VIDEOREFLEX
UNA BREVE INTRODUZIONE
©FRANCESCO RISTORI – 2014 – WWW.SOGNANDORIENTE.IT
GUIDA N°3 – FEBBRAIO 2014
UN PO’ DI STORIA
LA NASCITA DEI SENSORI
LA DIFFUSIONE DEL DIGITALE
Nel 1969 nasce il primo sensore d’immagine digitale
CCD, che verrà usato con successo nella prima
videocamera nel 1975.
Il video digitale è stato introdotto nel 1983 dal formato
D-1 della Sony, ma era troppo costoso, e fu relegato ai
grandi networks.
Ad oggi molte telecamere ancora utilizzano tale
tecnologia, anche se il CMOS (precedente, inventato
nel ‘67) ha preso oramai un campo maggiore per
convenienza di costi e consumi.
Si diffuse a livello amatoriale nel ‘90, quando la Apple
introdusse il formato Quick Time, ma la qualità era
ancora bassa e richiedeva l’utilizzo di un computer per la
digitalizzazione della sorgente video analogica
Alle telecamere perciò dobbiamo maggiormente lo
sviluppo dei sensori che oggi abbiamo in dotazione
nelle nostre fotocamere digitali.
Con gli anni si arrivò agli standard più elevati dell’MPEG1 ed MPEG-2, fino al formato DV, con la registrazione
diretta in digitale.
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TECNICHE DI REGISTRAZIONE
DALLA CASSETTA AL DVD
L’ALTA DEFINIZIONE
Il video digitale è spesso registrato su cassetta (o
memoria digitale) e distribuito su dischi ottici,
solitamente DVD.
Il video digitale è alla base dello sviluppo
della televisione ad alta definizione che, sebbene sia
nata alla fine degli anni ottanta come analogica
(televisione Giapponese NHK, 1125/60i/5:3), ha
potuto diffondersi e divenire economicamente
conveniente solo grazie alle tecniche di registrazione
e trasmissione digitali.
Il successo del video digitale è basato sulla
disponibilità di algoritmi di compressione video che si
sono sviluppati fortemente a partire dagli anni '90.
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PANORAMICA TECNICA
TIPO DI SCANSIONE DELLE IMMAGINI
Le videocamere moderne possono lavorare in due differenti modalita’ di scansione: interlacciata e a scansione
progressiva.
In modalità interlacciata, le videocamere registrano l'immagine alternando insiemi di righe: vengono scansionate
prima le righe di numero dispari, poi le righe di numero pari, poi di nuovo quelle di numero dispari, e cosi’ via. Un set
di righe pari o dispari è chiamato semiquadro o campo, e una coppia di due campi consecutivi di parità opposta è
chiamata quadro o fotogramma.
Una videocamera a scansione progressiva, invece, registra ogni fotogramma singolarmente, mediante due campi
identici. Quindi, quando entrambi operano allo stesso numero di fotogrammi al secondo, il video interlacciato cattura
un numero doppio di campi al secondo rispetto al video progressivo.
Le videoreflex moderne registrano con scansione progressiva, in quanto ovviamente il sensore per macchina
fotografica nativamente deve registrare dei quadri e non dei semiquadri.
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PANORAMICA TECNICA
FREQUENZA DELLE IMMAGINI
La pellicola cinematografica standard come la 16mm e la 35mm riprende a una cadenza di 24 o 25 fotogrammi al
secondo. Per il video ci sono due frequenze standard: 30/1,001 (circa 29,97) fotogrammi al secondo e 25 fotogrammi
al secondo, a seconda che lo standard di partenza sia NTSC oppure PAL.
Altri standard comprendono le frequenze 60p e 50p, standard non interlacciati utilizzati dai sistemi HDTV.
Il frame rate minimo di un filmato, affinche’ l'apparato visivo umano non percepisca sfarfallii e artefatti, si attesta sui
30 fps (30 Hz).
Sebbene un filmato sembri mostrare delle immagini in movimento, infatti, in realtà ciò che viene visualizzato è una
sequenza di immagini fisse.
Lo psicologo ceco Max Wertheimer ipotizza che sia il cervello che, secondo meccanismi non ancora del tutto chiariti,
esegue un'operazione di "assemblaggio" dei singoli fotogrammi, interpretandolo come un movimento.
