Il Taekwon-Do
Energia Interna nel Taekwon-Do
Nelle arti marziali, in generale, è fondamentale saper respirare
correttamente in modo da riuscire ad utilizzare un’energia interna
che possediamo.
L’energia interna la maggior parte delle volte si scopre in
situazioni particolari per esempio quando siamo sottopressione o
siamo in pericolo.
In quei momenti riusciamo a sviluppare una forza sorprendente
che non ha nulla a vedere col nostro sviluppo fisico e muscolare.
Questa è l’energia interna.
Lo scopo delle arti marziali è imparare a concentrare , guidare e
utilizzare questa energia chiamata Ch’i che è strettamente legata
alla respirazione.
Secondo alcune credenze di antichi maestri orientali quando noi
respiriamo l’aria non cede solo ossigeno al corpo ma anche il Ch’i
che percorre nel corpo umano determinati canali e se si riesce ad
addestrare la mente umana si può attivare e dirigere questa
energia a proprio piacimento.
Per imparare ad utilizzare il Ch’i è importante che un maestro ti
insegni la tecnica giusta che va’ applicata in modo costante e
giornaliero e può durare anche per molti anni.
Gli atti respiratori
Un atto respiratorio comprende un’inspirazione, un’espirazione e una breve pausa
fra i due.
Normalmente l’uomo utilizza la respirazione toracica.
In questo tipo di respirazione durante l’inspirazione i muscoli intercostali si
contraggono, sollevano le costole e nello stesso tempo il diaframma si contrae
abbassandosi. Quando ciò accade la gabbia toracica e il volume dei polmoni
aumenta. A questo punto la pressione dell’aria al loro interno diventa inferiore di
quella esterna e si forma un “movimento d’aria” che entra nei polmoni.
Durante l’espirazione si contraggono i muscoli addominali e quelli intercostali si
rilassano abbassando le costole mentre il diaframma si solleva.
La respirazione che, invece, consigliano gli antichi maestri orientali è quella
diaframmatica dove non c’è un movimento della cassa toracica. Si ispira
abbassando il diaframma con una conseguente espansione dell’addome, è molto
importante che i muscoli siano rilassati, nella fase d’espirazione invece l’addome
si ritira e l’aria esce. In questa di movimento del diaframma si sposta il centro
del movimento respiratorio dal torace al centro del ventre. Questo punto è
chiamato Tan T’ien e corrisponde al baricentro del corpo umano.
Questo movimento diverso da quello toracico permette di far circolare una
quantità d’aria maggiore e quindi ci permette di accumulare più energia.
I cinesi da migliaia di anni conoscono l’importanza della respirazione. Il filosofo
taoista Chuang Tzu vissuto nel quarto secolo a.C. ha detto: “Il vero uomo respira
coi talloni, l’uomo da poco con la gola”.
Due diversi tipi di respirazione
Respirazione diaframmatica
Respirazione addominale
La Respirazione nelle Arti Marziali
Nella pratica della arti marziali si utilizza una leggera modifica nella
respirazione addominale.
Ecco il ciclo respiratorio:
Inspirazione: i muscoli addominali sono decontratti e il ventre si dilata.
Espirazione: i muscoli addominali vengono contratti.
Breve pausa: i muscoli addominali vengono decontratti e il ventre rientra.
Non bisogna mai espirare totalmente ma è opportuno conservare una riserva
di circa il 30% dell'aria.
Nella breve pausa è il momento in cui si è più vulnerabili, per questo motivo
bisogna imparare a rendere impercettibili i movimenti dell'addome. Nelle
fasi iniziali di un combattimento i contendenti rimango immobili, per studiare
la respirazione dell'avversario.
Nella pratica della arti marziali è importante collegare i movimenti alla
respirazione, che deve sempre essere mantenuta profonda, calma e regolare.
Poco per volta e sempre sotto la guida di un vero maestro si può arrivare a
visualizzare nella nostra mente lo scorrere dell'energia interna nel nostro
corpo, e imparare a canalizzarla dove serve.
La corretta tecnica respiratoria, la meditazione e la pratica delle arti
marziali ci aiuteranno ad ottenere un abbondante flusso di energia, e ci
insegneranno ad utilizzarlo nelle tecniche di difesa e attacco.
Che cos’è il Taekwon-Do
Dare una definizione al Taekwon-Do è difficile perché non è
soltanto un metodo di difesa ma anche uno stile di vita.
Letteralmente la parola Taekwon-Do è divisa in tre ideogrammi, è
l’arte di calciare in volo e colpire di pugno.
TAE= calciare in volo
KWON = pugno
DO = arte
L'approccio al TaeKwon-Do è diretto e semplice, la sua vera forza
deriva dalla sua apparente semplicità. I suoi movimenti riflettono
il moto dell'onda del mare, sono fluidi, senza bruschi arresti, si
coniugano in un' armonia di tecniche che nascono l'una dalla fine
dell'altra. Le tecniche fisiche del Taekwon-Do si basano sui
principi della scienza moderna e in particolare della fisica
newtoniana la quale insegna a generare il massimo della potenza.
