PROGETTO DIDATTICO DI
EDUCAZIONE PERMANENTE
Approvato e finanziato dalla Regione Sicilia
CHI SIAMO
Siamo gli alunni della classe 4^ del plesso scolastico di
Digerbato e di Terrenove Bambina, appartenenti al 5^ Circolo di
Marsala.
I nostri docenti sono:
Parrinello Francesca ,
Provenzano Antonina,
Pellegrino Franca e
Parrinello Angelina.
Il nostro percorso di studio
è stato: I Bagli: fortezze
rurali di un tempo.
CI PRESENTIAMO
Siamo gli alunni della 4^ A di Digerbato
e della 4^ A di Terrenove Bambina
appartenenti al 5° Circolo Didattico
di Marsala
ORIGINE DEI
BAGLI
Il termine baglio deriva dall’arabo bahah (cortile).
I bagli furono costruiti per essere utilizzati da grandi aziende
produttrici di vite e olivo. Attorno al cortile erano disposti il locale
per il torchio da vino e quello per il torchio da olio, la cantina
vinaria e quella dell’olio, il granaio, il fienile ed altri locali
utilizzati come depositi. Tutta l’attività che vi si svolgeva era
fondata soprattutto sui prodotti della campagna e sull’allevamento
del bestiame.
INSEDIAMENTO
E STORIA DEI BAGLI.
I bagli nascono e si sviluppano negli altopiani interni, zone di
grandi feudi, in un territorio caratterizzato da assoluto isolamento.
Si ha così una sorta di urbanizzazione a case sparse. Col tempo
perde la caratteristica tradizionale di edificio rurale per prodotti
cerealicoli-pastorali per adeguarsi ai nuovi ordinamenti colturali e
alle nuove istanze sociali.
STORIA
Con la venuta di Woodhouse, la coltivazione della vite prevalse sulle
altre produzioni agricole. Il baglio subì delle modifiche e si preferì
costruirlo nelle zone appena fuori città o vicino alle strutture portuali
per una migliore viabilità. Vi lavoravano operai, tecnici, bottai,
carrettieri e macchinisti. Spesso anche le famiglie dei proprietari vi
trascorrevano i mesi estivi. Gli eventi storici che determinarono
l’organizzazione del territorio furono:
1 Incursioni dei pirati turchi del 1495;
2 Chiusura del porto nel 1575.
3 Colonizzazione dei Basiliani e dei Gesuiti.
4 L’imprenditoria inglese del XVIII secolo.
I MODELLI INSEDIATIVI
IL baglio nasce da esigenze
produttive e difensive che
permettevano di lavorare e risiedere
nello stesso luogo.
Sorgevano in prossimità di sorgenti
d’acqua in posizione dominante per
poter controllare sia la proprietà che
il lavoro che vi si svolgeva.
Spesso nascevano per la presenza,
nel luogo, di una torre, di un ovile o
di una stalla. Vi si accedeva da un
viale alberato.
La funzione difensiva era
rappresentata da un unico
ingresso (massiccio portale)
e da feritoie per poter
colpire i nemici; mura alte e
poche finestre con
inferriate.
TIPOLOGIE DI FABBRICATI
Vi sono varie tipologie di bagli:
Baglio ad impianto quadrangolare
delimitato da corpi bassi con piano
residenziale in elevazione sul fronte
principale.
Baglio ad impianto quadrangolare delimitato da corpi bassi con piano residenziale
in elevazione sul fronte posteriore.
Baglio ad impianto quadrangolare delimitato da corpi bassi con piano in elevazione
sui fronti laterali.
Baglio ad impianto quadrangolare delimitato da corpi bassi articolato in più cortili.
Baglio ad impianto aperto ed irregolare per lo più a forma di L.
La forma quadrangolare permetteva lo svolgimento delle attività al riparo da eventi
esterni. Potevano esservi anche due corti, una padronale e l’altra per i contadini.
ARCHITETTURA DEGLI
EDIFICI
Lungo i lati del baglio c’erano gli edifici adibiti a diversi usi e funzioni.
Elemento caratterizzante del baglio era la corte, “spazio quadrangolare
chiuso su tutti i lati dagli edifici disposti secondo una planimetria
regolare”. Il corpo principale era costituito dalla casa signorile
sopraelevata rispetto agli altri fabbricati e si distingueva anche per le
decorazioni e la ricercatezza nelle soluzioni costruttive. Altri fabbricati
erano destinati ad abitazioni del personale fisso: il sovrastante, il
massaio, il campiere, il curatolo. I braccianti giornalieri (jurnateri)
dormivano in un ambiente chiamato “macasenu di l’omini”. Un ampio
locale veniva adibito al ricovero degli attrezzi e dei carretti. Un altro
vasto locale veniva occupato dalla scuderia e dalla stalla. L’ingresso
principale era costituito da un grande portone ad arco.
