Quando si è tristi,
si ha la tristezza
nell’ anima,
si va da Gesù,
si prega un po'
e si riparte
dall'altare
illuminati,
confortati.
Quando l'anima
è in agitazione o nelle tenebre
o agitata da cose interiori,
da preoccupazioni interiori,
vada da Gesù.
Allora ripartirà da Gesù
illuminata, sì, perché
non si può mai parlare
con Gesù senza ricavare
qualche vantaggio.
Andare da Gesù.
Abituarsi a sempre
aprirsi con Gesù.
Con gli uomini, soltanto
nei momenti proprio
gravi, con gli uomini,
quando si tratta
di persone che cercano
il nostro vero bene,
cioè la santità, il
progresso spirituale.
Ma il rifugio più sicuro
è sempre Gesù,
sempre Gesù.
Sì, qui a Gesù,
non c'è nessun
cuore che capisca
più, del cuore
di Gesù quello che
ci turba, quello
che ci agita.
E quando poi sono le altre
passioni? Ugualmente da
Gesù. Quando è l'orgoglio
che travaglia lo spirito;
quando è l'invidia
che è entrata nell'anima;
quando, attaccamenti
terreni ci allontanano
da Dio; quando il corpo
stesso diviene nemico
dello spirito perché
la carne desidera cose
contrarie all'anima,
il rifugio è sempre
Gesù, il consolatore
è sempre Gesù, che
non solo illumina,
ma fortifica l'anima
perché vinca le false
illusioni e tutto
quello che
allontanerebbe
da Dio. È veramente
medicina il Nome
di Gesù.
Abituarsi, allora,
a ricorrere sempre a Gesù.
Se si vuol progredire, a
Gesù! Se si vuole evitare
il male, a Gesù! Se si vuole
consolazioni, a Gesù!
Se si vuole attendere
alla perfezione, a Gesù!
E se si ha in animo di
progredire nell'apostolato,
andare a Gesù,
sempre a Gesù.
Fede! In Gesù!
che è luce
e che è consolatore
e che è medicina
e che è nutrimento
dello spirito.
Sempre a Gesù.
Gesù con noi,
sempre con noi.
Gesù è con noi
e noi con Gesù.
Intimità.
Alle Pie Discepole
del Divin Maestro
1959, pp. 22-21
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