Istituto Statale Comprensivo Arturo
Toscanini
Anno scolastico 2010\2011
Classe 2° A
TECNOLOGIA
prof.ssa Flavia Crespi
ANTROPOMETRIA
L’antropometria è la scienza che studia le dimensioni del corpo umano e delle sue parti, deriva
dal greco antropo= uomo e metria= misura. Le dimensioni dell’ ambiente in cui l’uomo opera e
quella degli oggetti, fissi e mobili, che a lui servono, dipendono dalle dimensioni del corpo umano.
Naturalmente le dimensioni antropometriche sono riferite a una persona di media statura senza
distinzioni di sesso: sono misure medie e perciò variabili a seconda dei caratteri somatici di ciascun
individuo.
La figura, riferendosi ai disegni di Leonardo,
riproduce le condizioni di proporzionalità del corpo
umano. Leonardo Da Vinci partendo dalle regole di
Vitruvio, ci ha lasciato un disegno molto
interessante riguardante le proporzioni del corpo
umano.
L’ uomo, in piedi inserito nel quadrato, rappresenta
le proporzioni antropometriche in condizione di
staticità: la statura è uguale all’apertura orizzontale
delle braccia. L’uomo in stazione eretta a braccia e
gambe divaricate, è inserito nel cerchio e
rappresenta le proporzioni antropometriche in
condizioni di movimento; le quattro estremità sono
equidistanti da un centro che si trova nell’ombelico.
2°A
LE CORBUSIER
Appartiene al movimento moderno che ritiene l’architettura “ capace di produrre persone
felici” in grado cioè di risolvere i conflitti sociali e di migliorare la condizione umana,
attraverso una razionale organizzazione dello spazio urbano e abitativo.
Per garantire condizioni di buona abitabilità alla casa, che Le Corbusier chiama “ macchina
per abitare”, studia il MODULOR che fornisce in modo coordinato i parametri dimensionali
per la progettazione.
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GLI OGGETTI
LE MISURE DELL’UOMO
Le misure degli oggetti e dell’ambiente costruito dipendono, in primo luogo, dalle
dimensioni del corpo umano.
Le dimensioni medie dell’uomo riportate nel manuale di architettura di Neufert, indicano
alcune misure e distanze che servono nella progettazione degli spazi chiusi e degli elementi di
arredamento, per rendere agevole gli spostamenti nei diversi ambienti.
L’uomo con il braccio alzato è alto circa 2,25 m.; dunque, il soffitto di una stanza abitabile
deve essere qualche centimetro più alto. In Italia, la normativa indica, in generale, l’altezza di
2,70 m. da pavimento a soffitto come dimensione minima.
Nei mobili, nelle librerie, ad esempio, tutto ciò che è più alto di 2,20 m. non può essere
raggiunto se non con l’ausilio di una scala o di uno sgabello.
Se la statura media di un uomo è di circa 1, 75 m. e raramente può arrivare a 2 metri, una porta
di passaggio è alta circa 2,05-2,10 m. Visto che la larghezza delle spalle di un uomo è di circa
0,55 m., una porta deve essere larga almeno 0,60 m., ma per consentire il passaggio di un
uomo con un ingombro, si considera una larghezza media di 0,80 m. per le porte. Se la porta
è a due battenti, la larghezza è di circa 1,10 m., per i portoni.
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LA STANZA
La stanza rappresenta uno spazio unitario e limitato, costituito da un
ambiente formato da muri perimetrali, vari impianti fissi e infine
l’arredamento.
Quest’ultimo è costituito in parte da oggetti fissi (armadi, librerie, ecc..),
in parte da oggetti che vengono cambiati occasionalmente a seconda
delle esigenze (tavoli, divani, letti ecc..) in parte da oggetti che possono
essere spostati continuamente (sedie, sgabelli ecc..).
L’insieme della stanza con il suo arredamento forma lo scenario elementare
di quasi tutte le attività umane.
In relazione alla designazione dell’attività che si svolge nell’ambiente stanza
si hanno due ordini di stanze:
-stanze per attività private come il bagno, la cucina o la stanza da letto
- stanze per attività pubbliche come gli uffici di banche, poste o le aule
scolastiche.
