ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO
PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGINATO
SIDERNO (RC)
P.O.R.
PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE
“TUTELARE I TORRENTI E LE FIUMARE
PER PREVENIRE LE ALLUVIONI”
Misura 3.6b/2002/174
fiumare
Fresche e pure sgorgate dall’Aspromonte
E con orgogliosa perizia
Scendete tra impervi precipizi, a valle,
Dove a primavera cercavo
La viscida e celata anguilla.
Assiso tra la natura appena in fiore,
Mi inebriavo col fragrante zibibbo
E con l’olezzante zagara,
Mentre da lontano, tra il garrire degli uccelli,
Giungeva come canto di ninfe
Il coro delle lavandaie.
E felice porgevo l’orecchio
Al rigoglio delle acque
Ove gaio guazzava l’anatroccolo,
Abbandonandosi come sicura vela.
Mentre la quaglia
Atterrita dalla vile biscia
Usciva dall’erba giovinetta.
D’estate all’ombra delle tremule querce sentivo
belati d’armenti,
Che atterriti guardavano il letto
Come distesa di sabbia infuocata,
Rassomigliante a paesaggio lunare.
Vedevo gli agrumeti assetati
Rimpiangere le dolci acque…
Tutto mi appariva
Come triste melodramma.
Rocco Militano
Progetto P. O. R.
Tutelare i torrenti e le fiumare per prevenire le alluvioni
Anno scolastico 2002/2003
Alunni partecipanti
AMATO Anna
BELLISSIMO Francesco
CUSATO Jessica
DE LUCA Giuseppina
GENISE Sonia
GIMONDO Maria Immacolata
LUCISANO Giuseppe
MACEDONIO Francesca
MERENDA Maria Immacolata
MODAFFERI Raimondo Salvatore
PASQUALINO Giuseppina
PASQUALINO Marianna
ROMEO Giuseppe
SABATO Maria Grazia
VERTERAMO Vincenzo
IPSIA
SIDERNO (RC)
Dirigente Scolastico: Prof.ssa Teresa Crupi
Referente del Progetto: Prof. Sergio Trimboli
Direttore dei Servizi Gen. e Amministrativi: Rag. Aristide Bava
Docenti Tutor: Prof.ssa Adriana Giannini
Prof.ssa Stefania Reitano
Prof.ssa Maria Luisa Tarantino
Docenti esperti interni: Prof.ssa Elisabetta Agostino
Prof. Sergio Trimboli
Docenti esperti esterni: Dott.ssa Paola Donato
Dott. Raimondo Francesco Godano
“Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, l’inverno, quando i torrenti corrono al mare
e la terra sembra navigare sulle acque” E’ l’inizio di Gente in Aspromonte una delle più
note opere di Corrado Alvaro e i torbidi torrenti di cui scrive sono le fiumare: ampie vallate
riempite di ghiaia e ciottolate che solcano l’estremità meridionale della Calabria. Sul loro
fondo i fiumi in secca per quasi tutto l’anno, scorrono rovinosamente nei periodi piovosi con
numerose diramazioni che cambiano a spetto e decorso dopo ogni pioggia. Il regime idrico di
tali corsi d’acqua è infatti, a regime torrentizio, quindi dipende in prevalenza dagli apporti
provenienti dalle precipitazioni. Un’altra caratteristica delle fiumare è la brevità del loro
percorso, connessa all’esile configurazione topografica e alla ripartizione dei bacini in due
versanti, lo ionico e il tirrenico, nell’ambito di uno spazio alquanto ristretto. Il versante
ionico, pur risultando mediamente meno piovoso rispetto a quello tirrenico, è maggiormente
interessato da precipitazioni intense in relazione all’interazione tra i principali sistemi
orografici. Inoltre, la direzione dei sistemi montuosi del versante ionico reggino, ortogonale
rispetto al fronte delle perturbazioni nord-africane, costituiscono una barriera naturale
aumentando la possibilità che si verifichino piogge particolarmente intense.
La differenza di altezza tra la fascia costiera e le aree culminali dei rilievi determinano
un’accentuata pendenza.Il tratto montano dei corsi d’acqua è breve e con pendenze molto
accentuate; dopo un rapido percorso intermedio, le fiumare sfociano nella pianura costiera
caratterizzata da letti molto ampi costituiti da sedimenti ghiaioso-ciottolosi depositati dalla
corrente idrica in occasione degli eventi alluvionali.
