Come misurare la pressione arteriosa
Materiali necessari
• Sfigmomanometro
• Fonendoscopio
Informazioni preliminari:
• La misurazione della pressione arteriosa va eseguita in un luogo tranquillo,
confortevole, con la persona distesa su un lettino o seduta con l'avambraccio
poggiato su un piano, la temperatura dell'ambiente non deve essere ne troppo calda ne
troppo fredda
• Il bracciale va posizionato ben steso intorno al braccio, con il margine inferiore due dita
sopra la piega del gomito. Il braccio deve essere sempre all'altezza del cuore, sia con la
persona distesa, che seduta. Non devono essere indossati abiti con maniche strette
• Il fonendoscopio va indossato correttamente: le olive ben inserite negli orecchi
dell’esaminatore, la membrana deve essere poggiata delicatamente sulla piega del gomito
del paziente, ove decorre l'arteria del braccio (si può anche sentire la pulsazione con i
polpastrelli)
• Attenzione all’apparecchio che si utilizza: non vi debbono essere perdite d’aria dai
tubicini di gomma; lo sfigmomanometro aneroide (ad "orologio") deve essere tarato
periodicamente.
Come misurare la pressione arteriosa - 2
Le arterie del braccio, evidenziate in rosso,
decorrono in profondità, protette dai muscoli.
Divengono più superficiali a livello della
piega del gomito (ove si poggia la
membrana del fonendoscopio per misurare
la pressione arteriosa) e del polso (ove si
apprezza il polso radiale) per controllare la
frequenza ed il ritmo del cuore.
Come misurare la pressione arteriosa - 3
La misurazione della pressione arteriosa (P.A.):
• Gonfiate rapidamente il bracciale, mantenendo la valvola della pompetta chiusa,
fino ad una pressione compresa fra 160 e 200 mmHg
• Aprite la valvola e fate uscire lentamente l'aria osservando la lancetta del
manometro, fin quando non si sente il primo battito. Interrompete la fuoriuscita
dell'aria e se necessario rigonfiate leggermente il bracciale per individuare
esattamente la posizione della lancetta quando si ode il primo battito. Questa
è la pressione massima (o "sistolica")
• Aprite di nuovo la valvola facendo uscire l'aria fino a quando il suono dei battiti
cardiaci diminuisce repentinamente d'intensità; fermatevi per individuare il punto
esatto in cui scompare il suono: questo è il valore della minima (o "diastolica")
• È sempre consigliabile ripetere la manovra dopo 3-5 minuti, perché lo
stato emotivo può influenzare la prima misurazione
• Registrate sempre i dati rilevati, specificando data ed ora della misurazione, se
effettuata in posizione distesa o seduta
Come misurare la pressione arteriosa - 4
Il bracciale dello sfignomanometro deve
essere messo 2 cm sopra la piega del gomito,
mentre la membrana del fonendoscopio
sarà posta sotto il bracciale.
Mentre si misura la P.A. è utile sentire il
polso radiale.
Come controllare Polso, Battiti cardiaci, Respiro
Strumenti necessari
• Le mani e l'orecchio
• Il fonendoscopio può essere utile
• Uno specchietto
Informazioni preliminari:
• È necessario essere in grado di controllare il polso, i battiti
del cuore ed il respiro in qualsiasi condizione, soprattutto
durante una emergenza
• Il polso (palpazione di un’arteria periferica che ci da
informazioni sui battiti del cuore) può essere rilevato in
diverse parti del corpo.
Come controllare Polso, Battiti cardiaci, Respiro - 2
II polso arterioso periferico
Il polso può essere facilmente rilevato in
tutti i punti ove le arterie decorrono in
superficie. È sufficiente poggiare il polpastrello
del dito indice (o indice e medio) sull'arteria
e percepirne la pulsazione. I polsi più semplici
da rilevare sono:
Polso radiale: si apprezza
circa 2 cm sotto la piega del
polso, dal lato del pollice,
appena all'interno di una
piccola sporgenza ossea
Come controllare Polso, Battiti cardiaci, Respiro - 3
Polso carotideo: si
rileva sulla parte anterolaterale del collo, 3 - 5
cm sotto la mandibola, nello
spazio compreso fra la
cartilagine della laringe ed il
muscolo
sternocleidomastoideo
(quello che collega la testa
con sterno e clavicola)
Come controllare Polso, Battiti cardiaci, Respiro - 4
Oltre a contare il numero di pulsazioni in un minuto è
necessario rilevare:
• se i battiti sono tutti uguali o sembrano di diversa
intensità;
• se si susseguono
con regolarità oppure
sembrano variare il loro ritmo;
• se vi sono battiti molto ravvicinati oppure se vi è la
sensazione che manchino alcune pulsazioni.
Attenzione: un uomo sano in buone condizioni ha
una frequenza cardiaca compressa fra 60 e 90 battiti al
minuto.
La frequenza aumenta con l'attività fisica e per cause
emotive.
Il battito del cuore
• Il battito del cuore si ascolta poggiando
l'orecchio sul torace, o il fonendoscopio se disponibile,
lungo il margine sinistro dello
sterno (zona evidenziata in rosso)
• Ogni battito è composto da due toni separati da
una breve pausa, seguiti poi da una pausa più lunga
Attenzione: quando i battiti sono molto frequenti (>
100/min) si può facilmente errare nel distinguere i toni e le
pause
area di ascoltazione dei battiti
cardiaci
Il respiro
Ogni atto respiratorio è
composto da una fase
inspiratoria (entra l'aria, si
espande il torace e si solleva
l'addome) ed una fase espiratoria
(esce l'aria, si contrae il torace e
si abbassa l'addome).
