Organizzazione e ambiente di lavoro: Risultati di un’indagine condotta presso il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute. Sintesi dei risultati dell’indagine: l’analisi multivariata Gruppo di Lavoro Valorizzazione Risorse Umane Roma, 22 maggio 2007 Il Metodo La sintesi dei risultati è stata ottenuta mediante Analisi delle Corrispondenze Multiple (ACM) e Cluster Analysis (CA) Il Metodo (1): ACM E’ un’analisi di tipo fattoriale che ha come scopo quello di individuare dimensioni soggiacenti alla struttura dei dati (“i fattori” sintesi delle variabili originarie) Consente di arrivare ad una rappresentazione grafica (su piani fattoriali) delle modalità delle variabili e degli individui che facilita l’interpretazione dell’informazione, riassumendo l’intreccio di relazioni di “interdipendenza” tra le variabili originarie Nell’ACM si distinguono due tipologie di variabili: • attive, cioè variabili che entrano direttamente nell’analisi concorrendo alla formazione dei “fattori” • supplementari o illustrative, cioè variabili che si utilizzano successivamente come ausilio per l’interpretazione (esaminandone la posizione sui piani fattoriali) variabili “attive” V1 coinvolgimento nella programmazione dell'attività di reparto V2 coinvolgimento nella progettazione dell'attività di reparto V31 chiarezza nella definizione degli obiettivi V32 chiarezza nella definizione dei compiti V33 chiarezza nella definizione delle responsabilità V41 compiti adeguati alle competenze/esperienze V8 valorizzazione del lavoro V81 nome inserito correttamente nelle pubblicazioni V82 riconoscimento del contributo a corsi/convegni V83 apprezzamenti verbali da parte dei colleghi V84 apprezzamenti verbali da parte da parte dei superiori V9 migliorare formazione e competenze V91 partecipazione a corsi V92 partecipazione a convegni V93 circolazione delle conoscenze V42 compiti adeguati al ruolo/qualifica V94 imparare cose nuove V5 collaborazione con i colleghi V95 incoraggiamento ad avere nuove idee V6 collaborazione con altri reparti V101 intervento dei "superiori" per prevenire la conflittualità V102 intervento dei "superiori" per affrontare la conflittualità V103 intervento efficace dei "superiori" V71 V72 scambio di informazioni tra colleghi scambio di informazioni con i "superiori" 1=poco/per niente; 2=abbastanza; 3=molto/moltissimo Il Metodo (2): CA La CA (metodo di Ward) è stata applicata utilizzando come variabili classificatorie i primi due fattori risultanti dall’ACM Lo scopo della CA è quello di formare una partizione dell’insieme degli individui in modo tale che gli appartenenti a ciascun gruppo risultino, sulla base di un opportuno indice di distanza, il più possibile simili tra loro e il più possibile dissimili da quelli appartenenti agli altri gruppi Piano fattoriale: variabili attive (1° sezione del questionario) e variabili illustrative relative alle caratteristiche demografiche, qualifica e tipo di contratto. Abbastanza Gruppo 2 Gruppo 3 Gruppo 4 Poco/per niente Molto/moltissim Gruppo 1 o Piano fattoriale: 2° sezione del questionario (illustrative) abbastanza Gruppo 2 Gruppo 3 Molto/moltissimo Gruppo 4 Poco/per niente Gruppo 1 Piano fattoriale: 3° sezione del questionario (illustrative) Gruppo 2 Gruppo 3 Gruppo 4 Gruppo 1 Condizioni di lavoro Piani fattoriali: 3° sezione del questionario (variabili illustrative) Sentirsi utili Andare a lavoro volentieri ------- Consigliare il CNESPS ad un amico Opportunità di stabilizzazione Cluster Analysis GRUPPO 1 GRUPPO 2 “Il migliore dei mondi “i soddisfatti” possibili” 42 persone (36%) 20 persone (17%) GRUPPO 3 GRUPPO 4 “ gli insoddisfatti” “gli esclusi” 36 persone (31%) 17 persone (15%) GRUPPO 1: “Il migliore dei mondi possibili” (17%) Risposte alla I parte del questionario (1) • “molta/moltissima” collaborazione con i colleghi (95%): – – – “molta/moltissima” condivisione delle conoscenze (90%) “molti/moltissimi” apprezzamenti verbali (80%) “molti/moltissimi” scambi di informazioni (80%). • “molte/moltissime” occasioni di migliorare la propria formazione e le proprie competenze (60% vs 23%): – – – – “molti/moltissimi” incoraggiamenti ad avere nuove idee e a fare proposte (90%) “molte/moltissime” opportunità di imparare a fare cose nuove (85%), “molte/moltissime” opportunità di partecipare a convegni e seminari (70% vs 30%) “molte/moltissime” opportunità di partecipare a corsi di aggiornamento (65% vs 20%) • “molto/moltissimo” riconoscimento del lavoro” (60% vs 24%) – – “molto/moltissimo” riconosciuto il proprio contributo a corsi e convegni (90%) “molto/moltissimo” corretta la gestione dell’authorship (90%) • ottimo livello di coinvolgimento: – – nella programmazione dell’attività di reparto (molto/moltissimo+abbastaza=85%) nelle diverse fasi del progetto sul quale lavora (molto/moltissimo+abbastaza=95%) GRUPPO 1: “Il migliore dei mondi possibili” (17%) Risposte alla I parte del questionario (2) • i rapporti con i “superiori” risultano molto buoni – – – elevato livello di scambio di informazioni (75%) “molti/moltissimi” apprezzamenti verbali per il lavoro svolto (70%) I “superiori” intervengono “molto/moltissimo” per affrontare la conflittualità tra colleghi ( 40% vs 10%) e per prevenirla (30% vs 6%) e il 60% giudica l’intervento “molto/moltissimo” o “abbastanza” efficace (vs 23.5%) • nell’ambito dell’attiva del reparto c’è “molta/moltissima” chiarezza: – – – nella definizione degli obiettivi (75% vs 34%) Dei compiti (65% vs 28%) Delle responsabilità (55% vs 23%) • i compiti e le responsabilità sono “molto/moltissimo” adeguati: – – alle proprie competenze (75% vs 44%) al proprio ruolo (65% vs 37%). • si sentono incentivati a collaborare con altri reparti dichiara di non esserlo o esserlo poco) (solo il 10% GRUPPO 1: “Il migliore dei mondi possibili” (17%) Risposte alla II parte del questionario • “vivono in prima persona”: – Serenità nell’ ambiente di lavoro (60% vs 43%) – l’equità nell’assegnazione dei compiti (45% vs 26%) • Nessuno dichiara di vivere in prima persona: – “insofferenza” per il lavoro, – la “sottoutilizzazione” – Il mancato riconoscimento delle proprie competenze. • Non hanno neanche sentito parlare di (risposte NO): – – – – insofferenza per il lavoro (70% vs 28%) mancanza di solidarietà e collaborazione tra colleghi (60% vs 38%) scarsa capacità di ascolto dei “superiori” (55% vs 32%) ansia e preoccupazione generata dal lavoro (35% vs 18%). GRUPPO 1: “Il migliore dei mondi possibili” (17%) Risposte alla III parte del questionario condizioni di lavoro: Voto 7.9 (vs 6.6, p<0.001) e nessuno degli appartenenti a questo gruppo ha espresso un giudizio inferiore a 5. andare al lavoro volentieri: voto 7.9 (vs 6.7, p=0.001) e i più pessimisti del gruppo non esprimono comunque voti inferiori alla sufficienza. sentirsi utili: voto 7.8 (vs 7, p=0.018) e il più pessimista dei membri di questo gruppo non esprime comunque un voto inferiore al 5. consigliare ad un amico di venire a lavorare al CNESPS: voto 7.3 (vs 6.2, p=0.006), su questo aspetto la variabilità del gruppo è più elevata e il voto più negativo è pari a 1. opportunità di stabilizzazione e/o carriera: voto 4.4 (vs 4.02, p=0.22). GRUPPO 1: “Il migliore dei mondi possibili” (17%) Il gruppo è costituito per il 53% da lavoratori a Tempo Indeterminato con un’anzianità media di servizio di 19 anni (vs 20 anni) e per il restante 47% da “precari” (co.co.co., ospiti, ecc.) con un’anzianità media di servizio di 3 anni (vs 8 anni) • sono sovrarappresentati: – i Dirigenti / primi ricercatori (25% vs 10%) – i ricercatori a tempo indeterminato (25% vs 10%). – ultracinquantenni (25% vs 13%) • sono sottorappresentati: – i lavoratori con contratto a Tempo