La filtrazione meccanica
E’ uno dei processi utilizzati per ricondizionare l’acqua nei sistemi a
ricircolo o per il trattamento dell’acqua prima dello scarico.
Trattamenti fisici
Trattamenti chimici
Trattamenti biologici
Vagliatura
Sedimentazione
Filtrazione a sabbia
Centrifugazione
Filtrazione a cartuccia
Filtrazione a sacco
Trattamenti termici
Sterilizzazione UV
Aerazione
Ossigenazione
Controllo alcalinità, pH
Adsorbimento a carboni
Osmosi inversa
Degassazione
Scambio ionico
Ozonizzazione
(Aerazione)
(Ossigenazione)
Nitrificazione
Denitrificazione
Trattamento anaerobico
La frazione solida nelle acque di scarico
Tutte le sostanze “contaminanti”, ad esclusione dei gas disciolti, contribuiscono alla
frazione solida delle acque di scarico. La frazione solida, a sua volta, può essere distinta in
una frazione organica ed in una frazione inorganica.
Effetti della frazione solida ed importanza della riduzione
Frazione organica ed inorganica: azioni fisiche di sedimentazione in bacini, ostruzione
delle tubazioni, blocco delle pompe e intasamento dei sistemi di filtrazione.
Frazione organica: la sua decomposizione comporta consumo di ossigeno e produzione di
ammoniaca.
La frazione solida origina da:

materiali fecali

residui non utilizzati di alimento

sabbia, terra, ecc.

microrganismi e macrorganismi inferiori

residui di origine vegetale
Gli effluenti di scarico delle piscicolture differiscono sostanzialmente dalle acque di scarico
civili, dai rifiuti agro-industriali e dai liquami di allevamento.
I materiali fecali contengono tipicamente sia sostanze digerite che indigerite, racchiuse
insieme in un rivestimento mucoso. Le deiezioni vengono generalmente prodotte in forme
filamentose allungate, ma questo può essere variabile in funzione delle specie.
I materiali fecali sono generalmente più densi dell’acqua, ma le particelle più piccole
possono flottare soprattutto nei sistemi con acqua molto turbolenta o in acque sature di
ossigeno, dove l’intrappolamento di aria può causare il galleggiamento delle particelle.
Caratterizzazione dei solidi
La frazione solida degli effluenti dalle piscicolture può essere caratterizzata in base a 3
criteri:

dimensione e stato delle particelle

caratteristiche chimiche

distribuzione dimensionale delle particelle
Classificazione delle particelle solide nell’acqua (mm)
Sedimentabili
Disciolti
10-8
10-7
ioni organici
e inorganici
Colloidali
10-6
10-5
10-4
Virus
Sospesi o non filtrabili
10-3
10-2
Batteri
Alghe
Sedimentabili: > 10-2 mm, sedimentano in cono Imhoff in 1 h
Disciolti: < 10-3 mm, filtrano attraverso membrana con pori 1,2 mm
Sospesi: > 10-3 mm, non filtrano attraverso membrana con pori 1,2 mm
10-1
1
La filtrazione meccanica
SCOPO:
separazione liquido/solido
FENOMENO:
differenza di dimensioni delle particelle
Le attrezzature meccaniche disponibili per la filtrazione possono essere classificate in:

fisse (vagli fissi, griglie fisse)

rotanti

vibranti

filtri a sabbia

filtri a farina di diatomee

filtri a cartuccia
Le attrezzature meccaniche per la filtrazione hanno la caratteristica comune di essere
generalmente attrezzature semplici e facili da usare.
Vagli fissi, griglie fisse
La filtrazione meccanica con vagli o griglie fisse può essere eseguita:

a monte dell’allevamento, per ridurre il carico di solidi entrante,

come trattamento primario dell’acqua scaricata dall’allevamento.
Generalmente con questa filtrazione vengono eliminate particelle solide
grossolane con diametro > 1,5 mm, il costo delle attrezzature sale notevolmente se
si intendono separare particelle di dimensioni inferiori.
Vagli e griglie fisse tendono ad occludersi tanto più facilmente quanto cresce la
concentrazione di sostanza secca; i costi di manutenzione e pulizia delle
attrezzature possono essere anche piuttosto elevati e determinarne la convenienza.
La pulizia delle superfici filtranti, infatti, consiste nella loro rimozione e nel
controlavaggio; anche se queste operazioni possono essere automatizzate, si può
riscontrare comunque un elevato consumo di acqua per la pulizia
Griglia fissa in acciaio inossidabile con sistema
meccanico automatizzato di pulizia.
Vaglio statico fisso con superficie vagliante
inclinata e regolabile in funzione della portata
dell’acqua e del contenuto di solidi totali.
Filtri rotanti
Questa rappresenta la categoria di filtri maggiormente utilizzata in acquacoltura,
soprattutto per il trattamento primario delle acqua di scarico.
Il movimento della superficie filtrante permette portate di alimentazione più
elevate e l’adozione di sistemi di pulizia automatizzati.
I filtri rotanti possono essere:
flusso dell’acqua
a flusso assiale, quando l’asse di rotazione
della superficie filtrante è nella stessa
direzione del flusso d’acqua di alimentazione
(es. filtri a dischi),
asse di rotazione
flusso dell’acqua
asse di rotazione
a flusso radiale, quando l’asse di rotazione
della superficie filtrante è ortogonale rispetto
al flusso d’acqua di alimentazione (es. filtri
cilindrici o a tamburo).
Filtro rotante a
flusso radiale (filtro
a tamburo)
Filtro rotante a
flusso assiale
(filtro a dischi)
Filtro fisso
(vaglio statico)
I filtri rotanti a flusso assiale
Sono relativamente economici e facili da usare.
Le dimensioni delle maglie della superficie filtrante sono analoghe a quelle delle griglie fisse.
Le perdite di carico dipendono dalle dimensioni delle maglie e dall’efficienza del lavaggio, in
condizioni normali sono dell’ordine di 0,15 – 0,60 m.
Svantaggi: dato che la parte immersa deve necessariamente stare sotto l’asse di rotazione, quando si
superano raggi di poco più di 1 m, le attrezzature cominciano a diventare ingombranti e pesanti. Così
per portate elevate dovrebbero essere usati filtri multipli, con gli ovvii svantaggi.
Schema funzionale ed applicazione di
filtro a dischi
I filtri rotanti a flusso radiale (filtri a tamburo)
Sono i più diffusi, perché superano gli svantaggi dei filtri a flusso assiale. Essendo di forma
cilindrica, la superficie vagliante è molto più ampia dei filtri a dischi (a flusso assiale).
I materiali costruttivi sono molto vari, ma oggi si è orientati verso l’acciaio inossidabile e
soprattutto le materie plastiche.
Le perdite di carico sono simili a quelle dei filtri a dischi, mediamente dell’ordine di 0,30 m.
Le dimensioni delle maglie filtranti normalmente arrivano fino a 1 mm, ma in commercio esistono
maglie inferiori (microscreens), fino a 3 mm.
Esempi di applicazione dei filtri a tamburo nel trattamento primario delle acqua di scarico
Specifiche tecniche commerciali di alcuni modelli di filtri a tamburo rotante
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sui filtri rotanti
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HYDROTECH sui filtri rotanti
- Presentazione -
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HYDROTECH sui filtri rotanti
- Istruzioni operative -
Filtri rotanti a catena
I filtri rotanti a catena, per quanto riguarda funzionalità ed economicità, possono sostituire i sistemi
fissi a griglia o a vaglio statico e risultano anche piuttosto economici (il costo di acquisto rispetto ai
vagli statici è superiore, ma i costi di manutenzione sono inferiori.
Vengono utilizzati solo con maglie larghe, generalmente maggiori di 1,2 mm, e quindi l’efficienza di
rimozione non è mai molto elevata.Possono essere utilizzati per rimuovere particelle con diametri
fino a 3 mm.
Vagli vibranti
Anche i vagli vibranti vengono utilizzati per il trattamento primario delle acque di scarico.
La pulizia della superficie vagliante è agevolata da un sistema di vibrazione, generalmente costituito
da motori ad azionamento elettrico che muovono un eccentrico colelgato al telaio del vaglio.
La regolazione di queste attrezzature può avvenire, oltre che variando la dimensione delle maglie
della superficie filtrante, modificando la frequenza e l’ampiezza della vibrazione. Questa possibilità
estende la possibilità di impiego ad una vasta gamma di effluenti.
A
C
B
Schema funzionale di vaglio vibrante
A – alimentazione dell’acqua da trattare
B – frazione liquida trattata
C – solidi separati
I filtri a sabbia
Nei filtri a sabbia l’azione filtrante viene garantita da strati di diverso materiale che hanno una
profondità totale dell’ordine di 0,6 - 1,2 m.
Generalmente si hanno da 3 a 5 strati filtranti, disposti in sequenza dal più fine al più grossolano:
Materiale
Diametro delle particelle (mm)

sabbia fine

sabbia
2 (max)