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Da ciò detto è facile rendersi conto che ciascuna attività esige una stanza particolare.
La moderna tecnica edilizia tiene conto, in fase di progettazione, non solo dello spazio funzionale
ma anche di una razionale disposizione degli impianti fissi e dell’arredamento.
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L’APPARTAMENTO
L’appartamento è costituito da un insieme di stanze. Come le caratteristiche della
stanza derivano dalla sua funzione e dall’accostamento dei vari oggetti d’arredamento,
fissi e mobili, così le caratteristiche dell’appartamento derivano dall’accostamento delle
varie stanze.
Nella stanza si possono svolgere una o più attività (in cucina, per esempio, oltre che
cucinare, si può pranzare, lavorare; in camera si può anche studiare); nell’appartamento
si svolge, di giorno e di notte, quel complesso equilibrato di attività le quali in una
parola vengono definite “abitare”, e che realizzano una sfera di rapporti privati e
familiari distinti da quelli pubblici e associati.
Gli attuali orientamenti dell’architettura considerano l’appartamento il più piccolo
complesso abitativo con significati funzionali ed organici da studiare e progettare per
suo conto. Le Corbusier, uno dei più grandi architetti dei nostri tempi (1887 – 1965),
definisce la casa, cioè l’appartamento, “La macchina per abitare”. Una “macchina”
intesa nel senso di strumento al servizio di funzioni precise, “Ma ricchissima di significati
materiali e spirituali”.
2°A
2°A
IMPIANTO ELETTRICO
L’impianto elettrico comprende una rete di fili conduttori, collegati tra di loro da
prese, interruttori ecc.
Questi fili conduttori sono racchiusi in appositi tubi d’acciaio smaltato o di PVC e la
loro disposizione avviene durante la fase di costruzione.
A seconda dell’utilizzo della stanza, è necessario un certo numero di punti
luce, di prese e interruttori e la loro posizione spesso determina già la futura
sistemazione dei mobili. Ad esempio per il bagno e la cucina viene
consigliato di mettere prese e fili a distanza di sicurezza dalle tubature
dell’acqua per evitare scosse elettriche.
Ogni elettrodomestico deve avere una presa per la messa a terra
collegata all’impianto a terra che si trova nel terreno e che serve a
scaricare tutta la corrente che si può creare per guasti accidentali o dovuti
all’isolamento difettoso dei fili. Questo filo è formato da un cavo in treccia
di rame, protetto da un tubo di plastica, collegato ad una piastra di rame
incassata nel terreno.
Il consumo dell’energia elettrica è calcolato per mezzo di un contatore
installato dalla società erogatrice, la quale riscuote dall’utente il
compenso attraverso le bollette che vengono inviate bimestralmente.
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IMPIANTO IDRAULICO
Gli impianti igienici sono subito inseriti nel progetto dell’edificio, poiché non solo
richiedono locali adibiti all’uso particolare ed esclusivo, ma l’impianto che convoglia
l’acqua alle cucine e ai bagni viene iniziato con la costruzione stessa della casa, collocando
le apposite tubazioni nei muri.
I bagni, le cucine e i lavabi vengono, ove possibile, incolonnati l’uno sopra l’altro, in
corrispondenza esatta, nelle piante dei singoli appartamenti; i collegamenti verticali sono
chiamate colonne.
Gli scarichi delle acque uscenti dai lavabi, dalle vasche e dagli elettrodomestici, chiamate
acque bianche, immesse in una adeguata tubatura, si uniscono alle acque luride (scarichi
dei gabinetti) in tubature, un tempo costruite in piombo, ora in materiale plastico molto
resistente.
Queste tubature sono collegate L’impianto idraulico-sanitario è progettato in relazione al
numero e alle necessità degli utenti. Le singole abitazioni sono collegate alla rete idrica
municipale che distribuisce l’acqua potabile.
Viene predisposto un sifone, che serve per eventuali ispezioni e per evitare ritorni di acque
maleodoranti; dal sifone, le acque di scarico sono convogliate nel collettore generale.
