15-11-2010
Sala A. Rocca
Conferenza
Cibo e stili di vita
Tra diete e disturbi alimentari
Dott. Daniele Pavese
Dott. Alessio Paggi
Dott. Giulio Artizzu
ESCAT Chiavari
In collaborazione con Comune di Lavagna
Studio Millo 44 Chiavari
ICLeS Istituto per la Clinica dei Legami Sociali
Cibo e cultura
•Il cibo è in rapporto alla storia della società e
del singolo
•Le culture umane nel corso dei secoli hanno valorizzato
varie tipologie corporee a seconda del contesto storico e
culturale imperante.
Fattori legati a:
• Funzioni fisiche legate alla sopravvivenza (grasso
come sostegno alla gravidanza e all’allattamento e nei lavori
pesanti, nella difesa del corpo)
•Fattori economici (grasso=ricchezza)
Ma la magrezza fu ritenuta desiderabile anche durante
periodi storici tormentati da angosce collettive relative alla
scarsità di cibo; infatti il corpo magro, i lineamenti sottili
hanno spesso assunto una valenza culturale, come sinonimo
di bellezza, eleganza, purezza e giovinezza.
Solo nutrimento?
Il cibo:
•Nutrimento
•Alimentazione
Alimentazione
Coinvolge diversi piani:
1) Le relazioni quotidiane (famiglia, amici
ecc..)
Alimentazione
2) I riti e le abitudini di ogni cultura (dal pasto
a casa al fast-food, al digiuno)
Alimentazione
3) Il modo personale con cui ognuno si
confronta al cibo.
Il rapporto col cibo
In ognuno di noi dipende da:
•I modelli (canoni estetici)
•La storia biografica e psicologica
I canoni estetici
Evoluzione nella storia
Greci
I
avevano un culto smisurato per la perfezione del corpo e male sopportavano ogni sua anomalia, e stabilirono un canone
estetico, ancora oggi apprezzato (denominato canone di Policleto), fatto di proporzioni matematiche tra le diverse parti del corpo, come
testimoniato dalle numerose statue giunte fino a noi, in particolare quelle raffiguranti gli atleti delle olimpiadi, incarnazioni del loro
ideale. Naturalmente l'alimentazione era quindi pensata come un mezzo per raggiungere e mantenere tali proporzioni del corpo.
antichi Romani
2) Gli
, almeno quelli benestanti, si abbandonavano a lunghissimi pasti che duravano anche intere settimane,
sdraiati sul famoso triclinio (una specie di divano su cui si alimentavano stando orizzontali), ed è storicamente descritto come facessero
ricorso al vomito tra una parte e l'altra di tali banchetti per poter continuare a mangiare, il che era simbolo di ricchezza e benessere.
Barbari
3) Poi è la volta dei popoli
, gli invasori che valorizzano il corpo grasso, obeso, come una manifestazione di potere, di
opulenza, di ricchezza, e perfino di benessere sanitario perché allontana lo spettro della fame e della sottonutrizione dei popoli poveri e
sottomessi.
Medioevo
4) Nel
, fortemente influenzato dal cristianesimo e dalla sua morale, corpo e cibo vengono rubricati come strumenti del
peccato, e quindi vengono valorizzati dalla morale dell'epoca i corpi consunti delle sante ascetiche, magri fino allo scheletro, quindi esenti
e distanti dalle tentazioni della carne, anestetizzati verso il piacere, e per questo venerati.
5) Dopo l'oscurantismo medioevale, secondo cui il corpo corrispondeva al male in quanto luogo del piacere diabolico, nel
Rinascimento si assiste ad una reazione forse anche eccessiva e di segno opposto, secondo cui invece il corpo, proprio perché
luogo del piacere, è strumento e simbolo della rinascita culturale in atto, come testimoniato dai quadri di Tiziano, abitati da corpi floridi,
sensuali, giovani, in piena salute, e dai banchetti delle corti. Salute e piacere tornano quindi a convivere.
Illuminismo
6) L‘
valorizza l'efficienza e la produttività delle nascenti fabbriche, ed ha bisogno quindi di corpi magri ed in piena
salute, veloci, agili, inarrestabili come le macchine, perché la malattia non produce, non rende, e non può quindi integrarsi nella nuova
società dei consumi, e deve quindi essere rinchiuso nelle nascenti cliniche e catalogato secondo delle patologie
I cambiamenti del corpo femminile
I cambiamenti del corpo
femminile
Questo nuovo canone estetico ha ottenuto un valore sociale
nel nuovo assetto delle cose: nel mutato ruolo della donna e
della madre, nella crisi della struttura convenzionale della
famiglia e della funzione paterna, e se abbiamo assistito a
questa tendenza collettiva ad eliminare ogni insegna della
femminilità classica, è perché questa ha ceduto il posto ad un
nuovo modo d'essere donna, incarnato in un modello ancora in
divenire, che muta rapidamente.
Il culto della magrezza
Secondo una ricerca chi è magro risulta essere:
- Più attraente
- Più sicuro di sé
- Più affidabile perché più curato
-Più sano
Questi sono i pregiudizi delle persone rispetto
alla magrezza
E la società attuale?
