Corso di Storia delle Relazioni Internazionali
A.A.1 2014
/2015
Calendario lezioni
Novembre:10 esame metà corso
11 NO LEZIONE
17-18
lezioni
24-25
lezioni
Dicembre: 1-2 lezioni
9 Sì LEZIONE
15-16 lezioni
2
Un difficile dopoguerra
• Conferenza di San Francisco del 25 aprile:
nascono le Nazioni Unite
• Art. 1: lo scopo è “Mantenere la pace e la
sicurezza internazionale”
• Delega di intervento diretto a paesi, ma anche
la previsione di un esercito multinazionale
• Le colonie vengono definite “territori non
autonomi”
• Prima riunione dell’Assemblea a Londra
• Ben presto, più che la prosecuzione
dell’alleanza, diventa il teatro della sua
dissoluzione
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Un difficile dopoguerra
• Esempio: creazione di una Atomic Energy
Commission. Gli USA chiedono controlli senza
limiti e nessun diritto di veto. I sovietici
chiedono la distruzione di tutti gli armamenti
esistenti. Un accordo è impossibile. Ci
vorranno 20 anni perché la “Distensione” tra
USA e URSS riparta dal dialogo sul nucleare
(dopo che anche Mosca sarà in possesso
dell’arma atomica!)
• Le Nazioni Unite registrano l’inizio della fine
della coalizione di guerra
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Un difficile dopoguerra
• Il senso di reciproca diffidenza mette fine alla
collaborazione di guerra
• C’è alla base un diverso concetto di egemonia:
quella statunitense, spesso “sottile” e
lungamente preparata; quella sovietica, fisica
e spesso brutale (ne è un esempio il
trattamento della Germania occupata)
• Ci sono diverse esigenze: un mondo aperto e
sicuro che garantisca la leadership
statunitense; la “sicurezza totale” e la
ricostruzione per i sovietici
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Un difficile dopoguerra
• In Polonia i comunisti “vincono” le elezioni col
90% dei voti; lo stesso avviene in Bulgaria
• In Romania viene screditata la monarchia e il
potere è assegnato a forze “amiche”
• Le forze comuniste alleate dell’URSS vincono
in modo a dir poco sospetto le elezioni, anche
dove l’Armata Rossa non è arrivata (Albania e
Jugoslavia)
• Questi regimi portano la vera rivoluzione
sociale in senso socialista
• Era un piano o il risultato di circostanze
particolari?
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Un difficile dopoguerra
• Il nodo rimane la questione tedesca
• I sovietici aspiravano realmente a un controllo
coordinato, ma:
• Nel febbraio 1946 gli Stati Uniti fanno circolare
l’idea di un patto venticinquennale contro la
rinascita del militarismo tedesco: gli Stati Uniti
intendono RIMANERE in Europa
• Nel frattempo, si deve procedere a risollevare
economicamente la Germania, e favorire la
rinascita del sistema politico
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Un difficile dopoguerra
• Nel luglio 1946 i sovietici rifiutano di
collaborare a entrambi i progetti: risultato di
un approccio pragmatico. Semplicemente, non
esistevano più le premesse della
collaborazione temporanea con i “governi
borghesi”
• l’alleanza di guerra è definitivamente morta;
inizia la “Guerra Fredda”
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La Guerra Fredda (1945-1989)
Paradigma interpretativo del dopoguerra
• Termine entrato (spesso a sproposito) nel
linguaggio comune per definire periodi e situazioni
contingenti del dopoguerra: se l’inizio è incerto, la
fine è comunemente identificata nella caduta del
Muro di Berlino
• Nell’immaginazione popolare, ricondotta spesso
alla sua dimensione puramente militare o
spionistica
• Dai contorni geografici incerti
• Spesso sfruttata con spirito revisionistico o per uso
giornalistico decontestualizzato
Cosa fu la Guerra Fredda
• Conflitto “congelato” (mai giunto a una
deflagrazione totale tra i contendenti) tra due
Superpotenze, Stati Uniti d’America e Unione
Sovietica, portatrici di messaggi universalistici,
tendenzialmente antitetici e inconciliabili. Le
Superpotenze furono capaci di estendere la
loro influenza con mezzi e metodi differenti
dapprima in Europa, poi su vaste aree del
globo, e di fare di queste ultime dei campi di
battaglia.
