Linea 1 di Napoli
• La linea 1 della metropolitana di Napoli, gestita dalla
società ANM, è stata la prima linea con caratteristiche
proprie di una metropolitana della città di Napoli. Ha
ricevuto il premio Most Innovative Approach to Station
Development a Londra nel 2009 tra più di trecento
concorrenti. Ha ricevuto altri numerosi premi per
le stazioni dell'arte, tra cui è stata eletta la stazione più
bella d'Europa: Toledo
• La tratta operativa, che va dal quartiere
di Piscinola fino a piazza Garibaldi, ha una frequenza
media di una corsa ogni 8 minuti e si sviluppa
lungo 18 km per 17 stazioni. La linea supera un
dislivello di 235 metri con una pendenza del 55‰.
• Grazie al finanziamento del CIPE approvato il 13
dicembre 2013, nel 2014 sono partiti i lavori per il
tratto Garibaldi-Aeroporto Capodichino.
Fermate linea 1 future
Storia: Gli inizi: 1963 - 1971
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Nel 1963 l'Ente Autonomo Volturno (EAV) propone un progetto al Comune di Napoli di
una funicolare che collega il Vomero con il Museo. Ma la Commissione Comunale dei
Trasporti discute su eventuali soluzioni oltre la funicolare. Intorno alla metà del
decennio si discute sulla progettazione e costruzione di una vera metropolitana e l'EAV,
intorno al gennaio del 1966, presenta un progetto che collega Piazza Matteotti
con Piazza Medaglie d'Oro ed è estendibile fino alla Zona ospedaliera e Colli Aminei,
l'anno successivo il comune approva l'idea e dà "carta bianca" all'EAV per la
realizzazione, l'Ente nel frattempo nomina una commissione per lo studio di una linea
metropolitana. La metropolitana doveva essere lunga circa 4,5 chilometri e aveva 12
stazioni (la distanza tra ogni stazione è di 375 metri), dopo un anno e mezzo approva il
progetto e nel giorno dell'approvazione l'EAV propone una versione aggiornata del
progetto chiedendo anche la concessione per la costruzione e l'esercizio ma viene
rifiutata.
Tra il 1968 e il 1971 intervengono anche l'ATM che tenta di trovare un'alternativa alla
cremagliera e l'ATAN presenta un progetto di massima. Nel 1970 chiede un
finanziamento che gli viene negato a causa del non elaborato progetto comprensoriale
dei trasporti e così falliscono le idee del progetto di massima. Dopo un anno si ricevono
i finanziamenti per la realizzazione, circa 42 miliardi di lire, con le condizioni per
realizzare il collegamento fino alla stazione centrale. Il progetto viene realizzato ma lo
stato blocca i fondi e non verrà mai realizzato.
Gli anni settanta: la metropolitana di
Napoli
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Nel 1972 nasce la Società Metropolitana di Napoli, fondata da operatori cittadini e aventi un
capitale di circa 1 200 000 lire, presentano un progetto al ministero ma non viene accettato,
dopo due anni si ebbe un nuovo rifinanziamento per la concessione di realizzazione della
metropolitana, le competenze in materia passano alle regioni e il capitale della società sale a
10 000 000 di lire e contemporaneamente si associano la società della Metropolitana di
Milano altre piccole imprese che contribuiscono alla realizzazione e alla produzione di fondi
necessari. Alla vigilia di Natale del '74 avviene l'approvazione del progetto con soluzioni ottimali
per la tratta Bovio-Garibaldi.
