Orientamento al cliente Orientamento al cliente La relazione di servizio 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente “L’uomo saggio è colui che pensa tutto quello che dice, ma non dice tutto quello che pensa.” (E. Lessing) 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Obiettivi delle due giornate Potenziare le nostre abilità di relazione nella gestione dei cliente (ma non solo…) Aumentare l’affidabilità del nostro comportamento per: – Massimizzare le possibilità di successo relazionale – Minimizzare i rischi di insuccesso Aumentare la capacità di governo del nostro comportamento e del comportamento altrui Riconoscere quali situazioni mettono a rischio il nostro comportamento Quali strategie comportamentali adottiamo per persuadere, far proseguire rapporti, esercitare influenza, convincere, aggregare consenso, determinare comportamenti altrui. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Il nostro percorso 1. L’obiettivo della relazione 2. L’oggetto o contenuto della relazione 3. La natura della relazione 4. L’esito della relazione 5. Cosa genera comportamenti inefficaci 6. Cosa facciamo quando siamo efficaci (nel gestire la relazione) 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Cosa genera valore per l’impresa Valore dei clienti Ampiezza e qualità delle relazioni Valore dell’impresa Soddisfazione dei clienti Risorse, competenze capacità Valore per i clienti 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Cosa genera soddisfazione per il cliente 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Il valore DELLO scambio Il primo tipo di scambio è uno scambio di tipo “contrattuale” Quello che rende tale scambio soddisfacente per la persona è il confronto positivo tra la soddisfazione ricavata dallo scambio e le aspettative che lo precedevano (associati alla percezione di un costo elevato nell’interrompere lo scambio - cioè un alto costo di transizione). La soddisfazione è quindi una conseguenza dell’esito dello scambio o in altre parole dell’equità dello scambio (o equità puntuale, cioè riferita all’esito di ciascun singolo scambio). 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Il valore NELLO scambio In questo secondo scambio, quello che lo rende soddisfacente è il confronto positivo tra il valore che il cliente ritiene di aver generato per l’impresa nel tempo e il valore che ritiene di aver ricevuto dall’impresa nel corso della relazione. La soddisfazione è pertanto una conseguenza del grado di reciprocità nello scambio o, con altre parole, di equità nello scambio ( o equità seriale). 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Cosa genera fiducia 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Ma le due prospettive si integrano … … Quando infatti i processi di scambio diventano affidabili, iniziano cioè a generare stabilmente esiti positivi per entrambi gli interlocutori, questo aumenta la possibilità che essi vedano le finalità della propria relazione come convergenti (e che pertanto esistono sempre maggiori possibilità che nel lungo periodo il valore generato ed il valore restituito saranno in pareggio). Tra cliente e impresa si accumula un capitale relazionale, uno stock di fiducia che essi spenderanno tutte quelle volte in cui l’esito dello scambio sarà incerto e con esso la possibilità di rendere tangibili i benefici dello scambio stesso. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Quindi la fiducia … … si viene quindi a configurare come una forma di relazione tra azienda e cliente, volta ad acquisire in futuro maggiori possibilità di interazione per entrambi. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Come si genera FIDUCIA nella relazione - Decisione se procedere Valutazione del servizio Erogazione del servizio Costi di transazione Negoziazione della soluzione Definizione del bisogno + - 2008 Massimo Lanzanò Committment + Orientamento al cliente Come si genera FIDUCIA nella relazione Fase della relazione Cosa avviene Obiettivo della relazione Definizione del bisogno Trasferimento di notizie, dati Spiegare convincere, informare, tecnici, informazioni logicamente ottenere comportamenti concatenate, il più possibile consapevoli precise e univoche. Negoziazione della soluzione Impegno contrattuale a fare qualcosa. Espressione precisa dell’impegno. Creare interdipendenza, garantire la continuità dei rapporti. Erogazione della prestazione Espressione di disponibilità e di sentimenti positivi, cura. Influenzare in modo positivo, attivare percezioni favorevoli. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Come si genera FIDUCIA nella relazione Fase della relazione Cosa avviene Obiettivo della relazione Valutazione del servizio Aggregare consenso Indurre comportamenti concordati o inibire quelli sgraditi Mantenimento/ Espressione di richieste dirette o indirette, paragoni Prevalere, determinare comportamenti voluti, decidere Prosecuzione 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Il nostro percorso 1. L’obiettivo della relazione 2. L’oggetto o contenuto della relazione 3. La natura della relazione 4. L’esito della relazione 5. Cosa genera comportamenti inefficaci 6. Cosa facciamo quando siamo efficaci (nel gestire la relazione) 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Il processo di gestione della relazione cliente-fonitore Cliente 2008 Massimo Lanzanò Fornitore Orientamento al cliente Il processo di gestione della relazione cliente-fonitore Qualità prevista Qualità progettata Cliente Fornitore (Qualità paragonata) (Qualità promessa) Qualità percepita 2008 Massimo Lanzanò Qualità prestata Orientamento al cliente Le 5 qualità nei servizi Qualità PARAGONATA Concorrenza Come mi posiziono Qualità Qualità PREVISTA PERCEPITA Cosa desidera il cliente Cosa ritiene di aver ricevuto Cliente Azienda Qualità Qualità PROGETTATA PRESTATA Cosa posso effettivamente dare 2008 Massimo Lanzanò Cosa ho realmente dato Orientamento al cliente Cosa vincola la qualità nei servizi Standardizzabilità limitata Contestualità Produzione/consumo Affidabilità risorse umane Disservizio Eterogeneità criteri di valutazione 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Standardizzabilità limitata + Standardizzabilità Misurabilità 2008 Massimo Lanzanò + Orientamento al cliente Standardizzabilità limitata + •Comportamenti •Ritardo •Puntualità •Tempo di attesa •N° di soluzioni al primo tentativo Standardizzabilità •Capacità (gestire le relazioni) • Conoscenze Misurabilità 2008 Massimo Lanzanò + Orientamento al cliente Contestualità erogazione/consumo Prodotto Costruiti in un luogo Immagazzinati in un altro Consumati in un altro ancora Servizio Prodotti e consumati nello stesso luogo Una volta erogato il servizio “non si può tornare indietro”: Il controllo qualità è a monte (evitare ri-lavorazioni) La qualità è scaricata a a valle al cliente: il cliente valuta la qualità “insieme” al produttore Il cliente valuta il risultato (non vede il processo) Il cliente valuta il processo, che è trasparente Ha un tempo di vita E’ disponibile indipendentemente dalla fruizione del cliente 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Affidabilità delle risorse umane Mentre nel modo “manufatturiero” è possibile stabilire il tasso di affidabilità del prodotto in base alla sua qualità, nei servizi o si raggiunge il 100% o non si ha qualità. Ma ha differenza dei prodotti, l’affidabilità del personale di “contatto” non è un output garantito. Oltre tutto, ed è un paradosso, la qualità percepita dal cliente (e l’immagine dell’azienda) è il risultato della interazione con personale a cui si chiedono prestazioni al 100% pur (spesso) non ricoprendo elevate posizioni gerarchiche 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Disservizio Considerando tutti i fattori elencati una prestazione al di sotto delle attese dei clienti o degli standard promessi è sempre possibile. Il disservizio equivale (nell’ottica “prodotto”) ad una rottura di stock: ma siccome non c’è magazzino, è più difficile rimediare. Infatti non conta rimediare (anche il treno più in ritardo, prima o poi arriva): la percezione della cattiva qualità rimane. Conta la percezione della dedizione a risolvere il problema, la sensazione della eccezionalità dell’evento accaduto. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Eterogeneità dei criteri di valutazione del risultato Nella qualità, lo standard (cioè la costanza nel tempo della prestazione) è fondamentale. Nei servizi, in parte per via del fattore umano, in parte per via della soggettività del cliente, NON SEMPRE IL RISULTATO FINALE E’ COMPLETAMENTE DEFINITO. Spesso infatti il cliente valuta non il risultato del servizio, ma i servizi periferici – non come ho imbiancato le mura ma quanto sporco ho lasciato… Oppure non ha tutte le competenze per valutare il servizio principale e valuta quelli accessori – Non la riparazione della macchina, ma la gentilezza, la puntualità – Nei servizi consulenziali, questo può essere la norma 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Gestione della relazione e caratteristiche dei servizi Fase della relazione Obiettivo della relazione Caratteristiche del servizio Definizione del bisogno spiegare convincere, informare, ottenere comportamenti consapevoli Standardizzabilità limitata Negoziazione della soluzione creare interdipendenza, garantire la continuità dei rapporti. Contestualità Produzione/consumo Erogazione della prestazione Influenzare in modo positivo, attivare comportamenti favorevoli. Affidabilità risorse umane Valutazione del servizio Indurre comportamenti concordati o inibire quelli sgraditi Disservizio Mantenimento/ Prosecuzione “Prevalere”, determinare comportamenti voluti, Eterogeneità criteri di valutazione 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Il nostro percorso 1. L’obiettivo della relazione 2. L’oggetto o contenuto della relazione 3. La natura della relazione 4. L’esito della relazione 5. Cosa genera comportamenti inefficaci 6. Cosa facciamo quando siamo efficaci (nel gestire la relazione) 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Come assicurare una prestazione manageriale? Obiettivo della relazione Funzioni manageriali Caratteristiche del servizio spiegare convincere, informare, ottenere comportamenti