Cosa fu la Guerra Fredda
• Campi di battaglia diversissimi, eppure
unificati dalla volontà delle due Superpotenze
di farli rientrare nel conflitto complessivo:
– “gioco a somma zero”
– “proxy wars”, o guerre per procura
Cosa fu la Guerra Fredda
• Questo rende già l’idea di come:
– Gli ideali di cui erano portatori Stati Uniti ed
Unione Sovietica abbiano avuto una
diffusione transnazionale senza precedenti
(anche grazie ad imponenti apparati di
propaganda e al tentativo di influenzare le
leadership locali)
– Le specificità locali siano state spesso
sacrificate brutalmente sull’altare della
Guerra Fredda: pro-americani o prosovietici, “tertium non datur”
La fine dell’alleanza antinazista
• Stati Uniti ed Unione Sovietica “riscoprono” la
loro vocazione universalistica: impero della
libertà vs. impero dell’uguaglianza
• Si lotta “per l’anima dell’umanità”
• Possesso di arsenali dal potenziale distruttivo
senza precedenti
La fine dell’alleanza antinazista
• Inconciliabilità di fondo, un nuovo conflitto è
inevitabile:
– Per gli americani il comunismo è
inconciliabile con la concezione di libertà
che è alla base dell’ “American way of life”
– Per l’URSS il capitalismo non può
sopportare l’esistenza di un regime fondato
sul comunismo, perché sa che questo è
destinato a vincere
La Guerra Fredda in Europa
• In questi anni nasce la definizione di Guerra Fredda
con una connotazione negativa anche nei confronti
degli Stati Uniti:
– Walter Lippman: rinuncia volontaria alla
diplomazia
– Raymond Aron: pace impossibile – guerra
improbabile
George Orwell
Dall’Observer, ottobre 1945
The Atom Bomb and You
(…) Guardando al mondo nel suo insieme, il movimento
per alcuni decenni non va verso l’anarchia, ma verso la
reimposizione della schiavitù. È possibile che ci dirigiamo
non verso una conflagrazione generale ma verso un’epoca
altrettanto orribile quanto quella degli imperi
dell’antichità.
17
(…) In pochi hanno considerato finora (…) il tipo di
visione del mondo, il genere di convinzioni, e la
struttura sociale che probabilmente prevarrebbe in un
paese che sarebbe al contempo invincibile e in uno
stato di permanente ‘guerra fredda’ con i suoi nemici.
18
Se la bomba atomica diventasse qualcosa di poco
dispendioso e di facile realizzazione come una
bicicletta o una sveglia, certo potrebbe risospingerci
verso la barbarie, ma d’altra parte potrebbe segnare
la fine della sovranità nazionale e dello stato di
polizia altamente centralizzato. Se, come sembra il
caso, si tratta di un oggetto raro e costoso quanto
difficile da produrre (…), è più probabile che metta
fine a guerre di ampia scala al costo di prolungare
indefinitamente una ‘pace che non è una pace’.
George Orwell, 1945
19
Dalla guerra alla “Guerra fredda”
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• Nel febbraio 1946 gli Stati Uniti fanno circolare
l’idea di un patto venticinquennale contro la
rinascita del militarismo tedesco: gli Stati Uniti
intendono RIMANERE in Europa
• Nel frattempo, si deve procedere a risollevare
economicamente la Germania, e favorire la
rinascita del sistema politico
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• I sovietici saccheggiano il territorio e il
potenziale umano tedesco per la loro
ricostruzione
• A fine 1946 hanno trasferito in URSS 3.500
fabbriche e più della metà della produzione
complessiva della loro zona
• Da parte occidentale si vuole favorire una
ripresa economica tedesca, quantomeno per
alleggerire i costi della sopravvivenza dei
tedeschi stessi; timori di disordini sociali
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• Alla fine gli occidentali negano ai sovietici le
riparazioni dalle loro zone, mentre i sovietici
bloccano qualunque collaborazione per la
ripresa
• Da parte occidentale si fa strada l’idea della
gestione unilaterale: guidare la “loro”
Germania verso una forma di indipendenza
prospera, in modo da non costituire più una
minaccia, né da essere minacciata da est
• Il 1 gennaio 1947 USA e Gran Bretagna
uniscono le forze: nasce la “bizona” tedesca
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• Nel frattempo, l’URSS declina l’invito a entrare
nelle istituzioni di Bretton Woods (Fondo
Monetario Internazionale e Banca Mondiale):
• “La nostra adesione potrebbe essere
interpretata come debolezza, come una mossa
impostaci dalla pressione americana. Il nostro
atteggiamento negativo mostrerà la nostra
posizione indipendente” (Stalin)
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• Truman sempre più persuaso che l’URSS sia
irrecuperabile alla collaborazione: a meno di
due anni dalla fine della guerra, l’ex alleato è
paragonato a Hitler e ogni collaborazione all’
“appeasement” (quindi alla premessa di una
sconfitta)
• 9 febbraio: 1946 Stalin annuncia al popolo la
necessità di una ripresa a tappe forzate.