Determinato (5% vs 23%) – i tecnici/amministrativi (20% vs 46%) GRUPPO 2: “i soddisfatti” (37%) Risposte alla I parte del questionario(1) le opinioni espresse dal gruppo sui vari aspetti sono “abbastanza” positive e “molto” positive su alcuni temi •Sono “molto” (36%) o “abbastanza” (48%) coinvolti: – nelle diverse fasi del progetto sul quale lavorano (62% vs 41%) e quelli che si dichiarano “poco/per niente” partecipi sono un’esigua minoranza (2% vs 27% nel collettivo). – nella programmazione dell’attività di reparto (vs 25% e 27%) e solo il 14% (vs 47%) si sente poco o per niente coinvolto. •Ritengono “molto” chiara la definizione degli obiettivi del reparto (57% vs 34%) Solo il 12% (vs 34%) ritiene che ci sia “poca o nulla” chiarezza nella definizione dei compiti di ciascuno e in particolare: •I compiti risultano “molto” adeguati: • alle competenze e all’esperienza maturata (55% vs 44%) e nessuno pensa che lo siano “poco/per niente” (0%) • al ruolo/qualifica (52% vs 37%) e solo il 9.5% (vs 23%) pensa che lo siano “poco o per niente” GRUPPO 2: “i soddisfatti” (37%) Risposte alla I parte del questionario (2) • il lavoro è riconosciuto e valorizzato “abbastanza” (48% vs 33%) o “molto” (33% vs 24%): – “molto” riconosciuto il contributo a corsi e convegni (74%vs 52%) – “molto” corretta anche l’attribuzione dell’authorship (55% vs 43%) • “molta” collaborazione con i colleghi (57% vs 45%): – “abbastanza” scambio di informazioni (“52% vs 38%) – “molti” apprezzamenti verbali dai colleghi (57% vs 43%). • “abbastanza” occasioni di migliorare la propria formazione: – imparare cose nuove (55% vs 35%) – partecipare a convegni e seminari (50% vs 37%) – seguire corsi di formazione (48% vs 27%) • il rapporto con i “superiori” è in generale buono: – Solo il 10% ritiene di ricevere dai superiori scarsi o nulli apprezzamenti verbali – solo il 14% ritiene che con essi lo scambio di informazioni sia insufficiente – si sentono “abbastanza” incoraggiati ad avere nuove idee e a fare proposte (52% vs 30%). GRUPPO 2: “i soddisfatti” (37%) Risposte alla II parte del questionario • forte livello di “soddisfazione per il lavoro” (“lo vivo in prima persona”=81% vs 59%). • ricevono interesse e sostegno da parte dei superiori (69% vs 45%) e lo stesso interesse e sostegno viene visto anche verso i colleghi (31% vs 23%); • l’equità nell’assegnazione dei compiti e delle responsabilità è sia vissuta in prima persona (38% vs 26) ma anche riscontrata tra i colleghi (21% vs 12%). • non ritengono che ci sia un problema di “mancanza di regole” (57% vs 45%) ne per quanto li riguarda direttamente né per sentito dire. • hanno “sentito parlare” di: – una scarsa capacità di ascolto da parte dei superiori (36% vs 23%) – di equità negli avanzamenti di carriera (31% vs 17%); GRUPPO 2: “i soddisfatti” (37%) Risposte alla III parte del questionario • giudizio complessivo sulle condizioni di lavoro: voto 7.2 (vs 6.6, p<0.001) • l’andare al lavoro volentieri: voto 7.1 (vs 6.7, p=0.04) • sentirsi utili: voto 7.4 (vs 7, p=0.05) • opportunità di stabilizzazione e/o carriera: voto 4.5 (vs 4, p=0.04) • consigliare ad un amico di venire a lavorare al CNESPS: voto 6.4 (vs 6.2, p=0.18) I “soddisfatti” sono per il 37% lavoratori a “Tempo Indeterminato” in media in ISS da 18 anni (vs 20) e per il 63% “precari” con un’anzianità media di servizio di 7 anni (vs 8); Non si evidenziano differenze significative per quanto riguarda l’età, il sesso, il ruolo o la qualifica GRUPPO 3: “gli insoddisfatti” (31%) Risposte alla I parte del questionario (1) giudizi insufficienti ai vari aspetti legati alla gestione del personale: • sono “poco/per niente” coinvolti: – nella programmazione dell’attività di reparto Il (78% vs 47%) – nelle diverse fasi del progetto sul quale lavorano (39% vs 27%) • hanno scarsi o nulli scambi di informazioni con i “superiori” (61% vs 37%) • ritengono ci sia “poca o nulla” chiarezza nella definizione: – delle responsabilità (50% vs 30%) – dei compiti (50% vs 34%) • gli obiettivi del reparto sono “abbastanza” chiari” per il 50% (vs 36%) ma per il 39% (vs 27%) non lo sono affatto GRUPPO 3: “gli insoddisfatti” (31%) Risposte alla I parte del questionario (2) • le possibilità di crescita professionale vengono giudicate insufficienti ritengono di avere scarse o nulle le possibilità: – di partecipare a corsi di formazione (61% vs 48%) – di condividere le conoscenze (58% vs 39%) – di essere incoraggiato ad avere nuove idee e a fare proposte (53% vs 37%) • Lo scambio di informazioni tra colleghi è spesso giudicato insufficiente (poco/per niente=44% vs 29%) Unica nota “positiva” in questo quadro: • il 64% (vs 38%) dichiara di ricevere dai superiori verbali (ma il 25% non ne riceve affatto) “abbastanza” apprezzamenti • Con i colleghi le cose non vanno male: – c’è “abbastanza” collaborazione ( 53% vs 37%) – “abbastanza” apprezzamenti (64% vs 41%) • in caso di conflitto i superiori il più delle volte non intervengono (69% vs 52%) e se lo fanno il loro intervento è giudicato non efficace (42% vs 27%) GRUPPO 3: “gli insoddisfatti” (31%) Risposte alla II parte del questionario • non considerano equa l’assegnazione dei compiti (poco/per niente= 75% vs 52%) • non considerano equi gli avanzamenti di carriera (poco/per niente=64% vs 52%). • non vedono dimostrazione di interesse e sostegno da parte dei superiori, né per quanto li riguarda direttamente, ne per quanto riguarda i colleghi o il “sentito dire” ( 47% vs 30%) • Ritengono vi sia un’assenza di serenità e di trasparenza nell’ambiente di lavoro (50% vs 37%). GRUPPO 3: “gli insoddisfatti” (31%) Risposte alla III parte del questionario punteggi leggermente più bassi, ma non significativamente diversi dalla media generale, per quanto riguarda: • l’andare al lavoro volentieri (6.5 vs 6.7) • il sentirsi utili (6.7 vs 7) • le opportunità di stabilizzazione o carriera (3.8 vs 4) •il consigliare ad un amico di venire a lavorare al CNESPS (6.1 vs 6.2) La differenza risulta invece significativa per quel che concerne il giudizio generale sulle condizioni di lavoro: voto 6 (vs 6.6 p=0.01). GRUPPO 3: “gli insoddisfatti” (31%) “Gli insoddisfatti” sono per il 72% precari con un’anzianità di servizio media di 9.5 anni (vs 8) e per il restante 28% lavoratori a Tempo Indeterminato con un’anzianità in ISS di 21 anni in media (vs 20) Sono sovrarappresentati: • i tecnici/amministrativi (58% vs 46%) • il personale con contratto a Tempo Determinato (36% vs 23%) e in particolare tecnici/amministrativi TD (22% vs 12%) praticamente assenti nel gruppo i dirigenti/primi ricercatori (3%) e i ricercatori a tempo indeterminato (3%) GRUPPO 4: “gli esclusi” (15%) Risposte alla I parte del questionario (1) • si caratterizza per le risposte negative a tutti gli aspetti indagati. • nessuno degli appartenenti a questo gruppo è coinvolto nella programmazione dell’attività di reparto (“poco/per niente”=100%) e solo l’12% è almeno “abbastanza” partecipe nelle diverse fasi del progetto • lo scambio di informazioni con i superiori è del tutto carente (77%) • denunciano – – – – poca o nulla chiarezza nella definizione: degli obiettivi (82%) dei compiti (82%) delle responsabilità (59% vs 30%) i compiti e le responsabilità che vengono affidati non sono affatto adeguati né alle competenze e all’esperienza maturata (71% vs 17%) né al ruolo/qualifica (65% vs 23%) • il riconoscimento del lavoro è scarso o nullo (94%) – mancano anche gli apprezzamenti verbali sia da parte dei superiori (94%) che dei colleghi (59% vs 13%) GRUPPO 4: “gli esclusi” (15%) Risposte alla I parte del questionario (2) • la collaborazione con altri reparti è “poco/per niente” incentivata (88%). • la collaborazione con