Scuola Secondaria di 1° grado
“G.Grassa” Mazara del Vallo
a.s.2010/2011
MAZARA DEL VALLO E LA SUA STORIA
CLASSE 2^E
Rafforzare il
senso di
appartenenza
al proprio
contesto
familiare e
territoriale
Conoscere e valorizzare
il proprio ambiente di
vita per assumere
consapevoli e duraturi
comportamenti di tutela
personale e sociale
Sviluppare il valore
delle tradizioni
mediante la
conoscenza del
territorio
ABILITA’
Conoscere le
tipologie dei
beni artistici,
culturali e
ambientali
presenti nel
proprio
territorio
-Capacità di orientarsi
nel tempo storico e
nello spazio
geografico
-- sentirsi eredi e
custodi della memoria
storica del proprio
territorio
CONOSCENZE
ALTRE
DOMINAZIONI
PREISTORIA
ETA’ ANTICA
ORIGINE DEL
NOME
DOMINAZIONE
NORMANNA
MAZARA OGGI
ETA’ MEDIEVALE
DOMINAZIONE
ARABA
Mazara deriva da:
Maara in lingua orientale significa:
“spelonca a cava di pietre”
Macara dai Sicani
Magara dai Dori
Mazar dai Fenici
Magar dai Saraceni
Mazzara fino ai primi decenni del 1900
Mazara del Vallo dopo la metà del 1900
MAZARA PREISTORICA
Le prime tracce di presenze
umane nel territorio di Mazara
sono state rinvenute in grotte e
caverne lungo il fiume Mazaro.
Si presume che esse appartengano a popoli nomadi del
Paleolitico Superiore (14.00012.000 anni a. C.) prevalentemente dediti alla caccia.
UTENSILE
UTENSILE
FORNO
Nelle grotte, utilizzate come
ripari, sono stati rinvenuti
oggetti ed arnesi per la caccia
costruiti in selce quali coltelli,
grattatoi, punte di frecce.
Del periodo successivo, il Mesolitico, (età della pietra, tra il
10.000 ed il 3000 a. C.) tracce d’insediamenti di
gruppi, dediti anche alla pesca, sono state trovate lungo il
fiume Delia e nelle vicinanze delle sponde dei Gorghi Tondi.
ROCCAZZO
Alcuni studiosi della “Sovrintendenza
dei Beni Archeologici” hanno fatto
degli scavi in contrada Roccazzo ed
hanno trovato resti di insediamenti
dell’Età Neolitica, i più importanti
rinvenuti in Sicilia.
Sono stati trovati i perimetri di tre
capanne di forma rettangolare e
47 tombe, alcune a pozzetto, altre
a graticella (tra queste la più
importante è “quella di un mago”,
dove oltre a resti umani sono stati
rinvenuti vasi e utensili vari).
Per la strategica posizione geografica e per la foce
navigabile del fiume Mazaro, Mazara nel corso dei secoli ha
conosciuto numerose dominazioni. Tra le più importanti
ricordiamo quella fenicia, greca, cartaginese, romana,
araba, normanna.
DOMINAZIONE FENICIA
l primi insediamenti urbani in epoca storica furono realizzati
dai Fenici che fecero di Mazara un porto di scalo per i loro
traffici marittimi al quale diedero il nome di “Mazar”,
ovvero la rocca. Il ritrovamento di monete e vasi d'età
fenicia dimostrano l'esistenza dello scalo marittimo fra il
VI e il V secolo a.C..
Nell’VIII secolo a.C. Mazara del Vallo divenne polis
greca amministrata da Selinunte. I Selinuntini vi
costruirono poche case e molti magazzini che venivano
utilizzati per i loro commerci. Mazara fu il porto
commerciale della fiorente colonia Selinunte durante la
civiltà della Magna Grecia. Fu chiamata in diversi
documenti Emporio occidentale di Selinunte, perché si
svolgeva un’attività commerciale molto attiva, che dava
la possibilità ai vicini popoli di comprare ogni sorta di
oggetti. I Selinuntini costruirono una diga alla foce del
Mazaro, per frenare in parte le forti onde del periodo
invernale. I resti di questa diga sono stati scoperti nel
1928, durante alcuni scavi fatti nel porto.
Dopo la distruzione di Selinunte nel 409 a.C. per mano dei
Segestani (aiutati dai Cartaginesi), Mazara passò nel 406 a.C.
sotto il dominio di Segesta. In seguito alla politica aggressiva
ed espansionistica di Dioniso I, Mazara, nel 392 a.C., passò
sotto il dominio di Siracusa restandoci fino al 378 a.C. quando
fu ripresa dai Cartaginesi.
Mazara passa sotto il dominio dei
Romani verso la fine della 2° guerra
punica intorno al 200 a.C. . Questi
capirono che il fiume Mazaro era il
porto ideale per trasferire i prodotti
che la terra produceva. Furono
coltivate grandi aree, mentre nella
zona di Bocca Arena, furono
costruite delle Saline.
