(70 - 100 %) che ha il
compito di saponificare i residui grassi e mandare
in soluzione prodotti cheratinosi come i capelli.
Contengono anche granuli di alluminio o zinco
(2%),che in ambiente alcalino sviluppano
idrogeno. Per evitare una possibile esplosione si
aggiunge nitrato di sodio (15%) che con idrogeno
forma ammoniaca.
I gas favoriscono la rimozione degli
ingorghi. Questo prodotto sviluppa molto calore,
ed è molto aggressivo.
Se il prodotto è allo stato liquido, può contenere
anche ipoclorito di sodio, che sviluppa meno
calore.
I disincrostanti per calcare
ed acidi urici nel WC
Sono prodotti acidi o alcalini.
• Quelli acidi in polvere contengono
bisolfato di sodio (87%) e acido
solfammico, oppure se liquidi contengono
acido cloridrico e fosforico (20-30%),
solforico, formico, oltre a tensioattivi
(7%).
• Quelli alcalini contengono, oltre al
tensioattivo (4%) , ipoclorito di sodio
(67%), assieme a formaldeide, fenoli o
clorofenoli.
Detersivi e lucidanti per
pavimenti
I detersivi autolucidanti
per pavimenti
Contengono, oltre a cera, polimeri acrilici
ricavati per sintesi da prodotti del petrolio,
sciolti in solventi idrosolubili come glicoletere.
• Essi formano sul pavimento una pellicola di
plastica, che dà l’effetto di lucidità: il guaio è
che per eliminarla bisogna usare detersivi e
prodotti molto aggressivi, come ammoniaca e
solventi.
• Inoltre dalla loro evaporazione dal pavimento
escono i vapori che vengono inalati.
•
Infatti questi prodotti non richiedono
risciacquo, e le sostanze chimiche rimangono sul
pavimento.
Le cere sintetiche per
pavimenti
Sono polimeri dal petrolio, come copolimeri
stirolo-acrilato in concentrazione maggiore
ed emanano un odore che non è salutare.
• Per i mobili in legno vengono usati prodotti
lucidanti di sintesi, che contengono solventi
organici come xilolo, toluolo,
tricloroetilene.
• Alcuni detersivi per pavimenti contengono
anche solventi organici per eliminare
possibili residui di cera.
Insetticidi,
disinfettanti,
deodoranti
Insetticidi
Gli insetticidi per la casa sono simili
nella composizione ai pesticidi.
• Si trovano sotto forma di bombolette
spray, polveri, strisce, vaporizzatori
elettrici.
• Contengono, per la maggior parte,
piretro, insetticida naturale
proveniente dai fiori di crisantemo,
per mosche e zanzare, oppure
naftalina, canfora, p-diclorobenzene,
come prodotti antitarme.
Disinfettanti
La pulizia sistematica della casa rende
inutile questi prodotti, e necessario solo in
caso di presenza di persone con malattie
contagiose.
• La maggior parte dei batteri
naturali è assolutamente innocua!!!
• I disinfettanti contengono, oltre ad altri
componenti, spesso non meno dannosi, sali
di ammonio quaternario come il benzalconio
cloruro (vedi tensioattivi cationici), e la
formaldeide.
I disinfettanti: il rischio
• Citiamo ancora, tra i più usati, la formaldeide: è un
gas con un caratteristico odore pungente, ed
irritante per le mucose; agisce in modo subdolo,
liberandosi rapidamente all’inizio, poi lentamente e
a lungo.
• Ha un tempo di dimezzamento di 6 anni( la sua
concentrazione dimezza dopo 6 anni).
• La formaldeide, come è stato accertato, è
sospetta cancerogena ed allergogena, provoca
asma ed eczemi cutanei. Se inalata provoca già a
concentrazioni molto basse (0,5-0,9 ppm)
irritazione agli occhi, se si superano i 10 ppm si
manifestano tosse insistente e difficoltà
respiratoria, a valori di 50 ppm insorgono gravi
lesioni polmonari.
• Essendo usata anche come
conservante nei prodotti cosmetici,
sono state fissate le percentuali
massime ammissibili, dallo 0,1 al 0,2%
nei prodotti a contatto della pelle, e
del 5% nelle lacche per le unghie. La
formaldeide viene liberata anche dal
fumo di sigaretta: in una stanza di
medie dimensioni con 4-5 fumatori si
trova una quantità di formaldeide
superiore al limite di legge. Tra gli
altri componenti dei disinfettanti i
fenoli e clorofenoli che sono i
disinfettanti più velenosi, sospetti di
cancerogeneità.