Quali sono i nuovi imperativi?
• godere sempre ma restando esteticamente
perfetti
• la vera colpa morale oggi s'incarna in
qualsiasi alterazione del modello estetico di
bellezza proposto dalla TV o dalle sue
imitazioni.
Non più legata ad una trasgressione di
norme sociali o morali.
Psicologia dell’alimentazione
• E' quel ramo della psicologia che studia il
valore psicologico del cibo e del corpo, la
loro origine ed evoluzione storica e le
dinamiche umane in cui sono coinvolti.
Il cibo e il suo valore affettivo
La relazione madre-bambino
Cosa rappresenta il cibo?
Il primo oggetto
esterno con cui
il bimbo viene
in contatto
Tappe evolutive della relazione
di attaccamento
• Simbiosi
(fase intrauterina)
• Nascita
•Processo di separazione
(il bambino entra in contatto con la madre
poiché ha dei bisogni da appagare)
In che parte avviene il primo
incontro madre-bimbo?
NELLA BOCCA
Qui si concentra la prima sensazione di piacere
Piacere poiché oltre al nutrimento c'è calore,
appagamento, intimità, riconoscimento.
Rapporto madre-bambino
La madre è colei che risponde per risolvere il
pianto del figlio.
Come fa?
•Si chiede cosa sta avvenendo nel figlio
•Prova a sintonizzarsi sui bisogni del figlio
•Se va bene interviene, anche se la risposta
giusta per fortuna non esiste altrimenti
sarebbe una mamma-robot
E' una mamma che ci prova,
mettendoci impegno e soprattutto quell'amore
che fa in modo che il bimbo non rimanga solo
in una dialettica di bisogno e appagamento,
ma inizi a desiderare qualcos'altro,
cioè di crescere e imparare a parlare.
(Dal cosa al come dare…)
Ricerca sui bambini ospedalizzati
René Spitz (1945)
Bambini piccoli allattati artificialmente, senza
contatto umano e partecipazione emotiva,
hanno sviluppato sindrome depressiva
(ritardo della crescita, della capacità esplorativa,
dell’acquisizione del linguaggio e di capacità di
espressione degli affetti)
Reazione di protesta, distacco, infine depressione
anaclitica.
La madre
Fornisce:
• Le cure che il bimbo cerca
• Ma diventa anche un oggetto da cui dipendere
(che può dare e togliere il cibo ad esempio)
•Se la mamma non dà automaticamente il
bimbo deve imparare a tollerare la frustrazione.
Si sviluppa il campo del pensiero e della
parola.
•Il bambino sviluppa capacità legate alla parola
e al linguaggio.
Acquisizione delle norme
Quando il bimbo inizia a crescere, la mamma
inizia a scandire il momento del pasto.
Il bimbo sottostà a:
•Tempi
•Divieti
•Ordini
•Ritualità
Acquisizione delle norme
Apprende che non può mangiare ogni volta che
ha voglia.
Impara la civiltà (regole, norme sociali ecc)
tramite la madre, che è la prima a organizzare i
suoi moti di piacere/dispiacere legati al cibo.
Dunque:
Il rapporto con la madre può risultare
ambivalente per questa ragione:
E' vista dal bimbo come una persona che dà e
toglie il cibo a suo piacimento e se non lo dà è
perché non vuole
Sentimenti:
•Amore-Odio
•Rabbia
•Gratitudine
Cos'è allora il cibo:
Il condensato dei primi rapporti con:
• i caregiver (la madre ma non solo)
•le regole della società
•i canoni estetici del momento.
Il cibo
nelle varie fasi della vita:
•Nascita: primo oggetto esterno da cui
dipendere
Nascita:
1° oggetto
1° bisogno
1° dono d'amore (paradigma dell'amore)
1° incontro con Altro (bocca)
1° situazione duale (Io - Altro)
1° piacere (paradigma del piacere) '
1° dipendenza
1° domanda e linguaggio
1° incontro con la legge, limite, mancanza,
vuoto (nel corpo).
1° motivo d'odio (paradigma dell'odio)
1° desiderio (perdita ' mancanza ' desiderio)
Nelle varie fasi della vita:
Nell’Infanzia (3-4 anni): confronto tra
modelli familiari e modelli esterni (asilo, scuola)
Nelle varie fasi della vita:
In adolescenza:
- modalità di espressione delle difficoltà
legate al processo di crescita (obesità,
inappetenza, disordini alimentari)
- Motivo di conflitto all’interno della famiglia
(“ se non mangi non esci”, oppure “non
vengo a tavola”, “lasciami i soldi che mi
compro io la merenda”)
…Grazie per l’attenzione…
ESCAT
Equipe di studio sui comportamenti
alimentari
Dott. Daniele Pavese Psicologo Clinico
Dott. Alessio Paggi Biologo Nutrizionista
Dott. Giulio Artizzu Psicologo Clinico
Consulenze nutrizionali, intolleranze alimentari, colloqui
individuali, di gruppo.
Lavoro di prevenzione nelle scuole.
Corso Millo 44 Chiavari (ge)
TEL: 3336155465
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Progetto sui disturbi del comportamento alimentare