i colleghi è scarsa o nulla (65% vs 17%): – “poco/per niente” scambio di informazioni tra colleghi (65% vs 29%) nel caso di conflitti tra colleghi, i superiori non intervengono ne per affrontarli (94%) né per prevenirli (82%) • hanno scarse o nulle occasioni di migliorare la propria formazione (77% vs 33%) – non hanno sufficienti occasioni di condividere le conoscenze (94%) – non si sentono incoraggiati ad avere nuove idee o a fare nuove proposte (88%) – non hanno sufficienti occasioni di imparare cose nuove (88%) – non hanno occasioni di partecipare a corsi di formazione (82%) – di partecipare a convegni (65% vs 28%) • Il lavoro è poco/per niente riconosciuto e valorizzato (94%) anche per quanto concerne : – – il contributo a corsi e convegni (65% vs 20%) la corretta attribuzione del nome nei lavori (53% vs 24%) GRUPPO 4: “gli esclusi” (15%) Risposte alla II parte del questionario • ritengono che non vi sia equità: – nell’assegnazione dei compiti (94%) – negli avanzamenti di carriera (82%) • la mancanza di solidarietà/collaborazione con i colleghi è vissuta in prima persona (71% vs 18%), ma anche vista tra i colleghi (59% vs 37%) • vivono in prima persona la mancanza di regole (53% vs 35%), ma anche l’assenza di autonomia nello svolgimento delle proprie mansioni (29% vs 14%) • non ricevono sostegno da parte dei superiori (71% vs 30%) • denunciano il mancato riconoscimento delle competenze (65% vs 21%) e vedono non riconosciute le competenze anche ai colleghi (47% vs 25%) • non si dichiarano soddisfatti del lavoro (47% vs 16%) • denunciano la loro sottoutilizzazione (77% vs 20%) GRUPPO 4: “gli esclusi” (15%) Risposte alla III parte del questionario • I punteggi espressi nella terza sezione del questionario sono significativamente più bassi per tutti gli aspetti considerati. • • • • opportunità di stabilizzazione e/o carriera: voto 2.3 (vs 4, p=0.01) condizioni di lavoro: voto 4.4 (vs 6.6, p<0.001) andare al lavoro volentieri: voto 4.5 (vs 6.7, p<0.001) consigliare ad un amico di venire a lavorare al CNESP: voto 4.6 (vs 6.1, p=0.001) • sentirsi utili: voto 5.5 (vs 7, p=0.001). “Gli esclusi” sono per il 53% “precari” con un’anzianità media di servizio di 8 anni (vs 8) e per il 47% lavoratori a Tempo Indeterminato con un’anzianità media di 22 anni (vs 20) Non si evidenziano differenze significative per quanto riguarda l’età, il sesso, il ruolo o la qualifica Conclusioni Il migliore dei mondi possibili” (17%) Sono soprattutto dirigenti/primi ricercatori, ricercatori a TI e “precari giovani” che si dichiarano molto soddisfatti di tutti gli aspetti legati all’organizzazione del lavoro per quanto li riguarda personalmente “I soddisfatti” (37%) 54 % Non si differenziano per la presenza di particolari figure contrattuali o profili professionali. … e sembrano considerare la loro situazione rappresentativa dell’insieme dei lavoratori del CNESPS. (31%) anziani” “Gli insoddisfatti” “Gli esclusi” (15%) Sono soprattutto “precari e tecnici/amministrativi. Rimandano un’immagine sostanzialmente negativa della loro situazione lavorativa (in particolare per gli aspetti legati alla gestione del personale da parte dei superiori), ma tendono ad individuare in questo quadro aspetti non negativi che li portano a dare un giudizio tutto sommato sufficiente alla loro condizione generale Come i loro colleghi del primo gruppo giudicano la propria situazione lavorativa soddisfacente ma rispetto ai primi sembrano avere una posizione più “critica”. 46 % Giudicano totalmente negativa l’organizzazione e l’ambiente di lavoro e danno un voto totalmente insufficiente alle condizioni generali di lavoro, vanno al lavoro malvolentieri e non si sentono “utili”. Dichiarano di essere sotto-utilizzati e questo potrebbe essere letto come l’indicazione di una possibile area di intervento. ……grazie per l’attenzione