Normativa sui Lavori Pubblici in Sicilia
dopo la riforma introdotta dalla L.R. n.
12/2011 e dal Regolamento regionale
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Il nuovo Regolamento del Codice dei contratti
Legge 11 febbraio 1994, n.
109: Legge quadro in materia
di lavori pubblici
D.P.R. 21 dicembre 1999, n.
554: Regolamento di
attuazione della legge quadro
in materia di lavori pubblici 11
febbraio 1994, n. 109, e
successive modificazioni
D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163:
Codice dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e
forniture in attuazione delle
direttive 2004/17/CE e
2004/18/CE
D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207:
Regolamento di esecuzione ed
attuazione del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n.
163, recante “Codice dei
contratti pubblici relativi a
lavori, servizi e forniture in
attuazione delle direttive
2004/17/CE e 2004/18/CE
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Direttive europee e norme nazionali
Direttiva 2004/18/CE del
31/3/2004 relativa alle
procedure di aggiudicazione
degli appalti pubblici di lavori,
di forniture e di servizi.
Direttiva 2004/17/CE del
31/3/2004 alle procedure di
di appalto degli enti erogatori
di acqua e di energia, degli
enti
Legge 11 febbraio 1994, n.
109: Legge quadro in materia
di lavori pubblici
Legge 18 aprile 2005, n. 62:
art. 25 delega al Governo per
recepimento direttive
D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163:
Codice dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e
forniture in attuazione delle
direttive 2004/17/CE e
2004/18/CE
Costituito da 257 articoli e
22 allegati più volte
modificato con tre decreti
legislativi correttivi e con
varie decreti-legge, leggi,
decreti legislativi e per ultimo
con il decreto sviluppo e con
la manovra economica
approvata in via definitiva,
con voto di fiducia, mercoledì
scorso dalla Camera
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Regolamento 5 ottobre 2010, n. 207
D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207:
Regolamento di esecuzione ed
attuazione del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n.
163 recante “Codice dei
contratti pubblici relativi a
lavori, servizi e forniture in
attuazione delle direttive
2004/17/CE e 2004/18/CE
Costituito da 359 articoli e 15
allegati
Vita travagliata
che inizia il 13 marzo 2007
con l’approvazione del primo
testo da parte del Consiglio
dei Ministri (Presidente
Romano Prodi e Ministro
Lavori Pubblici Antonio Di
Pietro) e la pubblicazione del
testo definitivo sulla
Gazzetta Ufficiale del 10
dicembre 2010 e con l’entrata
in vigore, per la quasi totalità
dell’articolato, l’8 giugno 2011.
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Regolamento 5 ottobre 2010, n. 207
13/03/2007
17/09/2007
21/12/2007
28/01/2008
08/02/2008
marzo 2008
aprile 2008
26/05/2008
17/12/2009
03/03/2010
18/06/2010
13/09/2010
05/10/2010
30/11/2010
10/12/2010
C.d.M.: prima approvazione
C.d.S. : parere n. 3262
C.d.M: approvazione definitiva
Capo dello Stato: emanazione del D.P.R. 28/01/2008
Trasmissione del Regolamento alla Corte dei Conti
Ritiro del testo a causa di errori formali
Nuovo testo alla Corte dei Conti
Definitiva bocciatura da parte della Corte dei Conti
C.D.M.: nuova approvazione preliminare
C.d.S.: nuovo parere favorevole n. 313/2010
C.D.M.: approvazione definitiva
Ragioneria generale dello Stato: "bollinatura“
Capo dello Stato emanazione del D.P.R. 05/10/2010
Corte dei Conti: visto di registrazione
Pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale
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La nuova l.r. con le modifiche al codice
Recepisce in maniera dinamica
il Codice dei contratti ed il
nuovo regolamento con
esclusione:
dell’articolo 7 commi 8 e 9
relativi alle comunicazioni
all’Osservatorio;
dell’articolo 84 commi 1/4 e
8/12 relativi alla commissione
giudicatrice nel caso di OE+V;
Dell’articolo 128
dell’articolo 133, comma 8
relativo al prezzario regionale
Vengono, poi, introdotti con modifica:
l’articolo 91 relativo alle procedure di affidamento degli incarichi di
progettazione;
l’articolo 108 relativo al Concorso di idee;
L’articolo 109 relativo ai concorsi in due gradi.