ghiaia
-

roccia triturata
15

roccia
25
0,02 (min.)
Ogni sabbia è caratterizzata da particolari dimensioni, uniformità e massa volumica.
La dimensione effettiva è data dal diametro per il quale il 10% in peso della sabbia presenta dimensioni inferiori.
L’uniformità è data dal rapporto tra la dimensione effettiva e il diametro per il quale il 60% in peso della sabbia presenta dimensioni
inferiori
L’azione filtrante nei filtri a sabbia viene svolta nei primi cm degli strati filtranti. A questo livello i
solidi filtrati e le particelle di sabbia sono comprimibili e tendono ad intasare il filtro. Questo
fenomeno aumenta l’efficacia di trattenimento delle particelle stesse. Per lo stesso motivo, quando
l’intasamento raggiunge livelli non più sostenibili (sensibile aumento delle perdite di carico) devono
essere adottati efficaci sistemi di pulizia.
Controlavaggio
La pulizia dei filtri a sabbia viene effettuata con controlavaggio ad acqua, più raramente con sistemi
ad aria. Il flusso di controlavaggio deve essere sufficiente a fluidizzare il letto filtrante superiore, ma
non troppo elevato da asportarlo. Se con il controlavaggio i diversi strati che compongono il letto
filtrante si mescolano, devono successivamente separarsi rapidamente ed autonomamente per
sedimentazione.
Prestazioni
Le prestazioni operative dei filtri a sabbia non sono veramente generalizzabili. Anche per uno stesso
filtro le prestazioni variano in funzione del grado di intasamento del letto filtrante.
Uno degli inconvenienti più comuni è l’eventuale formazione di flussi idrici preferenziali all’interno
del letto filtrante che può comprometterne le prestazioni.
Classificazione dei filtri a sabbia
Possono essere classificati in diversi modi. In generale, si può adottare la classificazione in base al
flusso idrico e alla pressione mantenibile:
 filtri a lento deflusso. Sono filtri non in pressione, manifestano perdite di carico non elevate (<0,1
m), sono economici, ma richiedono elevata manutenzione ed ampi spazi disponibili,
 filtri a rapido deflusso. Sono filtri in pressione che permettono di mantenere elevate portate (1 - 2
l/s .m2 di letto filtrante) con perdite di carico dell’ordine di 10-30 mH2O. Possono essere
completamente automatizzati, richiedono poca manutenzione e poco spazio disponibile, ma sono più
costosi.
Descrizione tecnica commerciale dei filtri a sabbia (FONTE: Blaufisch™ )
Conclusioni
Esempio di filtro a sabbia
Schema
funzionale di un
tipico filtro a
sabbia con
controlavaggio
ad acqua ed aria
Alimentazione
dell’acqua da
trattare
Tubazioni per il
controlavaggio
Schema di inserimento di filtri a sabbia in un sistema complesso a ricircolo d’acqua.
Filtri a farina di diatomee
L’azione filtrante è garantita da farine fossili, esistenti in centinaia di tipi diversi, le più fini delle quali
sono in grado di eliminare particelle con diametro dell’ordine di 1 mm.
La base del filtro è costituita da una maglia di acciaio o altro materiale che funge da supporto alla
farina. Il filtro per funzionare deve subire un processo di avviamento, che consiste nell’intimo
fissaggio della farina fossile alle maglie del supporto. Quando lo strato filtrante è formato, si può
procedere alla fase di filtraggio vera e propria, alimentando il filtro con l’acqua che si deve trattare
addizionata di farina di diatomee in ragione di circa il 10% rispetto ai solidi totali che devono essere
rimossi.
Anche questi filtri richiedono un efficiente sistema di pulizia, che generalmente è un controlavaggio
ad acqua o ad aria+acqua.
Prestazioni
Le portate specifiche tipiche di questi filtri sono 0,4 - 0,6 l/min.m2
I filtri a farina fossile consentono anche una rimozione dei batteri (almeno il 50% dei coliformi,
quando questi hanno concentrazioni di 102 103/100 ml.
Le caratteristiche funzionali dei diversi tipi di filtri meccanici
Lento deflusso
Rapido deflusso
Alta pressione
Farina diatomee
Carico specifico (m3/m3.day)
0,2
80 - 200
120 - 1200
20-250
Profondità del letto (m)
0,7
0,7 - 1,0
1,0 - 2,0
-
Rimozione particelle (mm)
>30
>30
30
0,1
Perdite di carico (m H2O)
<1,0
0,1 - 3,0
2 - 20
-
az. biolog.
az. biolog.
-
“pre-coat”
finale
nitrificazione
primario e
secondario
ev. nitrificazione
secondario
finale
Note
Possibili trattamenti
I filtri a cartuccia
Caratteristiche funzionali
 filtrazione di tipo meccanico simile a quella dei filtri a sabbia,
 trattamento di acqua con basso o medio carico di solidi sospesi,
 portata di alimentazione limitata a pochi m3/h.
I filtri a cartuccia sono normalmente applicati a monte di uno stadio di trattamento biologico.
Considerate le portate di alimentazione limitate, spesso vengono sistemati in parallelo. Per elevare le
prestazioni in termini di rimozione di particelle di piccolo diametro, invece, vengono montati in serie
con superfici filtranti a maglie via via più piccole (micro-filtrazione per acque ad elevato carico di
solidi sospesi).
Per mantenere l’efficienza di filtrazione le cartucce del filtro devono essere periodicamente pulite.
Normalmente la pulizia si effettua con soluzioni clorate diluite.
Caratteristiche
di filtri a
cartuccia
utilizzati per la
filtrazione
meccanica di
scarichi id
acquacoltura.
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Filtri rotanti