Vicino all’ingresso principale era
situata una cappella per le
funzioni religiose. Nella corte
c’era il pozzo, l’abbeveratoio e la
pila. L’ingresso era costituito da
un portone ad arco in ferro o
legno che immetteva in un
sottoportico (turchettu) dove si
trovavano spesso rudimentali
sedili in pietra. Il portale ad arco,
fatto con blocchi squadrati di
pietra dura o con mattoni, era
sormontato dallo stemma nobiliare
della famiglia. Il centro del cortile
era spesso pavimentato con grossi
ciottoli, i cuti, riquadrati da basole
in pietra dura.
ARCHITETTURA
MATERIALI DA COSTRUZIONE
La muratura dei diversi edifici è composta in genere da pietrame e
cenci di tufo legati da una malta di calce e sabbia. Il materiale
veniva ricavato in loco, scavando lo strato superficiale di terra e
tagliando la pietra in blocchi. La piccola cava detta “pirreredda”
veniva poi utilizzata come conigliera o agrumeto. I muri erano
spessi da 50 a 100 cm. L’uso della volta reale a dammuso, in conci
di tufo squadrati, era preferito a quella in stuoia di canne e gesso. La
copertura era quasi sempre a terrazzo. Il tetto, ad uno o più
spioventi era formato da tegole d’argilla (canali) poggiati su listelli
di legno. Una grondaia di tegole convogliava le acque piovane in
una cisterna.
BAGLI APERTI E
BAGLI DI CASE
Nel marsalese si trovano, oltre ai bagli tradizionali, i bagli a
struttura “aperta” senza il tipico cortile centrale, che perdono la
funzione difensiva e i “bagli di case” formati da un insieme di
case appartenenti a proprietari diversi, disposte in modo da
formare una struttura chiusa attorno al “chiano” e che
conservano, pertanto, la loro funzione difensiva.
LEGGENDE
Alla storia dei bagli si affiancano spesso antiche leggende sui tesori.
L’origine di queste leggende è legata, in qualche modo, alle
incursioni dei pirati che derubavano la popolazione di tutto quel che
possedevano: oro, argento, cibo, animali. Quando la popolazione
veniva avvertiva, dalle torri di avvistamento, dell’arrivo dei pirati,
fuggiva e la gente più ricca seppelliva i propri averi per tenerli al
sicuro. Spesso questi tesori non venivano ritrovati. Inoltre, sotto le
case e i palazzi si trovavano delle cavità, veri sotterranei, che
servivano per custodire il grano e altri alimenti. Tutto questo ha fatto
nascere le antiche leggende sui tesori dei “bagghi”.
“A TRUVATURA”
Una leggenda vuole che
all’angolo nord-ovest del Baglio
Barbarà, in C/da Digerbato, sia
sepolto un tesoro (truvatura), di
cui si può venire in possesso
lanciandosi a testa in giù dall’alto
del baglio. Il suolo si aprirà e il
tesoro sepolto, venuto alla luce,
potrà essere portato via.
LA CULOVRIA
Una vecchia leggenda racconta
che in un baglio c’e un
sotterraneo nero e profondo
dove, a guardia di un tesoro,
c’e una culovria , un enorme
serpente. Guai a chi vuol
toccare il tesoro! Se qualcuno
si avvicina, il serpente se lo
mangia in un solo boccone.
La culovria resterà lì e
custodirà il tesoro per sempre.
IL CANE DALLE CHIAVI D’ORO
Secondo un’ altra leggenda, si narra che in una notte di luna piena,
nel mese di agosto, allo scoccare della mezzanotte, appare un
grosso cane che al collo ha un gran collare appuntito, con
attaccate due chiavi d’oro. Chi ha il coraggio di avvicinarsi alla
bestia e di afferrare le chiavi, trova un tesoro.
IL GUARDIANO NERO Un’ altra leggenda
tramanda di un sotterraneo nascosto, pieno di misteri custodito da
uno schiavo nero e terrificante. Egli ha in mano una verga e, se
qualcuno vuole impossessarsi del tesoro, deve obbedire agli ordini
dello schiavo. Se non lo farà, non solo non troverà niente, ma
prenderà pure un sacco di bastonate.