La raccolta generale delle acque luride in città è svolta per mezzo di una canalizzazione
della fognatura municipale costruita con elementi di notevole portata, adagiati sotto le
reti viarie cittadine. Lo scarico finale dopo una sosta nei depuratori biologici avviene nei
fiumi oppure in mare.
Dove non esiste un impianto di fognatura, le acque di scarico sono convogliate in fosse
biologiche o settiche.
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L’impianto dell’acqua calda può essere centralizzato o individuale. Nel primo caso va
considerato insieme all’impianto termico, se invece è individuale si ricorre all’installazione
di un boiler o scalda-acqua, grossi recipienti cilindrici funzionanti a energia elettrica o a
gas.
LE TUBATURE
I materiali più usati per realizzare le tubature sono:
-acciaio zincato (saldabile e filettabile),
-rame (saldabile o pressabile o a stringere),
-polipropilene (solo termosaldabile)
-multistrato, composto da un tubo in plastica alimentare ricoperto da uno strato di
alluminio ed un altro in plastica (quest'ultimo può essere piegato a mano e/o con l'uso di
molle per evitare lo schiacciamento ed eventuale riduzione di portata; può essere
pressabile o a stringere).
Le tubature vengono poi rivestite con materiali isolanti di spessore tra i 5/12 mm (ad
esempio il neoprene), portando diversi vantaggi: l'isolamento infatti protegge le tubature
dalla corrosione, evitano la condensazione esterna per le condutture di acqua fredda o la
dissipazione del calore per quelle di acqua calda e attutiscono rumori e vibrazioni causate
dal passaggio dell'acqua a pressioni elevate.
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IMPIANTO A GAS
Il gas è un combustibile pratico, economico e non inquinante, ma tossico. In città la distribuzione
avviene attraverso una rete unificata, gestita da un’ Azienda Municipale, o per mezzo di bombole
individuali, là dove non esista l’ impianto di distribuzione.
La rete è costituita da grosse tubazioni interrate in cui il gas circola sotto pressione; nelle case le
tubature sono a sezione ridotta. Le condutture montanti vengono fatte salire sull’ esterno dei
muri delle case, senza incassarle, per evitare rischi di esplosioni. Il consumo di gas è letto sugli
appositi contatori installati all’ esterno degli appartamenti. Il gas di città deriva da un’ adeguata
miscela di metano, idrogeno e ossido di carbonio con una percentuale minima di altri gas.
Il gas, per bruciare, deve miscelarsi con l’aria secondo una percentuale variabile dal 6 al 35%: a
regolare il flusso d’aria pensano i bruciatori. Se al bruciatore giunge una quantità insufficiente
d’aria, una parte di gas non brucia e avvelena l’ambiente circostante. Essendo più pesante
dell’aria, il gas si accumula di preferenza verso il basso: quindi, in caso di guasto, è meglio
spalancare una porta piuttosto che una finestra. È oggi obbligatorio creare delle prese d’ aria per
arieggiare la cucina o il bagno, se vi è installato un boiler a gas, per compensare i fenomeni di
condensa che si vengono a creare durante la combustione del gas metano, ricco di vapore
acqueo. Le misure di sicurezza degli impianti sono tali da consentire con massima tranquillità
l’uso del gas anche per gli impianti di riscaldamento.
Gas liquido. Tutti i gas, compressi, passano dallo stato gassoso a quello liquido, alcune ad alte
pressioni, altri a più basse: questa loro proprietà consente di immagazzinarli agevolmente in
bombole per trasportarli. I gas più usati a tale scopo sono il butano e il propano.
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IMPIANTO TERMICO
2°A
L’impianto termico deve essere tracciato sulla carta durante la progettazione della casa, e il passaggio dei
tubi è previsto durante la costruzione: l’installazione degli elementi che serviranno a riscaldare gli ambienti
(termosifoni) è fatta a costruzione ultimata.