Deodoranti
Anche i deodoranti per casa, oltre ad
essere in gran parte inutili, possono essere
dannosi.
• Sono di tre tipi: spray, gel, solidi.
• Gli spray sono i più pericolosi per l’uomo e
l’ambiente,
• I gel liberano profumo, possono contenere
formaldeide.
• I solidi possono contenere pdiclorobenzene .
Cosmetici e
farmaci
Cosmetici
In questo campo la varietà di prodotti è talmente
grande, che è impossibile trattare estesamente le
caratteristiche di tutti.
• Possiamo qui evidenziare solo alcuni prodotti, il
cui uso può portare a inconvenienti nel campo della
salute.
• Un problema riguardante i cosmetici è che, al
contrario dei farmaci, non in tutti i paesi è
obbligatorio dichiararne la composizione
sull’etichetta, come invece prescrive una direttiva
EU, anche se in molti cosmetici vengono impiegate
sostanze il cui abuso può essere dannoso.
• Per fare un esempio, troviamo spesso la
formaldeide, con funzione di conservante, una tra
le poche decine di sostanze più importanti e
diffuse anche in questo campo.
Tinture per capelli
Il componente principale è l’anilina,
spesso sostituita da sostanze simili
nella struttura, appartenente al
gruppo dei composti aromatici.
• Il trattamento è quasi sempre
preceduto da una applicazione di
ammoniaca.
• Un trattamento naturale è quello che
usa la pianta dell’henné, le cui foglie
danno al capello una colorazione
rossa.
Il componente principale è spesso
l’anilina, sostanza sospettata di
provocare il cancro. In Italia non è
permessa, al suo posto è usata una
sostanza simile, la benzenammina,
classificata come allergogena.
Vengono anche usati coloranti
all’antrachinone, azoderivati della
benzidina, tutti sospetti
cancerogeni. Particolarmente
pericoloso è il pretrattamento con
ammoniaca, corrosiva per pelle e
mucose. Solo la pianta dell’henné , le
cui foglie danno al capello una
colorazione rossa, si può per il
momento considerare innocua.
Lacche per capelli
Contengono in soluzione in genere
alcolica filmogeni come le resine
formaldeidiche, insieme a profumi e
conservanti.
Sono in genere tutte confezioni spray,
anche se attualmente si usano in
alternativa propano, butano, anidride
carbonica.
• Contengono in soluzione in genere
alcolica filmogeni come le resine
formaldeidiche, insieme a profumi e
conservanti, nocivi per il sistema
respiratorio, occhi, orecchi, pelle.
Inoltre essendo in genere tutte
confezioni spray, e contenendo CFC,
sono nocive per l’ozono, anche se
attualmente si usano in alternativa
propano, butano, anidride carbonica.
Prodotti per make up:
ciprie, rossetti, ombretti,
mascara, matite per occhi
I metalli pesanti sono i maggiormente
presenti: piombo e arsenico nei rossetti , e,
oltre a questi, anche mercurio e cadmio nei
make up per occhi, ferro e titanio nelle
ciprie, che contengono per il 75% talco. Il
bianco titanio (biossido di titanio)
intensifica il tono di un colore ed ha potere
coprente. Viene usato anche un colorante
di sintesi, il violetto-benzile, vietato in
America, mentre è permesso in molti paesi
europei.
• I metalli pesanti sono i maggiormente
presenti: piombo e arsenico nei rossetti , in
aggiunta cadmio e mercurio nei make up
per occhi: è stata dimostrata la
cancerogeneità per tutti. Un’ ordinanza EU
del 1978 fissa un limite di 20mg Pb e 5 mg
As ogni kg di prodotto - il cadmio deve
essere assente. Ma da diverse prove
eseguite anche dopo questa data si sono
spesso riscontrate quantità molto
superiore al permesso. Nelle ciprie è
spesso presente bianco titanio, anch’esso
tossico.
Farmaci
•
•
•
•
•
I farmaci sono i maggiori responsabili delle
intossicazioni che si verificano nelle abitazioni, e a
farne le spese sono quasi sempre i bambini.
