UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MACERATA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE SPECIALIZZAZIONE PER LE ATTIVITA’ DI SOSTEGNO Laboratorio sui DISTURBI DELL’ APRRENDIMENTO -INFANZIA A.A. 2011/11 - II SEMESTRE Dott.ssa Lia Daniela Sasanelli Modulo 3 - IL SISTEMA CO.CLI.T.E. - IL “POLO S.A.F” - IL TRATTAMENTO D.S.A. Il fenomeno dei disturbi specifici di apprendimento esprime una condizione di disfunzione nei circuiti neuronali che regolano i processi motori e linguistici e le loro convergenze nelle prestazioni mentali di leggere, scrivere, contare, ma anche orientarsi nello spazio e nel tempo, coordinare più azioni (sinestesie), lavorare con la memoria d’ordine (sequenze mnestiche), ordinare il linguaggio in entrata ed in uscita, ecc. D.S.A. I disturbi si connotano essenzialmente come forme qualitative non gravi. Si tratta di disturbi sintomatologici, nel senso qualitativo più che quantitativo, del disordine, più che del deficit, e sono recuperabili in definizioni quali: disprassia sequenziale, decognizione, deficit di coerenza centrale, cecità mentale, deficit di selezione delle informazioni, disorganizzazione neurologica. Il trattamento secondo il sistema CO.CLI.TE La modalità di azione educativa dei soggetti con DSA, che si sviluppa secondo un orientamento che definiamo ecologicodinamico, si connota per la focalità su due attributi: a- l’ecologia, come approccio all’interezza delle funzioni umane; b- la dinamicità, come tendenza alla rapidità dell’agire cognitivo. Il trattamento secondo il sistema CO.CLI.TE Il trattamento si dispiega in prospettiva ecologica su 12 azioni che lavorano trasversalmente su 3 vettori abilitativi, i quali orientano l’azione educativa e costituiscono il Polo SAF : Successione Automatismi Fluidità La funzionalità del POLO SAF nel lettore abile La pluralità di azioni che coinvolgono la lettura e scrittura sono coordinate dalla funzione trasversale che si individua come cognizione. La letto-scrittura è un’azione globale-predittiva dell’intera parola, o dell’enunciato che, nel lettore più abile, congiunge dinamicamente l’azione di decodifica (lettura) o di codifica (scrittura), espressione del pensiero e simultaneamente il movimento da sinistra a destra La funzionalità del POLO SAF nel lettore abile Fondamentale distinzione tra lettura come decifrazione e lettura come comprensione. A – La decifrazione dei segni (decifrazione segnica) è la percezione ed il riconoscimento dei grafemi e la loro associazione ai suoni corrispondenti. B – La comprensione è l’elaborazione cognitiva degli indizi percettivi in una realizzazione significativa del testo, sulla base di processi di anticipazione o di predizione. La funzionalità del POLO SAF nel lettore abile Strategia lettoria: A – L’occhio getta uno sguardo, più o meno rapido, sulla linea della scrittura, durante il quale isola percettivamente non tutti i segni, per poi associarli sommativamente, bensì solo alcuni. B - Sulla scorta dei segni così percepiti, il lettore lancia ipotesi, formula congetture, su ciò che ritiene ci sia scritto, pertanto procede per via deduttiva, a salti ipotetici, lungo il testo. C – Proseguendo nella linea della scrittura verso destra, il lettore raccoglie visivamente altri grafemi o indizi di significato, i quali gli consentono di confermare o meno la giustezza di ciò che ha appena letto/ipotizzato, e quindi di lanciare altre predizioni sul testo che segue, e così legge. La funzionalità del POLO SAF nel lettore abile Il POLO SAF interviene in maniera simultanea e interattiva con: - la successione: sequenza pertinente nelle diverse aree funzionali motoria e percettiva; - gli automatismi: schemi d’azione della lettura e della scrittura; - la fluidità: garante della qualità esecutiva (efficacia ed efficienza) e degli automatismi. La disfunzionalità del POLO SAF nei DSA La successione, o sequenzialità, si declina nel tempo e nello spazio e si esercita secondo un regime di velocità. All’attenta osservazione si riscontra che il disturbo della temporalità o della spazialità, ma quasi sempre di entrambe, altera l’ottimale velocità di esecuzione dell’azione. L’alterazione della velocità di esecuzione (scarsa fluidità) induce in disfunzioni a carico della temporalità e della spazialità. La Velocità risulta dal