Vi sono diversi metodi per riscaldare un’abitazione, la scelta di uno piuttosto di un altro è in stretta
relazione con il tipo di struttura, le dimensioni, le funzioni, la località dove sorge l’ edificio.
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In case piccole o di uso saltuario (casa-vacanze) è ancora adoperata la STUFA: a legna, a carbone, a
kerosene, a gas, oppure elettrica, sostituita più modernamente dal camino a convezione di aria
calda.
Nei grandi edifici industriali (come officine, supermercati, garage) l’ impianto più efficiente è quello
ad aria calda: in un locale interrato sono installati dei bruciatori, collegati con i serbatoi di
combustibile, che scaldano l’aria; apposite ventole spingono l’aria calda nelle grosse tubature che la
distribuiscono negli ambienti.
Nelle case di abitazione il sistema più comune è quello a TERMOSIFONI in cui circola acqua calda. In
un locale scantinato, adeguatamente ventilato, sono installati il bruciatore e la caldaia, un grosso
serbatoio in cui l’ acqua viene riscaldata fina ad una temperatura in torno ai 70gradicentigradi per
mezzo della combustione di gasolio, gas metano o carbonio. I tubi di salita dell’ acqua costituiscono
la COLONNA MONTANTE che porta l’ acqua ai radiatori installati in ogni camera e situati, di solito,
nei punti di maggior sbalzo termico (sotto o vicino alle finestre).Una tubatura di discesa, detta
COLONNA DI RITORNO, riporta l’acqua alla caldaia. La circolazione dell’acqua può avvenire
spontaneamente, in quanto l’acqua, scaldandosi, diventa più leggera e quindi tende a salire, ma di
solito, la circolazione è garantita da POMPE.
L’ utilizzazione dell’ ENERGIA SOLARE per il riscaldamento degli ambienti per mezzo di pannelli, non
ha avuto finora grande sviluppo, soprattutto perché è difficile adattare i vecchi edifici a questo
scopo. Più diffusa l’ utilizzazione dei PANNELLI SOLARI per ottenere acqua calda per usi sanitari.
2°A
TIPOLOGIE ABITATIVE:
Case singole
È un tipo tradizionale di alloggio che ritroviamo nelle campagne e nei sobborghi
delle città. A seconda delle caratteristiche e delle funzioni si hanno le seguenti
distinzioni :
-casa rurale o colonica
-casa di abitazione unifamiliare
-villa o villino
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CASE INDIVIDUALI ASSOCIATE
ORIZZONTALMENTE
Gli alloggi individuali, conservano caratteristiche di indipendenza, sono associate tra loro e
messe a contatto per formare una fila. Ogni casa ha uno, due, o al massimo tre piani. E' dotata
di un ingresso principale che immette dalla strada ed eventualmente di in ingresso secondario;
può avere anche davanti o sul retro un proprio terreno o giardino.
Questa soluzione permette una notevole riduzione dell'area fabbricativa, risparmio nella
costruzione dei fabbricati, semplificazione dei collegamenti alla rete elettrica, alle condutture
dell'acqua, gas e ai collettori di scarico delle acque usate. Presenta, anche, il vantaggio di avere
facilmente accessibili negozi, uffici, scuole...
E' un sistema edilizio che ritroviamo nelle antiche città ed è largamente usato in Europa e in
Italia per lo sviluppo periferico delle città moderne. Tecnicamente è disegnato con la
denominazione di "case a schiera" perché allineate lungo le strade e possono essere di
proprietà degli utenti o cedute in affitto.
Nei primi decenni dopo la seconda guerra mondiale, in Italia, si è appreso un nuovo modello di
costruzioni edilizie chiamate "case a tappeto", tuttavia costruite in base ad un piano studiato
precedentemente.
Queste case sono costruite in zone dotate di piani regolatori, che predispongono le necessarie
infrastrutture ( strade, fognature, linee di acqua e gas ecc.).