Sacrificio dei beni di consumo, crescita
dell’industria pesante: ci si deve preparare al
conflitto inevitabile tra capitalismo e
comunismo
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• Un mese dopo, in un discorso negli Stati Uniti,
Churchill (non più al governo, ma simbolo di
fermezza contro il nazismo):
• “I sovietici cercano l’espansione senza limiti
del loro potere e delle loro dottrine” (…) “da
Stettino nel Baltico a Trieste, una cortina di
ferro è calata attraverso l’Europa”
• Cambia la raffigurazione del dopoguerra: da
alleati ad antagonisti irriducibili
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• Da parte americana inizia una profonda
riflessione su come affrontare la nuova
situazione
• George Kennan, politico e diplomatico
statunitense, viene inviato a vedere di persona
cosa sta succedendo in Europa orientale
• La conclusione è un “lungo telegramma”,
inviato a Truman, che avrebbe segnato
profondamente l’approccio alla “Guerra
fredda”
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
Contenuti dell’analisi di Kennan:
• Il regime sovietico è fondamentalmente
insicuro e per questo autarchico
• Per mantenere il proprio dominio ha bisogno
di un ambiente internazionale ostile: è
“ossigeno”
• Ogni possibilità di collaborazione è illusoria
• Ma, a differenza del nazismo, il potere
sovietico non è incline a correre rischi inutili,
ed è sensibile alla logica della forza
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• Per questa ragione, gli Stati Uniti devono farsi
attori principali di un contenimento
dell’Unione Sovietica per impedire una sua
ulteriore espansione e attendere che le
contraddizioni interne al suo sistema
esplodano
• Per farlo, è necessario coinvolgere tutti i paesi
“liberi” (= non ancora sovietici) e garantire
loro sicurezza e benessere, affinché diventino
parte del grande sistema di contenimento
• Da notare: l’idea sovietica che il crollo del
capitalismo fosse questione di tempo non era
così tanto diversa
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• Enorme sensazione e immediato consenso
presso l’amministrazione Truman
• Non soltanto: il dogma del contenimento
avrebbe condizionato la politica degli Stati
Uniti per quattro decenni; è la dottrina con cui
Washington entra nella Guerra Fredda e ne
definisce i caratteri principali
• Le dimostrazioni arrivano ben presto:
pressioni sovietiche su Iran e Turchia. Truman
invia una flotta statunitense nel Mediterraneo
orientale: nessun cedimento
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• La situazione dell’Europa occidentale è
preoccupante: ancora non c’è alcuna ripresa
sensibile; i danni di guerra non vengono
riassorbiti; diffuso disagio sociale e crescente
consenso per le forze social-comuniste (che in
alcuni paesi partecipano al governo)
• Continue richieste di crediti e merci agli Stati
Uniti: viaggio di De Gasperi a Washington. Per
la loro concessione, gli Stati Uniti iniziano a
imporre l’esclusione dal potere di forze
socialiste e comuniste (in febbraio in Italia, in
maggio in Francia)
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• Sempre maggiore coscienza negli Stati Uniti
che sia necessario un piano sistematico per
mobilitare le risorse europee e porle al
servizio della rinascita dell’economia
internazionale (il benessere previene il
comunismo), e soprattutto del contenimento
dell’Unione Sovietica
• La svolta: a inizio marzo la Gran Bretagna
comunica di non essere più in grado di aiutare
il governo conservatore greco nella lotta
contro formazioni comuniste
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• In realtà, Stalin non aveva mai dato mano
libera ai comunisti greci (una situazione che si
sarebbe ripetuta spesso), ma le lenti
dell’ideologia influenzano la lettura di
Washington: tutto è riconducibile
all’espansionismo sovietico
• Il 12 marzo 1947 Truman chiede al Congresso
di finanziare il governo greco e “i popoli liberi
che intendono resistere a tentativi di
soggiogamento da parte di minoranze armate
o pressioni esterne”
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• È la Dottrina Truman, che avrebbe impegnato
gli Stati Uniti a mantenere la loro presenza nel
mondo (al contrario di quanto avvenuto nel
1919!)