IPOTESI DI SVILUPPO TURISTICO
PER I BAGLI
Il nostro presente affonda le sue radici nel passato. Per questo nulla del
passato può essere cancellato; la memoria di quel che eravamo ci aiuta
a vivere nel presente e a proiettarci nel futuro. I bagli sono la
testimonianza di un passato che va conservata e questo è possibile
mediante ristrutturazioni e restauri. I “bagghi “ fanno parte di questa
memoria storica che va rivalutata e integrata. L’utilizzazione dei bagli è
varia: potrebbero diventare aree attrezzate, sedi di agriturismo, ostelli
per giovani, centri di cultura. Il ripristino dei bagli permetterebbe al
territorio di entrare a far parte, a pieno titolo, di quei circuiti di
agriturismo che, oltre a sostenere il mondo rurale (aspetto economico),
aiutano la conservazione ambientale della campagna, perpetuando
tradizioni di civiltà e di prodotti gastronomici (tutela dell’ambiente e
rispetto delle tradizioni).
MAPPA DEI BAGLI
Baglio Rinazzo
C/da Rinazzo
Baglio Oneto
c/da Conca
Baglio Grande
C/da Ciavolo
Baglio Pedone
C/da Ciavolo
Baglio Genna
C/da Biesina
Baglio Barbarà
C/da Digerbato
Baglio D’Anna
Baglio Catalano Baglio
C/da S. Silvestro C/da Genedolfo Montalto
C/da Selvaggi
Baglio Anca
Omodei
C/da Conca
Baglio
Woodhouse
C/da Amalfi
Baglio Spanò
C/da Triglia
Baglio Vecchio
Marchese
Petrosino
Baglio
Capofeto
C/da Capofeto
Baglio
Scecco d’Oro
Baglio Basile
Petrosino
Baglio Sansone
Baglio
Carillumi
C/da Zizzo
Baglio
Buscemi
Baglio
Fontana
Coperta
Baglio Grignani Baglio
Buttagana
Alberaggio
Cavalupo
C/da Berbaro
Baglio Capofeto Baglio
C/da Capofeto
Villapetrosa
C/da Ventrischi
BAGLIO PEDONE
Nel baglio Pedone una serie di magazzini delimitano il cortile
aperto sul lato Nord. Due corpi di fabbrica di modeste dimensioni
si elevano al primo piano. Le finestre sono riquadrate. All’esterno
del baglio si trovano il pozzo e il lavatoio. La cappella, del secolo
XIX, apparteneva a Nicolò Montalto. Il suo portale d’ingresso
presenta decorazioni floreali nella chiave di volta.
BAGLIO MONTALTO
Fu costruito nella seconda metà del XIX secolo. Di forma
rettangolare, ha il corpo residenziale sul fonte principale. Una
scala a due rampe permetteva l’ accesso al piano superiore.
Purtroppo non vi è più traccia di una cappella dedicata a MARIA
SS. DELLA CAVA.
BAGLIO CARILLUMI
Denominato Agghi, fu costruito nel 1840 dalla famiglia Montalto.
Usato come centro di trasformazione agricola e residenza stagionale fu
comprato in seguito dalla famiglia Amato.
L’ edificio comprende magazzini, stanze, alloggi, frantoio, cappella,
un’ ampia casa padronale al primo piano. Dal punto di vista
architettonico sono interessanti la cornice di coronamento del corpo
residenziale, le mostre in rilievo delle finestre e delle porte e il portale.
Sulla parete di un magazzino c’è un affresco ormai sbiadito
raffigurante S. Francesco da Paola. L’edificio è in stato di abbandono:
la pavimentazione è stata divelta e i tetti sono crollati. Ancora in
discrete condizioni sono il frantoio ed i torchi del trappeto che un
tempo si trovava in quel luogo.
BAGLIO GRIGNANI
E’ un edificio rettangolare, con corpo residenziale costituito al piano
terra da due vani , al primo piano da tre vani con servizi aggiunti in
un secondo tempo. La casa padronale aveva una facciata elegante
con portale architravato al piano terra e un balcone al piano
superiore. Sulla parte del balcone c’era un frontone di gusto
secentesco con al centro uno stemma (cappello piumato). Sopra il
portale d’ingresso c’era una lapide con una iscrizione latina. La
pavimentazione a scacchiera del cortile era formata da basole in
pietra dura e ciottoli (cuti). Al centro c’era il pozzo. Sul lato est
c’erano le stalle e vicino all’ingresso, il deposito di grano. Sopra il
portale esterno c’era un altro stemma raffigurante un covone di
grano (gregna).