2°A
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IL CONDOMINIO
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2°A
Gli alloggi associati verticalmente si trovano specialmente negli agglomerati urbani, sia al
nord, al centro e al sud d’Italia. Sono costituiti da corpi di fabbrica a numerosi piani; ogni piano
può comprendere 2, 3, 4 o anche più alloggi. Ogni corpo di fabbrica è detto comunemente
“condominio”. Tale disposizione naturalmente fa perdere all’alloggio i caratteri che
distinguono le case individuali, cioè:
A) Non hanno un proprio ingresso diretto dalla strada; vi si accede soltanto attraverso
disimpegni comuni: porta principale di ingresso, scala, ascensore, pianerottolo, corridoio;
B) Non hanno un giardino proprio, ma balconi e terrazzi;
C) Non possono essere ampliati nel tempo, perché vincolati l’uno sull’altro anche mediante il
sistema dei disimpegni.
Per contro la concentrazione verticale dell’ alloggio occupa una limitata are del suolo
pubblico, consente di disporre di una dotazione più completa di servizi collettivi. Gli alloggi,
costituiti generalmente da un numero indispensabile di stanze, permettono di semplificare e
ridurre le esigenze domestiche e di dedicarsi maggiormente a funzioni di carattere pubblico; in
tal senso risolvono i problemi di famiglie poco numerose o composti da adulti che esplicano la
loro attività fuori casa.
Gli alloggi possono essere acquistati dagli utenti o locati.
2°A
TIPOLOGIE ABITATIVE
COME PREPARARE UN SONDAGGIO:
1) Definizione dell’argomento
2) Stesura del titolo e dei contenuti
3) Scelta del Target
4) Selezione e sintesi delle informazioni da comunicare
5) Scelta del gruppo di lavoro e divisione dei compiti
6) Raccolta e selezione delle informazioni
7) Tabulazione dei dati raccolti
8) Consultazione della tabella
9) Progettazione grafica
10) Confronto, discussione e verifica
COME PREPARARE UN’INTERVISTA:
1) Definire l’argomento: l’argomento va definito con chiarezza
2) Preparare le domande: l’intervistato deve essere sottoposto a poche
domande chiare e concise
3) Svolgere l’intervista: massima cortesia, domande strettamente necessarie,
ripetute e integrate, se necessario; è bene dividere i compiti tra i membri
del gruppo intervistatore
4) Raccogliere e tabulare i dati
5) Controllare ed elaborare i dati (anche graficamente)
2A
L’INTERVISTA:
1) Argomento: i caratteri variabili dell’alloggio: le TIPOLOGIE ABITATIVE
L’abitazione dove vivi con la tua famiglia è:
1) Casa individuale: a- casa rurale o colonica
b- abitazione unifamiliare/bifamiliare
c- villa o villino
2) Casa associata orizzontalmente:
a- case a schiera
b- case a tappeto
3) Casa associata verticalmente:
a- condominio
I RISULTATI:
Tipologie abitative classe 2A
1) CASA INDIVIDUALE
8
2) CASE ASSOCIARE ORIZZONTALMENTE
2
3) CASE ASSOCIATE VERTICALMENTE
Classe 2A
n° alunni
6
9
8
n
u
m
e
r
o
a
l
u
n
n
i
8
7
6
6
5
2) CASE ASSOCIARE
ORIZZONTALMENTE
4
3
2
2
1
La tipologia abitativa più comune nella classe 2°A
è LA CASA INDIVIDUALE
2A
0
1) CASA INDIVIDUALE
tipologie abitative
3) CASE ASSOCIATE
VERTICALMENTE
I RISULTATI:
Tipologie abitative scuola secondaria
Tipologie abitative scuola secondaria
1) CASA INDIVIDUALE
n° alunni
57
2) CASE ASSOCIARE ORIZZONTALMENTE
17
3) CASE ASSOCIATE VERTICALMENTE
29
n° alunni
1) CASA INDIVIDUALE
57
1a- casa rurale
0
1b-casa unifamiliare/bifamiliare
51
1c- villa o villino
6
2) CASE ASSOCIARE ORIZZONTALMENTE
2a-case a schera
2b- case a tappeto
3) CASE ASSOCIATE VERTICALMENTE
3a- condominio
17
14
3
29
29
scuola secondaria
28%
1) CASA INDIVIDUALE
55%
17%
2) CASE ASSOCIARE
ORIZZONTALMENTE
3) CASE ASSOCIATE
VERTICALMENTE
La tipologia abitativa più comune nella scuola è: LA CASA INDIVIDUALE
2°A
TABELLE E GRAFICI STATISTICI
Gli esperti della comunicazione affermano che la forma grafica visuale possiede una
superiore efficacia comunicativa e informativa, rispetto al linguaggio parlato e scritto. La
base di partenza è quasi sempre la tabella in cui i dati vengono raccolti, riportati con ordine
e suddivisi in righe orizzontali e colonne verticali. Il grafico associato alla tabella, aiuta a
comprendere meglio e in minor tempo i dati raccolti.