rapporto tra Spazio e Tempo. V = S/T La disfunzionalità del POLO SAF nei DSA Disfunzionalità della successione In tutti i casi di DSA, in osservanza della specificità della sindrome, si rileva il disturbo della funzione della successione espresso in gran parte delle prestazioni che la coinvolgono, quindi: sequenze motorie, sequenze percettive, parlare, ascoltare, leggere, scrivere, contare, comprendere testi scritti, ricordare, attivare sequenze di pensiero, muoversi nella linea del tempo, ecc. La disfunzionalità del POLO SAF nei DSA Disfunzionalità degli automatismi La lettura, riconosciuta come processo automatico di identificazione di parole (idem la scrittura), è un processo che nel dislessico si determina in modo incompleto o con difficoltà. Nel dislessico la scarsa automatizzazione esprime l’instabilità di un processo automatico caratterizzato da un basso grado di velocità e di accuratezza. La disfunzionalità del POLO SAF nei DSA Disfunzionalità della fluidità Le disfunzioni dell’automatizzazione della lettura e scrittura coinvolgono anche il loro regime di giusta velocità, cioè di fluidità. La mancata fluidità d’azione non permette ai comportamenti sottesi alla letto-scrittura di iscriversi nelle sedi neuro-biologiche come patterns o schemi d’azione. LA TRIADE STRATEGICA SEQUENZE SINESTESIE AUTOMATISMI Il trattamento abilitativo mira a: 1. SEQUENZE MOTORIE: sequenze e processi sequenziali in ogni funzione…p. 270 IL SISTEMA CO.CLI.T.E. Esprime 3 opzioni paradigmatiche fondative delle azioni preventive, con oscitive, progettuali, interventive , che si intraprendono: La matrice Cognitivista La modalità professionale CLInica La declinazione in un Trattamento di natura Educativa TRATTI TECNOLOGICI DISTINTIVI DEL SISTEMA CO.CLI.T.E Orientamento ai processi di sviluppo; Orientamento ai processi cognitivi; Assetto professionale clinico; Approccio all’intera personalità dei casi (Ecologia di I livello); Approccio ai contesti di vita dei casi (Ecologia di II Livello); Privilegio della diagnosi funzionale Costante attenzione diagnostico-valutativa AZIONI DIRETTE Il sistema CO.CLI.T.E avanza 12 azioni di tipo educativo, ad orientamento cognitivista clinico, centrate sui processi della mente e dei coordinamenti sequenziali, che lavorano su: L’AUTOANALISI LA MOTRICITA’ LA PERCEZIONE LA MEMORIA IL LINGUAGGIO LA GRAFO-MOTRICITA’ I BARRAGES LA LETTO-SCRITTURA LA COMPRENSIONE DEL TESTO NELLA LETTO-SCRITTURA IL CALCOLO IL PENSIERO LA NARRAZIONE Le procedure d’azione sono ascrivibili a strategie di stampo cognitivista, quali: - ricerca di intenzionalità ed automatismi di schemi; - globalità delle azioni e loro significatività; - continuità sequenziale e fluidità di esecuzione. Le azioni abilitative 1. L’AUTOANALISI: attraverso questa azione il soggetto è condotto a riflettere sulla sua situazione di dislessia, disgrafia o disortografia e sul suo sistema attibuzionale (autostima, punti forti e punti deboli, ecc.) allo scopo di giungere alla consapevolezza di un errato approccio alla lettura (fusionale), nonché di riorganizzare il proprio stile cognitivo, favorire momenti di riflessione, rilanciare l’autostima, ecc. 2. LA MOTRICITA’: promuove gli spetti psicomotori del comportamento umano quali i coordinamenti, il controllo della respirazione, l’orientamento spaziotemporale, l’equilibrio, la stabilizzazione della lateralità attraverso attività che coinvolgono gli schemi motori combinati e composti, rapidi, crociati ecc. 3. LA PERCEZIONE: è l’azione che esercita le sintesi percettive, i coordinamenti percettivi e l’inseguimento percettivo 4. LA MEMORIA: esercita in velocità la memoria sequenziale attraverso esercizi, motori, di rievocazione, ritmici, ecc. 5. IL LINGUAGGIO: attraverso esercizi sulle catene di suoni, parole e di enunciati, sulle riformulazioni e sulle segmentazioni si attua un lavoro a vantaggio delle sequenze fonatorie, della corretta organizzazione delle sillabe nelle parole lunghe nonché della ordinata formulazione di enunciati e della fluidità verbale. 6. LA GRAFO-MOTRICITA’: mira alla progressiva fluidità scrittoria e del lavoro sinistra-destra; lavora sulla memoria sequenziale, sulle sintesi percettive e sulla coordinazione grafomotoria. 