MODALITÀ DI LAVORO
1. Stendere la scaletta del testo
distinguendo in :
INCIPIT, SVILUPPO, CONCLUSIONE
1. Sviluppare tutte le sequenze narrative
2. Sviluppare le sequenze descrittive,
riflessive, dialogiche collegandole in
modo opportuno alle narrative .
3. Revisionare il testo per la correzione
finale.
QUELLA MATTINA IN CLASSE 4 B GLI ALUNNI STAVANO SVOLGENDO UNA
LEZIONE DI LINGUA SUL LIBRO DI LETTURA CON LA MAESTRA AGOSTINA.
LA MAESTRA STAVA SPIEGANDO I TIPI DI SEQUENZE CHE SI POSSONO USARE NEI TESTI
NARRATIVI
AD UN TRATTO, PRESUMIBILMENTE DALLA FINESTRA, ENTRÒ UNA MOSCA CHE
COMINCIÒ A GIROVAGARE PER LA CLASSE.
PER QUELLA VELOCE MOSCA, CHE CONTINUAVA A SFRECCIARE COME SE FOSSE STATA SU UN
CIRCUITO DI FORMULA UNO, GLI ALUNNI PERSERO L’ATTENZIONE E CONTINUARONO A
GUARDARLA E GUARDARLA COME UN PUBBLICO IN DELIRIO.
LA POVERA MAESTRA, A CAUSA DELLA DISTRAZIONE DEI BAMBINI, LI RIMPROVERÒ DICENDO:
“SE NON LA PIANTATE VI DO UN BEL CASTIGO: SCRIVERETE UN TESTO SULLA VITA, LE OPERE,
LA MORTE ED I MIRACOLI DELLE MOSCHE !!!”. TUTTI SI MISERO A RIDERE.
DOPO IL RIMPROVERO I BAMBINI PRESTARONO PIÙ ATTENZIONEALLE PAROLE DELLA MAESTRA
E CONTINUARONO AD SCOLTARLA.
AD QUESTO PUNTO LA MAESTRA DECISE DI FAR SCRIVERE UN TESTO PROPRIO SULL’EPISODIO
DELLA MOSCA,
NEL FRATTEMPO LA MOSCA CONTINUAVA A VOLARE IMPERTERRITA, MA SENZA PIÙ CATTURARE
L’ATTENZIONE DEI RAGAZZI, TUTTI INTENTI A RACCONTARE LE SUE GESTA.
ALLA FINE SUONÒ LA CAMPANELLA DELL’INTERVALLO. I BAMBINI APRIRONO
SIA LA PORTA SIA LA FINESTRA E LA MOSCA USCÌ DALLA CLASSE.
QUELLA MATTINA IN CLASSE 5 B GLI ALUNNI STAVANO SVOLGENDO
UNA LEZIONE DI LINGUA SUL LIBRO DI LETTURA CON LA MAESTRA
AGOSTINA.
LA MAESTRA STAVA SPIEGANDO I TIPI DI SEQUENZE CHE SI POSSONO USARE NEI TESTI
NARRATIVI
Dalla finestra il sole splendente
diffondeva
una luce calda e soffusa,
che rendeva i visi molto allegri
In classe era tutto tranquillo.
All’appello non mancava nessuno.
Fuori il sole splendeva e
si sentivano
i flebili cinguettii degli uccellini
che svolazzavano nel limpido cielo.
C’era un sole brillante
che illuminava i visi dei
ragazzi rendendoli più belli,
ma essi si lamentavano
dicendo che dava loro fastidio.
Dalle finestre entrava un luce abbagliante
all’appello non mancava nessuno ma ,
come ogni mattina,non tutti erano attenti.
Fuori splendeva il sole,
che riscaldava tutte le classi
con i suoi raggi dorati ed
entrava dagli spiragli delle
tende delle finestre.
Dalle finestre entravano spiragli di luce
splendente e all’appello non mancava
nessuno.
L’atmosfera era calda e
la classe era illuminata
dai raggi abbaglianti del sole:
tutto era tranquillo.
Era una giornata di sole e per il caldo
i ragazzi avevano aperto una finestra.
