Arcidiocesi di Capua
Parrocchia
S. Maria dell’Agnena
Vitulazio
QUARESIMA
2009
ASSEMBLEA PARROCCHIALE
Sulle orme di San Paolo
7° Incontro di formazione
Lunedì 23 marzo - ore 19,30
Auditorium Giovanni Paolo II
Spirito d’amore viene in noi,
Spirito consolatore, vieni in noi,
Spirito di preghiera, vieni in noi,
Spirito di adorazione, viene in noi
Santo Spirito vieni in noi
Santo Spirito vieni in noi, vieni in noi.
Spirito di potenza vieni in noi
Spirito liberatore vieni in noi
Santo spirito vieni in noi.
Santo Spirito vieni in noi.
Vieni in noi.
Vieni Santo Spirito vieni vieni
Santo Spirito, vieni in noi
Santo Spirito , vieni in noi,
Vieni in noi , vieni in noi.
Lettera
ai
Filippesi
di San Paolo
Apostolo
FILIPPESI
3
1Per
il resto, fratelli miei, state lieti nel Signore. A
me non pesa e a voi è utile che vi scriva le stesse
cose: 2guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi
operai, guardatevi da quelli che si fanno
circoncidere! 3Siamo infatti noi i veri circoncisi,
noi che rendiamo il culto mossi dallo Spirito di
Dio e ci gloriamo in Cristo Gesù, senza avere
fiducia nella carne, 4sebbene io possa vantarmi
anche nella carne.
Se alcuno ritiene di poter confidare nella carne,
io più di lui: 5circonciso l'ottavo giorno, della
stirpe d'Israele, della tribù di Beniamino, ebreo
da Ebrei, fariseo quanto alla legge; 6quanto a
zelo, persecutore della Chiesa; irreprensibile
quanto alla giustizia che deriva dall'osservanza
della legge.
7Ma
quello che poteva essere per me un
guadagno, l'ho considerato una perdita a motivo
di Cristo. 8Anzi, tutto ormai io reputo una perdita
di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo
Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato
perdere tutte queste cose e le considero come
spazzatura, al fine di guadagnare Cristo 9e di
essere trovato in lui, non con una mia giustizia
derivante dalla legge, ma con quella che deriva
dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che
deriva da Dio, basata sulla fede.
10E
questo perché io possa conoscere lui, la
potenza della sua risurrezione, la partecipazione
alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella
morte, 11con la speranza di giungere alla
risurrezione dai morti. 12Non però che io abbia
già conquistato il premio o sia ormai arrivato
alla perfezione; solo mi sforzo di correre per
conquistarlo, perché anch'io sono stato
conquistato da Gesù Cristo.
13Fratelli,
io non ritengo ancora di esservi giunto,
questo soltanto so: dimentico del passato e
proteso verso il futuro, 14corro verso la mèta per
arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere
lassù, in Cristo Gesù. 15Quanti dunque siamo
perfetti, dobbiamo avere questi sentimenti; se in
qualche cosa pensate diversamente, Dio vi
illuminerà anche su questo. 16Intanto, dal punto
a cui siamo arrivati continuiamo ad avanzare
sulla stessa linea.
17Fatevi
miei imitatori, fratelli, e guardate a
quelli che si comportano secondo l'esempio che
avete in noi. 18Perché molti, ve l'ho già detto più
volte e ora con le lacrime agli occhi ve lo ripeto,
si comportano da nemici della croce di Cristo:
19la perdizione però sarà la loro fine, perché essi,
che hanno come dio il loro ventre, si vantano di
ciò di cui dovrebbero vergognarsi, tutti intenti
alle cose della terra.
20La
nostra patria invece è nei cieli e di là
aspettiamo come salvatore il Signore Gesù
Cristo, 21il quale trasfigurerà il nostro misero
corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in
virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte
le cose.
1Per
il resto,
fratelli miei,
state lieti nel Signore.
LA GIOIA
Abbiamo già sottolineato più volte
come il tono prevalente di questa
Lettera sia quello della gioia. Paolo,
che mentre scrive si trova in prigione,
con gioia prega per i filippesi, con
gioia vive nella fede la sua situazione
di prigioniero per Cristo, con gioia
constata che l’annunzio del Vangelo si
sta diffondendo...
In questo versetto però Paolo,
come farà anche verso la fine
della Lettera, invita
anche i filippesi
a rimanere nella gioia.
chàirete en Kyrìo
Rallegratevi nel Signore
Paolo sta parlando della gioia che
proviene dalla fede e dalla comunione
con Cristo, di quella gioia "nel Signore"
alla quale non partecipano i non
credenti, ma che non è negata
all’apostolo prigioniero. È quindi una
gioia permanente.