7. I BARRAGES: consente di scardinare dall’approccio analitico la letto-scrittura prendendo in carico la parola; promuove i processi da sinistra a destra e la progressiva velocità di esecuzione. 8. LA LETTO-SCRITTURA: è l’azione centrale del trattamento in quanto lavora direttamente sulla strumentalità della lettura e della scrittura favorendone fluidità e correttezza. Lo scopo è attivare schemi automatici di lettura e scrittura globale e predittiva con fluidità da sinistra a destra ed alta comprensione del testo. 9. LA COMPRENSIONE DEL TESTO NELLA LETTO-SCRITTURA: si propone di attivare procedure strategiche di comprensione del testo attraverso momenti di autoanalisi e metacognitivi nonché tramite attività legate alla comprensione di tipi diversi di testo: individuazione delle sequenze narrative, delle parole chiave, delle connessioni causali, ecc… 10. IL CALCOLO: è il lavoro sulle successioni e sulle sequenze spaziotemporali esplicitato attraverso esercizi sui ritmi, sulle filastrocche dei numeri, sul lavoro condotto sulle immagini mentali, sulla retta dei numeri, ecc. 11. IL PENSIERO: esercita la duplice possibilità del pensiero attraverso esercizi che sollecitino il suo aspetto lineare e quello reticolare. 12. LA NARRAZIONE: incentiva l’aspetto sequenziale e di messa in successione del narrato attraverso esercizi di manipolazione del testo, di filastrocche, di narrazione dialogata, ecc. AZIONI INDIRETTE Il sistema CO.CLI.T.E. tende a confrontarsi con il sistema scolastico al fine di indicare gli accorgimenti organizzativi e gestionali che realizzinoomologie con i principali tratti teorici ed esperenziali del sistema stesso. Linee procedurali: Stabilizzazione della dominanza laterale,. Sviluppo degli schemi motori e psicomotori di tipo rapido, incrociato, complesso, ritmico,ecc. Lavoro da sinistra a destra Pluralità di strategie, risorse, procedure didattiche ed abilitative (tecnologia plurale) con alternato ricorso al rinforzo, all'apprendimento significativo,ecc. Sviluppo della discriminazione visiva di parole e grafemi (specularità, simmetrie, soppressione o aggiunta di elementi,ecc.). Sviluppo degli automatismi, Valorizzazione della "segmentazione" Ricerca della fluidità lettoria come comprensione del testo (tecniche di lettura veloce). Favorire e legittimare ogni opportunità di leggere, scrivere e parlare. Rendere consapevole l’alunno del proprio deficit funzionale. Controllare i disequilibri emotivi (frustrazioni, ansie, vergogne, blocchi, sfiducia,ecc.) ed affettivi (demotivazione, rifiuto, disinteresse). Smascherare le eventuali strategie personali (fughe, meccanismi di difesa, forme alternative di lettura,ecc.). Valorizzare le eventuali compensazioni attivate dall'allievo (lavoro orale, formale, intuitivo). Dimostrare elevate aspettative di successo. Contratto formativo: accordo privato su obiettivi da perseguire in unità di tempo e da autovalutare, correlato di rinforzi affettivi ed autorinforzamenti. Convergenza della famiglia e della scuola sul programma educativo. MANIFESTO 1 : I DIECI ERRORI SU DISLESSIA E DISGRAFIA Di seguito dieci errori di identificazione del fenomeno e di sua valutazione: 1. 2. 3. 4. 5. Mancata associazione rapida del suono al corrispondente segno, poiché in questo caso si tratterebbe di un deficit di simbolizzazione. Mancata o disturbata discriminazione visiva le lettere, poiché in questo caso si tratterebbe di un deficit di discriminazione visiva. Scorretta pronuncia della lettura, poiché in questo caso si tratterebbe di un deficit linguistico (logopatia, afasia/disfasia). Mancata o scarsa comprensione della lettura e della scrittura, poiché in questo caso si tratterebbe o di ritardo mentale grave o di insufficiente educazione. Deficit percettivo come causa di dislessia e disgrafia, poiché in questo caso esse costituirebbero un sintomo secondario. MANIFESTO 1 : I DIECI ERRORI SU DISLESSIA E DISGRAFIA 6. 7. 8. 9. 10. Deficit attentivo come causa di dislessia e disgrafia, poiché in questo caso esse costituirebbero un sintomo secondario. Deficit linguistico come causa di dislessia e disgrafia, poiché in questo caso esse costituirebbero un sintomo secondario. Che leggere e scrivere siano processi cognitivi diversi, l’uno analitico e l’altro sintetico. Che dislessia e disgrafia siano disturbi di natura diversa. Che dislessia e disgrafia possano essere causate da cattivo insegnamento.