Nel triennio 1975-1977 viene approvato il progetto di massima alla commissione
interministeriale, nel '76 entra per la realizzazione anche il Consorzio Metronapoli che acquisterà
la Società Metropolitana di Napoli con il pacchetto azionario. Il comune concede alla società Mn
di realizzare il progetto, affidandone la Progettazione e la Direzione dei Lavori alla Metropolitana
Milanese SpA per il suo alto know how nel settore, avendo già realizzato la Linea rossa e la Linea
Verde della metropolitana di Milano. Il 22 dicembre del medesimo anno viene posta dal
sindaco Maurizio Valenzi e dall'assessore ai trasporti Luigi Buccico la prima pietra per la Stazione
Medaglie d'Oro. L'anno successivo viene presentato il progetto di massima con allungamento
fino alla nascente periferia popolare di Scampia e Piscinola con l'annesso deposito,
l'appropriazione di quest'ulteriore modifica viene approvata nel 1978 con l'aiuto della Comunità
Europea.
Gli anni ottanta:la reazione della prima
tratta
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Convoglio della metropolitana di Napoli nel1996.
Nel 1980 si passa alla cantierizzazione di Piazza Vanvitelli. Alla progettazione della
stazione opera anche il Prof. Arch. Michele Capobianco, cui la MM SpA ha affidato
il relativo incarico di collaborazione. Il 23 novembre di quell'anno, con la
realizzazione di buona parte della stazione e del tratto sotterraneo, il Terremoto
dell'Irpinia colpisce lievemente Napoli e i cantieri vengono riveduti per
l'adeguamento delle nuove norme antisismiche operato dalla MM spA con la
collaborazione di geologi e strutturisti napoletani. La Comunità Europea finanzia il
33% della spesa totale.
Nel 1983 per mancanza di fondi si bloccano i lavori e nel 1984 il comune accende i
mutui per il proseguimento dell'opera. L'anno successivo la MN stipula il contratto
per la realizzazione per il tratto Colli Aminei - Piscinola con fondi stanziati dal
Comune, dallo Stato e dalla Comunità, in maggio vengono aperti i cantieri per la
realizzazione delle stazioni tra piazza Medaglie d'Oro e Colli Aminei. Tra il 1986 e
il 1988 aprono i cantieri Colli Aminei-Piscinola e Vanvitelli-Salvator Rosa.
Gli anni novanta: l'apertura delle
prime stazioni
• La prima tratta, da Vanvitelli a Colli Aminei, venne
attivata il 28 marzo 1993. Due anni dopo seguì il
tratto in viadotto tra Colli Aminei-Piscinola.
• Tra il 1996 e il 2000 aprono i cantieri per
Materdei a Dante, Dante a Garibaldi, con il piano
generale dei trasporti vengono cambiati i progetti
originari unendo in un unico anello la
metropolitana, la tratta completa è PiscinolaDante-Garibaldi-Aeroporto-Piscinola.
Dal 2000: l'arrivo in centro città
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Nel 2001 viene aperta la tratta Vanvitelli-Museo, provvisoriamente esercita a binario unico e
servita da un collegamento navetta distinto dal resto della linea.
Il 27 marzo 2002 viene attivato il prolungamento da Museo a Dante, anch'esso a binario
unico; il servizio navetta Vanvitelli-Museo è pertanto prolungato. Nel 2003 apre la stazione
Materdei.
Tra il 2004 e il 2005 la stazione Vanvitelli è soggetta ad un restyling degli ambienti.
Tra il 2006 e il 2007 viene inserito nelle stazioni e sui treni anche un nuovo impianto di
diffusione sonora, con annunci più frequenti nelle stazioni e sui convogli in italiano ed inglese,
dapprima solo nelle principali stazioni, poi esteso a tutta la linea e ai convogli.
Il 26 marzo 2011 apre la stazione Università con un servizio navetta fino Dante, senza fermate
intermedie, in attesa del completamento di Garibaldi.
Il 12 aprile 2012 viene presentata alle autorità la stazione Toledo, entrata in funzione il
successivo 17 settembre.
Il 2 dicembre 2013 viene inaugurata alla presenza delle autorità la stazione Garibaldi, aperta
al pubblico il successivo 31 dicembre. La sua attivazione permette un importante nodo di
scambio con la stazione di Napoli Centrale, con la stazione di Piazza Garibaldi della linea 2 e
con la stazione Napoli Garibaldi della Circumvesuviana. Il servizio torna ad essere a doppio
binario sull'intera tratta, senza più la necessità di cambiare treno e il superamento del
servizio navetta.