Ciò è dovuto all’estrema facilità con cui entrano
nelle case ed al fatto che spesso non vengono
conservati con la cura necessaria né negli appositi
armadietti sotto chiave.
Spesso inoltre i medicinali si presentano sotto
forma di allettanti e colorate pastiglie, che
assomigliano a dolci caramelle.
Tra i medicinali più comuni che si trovano in una
casa in media prevalgono gli analgesici, barbiturici,
psicofarmaci.
Ricordiamo che assumendo 10 volte la dose di
barbiturici consigliata si ha perdita dei riflessi,
danni all’apparato circolatorio con tachicardia, e
infine coma.
IN GIARDINO
I prodotti chimici più spesso usati nei
giardini sono i fertilizzanti e le sostanze
per la difesa delle piante. Sebbene i
fertilizzanti abbiano un impatto ambientale
meno pesante dei disinfestanti, tuttavia è
sempre bene tenere presente criteri ben
precisi per il loro uso.
Mentre nell’agricoltura non è del tutto
possibile evitare l’uso massiccio di prodotti
chimici (ancora oggi nel mondo milioni di
persone soffrono la fame, 1/3 dei raccolti
va perduto a causa dei parassiti, milioni di
persone muoiono a causa di malattie
trasmesse dai parassiti), nel piccolo
giardinaggio ciò è possibile .
Fertilizzanti
• Il fertilizzante di base è sempre organico, e per il
dosaggio è determinante il contenuto in azoto,
perché la sua concentrazione nel terreno varia più
rapidamente degli altri elementi. Le composizioni
dei fertilizzanti si conoscono da quattro numeri
caratteristici, che indicano nell’ordine la quantità
di azoto (N), fosforo (come P2O5), potassio (come
K2O), magnesio (come MgO). I fertilizzanti
artificiali azotati contengono azoto sotto forma di
nitrato ammonico, nitrati, cianammide, urea.
Pesticidi
• Anche nella cura dei balconi e giardini
di casa si fa uso sempre più di
pesticidi di sintesi, che hanno quasi
completamente soppiantato i pesticidi
naturali come il piretro.
I prodotti , classificati
genericamente come pesticidi,
si suddividono in:
•
insetticidi (vari prodotti
contro acari, vermi, topi, lumache)
•
erbicidi, contro infestanti
vegetali
•
fungicidi, contro funghi
parassiti.
• Così come per i fertilizzanti, anche per i
pesticidi si è creata una catena perversa,
che porta all’uso sempre più grande di
questi prodotti, di cui sembra non sia più
possibile fare a meno.
• Infatti, soprattutto nelle monoculture, il
parassita tipico di una pianta si trova nella
condizione ideale per nutrirsi e riprodursi,
non entrando in competizione con altri
parassiti.
• Da un insetto si producono in un anno 1
miliardo di altri insetti, di cui almeno uno
riuscirà a sopravvivere al pesticida, e
produrrà altri insetti, ormai insensibili a
quel pesticida, così non finisce più la
catena di prodotti dannosi.
• Possiamo parlare perciò ormai di natura
‘drogata’. La crescita dell’industria dei
pesticidi è stata spettacolare,
specialmente negli anni ’60. La crescita
maggiore si è registrata negli erbicidi
(30% insetticidi, 65% erbicidi, 5%
fungicidi).
• Vi sono moltissime marche di insetticidi
contrassegnate dall’agente attivo, dal tipo
di infestante, dal tipo di utilizzo, da
annotazioni riguardanti la tossicità.
• E’ dunque importante conoscere i diversi
tipi di parassiti, per scegliere il prodotto
più adatto, ad azione specifica. Gli erbicidi
vengono in genere usati in combinazione
con un fertilizzante.
Nel tempo libero
• L’aumentato uso di hobbistica fa ricorso a
molte sostanze che si spruzzano
attraverso solventi organici. Sono stati
misurati in abitazioni in media 100m g/dm3
di toluene e 10m g/dm3 di benzene, e
composti alogenati come cloroetani.
• In eguale quantità e in alcuni casi fino a
100 volte tanto i valori di oli eterei in
forma di essenze odorose (es. limonene)
che vengono usati come richiamo per
l’usatore, in cosmetica e mezzi di pulizia.