Infatti,a seguito della brusca diminuzione di pendenza, la corrente idrica perde gran
parte della sua energia cinetica e capacità di trasporto solido, depositando enormi
quantità di materiale solido.Intorno al 1890, trattando delle fiumare della costa ionica
reggina il geologo Cortese scriveva: “larghissime sono le fiumare che scorrono fra il
Pliocene, come quelle che sboccano nel golfo di Santa Eufemia e nel golfo di Gioiosa
sullo Ionio. Le fiumare di Gioiosa, di Siderno, il Bonamico col Careri e la Fiumara La
Verde arrivano verso lo sbocco ad avere degli alvei di più di un chilometro e mezzo di
larghezza. Questi alvei straordinariamente e rapidamente allargati in questi ultimi
trent’anni, cioè dacchè si è incominciato a disboscare con poca parsimonia,
specialmente per fare delle traverse per ferrovia”. Tale uso indiscriminato del
patrimonio boschivo che è proseguito sino al secondo dopoguerra accompagnato dalla
facilità con la quale vengono erose le rocce, causa la notevole capacità di erosione e di
trasporto di queste fiumare che spesso nel raggio di venti o trenta chilometri arrivano
al mare superando un dislivello superiore anche a 1500 metri.
Le fiumare, risultato attuale di secoli di inconsulto saccheggio dello splendido mantello
naturale che un tempo ricopriva i rilievi dell’Aspromonte, danno un colore particolare
al paesaggio, come scorticature bianche fatte sul verde della campagna o sul bruno
delle montagne.
I corsi d’acqua corrono e denudano i fianchi dei rilievi aprendo solchi spaventosi: piogge
particolarmente intense trascinano a valle ogni cosa, spazzano i detriti superficiali creati
dagli agenti atmosferici, portano via i terreni più friabili travolgendo tutto il materiale
raccolto e scaricandolo con enormi coni di deiezione nell’esigua fascia costiera.
L’accumulo dei detriti nelle brevi pianure diviene così considerevole che il letto che il letto
delle fiumara diviene più alto dei terreni circostanti, spesso intensamente utilizzati per
colture irrigue. Tali letti pensili accrescono, pertanto, la frequenza con la quale le piene
allagano ampie aree. E’ anche questo il motivo della presenza sino a qualche decennio fa,
di estese paludi malariche. Le fiumare, tuttavia, asciutte e aride d’estate rappresentano le
prime vie di penetrazione verso l’interno ma d’inverno, gonfie d’acqua, rendono ancora
oggi difficile l’accesso alle località più isolate.
(tratto dall’articolo FIUMARE D’ASPROMONTE di Alfonso Picone Chiodo, pubblicato
dalla rivista AMBIENTE n. 46/1999)
Motivazione dell’intervento
Il Progetto nasce dall’esigenza di parlare di ecologia e di problematiche ambientali,
partendo da situazioni concrete. Gli allievi si cimenteranno con problemi che saranno
sicuramente più vicini alla loro esperienza reale e pertanto, si spera, mobiliteranno il
loro interesse. Amministrando male le risorse idriche si potranno avere conseguenze
negative sugli equilibri degli ecosistemi acquatici. Diventa, quindi, di estrema
importanza sensibilizzare gli adolescenti al rispetto dell’ambiente.
Finalità generali
Migliorare la qualità dell’istruzione prevenendo l’insuccesso
Rimotivare all’autostima, alla responsabilità e all’impegno
Costituire un percorso formativo finalizzato alla valorizzazione degli ambiti territoriali
caratterizzati dalla presenza di valori naturali e culturali, attraverso la conoscenza di
processi di sviluppo compatibili con le specificità ambientali dell’area interessata.
Obiettivi formativi specifici e trasversali
Acquisire conoscenze del territorio oggetto di studio
Favorire atteggiamenti attivi ed esplorativi verso il conoscere
Fornire ai corsisti conoscenze sulle strategie operative per prevedere interventi volti
alla tutela delle risorse naturali ed ambientali
Comprendere e valorizzare le risorse idriche del territorio
Suscitare amore, interesse e rispetto della natura
Fornire conoscenze e metodologie di studio atte a prevenire il disagio scolastico
Articolazioni del Progetto
Il Progetto è articolato in tre fasi
1.
