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Non è una parolaccia, indica semplicemente la distanza fra l’appoggio
dell’obiettivo sul revolver ed il punto di messa a fuoco.
E’ importante che sia la medesima su tutti gli obiettivi montati, in quanto ci
permette di mantenere una messa a fuoco costante, sia pure approssimata, al
cambio dei vari obiettivi.
Tra i primi obiettivi prodotti, ve ne erano con parfocale di soli 33mm (LOMO,
Olympus, ecc.), altri con 37mm (Leitz, Wild, ecc.), infine la parfocalità si è ormai
standardizzata sui 45mm (norme DIN) per quasi tutti i microscopi.
Naturalmente esistono ancora obiettivi con lunghezze diverse, generalmente per
usi molto specifici, in cui è indispensabile mantenere una certa distanza dal
soggetto (micro manipolazione, minerali e metalli, ecc.) e che hanno valori di
parfocalità molto alti, anche superiori ai 60 mm.
Se si deve inserire un obiettivo con parfocale corta, gli si aggiunge quindi una
piccola prolunga di lunghezza adatta a portarlo allo standard di 45 mm.
Solo un suggerimento: gli obiettivi a parfocale corta sono
molto penalizzati sul mercato dell’usato e spesso si trovano
delle vere occasioni a prezzi minimi.
Fateci un pensierino, in fin dei conti con 18 Euro di prolunga diventano come gli
altri, la perdita di qualità esiste, ma è minima e non è certo comparabile al
risparmio che potete conseguire.
Osservazioni “in vivo” sono quelle che non modificano la vitalità dei soggetti
osservati, quindi niente fissatori, niente coloranti, niente montanti e, di
conseguenza, niente conservazione.
Il grande handicap di questa specialità della microscopia è quindi che non ti
lascia vetrini da conservare e da poter rivedere: si osserva, si fotografa, ma alla
fine non ti resta nulla, se non la meraviglia per quello a cui hai appena assistito.
Per fortuna i mezzi di ripresa digitali di oggi ci lasciano una traccia di ciò a cui
assistiamo, sotto forma di fotografie, o meglio, di filmati.
Il grande campo di esplorazione privilegiato è l’acqua, dove la vita ha
inizio, continuamente si modifica e termina, in mille forme diverse.
Cymbella sp.
L’osservazione in vivo può essere fatta in diversi modi:
con i tradizionali vetrini, una goccia d’acqua ed il copri
oggetto, oppure con gli speciali vetrini incavati che
accolgono diverse gocce del liquido in esame.
La scelta del supporto è importante perchè da esso dipende il tipo di obiettivi da
utilizzare.
- Se abbiamo il copri oggetto montato si usano obiettivi normali, almeno fino al
40x. Al massimo per gli ingrandimenti superiori possiamo utilizzare un obiettivo ad
immersione, ma in acqua, ad esempio il LOMO APO W 65x o il Leitz W 100x.
- Se abbiamo il vetrino con l’incavo e senza copri oggetto, allora useremo obiettivi
ad immersione già dai medi ingrandimenti, tipo il Leitz W 22x, il LOMO W 40x, ecc.
n.b. Diversi obiettivi hanno parfocale diversa dal solito 45 (es. i diffusissimi LOMO),
quindi utilizzare gli opportuni distanziatori.
In genere il reperimento dei
soggetti da osservare non da
alcun problema: basta l’acqua
lasciata in un sottovaso per farci
scoprire un intero mondo in
miniatura.
Navicula sp.
Euplotes sp.
Immaginate allora quale varietà di forme
viventi potete trovare esplorando un torrente,
uno stagno o, come in questa pagina, una
valle del Delta del Po.
Il tubo di cui si parla non è altro che il nostro microscopio, inteso come lunghezza
meccanica da dove comincia l’obiettivo, fino a dove appoggia l’oculare.
Una volta era facile da misurare, i microscopi erano perfettamente dritti, dei veri
e propri tubi vuoti. Oggi, in ossequio alla ergonomia ed alla comodità d’uso,
sono pieni di curve, deviazioni, rimandi, prismi, lenti, ecc.
Per di più, i costruttori spesso modificano otticamente la Lunghezza meccanica
del tubo (Lm) con opportune lenti compensatrici (lenti di tubo) che vengono
lasciate o tolte a seconda si debba conguagliare l’inserimento di dispositivi
ausiliari.
Ad esempio, quando si inserisce l’illuminatore episcopico è evidente che la
lunghezza tubo aumenta meccanicamente di alcuni centimetri, aumento
compensato dalla rimozione della lente di tubo che causava esattamente lo
stesso allungamento, anche se in modo ottico.
Leitz 1923
Zeiss
1990
Nei vecchi microscopi la Lm veniva
variata per modificare l’ingrandimento.
La lunghezza meccanica del tubo variava con le case costruttrici, ma i valori più
diffusi sono stati il 160 mm (Zeiss) ed il 170 mm (Leitz).
Oggi il valore più diffuso è certamente il 160, successivamente adottato anche
dalla Leitz.
I moderni microscopi stanno ora adottando un sistema otticamente diverso, non
avente una lunghezza ottica predeterminata, in modo da non aver problemi con
l’inserimento di accessori o con le variazioni del percorso ottico. Questo sistema
viene definito a Lunghezza Tubo Infinita.
In base alla Lunghezza Tubo sono stati progettati gli obiettivi, tanto che su questi
è quasi sempre indicata per quale Lm sono adatti.
Naturale quindi che oggi gli obiettivi con Lm 160 sono molto ricercati, al contrario
di quelli con l’indicazione 170 che hanno prezzi di mercato molto più bassi.
Leitz Pl Apo 100x pagato € 87,00
Da questa premessa deriva una semplice considerazione ed una domanda.
-Anche se il mio microscopio ha una Lm di 160, io potrei acquistare ugualmente
degli obiettivi per tubi da 170, che costano molto meno degli altri.
-Ma se lo faccio, da una parte risparmio, ma che danno ho dal punto di vista
ottico ?
Abbiamo visto che la Lunghezza Tubo incide principalmente sull’ingrandimento, il
variare da 160 a 170 aumenta l’ingrandimento del 6%, quindi un obiettivo da 10x
diventa un quasi 11x . Poi c’è certamente un minimo calo di prestazioni, ma
assolutamente non valutabile in normali condizioni di uso.
Allora la conclusione è: se vi capita un bel obiettivo PlanApo da 170 che
costa poco e voi avete il 160, non fatevelo scappare !
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Dispensa #3