Vino e Cultura
Il DIO del vino: BACCO
Nacque lui e morì sua madre, involontariamente
incenerita da Giove, dopo averla resa incinta. Bacco
crebbe in montagna, attorniato da Ninfe, fra vigneti e
canti. E crescendo ebbe la meritoria idea di fare agli
uomini il dono del vino. Anche lui beveva per
dimenticare, ma non si dimenticava mai di bere. Fra un
baccanale e l’altro, tra feste canti e ninfe, si faceva
cogliere dai benèfici inganni della divina bevanda. Ma
intanto aveva contribuito a una delle prime scoperte
dell’uomo e al sorgere della cultura enologica.
L'acino: 1) Peduncolo;
2) Vinaccioli; 3) Polpa.
L'UVA
Il frutto della vite è una bacca detta acino (o chicco) derivato
dalla fecondazione e maturazione del fiore, l'insieme dei chicchi è
sostenuto dal raspo o graspo mediante delle ramificazioni dette
pedicelli o peduncoli. Raspo più chicchi formano il grappolo
d'uva. Il grappolo ha solitamente forma cilindrica o conica, può
essere semplice o alato, ad acini compatti o spargoli. Gli acini
possono essere sferici, subrotondi, ellittici, ovali, talvolta anche
appuntiti o arcuati, il loro colore varia dal nero violaceo o
bluastro al rosso, al grigio, al giallo dorato al verdino. Gli acini
sono costituiti dalla buccia, dalla polpa e dai vinaccioli (o semi).
Vino e letteratura
Durante il corso della storia sono state
scritte molte opere riguardanti sia il vino
sia il dio del vino. Ma anche vari proverbi e
detti.
Detti sul vino
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Il vino è lo specchio dell’uomo. (Alceo)
Dove non è vino non è amore e
null’altro diletto havvi ai mortali.
(Euripide)
E il vino rallegri il cuore dell’uomo
In vino veritas.
Un uomo che teme di ubriacarsi non
getta il suo vino, lo mischia. (dalle
Opere morali di Plutarco)
Chi beve solo acqua ha un segreto da
nascondere. (Charles Baudelaire)
Dio non ha fatto che l’acqua, ma
l’uomo ha fatto il vino. (Victor Hugo)
Chi beve bianco è vicino al pianto, chi
beve rosso ha la gioia indosso.
L’acqua fa piangere, il vino fa cantare.
Il matrimonio viene dall’amore come
l’aceto dal vino. (Lord Byron)
Meglio la botte piena che la moglie
ubriaca.
Proverbi sul vino
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Bacco, tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere.
Chi semina buon grano, ha poi buon pane; chi semina il lupino non ha
né pane né vino.
Chi pota di maggio e zappa ad agosto, non ha né pane né mosto.
Di settembre e d’agosto, bevi il vin vecchio e lascia stare il mosto.
Zappa la vite d’agosto se vuoi avere del mosto.
Para via la malinconia, bevi vin qualunque sia.
Per farsi un amico basta un bicchiere, per mantenerlo non basta una
botte.
Un pasto senza vino è come un giardino senza fiori.
Il vino è nemico dell’uomo. Chi fugge davanti al nemico è un vigliacco.
Bevano il vino gli uomini, l’acqua tutti gli altri animali.
Ciò che i migliori autori della nostra letteratura hanno scritto sul vino, a partire
da Goldoni fino ad arrivare a D'Annunzio (che tra l'altro era astemio!).
Carlo Goldoni (1707-1793)
... Faccio un brindisi e me ne vado subito.
Un brindisi che mi ha insegnato mia nonna:
"Viva Bacco, e viva Amore:
L'uno e l'altro ci consola;
Uno passa per la gola,
L'altro va dagli occhi al cuore.
Bevo il vin cogli occhi poi ...
Faccio quel che fate voi." ...
Carlo Porta (1775-1821) poeta dialettale milanese
La mia povera nonna la gh'aveva
on vignoeu arent ai Pader
Cappuscin:
el guardian ghe le benediseva:
i soeu fraa ghe beveven mezz el
vin…
…s'el voeur bev el guardian lassa
ch'el beva:
usellin tira a casa el porscellin.