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PANORAMICA TECNICA
RISOLUZIONE VIDEO E RAPPORTO D’ASPETTO
In ambito elettronico le immagini sono visualizzate come una griglia ortogonale di aree uniformi, chiamata raster; esclusivamente in
ambito digitale, tali aree uniformi sono chiamate pixel.
Il numero di aree uniformi che compongono in senso orizzontale il raster di un'immagine video è chiamato risoluzione orizzontale.,
mentre il numero di aree uniformi che compongono in senso verticale il raster di un'immagine video è chiamato risoluzione verticale.
Gli standard televisivi SDTV prevedono una risoluzione di 768x576, gli HDTV rispettivamente 1280x720 e 1920x1080.
Il rapporto d'aspetto, o Aspect ratio (immagine) del video è la proporzione tra la larghezza e l'altezza dell'immagine video.
Solitamente l'aspect ratio di uno schermo televisivo è 4:3 (o 1.33:1, infatti dividendo la risoluzione orizzontale di 768 per la
risoluzione verticale di 576 (PAL), si ottiene proprio 1,33). I televisori ad alta definizione usano un aspect ratio di 16:9 (circa 1.78:1).
Pare logico supporre che i pixel che compongono le immagini televisive siano quadrati, e invece si parla di "pixel rettangolari" proprio
per definire quei formati che hanno un pixel aspect ratio diverso da uno. I due maggiori standard televisivi hanno infatti pixel aspect
ratio di 1,066 (PAL) e 0,9 (NTSC). I monitor per computer hanno invece pixel aspect ratio quadrato.
L'aspect ratio dei pixel deve essere particolarmente preso in considerazione quando si vogliono trasferire disegni realizzati con un
programma grafico da PC in un video DV o PAL DVD; infatti un video PAL ha una risoluzione di 768x576 pixel mentre in DV o in PAL
DVD vengono memorizzati 720x576 pixel; questo significa che in fase di visualizzazione in un TV i pixel verranno resi rettangolari (in
orizzontale) per compensare i 48 pixel mancanti.
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VIDEOREFLEX
UNA BREVE INTRODUZIONE
Le reflex moderne, o DSLR (Digital Single Lens Reflex) offrono la possibilità di registrare video.
Alcune sono provviste di modalità
video dedicata, altre hanno un
pulsante apposito che in qualunque
modalità fa partire la registrazione.
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PERCHÉ?
Perché dovremmo utilizzare uno strumento studiato per fare fotografia, per produrre video?
La domanda è lecita e fino a pochi anni fa era scontato comprare un apparecchio differente, ma oggi molti
modelli di DSLR stanno volgendo verso questo tipo di ripresa.
I formati adottati sono quelli standardizzati, ovvero l’HD ed il FullHD, con framerate da 24, 25 o 50fps, e
formato di uscita MP4 o AVCHD.
ANALIZZIAMO MEGLIO OGNI ASPETTO
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PRO VIDEOREFLEX
DIMENSIONE SENSORE
Uno dei vantaggi principali della videoreflex è senza
dubbio il sensore.
La maggior parte delle telecamere consumer ne possiede
di dimensioni ridotte, da 1/4" fino a 1/2.3".
Le reflex hanno sensori dall’APS-C (15,7x23,6mm) al Full
Frame (24x36mm).
Questo garantisce maggiore gamma dinamica, maggiore
sensibilità con poca luce, minori artefatti ad alti iso,
maggiore effetto bokeh.
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ESEMPI DI SENSORE
ATTENZIONE!
LA MINORE PROFONDITÀ DI CAMPO DONA ALLE IMMAGINI UN ASPETTO PIU’
TRIDIMENSIONALE MA ALLO STESSO TEMPO MOLTIPLICA LA DIFFICOLTÀ NEL
FUOCHEGGIARE SOGGETTI IN MOVIMENTO
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PRO VIDEOREFLEX
LENTI INTERCAMBIABILI
Generalmente le telecamere consumer, anche di fascia
alta, sono munite di lente fissa con potente zoom, perciò
dovremo accontentarci.
Con una reflex abbiamo la possibilità di cambiare
obiettivo, montandone di qualità certamente migliore, con
la lunghezza focale che decidiamo noi.