In una prima fase, la famiglie degli allievi verranno coinvolte al fine
dell’individuazione di eventuali motivi di disagio scolastico; si procederà, quindi,
alla messa a punto di un percorso formativo che favorisca il recupero dello
svantaggio
2.
Nella seconda fase, si procederà all’individuazione dei torrenti e fiumare e dei
fenomeni di degrado del territorio di studio
3.
Nella terza fase, verranno individuate le tecniche adatte alla salvaguardia e al
recupero delle risorse idriche al fine di prevenire i disastri ambientali
Contenuti e attività
Caratteristiche fisiche e geologiche del territorio oggetto di studio
Individuazione delle fiumare/torrenti oggetto di studio
Classificazione delle aree e motivi di degrado
Visite guidate lungo il corso delle fiumare/torrenti con prelievi di campioni dell’acqua e
della flora
Strategie di recupero delle aree limitrofe alle fiumare/torrenti al fine del mantenimento
e della salvaguardia dei paesaggi naturali
Analisi chimico-fisiche (conducibilità elettrica, durezza totale, pH, nitriti e ammoniaca) e
microbiologiche (stafilococchi e coliformi)
Una tipica fiumara calabrese
“La furia delle acque del versante più spoglio, lo Ionio, allarga i
letti dei torrenti di anno in anno, divorando ettari di colture
ricche, e questi fenomeni si registrano fino a quando le alluvioni
grandiose non compiono l’opera creando un cataclisma e
mutano addirittura la configurazione del terreno, spianano
monti, coprono valli, preparano il crollo dei paesi sulle pendici
dei monti”
Corrado Alvaro
Il Progetto
Il principale obiettivo è stato quello di
stimolare le nuove generazioni ai
problemi ecologici e di sviluppare la
sensibilità
per
la
conservazione
dell’ambiente.
Il
Progetto
ha
monitorato i torrenti del circondario di
Siderno,
per
rilevare
eventuale
inquinamento,
per
ricavare
informazioni
sulle
caratteristiche
fisiche, sulla tipologia del terreno, sulla
idrologia dei torrenti, inoltre, sono stati
effettuati dei campionamenti per un
controllo di tipo chimico-fisico e
microbiologico
Lungomare di Siderno
Monumento ai pescatori
Siderno è una cittadina con circa ventimila abitanti, situata
sulla costa jonica, equidistante circa 100 Km sia da Reggio
Calabria che da Catanzaro, è delimitata da due importanti
fiumare: il Torbido a nord ed il Novito a sud.
Il centro abitato è percorso da tre torrenti: Arena, Garino
e Lordo, che sono stati oggetto di studio, ovvero sono
state fatte delle schede di rilevazione e prelievo di
campioni per analizzarli.
Lungomare di Siderno
Monumento a San Francesco
TORRENTE ARENA
Scheda di rilevazione
data 24 ottobre 2002
Si tratta di fiume [ ] torrente [ X ] ruscello [ ] canale [ ]
Stazione di rilevamento: foce
Il fondo è sabbioso [ X ] ghiaioso [ ] fangoso [ ]
Il corso dell’acqua è stagnante [ X ] lento [ ] rapido [ ]
Emanazione di particolari odori: forte odore di fogna
L’acqua si presenta limpida [ ] poco torbida [ ] torbida [X ] con schiuma [ ]
Intorno al corso d’acqua ci sono edifici [X] ponte [X] specificare…………
Eventuale vegetazione vicino al corso d’acqua: alghe
Ci sono uccelli intorno al corso d’acqua? SI [ ] NO [X]
Nel tratto esaminato ci sono scarichi? SI [ ]
NO [X]
Vi sono rifiuti? SI [X] NO [ ]
Note: presenza di larve di insetti ed abbondanti vermi
TORRENTE ARENA
ANALISI CHIMICO-FISICHE E MICROBIOLOGICHE
data prelievo 24 ottobre 2002
Conducibilità elettrica 596 mS
Durezza totale 19,7 °F
pH 7,9
Saggio dell’ammoniaca +++
Saggio dei nitriti +
Saggio stafilococchi +
Saggio coliformi ++
TORRENTE ARENA
Osservazioni
I ragazzi hanno osservato il percorso del torrente Arena sulla
cartina topografica ed hanno constatato personalmente che,
nell’ultimo chilometro, il suo letto è scomparso ed al suo
posto è stata costruita una strada che giunge sino alla via
marina.