… Napoleon
el dà ona soppressada ai fratari.
S'ciavo suo, sur vin, la protezion.
Credeva de fann pù nanch on
boccaa:
inscambi mò hoo impienii tucc i
vassij,
inscambi hoo bevuu anch quell
che dava ai fraa…
Giuseppe Giusti (1809-1850) poeta satirico
toscano
Girella (emerito di molto merito)
sbrigliando a tavola
l'umor faceto,
perdé la bussola
e l'alfabeto;
e nel trincare cantando un brindisi,
della sua cronaca
particolare
gli uscì di bocca
la filastrocca.…..
Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863) poeta
dialettale romano
Ner monno ha fatto Iddio 'gni cosa degna:
ha fatto tutto bono e tutto bello.
Bono l'inverno, più bona la legna:
bono assai l'abbozzà, mejo er cortello.
Bona la santa fede e chi l'insegna,
più bono chi ce crede in der ciarvello:
bona la castità, mejo la fregna:
bono er culo, e bonissimo l'ucello.
Sortanto in questo qui trovo lo smanco,
che poteva, pensànnoce un tantino,
creàcce l'acqua rossa e 'r vino bianco:
perchè ar meno gnisun'oste assassino
mo nun vierìa co tanta faccia ar banco
a vénnece mezz'acqua e mezzo vino.
Giacomo Leopardi (1798-1837) poeta
... dicono e suggeriscono
che volendo ottener dalle
donne quei favori che si
desiderano, giova prima il
ber vino, ad oggetto di
rendersi coraggioso,
noncurante, pensar poco
alle conseguenze, e se
non altro brillare nella
compagnia coi vantaggi
della disinvoltura ...
... prese con la sua destra rugosa e scarnata un fiasco
che stava sulla tavola, con la sinistra un bicchiere, e
fattili prima cozzare un tratto e tintinnire, sollevò il
fiasco, lo inclinò sul bicchiere, lo riempì, se lo pose alla
bocca, tracannò un sorso, ritirò il bicchiere, battè due o
tre volte un labbro contra l'altro, e sclamò: "Ah! questo
risusciterebbe un morto! Bella felicità averne dinanzi
un buon fiasco! Al diavolo i rangoli, e i pensieri! Non mi
duole più nemmeno d'esser vecchia; ma se fossi
giovane ih! come vorrei godermela!" ...
Alessandro Manzoni (1785-1873)
Giovanni Verga (1840-1922)
... Janu aveva anche del vino, del buon vino di Mascali
che regalava a Nedda senza risparmio, e la povera
ragazza, la quale non c'era avvezza, si sentiva la lingua
grossa, e la testa assai pesante. (...) Di tratto in tratto si
guardavano e ridevano senza saper perché. "L'annata
sarà buona pel povero e pel ricco" disse Janu, "e se Dio
vuole alla messe un po' di quattrini metterò da banda ... e
se tu mi volessi bene! ..." e le porse il fiasco. "No, non
voglio più bere" disse ella colle guance tutte rosse. "O
perché ti fai rossa?" diss'egli ridendo. "Non te lo voglio
dire" "Perché hai bevuto!" "No!". "Perchè mi vuoi bene?
(...)". Ella chinò gli occhi come se ci vedesse delle
fiamme, e le sembrò che tutto il vino che aveva bevuto le
montasse alla testa, e tutto l'ardore di quel cielo di
metallo le penetrasse nelle vene ...
Gabriele D’Annunzio (1863-1938)
Con il fior de la bocca umida a bere
ella attinge il cristallo. Io lentamente
le verso a stille il vin dolce ed ardente
entro quel rosso fiore de 'l piacere …
Vino e musica
Zucchero:
Bacco Perbacco
……. Baby don’t cry
Make it funky
Pane e vino io ti portero’
Miele e venere su dai campi
Che c’ho l’anima nel fondo del Po
…… Bacco perbacco
Ecco cos’e’ vivere
Bacco perbacco
Dimmi dov’e’ venere ……
Franco Califano: Vino Bianco, Vino Nero
…….Aoh guarda quei due... sò gialli chiari chiari
ma sò cinesi che fai gli scongiuri, mamma come
sei 'mbriaco...