Sviluppi futuri
• Il 13 dicembre 2013 è stato approvato dal CIPE il finanziamento di 650
milioni di euro per la tratta Garibaldi-Capodichino Aeroporto. Tale tratta
conterrà le fermate intermedie di Poggioreale, Tribunale e Centro
Direzionale e correrà in parte parallela alla linea Napoli–Nola–Baiano della
Circumvesuviana. Il tratto sotterraneo fra Piazza Garibaldi-Capodichino
Aeroporto è parzialmente completo, e il 2 agosto 2014 è stato
ufficialmente inaugurato il cantiere per la costruzione della fermata Centro
Direzionale[11]. Il termine dei lavori per questa tratta è previsto per il 2018.
• Il 30 dicembre 2014 aprirà la stazione di Municipio; al momento il servizio
salta questa stazione. Il cantiere, aperto dal 2003, include un rifacimento
totale di Piazza Municipio, che sarà però ultimato nel 2016[13]. Non è stata
fatta menzione riguardo l'estensione della Linea 6 a Municipio.
• È in costruzione anche la tratta Piscinola-DI Vittorio con tre fermate
intermedie (Miano, Regina Margherita, Secondigliano). Questa tratta
permetterà alla linea 1 di chiudersi, e di formare un anello. I lavori sono in
capo alla Regione Campania e realizzati da EAV, però fermi da anni con un
contenzioso in atto[14][15].
"Piscinola", il cui nome completo è "Piscinola-Scampia",
è una stazione della linea 1 della Metropolitana di
Napoli ed insieme a "Garibaldi" è uno dei due capolinea.
Inaugurata con la seconda tratta della linea nel 1995 e
attualmente in fase di restyling su progetto di Antonio
Nanu, inizialmente la stazione aveva la denominazione di
"Piscinola-Secondigliano" e solo in un secondo momento
venne cambiata in "Piscinola-Scampia", anche se la
segnaletica riporta ancora la dicitura originale.
La stazione è formata da due livelli: in quello superiore
sorge la stazione terminale della linea 1, mentre in quello
inferiore si trova la stazione terminale della linea
Arcobaleno (linea Napoli-Aversa) che tra il 2005 e
il 2009 ha ripristinato in parte l'Alifana bassa chiusa
nel 1976.
È stato deciso che "Piscinola-Scampia", non sarà
capolinea fisso, in quanto la linea proseguirà da questa
stazione per l'aeroporto di Capodichino, il Centro
direzionale fino ad arrivare a piazza Garibaldi. La stazione
si troverà quindi tra le fermate Miano e Chiaiano.
La stazione serve i quartieri di Piscinola e Scampia.
"Chiaiano", il cui nome completo è
"Chiaiano-Marianella", è una
stazione della linea
1 della Metropolitana di Napoli.
Posta nell'omonima zona, la
stazione, inaugurata nel 1995, sorge
su un viadotto. "Chiaiano" risulta
essere una delle più frequentate
della linea grazie ai numerosi
autobus provenienti dai comuni
limitrofi che transitano proprio
davanti l'ingresso della stazione.
Entrando nella stazione si transita in
un atrio dove ai due lati vi sono le
scale mobili e gli ascensori che
portano alle rispettive direzioni di
"Garibaldi" e "Piscinola". I binari
sono serviti da due banchine.
"Frullone", il cui nome
completo è "Frullone-San
Rocco", è una stazione
della Linea
1 della Metropolitana di
Napoli su viadotto,
inaugurata nel 1995 insieme
alla tratta che da Colli
Aminei giunge a Piscinola.