In ogni caso, dato che la risoluzione FullHD copre
all’incirca il 10% di un sensore da 20Mpix, non avremo
necessariamente bisogno di lenti superlative per eseguire
riprese di alto livello.
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TELECAMERA CONSUMER
ATTENZIONE!
IN ALCUNE OCCASIONI CAMBIARE LENTI COMPORTA FASTIDIO SE IL TEMPO A DISPOSIZIONE
NON LO PERMETTE E POTREBBE CAUSARE L’INGRESSO DI PULVISCOLO ALL’INTERNO DEL CORPO
MACCHINA.
LO ZOOM E LA GESTIONE DELLA LUCE TRAMITE DIAFRAMMA SONO PIU’ MACCHINOSI RISPETTO
ALL’OBIETTIVO DI UNA TELECAMERA.
E’ PERCIO’ SCONSIGLIATO AGIRE SULLO ZOOM E SUL DIAFRAMMA IN FASE DI RIPRESA, TUTTAVIA
ALCUNI OBIETTIVI HANNO GHIERA DIAFRAMMA CONTINUA, COSI’ DA GESTIRE LA LUCE IN MODO
DOLCE E SILENZIOSO.
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PRO VIDEOREFLEX
MINORE COSTO
Si, al contrario di quanto si possa pensare, una macchina
reflex semi-pro costera’ sempre meno di una telecamera
semi-pro.
Diciamo che in media si possono spendere circa 1000€
per dotarsi di un corpo macchina APS-C con ottica decente
per iniziare a filmare.
Per una telecamera semi-pro dalle prestazioni
«equivalenti» se ne possono spendere fino a 500 in più,
come minimo.
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TELECAMERA CONSUMER
ATTENZIONE!
IL PRECEDENTE RAGIONAMENTO E’ VALIDO
SOLTANTO NEL CASO IN CUI CI SI
ACCONTENTI DELLA DOTAZIONE BASE DI
UNA REFLEX, CHE IN OGNI CASO, AI FINI
PURAMENTE PRATICI DI RIPRESA VIDEO,
SARA’ SEMPRE INFERIORE A QUELLA DI UNA
VIDEOCAMERA.
POTREMMO
VOLERCI
DOTARE
DI
CAVALLETTO, RIG SPALLARE, PARALUCE,
MICROFONO
ESTERNO,
SCHERMO
AGGIUNTIVO, TESTA FLUIDA…E COSI’ I COSTI
LIEVITEREBBERO.
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CONTRO VIDEOREFLEX
PROFONDITA’ DI CAMPO RIDOTTA
FOCUSING
Il fuocheggiamento con videoreflex non è cosi’
semplice, innanzitutto e’ meglio utilizzare la ghiera
del fuoco manualmente, e gia’ questo puo’ essere
poco immediato.
Oltretutto la profondita’ di campo e’ ridotta di molto
rispetto ai sensori piu’ piccoli delle telecamere, percio’
sara’ piu’ semplice che il soggetto non sia bene a
fuoco.
Il focus automatico non e’ sempre ben implementato
negli apparecchi videoreflex, e non sempre mette a
fuoco cio’ che desideriamo.
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CONTRO VIDEOREFLEX
ATTREZZATURA BASE
NECESSITA’ DI DOTARSI DI ATTREZZATURA
Prima o poi sentirete la necessita’ di dotarvi di una
certa attrezzatura.
La base e’ avere un rig spallare con paraluce e
microfono esterno.
Poi ci si puo’ sbizzarrire con steadycam, schermi
aggiuntivi, cavalletti etc.
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CONTRO VIDEOREFLEX
POCHI CONTROLLI, INGRESSI NON PRO
CONTROLLO AUDIO
Non tutte le videoreflex hanno controlli audio
adeguati, e non permettono cosi’ la migliore
gestione del suono.
E’ sempre bene avere controllo dei livelli sonori in
entrata, per evitare fruscii fastidiosi in ambienti
molto silenziosi.
Non si dispone inoltre di ingressi audio avanzati,
tipo XLR, per microfoni professionali, ma solo di
jack da 3.5mm (che sono comunque piu’ che
sufficienti per i semi-pro).
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CONTRO VIDEOREFLEX
SURRISCALDAMENTO, SKEW, WARP
DIFETTI SENSORE
L’ampia superficie del sensore e la mancanza di un
sistema di raffreddamento fanno si’ che questo si
surriscaldi
facilmente,
peggiorando
le
caratteristiche di ripresa e/o anomalie,
spegnimenti.