Per contare gli atti respiratori si
fa distendere la persona,
scoprendo torace ed addome,si
poggia una mano sulla parte
alta dell'addome, nella zona
compresa fra i due archi
costali; si conta, quindi, quante
volte si solleva l'addome
Ascoltazione del respiro
La persona deve essere seduta sul letto
o su uno sgabello con la schiena ben
scoperta. Prima bisogna osservare come si
espande il torace durante l'inspirazione,
poi si pone l'orecchio o il fonendoscopio
sulla zona della schiena evidenziata in rosso,
invitando il malato a compiere atti
respiratori lunghi e lenti, con la bocca bene
aperta. Si dovranno distinguere i rumori
ascoltati durante l’inspirazione e quelli
percepiti durante l’espirazione. Bisogna far
attenzione a notare se vi sono rumori simili
a sibili o fischi e se vi sono alcune zone del
torace ove sembra di non udire nessun
suono.
MAL DI MARE E VERTIGINI
•Da quanto tempo sono presenti? Ore
Giorni
Prima che iniziassero le vertigini:
•Vi è stata l'assunzione di cibi o bevande sospette o l'assunzione di
abbondanti quantità di alcolici?
• Vi è stata una lunga permanenza al sole o in ambiente troppo caldo
o troppo freddo?
• Ha effettuato una immersione subacquea?
• Sono state inalate sostanze tossiche?
• Vi è stato un trauma cranico o del collo?
• Vi è stata una forte emozione o una paura?
• Erano presenti sintomi come cefalea, disturbi della vista o
dell'udito?
Il marittimo:
• Da quanto tempo è imbarcato sulla nave?
• È il primo viaggio in mare?
MAL DI MARE E VERTIGINI - 2
Come visitare il malato (la stanza deve essere calda, senza correnti d'aria, silenziosa):
1. La persona deve essere distesa a letto supina, con due o tre cuscini poggiati sotto le spalle e la testa
2. Fatevi descrivere esattamente i sintomi:
• se la persona malata ha l'impressione di ruotare, come se fosse in un vortice
• se vede girare intorno a se le cose che lo circondano
• se si è la sensazione di cadere o di non riuscire a mantenere l'equilibrio senza però nessuna sensazione di
rotazione o se i sintomi aumentano con i movimenti della testa
3. Osservate bene gli occhi:
• descrivete se le due pupille sono uguali, con lo stesso diametro,
• se sembrano avere piccole scosse quando il malato guarda lateralmente
• se si contraggono regolarmente, quando illuminate da un fascio di luce
4. Controllate la temperatura, il polso e la pressione arteriosa
5. Vi è sensazione di nausea o la persona ha vomito? Descrivete l'intensità e le caratteristiche.
6. Fate eseguire, sia attivamente che passivamente, i movimenti della testa e del collo, rotazione e flesso – estensione .
Informate il medico se questi movimenti accentuano la sensazione di vertigine.
Quali altri segni e sintomi osservare. Sono presenti?
• Mal di testa?
• Debolezza o sensazione di svenimento?
• Agitazione o stato d'ansia?
• Le funzioni urinarie ed intestinali sono normali?
MAL DI MARE E VERTIGINI - 3
Cosa comunicare al centro medico:
Cosa fare subito, in attesa di contattare un
medico:
• Mantenete la persona immobile a letto o in
poltrona, in un ambiente silenzioso e
poco illuminato
• Date pasti molto leggeri, riso bollito e
carne o pesci ai ferri, con pochi liquidi
• Fate succhiare piccoli pezzi di ghiaccio
• Evitate di bere caffè ed alcolici
• Se vi è la sensazione di nausea o mal di
mare somministrate "domperidone" o
"metoclopramide"
•
o
o
o
o
o
o
•
o
o
o
o
o
o
In caso di vertigini
come sono iniziate, l'andamento nel tempo
se vi è nausea o vomito
se recentemente ha subito un infortunio
quale è lo stato emotivo
se le condizioni di coscienza sono normali
se sono presenti febbre o altri sintomi o segni
associati
In caso di mal di mare
quando è iniziato
come sono le condizioni meteorologiche
quando è previsto lo sbarco
da quanto tempo il marittimo viaggia in mare
se vi è forte vomito
se vi sono segni di disidratazione
MAL DI MARE E VERTIGINI - 4
Movimenti di
flessione,
estensione e
rotazione della
testa, possono
causare vertigini
o farle
aumentare, se
già presenti
Bloccare un'emorragia mediante compressione e
bendaggio
Materiali necessari
• Garze quadrate, garze orlate
o bende in rotolo, cerotti;
• Teli di cotone, lacci
emostatici (in emergenza
cravatte o cinte);
• Guanti;
• Forbici.
Operazioni preliminari:
• Lavate le mani, illuminate la parte, indossate
i guanti;
• Scoprite bene tutta la parte lesa;
• Controllate le condizioni generali
dell'infortunato, esaminate la ferita e valutate
l'entità dell'emorragia.
Norme generali
•Se l'emorragia è su un arto, sollevatelo e
comprimete l'arteria lungo il suo decorso
• Prendete un pacchetto di garze
o un
telo pulito ripiegato più volte su se stesso,
poggiatelo sul punto di sanguinamento ed
esercitate una forte pressione
Bloccare un'emorragia mediante compressione e
bendaggio - 2
• Bloccate il pacchetto di garze
(o telo ripiegato) attraverso la
fasciatura stretta con un rotolo di
bende o garza orlata e cerotti;
• Somministrate un farmaco
coagulante;
• Se l'emorragia è stata
cospicua e la persona ha la
sensazione di perdere
conoscenza, fatela distendere e
sollevare le gambe;
• Se necessario applicate una
borsa di ghiaccio sopra il
bendaggio.
Bloccare un'emorragia mediante compressione e
bendaggio - 3
Altre precauzioni
• Controllate le condizioni dell'infortunato
misurando polso e pressione arteriosa.