Nel 2011 la stazione è stata
ristrutturata in occasione
dell'inaugurazione del
parcheggio d'interscambio
laterale che ha 600 posti
"Colli Aminei" è una stazione
della linea 1 della Metropolitana
di Napoli. Si trova nell'area
collinare della città, appunto
i Colli Aminei. Possiede l'uscita
principale in Via Saverio Gatto,
ed è munita di una rampa di
collegamento che permette di
raggiungere il parcheggio e
il Viale Colli Aminei.
Costruita su progetto dell'
architetto Domenico Orlacchio,
è entrata in funzione nel 1993,
ed è stata il capolinea fino
al 1995. La stazione è molto
frequentata per la vicinanza di
molti istituti medi superiori
presenti nel quartiere.
Policlinico, il cui nome completo è dal 2009
"Policlinico-Cardarelli", è una stazione
della linea 1 della Metropolitana di Napoli.
Aperta con la prima tratta della linea
nel 1993,[1] la stazione ha avuto sin
dall'inizio un notevole flusso annuo di
passeggeri dovuto non tanto perché
utilizzata dai cittadini che vivono nei suoi
pressi, ma perché si trova a servire la zona
ospedaliera di Napoli: il nome della
stazione sta infatti ad indicare che si trova
proprio all'entrata delPoliclinico di Napoli e
dell'Ospedale Antonio Cardarelli.
Inoltre la stazione serve anche le vicine
Facoltà di Medicina e Chirurgia, Farmacia e
Biotecnologie dell'Università degli Studi di
Napoli Federico II. Dalla stazione si può
raggiungere anche l'ospedale Monaldi e
l'ospedale Cotugno.
Il 26 ottobre 2009 è stata inaugurata una
seconda uscita della stazione che, tramite
sottopassaggio lungo via Pansini, sbuca
proprio all'interno del Cardarelli. Tre scale
mobili a rampa unica e due ascensori
permettono l'accesso ai binari: la banchina
è a isola.
Rione Alto è una stazione della Linea
1 della metropolitana di Napoli, situata
nell'omonimo Rione; venne inaugurata
contemporaneamente alle altre stazioni
sotterranee della prima tratta. Fa parte del
circuito delle stazioni dell'arte.[1]
Dispone di ingressi in via Semmola, in via
D'Antona e in Via Palermo tramite più
ingressi e ascensori. Un'uscita la collega
anche al vicino Ospedale Pascale.
Il tratto dell'uscita in via Semmola è entrato
nel circuito delle stazioni dell'arte, al suo
interno sono conservate installazioni
di Antonio Tammaro e Achille
Cevoli all'aperto, mentre nell'interno opere
di David Tremlet, Giuseppe Zevola, BiancoValente, Katharina Sieverding, Marco
Anelli e varie di giovani artisti.[1]
Montedonzelli è una stazione
sotterranea della linea 1, ed è ubicata
tra Via Pietro Castellino e Via San
Giacomo de' Capri nel
quartiere Arenella.
La stazione è stata inaugurata
nel 1993, anno in cui entrò un
funzione la prima tratta
metropolitana Vanvitelli - Colli Aminei.
Nel febbraio 2006 è stata inaugurata
una seconda uscita, mediante la
costruzione di una galleria sotterranea
sotto di Via Pietro Castellino, nei
pressi di Via Francesco dell'Erba. La
stazione è munita di tapis
roulant e scale mobili, mentre
all'esterno sono stati creati ampi spazi
verdi e aree di svago. La stazione è
molto frequentata data la vicinanza
dell'istituto tecnico commerciale
"Enrico De Nicola".
"Medaglie d'Oro" è una stazione
della linea 1 della metropolitana di
Napoli.
Costruita tra il 1980 e il 1990 su
progetto di Michele
Capobianco e Daniele Zagaria ed aperta
nel 1993, la stazione serve la zona di
Piazza Medaglie d'Oro. La stazione,
presente nel quartiere Arenella, è
quella ad altitudine più bassa delle
quattro presenti nel quartiere, nonché
la più vicina al confine col
quartiere Vomero.