• Il Congresso approva la “crociata
anticomunista”. Questo avvia anche una svolta
conservatrice anche all’interno degli Stati Uniti
• Per capire cosa significa ideologia: Truman
parla di “popoli liberi”, Kennan di “regimi
politici quantomeno favorevoli alla potenza e
all’indipendenza della nostra nazione”
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• L’obiettivo è mobilitare tutte le risorse per il
territorio che sembra centrale per le sorti del
confronto: l’Europa
• Tornare a farla prosperare, reintegrare la
Germania nella vita internazionale (più tardi
sarà lo stesso per il Giappone)
35
Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• Il 5 giugno del 1947 il Segretario di Stato
George Mashall annuncia un piano
straordinario di aiuti (Piano Marshall) per
“ogni governo che voglia aiutare il cammino
della ripresa”, ma non per chi “manovri per
impedire la ripresa degli altri paesi” (non ci
sono limitazioni pregiudiziali)
• Convocata una conferenza in Europa per
concordare le modalità
• A luglio arrivano a Parigi delegazioni da tutti i
paesi, anche dall’URSS
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• Ma quando è chiaro che l’accettazione del
piano include inevitabilmente l’accettazione di
un coordinamento (quindi apertura) ed
elementi di capitalismo (partecipazione di
imprese private), Mosca si ritira
polemicamente
• Ordine anche a Polonia e Cecoslovacchia di
ritirarsi. L’esecuzione fu umiliante soprattutto
per i cecoslovacchi, un governo
democraticamente eletto (e con forte
partecipazione comunista!)
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• Rinasce il coordinamento dei partiti comunisti
nel mondo (Cominform): l’obiettivo è resistere
ai piani americani
• Totale sovietizzazione dell’Europa orientale,
ormai senza più finzioni
• Sono mosse “difensive” da parte di Mosca?
• Il Piano Marshall proietta sull’Europa un
modello di democrazia e prosperità di
consumi
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Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• 16 paesi aderiscono al Piano Marshall
• Dal 1948 al 1951 gli USA elargiscono aiuti per
13 miliardi di dollari (1,5% del PIL USA);
incentivo al coordinamento europeo: verso
l’integrazione economica regionale
• Il Piano Marshall fu la miccia della ripresa
europea e l’avvio di un boom trentennale
• Tra il 1947 e il 1950 il PIL europeo occidentale
cresce del 30%
39
Dalla guerra alla “Guerra fredda”
• Due eventi mostrano la radicalità dello scontro
ma anche la diversa interpretazione
dell’egemonia
• Nel marzo un colpo di stato porta i comunisti
cecoslovacchi al potere; repressione degli
oppositori. Il ministro degli esteri Masaryk si
“suicida”. Dimostrazione di debolezza sovietica
• Il 18 aprile le forze centriste vincono le
elezioni in Italia: vittoria della scelta
euroamericana
40
Germania divisa
• Nel nuovo contesto, sia le necessità
economiche che quelle strategiche spingevano
per la formazione di uno stato tedesco
occidentale
• Timori degli europei: firmato a Bruxelles nel
gennaio 1948 un patto difensivo tra Gran
Bretagna, Francia e Benelux (Unione Europea
Occidentale). Ma è chiaro che serve una
garanzia statunitense
41
Germania divisa
• Per il momento, gli Stati Uniti interrompono la
smobilitazione militare e dispongono maggiori
finanziamenti per il riarmo. Riorganizzazion
del sistema di sicurezza e difesa (nasce la CIA)
• Tentativo di Stalin di bloccare la formazione di
uno stato tedesco occidentale
• Il 24 giugno le truppe sovietiche bloccarono
tutti gli accessi terrestri alla parte occidentale
di Berlino e interrompono l’erogazione
dell’energia elettrica
• È la prima crisi della guerra fredda
42
Germania divisa
• L’abbandono di Berlino è fuori discussione: ne
va della credibilità americana e occidentale in
Germania e nel mondo
• Ma non si vuole rischiare una guerra forzando
il blocco
• Le armi nucleari rivelano tutta la loro inutilità
• In più i sovietici non sembrano volere la
guerra: viene giudicato un “bluff”
43
Germania divisa
44
Germania divisa
• Si risponde con un ponte aereo di dimensioni
mai viste prima
• Per un anno arrivano a Berlino 1.400 aerei al