Durante l’alluvione del 2000, le acque del torrente cancellato
dalla cementificazione hanno ripreso a scorrere sul vecchio
percorso ormai completamente asfaltato.
Il Torrente ARENA dalla foce alla…scomparsa
…seguendo il letto del Torrente ARENA
TORRENTE GARINO
Scheda di rilevazione
data 14 novembre 2002
Si tratta di fiume [ ] torrente [ X ] ruscello [ ] canale [ ]
Stazione di rilevamento: foce
Il fondo è sabbioso [ X ] ghiaioso [ ] fangoso [ ]
Il corso dell’acqua è stagnante [ X ] lento [ ] rapido [ ]
Emanazione di particolari odori: ==
L’acqua si presenta limpida [ ] poco torbida [ ] torbida [X ] con schiuma [ ]
Intorno al corso d’acqua ci sono edifici [X] ponte [X] specificare…………
Eventuale vegetazione vicino al corso d’acqua: ==
Ci sono uccelli intorno al corso d’acqua? SI [X ] NO [ ]
Nel tratto esaminato ci sono scarichi? SI [ ]
Vi sono rifiuti? SI [X] NO [ ]
NO [X]
TORRENTE GARINO
Osservazioni
E’ stata effettuata solo una visita guidata presso la foce del Torrente
Garino che risulta completamente secco, in quanto i giorni
precedenti non sono stati piovosi e pertanto è stata compilata
solamente la scheda di rilevazione.
Da notare che il torrente è in parte coperto da una strada ed in parte
canalizzato.
Foce del Torrente GARINO
Torrente GARINO: tratto canalizzato
TORRENTE LORDO
Scheda di rilevazione
data 14 novembre 2002
Si tratta di fiume [ ] torrente [ X ] ruscello [ ] canale [ ]
Stazione di rilevamento: foce
Il fondo è sabbioso [ X ] ghiaioso [ ] fangoso [ ]
Il corso dell’acqua è stagnante [ ] lento [ ] rapido [ X ]
Emanazione di particolari odori: salmastro
Presenta cascate [ ] meandri [X] sorgenti [ ]
L’acqua si presenta limpida [ ] poco torbida [ ] torbida [X ] (poco limpida)
Intorno al corso d’acqua ci sono edifici [X] ponte [X] specificare…………
Eventuale vegetazione vicino al corso d’acqua: SI
Ci sono uccelli intorno al corso d’acqua? SI [X ] NO [ ]
Nel tratto esaminato ci sono scarichi? SI [ ]
Vi sono rifiuti? SI [X] NO [ ]
NO [X]
TORRENTE LORDO
ANALISI CHIMICO-FISICHE E MICROBIOLOGICHE
data prelievo 07 novembre 2002
Conducibilità elettrica 955 mS
Durezza totale 32,1 °F
pH 8,9
Saggio dell’ammoniaca +
Saggio dei nitriti +
Saggio stafilococchi +
Saggio coliformi +
TORRENTE LORDO
ANALISI CHIMICO-FISICHE E MICROBIOLOGICHE
data prelievo 12 novembre 2002
Conducibilità elettrica 815 mS
Durezza totale 29,0 °F
pH 8,2
Saggio dell’ammoniaca +
Saggio dei nitriti +
Saggio stafilococchi +
Saggio coliformi ++
TORRENTE LORDO
ANALISI CHIMICO-FISICHE E MICROBIOLOGICHE
data prelievo 14 novembre 2002
Conducibilità elettrica 804 mS
Durezza totale 26,9 °F
pH 7,8
Saggio dell’ammoniaca +
Saggio dei nitriti +
Saggio stafilococchi +
Saggio coliformi ++
TORRENTE LORDO
ANALISI CHIMICO-FISICHE E MICROBIOLOGICHE
data prelievo 25 novembre 2002
Conducibilità elettrica 796 mS
Durezza totale 27,0 °F
pH 8,3
Saggio dell’ammoniaca +++
Saggio dei nitriti +
Saggio stafilococchi +
Saggio coliformi ++
TORRENTE LORDO
Osservazioni
Sono state effettuate quattro uscite, durante le quali oltre a redigere la scheda di
rilevazione, sono stati presi dei campioni da analizzare e di alcuni parametri sono
state realizzati dei grafici. I ragazzi hanno osservato il percorso del torrente sia sulla
carta topografica, sia mediante ortofoto computerizzata, sia seguendo il percorso
dalla diga sino alla foce.