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La nuova l.r., la circolare ed il Regolamento
Le norme relative ai lavori pubblici sono contenute:
nel Titolo I, Capo I (artt. 1 – 24) relativo al Recepimento del Codice
e del regolamento ed a norme in materia di finanza di progetto e di
lavori pubblici
nel Titolo II, Capo III (artt. 31-35) relativo alle Disposizioni
transitorie, finanziarie e finali
Successiva circolare Assessorato delle infrastrutture e della mobilità
13 luglio 2011 recante alcune indicazioni relative alla disciplina
applicabile al periodo transitorio
Successiva errata-corrige relativo all’articolo 26, comma 2 della legge
Successivo Regolamento regionale emanato con D.P. 31 gennaio 2012, n. 13
Modifica dell’articolo 31 comma 1 introdotta dall’articolo 11, comma 20 l.r.
9/5/2012, n. 26
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Il periodo transitorio
Sul periodo transitorio intervengono:
sia l’articolo 1 in cui, alla fine del comma 1 viene precisato che “Entro
il 31 dicembre 2011, con regolamento adottato ai sensi dell’articolo
12 dello Statuto regionale, saranno definite le modalità di
applicazione delle disposizioni di cui al presente capo.”
Sia l’articolo 31 in cui nel comma 1 viene testualmente detto: “Fermi
restando i termini di cui al comma 1 dell’articolo 1, gli appalti di
lavori, servizi e forniture i cui bandi siano pubblicati entro il 31
dicembre 2011 possono essere affidati ed eseguiti sulla base della
normativa previgente, fermo restando l’obbligo del loro adeguamento
alle previsioni di cui agli articoli 4, 5, 6 e 7. Sono comunque fatti
salvi i progetti approvati in linea tecnica anteriormente alla data di
entrata in vigore della presente legge, fermo restando l’obbligo del
loro adeguamento alla disciplina scaturente dal decreto del
Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207 successivamente
al 31 dicembre 2011” Vedi modifiche introdotte legge 26/2012
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Il Titolo I, Capo I della nuova l.r.
Nel Titolo I, Capo I, soltanto l’articolo 1 è dedicato al
recepimento dinamico del Codice e del Regolamento mentre
gli articoli dal 2 al 24 contengono norme che pur riguardando
la finanza di progetto ed i lavori pubblici non trovano
collocazione all’interno del Codice e del Regolamento
In particolare entrando nel dettaglio:
art. 2 – ambito di applicazione
art. 3 – Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di ………
art. 4 – Istituzione del Dipartimento regionale tecnico
art. 5 – Confer. servizi, Parere progetti, Comm. Reg.le LL.PP.
art. 6 – Programmazione LL.PP., Programmi regionali
art. 7 – Bandi tipo
art. 8 – Commissione aggiudicatrice nel caso di OE+V
art. 9 – Ufficio regionale gare
art. 10 – Prezzario regionale e aggiornamento prezzi
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Il Titolo I, Capo I della nuova l.r.
art. 11 – articolo omesso in quanto impugnato
art. 12 - Albo unico regionale
art. 13 – Congruità dei compensi per i servizi
art. 14 – Concorsi di idee
art. 15 - articolo omesso in quanto impugnato
art. 16 – Procedure per le espropriazioni
art. 17 – Certificazione antimafia
art. 18 – Interventi per l’approvvigionamento idropotabile
art. 19 – Criteri di aggiudicazione
art. 20 – Certificazione della spesa di fondi extraregionali
art. 21 – Sicurezza e conservazione dei beni culturali
art. 22 – Nucleo tecnico finanza di progetto
art. 23 – Norme per l’accelerazione dei profedimenti di fin. Prog.
art. 24 – Utilizzazione di materiale proveniente da inerti
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Il Titolo II, Capo III della nuova l.r.