ROLLING SHUTTER - WARP
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Le generose dimensioni del sensore e la tipologia
CMOS (a scansione verticale) provocano
distorsioni da «rolling shutter», denominate
«skew» e «warp», visibili quando si fa un panning
veloce o si riprende un oggetto in movimento
veloce.
ROLLING SHUTTER - SKEW
RIPRENDERE CON VIDEOREFLEX
IL SUCCESSO DELLE VIDEOREFLEX
Ricapitolando, ai lati negativi per la
maggior parte si può sopperire con
l’abitudine e l’allenamento, e soprattutto si
può chiudere un occhio quando i lati
positivi includono sfocato impareggiabile,
luminosità e qualità senza pari al costo di
una macchina reflex.
Il look cinematografico delle riprese e le
funzionalità fotografiche ci restituiscono
uno strumento dalle infinite potenzialità
creative.
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FILM, SERIE TV
LA SCELTA DELL’ATTREZZATURA
LA MACCHINA E LE LENTI
BATTERIE E MEMORIA
Non sempre otterremo i risultati migliori con la macchina
migliore: anche se useremo un FullFrame, in modalità
video utilizzeremo comunque una matrice di pixel di
1920x1080, perciò con condizioni di luce adeguate sarà
difficile notare la differenza con un APS-C, che dalla sua
ha maggiore leggerezza e compattezza.
In modalità video il Live View è sempre attivato, ed il sensore
è in «presa continua»,, perciò il consumo di batteria sarà
elevato.
Come lenti possiamo accontentarci anche di zoom non
eccezionali (meglio se stabilizzati), in quanto il potere
risolutivo dovrà far fronte a soli 2Mpix di fotogramma; se
poi non ci accontentiamo possiamo ampliare il nostro
parco lenti con alcuni fissi, grandangolari spinti etc.
I supporti di memoria dovranno essere capienti e molto
veloci in scrittura, in quanto il flusso dati che dovranno
scrivere sarà di circa 5Mb/s per macchine che registrano in
.mp4 e 3Mb/s per quelle che registrano in AVCHD.
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Diciamo che una batteria può supportare al massimo un’ora
di girato in continuo, perciò dovremo dotarci di batterie
supplementari, meglio averne altre 2 a disposizione.
Dovremo dotarci perciò di schede classe 10 che scrivano
come minimo a 20Mb, ma consiglio una velocità superiore ai
30Mb/s.
LA SCELTA DEGLI ACCESSORI
CAVALLETTI, STEADYCAM, SPALLARI
MICROFONI, LCD ESTERNI, VIEWFINDER
La ripresa a mano libera può andare bene per una
foto, per un video è più difficoltosa anche perché la
macchina non sta vicino al corpo.
La dotazione audio di una videoreflex è piuttosto scarsa,
ed anche per una questione di «immagine» uno degli
accessori più importanti è un microfono esterno, meglio
unidirezionale per isolare i suoni, o stereo per cogliere
ogni rumore.
Perciò potremmo pensare di dotarci di un cavalletto,
magari con testa fluida per panning e tilting perfetti;
oppure di uno spallare, per riprese a mano comunque
stabilizzate; una steadycam, per stabilizzare la
camminata in modo professionale.
Molto importante è avere sotto mano anche un
paraluce di dimensioni importanti, per evitare riflessi
e perdita di contrasto.
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Se vogliamo avere una migliore visuale anche con il sole
potremmo pensare di acquistare un viewfinder, o
addirittura uno schermo lcd esterno schermato dai raggi
solari, per cogliere meglio anche il focus.
Esistono poi una miriade di accessori più o meno costosi
per arricchire il nostro corredo, ma l’importante è fare un
passo per volta.