BAGLIO ANCA OMODEI
Si trova a circa 12 km da Marsala su un’ altura pianeggiante. Il
nucleo originario è costituito dalla torre che risale alla seconda
metà nel 1500. E’ realizzato in muratura portante di tufo, di
notevole spessore. L’atrio e alcuni magazzini sono adibiti alla
stabulazione di ovi-caprini. Sul lato esterno, prospiciente la casa
padronale, sono visibili i resti di un giardino. Allo stato attuale il
baglio si trova in uno stato di degrado e abbandono; sono visibili,
altresì, modifiche nella struttura, aggiunte e trasformazioni, che
ne hanno alterato l’aspetto originale. Dal punto di vista
architettonico non presenta grandi pregi.
BAGLIO BASILE
Il Baglio Basile si trova a Petrosino, nei terreni dell’ex feudo Chiuse
Abbandonate ora chiamate Gurgo Balata. Il baglio fu costruito dal
notaio Gaetano Basile. Il fronte principale del baglio è costituito da un
paramento murario che si conclude con due torrette circolari nel cui
centro vi è l’unico portale d’accesso alla corte interna. Entrando si
scorge la casa padronale. Lateralmente ad essa, a formare la corte, vi
sono i magazzini, le stalle, la cappelletta. Nel baglio Basile si notano
elementi neoclassici tipici del periodo in cui fu costruito. Il portale è
formato da un arco e tre centri; il tutto realizzato con pietra dura. Il
concio di chiave dell’arco è intagliato a forma di diamante con sopra lo
stemma della famiglia Basile. La casa padronale si sviluppa su tre
livelli. Sul lato sinistro del portale vi è il pozzo, sullo stesso lato i
magazzini. A destra vi sono altri magazzini, le stalle e la cappella. La
corte è di forma rettangolare, in terra battuta.
BAGLIO SPANO’
La sua costruzione risale al 1860 circa. Presenta una struttura
a due corti divise da un portale, due case padronali e diverse
case rurali dove un tempo avveniva la lavorazione delle uve.
Il baglio si trova a circa 500 m. dal mare ed ha mantenuto la
sua originaria bellezza. La costruzione, oggi sede di
agriturismo, è posta su due livelli, ed è arredato in stile
liberty. Al piano terra, nell’antica cantina, è possibile, per i
turisti, gustare piatti tipici del luogo.
BAGLIO BUSCEMI
La sua costruzione risale alla fine del XVIII sec. Nel corso degli
anni ha subito notevoli modifiche che ne hanno alterato la struttura
originaria. La manutenzione dei proprietari che vi abitano, ha
salvaguardato il baglio dal degrado. Il portale si presenta con arco a
tutto tondo e immette in un atrio irregolare dove si aprono diversi
ambienti. La porta frontale presenta un portico con tre colonne di
marmo e una veranda. Sul portale d’ingresso c’è una torretta di
avvistamento molto decorativa. Alla sua sinistra c’è una vasca
ottagonale in pietra.
BAGLIO BARBARA’
Fondato sul finire nel 1500, dai Barbarà, antica famiglia marsalese,
si trova a circa 12 km da Marsala. E’ un antico baglio turrito a corte
centrale, con struttura geometrica. E’ costituito da una serie di
magazzini che servivano, un tempo, per conservare cereali e botti di
vino. La corte centrale è di forma rettangolare. La casa padronale si
sviluppava al primo piano sul fronte principale. Oggi esiste solo il
vano centrale sopra l’androne. Il baglio infatti, è in grave stato di
degrado e abbandono. Ad angolo, sul fronte principale, c’è una
cappella, usata ancor oggi per le funzioni religiose. Alla sommità
della torre è possibile vedere una particolare apertura, difesa da un
balcone in muratura, da dove veniva buttato olio bollente su
eventuali assalitori.
BAGLIO BUTTAGANA
Costruito forse all’inizio del XIX sec., ha pianta quadrata. La
facciata, nella quale si apre il portale, ha una zoccolatura in conci
di tufo. La pavimentazione del cortile, ormai divelta, era fatta
con ciottoli e basole. Dal cortile si poteva accedere, mediante
una scala esterna, al corpo residenziale. Nella parete di un
magazzino è raffigurato il S. Padre delle Perriere. Nel baglio, il
12 maggio 1860 fu ospitato, per rifocillarsi, Garibaldi che stava
dirigendosi verso Salemi.