Nel titolo II, Capo III dedicato alle disposizioni transitorie,
finanziarie e finali, nel dettaglio:
art. 31 - Norme transitore
art. 32 – Abrogazione di norme
art. 33 – Testo coordinato
art. 34 – Norma finanziaria
Parlerò dell’articolo 33 relativo al testo coordinato il cui testo è il
seguente:
“1. Entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della presente
legge sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana il testo del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e
successive modifiche ed integrazioni, come introdotto dalla
presente legge, coordinato con le norme di cui al capo I del titolo
I della presente legge”
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La nuova l.r. e gli atti successivi
Entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della legge e,
quindi, entro il 14 agosto 2011 doveva essere pubblicato il testo
del Codice dei contratti come introdotto dalla legge regionale,
coordinato con le norme di cui al capo I del titolo I della legge
regionale stessa (art. 33, comma 1).
Ad oggi non si ha notizia di tale testo coordinato
Entro il 31 dicembre 2011 (termine prorogato al 31 gennaio 2012
dovrà essere adottato ai sensi dell’articolo 12 dello Statuto
regionale, un regolamento che dovrà definire le modalità di
applicazione delle disposizioni di cui al Titolo I, Capo I relativo al
recepimento del Codice e del Regolamento (art. 1, comma 1, ultimo
periodo)
Il Regolamento regionale è stato pubblicato con Decreto
Presidenziale 31 gennaio 2012, n. 13
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Testo coordinato
Certamente esistono dei problemi legati al fatto che mentre per
alcuni articoli può essere semplice andarli ad inserire nel testo del
Codice, per altri si pone il problema dell’inserimento in quanto
nella legge regionale non è precisato il posto che gli stessi
dovranno occupare all’interno del Codice così come recepito.
Diversamente era stato operato dal legislatore regionale nel 2002
con la legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 con cui veniva recepita
nel territorio della Regione siciliana la legge n. 109/1994.
Nell’articolato della citata legge regionale era precisata la
collocazione dei vari articoli aggiuntivi dando agli stessi il numero
e la definizione in commi.
Con tale situazione è stato semplice predisporre un testo
coordinato.
Oggi con la legge regionale n. 12/2011 la situazione è diversa.
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Testo coordinato
Per tutti e 23 articoli (24 - 1 relativo al recepimento). Due
semplici esempi.
Primo esempio
E’ ovvio che l’art. 10 relativo al prezzario potrà trovare la sua
collocazione in sostituzione dell’art. 133, comma 8 del Codice in
cui si dettavano norme relative al prezzario e, probabilmente i 4
commi dell’art. 10 troveranno la loro collocazione nell’art. 133 del
codice con la numerazione 8, 8-bis, 8-ter e 8-quater
Secondo esempio
Quale sarà la collocazione dell’articolo 12 relativo all’Albo unico
regionale?
Potrebbe essere inserito sopo l’articolo 91 come articolo 91-bis
ma chi lo decide? E se, invece, si collocasse, visto che sembra una
norma regolamentare, all’interno del regolamento, dopo l’art. 267
del Regolamento?
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Quale testo coordinato?
In particolare entrando nel dettaglio:
art. 2 – dopo art. 32 codice
art. 3 – dopo art. 3 codice
art. 4 – dopo art. 7 codice
art. 5 – dopo art. 98 codice
art. 6 – In sostituzione art. 128 codice
art. 7 – dopo art. 64 codice
art. 8 – dopo art. 44 codice
art. 9 – dopo art. 7 codice
art. 10 – dopo art. 133 codice
art. 11 – articolo omesso in quanto impugnato
art. 12 – dopo art. 91 codice
art. 13 – dopo art. 92 codice
art. 14 – Modifiche inserite negli articoli 91, 108 e 109 codice
art. 15 - articolo omesso in quanto impugnato
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15
Quale testo coordinato?