• Se l'immobilizzazione tende a cedere o a
stringere troppo, eventualmente rinnovatela
• Verificate sempre:
il colorito della cute alle estremità;
se i polsi arteriosi periferici rispetto alla ferita
pulsano regolarmente;
se si formano strisce rosse o ghiandole
ingrossate a monte della zona infortunata
(segno di infezione)
Compressione manuale di un tronco arterioso
Punti di compressione per arrestare un'emorragia causata da una
ferita su un arto:
E’ necessario esercitare una forte pressione con la mano ed applicare
una cinta o una benda di cotone, in modo da comprimere l'arteria sul
segmento osseo sottostante.
A) Compressione dell'arteria a metà del
braccio:
1. Sollevate il braccio
2. Applicate una benda ben stretta
a metà braccio
Compressione manuale di un tronco arterioso - 2
Attenzione: anche se l'emorragia è
sull'avambraccio o sulla mano, la
compressione dell'arteria deve essere
effettuata sul braccio dove l'arteria può
essere schiacciata facilmente contro l'osso.
A livello dell'avambraccio, invece, le arterie
sono protette dai due segmenti ossei (radio
ed ulna) e non possono essere ben
compresse. Lo stesso vale a livello dell'arto
inferiore, la compressione dell’arteria per
bloccare l'emorragia va fatta sempre a livello
della coscia, non va fatta sulla gamba.
Compressione manuale di un tronco arterioso - 3
B) Compressione dell'arteria a livello dell'inguine e di metà coscia
1. Sollevate la gamba.
2. Esercitate una forte pressione sulla zona inguinale.
3. Applicate una benda stretta bene,
a metà coscia.
Il tamponamento nasale per bloccare un'epistassi
Materiali necessari
• Cotone idrofilo, garze, cerotti e
guanti
• Acqua ossigenata, pomata
antibiotica
• Speculum nasale, pinze e forbici
Operazioni preliminari:
• Lavate e disinfettate le mani,
illuminate bene la parte, indossate i
guanti;
• Fate sedere il malato con la testa
reclinata all'indietro di circa 30°
gradi;
• Proteggete gli indumenti del malato
e del soccorritore;
• Applicate una borsa di ghiaccio sulla
fronte ed alla base del naso;
• Date un farmaco antiemorragico;
• Se il malato sta assumendo
farmaci anticoagulanti o
antinfiammatori (p.e. aspirina), fateli
sospendere;
• Pulite la zona perinasale con un
tampone, imbevuto di acqua
ossigenata, afferrato con pinzette.
Il tamponamento nasale per bloccare un'epistassi - 2
Tamponamento anteriore semplice
• Preparate un tampone: arrotolate garze 10x10cm,
piegatele a metà e bagnatele con acqua ossigenata;
•Inseriretelo nella narice sanguinante e comprimete le ali
nasali per 5 minuti circa;
• Togliete il tampone dopo 30 - 60 minuti in caso di
emorragia lieve, mentre se il sanguinamento è stato
copioso, mantenetelo per 5 - 6 ore, fissandolo alla base
del naso con cerotti;
• Fate soffiare il naso, alternando l’apertura delle narici, in
modo da espellere il coagulo;
• Lavate la fossa nasale irrigando delicatamente la narice
con una siringa da 10 ml (senza ago) contenente
soluzione fisiologica o acqua.
Il tamponamento nasale per bloccare un'epistassi - 3
Tamponamento anteriore completo
• Se necessario date una dose di farmaco sedativo
• Prendete un rotolino di garze, ripiegate un'estremità su se stessa, afferratela con una
pinzetta e bagnatela con acqua ossigenata o cospargetela con pomata antibiotica
• Divaricate la narice con lo speculum ed inserite con la pinzetta a punte sottili la garza
fino al fondo del naso
• Continuate ad inserire la garza nel naso con le pinzette, 5 -10 cm ogni volta, uno
strato sopra l'altro, fino a riempire completamente la narice
• Fissate l'estremità del rotolo di garza sull'ala del naso con un cerotto, applicando
sotto la narice un tampone di garza per assorbire le secrezioni
• Lasciate il tampone in sede per 2-3 giorni
Come medicare una ferita: regole generali
Materiali necessari
• Telo sterile, garze, cerotti
• Guanti
• Aghi ad arco o a semicerchio
Disinfettante
Pinze e forbici
Fili da sutura
Operazioni preliminari:
• Lavate e disinfettate le mani, preparate
il materiale su un telo pulito, illuminate
bene la parte, indossate i guanti
• Togliete gli indumenti della vittima,
scoprendo bene tutta la ferita e le
parti circostanti
• Se la ferita è estesa, la persona deve
essere distesa su un lettino o seduta su
una poltroncina (rischio di svenimento)
Come medicare una ferita: regole generali - 2
Disinfezione e medicazione di una ferita
1. Lavate con cura la ferita con soluzione fisiologica e disinfettatela con acqua
ossigenata o disinfettante a base di benzalconio cloruro. Non usate alcool ne prodotti a base di
iodio sui tessuti lesi;
2. Ispezionate la ferita, se necessario usando una lente d'ingrandimento, togliete tutti i corpi
estranei, afferrandoli con le pinzette oppure con garze sterili, non utilizzate cotone idrofilo perché
potrebbe lasciare filamenti;
3. Se vi sono lembi di pelle laceri e quasi staccati, tagliateli con le forbici sterili e rimuoveteli;
4. Tagliate anche tutti i peli o i capelli, almeno tre cm oltre i margini della ferita;
5. Applicate un tampone di garze sterili esercitando pressione per limitare l'emorragia:
• Se la ferita è su un arto, sollevatelo ed eventualmente applicate un laccio emostatico a monte
della ferita;
• Se vi è una perdita di sostanza superficiale, utilizzate garze grasse per impedire che si attacchino alla
ferita. Non applicate polveri a base di antibiotico o altri cicatrizzanti;
• Tutto il materiale utilizzato, aghi, fili, pinze, forbici e garze, deve essere sterile;
• Utilizzate guanti usa e getta e, se possibile, occhiali e mascherina per proteggersi da eventuali contatti
col sangue o con secrezioni;
• Se i lembi del tessuto sono aperti, applicate una sutura utilizzando:
o Punti
o Cerotti adesivi
LA SUTURA CON PUNTI
• L'ago va bloccato tra i morsi della pinza porta aghi nella sua parte centrale.