La stazione è dotata di ben sette uscite
poste nella piazza soprastante, più
cinque ascensori (da NA 010 a NA 014)
per i portatori di handicap. All'interno
della stazione i binari sono serviti da
due banchine.
"Vanvitelli" è una stazione della linea
1 della metropolitana di Napoli, ubicata
nell'omonima piazza del quartiere Vomero.
Costruita secondo i progetti di Michele
Capobianco fu aperta nel 1993, è stata
sottoposta un radicale restauro (grazie al quale lo
scalo fa parte del circuito delle stazioni dell'arte)
diretto dall'architetto Michele Capobianco e da
suo figlio Lorenzo Capobianco con consulenze
artistiche di Achille Bonito Oliva.
Sulla volta è rappresentata una spirale numerica
al neon di Mario Merz rappresentante
la successione di Fibonacci; la parete in fondo
presenta delle sculture che rievocano animali
preistorici di Vettor Pisani; sulle pareti laterali
due stelle in acciaio di grandi dimensioni
realizzate dallo scultore Gilberto Zorio; nella
parte sottostante, alle pareti delle banchine,
mosaici di Isabelle Ducroit.
Nell'atrio sovrastante sono esposte fotografie di
alcuni scorci di Napoli e sono opera dei
fotografi, Gabriele Basilico e Oliviero Barbieri;
nella zona retrostante alle scale è posto un
grande masso di Giulio Paolini.
Le uscite sono poste ai quattro angoli di Piazza
Vanvitelli, oltre ad un corridoio sotterraneo che
porta dalla stazione direttamente alle due
funicolari ossia quella di Chiaiae la Centrale. La
discesa al livello dei binari avviene tramite due
rampe di scale fisse e mobili mentre l'uscita
avviene direttamente mediante un'unica rampa.
Si può anche usufruire degli ascensori.
"Quattro Giornate" è una stazione della linea
1 della metropolitana di Napoli. Fa parte del circuito
delle stazioni dell'arte.[1]
Fu realizzata dall'architetto Domenico
Orlacchio nel 2001.
Fino al settembre del 2003 la sua denominazione era
"Cilea", ma su richiesta del sindaco Rosa Russo
Jervolino è stata poi rinominata in onore della memoria
degli eroi caduti durante la lotta per la liberazione di
Napoli dall'occupazione delle forze armate tedesche.[1]
All'interno si trovano installazioni che ricordano gli
avvenimenti avvenuti nelle Quattro giornate di
Napoli attraverso i bassorilievi e tele di Nino
Longobardi, le Donne combattenti di Marisa Albanese,
le Sequenze di guerra e di caccia di Sergio Fermariello.
Sono presenti inoltre i pannelli di Betty Bee, Maurizio
Cannavacciuolo, Baldo Diodato, Umberto Manzo e
Anna Sargenti che trattano di tematiche universali.[1]
È l'unica stazione della linea 1 dove i due binari sono su
due livelli diversi in quanto il collegamento con la
successiva stazione di Piazza Vanvitelli è composto da
due gallerie con curve molto strette.[1]
L'architetto Orlacchio ha realizzato anche un'opera di
recupero e di riqualificazione nell'area attorno alla
stazione e allo stadio Arturo Collana realizzando dei
giardinetti, dove sono poste installazioni di Renato
Barisani e Lydia Cottone.[1]
L’area circostante la stazione ha beneficiato di una profonda
riqualificazione che ha riportato allo splendore i resti di
un ponte romano e una graziosa cappella neoclassica e ha
valorizzato i palazzi circostanti, trasformandoli in opere
d’arte, grazie all’intervento di artisti come Mimmo
Rotella, Ernesto Tatafiore, Mimmo Paladino, Renato
Barisani e Gianni Pisani.[1]
I diversi livelli del parco sono collegati anche attraverso una
lunga scala mobile esterna, che conduce al piazzale dei
giochi, progettato da Salvatore Paladino e Mimmo
Paladino. Sul pavimento, a intarsi in travertino su pietra
lavica, sono stati realizzati tre giochi praticabili, il tris, la
