Schede
di
Riflessione
e
Preparazione
alla
Missione
popolare
1
• E’
una
proposta
di
evangelizzazione della e alla
comunità cristiana.
• Ogni Parrocchia, comunità
profetica, si prepara, in tutti i
suoi membri (Sacerdoti e
Laici) per favorire l’annuncio
del Vangelo ‘fino ai confini’
della propria realtà locale.
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• L’evangelizzazione “ad intra”:
far crescere la comunità
cristiana nelle sua identità
sacerdotale, regale e profetica.
• L’evangelizzazione “ad extra”: la
Parola di Dio - voce, volto, casa e
strada - annunciata capillarmente e
consegnata a tutti, vicini e lontani,
credenti e non.
• Una comunità parrocchiale più viva ed
entusiasta
3
• Ogni Comunità parrocchiale è invitata
ad essere consapevole della propria
fede e disponibile per un cammino di
comunione e di missione.
• Tutti i Laici, consapevoli del
proprio Battesimo, collaborano
alla missione: ogni Sacerdote è
chiamato a sensibilizzare e
formare i propri laici (vedi Schede
formative).
4
• Ogni Comunità conosce la propria realtà e sa
quali sono le sue ricchezze e positività, ma
anche le esigenze, le difficoltà e le
emergenze.
• La Missione riesce se vi è un’attenta analisi
della propria realtà.
Filone tematico generale:
• Gesù Cristo, il Vangelo di Dio
• La vita della Chiesa (ad intra [organismi di
partecipazione] e ad extra [l'annuncio missionario])
• I Sacramenti
• La ‘questione antropologica’
• Il mondo (cfr. GS 1)
5
•
Ogni Comunità parrocchiale sarà animata da
uno o più Missionari.
•
Compito del Missionario è quello di animare,
insieme con il parroco, la Missione parrocchiale e
coordinare i missionari laici: egli non si sostituisce
alla missionarietà del Parroco e della sua comunità,
ma vi collabora con la sua creatività e la sua
animazione.
• Ogni Comunità parrocchiale si adoperi a
preparare la missione in sintonia con il
Missionario, chiamato a collegarsi con i temi
generali che la missione diocesana indica.
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7
• Ogni Comunità parrocchiale è chiamata a
prepararsi per una buona riuscita della Missione.
• Il Parroco, insieme con il suo Consiglio Pastorale,
convochi tutti i Laici disponibili, analizzi la realtà
della propria parrocchia, organizzi le persone
secondo i Settori di riferimento e le emergenze
registrate e accompagni, con un attento itinerario
di formazione, i suoi collaboratori ad essere
missionari nel proprio territorio.
• E’ auspicabile vivere la missione come ‘proposta
straordinaria’ in un ‘tempo ordinario’, evitando
di farla coincidere con feste o occasioni popolari
religiose che potrebbero disattenderne lo stile e gli
obiettivi.
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I Catechisti sono i primi collaboratori del parroco nell’annuncio del
Vangelo: la loro preparazione e formazione è importante e
fondamentale. Il Catechista è ministro dell’annuncio missionario, per
questo deve essere impegnato in prima persona.
•
Ogni Parroco, durante il tempo di preparazione alla missione, convochi tutti i
suoi catechisti e aiuto loro a comprendere il significato e gli obiettivi della
missione popolare. Si considerino Catechisti non solo le persone preposte
all’Iniziazione cristiana, ma anche tutti i Responsabili educativi di Movimenti,
Gruppi e Associazioni.
•
I Catechisti siano i primi a coinvolgersi nella distribuzione del Vangelo casa per
casa e ad essere ‘pubblicitari’ della missione popolare.
•
Si individuino catechisti sufficienti per il coordinamento dei Centri di ascolto
biblici. D’intesa con il Parroco e con il gruppo liturgico si preparino
adeguatamente per la loro animazione al fine di favorire al meglio gli incontri
sulla Parola.
•
I catechisti che non si coinvolgano nei Centri di ascolto biblici siano preparati
per animare o coordinare i momenti di evangelizzazione che riguardano le
varie categorie scelte.
•
Suggerimenti e strumenti
Catechistico diocesano.
formativi
possono
essere
richiesti
all’Ufficio
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La Caritas parrocchiale (o, in sua assenza, il gruppo di coloro che si dedicano all’animazione
della carità) è chiamata a coinvolgersi nella Missione popolare avendo come obiettivo
l’annuncio del Vangelo per mezzo della testimonianza della carità ( = l’agape di Dio nella
storia del nostro tempo).
1. Il parroco individua un gruppo di laici, responsabili e preparati, disposti ad essere il
segno della carità e della comunione della Chiesa.
2. In vista della Missione, il parroco favorirà, in sintonia e d’intesa con la Caritas diocesana,
un percorso di formazione spirituale e pastorale per il servizio e la testimonianza
della carità.
3. Il suddetto Gruppo si adopererà a osservare e conoscere la realtà, evidenziandone
bisogni, povertà, richieste ed emergenze (poveri, persone sole, emarginati, anziani,
ecc.). Tali analisi della realtà diventi premessa per la costituzione di un permanente
Centro di ascolto Caritas (vedi Quaderno n°1 – Caritas diocesana, 2002).
4. Evidenziati i bisogni della comunità, gli animatori pastorali della carità favoriranno, durante
la missione, la visita alle persone bisognose e aiuteranno tutta la comunità a costruire o
potenziare servizi alle persone della comunità.
5. Il servizio del missionario, all’interno della missione popolare, sia di stimolo agli operatori
della Caritas per il loro servizio e venga “utilizzato” per l’incontro, insieme con il Parroco,
delle persone.