Dalle osservazioni si denota che il letto del torrente è occupato da varia e fitta
vegetazione in prevalenza canneti e l’ultimo tratto è stato canalizzato ma non
coperto.
Questo torrente a differenza delle fiumare Novito e Torbido si forma più in basso,
a meno di 100 m s.l.m. ed oltre ad avere una portata molto inferiore, ha un alveo
molto più ristretto.
TORRENTE LORDO: conducibilità elettrica
1000
950
900
m S 850
800
750
700
955
815
804
796
07-nov 12-nov 14-nov 25-nov
data prelievo
TORRENTE LORDO: durezza totale
°F
34
32
30
28
26
24
32,1
29
07-nov
12-nov
26,9
27
14-nov
25-nov
data prelievo
TORRENTE LORDO: pH
pH
9 8,9
8,5
8,2
8,3
8
7,8
7,5
7
07- 1214- 25nov nov
nov nov
data prelievo
Foce del Torrente LORDO
Il Torrente LORDO completamente ostruito dalla vegetazione
FIUMARA NOVITO
Scheda di rilevazione
data 02 dicembre 2002
Si tratta di fiume [ X ] torrente [ ] ruscello [ ] canale [ ]
Stazione di rilevamento: foce
Il fondo è sabbioso [ X ] ghiaioso [ ] fangoso [ X ]
Il corso dell’acqua è stagnante [ ] lento [ ] rapido [ X ]
Emanazione di particolari odori: nessun odore particolare
Presenta cascate [ ] meandri [X] sorgenti [ ]
L’acqua si presenta limpida [ ] poco torbida [ ] torbida [X ]
Intorno al corso d’acqua ci sono edifici [X] ponte [X] specificare…………
Eventuale vegetazione vicino al corso d’acqua: canneti
Ci sono uccelli intorno al corso d’acqua? SI [ ] NO [X ]
Nel tratto esaminato ci sono scarichi? SI [ ]
Vi sono rifiuti? SI [X] NO [ ]
NO [X]
FIUMARA NOVITO
Osservazioni
La Fiumara Novito nella sua parte più a monte scorre in gole abbastanza incise nelle
rocce metamorfiche. Nel suo corso verso valle, il letto della fiumara diventa via via
ampio sino a sfociare in mare poco a sud dell’abitato di Siderno.
Anche il Torrente Torbido compie un percorso molto simile e sfocia a sud
dell’abitato di Marina di Gioiosa Jonica.
Attività di laboratorio
Geologia dell’area Jonica-calabrese
Il massiccio dell’Aspromonte e la costa jonica calabrese appartengono dal punto di vista
geologico all’unità denominata Arco calabro-peloritano; esso costituisce l’anello di giunzione
tra il sistema appenninico a Nord e la catena siciliano-maghrebide a Sud. L’Arco è separato
dalla catena appenninico-maghrebide rispettivamente dalla linea di Sangineto a Nord e dalla
linea di Taormina a Sud.
Le rocce che affiorano nella Calabria sud-orientale formano una successione caratterizzata
da un basamento metamorfico e calcareo e da una potente sequenza sedimentaria di età
compresa tra l’Oligocene e il Quaternario.
Le rocce più antiche sono quelle che costituiscono il basamento di età paleozoica; si tratta per
lo più di rocce metamorfiche (filladi, scisti, gneiss) contenenti delle intrusioni di granodioriti.
Affioramenti di questo tipo si osservano, per esempio, nella strada tra Canolo Nuovo ed
Agnana. Le rocce metamorfiche sono coperte dai calcari mesozoici che formano i rilievi
rocciosi di Monte Mutolo e Monte Nafruso nei pressi del vecchio abitato di Canolo.
Sopra questo basamento si sviluppa la successione sedimentaria della Formazione di StiloCapo d’Orlando; essa affiora estesamente, quasi senza interruzioni lungo tutto l’Arco calabropeloritano, dalle Serre fino alla linea di Taormina.
La base di questa successione sedimentaria, affiorante soprattutto nell’entroterra di Siderno e
Locri, è costituita da depositi continentali (fluviali e palustri), di spiaggia e di mare poco profondo
(piattaforma continentale). Nei depositi continentali si rinvengono spesso livelli di carbone (lignite)
che nel passato sono stati intensamente sfruttati.
Direttamente sui sedimenti di piattaforma continentale, s’appoggiano sedimenti pelitici di mare
profondo (scarpata).