art. 16 – dopo art. 251-bis codice
art. 17 – dopo art. 247 codice
art. 18 – dopo art. 251-bis codice
art. 19 – dopo art. 81codice
art. 20 – dopo art. 251-bis codice
art. 21 – dopo art. 26 codice
art. 22 – dopo art. 153 codice
art. 23 – dopo art. 153 codice
art. 24 – dopo art. 251-bis codice
art. 31 – dopo art. 253 codice
art. 32 – dopo art. 256 codice
art. 33 – dopo art. 255 codice
art. 34 – dopo art. 254 codice
art. 35 – dopo art. 257codice
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Impugnativa del Commissario
Il Commissario dello Stato per la Regione siciliana,
successivamente all’approvazione della legge nella seduta del 21
giugno 2011 dell’Assemblea regionale siciliana, ha impugnato alcune
parti della stessa ed, in particolare:
l’art. 11
l’art. 14, comma 2, lett. a) limitatamente ai commi 4, primo ed
ultimo periodo e 6;
l’art. 15
La legge regionale è stata pubblicata sulla G.U.R.S.:
senza gli articoli 11 e 15;
Con l’articolo 14 opportunamente modificato per tenere conto
delle indicazioni del Commissario dello Stato
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Modifiche al Codice
Di fatto il Codice dei contratti ha subito nell’ultimo anno innumerevoli
modifiche dettate
dal d.l. 13/052011, n. 70 (decreto sviluppo) convertito dalla legge
12/07/2011, n. 106;
dalla legge 11/11/2011, n. 180;
dal d.lgs. 15/11/2011, n. 195
dal d.lgs. 15/11/2011, m. 208
dal d.l. 6/12/2011, n. 201 convertito dalla legge 22/12/2011, n. 214;
dal d.l. 24/01/2012, n. 1 convertito dalla legge 24/03/2012, n. 27;
dalla legge 27/01/2012, n. 3;
dal d.l. 09/02/2012, n. 5 convertito dalla legge 04/04/2012, n. 35;
dal d.l. 02/03/2012, n. 16 convertito dalla legge 26/04/2012, n. 44;
DAL D.L. 07/05/2012, N. 52
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Modifiche ondivaghe
Sempre nel decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 (decreto
sviluppo) convertito dalla legge 12 luglio 2011, n. 106 ha
introdotto, con l’articolo 4, comma 2, lettera i-bis), importanti
modifiche in tema di riserve con l’inserimento nell’articolo 81 del
del codice dei contratti del seguente comma 3-bis:
“L'offerta migliore è altresì determinata al netto delle spese
relative al costo del personale, valutato sulla base dei minimi
salariali definiti dalla contrattazione collettiva nazionale di
settore tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le
organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più
rappresentative sul piano nazionale, e delle misure di
adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza
nei luoghi di lavoro”
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Su cosa porremo la nostra attenzione
Tratterò alcuni problemi di dettaglio relativi:
ai servizi di architettura e di ingegneria per i quali si può
procedere per mezzo di cottimo fiduciario;
alle tariffe professionali;
ai criteri di scelta dell’offerta;
alla consegna dei lavori e ai ritardi per colpa dell’Amministrazione;
alle riserve;
al costo del lavoro
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Cottimo fiduciario nei servizi tecnici
Il decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70 (decreto sviluppo)
convertito dalla legge 12 luglio 2011, n. 106:
con l’articolo 4, comma 2, lettera m-bis ha portato da 20.000 a
40.000 l’importo per cui sono possibili gli affidamenti con cottimo
fiduciario.
con l’articolo 4, comma 15, lettera b-bis ha modificato il testo del
comma 10 dell’articolo 267 del regolamento cancellando il
riferimento al “secondo periodo” e lasciando l’importo di 20.000
euro:
“I servizi di cui all’articolo 252 il cui corrispettivo complessivo
stimato, determinato secondo quanto stabilito dall’articolo 262,
sia inferiore a 20.000 euro possono essere affidati secondo
quanto previsto dall’articolo 125, comma 11, secondo periodo, del
codice, nel rispetto dell’articolo 125, comma 10, primo periodo, del
codice medesimo
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Cottimo fiduciario nei servizi tecnici
Il testo dell’articolo 125, comma 11 è il seguente:
“11. Per servizi o forniture di importo pari o superiore a
quarantamila euro e fino alle soglie di cui al comma 9,
l'affidamento mediante cottimo fiduciario avviene nel rispetto dei
principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento, previa
consultazione di almeno cinque operatori economici, se sussistono
in tale numero soggetti idonei, individuati sulla base di indagini di
mercato ovvero tramite elenchi di operatori economici predisposti
dalla stazione appaltante. Per servizi o forniture inferiori a
quarantamila euro, è consentito l'affidamento diretto da parte
del responsabile del procedimento”.