• Alcuni esperimenti su animali hanno
dimostrato in parte l’effetto cancerogeno
di queste sostanze.
Vernici e coloranti
• Il consumo annuo in Italia di vernici e pitture è
circa 1 milione di tonnellate. E’ una quantità che è
rapidamente salita dal secolo scorso.
• Da ogni tonnellata evaporano circa 400 kg di
solventi, in genere dannosi alla salute e
all’ambiente: infatti partecipano alla formazione
dello ‘smog fotochimico ’ unendosi al biossido
d’azoto dei motori delle auto, oltre che
all’inquinamento delle acque quando vengono
scaricati.
• Le vernici attuali, sintetiche, sono ben diverse
dalle vernici naturali a base di resine (coppali e
gommalacca) e olio di lino. Esse sono più resistenti
e protettive.
• . Le vernici sintetiche sono costituite da resine o
polimeri, addizionate di coloranti e solventi,
organici o acqua. I solventi costituiscono la parte
prevalente in peso (60-70%) del prodotto. La
resina, dopo l’evaporazione del solvente, lascia un
film sottile e resistente sulla superficie su cui è
applicata.
• Alcuni esempi di resine sintetiche: resine
amminoplastiche, acriliche , poliesteri,
poliuretani. I solventi organici più usati sono
idrocarburi alifatici ed aromatici, alcoli, chetoni,
acetati e glicoli: la loro caratteristica è un’alta
volatilità. Per le pitture ed inchiostri si usano in
prevalenza i chetoni; per adesivi e colle il nesano;per vernici toluene, xilene, glicoli.
• Una componente importante delle vernici sono i
pigmenti, che sono a base di metalli pesanti come
piombo, titanio, arsenico, zinco, cromo.
Il rischio per l’uomo
• La pericolosità di questi prodotti è dovuta
soprattutto alla loro alta volatilità, che provoca
un’alta concentrazione di vapori nell’ambiente. A
ciò si aggiungono i danni provenienti anche da
ingestione e da contatto.
• Si può osservare che le esposizioni agli inquinanti
all’interno sono più elevate di quelle all’esterno. I
soggetti più sensibili agli effetti degli inquinanti
gassosi sono i bambini, in quanto le loro vie aeree
hanno diametri minori rispetto a quelli dell’adulto,
e ciò può dar luogo a ostruzione delle vie
respiratorie.
• Inoltre i bambini, avendo maggiore bisogno di
ossigeno, respirano più rapidamente e perciò
inalano più inquinanti. Tra questi, gli aromatici e i
cloroidrocarburi sono i più pericolosi perché alcuni
sono cancerogeni, anche se in basse
concentrazioni.
Alcune caratteristiche dei
più importanti solventi:
• Olio di trementina: è un solvente
distillato da materie prime naturali, e
in teoria abbastanza innocuo: durante
la distillazione si può formare del
toluene, che non sempre viene
eliminato, perciò anche questo
prodotto non si può considerare del
tutto accettabile
• Trementina sintetica: contiene benzina,
toluene, xilene. E’ cancerogeno, oltre ad
avere i soliti effetti di irritazione, danni al
SNC e ai polmoni.
• Petrolio: per inalazione provoca vomito,
soffocamento. Gli avvelenamenti acuti
portano ad allucinazioni, distruzione dei
tessuti del SNC e dei polmoni, coma.
• Alcoli: I vapori provocano emicrania,
irritazione della cute, mucose, vie
respiratorie. Una prolungata inalazione
provoca disturbi respiratori, inoltre l’alcol
metilico porta ad avvelenamento, cecità,
fino alla morte. Al precedente paragrafo
si è anche parlato dell’alcol isopropilico,
usato negli ammorbidenti
• Glicoli : La loro pericolosità è legata anche
al loro sapore dolciastro che può facilitare
l’ingestione accidentale di quantità
rilevanti , specie nel caso di bambini. La
tossicità dei glicoli si manifesta a livello
del SNC, del fegato e dei reni. Per il
glicole etilenico si considera tossica una
dose di 0,3 g per kg di peso corporeo, oltre
la quale si può avere dose mortale, che
significa, per una soluzione al 10%,
l’ingestione da parte di un bambino di 10 kg
una quantità di 100ml. Sembra inoltre che
tali sostanze provochino malformazione
nell’embrione e disturbi sanguigni.