• Il lembo cutaneo va afferrato con una pinzetta con punte anatomiche.
• La punta dell'ago va infissa perpendicolarmente al
tessuto, ad una distanza di 5 -10 mm dal margine
della ferita
• L'ago va fatto penetrare attraverso tutto il lembo,
accompagnandolo con un movimento di rotazione.
E’ preferibile che l’ago attraversi un lembo alla volta.
• Il punto di uscita deve essere simmetrico a quello
d'entrata ed equidistante dai margini della ferita.
5 -10 mm
LA SUTURA CON PUNTI - 2
Dopo ogni punto, annodate i due fili tenendo ben accostati i
margini della ferita, ma non stringete troppo per non causare lesioni
del tessuto (è possibile una sutura continua con solo un nodo
iniziale ed uno finale, ma è più difficile da realizzare).
Il nodo va fatto sempre
lateralmente alla ferita, mai sopra i
margini. Fate sempre 2 o 3 nodi
sovrapposti, per evitare che si
sciolgano accidentalmente (almeno
4 nodi quando si usano fili di nylon,
che tendono a sciogliersi)
LA SUTURA CON PUNTI - 3
Se i margini sono irregolari o tendono ad
introflettersi, applicate il punto Donati, con il
filo di sutura che passa due volte fra i lembi
della ferita.
da 1 a 2 cm
Applicate i punti successivi ad una
distanza di circa 1 cm uno dall’altro.
E’ possibile applicarli anche ad una
distanza maggiore (20 - 30 mm), ma
in tal caso mettete un cerotto a
farfalla fra un punto e l'altro.
LA SUTURA CON PUNTI - 4
• Ogni 24 - 48 ore togliete la medicazione,
disinfettate la ferita e verificate la tenuta dei punti (o
dei cerotti), se i margini sono ben accostati, se vi è
fuoriuscita di siero, sangue o pus, se sembrano formarsi
raccolte sotto la ferita, se la pelle circostante è rosea o
con colorito anomalo (pallida, rossastra, violacea). Se
necessario premete con un tampone di garze sterili sui
bordi della ferita, per far uscire eventuali raccolte. Ogni
volta, pulite e disinfettate la ferita
• Verificate sempre il colorito della cute attorno alla ferita,
se pallida, se arrossata, se bluastra, se vi è pallore delle
estremità (possibile occlusione di un'arteria), se vi sono
strisce rosse o ghiandole ingrossate a monte della ferita
(infezione)
• Dopo otto - dieci giorni rimuovete la sutura
Togliere una sutura
•
Disinfettate la ferita e la cute circostante
•
Verificate che la cicatrice sia ben formata, con i lembi ben aderenti
•
Esercitate una pressione attorno alla ferita per verificare che non ci
sia uscita si sangue, siero o pus
• Con una pinzetta afferrate e
sollevate i capi liberi dei fili e tirateli
verso l'alto in modo da sollevare il
nodo dalla pelle.
• Infilate una forbice con punta
sottile sotto il nodo e tagliate il
filo vicino alla cute; bisogna evitare
che il filo esterno attraversi il tessuto.
Togliere una sutura - 2
• Sollevate tutto il filo con le pinzette ed estrarlo.
• Rimuovete un punto per volta, disinfettando ogni volta la ferita.
I punti iniziale e finale andranno tolti per ultimi.
• Se la sutura è continua, cioè solo con nodo iniziale e finale, si
taglia il primo nodo, poi devono essere tagliate le anse esterne
una per volta, sempre per evitare che il filo esterno attraversi
il tessuto.
• Nelle suture intradermiche (tutto il filo che passa sotto la cute) si
afferrano i due capi del filo esercitando una modica trazione per
verificare la scorrevolezza del filo stesso, poi si taglia un
capo vicino alla cute e si tira delicatamente il secondo capo per
estrarre tutto il filo
La sutura con cerotti adesivi
• Se sono disponibili strisce adesive sterili, tipo "Steristrip":
Aprite la confezione sterile ed afferrate un cerotto alle estremità, senza toccare la parte centrale
che sarà posta sulla ferita
Se non sono disponibili "Steristrip", preparate un cerotto a farfalla:
Tagliate almeno 10 cm da un rotolo cerotto
largo 2 o 3 cm, tenetelo fra pollice e medio,
con la colla rivolta verso l'esterno
Effettuate due tagli nella parte centrale
Giratelo due o tre volte su se stesso per
formare un cordoncino centrale
La sutura con cerotti adesivi - 2
• Applicate il cerotto su un lato della
ferita, sul lembo più forte;
• Stringete bene i bordi della ferita, senza
far introflettere i margini e fate
aderire il cerotto sul secondo lembo della
ferita;
• Applicate altri cerotti a breve distanza
fra l'uno e l'altro, fino a chiudere
completamente la ferita
Altre precauzioni nell’eseguire le suture
• Può essere eseguita un'infiltrazione di anestetico locale che non fa sentire
il dolore, ma questa può dare reazioni indesiderate, causando gonfiore dei
tessuti e rendendo più difficile la sutura. Se la ferita è superficiale, può
essere sufficiente dare un analgesico e un sedativo;
• Terminata la sutura pulite e disinfettate nuovamente la ferita, verificate che
non vi siano emorragie, in tal caso mantenete una compressione con un
tampone edapplicate una borsa di ghiaccio;
• Alla fine coprite con garze sterili, da fissare con cerotti tutt'intorno;
• Verificate sempre se la vaccinazione antitetanica è valida, altrimenti
praticate una dose di vaccino per iniezione intramuscolare nel muscolo
deltoide (della spalla). Se la ferita era sporca di terra o di altri materiali, date
anche una dose di antibiotico.