6. Il fine generale della missione popolare, inerente la Caritas parrocchiale, sia la
responsabilità a educare tutta la comunità parrocchiale ad avere “orecchie, occhi e
mani” attenti alle persone della comunità.
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Il GRUPPO LITURGICO sono quelle persone che si adoperano per la dignitosa celebrazione
del Mistero di Cristo. Svolge un compito di educazione e di servizio e provvede all’animazione
liturgica di ogni proposta di preghiera della missione popolare.
1. Il parroco individua e raduna tutti coloro che prestano il loro servizio
all’interno della liturgia (Lettori, Cantori, ministri straordinari
del’Eucaristia, Ministranti giovani o adulti).
2. In vista della missione popolare il Gruppo liturgico si impegnerà ad
animare tutte le attività liturgiche previste (Celebrazioni eucaristiche e
penitenziali, canti e preghiere per l’adorazione eucaristica e per l’inizio e la
fine dei Centri biblici di ascolto, ecc.).
3. Il gruppo liturgico sia considerato anche come un gruppo missionario:
lo si coinvolga per la distribuzione della Parola nella famiglie e per
l’animazione dei Centri di ascolto biblici.
4. L’adorazione eucaristica giornaliera abbia uno Schema/Foglio di
preghiera: il Parroco lo prepari insieme con i catechisti e il Gruppo Liturgico
e sia consegnato a tutti coloro che vorranno coinvolgersi nella missione per
la preghiera (Anziani, persone ammalate a casa, ecc.).
5. Il fine generale della missione popolare, in riferimento al Gruppo liturgico,
sia l’animazione liturgica della Comunità e una più dignitosa celebrazione
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dei sacramenti che l’educazione alla preghiera.
La missione popolare è l’annuncio straordinario del Vangelo là dove l’uomo vive ed opera:
anche la Scuola è un ambiente interessato per l’annuncio e per il confronto culturale sui temi
della fede. In questo settore siano coinvolti gli Insegnanti di Religione appartenenti alla
Parrocchia e tutti quei Laici impegnati nel mondo della formazione e della cultura.
1. Il Parroco venga a conoscenza di tutti coloro che insegnano Religione appartenenti
alla propria Parrocchia o coloro che, insegnanti o persone dedite all'educazione, sono
disponibili a coinvolgersi nella missione popolare.
2. D'intesa con l'Ufficio diocesano per la Scuola, la comunità parrocchiale si adoperi a
promuovere iniziative - formalizzate le richieste e ottenuti i permessi - inerenti i temi della
fede e della sua inculturazione, promuovendo dibattiti o iniziative culturali che veicolino la
proposta del Vangelo.
3. Gli Insegnati di religione si considerino "missionari" nella Scuola. Parlino della
missione e nei veicolino gli obiettivi e i contenuti. Si facciano promotori, presso le dovute
autorità, di favorire auspicabili iniziative, d'intesa con il Parroco, all'interno della realtà
scolastica.
4. Il Missionario incontri gli insegnanti di religione: insieme con il parroco organizzino
temi e metodi per realizzare al meglio incontri culturali sui temi della fede e per
costruire legami pastorali tra la Parrocchia e la Scuola e tra i ragazzi/giovani e la comunità
parrocchiale.
5. Si individuino laici maturi del mondo della cultura e li si coinvolga per l'organizzazione
di incontri mirati alle categorie interessate sui temi della fede.
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Ogni Aggregazioni ecclesiale è nella Chiesa e a servizio del Vangelo.
La nostra Diocesi registra un numeri consistente di Associazioni, Gruppi e
Movimenti che devono essere coinvolti nell’esperienza e negli obiettivi della
Missione popolare.
1. Il Parroco convochi, là dove sono presenti, le Aggregazioni
ecclesiali della propria Parrocchia e porti a loro conoscenza il
progetto e gli obiettivi della missione popolare.
2. Si aiutino tutte le Aggregazioni a sentirsi protagonisti della
missione popolare sia nell’esperienza missionaria ‘porta a porta’,
sia nella disponibilità all’animazione di qualche iniziativa, sia nella
preghiera per la missione.
3. Si favorisca, all’interno di ogni Aggregazione ecclesiale, la riflessione
‘ad intra’ sui temi della missione - con l’aiuto del missionario - e si
educhi al senso di appartenenza alla vita della Comunità cristiana.
4. I Responsabili delle Aggregazioni, i loro educatori e tutti coloro che
sono disponibili - debitamente preparati - siano formati a diventare
‘missionari o animatori’ della iniziative variegate che la missione
popolare preparerà.
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La fede nasce dall’ascolto (san Paolo) e la centralità della Parola di
Dio è il cuore di ogni esperienza cristiana e, di conseguenza, di ogni
esperienza missionaria.
La PAROLA di DIO sia la grande PROTAGONISTA della missione.
1. L’animatore del Gruppo biblico convochi, in un luogo predefinito,
persone disponibili ad ascoltare e ad accogliere la Parola e introduca
con un canto e una preghiera allo Spirito.
2. Si legga la Parola (in base ai filoni tematici indicati negli obiettivi
della missione) e la si interiorizzi con il silenzio.
3. L’animatore del Gruppo biblico consegni i nodi centrali del testo
biblico scelto e lo porti alla meditazione di tutti.
4. L’animatore provochi “l’attualizzazione” della Parola per favorire la
necessaria verifica personale e comunitaria della Parola stessa.
5. Si favorisca la riflessione comunitaria, a più voci, sul testo in
oggetto e ogni intervento, se si vuole, lo si può intercalare con il
ritornello di un canto o di un canone.
6. L’obiettivo del centro di ascolto sia l’amore alla Parola, la sua
conoscenza e il suo paradigma per l’esperienza cristiana di vita.
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