Fuori splendeva il sole che entrava
da uno spiraglio tra le tende della finestra:
in classe gli alunni erano in silenzio.
SVILUPPO: AD UN TRATTO, PRESUMIBILMENTE DALLA FINESTRA,
ENTRÒ UNA MOSCA CHE COMINCIÒ A GIROVAGARE PER LA CLASSE.
Questa era una mosca molto grossa, pelosa, nera come la notte senza luna. Gli occhi sfaccettati rifrangevano la luce del sole
come un prisma ed il suo ronzio sembrava il ronzio del calorifero della classe.
Il suo ronzio era molto fastidioso e distraeva la classe. Più volte la maestra richiamò i ragazzi per chiedere l’attenzione.
Era una mosca nerissima, gigante ma veloce come una Ferrari. Il suo fastidioso ronzio era rumoroso come un motore.
Sembrava impazzita, girava così velocemente che Shumacker in confronto sembrava un lumaca.
Era grossa e pelosa e quando si spostava faceva uno strano ronzio. Aveva una passione per le tende: quando era stanca
ci si posava sopra . Poi però ripartiva e ronzava da un banco all’altro.
Sfrecciava a più non posso, di qua e di là e raramente si posava sulle cose che le capitavano a tiro.
Quella mosca grande, nera e pelosa continuava a girare e ronzare rumorosamente
Era grossa, pelosa, tutta nera ed era proprio un elemento di disturbo, perché continuava a ronzare “ZZZZZZZ” mentre volava
Quella era una normale mosca nera, grossa e pelosa, ma per la maestra era come una calamita che attirava l’attenzione
degli alunni, perché continuavano a tenerla d’occhio e a scacciarla.
PER QUELLA VELOCE MOSCA, CHE CONTINUAVA A SFRECCIARE COME SE FOSSE
STATA SU UN CIRCUITO DI FORMULA UNO, GLI ALUNNI PERSERO L’ATTENZIONE
E CONTINUARONO A GUARDARLA E GUARDARLA COME UN PUBBLICO IN DELIRIO.
A quel punto uno dei desideri più
presenti nella mente dei ragazzi
era: “ SCHIACCIAMOLA …
SENZA … PIETÀ !!!” .
Gli alunni pensavano: “ Finalmente
qualcosa di interessante in questa
noiosa lezione di lingua.”.
I maschi pensavano:”Le femmine sono
Proprio fifone! Hanno paura di una mosca!
Passi per le api, ma per le mosche no!
Sono proprio delle femminucce.
Beh, vacci tu a capirle!!!!! “.
Invece alcune femmine pensavano:
“ AIUTOOO!!!! PERCHÉ NON FANNO
USCIRE QUESTA MOSCA? “.
Alcuni alunni pensarono :” Beata mosca!
Noi prigionieri della maestra, mentre lei
è libera . CHE INVIDIA!” .
Più volte alzarono lo sguardo per
osservarla.
Altri invece iniziarono a spostare
nervosamente gli astucci e i quaderni
perché ….. ne avevano PAUUURA.
Le femmine ne avevano schifo
e pensavano:“ Ammazzatela!!! “.
I maschi pensavano invece
che fosse un animale
interessante, anzi la invidiavano
perché era l’unica ad essere
… LIBERAAA .
I maschi pensarono: “ Che animale
affascinante, così veloce e così bello!”
Invece le femmine inorridivano :
” Che essere inutile: così schifoso,
brutto ed noioso!”.
La maestra sconsolata pensò :” Chissà come
avrà fatto quell’ insignificante insetto
ad attirare l’attenzione dei miei alunni? “.
LA POVERA MAESTRA, A CAUSA DELLA DISTRAZIONE DEI BAMBINI, LI RIMPROVERÒ DICENDO:
“SE NON LA PIANTATE VI DO UN BEL CASTIGO: SCRIVERETE UN TESTO SULLA VITA, LE OPERE,
LA MORTE ED I MIRACOLI DELLE MOSCHE !!!”
TUTTI SI MISERO A RIDERE.
La povera Agostina si sentì presa
in giro: non intendeva scherzare!