campana e il labirinto. Un richiamo al gioco, con i loro
vivacissimi colori, sono anche le sculture ludiche di
Salvatore Paladino. Nello stesso piazzale, ma in posizione
più appartata, si trova la monumentale “mano” di Mimmo
Paladino. L’intero percorso esterno è punteggiato dalle
opere di alcuni tra i protagonisti dell’arte contemporanea:
Renato Barisani, Augusto Perez, Lucio Del Pezzo, Nino
Longobardi, Riccardo Dalisi, Alex Mocika, Ugo Marano.[1]
All'interno della stazione è possibile ammirare le
installazioni di Raffaella Nappo, Enzo Cucchi, LuCa, Santolo
De Luca, Quintino Scolavino, Natalino Zullo, Perino&Vele,
Anna Sargenti.[1]
La stazione è dotata anche di una seconda uscita a valle di
via Salvator Rosa (aperta nel dicembre 2002), la cui
presenza è segnalata da una guglia dell’Atelier Mendini,
posta al centro di un piazzale. Il basamento della guglia è
ricoperto dai rilievi in ceramica di Enzo Cucchi, raffiguranti
alcune icone dell’immaginario partenopeo, mentre poco
distante vi è un altro simbolo della città, il Pulcinella di Lello
Esposito.[1]
Materdei è una stazione della Linea
1 della Metropolitana di Napoli ed è ubicata
in Piazza Scipione Ammirato a Napoli.
Secondo il quotidiano inglese The Daily
Telegraph si è classificata al sedicesimo posto
come stazione della metropolitana più bella
d'Europa[1].
La stazione è stata progettata da Alessandro
Mendini e inaugurata il 5 luglio 2003 alla
presenza dei ventotto ministri dei trasporti
delle nazioni dell'Unione Europea.
La sua apertura è avvenuta ben due anni dopo
dell'intera tratta fino a Dante perché è stata
utilizzata come pozzo d'estrazione per tutti i
materiali e i macchinari impiegati durante gli
scavi.
All'interno dello scalo, che fa parte del circuito
delle stazioni dell'arte, c'è un mosaico
di Sandro Chia, un altorilievo di Luigi Ontani e
opere di Sol LeWitt e serigrafie di artisti meno
noti. Un particolare della stazione è la guglia
di vetro che sovrasta il mosaico di Chia e è
stata progettata sempre dal Mendini, anche
autore della riqualificazione urbanistica della
zona circostante la stazione.[2]
La stazione non è situata in una strada di
grande comunicazione (come le altre), ma si
trova nel rione Materdei, a pochi passi dal
quartiere Arenella, dal rione Sanità e dalla
fermata dell'autobus che consente di spostarsi
nei dintorni.[2]
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La stazione è stata disegnata da Gae
Aulenti nel 1999 e inaugurata nel 2001. Il padiglione
esterno è in calcestruzzo, vetro e acciaio, ed è stato
dipinto col rosso pompeiano.
All'interno ci sono copie di opere custodite nel museo
come l'Ercole Farnese, la copia della Testa di
Cavallo donata da Lorenzo de Medici a Diomede
Carafa e infine ci sono fotografie di Mimmo Jodice che
accompagnano il passeggero nel corridoio di
collegamento con la Linea 2.
L'accesso alla stazione può avvenire da diverse
entrate: una, la principale, è situata in Piazza Cavour,
una sempre in Piazza Cavour in corrispondenza del
Rione Stella ed infine l'altra posta sotto il Museo. Per
raggiungere i binari bisogna percorrere due rampe di
scale mobili o fisse oppure servirsi degli ascensori (NA
076 - NA 077). I binari sono serviti da una banchina ad
isola: proprio in fondo a questa banchina parte il
corridoio che conduce alla linea 2. Nel piccolo
pianerottolo posto all'inizio del corridoio si trovano gli
ascensori (NA 076 - NA 077) ed altre rampe di scale
fisse (vandalizzate) con i locali che fanno funzionare le
scale mobili (NS 088 - NS 089 - NS 090 - NS 091) che
portano all'uscita di Museo.