L a statistica ha come scopo quello di sintetizzare i dati raccolti attraverso strumenti grafici
(diagrammi, istogrammi, areogrammi) che descrivano gli aspetti salienti dei fenomeni
osservati.
Diagrammi, istogrammi, areogrammi ci sono utili quando intendiamo sintetizzare in una
rappresentazione grafica fatti, fenomeni che possono essere ridotti a grandezze numeriche.
I grafici sono finalizzati alla comprensione e alla memorizzazione di concetti, situazioni,
fenomeni, fatti, processi.
ISTOGRAMMA: è un grafico utilizzato quando si vogliono mettere in evidenza le differenze
che esistono tra i valori di una tabella.
AREOGRAMMA: si utilizza per rappresentare graficamente dei valori in percentuale, per
mettere in evidenza una certa parte rispetto all’intero.
2°A
LE BARRIERE ARCHITTETTONICHE
Le persone disabili, incontrano, nelle nostre città,
molte difficoltà, ad esempio salire delle scalinate;
le barriere architettoniche, quindi impediscono a
questi soggetti, la vita comune.
In questi anni, infatti, sono state emanate delle
leggi che impongono di migliorare gli edifici
pubblici per favorire la mobilità di persone
anziane e diversamente abili.
2°A
IL QUARTIERE
È costituito da un insieme di alloggi, edifici ed altre strutture che danno origine a un
nucleo più o meno esteso, più o meno autonomo all’interno di un agglomerato urbano.
La denominazione deriva da un antica usanza: quando le città venivano suddivise da due
strade principali che si intersecavano ortogonalmente e davano origine a quattro settori,
ciascuno prevedeva, appunto, il nome di quartiere. Il quartiere ha assunto oggi significati
e funzioni assai diversi: non rappresenta la quarta parte della città in quanto i quartieri
delle città, specialmente in quelle più grandi, sono in numero assai maggiore; i suoi limiti
(se di limiti si può parlare) non sono più rappresentati dalle strade principali, bensì da un
certo grado di “coesione sociale” facilmente individuabile. Per una maggiore conoscenza
tecnica del quartiere è necessario ricorrere a rappresentazioni prestabilite quali le mappe
in scala 1:1000 che si possono acquistare presso gli Uffici Tecnici Erariali. Nella mappa del
quartiere sono disegnate (e segnate in tratteggio) le particelle occupate dagli edifici (e
quindi anche dal vostro alloggio), le particelle non ancora occupate, gli spazi occupati dai
servizi collettivi di primaria importanza che gli abitanti del quartiere raggiungono
frequentemente o ogni giorno:
2°A
a) I negozi di primaria importanza: alimentari in genere, supermercato ( se esiste), bar,
merceria, cartoleria, tabaccheria, edicola di giornali, farmacia, calzoleria, confezioni, ecc.;
b) Gli uffici pubblici: poste e telegrafo, agenzia bancaria ecc.;
c) Le scuole pubbliche;
d) La chiesa parrocchiale;
e) I poliambulatori medici;
f) I luoghi di spettacolo e ritrovo: teatro, cinema, circoli ricreativi, associazioni culturali
ecc.;
g) Le fermate dell’autobus;
h) I posteggi e i parcheggi autorizzati per autoveicoli;
i) Le autorimesse;
l) Il parco giochi per bambini, eventuali campi sportivi e piscine;
m) Gli eventuali altri edifici d’importanza urbana, i laboratori, gli stabilimenti industriali,
che contribuiscono, con la loro presenza, a dare nota caratteristica al quartiere;
Sono in oltre indicate:
n) La cabina o le cabine di trasformazione della corrente elettrica;
o) L’illuminazione stradale;
p) La segnaletica stradale;
q) L’alberatura, le zone verdi pubbliche, le piazze, i marciapiedi, le panchine.