Al tetto della formazione di Stilo-Capo d’Orlando si rinvengono le Argille Varicolori, così dette per
le differenti colorazioni, dal rosso al verde-grigio assunto da questi sedimenti. All’interno di queste
si trovano inglobati blocchi di quarzareniti e calcari marnosi di dimensione compresa tra la decine
e le centinaia di metri.
La formazione delle Argille Varicolori è ricoperta da una sequenza sedimentaria costituita da
conglomerati, arenarie e peliti di età serravalliana-tortoriana (14-17 milioni di anni). Sono rocce di
composizione silicatica e di origine marina, i cui migliori affioramenti si osservano nell’area ad est
di Platì. Al di sopra di questa sequenza affiorano le evaporati messiniane. Esse si formarono
quando, in seguito alla chiusura dello stretto di Gibilterra, il Mar Mediterraneo si trovò privo di
apporti di acqua dall’Oceano Atlantico. L’intensa evaporazione causò la sovrasaturazione in molti
Sali che alla fine precipitarono dall’acqua formando rocce come i calcari e i gessi che oggi si
possono osservare soprattutto lungo il bacino del Torrente Torbido. I depositi successivi
testimoniano la riapertura dello stretto di Gibilterra e la ripresa della sedimentazione marina.
Si tratta, infatti, di depositi marnosi, ossia costituiti in percentuali variabili da sedimenti silicei e
carbonatici, contenenti moltissimi microfossili di ambiente marino.
Questa successione prende il nome di Trubi ed è riconoscibile per il colore chiaro e l’aspetto
bandato. I Trubi sono molto diffusi in tutta l’area jonica; affioramenti notevoli si osservano nei
pressi del centro abitato di Mirto. La formazione dei Trubi è ricoperta da una sequenza di
areanarie e peliti che mostrano spesso una stratificazione incrociata ben evidente.
I depositi più recenti, di età quaternaria, sono rappresentati da sabbie e ghiaie di ambiente
continentale o transizione. I centri abitati della fascia jonica sono edificati su conglomerati e
sabbie fluviali.
Queste immagini dovrebbero farci riflettere sull’importanza del territorio al fine di evitare
che in futuro si ripetano simili tragedie
Soverato: conseguenze dell’ alluvione 2000
Le foto sono state tratte da alcune testate nazionali del settembre 2000
GLOSSARIO
AMMONIACA: proviene dalla decomposizione di sostanze organiche azotate e denota
un inquinamento recentissimo o addirittura in atto. La CMA (Concentrazione Massima
Ammissibile) è 0,5 mg/l.
COLIFORMI: sono i germi indici di contaminazione nelle acque e negli alimenti. Hanno
forma bastoncellare e sono GRAM negativi. I componenti di questo gruppo sono
riconducibili alla famiglia delle Enterobacteriaceae.
CONDUCIBILITA’ ELETTRICA: è data dai sali disciolti nell’acqua. L’unità di misura è il
microsiemens (mS).
DUREZZA TOTALE: è data dal complesso dei sali di calcio e di magnesio disciolti
nell’acqua. Si esprime in °F (gradi francesi). 0,1 °F equivale a 1 mg/l di CaCO3.
FIUMARA: corso d’acqua caratteristico dell’Italia meridionale, con letto ampio e
ciottoloso, quasi sempre asciutto, ma in primavera soggetto a piene impetuose.
NITRITI: costituiscono un serio indizio di inquinamento, in quanto provengono
generalmente dall’ossidazione dell’ammoniaca oppure dalla riduzione per effetto di
processi biologici. La CMA (Concentrazione Massima Ammissibile) è 0,1 mg/l.
pH: rappresenta il logaritmo negativo della concentrazione degli ioni H3O+ in soluzione.
STAFILOCOCCHI: appartengono alla famiglia delle Micrococcaceae; sono sferici con
tendenza ad unirsi in masse irregolari; inoltre, sono GRAM positivi. Sono diffusi un po’
ovunque: aria, suolo, acqua, cute e mucose.
TORRENTE: corso d’acqua montano con forte pendenza e velocità, soggetto a magre e a
piene molto accentuate.
Il presente supporto multimediale è stato realizzato
dai Proff. Elisabetta Agostino, Adriana Giannini,
Stefania Reitano, Maria Luisa Tarantino e Sergio
TRIMBOLI
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Tutelare i torrenti e le fiumare per prevenire le