Certo, voi de colore, cò 'na sera cosi',che fate
quanno che ve ' mbriacate, ve 'ntruppate?
Viè quà... viè quà... se nun lo reggi er vino lascia
stà...
Prima si parlava di chi beve
Poveracci dicevamo noi
Uno che si ubriaca come vive...
Vive come noi, che crediamo di essere alle Hawai...
Cameriere ti prego, vino bianco a me.
Cameriere ti prego, vino nero a me.
Di, ma quei due sono cinesi a prima vista.
Ma che te ne frega, mica sei razzista.
No, ma quando bevo neanche a farlo apposta,
vedo sempre dei cinesi intorno a me.
Cameriere ti prego, vino bianco a me.
Cameriere ti prego, vino nero a me.…..
Chi ha bevuto di più? Alla fine vinci sempre tu .....
Adamo ed Eva nel peccato
Parapon zopon zipon
eran sotto un pergolato
Parapon zopon zipon
Per un grappolo rubato
il buon Abele fu ammazzato
Daghe da be' biondina
Daghe da be' bionda.
Era scritto nel Vangelo,
chi non beve non va in cielo.
era scritto nel Vangelo
chi non beve non va in cielo.
E lo disse il Padre eterno:
chi non beve va all'inferno.
Ogni dì Gesù bambino
si gustava il suo grappino.
Profetò Sant'Isaia
che il vin buono fa allegria,
quanto più vino si scolava
tanto più David cantava.
S. Ambrogio da Milano
predicava col fiasco in mano.
Ed un buon bicchier di vino
convertì S. Agostino.
E la Santa Caterina
meditava giù in cantina.
San Luigi da bambino
niente latte solo vino.
San Francesco in su la Verna
ne teneva una cisterna.
Ed il vino a Santa Vera
arrivava in petroliera.
Predicava San Modesto
"beve ben chi beve lesto".
Lo diceva anche San Biagio
"beve mal chi beve adagio".
Predicava San Camillo
"non è male essere brillo"
nella messa i santi vecchi
come ampolle usavan secchi.
A ogni ora San Severo
bevve vino e vino nero
si racconta che una notte
ne scolò quasi una botte
Lo trovarono al mattino
ubriaco dentro a un tino
lo portarono sul letto
quasi morto poveretto.
Si svegliò sul mezzogiorno
e in cantina fe' ritorno
anche prima di morire
chiese vin per digerire.
Con Giovanni Crisostomo
l'osteria dieventa un duomo
San Giovanni Calassanzio
ne beveva a crepapanzio.
Ricordiam San Nicolò
che nel vino s'annegò.
Sant'Ignazio di Loyola
si sbronzò di Coca-Cola.
E la Santa Sinforosa
bevve vino senza posa.
E la Santa Berenice
beve molto e non lo dice.
CANZONE FIORENTINA
Pel deserto son partiti
Sant'Antonio e gli eremiti.
Han riempito di vinello
fin le gobbe del cammello.
Ed il vescovo ed il clero
bevon solo vin sincero.
E la madre superiora
fa una sbronza ad ogni ora.
Ed in ciel ogni angioletto
beve vino e vino schietto.
Ed insieme a tutti i santi
fanno brindisi col Chianti.
Anche il diavolo all'inferno
se ne beve uno squanterno
ed insieme ai condannati
fa baldoria col Frascati.
Tutti i frati della trappa
niente vino, solo grappa.
Con 'na botte di Barbera
si ritirano in preghiera.
Ogni suora di clausura
port il fiascho alla cintura
e le loro superiore
sono sbronze a tutte l'ore.
tra i canti
vuol le litanie dei santi,
ma tra i "santi" è poi palese
preferisce il San Giovese.
Il vino nell’arte: pittura e
scultura
Scarica

Vino e Cultura