2°A
La presenza simultanea di questa seria numerosissima ed eterogenea di elementi
caratterizza e definisce lo spazio esterno del quartiere: l’integrazione di questi
favorisce una migliore abitabilità, allo stesso modo con cui le pareti e gli arredi
caratterizzano l’abitabilità della stanza e l’accostamento di un certo numero di
stanze, con il loro specifico arredamento, caratterizzano l’abitabilità dell’alloggio.
Se ci si sposta dal quartiere cittadino verso la periferia e verso le zone più lontane
incontriamo due tipi di centri abitati: le frazioni e i comuni periferici.
Le frazioni sono costituite da borgate del comune prive del centro comunale,
eventualmente dotate di scuole pubbliche;
I comuni periferici sono costituiti da centri abitati confinanti con capoluogo, ma
aventi amministrazione comunale propria.
I comuni, da un punto di vista giuridico-amministrativo, sono enti autonomi
territoriali retti da una giunta e da un sindaco eletti dal consiglio comunale. Sia le
frazioni di comune che i comuni periferici possono considerarsi, salvo le dovute
differenze, come quartieri isolati: le prime hanno un’autonomia molto limitata,
mentre i comuni godono praticamente di tutti i servizi collettivi, sociali e
amministrativi propri del quartiere cittadino.
2°A
2°A
LA CITTA’
Una città è un insediamento umano esteso e stabile, un'area urbana che si differenzia da un
paese o un villaggio per dimensione, importanza e densità di popolazione. Sotto le strade
delle nostre città corrono reti di cavi, tubi e gallerie che portano a tutti gli edifici acqua,
energia elettrica, gas, linee telefoniche e raccolgono gli scarichi dei servizi igienici domestici e
dei tombini stradali. Questi impianti sono chiamati infrastrutture tecniche urbane.
2°A
CITTÀ NASCOSTA
Il buon funzionamento della città dipende dell'efficace applicazione delle norme
urbanistiche e di igiene ambientale: queste regolamentano sia le costruzioni visibili,
sia quelle opere nel sottosuolo della città.
sotto di noi troviamo:
- la rete idrica.
- la rete elettrica.
- la rete telefonica.
- la rete del gas metano.
- la rete fognaria.
2°A
IL TERRITORIO
La conformazione geografica di una regione o di un paese e le vicende storiche che ne hanno
influenzato lo sviluppo, sono gli elementi che determinano la struttura di un territorio.
La sua composizione geografica spesso sembra dividerlo in varie regioni che non corrispondono
sempre ai confini politici.
Esso è sempre stato sfruttato anche in passato, perché ricco di materie prime necessari alla
sopravvivenza dell’uomo. L’area di sfruttamento delle risorse naturali del sottosuolo, de mare e
dello spazio aereo vengono definite dalle Leggi del Diritto Internazionale.
L’insediamento nel del territorio da parte di numerose popolazioni, ha favorito la nascita di una
risorsa quasi altrettanto naturale: il patrimonio artistico.
L’impianto di vie di comunicazione, di industrie, attività commerciali e turistiche incrementa lo
sviluppo economico, ma va regolamentato per evitare l’insorgere di inquinamento ambientale, per
promuovere il benessere degli abitanti: nasce così la Pianificazione Territoriale.
Gli interventi compiuti dall’uomo ad esempio per deviare corsi d’acqua per l’agricoltura, recintare
appezzamenti di terreno, costruire abitazioni, collegare tra loro le città, portare gas o elettricità,
valicare valli, o attraversare montagne prendono il nome di Infrastrutture Territoriali
2°A
2°A
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