Nessuno le credeva e dissero
in coro:” Non è possibile creare
un testo del genere!”
Invece la maestra esclamò:
” Sì che si può!” ... ma poi rise
anche lei.
Ma la maestra diceva sul serio: era rossa
in faccia come un toro nell’arena e pian
piano le scivolarono gli occhiali dal naso.
Po si calmò e sorrise all’idea di quello
strano castigo.
Agostina era tutta rossa dalla rabbia per aver
dovuto interrompere la sua lezione , aveva un
diavolo per capello ... ma poi scoppiò a ridere!
A quel punto la maestra s’infuriò
e divenne una strega con
la faccia bordeaux ...
ma poi non riuscii più a
trattenere il sorriso.
La maestra si arrabbiò molto per le
risate dei bambini, ma poi anche lei
scherzò sul fatto di dare un simile
castigo sulle mosche.
Quando la maestra sgridò di nuovo gli alunni,
la classe si calmò e diventò silenziosa
come un luogo di culto.
DOPO IL RIMPROVERO I BAMBINI PRESTRARONO PIÙ ATTENZIONE
ALLE PAROLE DELL MAESTRA E CONTINUARONO AD SCOLTARLA.
Alla maestra, vedendo i suoi alunni finalmente attenti,
si aprì un sorriso così grande da coprirle tutta la
faccia e felicemente riprese la lezione.
AD QUESTO PUNTO LA MAESTRA DECISE DI FAR SCRIVERE
UN TESTO PROPRIO SULL’EPISODIO DELLA MOSCA.
NEL FRATTEMPO LA MOSCA CONTINUAVA A VOLARE IMPERTERRITA,
MA SENZA PIÙ ATTIRARE L’ATTENZIONE DEI RAGAZZI, TUTTI INTENTI A
RACCONTARE LE SUE GESTA.
ALLA FINE SUONÒ LA CAMPANELLA DELL’INTERVALLO.
I BAMBINI APRIRONO SIA LA PORTA SIA LA FINESTRA E LA MOSCA
USCÌ DALLA CLASSE.
Mentre se ne andava la mosca pensò:
“Che classe maleducata! Avevo un po’
di vergogna con tutti quegli occhi
puntati su di me.
La maestra era molto arrabbiata
perché avevo distolto l’attenzione
dei suoi alunni. Ma cosa vuole?
Sono così affascinante!!!”.
Mentre la mosca usciva pensò:
“ Comode quelle tende: sembravano
fatte apposta per me! Anche se quella
maestra era proprio scortese: in fin dei
conti non sono una bella mosca?”
Andandosene la mosca pensò:
”Quella maestra che continuava
a rimproverare quei poveri bambini!
Erano tutti miei fans: non è colpa mia
se sono così bella!”.
La mosca uscendo pensò:” Come mai chela
poera maestra l’ha usat tot ol tep?
Segont me perché i so alunni i sighetaa
a ardam. L’è mia colpa me se so i se bela!!!!”
La mosca pensò e ripensò:” Cos’erano
tutte quelle attenzioni? Perché
continuavano a fissarmi? “
Si sentì una calamita .
“ BOH !” disse tre sé e sé
e se ne volò via incuriosita dall’idea.
La mosca uscendo fece questa riflessione:
“Pensavo di far loro un po’ di compagnia, invece,
senza volerlo, sono andata a disturbare quella
povera maestra …..ZZZZZZZZZZ”
Mentre volava via pensava:
“Che classe rumorosa!
Nessuno la può sopportare.
Povera maestra!
Anche se è vero però che ho
distratto un po’ troppo
quei bambini con i miei voli
acrobatici!”.
Mentre la mosca se ne andava
via pensò:” Che classe di
guardoni! Non sono riuscita
mai a fare i miei bisognini in
santa pace. Insomma un po’
di PRIVACY!!!!!”.
Quando la mosca uscì dalla finestra disse:
“Mamma mia , ho preso un colpo:
mi volevano ammazzare!
Però quella maestra è stata carina a far
scrivere questo testo su di me “.
Scarica

una mosca in classe