Ma è intervenuta, su sollecitazione del CNAPPC, l’Autorità di
vigilanza che con parere del 16 novembre 2011 ha, invece,
precisato che la soglia corretta è di 40.000 euro
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I servizi di architettura e di ingegneria
Vengono dettagliatamente trattati nella Parte III
dall’articolo 252 all’articolo 270
In particolare vogliamo porre l’attenzione su alcuni
aspetti, riteniamo, di fondamentale importanza
riguardanti:
1) Determinazione del corrispettivo
2) Affidamento dei servizi
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23
Determinazione del corrispettivo
Con l’articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 convertito
dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, vengono abrogate le tariffe
professionali e per la determinazione dei corrispettivi da porre a
base per gli affidamenti dei servizi di architettura e di ingegneria
non è più possibile utilizzare né la legge 143/1949 né il D.M.
4/4/2001;
Devono, poi, intendersi abrogate tutte le disposizioni di legge che
per la determinazione del compenso rinviano alle tariffe;
Sarebbero, quindi, abrogate tutte le disposizioni del codice e del
regolamento che rinviano alle tariffe
E’, quindi, anche abrogato l’articolo 14 della legge n. 143/1949 che
suddivide le opere in Classi e categorie.
Il RUP per la determinazione del corrispettivo non potrà più fare
riferimento a nulla e potrà operare a suo piacimento.
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La mia soluzione al problema
Quale potrebbe essere la soluzione?
Potrebbe essere quella di far ritornare in vita le tariffe con atti
delle singole amministrazioni che potrebbero predisporre un
regolamento interno per la determinazione degli importi da porre a
base d’asta per i servizi di architettura e di ingegneria utilizzando
ciò che ritengono utilizzare della legge n. 143/1943, del D.M.
4/4/2001 e della determinazione dell’Autorità n. 5 del 27 luglio
2010
E d’altra parte mi chiedo e vi chiedo, se non esistessero elenchi
prezzi provinciali e regionali quale sarebbe l’importo a base d’asta di
un lavoro?
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La soluzione al problema dell’Autorità
L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, ha recentemente
pubblicato la deliberazione n. 49 presa nell’adunanza del 3 maggio
2012 e depositata il 10 maggio scorso con cui interviene sul
problema della determinazione degli importi da porre a base d’asta
con una soluzione abbastanza difficile da utilizzare con cui precisa
che i responsabili del procedimento potrebbero riferirsi ai costi
sostenuti dalla propria amministrazione, o da amministrazioni
consimili, negli ultimi anni.
Gli importi dei compensi corrisposti ai progettisti negli ultimi anni,
fornirebbero la percentuale di incidenza del costo della fase
progettuale sul totale dell'importo dei lavori con la precisazione che
gli importi corrisposti in passato devono essere considerarsi al
netto dei ribassi offerti in gara e, pertanto, l'importo da porre a
base di gara, come prima determinato, deve essere incrementato
della media dei ribassi ottenuti nel passato.