Da segnalare che il progetto originario prevedeva le
uscite della stazione in piazza Museo Nazionale
all'angolo di Via Pessina, ma i lavori richiedevano la
chiusura al traffico di quest'ultima per poi procedere
alla realizzazione dell'opera con scavo "a cielo aperto".
La cosa, però, era del tutto irrealizzabile, dal momento
che non era per nulla possibile chiudere al traffico un
nodo cruciale del traffico automobilistico dove vi
convergono ben tre flussi principali. Si rese quindi
necessario modificare il progetto e deviare il tracciato
verso piazza Cavour con scavo delle relative gallerie a
foro cieco.
Il 27 marzo 2002 venne attivato il prolungamento della
linea, dalla stazione di Museo alla nuova stazione di
Dante[1].
"Dante" è una stazione della linea 1 della metropolitana
di Napoli ed è ubicata sotto l'omonima piazza del centro
antico.
Disegnata dall'architetto Gae Aulenti nel 1999, è stata
inaugurata il 27 marzo 2002[1] dall'allora Presidente della
repubblica Carlo Azeglio Ciampi e fa parte del circuito
delle stazioni dell'arte.
La struttura esterna si presenta con due padiglioni
realizzati in vetro e acciaio che incorniciano la statua
di Dante.
Al suo interno sono esposte le opere di importanti artisti
napoletani, italiani e stranieri, tra questi artisti spicca il
nome Jannis Kounellis, autore di un'installazione Senza
Titolo, con putrelle (che rappresentano dei binari),
scarpe, un cappotto, un cappello e trenini giocattolo, un
altro artista è Joseph Kosuth che ha installato Queste
cose visibili, un lungo neon un brano del Convivio scritto
da Dante.
Nicola De Maria ha realizzato un mosaico
intitolato Universo senza bombe, regno dei fiori. 7 angeli
rossi. Michelangelo Pistoletto ha
installato Intermediterraneo, un’opera specchiante in cui
è tracciato il profilo del bacino mediterraneo,
mentre Carlo Alfano ha realizzato due dipinti montati su
un telaio di alluminio dal titolo Luce-Grigio, del 1982
e Frammenti di un autoritratto anonimo del 1985.
Gae Aulenti ha inoltre risistemato la piazza destinandola
esclusivamente al traffico pedonale e pavimentandola
con lastre di pietra lavica e marmo.
I binari sono serviti da due marciapiedi. Sia la salita che
la discesa avviene mediante tre rampe di scale fisse o
mobili (da NS 093 a NS 103; NS 118 - NS 119) oppure
tramite ascensori (NA 084 - NA 085 - NA 086 - NA 094 NA 095). Nonostante vi siano diverse uscite, queste sono
tutte ubicate in Piazza Dante.
Progettata dall'architetto spagnolo Óscar Tusquets, la stazione serve per spostarsi
sia nella zona del rione Carità sia nella zona degli adiacenti Quartieri Spagnoli,
nonché della vicina piazza Carità.
Ha tre uscite: via Toledo (composta da due scale poste in direzione piazza del
Plebiscito e piazza Carità), via Diaz (fornita unicamente di scala mobile per la
risalita) e piazza Montecalvario, collegata attraverso una galleria di 170 metri, e la
cui apertura è avvenuta il 18 settembre 2013.
Il ritardo dell'inaugurazione della stazione rispetto ai piani originari è stato dovuto
ai problemi logistici sorti a causa della presenza della falda acquifera sottostante.