La parola
nel Signore (en Kyrìo)
ricorre nelle Lettere di San Paolo
più di 160 volte.
Nella sola Lettera ai Filippesi
20 volte.
La gioia è possibile…
non perché le cose vadano sempre
bene, ma perché Dio ci ama sempre e
non smette mai di volerci bene, di farci
solo del bene. La gioia è possibile,
perché la fede genera l’invincibile
certezza di essere amati da Dio PadreAbbà!
La gioia è possibile…
perché non esiste né un caso cieco e
capriccioso, né un destino cinico.
Esiste solo il Dio dell’amore, che ha per
noi progetti di pace e non di sventura.
Tutto è grazia.
La gioia è possibile…
perché lo Spirito dell’amore è stato
riversato nei nostri cuori, e non c’è
stanchezza o delusione, non ci
sono eventi o circostanze che
possano più togliere la nostra gioia.
Dice Gesù:
«nessuno vi potrà
togliere la vostra gioia»
(Gv 16, 23)
Ricordate il Salmo di ieri
IV Domenica di Quaresima-Anno B
?
SALMO 136
Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo
ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.
Perché là ci chiedevano parole
di canto
coloro che ci avevano
deportato,
allegre canzoni, i nostri
oppressori:
«Cantateci canti di Sion!».
Come cantare i canti del
Signore
in terra straniera?
Se mi dimentico di te,
Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia
destra.
Mi si attacchi la lingua al
palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia
E ricordate il Ritornello
del Salmo
Il ricordo
di te
, Signore,
è la nostra gioia.
1BA
me non pesa
e a voi è utile che vi scriva
le stesse cose
A cosa si riferisce?
La risposta più semplice è questa:
Paolo si riferisce a delle lettere
precedenti, nelle quali egli aveva
dato ai filippesi gli stessi
avvertimenti.
Durante gli anni che erano passati dalla
fondazione della Chiesa di Filippi, Paolo non era
certo rimasto senz'alcuna relazione con quei
filippesi, che gli stavano tanto a cuore. Aveva
dovuto scriver loro qualche volta, non fosse
altro che per rispondere agli invii di danaro che
gli avevano fatti, e per ringraziarli come fa qui
questa volta.
San Policarpo parla di codeste lettere, scritte da
Paolo ai filippesi.
Questa seconda parte
del versetto 1 sebbene possa
riferirsi anche all’invito alla gioia
quasi certamente ha senso in
riferimento a ciò che viene dopo.
E cioè…
2guardatevi
dai cani,
guardatevi dai cattivi operai,
guardatevi da quelli che si fanno
circoncidere!
Di chi si tratta?
Sono quelli che propagandano
la circoncisione.
Paolo li chiama cani..
È come se Paolo dicesse:
Sono loro i pagani!
Ricordate Matteo 15,21-28?
«Non è bene prendere il pane dei
figli per gettarlo ai cagnolini».
3Siamo
infatti noi i veri circoncisi, noi
che rendiamo il culto mossi dallo
Spirito di Dio e ci gloriamo in Cristo
Gesù, senza avere fiducia nella carne,
4sebbene io possa vantarmi anche
nella carne.
San Paolo vuole affermare
che la circoncisione della carne
non conta niente.
Quello che interessa a Dio è che
il mio cuore sia circonciso,
che il mio cuore sia secondo lo Spirito,
e non secondo la carne.
La religione è una questione di cuore.
Noi apparteniamo alla Chiesa
non solo e non tanto
perché siamo battezzati,
ma perché il Signore crocifisso e risorto
ci ha conquistato il cuore e noi lo
amiamo con tutte le nostre forze.
Se le nostre pratiche religiose non
sono il segno di questo amore
appassionato per Cristo e per il
prossimo, non sono niente.
Quanti battezzati
ci sono nel mondo?
Quanti CRISTIANI
ci sono nel mondo?
Gesù dice:
« …è giunto il momento, ed è
questo, in cui i veri adoratori
adoreranno il Padre in spirito e
verità; perché il Padre cerca tali
adoratori. Dio è spirito, e quelli che
lo adorano devono adorarlo in
spirito e verità».
(Gv 4, 23-24)
4bSe
alcuno ritiene di poter confidare nella
carne, io più di lui: 5circonciso l’ottavo
giorno, della stirpe d’Israele, della tribù di
Beniamino, ebreo da Ebrei, fariseo quanto
alla legge; 6quanto a zelo, persecutore
della Chiesa; irreprensibile quanto alla
giustizia che deriva dall’osservanza della
legge.