Colpo di calore
E’ PROVOCATO DA UN ECCESSIVO
INNALZAMENTO DELLA
TEMPERATURA CORPOREA..
Colpo di calore - 2
CAUSE
• ALTA TEMPERATURA DELL’ARIA
• ALTA UMIDITA’
• PROLUNGATA ESPOSIZIONE A
FONTE DI CALORE
Colpo di calore - 3
SINTOMI
•
•
•
•
•
•
•
•
PELLE SECCA MOLTO CALDA
VOLTO ARROSSATO, POI PALLORE
PUPILLE DILATATE
RESPIRAZIONE PROFONDA POI SUPERFICIALE
CEFALEA
CRAMPI MUSCOLARI
POSSIBILE PERDITA DI COSCIENZA
POSSIBILE COMPROMISSIONI DELLE FUNZIONI
VITALI
Colpo di calore - 4
PROGRESSIONE TERMICA
IL PRIMO STADIO DELL’ IPERTERMIA E’ LO STRESS O ESAURIMENTO
DA CALORE CARATTERIZZATO DA CONFUSIONE MENTALE CRAMPI
MUSCOLARI, NAUSEA E VOMITO.
NEL SECONDO STADIO IL PAZIENTE SUDA ABBONDANTEMENTE
SE LA TEMPERATURA RAGGIUNGE 39°-40° C SI HA L’IPERTERMIA
CONCLAMATA.
SOPRA I 40° C. RISCHI DELLA VITA.
Colpo di calore - 5
CHE FARE
TRASPORTARE IL PAZIENTE IN UN LUOGO FRESCO, AL CHIUSO
RIMUOVERE I VESTITI
SPUGNATURE FREDDE AI LATI DEL COLLO, POLSI CAVIGLIE,
SOTTO LE ASCELLE E GINOCCHIA
NEL COSCIENTE SOMMINISTRATE LIQUIDI
CONTROLLO DELLE FUNZIONI VITALI
RIANIMAZIONE CARDIO-POLMONARE IN CASO DI ARRESTO
LESIONI DA FREDDO
SONO LESIONI DOVUTE AL
FREDDO CHE PROVOCANO
DISTURBI FUNZIONALI
E STRUTTURALI DI
PICCOLI VASI SANGUIGNI,
CELLULE NERVI E CUTE.
LESIONI DA FREDDO – 2
FATTORI FAVORENTI
•
•
•
•
•
•
•
•
FARMACI
ALCOOL
AFFATICAMENTO
FAME
DISIDRATAZIONE
IPOSSIA
ANZIANI E SOGGETTI GIOVANI
ALCOLISTI CONICI
LESIONI DA FREDDO – 3
LESIONI DA
FREDDO
CONGELAMENTO
ASSIDERAMENTO
LESIONI DA FREDDO – 4
SINTOMI LOCALI
1° GRADO: INDOLENZIMENTO DELLA PARTE PALLIDA
O ROSSASTRA.
2° GRADO: INSENSIBILITA’, COLORE BIANCO CEREO O
VIOLACEO, PRESENZA DI BOLLE.
3° GRADO: PARTE COMPLETAMENTE CONGELATA,
TESSUTI CRISTALLIZZATI
LESIONI DA FREDDO – 5
CONGELAMENTO
FATTORI DI GRAVITA’
EVOLUZIONE NEL TEMPO
ESTENSIONE
LE AREE PIU’ COLPITE SONO ARTI,
ORECCHIE, NASO ELABBRA
LESIONI DA FREDDO – 6
PRIMO SOCCORSO
CONGELATI
RIMUOVERE GLI INDUMENTI UMIDI
COPRIRE CON TELI ASCIUTTI
NON METTERE CALDO
MASSAGGI
USARE COME FONTI DI CALORE
INTERNO COSCIE E ASCELLE..
LESIONI DA FREDDO – 7
ASSIDERAMENTO
LESIONE CHE INTERESSA TUTTO IL
CORPO
LESIONI DA FREDDO – 8
IPOTERMIA O
ASSIDERENTO
E’ UNA CONDIZIONE CLINICA IN CUI LA
TEMPERATURA CORPOREA SCENDE AL DI SOTTO
DEI 35 C° AL PUNTO DA OSTACOLARE IL
METABOLISMO
LESIONI DA FREDDO – 9
IPOTERMIA
CAUSE
PERIODO PREOPERATORI
ANNEGAMENTO
SOMMERSIONE
ESPOSIZIONE A CONDIZIONI CLIMATICHE
PARTICOLARI
VALANGHE..
LESIONI DA FREDDO – 10
IPOTERMIA
CONDIZIONI A RISCHIO
ALCOOL
DROGHE
INDIGENZA
DENUTRIZIONE
FATTORI PREDISPONENTI
LESIONI DA FREDDO – 11
IPOTERMIA
LIEVE
32C°-35C°
MODERATA 32C°-26C°
GRAVE
24C°-26C°
LETALE
< 24C°
CASI DI VARIABILITA’ INDIVIDUALE
LESIONI DA FREDDO – 12
IPOTERMIA
ACUTA: SCESA BRUSCA DELLA TEMPERATURA
CADUTA IN ACQUA GELIDA
CRONICHE: SCESA GRADUALE DELLA
TEMPERAURA
LESIONI DA FREDDO – 13
IPOTERMIA
SINTOMI
35C° FREDDO, BRIVIDI, TACHICARDIA, TACHIPMEA
IPERTENSIONE
32C° IRRIGIDIMENTO MUSCOLARE, ARITMIE
CARDIACHE
30C° PERDITA DI COSCIENZA ASSENZA DI P.A.