consapevoli Gestire Standardizzabilità limitata creare interdipendenza, garantire la continuità dei rapporti. Pianificare Contestualità Produzione/consumo Influenzare in modo positivo, attivare comportamenti favorevoli. Motivare Affidabilità risorse umane Indurre comportamenti concordati o inibire quelli sgraditi Controllare Disservizio “Prevalere”, determinare comportamenti voluti, Valutare Eterogeneità criteri di valutazione 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente L’esito della relazione: dentro la prestazione La performance in tutti gli ambiti della vita è il risultato di un prodotto i cui fattori sono: Motivazione, Competenza, Contesto Esterno P = M x C x C.E 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Dentro la prestazione di successo Intenzione Motivazione 2008 Massimo Lanzanò Azione X Competenza Risultato = Performance Orientamento al cliente MxC La MOTIVAZIONE dipende dagli obiettivi della persona. Essi variano per: intensità (importanza del compito) contenuto (difficoltà del compito) Le COMPETENZE sono le risorse della persona ritiene di avere: Conoscenze: sapere Capacità: saper fare Parte della prestazione dipende dal bilanciamento obiettivi-risorse - Se i compiti sono sufficientemente sfidanti ma la difficoltà è gestibile, la persona si sente motivata. - Se le difficoltà prevalgono, il comportamento è minato dalla paura di non farcela. - Se le risorse prevalgono sulle difficoltà, sarà la noia a frenare il potenziale della persona. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente MxC Una prestazione insoddisfacente può dunque essere causata da: Mancanza di know-how Mancanza di mezzi Obiettivi non chiari, possibili o “leciti” Sono cause “oggettive” che non ci permettono di fare cose che effettivamente non sappiamo/vogliamo fare. Come tali sono rimediabili, attraverso formazione, addestramento o una migliore comunicazione 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Contesto esterno I fattori esterni sono le ASPETTATIVE che gli altri nutrono rispetto alla nostra prestazione (ad esempio gli standard attesi, il livello di risultato ecc..). Le aspettative determinano il valore positivo (o negativo) del risultato della nostra prestazione Aspettative incoerenti, instabili o potenzialmente contraddittorie rendono le situazioni relazionali difficili da gestire. Non facciamo o facciamo male cose che normalmente sappiamo fare 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Aspettative instabili, incoerenti o contraddittorie… Diminuiscono la compatibilità tra noi e l’ ambiente circostante Le domande/pressioni dell’ambiente eccedono le nostre capacità e le nostre risorse personali Ci impongono una deviazione dal nostro modo normale di agire e funzionare Veniamo confrontati con una varietà di sollecitazioni, limitazioni ed “minacce” in clima di elevata incertezza All’importanza della posta in gioco fa riscontro una più o meno elevata incertezza circa il suo raggiungimento Il nostro benessere, la nostra incolumità o autostima sono in qualche modo minacciate 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Il nostro percorso 1. L’obiettivo della relazione 2. L’oggetto o contenuto della relazione 3. La natura della relazione 4. L’esito della relazione 5. Cosa genera comportamenti inefficaci 6. Cosa facciamo quando siamo efficaci (nel gestire la relazione) 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Come possiamo massimizzare le possibilità di successo relazionale? Le condizioni di massima affidabilità del nostro comportamento sono molto difficili nella gestione della relazione con il cliente. Perchè le attese del cliente sono costantemente soggette a revisione e possono diventare confuse e a tratti contraddittorie o troppo elevata Quando le aspettative dell’ambiente non sono stabili, la nostra capacità di rispondere efficacemente a queste aspettative si riduce notevolmente. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente I fattori che inibiscono i comportamenti efficaci In determinate circostanze sociali, quale appunto la gestione della relazione con un cliente, è normale provare uno stato di disagio emotivo che ci impedisce di esprimere in modo appropriato i nostri sentimenti, punti di vista ed opinioni. In termini tecnici, queste sensazioni ricadono sotto la definizione unica di ANSIA SOCIALE, per sottolineare il fatto che si tratta di stati non connessi all'individuo in quanto tale, ma soltanto al soggetto coinvolto in situazioni relazionali (SOCIALI appunto) che appaiono particolarmente difficili, ostili, pericolose. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Il fenomeno dell’ansia sociale L’ansia costituisce un meccanismo inibitorio rispetto alla nostra capacità di cogliere realisticamente i problemi, alla fiducia che noi abbiamo in noi stessi ed alla definizione dei comportamenti più adeguati alla situazione che stiamo vivendo. E tale meccanismo di inibizione non solo precede ma ACCOMPAGNA con conseguenze negative lo svolgimento della nostra performance. LIVELLO LIVELLO PRESTAZIONALE PRESTAZIONALE 0 ATTIVAZIONE (TENSIONE) 2008 Massimo Lanzanò 0 ANSIA Orientamento al cliente Cause della scarsa stima di sé Mancanza di fiducia in sé. Dipendenza dagli altri. Tendenza a conformarsi alle azioni altrui, anziché pensare ed agire di testa propria. Incapacità di riconoscere in se stessi la forza ed il diritto di fare quello che si ritiene più giusto, e quindi lasciar decidere agli altri, chiedendo loro il permesso e l’approvazione per quel che dobbiamo fare. Adesione a preconcetti, valori e pregiudizi che fanno sentire riprovevoli o colpevoli. Incapacità di sviluppare le proprie qualità e doti al fine di sfruttare al meglio le proprie potenzialità. Rinuncia ad avvalersi del diritto e della libertà di manifestare pienamente se stessi, anche a costo di commettere errori o sciocchezze. Sopravvalutazione del fare rispetto all’essere: incapacità di distinguere fra quel che si è e quel che si è fatto. Propensione ad accusarsi, a sentirsi colpevole. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Caratteristiche dei comportamenti inefficaci PRESTAZIONE INADEGUATA SFIDUCIA IN SE’ AUMENTO ESPONENZIALE DEL LIVELLO DI ANSIA INCREMENTO DEI TRATTI NON-EFFICACI DEL COMPORTAMENTO PRESTAZIONE SUCCESSIVA MENO EFFICACE 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente I possibili comportamenti UNA PAROLA SFUGGITA UNA PAROLA TRATTENUTA NON POSSO DIRE NON VOGLIO DIRE NON RIESCO A DIRE NON POSSO NON DIRE NON RIESCO A NON DIRE DICO COSE CHE NON VORREI DIRE UNA PAROLA VOLUTA POSSO DIRE POSSO NON DIRE DICO PERCHE’ HO SCELTO DI DIRE Dunque 2008 Massimo Lanzanò Non una parola Immediata – SFUGGITA Non una parola controllata - TRATTENUTA Ma una parola consapevole - VOLUTA Orientamento al cliente Una parola trattenuta, ovvero il comportamento passivo Il comportamento passivo consiste nell'incapacità più o meno pronunciata di esprimere i propri sentimenti, ed in modo particolare i sentimenti negativi e di dissenso (fare critiche, dire di no, ecc..) Il fatto appare ulteriormente aggravato dalla presenza parallela di un altro tipo di incapacità o inadeguatezza relazionale, che impedisce l'espressione dei sentimenti positivi (ad es. fare un complimento a qualcuno). Un comportamento passivo denota una percezione fuori controllo, non dominabile. 2008 Massimo Lanzanò della situazione Orientamento al cliente Il comportamento passivo si autopunisce si sottovaluta subisce si sente in difetto si difende con scuse e bugie si giustifica accetta opinioni e valutazioni altrui si prodiga considera i desideri altrui come propri doveri si fa carico dei problemi altrui reprime i propri sentimenti indulge rinuncia si censura si lamenta 2008 Massimo Lanzanò rimanda i problemi invece di risolverli Orientamento al cliente Una parola sfuggita ovvero il comportamento aggressivo Il comportamento aggressivo consiste in un approccio interpersonale apertamente non cooperativo e non contributivo, sovente percepito come offensivo e lesivo della dignità personale dell'interlocutore sia pure in misura e modi differenti per ogni soggetto. Il comportamento aggressivo è O una reazione mirata verso un obiettivo illecito o una reazione illecita ad un obiettivo legittimo, ma senza gestire le conseguenze per gli altri. In questo caso gli altri sono percepiti come una minaccia, non altrimenti controllabile. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Il comportamento aggressivo reagisce contro gli altri si sopravvaluta pretende senza diritto pensa di non essere mai in difetto generalizza colpevolizza giudica esprime rigidità, intransigenza valuta abbandona l’interlocutore ai suoi problemi interpreta considera i propri desideri come diritti manipola denega i pregi altrui inquisisce replica protesta 2008 Massimo Lanzanò sottovaluta i problemi altrui Orientamento al cliente Le situazioni sociali generatrici di ansia Le situazioni difficili che generano ansia sono cinque, e precisamente quando: Dobbiamo esprimere o temiamo di essere sottoposti a CRITICA; temiamo che rapporti interpersonali importanti si interrompano e temiamo quindi la PERDITA di qualcuno; siamo infastiditi dalla richiesta di una INTIMITA' emotiva che travalica il puro rapporto professionale; ci troviamo o temiamo di essere al centro dell'ATTENZIONE; dobbiamo dire di no o dobbiamo gestire persone che non sanno decidere, siamo cioè in una situazione di CONFRONTO 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Critica Situazione sociale in cui l’ansia e’ generata dal timore della CRITICA cioè ricevere soggetti: da altri semplici obiezioni rilevazioni di errori, contestazioni, valutazioni negative, disapprovazione manifestazioni di disinteresse, di incomprensioni, di esclusione espressioni ironiche, ridicolizzanti, critiche distruttive. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Perdita Situazione sociale in cui l’ansia e’ generata dal timore della PERDITA ossia non riuscire ad instaurare un rapporto desiderato, oppure subire l’interruzione di rapporti esistenti. la situazione si riferisce a rapporti: di tipo affettivo (genitori, figli, amici, partner affettivo) di tipo professionale (clienti, capi, collaboratori, colleghi) di tipo sociale (interlocutori occasionali) 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Intimità Situazione sociale in cui l’ansia e’ generata dal timore della ricevere o esprimere manifestazioni di: INTIMITA’ E CALORE INTERPERSONALE emozioni e sentimenti (stima, comprensione, affetto, simpatia, dispiacere) disponibilita’, flessibilita’, cortesia complimenti, elogi, regali problemi personali preferenze, desideri il calore interpersonale e’ connesso, prioritariamente, agli aspetti non verbali della comunicazione. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Attenzione Situazione sociale in cui l’ansia e’ generata dal timore di essere al centro della ATTENZIONE trovarsi o mettersi nel ruolo di attore principale, manifestando o ricevendo l’espressione di: affermazioni, idee, opinioni, constatazioni, dichiarazioni definizioni, precisazioni conoscenze capacita’, azioni conferimento-assunzione di responsabilità riconoscimenti, approvazioni, valutazioni positive La situazione di attenzione e’ caratterizzata dalla reciprocità: •il soggetto che si esprime-agisce e’ al centro dell’attenzione, •il soggetto che ascolta-osserva fornisce attenzione. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Confronto Situazione sociale in cui l’ansia e’ generata dal timore del CONFRONTO trovarsi o mettersi al confronto con altri soggetti ricevendo o esprimendo manifestazioni di contrapposizione: azioni/attivita’ indesiderate) decisioni, scelte tra soluzioni alternative diagnosi di situazioni richieste di cambiamento comportamentale irritazioni, ingiurie disapprovazioni, contestazioni 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Il comportamento assertivo Si esprime nella capacità di usare in ogni contesto relazionale quegli strumenti, quelle modalità di comunicazione e nello stesso tempo, di attivare quelle azioni specifiche che rendono probabili retroazioni positive dall’ambiente, tali da diminuire o annullare le probabilità di conseguenze frustranti e umilianti per la propria personalità e dignità. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Fase della relazione Obiettivo della relazione Situazioni ansiogene Definizione del bisogno spiegare convincere, informare, ottenere comportamenti consapevoli Critica Negoziazione della soluzione creare interdipendenza, garantire la continuità dei rapporti. Perdita Erogazione della prestazione Influenzare in modo positivo, attivare percezioni favorevoli. Intimità Valutazione del servizio Indurre comportamenti favorevoli o inibire comportamenti sgraditi Attenzione Mantenimento/Pr osecuzione “Prevalere”, determinare comportamenti voluti, Confronto 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Caratteristiche dei comportamenti assertivi PRESTAZIONE ADEGUATA RASSICURAZIONE E FIDUCIA IN SE’ ABBATTIMENTO DEL LIVELLO DI ANSIA SOCIALE POTENZIAMENTO DEI TRATTI ASSERTIVI DEL COMPORTAMENTO PRESTAZIONE SUCCESSIVA PIU’ EFFICACE 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Il nostro percorso 1. L’obiettivo della relazione 2. L’oggetto o contenuto della relazione 3. La natura della relazione 4. L’esito della relazione 5. Cosa genera comportamenti inefficaci 6. Cosa facciamo quando siamo efficaci (nel gestire la relazione) 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Le cinque strategie comportamentali Esistono, per ciascuna situazione sociale generatrice d’ansia, comportamenti tali da garantirci il massimo successo ottenibile realisticamente in quella specifica situazione, per quanto difficile essa possa essere. Comportamento di argomentazione Comportamento di sostegno Comportamento di seduzione Comportamento di riformulazione Comportamento di comando 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Argomentazione Consiste nel fornire al nostro interlocutore spiegazioni, dati oggettivi e ragioni logiche sulle cause che hanno determinato il verificarsi di una certa situazione. Questo tipo di comportamento si rivela efficace di fronte a clienti che esprimono critiche rispetto al nostro operato o a quello dell’azienda. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Situazione sociale corrispondente: critica Questo tipo di comportamento si rivela particolarmente efficace a fronte di interlocutori verso i quali esprimere CRITICHE ed OBIEZIONI rispetto al loro operato. TEMI CARATTERIZZANTI LA SITUAZIONE: timore della disapprovazione immeritata: esclusione incomprensione-colpevolizzazione svalutazione 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Sostegno Consiste nel garantire al nostro interlocutore assistenza e disponibilità, da parte nostra, non solo per il presente ma anche per il futuro. E' un comportamento che tende a creare rapporti di fiducia e di dipendenza nei nostri confronti, spingendo il cliente a desiderare di utilizzare ancora i servizi offerti dall’azienda grazie alla qualità del nostro comportamento di relazione con lui. In definitiva, il comportamento di sostegno è quello che definiremmo "un'anticipazione positiva del futuro", una sorta di garanzia non scritta ma consolidata sul piano della QUALITA' DEL NOSTRO COMPORTAMENTO DI RELAZIONE CON IL CLIENTE. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Situazione sociale corrispondente: perdita Questo comportamento si rivela efficace nel caso di clienti disorientati dalla complessità di alcune procedure e che dimostrano la necessità di un’assistenza particolarmente accurata. TEMI CARATTERIZZANTI LA SITUAZIONE: Timore del futuro incerto: interruzione dei rapporti rifiuto abbandono 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Seduzione Consiste nella dimostrazione di una disponibilità personale e di un interessamento rispetto ai problemi altrui che superi il piano del semplice rapporto professionale. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Situazione sociale corrispondente: intimità Il comportamento di seduzione si rivela particolarmente efficace nel caso di clienti caratterizzati da uno spiccato livello di emotività, che non vogliono da noi la pura erogazione di un servizio, ma anche la disponibilità ad affrontare i loro problemi in un'ottica di INTIMITA' emotiva ed affettiva. TEMI CARATTERIZZANTI LA SITUAZIONE: timore di interazione nella sfera privata, delle manifestazioni di: emozioni e sentimenti preferenze e desideri problemi personali critiche giuste 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Riformulazione Consiste nell'utilizzare a favore dei nostri ragionamenti, affermazioni, opinioni, tesi o valori dell'interlocutore. Nella sua forma base si tratta di ripetizione di parole o frasi pronunciate dall'altro, che abbiano una qualche coerenza con ciò che noi vogliamo ottenere e sostenere. In altre parole, si tratta di riformulare all’interlocutore la nostra adesione ad alcune sue posizioni utilizzando comportamenti, osservazioni, considerazioni, valori, da lui precedentemente espressi Questo comportamento si rivela efficace con clienti in difficoltà che concentrano tutta la loro attenzione su di noi, attribuendoci responsabilità che non ci competono 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Situazione sociale corrispondente: attenzione Il comportamento di riformulazione si rivela particolarmente efficace nel rapporto con clienti in difficoltà che concentrano tutta la propria ATTENZIONE su di noi, ponendoci al centro del problema ed attribuendoci responsabilità e/o poteri che non ci competono. TEMI CARATTERIZZANTI LA SITUAZIONE: timore di agire in pubblico e di non ottenere: riconoscimento accettazione apprezzamento 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Comando/proposta Consiste nell'espressione esplicita, franca e diretta di ciò che noi vogliamo che gli altri facciano in una determinata situazione. Lo manifestiamo nella sua forma più efficace con frasi brevi, verbi all'imperativo e con l'uso di un linguaggio semplice e non ambiguo. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Comando/Proposta Nella sua forma meno cogente, significa proporre all’interlocutore soluzioni relative al problema, guidandolo nella scelta per superare le resistenze e vincere le relative esitazioni. E' sulla base di questo intervento di tipo razionale che noi chiederemo alla persona che abbiamo di fronte di comportarsi e decidere in un modo piuttosto che in un altro 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Situazione sociale corrispondente: confronto Questo comportamento si rivela efficace con clienti indecisi, incapaci di fare scelte e sospesi tra più alternative, rallentati nella decisione dai continui CONFRONTI tra scelte diverse oppure portati a ad esprimersi negativamente nei nostri riguardi, facendo continuamente confronti tra la qualità del nostro servizio e quella offerta dalla concorrenza. TEMI CARATTERIZZANTI LA SITUAZIONE: Timore delle divergenze Competizioni Contrasti Contrapposizioni 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Per finire, una visione d’insieme Fase della relazione Situazioni ansiogene Strategie comportamentali Definizione del bisogno Critica Argomentazione Negoziazione della soluzione Perdita Sostegno Erogazione della prestazione Intimità Seduzione Valutazione del servizio Attenzione Riformulazione Mantenimento/ Prosecuzione Confronto Comando/Proposta 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Orientamento al cliente L’ascolto del cliente 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Percepire l’altro I fattori che influenzano l’interpretazione personale di una situazione. il modo con cui l’individuo percepisce una situazione e’ deformato dai suoi valori: le sue attese, le sue convinzioni, pregiudizi, simpatie, antipatie, ideali ed obiettivi. Questi fattori possono impedirgli di considerare la situazione reale e di capire perché gli altri agiscono in un determinato modo 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente La percezione dell’altro 1: barriere Barriera 2 Barriera 3 Barriera 4 Barriera 5 ATTRIBUISC E ALLE PAROLE SIGNIFICATI DIVERSI DA QUELLI INTESI DA COLUI CHE PARLA E’ CONFUSO, DISTRATTO, PREOCCUPAtO , IMPAZIENTE, SULLA DIFENSIVA, SOSPETTOSO OSTILE, TIMOROSO E’ OCCUPATO A PREPARAR E LA SUA RISPOSTA ….. VUOLE PARLARE VAGLIA LE IDEE CHE CONTRASTAN O CON LE SUE CONVINZION I SENTE CIO’ CHE SI ASPETTA DI SENTIRE TERMINI ADATTI PER CHI RICEVE SENSIBILITA’ NEI CONFRONTI DEGLI