Sono i vanti di Paolo
nel passato
È una specie di pedigree.
Paolo vuole affermare ch egli
è un "giudeo purosangue".
Questo è davvero
un bel curriculum!
Dettagliato elenco
di titoli e meriti
7Ma
quello che poteva essere per
me un guadagno, l’ho considerato
una perdita a motivo di Cristo.
Questo "ma"
costituisce la svolta.
C’ è un richiamo ad un passato
lontano ma sempre vivo. Paolo sta
pensando a ciò che avvenne, forse
circa 30 anni prima; sta pensando
all’incontro con Cristo sulla via di
Damasco!
Si trattò di una svolta radicale,
di un capovolgimento dei valori!
8Anzi,
tutto ormai io reputo una
perdita di fronte alla sublimità della
conoscenza di Cristo Gesù, mio
Signore, per il quale ho lasciato
perdere tutte queste cose e le
considero come spazzatura,
Non solo un passato
ma un passato che incide nel
presente, che si fa presente.
io reputo… io considero…
Oggi!
Con "tutto" si intendono quelle
cose che fanno da ostacolo alla
conoscenza di Cristo. La
conoscenza di Cristo passa al
centro delle considerazioni: essa
viene presentata come il sommo
valore.
Cristo è
il Valore
Assoluto
Il Signore Gesù a noi si sta facendo
conoscere e ciò senza alcun nostro
merito! Quanto dovremmo
benedire il Signore!
Quante persone al mondo forse
stanotte moriranno senza aver mai
sentito qualcuno parlare loro
di Cristo Gesù nostro Signore.
A noi il Signore sta dando anche la
grazia di riunirci e meditare la
Parola di Dio insieme. Cosa non
darebbero molte persone per
avere questa opportunità!
Non sciupiamo
tanta grazia di Dio!
di fronte alla sublimità della
conoscenza di Cristo Gesù, mio
Signore
Di qual conoscenza qui si tratta?
Si possono sapere tante cose di
Cristo, senza però conoscerlo
veramente.
Non si tratta di una conoscenza teorica,
intellettuale, teologica; si tratta di una
conoscenza intima, profonda, personale,
sperimentale di Gesù, inteso ed amato
come «mio Salvatore».
Spesso per la Bibbia
conoscere equivale ad amare!
Paolo lo afferma chiaramente
in quel «mio Signore».
Hanno portato via il “mio” Signore
«Signore mio, Dio mio!»
Dinanzi a questa conoscenza ogni
altra conoscenza impallidisce.
Per il quale (Cristo) ho lasciato
perdere tutte queste cose
e le considero…
Skùbala
cioè
immondizia, lordume, sterco...
L’unico vero valore immutabile è
Cristo.
8cal
fine di guadagnare Cristo 9e di essere
trovato in lui, non con una mia giustizia
derivante dalla legge, ma con quella che
deriva dalla fede in Cristo, cioè con la
giustizia che deriva da Dio, basata sulla
fede.
«Guadagnare Cristo»
equivale a «possedere Cristo».
E di essere trovato in lui...
vale a dire
in comunione intima,
vivente,
personale con lui.
Ma la qualità di questa
conoscenza è specificata ancora
meglio nei versetti 10-11 che
seguono.
10E
questo perché io possa conoscere
lui, la potenza della sua risurrezione, la
partecipazione alle sue sofferenze,
diventandogli conforme nella morte,
11con la speranza di giungere alla
risurrezione dai morti.
Ma, paradossalmente, lo si
conosce solo se si cerca di
guadagnarlo.
Solo se lo si cerca
veramente!
Gesù allora si voltò e,
vedendo che lo seguivano, disse:
«Che cercate?».
Gli risposero:
«Rabbì dove abiti?».
Disse loro:
«Venite e vedrete».
Gv 1, 38-39)
(
GIOVANNI PAOLO II
ALLA DIOCESI DI CAPUA
8 Giugno 2002
“Oggi desidero estendere questo invito ai
giovani di dieci anni dopo: non perdete
mai la fierezza di essere cristiani, di poter
entrare in amicizia con Cristo, di cercare
quello che Lui cercava, di comportarvi
come Lui si comportava. Gesù deve
diventare il centro della vostra vita. E' Lui
che vi aiuterà ad essere "sale e fermento"
della vostra Terra”.