BAGLIO CAPOFETO
Ha una pianta rettangolare, cortile interno e la residenza posta
sull’ingresso principale. Risale alla fine del XVIII secolo. Nel
XIX secolo. fu ristrutturato e furono aggiunti alloggi per gli
operai. Il portale si trova a Nord-Est e porta incisa sulla parte
superiore, la data di ristrutturazione (1868). Il cortile è
pavimentato con selciato che converge verso il pozzo cisterna
centrale.
BAGLIO RINAZZO
È la più imponente costruzione rurale del territorio di Marsala. Trae
origine dal casale Farchina, donato nel XII secolo da Ruggero II ai
monaci basiliani di S. Maria della Grotta. Nel 1552 il casale passò
ai Gesuiti del Collegio Massimo di Palermo che lo trasformarono in
una vera azienda capitalistica, specializzata nella produzione
cerealicola. Dopo l’espulsione dei Gesuiti la masseria fu assegnata
al Marchese di Sambuca che la tenne fino al 1813, quando fu
restituita alla Compagnia. Nel 1860 Garibaldi espulse i Gesuiti e i
beni passarono al demanio dello Stato che assegnò Rinazzo alla
provincia di Trapani, che ancora oggi ne è proprietaria.
BAGLIO CATALANO
Ha forma rettangolare con corte interna. Nella facciata dell’edificio si distinguono i
vari momenti di costruzione del baglio: due torri, di cui una con merlature e un
complesso più recente. Sul portale di accesso vi è un balcone a petto d’oca sostenuto
da mensole in pietra da taglio. Sono presenti anche altri balconi di buona fattura.
L’alloggio padronale si trova sul fronte principale. Su un lato della torre si trovano una
campana e la caditoia (prima strumento difesa, poi elemento decorativo).
I magazzini erano adibiti alla
trasformazione dei prodotti agricoli, i
cui strumenti si conservano ancora
oggi. Sopra la porta d’ingresso è
collocato un piccolo busto di San
Francesco da Paola. Sul lato sinistro
vi è un cancello di ferro battuto
finemente decorato che ha, nella
parte superiore, lo stemma nobiliare
dei duchi Fici, antichi proprietari del
baglio.
Dista circa 15 km dal centro urbano di
Marsala. Alla fine del XVIII sec. vi fu un
forte rilancio dell’economia. John
Woodhouse, commerciante inglese, scoprì le
buone qualità del vino di Marsala e cominciò
a curarne l’esportazione verso il suo paese.
Egli per incrementare il suo commercio,
comprava terreni a qualunque prezzo, li
coltivava a vigne e vi costruiva magazzini.
Contemporaneamente cominciò a costruire lo
stabilimento vinicolo a Sud della città, vicino
al mare. Nella contrada Baronazzo Amafi, fu
eretto dallo stesso Woodhouse un baglio che
ancora oggi, pur essendo in precarie
condizioni, conserva il nome originario. La
residenza padronale è costruita da undici vani
terranei e altrettanti al primo piano. Pur se in
totale stato di degrado, il baglio conserva la
propria caratteristica e lascia trapelare le
origini anglosassoni del fondatore
Woodhouse.
BAGLIO
WOODHOUSE
BAGLIO GRANDE
Ha la struttura tipica dei bagli marsalesi con costruzioni
sul perimetro e un atrio interno di forma trapezoidale.Il
corpo residenziale ha il nucleo originario costituito da una
grande torre quadrangolare del XVI secolo. Il portale è ad
arco. All’esterno del recinto c’era una cappella dedicata al
SS. Crocifisso.
BAGLIO FONTANA
COPERTA
Si caratterizzava per la sua struttura, come un baglio di case.
Costruito intorno alla prima metà del XVII da Palatino
Crapanzano, come deposito di grano, era formato solo da
corpi bassi. Sorgeva su un’altura che dominava un vasto
territorio collinare. Un vano al piano superiore fu costruito
nel XIX secolo.
BAGLIO SCECCO D’ORO
Si è sviluppato attorno ad una
torre ed ha preso il nome da
Tumbarello Spanò
soprannominato Sceccu
d’Oro. I corpi che formano la
corte interna risalgono in
gran parte al XVIII SEC.
L’edificio si presenta molto
irregolare e in pessimo stato
di conservazione. Solo la
torre si conserva meglio.