giorno, con ottomila tonnellate di rifornimenti,
più o meno quanto arrivava via terra prima del
blocco
• Furono 322 giorni durissimi, ma alla fine i
sovietici dovettero cedere
• Oltre alla vittoria logistica, c’è l’enorme
sconfitta politica, psicologica e
propagandistica dei sovietici sono gli
affamatori
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Germania divisa
• Dal punto di vista occidentale, c’è
l’avvicinamento delle popolazioni alla causa
comune: il popolo tedesco è parte
dell’occidente minacciato da Mosca. Una
minaccia che è diventata visibile e materiale
• L’11 maggio il blocco finisce
• Poco dopo nasce la Repubblica Federale
Tedesca dalle tre zone occidentali
• In ottobre, come risposta, nasce la Repubblica
Democratica Tedesca a est. Nessun
riconoscimento reciproco
46
Germania divisa
• Il 4 aprile del 1949 era nata l’Alleanza
Atlantica, un trattato di difesa collettiva in
caso di aggressione contro uno dei paesi
aderenti (Stati Uniti, Canada più 10 + 2 paesi
europei). Per la prima volta nella loro storia,
gli Stati Uniti partecipano a un’alleanza
militare in tempo di pace. E in posizione di
leader
• È la prima concretizzazione del contenimento
sul piano miliare
• Si consolida la divisione dell’Europa, che pare
ormai un processo irreversibile
47
Verso il bipolarismo militarizzato
• Prima il Piano Marshall, poi la stipula
dell’Alleanza Atlantica, segnano la rinuncia
definitiva al sogno rooseveltiano e il
ripiegamento
su
una
soluzione
geopoliticamente
più
modesta,
ma
ideologicamente,
economicamente
e
culturalmente più coesa
48
Verso il bipolarismo militarizzato
• Fu la nascita di un “impero su invito”
(definizione di Geir Lundestad)?
• Certamente l’egemonia statunitense sulla
parte occidentale del continente europeo
assunse un carattere più sottile, adattabile e in
buona misura auspicabile da cui vi si
“sottometteva”. A cominciare dal benessere,
dalla
crescita
dei
consumi,
dalla
“democratizzazione” della vita sociale
• Questo non significa che la scelta di dar vita a
un campo occidentale non fornisse potenti
armi di propaganda interna e internazionale
49
Verso il bipolarismo militarizzato
50
Verso il bipolarismo militarizzato
• Di certo, dal punto di vista materiale l’Europa
occidentale beneficiò immensamente della
nuova condizione di guerra fredda più di
qualunque
altra
area
del
mondo:
stabilizzazione democratica, rimozione di ogni
minaccia di risorgente nazionalismo o
totalitarismo, benessere
• L’esempio più classico è il processo di
integrazione europea, iniziata con la Comunità
Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) nel
1951. L’impulso è statunitense, i vantaggi
(economici e non solo) sono tutti europei
51
Verso il bipolarismo militarizzato
• A est, tra il 1949 e il 1952 c’è un ulteriore “giro
di vite” nei paesi dell’area di influenza
sovietica. Epurazioni continue fino alla
rimozione di qualunque residuo di identità
nazionale e potenziale deviazione dalla
“sovietizzazione”
• Brutale sfruttamento economico dell’
“impero” a favore della rinascita sovietica
• Caso Jugoslavia: un monito
52
Verso il bipolarismo militarizzato
• In sostanza: per quanto l’influenza
statunitense sull’Europa occidentale abbia
generato distorsioni della vita politica
democratica, in termini relativi queste
passavano in secondo piano a confronto di
quanto accadeva nella parte orientale
53
Verso il bipolarismo militarizzato
• Tuttavia, nel 1949 due eventi mostrarono che,
se si interpretava la contrapposizione con
l’Unione Sovietica attraverso le lenti della
“Guerra fredda”, questa non si esauriva entro i
confini in cui essa era sorta, ovvero l’Europa
• Il
processo
di
decolonizzazione
complessificava la vita internazionale, nel
momento in cui enormi territori del mondo
diventavano indipendenti o si avviavano a
farlo (India e Indonesia, per esempio)
54
Verso il bipolarismo militarizzato
• Due eventi nel 1949 inducono al pessimismo
gli osservatori occidentali:
– L’Unione Sovietica completa il proprio
progetto di armamenti nucleari: ora gli Stati
Uniti non detengono più il monopolio
– In Cina si conclude la guerra civile con la
vittoria del Partito Comunista di Mao Zedong.