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La soluzione del CNAPPC
Successivamente alla emanazione della deliberazione dell’Autorità ,
sull’argomento è intervenuto il Consiglio nazionale degli Architetti
con un Comunicato stampa in cui il Vice-Presidente Rino La Mendola
precisa che pur apprezzando il lavoro svolto dall’autorità che potrà
essere utilizzato in una fase transitoria sarà più giusto, per la
determinazione dei corrispettivi da porre a base d’asta per i servizi
di architettura e di ingegneria, utilizzare i “tabelle parametriche di
cui al Decreto che sarà presto emanato dal Ministro della Giustizia,
in adempimento all'art.9 comma 2 del Decreto sulle liberalizzazioni
(DL n. 1/2012, convertito con legge n. 27/2012). Queste tabelle
parametriche proprio perché concepite quale strumento a servizio
del giudice nei contenziosi, possono costituire un valido punto di
riferimento anche per le Amministrazioni Pubbliche
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Criteri di scelta dell’offerta
l’articolo 81, comma 1 del Codice dei contratti che specifica
che la migliore offerta deve essere selezionata con il criterio
del prezzo più basso o con il criterio dell’offerta
economicamente più vantaggiose ciò sembrerebbe valido
anche per i servizi di architettura e di ingegneria
l’articolo 266 del nuovo Regolamento rubricato come
“Modalità di svolgimento della gara”, al comma 4 precisa che
“Le offerte sono valutate con il criterio dell’offerta
economicamente più vantaggiosa, prendendo in
considerazione i seguenti criteri:……”
l’articolo 267, comma 1 del nuovo Regolamento, per gli
affidamenti di servizi al di sotto di 100.000 euro non precisa
nulla sul criterio che deve essere scelto ed, anzi, fa
riferimento all’articolo 91, comma 2 del Codice
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Criteri di scelta dell’offerta
Due scuole di pensiero.
La prima che ritiene che il criterio di aggiudicazione
dell’OE+V sia obbligatorio per importi pari o superiori a
100.000 euro in quanto l’art. 267 del Regolamento per
tali importi fa riferimento all’articolo 91, comma 2 del
codice che fa a sua volta riferimento all’articolo 57,
comma 6 in cui viene precisato che può essere
utilizzato sia il criterio del prezzo più basso che quello
dell’OE+V
La seconda che ritiene, invece, che, per quanto scritto
nelle premesse l’unico criterio appliabile sia soltanto
quello dell’OE+V.
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La l.r. ed il criterio dell’OE+V
La legge regionale, ha precisato nell’articolo 19, comma 4 che
l’unico criterio utilizzabile è quello dellOE+V.
Il testo dello stesso è il seguente:
“4. Per gli appalti di servizi di cui al decreto legislativo n.
163/2006, Allegato II A, categoria 12, il criterio delle
offerte è esclusivamente quello dell’offerta economicamente
più vantaggiosa, nei casi previsti dal decreto del Presidente
della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207.”
L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture è intervenuta ul problema dell’OE+V sia
nelle recenti consultazioni del mese di giugno di quest’anno
che con la determinazione n. 5/2010 recante “Linee guida per
l’affidamento dei servizi attinenti all’architettura ed
all’ingegneria”
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Il criterio dell’Offerta E +V
Art. 266, comma 4 del nuovo regolamento in cui sono
individuati 4 parametri:
l'adeguatezza dell'offerta;
le caratteristiche metodologiche dell'offerta stessa desunte
dalla illustrazione delle modalità di svolgimento delle
prestazioni oggetto dell’incarico;
il ribasso percentuale unico indicato nell'offerta economica;
la riduzione percentuale indicata nell'offerta economica con
riferimento al tempo.
Il ribasso unico, offerto non può essere superiore ad una
percentuale che deve essere fissata nel bando di gara in
relazione alla tipologia;
La riduzione percentuale da applicarsi al tempo fissato dal
bando per l'espletamento dell'incarico non può essere
superiore ad una percentuale che deve essere fissata nel
bando di gara ed in ogni caso non superiore al 20%.
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Criteri di scelta dell’offerta
Sul metodo di selezione delle offerte con il criterio
dell’OE+V si sono appuntati, recentemnte gli strali del
Vicepresidente dell’A.N.M.A. che su un quotidiano economico
di qualche giorno addietro detto chiaramente che il criterio
dell’offerta economicamente più vantaggiosa non è il più
idoneo a ridurre possibili spazi di infiltrazione della
criminalità organizzata nel sistema degli appalti; precisa il
vicepresidente dell'A.N.M.A. che “è vero esattamente il
contrario: è il criterio del prezzo più basso quello che
garantisce una selezione oggettiva, priva di valutazioni
discrezionali” evitando il rischio dei ribassi eccessivi con la
verifica dell'anomalia, condotta con parametri tecnici e non
discrezionali.