BAGLIO D’ANNA
Si trova vicino alla foce del fiume Sossio, in una zona molto
suggestiva. E’ ubicato sul ciglio di un vallone. La struttura
portante è in muratura, ben conservata, senza lesioni nè
parti diroccate. Il baglio fu fatto costruire dal marchese
D’Anna che scelse tale ubicazione per la funzionalita’
dell’azienda. Oggi il baglio è disabitato, ma in buono stato
di conservazione.
BAGLIO SANSONE
E’ un tipico baglio di case,
formato cioè da un
agglomerato di case attorno ad
un piano comune e ad un
pozzo comune. Le case del
baglio sono state ristrutturate,
ma stanno perdendo la loro
struttura originaria.
BAGLIO VILLAPETROSA
La costruzione della Villa di Beddapiddusa, il cui nome viene italianizzato in
Villapetrosa, risale alla fine del XVII. L’edificio ha pianta poligonale con cortile
prospiciente sul fronte principale, cui si accede attraverso un passaggio che si
pensa doveva essere chiuso da un cancello, che insieme alle mura di cinta, rende la
villa simile ad un baglio. Assai suggestiva è l’ampia scalinata a doppia rampa con
balaustra, che gioca sugli effetti chiaroscurali dei vuoti e dei pieni.
Sul lato destro della
Villapetrosa sorge una chiesetta
a cui i proprietari della villa
potevano accedere da una
passerella esterna che dalle
terrazze portava direttamente
all’interno della cappella.La
chiesetta risulta dedicata al SS.
Crocifisso.
BAGLIO
VECCHIO
MARCHESE
Costruito alla fine del 1700, prende il nome dal Marchese D’Anna,
che era il proprietario. Il baglio era la residenza estiva del Marchese,
che vi abitava da Maggio a Ottobre. Oltre alla casa padronale
c’erano la cantina, il granaio, la stalla, la residenza degli operai. Il
baglio è in stile spagnolo sia nella forma, sia nei colori (toni di
ombra). Vi sono 3 torri di avvistamento. In una torretta c’è una
cisterna con l’acqua che veniva presa dal pozzo. Le volte sono ad
arco ovale. C’è anche un pozzo delle torture e accanto c’è una cava
sotterranea di tufi. Nel periodo di guerra la cava era usata come
ricovero. Il baglio oggi, ristrutturato, è adibito a fabbrica di
ceramica.
BAGLIO GENNA
Raggiungibile dalla SS. 188
Marsala – Salemi, il baglio ha
la struttura tipica del baglio
marsalese con costruzioni sul
perimetro ed un grande atrio
interno rettangolare. Nell’atrio,
acciottolato, c’è un pozzo.
Lungo la facciata principale c’è
l’abitazione padronale. Fino al
950 circa è appartenuto al cav.
Benedetto Genna, ricchissimo
proprietario terriero.
Alla sua morte il baglio e l’azienda
annessa divennero proprietà del
Vescovado della Diocesi di Mazara
del Vallo. Poi fu affidato all’Istituto
religioso Antonietta Genna, con lo
scopo di creare un orfanotrofio. Il
corpo padronale è disposto su due
piani. Il piano terra era adibito a
locali dispensa, cucina e servitù.
BAGLIO ONETO
Si trova a circa 12 km da Marsala. Dalla sua posizione si domina
la vallata “ Fossa Dara” , l’intera zona costiera dello stagnone di
Marsala e le isole che ne fanno parte. L’ingresso principale è
costituito da un portale che immette nella zona interna. La
costruzione risale al XVIII sec. Apparteneva agli Oneto, di origine
palermitana. Vi sono costruzioni lungo tutto il perimetro. La torre è
in ottimo stato di conservazione. L’abitazione padronale
rappresenta il corpo dominante; ha forma quadrangolare ed è di
notevoli dimensioni. Occupa, infatti, parte dell’atrio interno, che,
per questo, assume la forma di una “ C “.
Hanno partecipato alla realizzazione di questo progetto:
Il Dirigente Scolastico Antonino Battaglia
I responsabili della realizzazione del progetto, i docenti:
Provenzano, Parrinello, Pellegrino
Gli alunni delle classi 4^ di Digerbato e di T. Bambina
I genitori degli alunni
I testi sono stati scelti e curati dai docenti:
Parrinello, Provenzano, Pellegrino
Le foto sono state scelte dai docenti
Parrinello e Pellegrino
la parte informatica è stata curata dagli alunni della 4^
di Digerbato e dal docente Parrinello
Scarica

bagli_fortezze_rurali_di_un_tempo