• Idrocarburi aromatici: tra essi citiamo il
benzene, il toluene, lo xilene. L’esposizione
prolungata ad essi, anche a bassi livelli,
provoca disturbi a livello del SNC, con
euforia, vertigini, cefalea, nausea, mentre
concentrazioni più alte provocano
alterazioni nel midollo osseo. Per contatto
cutaneo provocano irritazioni e
dermatiti. Il benzene è anche sicuramente
cancerogeno . Tra soggetti esposti a
benzene è stato confermato un incremento
dei casi di leucemia. Per questo è stato
proibito nelle formulazioni di prodotti
solventi, se non come impurezza.
Idrocarburi clorurati:
• Danneggiano il sistema nervoso centrale;
• Cloroformio: è un fluido molto volatile, di
effetto narcotizzante, a dosi elevate
provoca paralisi cerebrale, respiratoria e
cardiaca; è anche cancerogeno e danneggia
fegato e reni. Anche per contatto provoca
infiammazione della cute. Nelle acque di
scarico è fortemente inquinante per
l’ambiente.
• I più pericolosi sono i solventi classificati
come VOC ( volatile organic compounds)
dall’OMS, anche perché non è possibile
individuare un unico colpevole, essendo
l’uso di questi composti indiscriminato ( se
ne sono rilevati fino a 300 VOC differenti,
in un unico ambiente): così gli effetti si
fanno sentire anche se ogni componente è
in concentrazione bassa. C’è anche da
osservare che l’organismo si adatta al
prolungarsi dell’esposizione, per un
meccanismo per il quale cerca di annullare
le situazioni sgradevoli. Questo pone
l’organismo in una situazione di stress
ambientale che porta all’insorgenza della
cefalea.
• L’esposizione a vari solventi provoca
irritazione agli occhi, naso e gola,
emicrania, nausea, vertigini. Essendo
lipofili, interagiscono con la struttura del
SNC e periferico con effetto depressivo,
provocando lesioni a volte irreversibili. La
sintomatologia è a due fasi: prima si ha
ebbrezza, poi una fase di depressione, con
sonnolenza, narcosi, fino al coma. A livello
epatico si hanno alterazioni causate sia
dalla loro tossicità, sia dalla a volte
maggiore tossicità dei composti che si
formano durante il metabolismo. A livello
cardiaco si hanno effetti di aritmie
cardiache.
• Sono stati definiti dei livelli di esposizione cui
correlare l’insorgenza di sintomi (Mohlave):sotto il
limite inferiore non ci si aspetta alcun effetto.
sopra il limite superiore c’è qualche effetto . tra
questi due valori sta il ‘range multifattoriale di
esposizione’, nel quale gli effetti possono
evidenziarsi a seconda dell’interazione con altri
fattori ambientali. Casi di ingestione: la dose
tossica della trielina è di 0,2 ml/kg di peso
corporeo, quella mortale di 3-5 ml per kg, che
corrisponde all’ingestione di 30 ml per un bambino
di 10kg. Sembra inoltre che tali sostanze
costituiscano la principale causa della cosiddetta
‘sindrome del Palazzo Malato’, Sick Building
Syndrome descritta dall’OMS, con secchezza alle
mucose, eritema e arrossamento di cute e occhi,
raucedine ed asma, nausea e vertigini, irritabilità,
facilità ad infezioni alle vie respiratorie.
VERNICI: il rischio
• Essendo composte in gran parte di solventi, la loro
tossicità è strettamente legata alla tossicità di
questi ultimi. Influiscono negativamente
sull’organismo, sul SNC e l’apparato respiratorio.
Ricordiamo anche il pentaclorofenolo (PCP), usato
per la protezione del legno da funghi
parassiti. Può causare cirrosi epatica, atrofia del
midollo osseo e disturbi al SNC. In alcuni paesi è
proibito, ma in altri è anche negli imballaggi per
alimenti.
PIGMENTI: il rischio
• I più pericolosi sono il piombo ed il cromo
usati in genere come ossidi. Il piombo si
accumula nelle ossa e nei denti, provocando
danni alla composizione sanguigna e al
sistema immunitario. Il cromo è
cancerogeno, e le polveri sono pericolose
per i polmoni, se inalate. Anche il biossido
di titanio è molto usato come pigmento
bianco: è sospetto cancerogeno.
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