SETTAGGI DI RIPRESA
SETTINGS PRINCIPALI
Il menu impostazioni solitamente lascia come principali
settaggi i seguenti:
•
la scelta di risoluzione e framerate progressivi:
480p, 720p, 1080p - 24, 25, 30, 50, 60fps
•
le opzioni di compressione in qualità filmato
•
le opzioni di regolazione sensibilità microfono
interno oppure esterno
•
abilitare le impostazioni manuali filmato per agire
soggettivamente e distintamente durante la ripresa,
sul tempo di posa, diaframma o sulla sensibilità ISO
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MENU IMPOSTAZIONI
SETTAGGI DI RIPRESA
RISOLUZIONE VIDEO
FRAME RATE
La risoluzione video, scelta legata alla destinazione
d’uso del nostro video finale; avremo la possibilità di
utilizzare nell’ambito dell’alta definizione due
risoluzioni:
Il frame rate (in Italia lo standard televisivo è il PAL
che adotta 25fps), lo imposteremo a 25 fotogrammi
per secondo progressivi per riprese Full HD.
•
1920x1080. Comunemente viene denominato
1080p o Full HD. È la massima risoluzione
prevista sulle fotocamere in modalità video;
•
1280x720. Risoluzione inferiore alla modalità
Full HD spesso chiamata HD o 720p, capace di
registrare ottime riprese video.
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Nel caso in cui si volessero realizzare delle riprese
rallentate (slow motion) utilizzeremo il valore di 50
fotogrammi progressivi per secondo, questo valore su
molte reflex sarà possibile ottenerlo solo con la
risoluzione 1280x720.
SETTAGGI DI RIPRESA
PICTURE CONTROL
Il Picture Control, che sceglieremo in funzione del soggetto o della scena ripresa; il consiglio sarà quello di utilizzare le
impostazioni standard, o neutre, con Nitidezza 0, Contrasto -2, Saturazione -2, Color Tone 0.
Questi valori sono necessari a permetterci in fase di postproduzione un minimo di correzione del colore.
Ma se non si ha esperienze di color correction o editing evoluto via software suggeriamo di impostare valori di
Picture Control già “definitivi”.
Magari variando i parametri di Nitidezza, Contrasto, Luminosità e Saturazione del Picture Control Standard da
valutare percettivamente visionando dei girati fatti, collegando la macchina reflex in Play via HDMI a un
televisore.
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SETTAGGI DI RIPRESA
VELOCITA’ OTTURATORE
La velocità dell’otturatore determinerà la quantità di luce la sfocatura dovuta al movimento (motion blur) che apparirà nelle
riprese video.
Normalmente sarà pari all’inverso del doppio del frame rate, al fine di rendere il movimento del video fluido e piacevole come
al cinema; il tempo da impostare sarà quindi pari a 1/50 di secondo per lo standard PAL, tranne il caso in cui si vogliano fare
delle riprese da utilizzare successivamente per lo slow motion, in questo caso il tempo di ripresa dovrà essere di almeno
1/125 di secondo o di tempi più veloci (alcuni programmi come Twixtor richiedono, per lavorare al meglio nella loro
interpolazione, 50fps e otturatore sopra 1/500s).
Eventi sportivi richiedono comunque velocità otturatore piuttosto alte, 1/250 è l’ideale.
In caso di scarsissima illuminazione si potrà anche usare un tempo di posa più lento pari a 1/30 prestando attenzione al
movimento.
In caso di riprese in luce artificiale ad incandescenza “neon” o “led ad alta intensità” bisognerà adottare tempi pari o multipli
alla frequenza di rete (in Italia 50Hz) quindi 1/50, 1/100 per evitare l’effetto flickering normale su illuminazioni non
continue.
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SETTAGGI DI RIPRESA
SENSIBILITA’ ISO, TEMPERATURA COLORE
DIAFRAMMA
La sensibilità ISO, normalmente la più bassa possibile
che le condizioni di luminosità potranno permettere,
al fine di ottenere la minima quantità di rumore
digitale durante le riprese.
Il diaframma di lavoro sarà scelto in funzione del
look che vorremo far acquisire alle riprese.
La temperatura colore (bilanciamento del bianco
idoneo alla scena) solitamente si lascia in automatico,
le reflex lavorano abbastanza bene in questo campo,
ma quando si hanno più fonti di illuminazione o
cambiamenti continui di condizioni luminose meglio
impostarla manualmente per evitare confusione.
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Per riprese più ragionate, o comunque «lente» si
potranno usare senza problemi diaframmi molto
aperti, mentre per reportage ed eventi sportivi sarà
meglio chiudere il diaframma, per avere una
maggiore profondità di campo e di conseguenza
avere meno problemi di messa a fuoco.