ATTEGGIAME NTI RICETTIVI TA’ NEI CONFRONT I DELLE DOMANDE Barriera 1 2008 Massimo Lanzanò ATTEGGIAME NTO VIGILE NEI CONFRONTI DELLA RISPOSTA DELL’ALTRO REPLICA E RAFFORZAME NTO Orientamento al cliente La percezione dell’altro: fonti delle barriere S I T U A Z I O N E R E A L E IDEALI ESPERIENZE COMPORT AMENTI CHE SECONDO VOI LE PERSONE DOVREBBE RO AVERE, E COME DOVREBBE RO “ANDARE LE COSE” COMPORT AMENTI CHE VI ASPETTATE DAGLI INDIVIDUI E DAI GRUPPI, CIO’ CHE VI ASPETTATE DAGLI ALTRI IN QUESTA SITUAZION E 2008 Massimo Lanzanò PERCEZIO NE DI SE’ CONVINZIO NI SUL TIPO DI PERSONA, CHE SI E’ O CHE SI VORREBBE ESSERE COMPITI CIO’ CHE VOI PENSATE CHE GLI ALTRI SI ASPETTINO DA VOI IN QUESTA SITUAZION E OBIETTIVI CIO’ CHE VI SFORZATE DI OTTENERE IN QUESTA SITUAZIONE SENTIMENTI CONVINZIO NI, PREGIUDIZI , SIMPATIE, ANTIPATIEI N RAPPORTO AGLI INDIVIDUI ED AI GRUPPI S I T U A Z I O N E P E R C E P I T A Orientamento al cliente Capire l’ascolto: I nostri atteggiamenti rispetto all’altro CIO' CHE OGNI ATTEGGIAMENTO METTE A DISPOSIZIONE DELL'ALTRO: ORDINE - CONSIGLIO – SUGGERIMENTO ELEMENTI PRECISI PER AGIRE, CONSIGLI E SUGGERIMENTI PER DECIDERE E FARE AIUTO MEZZI CONCRETI, MATERIALI O MORALI PER RISOLVERE IL PROBLEMA E RIDURRE LA TENSIONE DA ESSO PROVOCATA GIUDIZIO INTERPRETAZIONE INDAGINE SISTEMA DI VALORI (COME RIFERIMENTO) UNA SERIE DI SPIEGAZIONI CAUSALI, UNA DIAGNOSI DOMANDE PER ANDARE OLTRE COMPRENSIONE LA PROPRIA PERSONA COME SPECCHIO AFFINCHE' L'INTERLOCUTORE POSSA VEDERSI E CAPIRSI MEGLIO, ESAMINARE IL PROBLEMA NELLA SUA COMPLESSITA' E DECIDERE DA SO 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente L’atteggiamento di comando ASSICURA LA TRASMISSIONE DELLE INFORMAZIONI DECISIONI PRESE AI DIVERSI LIVELLI DI RESPONSABILITA'. E L'ESECUZIONE DELLE PUO' COSTITUIRE UN ABUSO DI POTERE QUANDO UNA PERSONA DECIDE PER UN'ALTRA PERSONA, SE IL POTERE DI DECISIONE APPARTIENE A QUEST'ULTIMA. LASCIA SUPPORRE CHE L'ALTRO NON SIA IN GRADO DI SCEGLIERE, PER SE', I COMPORTAMENTI O LA SOLUZIONE PIU' ADEGUATA ALLE SITUAZIONI IN CUI SI TROVA. PUO' ESSERE CAUSA DELLA "DIPENDENZA" CHE PREGIUDICA LO SPIRITO DI INIZIATIVA E LA RESPONSABILITA' DELL'ALTRO 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente L’atteggiamento di giudizio LEGGITTIMO NEL MOMENTO DI UNA VALUTAZIONE MA E’ DELETERIO NEI COLLOQUI DI STUDIO DEI PROBLEMI O NELLE RIUNIONI DI LAVORO. COLPEVOLIZZANTE, PORTA L'INTERLOCUTORE A SEGUIRE UNA LINEA DIFENSIVA - SI RIDUCE IL CAMPO DI ANALISI DEL PROBLEMA. INDUCE A PENSARE CHE QUELLA DEL SOGGETTO SIA L'UNICA VALUTAZIONE ATTENDIBILE E CHE IL "SUO" SISTEMA DI VALUTAZIONE DEBBA SEMPRE IMPORSI SUGLI ALTRI. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente L’atteggiamento di sostegno v PUO' ESSERE NECESSARIO SDRAMMATIZZARE UNA SITUAZIONE, AIUTARE UN INTERLOCUTORE CHE INGIGANTISCE UN PROBLEMA, ED E' QUINDI INCAPACE DI VALUTARLO OBIETTIVAMENTE. AIUTARLO A PRENDERE LA GIUSTA DISTANZA PUO' PORTARLO A GUARDARE IL PROBLEMA IN MODO DIVERSO ED A TROVARE DA SOLO UNA SOLUZIONE. v SE QUESTO ATTEGGIAMENTO DIVIENE SISTEMATICO IMPLICA CHE IL SENTIMENTO DELL’ALTRO NON E' GIUSTIFICATO, CHE IL PROBLEMA NON ESISTE, CHE NON E' GRAVE COME L'INTERLOCUTORE SOSTIENE. (GLI DICO QUALI DEVONO ESSERE I SUOI SENTIMENTI, CERCO DI IMPORRE I MIEI SENTIMENTI, PIUTTOSTO CHE COMPRENDERE I SUOI). 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente L’atteggiamento di interpretazione E' VALIDO QUANDO SI VUOLE FARE UNA DIAGNOSI DI UNA SITUAZIONE O DEI COMPORTAMENTI DI UN INDIVIDUO, QUANDO E' IMPORTANTE TROVARE LE CAUSE PER INTERVENIRE SU DI ESSE. V E' INADEGUATO IN UNA RELAZIONE, QUANDO SI MANIFESTA SOTTO FORMA DI PROIEZIONE O DI UNA PRECEDENTE SITUAZIONE SU QUELLA ATTUALE, O DI UNA ANALOGA ESPERIENZA PERSONALE SULL'UNICA ESPERIENZA DELL'ALTRO. DIVENTA RIDUTTIVO E PROCEDE PIU' PER "ASSORBIMENTO" CHE PER REALE RIFLESSIONE. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente L’atteggiamento di indagine SI GIUSTIFICA QUANDO C’E’ LA NECESSITA’ DI REPERIRE INFORMAZIONI PER CAPIRE MEGLIO LA SITUAZIONE. E’ IMPORTANTE QUANDO IL COMPORTAMENTO NON E’ COMPRESO, DEVE PRECEDERE IL GIUDIZIO E LA SANZIONE, PERMETTE DI CHIARIRE UNA SITUAZIONE COMPLESSA. LA “GESTIONE” DI QUESTO ATTEGGIAMENTO NON E’ SEMPLICE, L’INTERLOCUTORE PUO’ SENTIRSI “SOTTO INCHIESTA”. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente L’atteggiamento di comprensione IMPLICA CHE L’INTERLOCUTORE E’ IN GRADO DI RISOLVERE I PROBLEMI E DI ANALIZZARLI DA SOLO, TROVANDO SOLUZIONI ADEGUATE. E’ UN ATTEGGIAMENTO ADATTO AL RAPPORTO DI AIUTO, DI SOSTEGNO E DI CONSIGLIO. E’ UN ACCOMPAGNARE GLI SFORZI DELL’ALTRO AD USCIRNE DA SOLO. QUESTO ATTEGGIAMENTO PUO’ SEMBRARE LASSISTA SE IL SOGGETTO NON AFFERMA LA SUA POSIZIONE, IL SUO PUNTO DI VISTA PER TIMIDEZZA, TIMORE DI ESSERE CONTRARIATO, PAURA DI ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA’. QUESTO ATTEGGIAMENTO DI “ESAGERATA” CONSIDERAZIONE DELL’ALTRO NON POSTULA LA NEGAZIONE O L’ANNULLAMENTO DELL’ALTRO, MA GLI DOMANDA UNA PRESENZA PIU’ ATTENTA, UNA MAGGIORE COSCIENZA DELLE SUE CONVINZIONI E DEI SUOI PUNTI DI VISTA. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente La comprensione presuppone v LA CAPACITA’ DI IDENTIFICARSI CON L’ALTRO PER SENTIRE COME LUI SENTE, GUARDARE CON I SUOI OCCHI, INTENDERE CON LE SUE ORECCHIE. v LA CAPACITA’ DI DIFFERENZIARSI PER VEDERE CIO’ CHE E’ L’ALTRO (E NON ME), LA SUA SENSIBILITA’, IL SUO MODO DI PENSARE, DI VEDERE. v UNA CAPACITA’ DI INOLTRARSI NEI DEDALI DELL’UNIVERSO MENTALE DELL’ALTRO, SENZA LA PAURA DI PERDERSI. SE IO COMPRENDO L’ALTRO, POSSO “TEMERE” DI PERDERE LA MIA IDENTITA’, ……. EGLI PUO’ INFLUENZARMI, CAMBIARMI. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Identificarsi nell’altro L’INCAPACITA’ DI IDENTIFICARSI PER PAURA DI PERDERE LA PROPRIA IDENTITA’, LA PROPRIA ORIGINALITA’ PUO’ IMPEDIRE UNA “SANA” E CORRETTA ADESIONE ALLE PROPOSTE DELL’ALTRO. L’INCAPACITA’ DI IDENTIFICARSI GENERA LA CONTRO – DIPENDENZA. L’INCAPACITA’ DI DIFFERENZIARSI GENERA LA DIPENDENZA. UNA REALE AUTONOMIA SI ESPRIME ATTRAVERSO ADESIONE ED INTERDIPENDENZA IDENTIFICAZIONE DIFFERENZIAZIONE 2008 Massimo Lanzanò ADESIONE Orientamento al cliente Ascoltare APERTURA AL SAPERE DELL’ALTRO. DISPOSIZIONE AD ASSOCIARE TUTTI I SIGNIFICATI PRESENTI NEL DISCORSO. ASCOLTO ATTIVO: ACCOMPAGNA L’ESPRESSIONE DELL’ALTRO RISVEGLIA TUTTI I SENSI STIMOLA IL SUO PENSIERO LO RENDE PIU’ PRESENTE ALLA DISCUSSIONE 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Un atteggiamento positivo presuppone 1. ESSERE IN ACCORDO CON SE STESSI v COERENZA (SENTIMENTI / COMPORTAMENTI) v AUTENTICITA’ v SPONTANEITA’ 2. v PROVARE EMPATIA PER L’ALTRO LA SIMPATIA E L’ANTIPATIA SONO IMPULSI SPONTANEI A FAVORE O CONTRO QUALCUNO. v L’EMPATIA E’ UN IMPULSO CONTROLLATO PER SENTIRSI IL PIU’ POSSIBILE VICINO ALL’ALTRO: “ COME L’ALTRO” E NON “PER L’ALTRO” O “CONTRO L’ALTRO”. 3. CONSIDERARE L’ALTRO COME E’ REALMENTE E NON COME SI VORREBBE FOSSE 4. ACCETTARE L’ALTRO INCONDIZIONATAMENTE v CONSIDERAZIONE DEI SUOI PUNTI DI VISTA (NON ACCETTAZIONE ACRITICA) 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente A proposito di comportamenti ESSERE PRESENTE FUGGIRE O AGGREDIRE RESISTERE FERMARSI O ANDARE OLTRE AFFERMARE CONFRONTARE LASCIARSI ANDARE O NEGARE E NON EVITARE O DISSENTIRE AFFRONTARE ABBANDONARE O FORZARE ESPRIMERE LASCIARE LA PRESA O LOTTARE 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Liberarsi dalle esperienze QUANDO •UN’AZIONE •UN’ESPERIENZA VISSUTA •UN AVVENIMENTO PROVOCATO •CONFLITTO RISOLTO • UNA STRATEGIA SODDISFACENTE HANNO SUCCESSO ABBIAMO LA TENDENZA A RIPROPORLI, RIPETERLI IN SITUAZIONI SIMILI. QUALCOSA SI SVILUPPA A LIVELLO DI EMOZIONI NEL NOSTRO CORPO O NELLA NOSTRA TESTA, QUALCOSA CHE AVRA’ POCHE RELAZIONI CON CIO’ CHE REALMENTE ACCADE DAVANTI A NOI. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente Liberarsi dalle esperienze IN EFFETTI QUESTA “RIUSCITA” (O QUESTA “SCONFITTA”) PUO’ DIVENTARE UNA NUOVA AUTORITA’, TANTO DANNOSA QUANTO QUELLA DEL PADRONE, O DEL PADRE, O DEL MAESTRO, PERCHE’ CI IMPEDISCE DI ESSERE IMMEDIATAMENTE PRESENTI ALL’ALTRO, ALLONTANANDOCI DAGLI ASPETTI ORIGINALI, PARTICOLARI ED UNICI DI “QUESTO INCONTRO”. CI PRIVA DELLA NOSTRA ENERGIA CREATRICE PER AFFONDARCI NELLA ROUTINE, NEL CONOSCIUTO, NEL GIA’ VISTO E NEL GIA’ FATTO. E’ IL BUON USO DELL’ESPERIENZA, UTILIZZATA COME RIFERIMENTO O “REFERENZA” E NON COME AUTORITA’, CHE PERMETTE DI RISOLVERE I PROBLEMI IN MODO PIU’ PERTINENTE. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente La credibilità LA CREDIBILITA’ SI BASA SUL PRESENTE, SULL’AZIONE. TROVA LE SUE PROVE ED I SUOI FONDAMENTI NELLA VERITA’ E NELLA AUTENTICITA’ DEL DIALOGO. NON SI PUO’ DUNQUE RIMANDARE A DOMANI TUTTO CIO’ CHE OGGI PUO’ COSTRUIRE QUESTA CREDIBILITA’. LA CREDIBILITA’ E’ UN ATTO E UNA DECISIONE, E’ DIMOSTRAZIONE DEL PROCESSO E DELLO STILE. IL RISULTATO LA RENDE TANGIBILE. 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente La credibilità LA FIDUCIA SI BASA ANCHE SULLA STORIA DELLE PERSONE, PUO’ PRECEDERLE E SEGUIRLE. NOI DICIAMO: “EGLI MANTIENE LE SUE PROMESSE” “EGLI METTE SEMPRE IN ATTO LE SUE DECISIONI” “EGLI HA UNA SOLA PAROLA” “EGLI NON AFFERMA NIENTE SENZA PROVARLO” “GLI SI PUO’ CONFIDARE QUALSIASI COSA” “GLI SI PUO’ PARLARE , ASCOLTERA’” 2008 Massimo Lanzanò Orientamento al cliente L’ ascolto UNO SGUARDO ATTENTO BENEVOLA CALOROSA ACCOMPAGNA GLI SFORZI D’ESPRESSIONE DELL’ALTRO 2008 Massimo Lanzanò UN ORECCHIO APERTO ATTENZIONE APERTA AL SAPERE DELL’ALTRO PERMETTE DI RACCOGLIERE DELLE INFORMAZIONI O OPINIONI DIVERSE DALLA PROPRIA Orientamento al cliente Infine, per sviluppare un ascolto attivo • TACERE • LASCIARE PARLARE • METTERE TRA PARENTESI LE PROPRIE CONOSCENZE ED I PROPRI PREGIUDIZI • ALLONTANARE LE PREOCCUPAZIONI DEL PRIMA E DEL DOPO • ABBANDONARSI UN PO’ • CONCENTRARSI SULL’INTERLOCUTORE • CONSIDERARE L’ALTRO IMPORTANTE • ASSENTIRE • ENTRARE IN EMPATIA • AMMETTERE DI NON SAPERE COGLIERE L’ALTRO NELLA SUA GLOBALITA’ • MEMORIZZARE IL MAGGIOR NUMERO DI INFORMAZIONI PROVOCARE L’ALTRO A PARLARE, FACENDO DOMANDE, RIPETENDO I CONCETTI, INTERVENENDO SULLE PAROLE, ACCOMPAGNANDOSI CON INTERIEZIONI, DIMOSTRANDO L’ASCOLTO CON LO SGUARDO E CON SEMPLICI PAROLE: “SI”, “CONTINUI PURE”, “PREGO”, “PUO’ DIRMI DI PIU’”, ECC. 2008 Massimo Lanzanò