BRADICARDIA IPOVENTILAZIONE
28C° MORTE APPARENTE, MUSCOLI FLACCIDI, CUTE
ROSEA, MIDRIASI,, ASSENZA DI RIFLESSI
DIMINUZIONE O SCOMPARSA DI ATTIVITA’
CARDIACA O RESPIRATORIA
LESIONI DA FREDDO – 14
IPOTERMIA
CHE FARE
PORTARE IN LUOGO RIPARATO O CHIUSO
SOSTITUIRE I VESTITI BAGNATI CON
ASCIUTTI
BEVANDE CALDE NON ALCOLICI
BLS
ALS
NESSUN PAZIENTE IPOTERMICO E’ MORTO
FINO A CHE NON E’ CALDO E MORTO
Annegamento
• Descrivete accuratamente la dinamica
dell'incidente
o Quanto tempo è stato immerso
nell'acqua?
o È stato immerso nell'acqua
dolce o salata?
o La temperatura dell'acqua era
fredda?
• La persona aveva praticato un tuffo?
o Ha battuto la testa o il collo?
• È stata trovata cosciente o incosciente?
Annegamento - 2
Come visitare il malato (la stanza fresca, ben areata e ben
illuminata):
1. La persona deve essere distesa su un piano rigido. Liberate le prime vie
aeree, se non si avvertono battiti cardiaci o respiro spontaneo, iniziate
subito la rianimazione cardio respiratoria.
2. Quando ricompare il battito spontaneo valutate le condizioni generali, la
frequenza del polso e se i battiti sono ritmici, la frequenza del respiro e la
pressione arteriosa, il colorito delle labbra e delle unghie.
3. Controllate le condizione mentali, se vi è confusione mentale, sopore, se
risponde adeguatamente a semplici domande che gli vengono fatte, se ha
disturbi di memoria.
4. Verificate se vi sono stati dei traumi in qualche parte del corpo.
Annegamento - 3
Quali altri segni e sintomi osservare. Sono presenti:
• Labbra bluastre?
• Tosse?
• Difficoltà respiratorie?
• Vomito?
Annegamento - 4
Cosa fare subito, in attesa di ricevere un consiglio medico:
• Dopo aver praticato le manovre di rianimazione, sistemate la vittima
dell'annegamento in posizione di sicurezza, sorvegliatela continuamente.
È necessario riprendere le manovre di rianimazione immediatamente in
caso di arresto cardio respiratorio.
• È opportuno che il letto ove è distesa la vittima sia sollevato nel lato dei
piedi rispetto a quello delle testa, per favorire l'eventuale fuoriuscita
dell'acqua dalle vie aeree.
• Verificate frequentemente se le vie aeree sono libere. Se disponibile
somministrate ossigeno terapeutico.
• Coprite adeguatamente la persona con indumenti asciutti e riscaldatela. In
caso di permanenza prolungata in acqua è frequente la comparsa di
ipotermia, che ostacola la ripresa delle funzioni cardio respiratorie
Annegamento - 5
• Somministrate solo bevande tiepide, non bollenti, a piccoli sorsi, non
date alcolici.
• Se la persona è cosciente, stimolatela a muovere braccia, gambe, mani e
piedi, per favorire la circolazione
• Se compare uno stato di shock praticate una iniezione intramuscolare o
endovena di prodotto a base di cortisone. Inoltre iniziate la
somministrazione di antibiotici, per iniezione se la persona non è ben
cosciente.
Annegamento - 6
Cosa comunicare al centro medico.
• Il tipo e la durata dell'immersione in acqua, l'eventuale esposizione
al freddo, se era stata ritrovata in stato di coscienza o incoscienza.
• Le condizioni generali del momento: stato di coscienza, riflessi,
battiti cardiaci ed atti respiratori al minuto, se regolari, pressione
arteriosa e temperatura, colorito della pelle, in particolare labbra ed
unghie.
• Se vi sono stati traumi e se la persona aveva praticato tuffi
EMERGENZE
TRAUMATOLOGICHE
TRAUMI DELLO SCHELETRO
TRAUMA
DIRETTO
• CONTUSIONE
• FRATTURA
• DISTORSIONE
TRAUMA
INDIRETTO
• LUSSAZIONE
• FRATTURA
• FRATTURALUSSAZIONE
• I traumi dello scheletro sono molto frequenti soprattutto in caso di incidenti
stradali, infortuni sul lavoro, infortuni
sportivi ed in genere in tutte le cadute
accidentali.
• Le lesioni più importanti sono:
•
DISTORSIONE
•
LUSSAZIONE
•
FRATTURA
• DISTORSIONE
• La distorsione e lo spostamento momentaneo e violento di un osso, a livello della sua articolazione, dovuto all’esagerazione di uno dei normali movimenti dell’articolazione stessa.
Come si manifesta:
•
Dolore violento e localizzato all’articolazione interessata dal trauma.
•
Gonfiore immediato e progressivo
per fuoriuscita di liquidi e di
sangue.
•
I movimenti dell’articolazione colpita sono dolorosi ma possibili.
• COSA FARE:
•
Sospettare sempre una frattura e
quindi recarsi in ospedale per accertamenti.
•
•
•
Mettere a riposo completo l’articolazione colpita, possibilmente in posizione sollevata.
Immergere subito l’articolazione interessata in acqua fredda ( almeno
mezzora ).
Appena disponibile, applicare ghiaccio per molto tempo ( ad intervalli
per 48 ore ).
•
Non applicare fasciature troppo
strette ( aumentano il dolore ).
•
Non usare pomate ( soprattutto
immediatamente dopo il trauma ).
• LUSSAZIONI
• Le lussazioni più frequenti sono: di spalla
di gomito, di mandibola e dell’anca.
• COME SI MANIFESTA:
•
Dolore acuto e localizzato al momento
della lesione che poi va diminuendo e
diffondendosi a tutta la zona dell’articolazione colpita
•
Il dolore aumenta al minimo movimento
•
Impossibilità assoluta di usare l’articol.