12Non
però che io abbia già
conquistato il premio o sia ormai
arrivato alla perfezione; solo mi
sforzo di correre per conquistarlo,
perché anch'io sono stato
conquistato da Gesù Cristo.
3,12 καταλαμβάνω
[katalambano]
afferrare
cogliere
impadronirsi
13Fratelli,
io non ritengo ancora di
esservi giunto, questo soltanto so:
dimentico del passato e proteso verso
il futuro, 14corro verso la mèta per
arrivare al premio che Dio ci chiama a
ricevere lassù, in Cristo Gesù.
14corro
verso la mèta
15Quanti
dunque siamo perfetti,
dobbiamo avere questi sentimenti; se
in qualche cosa pensate diversamente,
Dio vi illuminerà anche su questo.
16Intanto, dal punto a cui siamo
arrivati continuiamo ad avanzare sulla
stessa linea.
17Fatevi
miei imitatori, fratelli, e guardate a
quelli che si comportano secondo l'esempio
che avete in noi. 18Perché molti, ve l'ho già
detto più volte e ora con le lacrime agli
occhi ve lo ripeto, si comportano da nemici
della croce di Cristo: 19la perdizione però
sarà la loro fine, perché essi, che hanno
come dio il loro ventre, si vantano di ciò di
cui dovrebbero vergognarsi, tutti intenti
alle cose della terra.
20La
nostra patria invece è nei cieli
e di là aspettiamo come salvatore il
21
Signore Gesù Cristo, il quale
trasfigurerà il nostro misero corpo
per conformarlo al suo corpo
glorioso, in virtù del potere che ha
di sottomettere a sé tutte le cose.
Per la verifica personale
Sono una persona che sta nella gioia?
So che la gioia viene dal Signore?
Cerco di guardarmi da ciò che mi può far male?
Vivo la mia fede a livello formale, rituale o è cosa
di cuore?
Mi sento cristiano?
Mi sento arrivato, in cammino, seduto o in corsa?
Cosa vale nella mia vita?
Cosa ho “gettato” per il Signore?
Quando ho conosciuto il Signore?
Cosa aspetto nella mia vita?
Preghiamo insieme
Padre santo e buono,
che in Cristo Gesù
ci hai resi figli ed eredi tuoi,
a te sale la nostra fiduciosa preghiera:
accresci la nostra fede,
rendila vera e forte, pura e perseverante.
Preservaci da una religiosità
senza cuore,
fatta di pratiche e di gesti
fondati su se stessi;
difendici dalla tentazione
di sentirci grandi
per le cose che facciamo
o per le abitudini che abbiamo.
Noi sappiamo che i veri eletti
sono gli uomini dal cuore puro,
che non si vantano
e non pretendono nulla,
che non giudicano
e non disprezzano nessuno,
che vivono in umiltà e riconoscenza,
che fanno della loro esistenza un’offerta
gradita a Dio.
Donaci, o Padre,
una profonda conoscenza di Cristo,
tuo figlio e nostro Signore,
nostro amato Salvatore.
Il tuo Spirito guidi il nostro cuore
alla comunione con lui,
perché sappiamo scoprire
quale tesoro egli sia per noi,
quanto valga per noi
la sua amata presenza,
di fronte alla quale tutto perde valore
e diventa piccolo. Aiutaci, o Padre, a
condividere le sofferenze di Gesù,
perché è solo amando con lui
e con lui perdonando,
accettando in umiltà la nostra debolezza,
confidando nel tuo amore di Padre
anche nei momenti difficili,
che noi vedremo la potenza
della sua risurrezione.
Per questa presenza
che sempre ci accompagna,
per questa misericordia che ci ha salvato,
per il volto amico di Cristo,
tuo Figlio e nostro fratello,
noi ti benediciamo, o Padre,
ed eleviamo a te la lode perenne
nei secoli dei secoli.
Amen
Mi basta la tua Grazia
Quando sono debole
allora sono forte perché
tu sei la mia forza
Quando sono triste
è in te che trovo gioia perché
tu sei la mia gioia.
Gesù io confido in te
Gesù, mi basta la tua grazia.
Quando sono povero
allora sono ricco perché
sei la mia ricchezza.
Quando son malato
è in te che trovo vita perché
tu sei guarigione.
Gesù, io confido in te
Gesù, mi basta la tua grazia.(R)
Sei la mia forza la mia salvezza
Sei la mia pace sicuro rifugio.
Nella tua grazia voglio restare
Santo Signore, sempre con te.
Quando sono debole,
allora sono forte
perché tu sei la mia forza.
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Cristo - Parrocchia Santa Maria dell`Agnena