• Entrambi gli eventi hanno ripercussioni
psicologiche enormi negli Stati Uniti e in
occidente
55
Verso il bipolarismo militarizzato
• In realtà, né gli Stati Uniti avevano mai potuto
impedire la vittoria dei comunisti in Cina, né
l’Unione Sovietica l’aveva favorita (almeno
fino alle ultime fasi). In questo senso, è un
caso emblematico nella storia della “Guerra
fredda”
• Nel 2/50 viene firmato un trattato di alleanza
tra Cina e URSS: l’impressione a occidente è di
aver perso il paese più popoloso del mondo, e
che questo sia automaticamente un vantaggio
per l’altro campo. Primo fallimento del
“containment”
56
Verso il bipolarismo militarizzato
• Isteria diffusa negli Stati Uniti: l’avanzamento
del comunismo è anche frutto del tradimento
di un nemico interno. Dal 1950 esplode il
fenomeno della “caccia alle streghe di
McCarthy”. L’anticomunismo diventa un
fattore culturale e pervade tutte le sfere della
società
(cinema,
editoria,
scuole):
mobilitazione nazionale. Dal 1953 il fenomeno
inizia a declinare
57
Verso il bipolarismo militarizzato
• NSC-68: direttiva strategica che ridefinisce il
“containment” in termini ideologici e operativi
• ATTENZIONE: non è un documento di
propaganda, ma una riflessione del massimo
organo di sicurezza degli Stati Uniti per uso
interno
58
Verso il bipolarismo militarizzato
• Mutamento fondamentale dal linguaggio
usato da Kennan: l’URSS non è più una
potenza opportunistica ma cauta, ma
“una fede fanatica, antitetica alla nostra [che]
cerca di imporre la propria autorità assoluta
sul resto del mondo”
“Un conflitto tra l’idea di libertà e la società
della schiavitù”
59
Verso il bipolarismo militarizzato
Il Cremlino avrebbe perseguito “la sovversione o
violenta distruzione” delle strutture
sociopolitiche dell’intero mondo non sovietico
• Non si tratta più di egemonia su una o l’altra
area del globo, ma di una polarizzazione tra
libertà e schiavitù
• “Una minaccia senza precedenti”
60
Verso il bipolarismo militarizzato
• QUINDI: “una sconfitta delle libere istituzioni
in qualsiasi luogo è una sconfitta ovunque”
• Torna ad affacciarsi la “lezione di Monaco”
(1938): ogni cedimento contingente al
totalitarismo è un cedimento in ogni luogo
• Soluzione: rapido aumento della forza politica,
economica e militare degli Usa e degli aleati
(gli USA dedicavano il 6% del PIL agli
armamenti, l’URSS i 14%. E’ un calcolo falsato
da lenti ideologiche)
61
Verso il bipolarismo militarizzato
• subordinare le considerazioni di bilancio
attuali al rischio che fosse in gioco la stessa
indipendenza nazionale nel lungo periodo
• Il problema però era: come convincere la
popolazione che l’aumento delle spese per la
difesa fosse necessario?