Giocoforza l'acqua è l'elemento ricorrente per questa sede inserita nel piano
delle stazioni dell'arte.[5]
La stazione è stata presentata alla stampa dal sindaco Luigi de Magistris, dal
presidente della Regione Stefano Caldoro ed altre autorità territoriali il 12
aprile 2012.[6] La sua messa in funzione, inizialmente prevista per fine giugno,
avviene il 17 settembre 2012 a causa di difficoltà nell'approvvigionamento dei
materiali.[7]
Perciò nel progetto, a firma di Oscar Tusquets, architetto catalano, l’acqua diventa
elemento artistico. La stazione, infatti, ha colori diversi a seconda della profondità:
dal nero della terra all’ocra del tufo e il blu del mare. Anche Toledo rientra
nelle Stazioni dell’Arte: al suo interno le installazioni di William Kentrige riportano
figure della mitologia e dell’iconografia partenopea, mentre pannelli multicolore,
che riproducono le onde del mare, sono di Bob Wilson.
Per una volta le scoperte archeologiche non hanno impedito i lavori: durante gli
scavi sono emersi reperti appartenenti al suolo arato del Paleolitico e muri di
epoca aragonese, restaurati e integrati nella stazione stessa. Tra la fine di
quest’anno e la fine del prossimo sarà completata l’uscita a Montecalvario, alla
quale la stazione è collegata da una galleria sotterranea di circa 170 metri.
Fu progettata dall'architetto Alessandro Mendini e dal designer Karim Rashid.
Data la sua vicinanza alla zona portuale, permette di accedere alle zone di via Depretis e
via Colombo, di via Marina e del corso Umberto I (conosciuto come Rettifilo), una delle
strade più commerciali di Napoli.
È possibile raggiungere dalla stazione anche le varie facoltà universitarie presenti nei
dintorni, quella di giurisprudenza e di lettere e filosofia dell'Università Federico II e le sedi
storiche dell'Orientale.
Nel 2011 ha vinto il premio internazionale "Emirates Leaf International Award", a
Londra.[2]
La stazione si trova ad una profondità di 30 m al di sotto del livello della strada, una
profondità notevole, ma di poco conto rispetto alla "viscerale" profondità della stazione
di Salvator Rosa.[3]
Vi si accede tramite due scale, una posta dinanzi al Palazzo della Borsa, sede della Camera
di Commercio di Napoli, l'altra sul marciapiede opposto, lato mare, dove c'è anche il vano
ascensore. La loro particolarità sta nell'essere rivestite da piastrelle su cui sono scritte le
parole che sono state inventate negli ultimi tempi.
La stazione al suo interno è caratterizzata da colori e pannelli molto suggestivi che
catturano l'attenzione dei pendolari. In particolare i due colori base sono il fucsia e il
verde acido che sono propri ognuno di una delle due banchine.
A cominciare dal piano delle obliteratrici dove sono presenti le particolari sculture
disegnate da Rashid, la più suggestiva di queste si chiama Synapsi e vuole ricordare il
reticolo neurale del cervello, anticipando gli effetti che generano gli ambienti sottostanti.
Balzano all'occhio anche le due colonne nere modellate come un profilo umano continuo,
definito conversational profile. Il soggetto raffigurato è proprio Rashid.
La stazione Garibaldi, progettata
dall'architetto Dominique Perrault, serve
la stazione ferroviaria e le zone
della Duchesca, di piazza Garibaldi e dei
rioni Case Nuove e Vasto.
La parte esterna del complesso
ferroviario occupa l'area sud della grande
piazza ed è costituita da un lungo
pergolato in acciaio con copertura di
pannelli in teflon forato, che fa ombra
alla sottostante galleria commerciale
ipogea e alle scale d'accesso alla
stazione. La particolarità dell'interno è
costituita dal pozzo di stazione, dove le
scale mobili s'intrecciano sospese nel
vuoto. Inoltre sono presenti due
installazioni artistiche di Michelangelo
Pistoletto.
La stazione funge inoltre da interscambio
tra la linea 1, la linea 2 e
la Circumvesuviana.
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Linea 1 di Napoli