Mazara si espanse e vennero realizzati
numerosi edifici e ville fuori dal centro
abitato, dove sono stati scoperti dei
pavimenti in mosaico. A questo
periodo risale il pavimento in mosaico
ritrovato in un seminterrato davanti la
chiesa di San Nicolò Regale.
La conquista della Sicilia da parte dei musulmani inizia proprio da Mazara
del Vallo nell’anno 827, per mezzo di una potente flotta navale che si fermò
nelle acque antistanti Quarara. Sotto la dominazione araba Mazara ebbe un
periodo florido, in quanto questi seppero ben governare in tutti i campi,
creando sviluppo e benessere sociale. Costruirono scuole pubbliche, case e
lastricarono molte strade per evitare il fango e la polvere. L'attività portuale
torna agli antichi fasti per la ripresa degli scambi commerciali con i paesi
africani e spagnoli. Mazara diventa un importante centro di studi islamici
per l'insegnamento della letteratura, della poesia, del diritto e della
religione. Nelle campagne si sviluppò l’agricoltura, grazie all’introduzione di
nuove colture, come limoni e aranci, e alla realizzazione di pozzi (SENIA) che
permettevano l’irrigazione dei campi. Il termine dialettale senia deriva
dall'arabo sàniya (ruota idraulica).
La senia consisteva in un sistema di tazze fissate su lunghe cinghie
costituite da funi e ruotanti su due pulegge; una superiore, posta
qualche metro al di sopra del piano di campagna, e una inferiore posta
al livello della falda; il movimento di discesa e risalita delle tazze era
continuo e tale da consentire il capovolgimento dei recipienti agli
estremi inferiore e superiore dell'impianto di modo che questi si
riempivano d'acqua al fondo del pozzo e si svuotavano in superficie. Il
moto alla puleggia superiore veniva impresso da un asse verticale
collegato a un asse orizzontale al quale venivano aggiogati animali da
tiro costretti a girare incessantemente attorno al pozzo.
Gli arabi in questo periodo costruirono moschee, castelli,
eleganti edifici e dei bellissimi bagni pubblici, la maggior
parte dei quali sono stati distrutti o trasformati fino a
farne perdere i tipici connotati orientali durante le
successive dominazioni.
Ciò che è rimasto è la casbah, una
struttura urbanistica caratterizzata da
un intersecarsi di stradine strette per
meglio difendersi dal sole, dal vento e
dagli attacchi dei nemici, vicoli ciechi su
cui si affacciano caratteristici cortili con
pozzi per l’acqua e lavatoi (la
cosiddetta pila di pietra «la pilazza»).
DOMINAZIONE NORMANNA
Nel 1072 in Sicilia arrivano i Normanni,
popolazione francese di religione cristiana
che sottomisero gli arabi senza cacciarli via.
I normanni cambiarono le moschee in
chiese cristiane e costruirono numerosi
altri monumenti in tutta la regione.
La vittoria dei Normanni, guidati dal
Conte Ruggero D’Altavilla, sui Saraceni è
raffigurata su un rilievo posto sulla
facciata della Basilica S.S. Salvatore di
Mazara nel quale il Conte passa con il
proprio cavallo sul corpo ormai a terra di
uno dei capi dei saraceni, Mokarta.
Nel punto in cui lo sconfisse egli fece costruire una
grande chiesa nell’anno 1086 trasformata poi in
cattedrale poiché Mazara divenne sede del vescovato.
Il conte Ruggero per difendere la
città dagli attacchi nemici fece
costruire un grande castello nell’area
dove ora c’è la “Villa Jolanda». Il
castello venne utilizzato come
dimora reale anche durante le
successive dominazioni; dal XVI
secolo venne adibito a carcere e,
infine, fu demolito nel 1880 per
lasciare il posto al giardino pubblico.
Di questo castello che fu successivamente distrutto rimane soltanto
la porta d’ingresso a forma di arco ogivale di chiara matrice
normanna : «l’ARCO NORMANNO»
…Inoltre venne costruita una grande muraglia di
recinzione di tutta la città. Essa presentava una
pianta all’incirca quadrangolare.
Questa muraglia
presentava cinque grandi
porte ad arco: Porta di
Marte, Porta di Torre
Bianca, Porta Palermo,
Porta San Francesco e
Porta San Giovanni.
Attorno venne scavato
un fossato che spesso
veniva riempito dalle
acque del mare. Di
questa muraglia e di
questo fossato oggi non
esiste più niente.
…DeLLA presenzA DeI
normanni rimangono molte
tracce importanti,
rappresentate anche
nello stemma della città
Nello stemma di Mazara vi sono
riprodotte le tre principali opere
compiute dal Conte Ruggero: le mura,
il castello e il tempio. Lo stemma è
diviso in due parti: la parte inferiore è
occupata da una muraglia con una
porta nel mezzo, attraversata da una
fascia gialla, distintivo delle città
demaniali; la parte superiore contiene
l’immagine del santissimo «Salvatore»
tra il vecchio campanile della cattedrale, che costituiva nel periodo
medievale il minareto della moschea
magna, recante alla sommità una
croce (dove si trova adesso la statua di
San Vito) e il castello con tre torri fatto
costruire dal conte Ruggero nel 1072.