• “Korea came along and saved us” (Dean
Acheson, Segretario di Stato, 1950)
62
La guerra di Corea
63
La guerra di Corea
• Il 25 giugno 1950 le peggiori previsioni del
NSC-68 sembrano avverarsi
• Alla fine della seconda guerra mondiale, nel
sud della Corea si instaura un regime
autoritario filoccidentale, nel nord quello
comunista di Kim Il Sung
64
La guerra di Corea
• Elezioni volute dall’ONU nel 1948: il nord non
partecipa; nascono due repubbliche che si
scontrano continuamente lungo il 38°
parallelo
• USA e URSS ritirano le truppe perché il
territorio era giudicato di scarso valore
strategico
65
La guerra di Corea
• Convinzione di Stalin che gli Stati Uniti non
sarebbero intervenuti in caso di conflitto tra
sole truppe coreane (dichiarazione di
Acheson: la Corea non rientrava nel perimetro
difensivo USA)
• Assenso e supporto a Kim Il Sung, ma soltanto
a condizione che non vi fosse coinvolgimento
di truppe sovietiche
• Sul campo la vittoria iniziale del nord è
schiacciante
66
La guerra di Corea
• MA: dopo il NSC-68 nessuna area del mondo
era periferia, nell’ottica del conflitto bipolare
• Reazione forte di Truman, appelli alla nazione
• Richiesta al Consiglio di Sicurezza ONU di
autorizzare l’intervento armato
• In assenza del delegato sovietico per protesta
(altrimenti l’URSS avrebbe esercitato il diritto
di veto!), il Consiglio di Sicurezza autorizza
l’invio di una missione militare internazionale
sotto comando USA
67
La guerra di Corea
68
La guerra di Corea
• Operazioni belliche: recupero del sud,
tentazione di riunificare il paese con le armi e
ottenere una vittoria di grande prestigio
• A ottobre le truppe superano il confine con il
nord
• Stalin chiede ai cinesi di inviare divisioni; c’è in
ballo anche la possibilità di liberare la Cina
dalla presenza USA sui confini, Taiwan
compresa
• Mao teme per la sopravvivenza della
Repubblica Popolare
69
La guerra di Corea
• Il 19 ottobre forze sudcoreane e americane
entravano a Pyong-yang; Kim Il Sung riparava
in URSS
• Reazione cinese con un’offensiva da centinaia
di migliaia di uomini
• In meno di un mese, le sorti del conflitto sono
completamente rovesciate e le truppe cinesi
entrano a Seoul
• Intensi bombardamenti e controffensiva: la
linea si stabilizza intorno al 38° parallelo
70
La guerra di Corea
• Da parte dei comandi statunitensi, si
suggerisce di attaccare le basi militari su
territorio cinese (anche con armi atomiche)
• Truman e l’amministrazione bloccano
l’iniziativa (controversia pubblica). I rischi di
un attacco al territorio cinese o sovietico
erano troppo alti per le ripercussioni altrove
(Europa)
• Un effetto di deterrenza che fu connaturato
alla stessa Guerra fredda
71
La guerra di Corea
• Stalin contrario all’armistizio: sostanziale
disinteresse per le questioni asiatiche;
interessato piuttosto che il problema coreano
distogliesse forze americane dall’Europa
• Dopo due anni, la morte di Stalin, e l’elezione
alla Presidenza Usa di D. Eisenhower, si
sarebbe raggiunto un armistizio. NON una
pace (che infatti ancora oggi manca)
72
La guerra di Corea
• Oggi è chiamata “la guerra dimenticata”
• In realtà la Corea è stato un conflitto tra i più
sanguinosi del ventesimo secolo
• Devastazione di un intero paese
• Su 30 milioni di cittadini coreani, in tre anni ne
morirono circa 2,5 milioni
• Morti oltre mezzo milione di cinesi
• 36.000 statunitensi (in tutta la guerra del
Vietnam sarebbero stati 58.000) a fronte di
centinaia di migliaia di unità inviate (si
stimano intorno a 400.000)
73
La guerra di Corea
• Una guerra in cui cade ogni distinzione tra
militari e popolazione civile
• Episodi ancora oscuri, sui quali si inizia a fare
luce dopo 60 anni: l’ “estate del terrore” in
Corea del Sud (100.000 esecuzioni di
oppositori politici all’inizio del conflitto);
ordini alle truppe USA di sparare anche sulla
popolazione in cerca di rifugio, per il sospetto
che si trattasse di militari nordcoreani che
tentavano di infiltrarsi; esecuzioni sommarie di
massa di tutte le parti in causa
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La guerra di Corea
75
La guerra di Corea
• L’invio di truppe in Corea si accompagna alla
creazione di un perimetro difensivo
(contenimento) attorno alla Cina:
– Taiwan messa sotto protezione di una flotta
statunitense
– Rafforzata la difesa delle Filippine
– Moltiplicata l’assistenza militare alle forze
francesi in Indocina
– Definito trattato di pace col Giappone che
ne assicurava il rapido rilancio economico e
la difesa da parte delle truppe statunitensi
di stanza
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La guerra di Corea
• Quadruplicate le spese in bilancio per la
difesa: obiettivo della superiorità strategica
ovunque. L’economia interna si orienta verso
la Guerra fredda
• Ultimo punto: predisporre una solida difesa
militare anche in Europa, dove c’era un altro
paese diviso, la Germania (VEDI OLTRE)
77
La guerra di Corea
• Create altre organizzazioni di sicurezza collettiva,
vagamente su modello del Patto Atlantico:
• ANZUS (Australia, New Zealand, United States)
del 1951
• SEATO (Southeast Asia Treaty Organization) nel
1954, che include Francia, Australia, Filippine,
Nuova Zelanda, Pakistan, Gran Bretagna, Stati
Uniti e Tailandia. Chi rimane fuori (es. India e
Indonesia) è considerato “ostile”, anche se
animato da ragioni di mero anticolonialismo
78
La guerra di Corea
• Central Treaty Organization (CENTRAL o CENTO)
nel 1955, formata da Gran Bretagna, Iran, Irak,
Pakistan, Turchia. Soltanto più tardi gli Stati Uniti
faranno il loro ingresso ufficiale. Ma già nel 1958
è in crisi a causa del ritiro dell’Irak (che apre
relazioni diplomatiche con Mosca e si dichiara
non allineato)
79
La guerra di Corea
80
La guerra di Corea
• “Agli occhi di Washington, le tensioni legate alla
decolonizzazione perdevano quindi la dimensione
positiva dell’autodeterminazione […] per
assumere […] l’ombra sinistra dell’avanzare del
comunismo o dell’allentarsi del controllo
occidentale”
81
La nascita della NATO
• Soprattutto, lo sviluppo più eclatante si ebbe in
Europa: gli Stati Uniti vogliono e cercano di
imporre il riarmo della Repubblica Federale
Tedesca e l’integrazione militare e difensiva degli
europei occidentali (dopo l’avvio di quella
economica)
• La ragione è nella sproporzione di forze militari in
campo tra Armata Rossa e piccoli eserciti
nazionali europei + truppe statunitensi che, per
ragioni di costi, non potranno rimanere in Europa
per sempre
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La nascita della NATO
• Da parte tedesca c’è l’immediato favore del
governo: priorità dell’ancoraggio a occidente
rispetto alle prospettive di riunificazione. Ma la
lotta politica interna è forte con i
socialdemocratici
• Nel resto d’Europa, c’è grande timore per motivi
evidenti
• Forte propaganda dei comunisti e di molti partiti
socialisti: presentata come la preparazione di una
nuova guerra
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La nascita della NATO
• Nel 1952 Stalin tenta di bloccare un progetto per
lui estremamente negativo: proposta di
riunificazione di una Germania neutrale,
smilitarizzata e slegata da alleanze. Nonostante
qualche tentazione, alla fine viene ignorata dagli
occidentali.
• Nel 1953 muore Stalin, ma i suoi timori sembrano
ancora più reali: dopo due mesi si verificano gravi
disordini a Berlino Est.
• Il regime di Mosca, privo del suo leader
indiscusso, sembra particolarmente fragile e ben
presto vittima di un’aspra lotta di successione
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La nascita della NATO
• l progetto di una Comunità Europea di Difesa
(esercito integrato europeo) viene affossato dal
parlamento francese
• Si giunge a un piano B: Germania con un suo
esercito (per quanto limitato) all’interno della
NATO insieme con gli altri eserciti europei. La
differenza sostanziale rispetto a tutti gli altri
dispositivi del “contenimento”: la NATO è una
forza militare permanente sotto comando
integrato (e non un patto di assistenza e mutua
difesa)
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La nascita della NATO
• Il 9 maggio 1955 la RFT entra a far parte della
NATO
• Una settimana dopo nasce il Patto di Varsavia,
organizzazione speculare dall’altra parte della
cortina di ferro
• La Guerra Fredda europea è sigillata militarmente
e sarebbe rimasta tale fino all’89, nonostante crisi
periodiche
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La Guerra Fredda