•
Si modifica il profilo naturale dell’articolazione colpita, con presenza di rilievi
e affossamenti che normalmente non sono presenti.
LUSSAZIONE
E’ CARATTERIZZATA DA UNA PERDITA
COMPLETA E IRREVERSIBILE DEI NORMALI
RAPPORTI ARTICOLARI
CLINICAMENTE: DEFORMITA’, ATTEGGIAMENTO
OBBLIGATO DELL’ARTO, DOLORE, IMPOTENZA
FUNZIONALE
TRATTAMENTO: VA SEMPRE RIDOTTA AL PIU’
PRESTO POSSIBILE E MAI OLTRE LE 24 ORE
SUCCESSIVAMENTE VA IMMOBILIZZATA
DISTORSIONE
LUSSAZIONE
FRATTURE
SONO CARATTERIZZATE DA UNA SOLUZIONE DI
CONTINUO DI UN SEGMENTO SCHELETRICO
POSSONO ESSERE CHIUSE ED ESPOSTE A
SECONDA DELL’INTEGRITA’ DELLA
SUPERFICIE CUTANEA
EPIFISARIE, METAFISARIE E DIAFISARIE
A SECONDA DEL LIVELLO DELLA FRATTURA
ARTICOLARI ED EXTRARTICOLARI A SECONDA
CHE INTERESSINO O MENO L’ARTICOLAZIONE
FRATTURE
A SECONDA DELLA DIREZIONE
DELLA RIMA DI FRATTURA:
a) TRASVERSE; b) OBLIQUE;
c) OBLIQUO-SPIROIDI; d) CON TERZO
FRAMMENTO; e) PLURIFRAMMENTARIE
FRATTURE
A SECONDA DELLO SPOSTAMENTO DEI
FRAMMENTI:
AD LATUS, AD LONGITUDINEM, AD AXIM,
AD PERIPHERIAM
FRATTURE
CLINICAMENTE: DEFORMITA’, ATTEGGIAMENTO
DELL’ARTO, DOLORE, TUMEFAZIONE,
IMPOTENZA FUNZIONALE
ALTRI SEGNI CLINICI DI CERTEZZA DELLA
PRESENZA DI FRATTURA (DI CUI NON E’
CONSIGLIATA LA LORO RICERCA IN SENSO
ASSOLUTO) SONO: CREPITIO OSSEO, DOLORE
ACUTO E LOCALIZZATO, SI MODIFICA IL
PROFILO NATURALE.
• COME SI MANIFESTA.
•
Dolore intenso e localizzato alla zona
fratturata che aumenta al minimo mov.
•
Se si tratta di fratture degli arti, si nota
spesso una posizione non naturale dell’arto interessato dalla frattura.
•
Gonfiore e presenza di lividi e di solito piuttosto tardiva.
•
Se si tratta di una frattura esposta, sono
visibili i monconi ossei nella ferita, in
questo caso e spesso presente emorragia
• COSA FARE:
•
Lasciare l’infortunato nella posizione in
•
•
cui si trova. Chiamare soccorso.
Ogni frattura, anche se solo sospetta,
deve essere immobilizzata.
Devono essere immobilizzate, insieme
al punto di frattura, anche le articolazioni che precedono e che seguono la
zona interessata per evitare che i monconi fratturati si possano spostare rischiando ulteriori lesioni a vasi e nervi
•
Mettere il ghiaccio sul punto di
frattura.
•
Se frattura esposta, proteggere la
ferita con materiale pulito ( possibilmente garze sterili, MAI cotone
NON usare alcool, se ce emorragia fermarla.
• PERICOLI DELLE FRATTURE:
•
•
•
•
Stato di shock.
Lesioni ai vasi sanguigni e ai nervi che si trovano vicino all’osso
fratturato.
Lesioni agli organi interni ( nelle
fratture al torace, bacino, cranio).
Infezioni ( frequenti nelle fratture
esposte ).
TRAUMI ALLA COLONNA
VERTEBRALE
La colonna vertebrale e formata dall’insieme delle
vertebre; questa struttura ossea ha fondamentalmente due compiti:
•
Permettere la stazione eretta, il movimento
ed il cammino.
•
Proteggere le strutture nervose contenute
nel canale midollare.
• La frattura della colonna vertebrale e
quindi uno tra i più gravi traumi dello
scheletro. Una frattura in questa parte
dell’organismo, infatti, compromette
sempre, in modo più o meno importante,
una delle funzioni della colonna, cioè il
mantenimento della stazione eretta ( stare
in piedi, piegarsi ecc.. ) inoltre, se la
frattura provoca lo spostamento di
qualche frammento di osso all’interno
del canale midollare, si instaura una
Lesione del midollo spinale e, di
conseguenza, una perdita della
sensibilità e della capacità di
movimento di una parte
dell’organismo.
( esattamente della parte che si trova
al di sotto del punto di lesione del
midollo spinale ).
• COME SI MANIFESTA:
•
•
•
•
Dolore alla colonna vertebrale.
Perdita completa o parziale del
movimento.
Perdita della sensibilità.
Perdita della capacità di controllare l’emissione di feci e urine
BISOGNA SEMPRE SOSPETTARE
UNA LESIONE ALLA COLONNA
SE L’INFORTUNATO:
•
•
•
•
•
Ha subito un trauma violento alla schiena
E caduto dall’alto
E stato coinvolto in un incidente stradale
Lamenta dolori alla schiena in seguito a
trauma
Lamenta formicolio, scosse elettriche o senso di caldo o freddo soprattutto alle estremità degli arti in seguito a trauma.