SETTAGGI DI RIPRESA
AUDIO
ESPOSIZIONE E MESSA A FUOCO
L’audio potremo impostarlo su automatico oppure su
manuale (dove possibile), verificando i livelli audio.
Differentemente dalla fotografia, l’esposizione potrà essere
regolata qui principalmente solo da diaframma e ISO (ed
eventuali filtri ND), mentre l’otturatore dovrebbe rimanere a
velocità costante per evitare di percepire differente fluidità
nelle immagini.
Il microfono incorporato non potrà in alcun modo fornire
registrazioni professionali anche solo a causa della sua
collocazione interna, che risentirà perciò anche di tutti i
rumori più lievi dell’operatore.
Le macchine possiedono la funzione AGC (Automatic
Gain Control, ovvero il controllo automatico del
«guadagno») che in caso di silenzio aumenterà a
dismisura la sensibilità del microfono producendo un
fastidioso brusio di fondo: è preferibile lasciarlo
disattivato.
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Ovviamente al contrario delle telecamere bisognerà prestare
attenzione alla variazione della profondità di campo col
variare del diaframma.
La messa a fuoco: alcune macchine hanno sistemi ibridi con
buoni risultati di messa a fuoco automatica, ma la scelta
migliore sarà sempre di lavorare in manuale per mettere a
fuoco ciò che desideriamo noi.
ORGANIZZAZIONE SU PC
IL WORKFLOW
Acquisire e fare il backup delle riprese sarà il primo
passo da fare; 1 minuto di girato può occupare fino a
300Mb, perciò si dovrà considerare l’opzione di
acquistare HD esterni.
Meglio usare, se possibile, un disco diverso da quello
dove è installato il sistema operativo, per velocizzare
la gestione dei files e l’editing.
A questo punto dovremo selezionare le clip in modo
da snellire il lavoro di editing successivo.
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VIDEO EDITING
IL MONTAGGIO
Il montaggio video ci permetterà di trasformare
le nostre riprese in un progetto finito che avrà
una storia e probabilmente una colonna
sonora.
Il processo di editing video è cambiato
drasticamente negli ultimi anni, l’editing video
attuale su un personal computer è tipicamente
riferito a un editing non lineare, perché
possiamo lavorare su varie sezioni del video
senza un ordine sequenziale, a differenza dei
sistemi analogici lineari che operano
direttamente sul supporto originario (esempio
nastro).
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VIDEO EDITING
SOFTWARE E PC
LE FASI DEL FLUSSO DI LAVORO
Ci sono delle soluzioni economiche per l’editing video,
software integrati nel sistema operativo come per esempio
Apple iMovie e Windows Movie Maker; software abbastanza
semplici da utilizzare ma capaci anche di buoni risultati.
Il flusso di lavoro da eseguire nel montaggio video sarà
simile per quasi tutti i programmi di editing del video:
Per quanto riguarda un utilizzo più professionale la scelta
potrebbe ricadere su software come Adobe Premiere Pro,
Sony Vegas o Final Cut Pro per Mac.
Per la gestione delle clip su software e per il rendering finale
dovremo disporre di un buon PC, di prestazioni piuttosto
superiori rispetto a quelli usati per editing fotografico.
©FRANCESCO RISTORI - 2014
•
Creazione di un nuovo progetto.
•
Acquisizione e importazione delle sequenze video e
audio (eventuale colonna sonora).
•
Assemblaggio e selezione punti di attacco e stacco
delle sequenze selezionate.
•
Aggiunta dei titoli.
•
Transizioni ed eventuali effetti.
•
Mixaggio dell’audio
•
Renderizzazione ed esportazione finale del filmato.
CONCLUSIONI
REFLEX E VIDEO: LA STORIA CONTINUA
Ormai la parte video delle fotocamere digitali reflex fornisce prestazioni d’alto livello.
Queste dimostrano di poter entrare a pieno titolo nel borsa di qualunque videomaker, ma non
dimentichiamoci che parliamo di mezzi nati per fare fotografie da decine Megapixel, una risoluzione
spaventosa, per stampe superiori all’A3; un mezzo perfetto per entrare nel mondo del video making, e se ci
viene a noia potremmo sempre «limitarci» a fare splendide fotografie!
GRAZIE PER L’ATTENZIONE
©FRANCESCO RISTORI - 2014
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