Nel periodo normanno furono costruite delle bellissime chiese:
la chiesa di San Michele, la chiesa di San Nicolò Regale, la
chiesa di Santa Maria delle Giummare e la chiesa di San Biagio,
oggi chiamata di San Francesco.
Chiesa di San Michele
Chiesa di San Nicolò Regale
Chiesa di Santa Maria delle Giummare
Chiesa di San Francesco
Alla dominazione normanna seguì quella sveva, angioina e aragonese.
Durante la dominazione sveva Mazara partecipò al movimento
spirituale suscitato da San Francesco.
Degli Angioini si ricordano le incursioni fatte nelle campagne di
Mazara.
Il 30 agosto 1282 gli Aragonesi guidati dal re Pietro di Aragona
sbarcarono a Trapani.
Con i successori di Federico II di Aragona ebbe inizio per la Sicilia un
periodo di decadenza del potere regio segnato da continue lotte (dal
XV al XVIII secolo). Anche per Mazara ebbe inizio così un lento ma
inesorabile declino economico e politico, che continuò anche quando
la Sicilia passò sotto il dominio spagnolo dei Borboni.
La miseria e la fame spinsero le persone ad arrangiarsi e nelle
campagne si diffuse il fenomeno del brigantaggio.
Nel 1817, furono aboliti i tre storici valli della Sicilia (Mazara, Noto,
Demone).
Chiesa di Santa Maria di Gesù
SANTA CATERINA
TORNA ALL’INDICE
Oggi Mazara del Vallo è una città di circa 50.000 abitanti la cui
economia si basa prevalentemente sulla pesca, sulla lavorazione e
conservazione del pesce e sulle costruzioni navali. L’agricoltura ha da
sempre un ruolo secondario sebbene le campagne mazaresi siano
ricche di vigneti e uliveti. Negli ultimi decenni sta lentamente
decollando il turismo grazie alla costruzione di alcune strutture
ricettive e il proliferare dei “bed and breakfast”.
Mazara è da diversi decenni il porto peschereccio più importante
d'Italia e si avvale per molta parte di manodopera maghrebina.
Mazara è salita alla ribalta delle cronache nel
Marzo 1998 quando un peschereccio locale ha
recuperato, a circa 480 metri di profondità
nelle acque del Canale di Sicilia, una scultura
bronzea di oltre 2 metri, risalente al periodo
ellenistico, conosciuta con il nome di Satiro
danzante.
La statua, dopo essere stata restaurata, è
stata per un breve periodo in mostra a Roma,
presso Palazzo Montecitorio, e in Giappone ad
Aichi, esposta all'Expo Internazionale 2005
presso il Padiglione Italia.
Dalla metà di Ottobre 2005 il Satiro danzante è
esposto a Mazara nell'omonimo museo in Piazza
Plebiscito.
Nel Giugno 2010 Mazara del Vallo è stata
riconosciuta dall'Assessorato regionale alle
Attività Produttiva, comune ad economia
prevalentemente turistica e città d'arte.
E' convinzione diffusa a Mazara che il barbone, di nome Tommaso Lipari,
vissuto dal 1940 al 1973 nella città e che veniva chiamato "l'uomo cane"
("Omu Cani") fosse in realtà Ettore Majorana, il famoso scienziato
scomparso misteriosamente nel 1938
Mangiava quel che trovava
rovistando tra i rifiuti; al suo arrivo
a Mazara, all’inizio del 1940,
dormiva all’aperto in un incavo dei
ruderi del Castello Normanno. Si
appoggiava ad un bastone munito
di uno spillo all'estremità inferiore
con il quale raccoglieva mozziconi
con cui confezionava sigarette che
poi fumava (l'unico lusso che si
permetteva).
Mangiava quel che trovava rovistando tra i rifiuti; al suo arrivo a
Mazara, all’inizio del 1940, dormiva all’aperto in un incavo dei ruderi del
Castello Normanno. Si appoggiava ad un bastone munito di uno spillo
all'estremità inferiore con il quale raccoglieva mozziconi con cui
confezionava sigarette che poi fumava (l'unico lusso che si
permetteva).
Non ha mai chiesto l’elemosina: al contrario, rifiutava con fare
scorbutico qualunque offerta gli venisse fatta. Se poi qualcuno
provava a porgli delle domande, si allontanava scontroso
senza degnare di uno sguardo il curioso passante. Indossava
sempre strani berretti e strati di abiti uno sull’altro; portava
sempre con sé contenitori, buste e sacchetti pieni non si sa di
cosa.
VALENTI GIUSEPPE
INGARGIOLA DAVIDE
ALFIERI GIACOMO
GIACALONE ANTONINO
CASSENTI ANTONINO
MARRONE VINCENZO
OCELLO ANGELO
Lavoro coordinato dalla prof.ssa Maria Ballatore
Classe 2 e
A.S. 2010-11