• COSA FARE:
•
•
•
•
•
•
Chiamare soccorso
Fondamentale e impedire qualsiasi movimento della colonna vertebrale
Immobilizzare la testa così come si trova,
con le proprie mani, e mantenerla
immobile fino all’arrivo dei soccorsi nulla deve
essere messo sotto la testa
Coprire l’infortunato con una coperta
NON dare da bere
NON muoverlo dalla posizione in cui si
trova
SCATOLA CRANICA
MASSICCIO FACCIALE
CRANICHE
CEREBRALI
FACCIALI
• LESIONI CRANICHE
In base alla forza d’urto intervenuta, alla
superficie d’impatto, all’accelerazione e
decelerazione subite, i traumi a livello
cranico e/o facciali potranno provocare
lesioni:
•
dirette: coinvolgono i soli tessuti molli ( semplici ferite del cuoio capelluto
ematomi, ecc.. ) oppure danneggiano la
scatola cranica provocando fratture lineari ( visibili cioè solo con una radiografia ) oppure infossate.
•
indirette: interessano il tessuto cerebrale, lesionando in modo temporaneo o
permanente, in parte o
completamente,
uno dei centri che lo
compongono.
VALUTAZIONE DI SEGNI E SINTOMI:
•
alterazione dello stato mentale, anche
transitoria, dalla confusione alla
perdita di coscienza;
•
vomito violento e improvviso;
•
comparsa di cefalea intensa o malessere ( nausea );
CEFALEA
BRADICARDIA
VOMITO
COSCIENZA?
ANISOCORIA
AGGRESSIVITA’
• Tutti i pazienti vittima di un evento traumatico, che presentino i segni e sintomi
sopra citati, necessitano di una rapida
ospedalizzazione e di
un’equipe di soccorso sanitaria di supporto.
PUPILLE DILATATE
( MIDRIATICHE )
PUPILLE COSTRETTE
( MIOTICHE )
PUPILLE DISEGUALI
( ANISOCORICHE )
PUPILLE NORMALI
RICHIEDI IL SOCCORSO AVANZATO
SOSPETTA UNA LESIONE CERVICALE
Lipotimia (Svenimento / Perdita di coscienza)
• La persona ha perso completamente conoscenza o vi è stato solo un
malessere?
• Quando è accaduto? Ore Giorni
• Quanto tempo è durata la perdita di coscienza? Ore Minuti
• La persona era sola oppure in compagnia?
• Adesso si è completamente ristabilita?
• La persona è affetta da diabete mellito, da malattie del cuore o da altre
malattie?
• Prima che iniziasse la crisi vi sono stati:
o Una forte emozione?
o Una fatica fisica?
o Un trauma alla testa od in altre parti del corpo?
o Dolori alla testa, al torace od in altre parti del corpo?
o Malattie nei giorni precedenti?
o L'assunzione di farmaci, cibi o bevande sospette?
Lipotimia (Svenimento / Perdita di coscienza) - 2
Come visitare il malato (la stanza deve essere accogliente e
silenziosa):
1. La persona deve rimanere distesa a letto, in posizione supina, in una
stanza calda, ma ben arieggiata. Se è presente difficoltà respiratoria fate
sollevare la testa e le spalle su due - tre cuscini, se vi è pallore o sudorazione
fredda mantenete invece la testa bassa e sollevate le gambe
2. Controllate il polso, la pressione arteriosa, la respirazione, la temperatura.
3. Controllate la glicemia, se sono disponibili le strisce reattive.
4. Verificate se la persona è caduta in terra, se ha riportato traumi, se vi sono
ferite, escoriazioni od ecchimosi.
5. Indagate se erano presenti testimoni nel momento del malessere,
chiedete cosa hanno osservato.
6. Indagate se vi sono state cause scatenanti e se in passato vi sono stati
episodi simili.
Lipotimia (Svenimento / Perdita di coscienza) - 3
Quali altri segni e sintomi osservare. Sono presenti?
• Debolezza, pallore o sudorazione fredda?
• Nausea o vomito, dolori addominali? In caso positivo, quali sono le
caratteristiche?
• Dolori alla testa, al torace all'addome? In caso positivo, quali sono le
caratteristiche?
• Sensazione di tachicardia o di affanno?
• Indagate, inoltre:
o Se vi è mancanza di forza oppure sensazione di formicolio in un arto
superiore od inferiore, se un lato della bocca sembra deviato, se la
personariesce a parlare regolarmente,
o Se la persona ricorda l'accaduto, se sembra aver perso la memoria
o Se vi sono disturbi della vista (vede gli oggetti sdoppiati o
sfuocati?), se vi sono zone d'ombra nel campo visivo, se le pupille
sono rotonde, di uguali dimensioni e rimpiccioliscono quando sono
illuminate da un fascio di luce.
Lipotimia (Svenimento / Perdita di coscienza) - 4
Cosa fare subito, in attesa di contattare un medico:
• Mantenete la persona distesa a letto, sotto sorveglianza e monitorate
i valori del polso, respiro, pressione arteriosa e temperatura.
• Se vi è affanno o sensazione di "fame d'aria", fate inalare ossigeno
terapeutico a bassa pressione, mantenendo la posizione semiseduta
• Se sono disponibili strisce reattive per il controllo della glicemia,
effettuate l'esame. Se i valori della glicemia sono bassi (< 60 mg/dl)
fate bere liquidi zuccherati. Se sono molto elevati (> 300 mg/dl)
mantenete la persona digiuna, avvisate subito il centro medico di
riferimento e verificate se vi è insulina a bordo.
• Evitate l'uso di alcolici.
• Se la perdita di coscienza non si risolve spontaneamente in pochi
minuti, fate una iniezione di farmaco cortisonico
Lipotimia (Svenimento / Perdita di coscienza) - 5
Cosa comunicare al centro medico.
• Come e quando è iniziato lo svenimento/ perdita di coscienza,
quanto tempo è durato, se è completamente regredito oppure se sono
rimasti alcuni segni o sintomi di malessere
• Se si sospettano cause scatenanti, un infortunio, un'intossicazione o
un evento emotivo
• Se sono presenti sintomi o segni associati
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CIRM seconda parte