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Il criterio del prezzo più basso
Nel criterio del prezzo più basso, l’unico elemento che viene
preso in considerazione è quello relativo alla percentuale di
ribasso e, purtroppo, tale criterio ha prodotto negli ultimi
anni, dall’abolizione dei minimi di tariffa del 2006
(tristemente famoso Decreto Bersani) ad oggi ribassi di
notevole entità.
In verità il meccanismo per evitare i ribassi ci sarebbe ed è
insito nel Codice stesso all’articolo 122, comma 9 per mezzo
del quale è possibile prevedere l’esclusione automatica delle
offerte anomale quando le offerte ammesse sono pari o
superiori a 10.
L’esclusione automatica delle offerte anomale è descritta
all’articolo 86, comma 1 ed è effettuata con la media
aritmetica dei ribassi percentuali incrementata dello scarto
medio aritmetico successivamente al taglio delle due ali
(quella superiore e quella inferiore)
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La consegna dei lavori
Le modifiche introdotte dal D.Lgs. N. 53/2010 e dal nuovo
Regolamento.
Il D.Lgs. n. 53/2010 recante attuazione di alcune direttive
europee per quanto riguarda il miglioramento dell'efficacia delle
procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti
pubblici ha introdotto alla fine dell’articolo 11, comma 9 del
Codice dei contratti, il seguente periodo: “L'esecuzione di
urgenza di cui al presente comma non è consentita durante il
termine dilatorio di cui al comma 10 e durante il periodo di
sospensione obbligatoria del termine per la stipulazione del
contratto previsto dal comma 10-ter, salvo che nelle procedure
in cui la normativa vigente non prevede la pubblicazione del
bando di gara, ovvero nei casi in cui la mancata esecuzione
immediata della prestazione dedotta nella gara determinerebbe
un grave danno all'interesse pubblico che è destinata a
soddisfare, ivi compresa la perdita di finanziamenti comunitari.”
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La consegna dei lavori
Nel nuovo Regolamento la consegna dei lavori viene trattata
all’articolo 153 che ripropone nella quasi totalità l’articolo 129
del previgente Regolamento n. 554/1999.
Si tratta sempre di 11 commi con importanti modifiche al comma
1 ed al comma 9
Nel dettaglio con il comma 1 del nuovo Regolamento non è più
possibile la consegna in via d’urgenza senza che l’aggiudicazione
definitiva sia divenuta efficace e sempre nel rispetto dell’ultimo
periodo del comma 9 dell’articolo 11 del Codice come introdotto
dal D.Lgs. N. 53/2010.
Nel comma 9 del nuovo Regolamento viene inserita
l’obbligatorietà da parte della stazione appaltante di accogliere
l’istanza di recesso dell’appaltatore quando il ritardo nella
consegna superi 6 mesi restando comunque la limitazione relativa
alla metà del termine utile contrattuale.
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Le riserve
Il decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 (decreto sviluppo)
convertito dalla legge 12 luglio 2011, n. 106 ha introdotto, con
l’articolo 4, comma 2, lettera hh), importanti modifiche in tema
di riserve con l’inserimento nel comma 1 dell’articolo 240-bis del
codice del seguente periodo:
“L'importo complessivo delle riserve non può, in ogni caso,
essere superiore al venti per cento dell'importo contrattuale.”
E con l’introduzione del comma 1-bis il cui testo è il seguente:
“Non possono essere oggetto di riserva gli aspetti
progettuali che, ai sensi dell'articolo 112 e del regolamento,
sono stati oggetto di verifica.”
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Normativa sui Lavori Pubblici in Sicilia
dopo la riforma introdotta dalla L.R. n.
12/2011 e dal Regolamento regionale
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l`importo da porre a base di gara