La Storia del Taekwon-Do
Il Taekwon-Do è l’opera di un maestro coreano il Generale Choi Hong Hi. Il
generale Choi è nato il 9 Novembre nel 1918 nella Corea del Nord. Già da
giovane mostrava di essere una persona forte ed indipendente. Infatti all’età
di dodici anni fu espulso da scuola per agitazioni contro le autorità
giapponesi che a quel tempo sottomettevano la Corea. Dopo l’espulsione
imparò il Taek Kyon, un’arte marziale coreana proibita a quei tempi.
Divenuto adulto decise di trasferirsi in Giappone dove venne in contatto con
un maestro di karate da dove prese lezioni e in due anni riuscì a diventare
cintura nera. Dopo Choi seguì un periodo di addestramento fisico e mentale
all’università di Tokio. Con lo scoppio della seconda guerra fu costretto ad
arruolarsi nell’esercito giapponese. Ritornato in patria fu accusato di aver
provocato il movimento di indipendenza coreano e fu mandato in prigione
dove incominciò a formare la sua arte marziale e i suoi compagni della
prigione divennero suoi allievi. Poi avvenne la liberazione e Choi proseguì la
sua carriera militare fino ad arrivare ai gradi più alti. Tutti i suoi soldati
impararono la sua arte che nel tempo cominciava a diffondersi fino ad
arrivare anche in America. Con la diffusione di quest’arte marziale vennero
proclamati diversi tornei e il Taekwon-Do venne conosciuto in tutto il
mondo. Il Generale Choi morì nel duemila e due solo nove anni fa il che
dimostra la giovinezza di quest’arte.
I Principi del Taekwon-Do
Questo sport oltre ad essere tale, come ho già detto in precedenza, è anche uno stile di
vita e come ogni stile di vita comporta dei principi da tener conto.
Nel Taekwon-Do sono cinque:
Cortesia: vuol dire agire con giustizia e sincerità incoraggiando il senso di giustizia e
umanità.
Integrità: saper distinguere il corretto dallo sbagliato e avere la consapevolezza, quando
qualcosa è sbagliata, di sentirsi colpevoli.
Perseveranza: Un antico detto dice: "la pazienza porta alla virtù e al merito". Per
raggiungere un obiettivo come può essere un'alta graduazione o il perfezionamento tecnico,
bisogna perseverare costantemente. Uno dei più importanti segreti per convertirsi in
leader del Taekwon-Do è sovrapporsi a ogni difficoltà con perseveranza. Confucio disse:
"chi è impaziente nelle piccole cose, sbaglierà nei suoi scopi in situazioni di grande
importanza".
Autocontrollo: saper controllare le proprie capacità fisiche seguendo ciò che dice Tzu: "la
persona più forte è quella che vince su se stesso più che sugli altri ".
Spirito indomito: saper affrontare i problemi con coraggio e senza rinunciare ai propri
principi.
Le Cinture
Nel Taekwon-Do esistono sei tipi di cinture che servono ad indicare
l’esperienza dell’allievo e quali tecniche ha appreso. In quest’arte
marziale l’allievo è paragonato ad una pianta e nel significato delle
cinture si fa spesso riferimento a questo.
Bianca: rappresenta l'ingenuità dell'allievo riguardo il TaeKwon-Do.
Gialla: rappresenta la terra fertile dove la pianta mette le sue radici.
L'allievo comincia a mettere le sue radici nel TaeKwon-Do.
Verde: rappresenta la pianta che comincia a germogliare. L'arte
comincia a svilupparsi nell'allievo che ha imparato alcune tecniche.
Blu: rappresenta la pianta che è ormai cresciuta, ed è rivolta verso il
cielo, simbolo della cintura. Nell'allievo il TaeKwon-Do diventa
importante e progredisce.
Rossa: rappresenta il tramonto di una giornata. Per l'allievo, rappresenta
la fine di un tipo di allenamento. Questo colore rappresenta anche un
segnale di pericolo. Le tecniche possono essere molto pericolose, quindi è
indispensabile l'autocontrollo.
Nera: rappresenta la notte. Per l'allievo inizia un nuovo tipo di
allenamento, sia fisico che mentale. Questo grado rappresenta anche
l'impenetrabilità alla paura alle tentazioni e al male, il colore nero
racchiude inoltre tutti i colori delle altre cinture.
Le Forme
Ogni forma nel Taekwon-Do rappresenta eventi e persone
che hanno lasciato un segno nella storia dell’umanità. La
forma è composta da vari movimenti fondamentali, la
maggior parte dei quali rappresentano tecniche di attacco e
difesa disposte secondo una sequenza logica fissa. Lo
studente si pone al confronto di avversari immaginari,
usando attacchi e parate in diverse direzioni. Esercitandosi
in questo modo l’allievo è in grado di apprendere molti
movimenti in serie e di sviluppare tecniche di
combattimento, perfezionare la flessibilità nei movimenti,
acquisire padronanza nello spostamento del corpo, sviluppare
la muscolatura, controllare a respirazione, accrescere la
fluidità e l’armonia nei movimenti e acquisire il senso del
ritmo. Nel Taekwon-Do esistono ventiquattro forme, perché
la vita dell’uomo può sembrare un giorno paragonata
all’eternità. Dunque noi mortali non siamo altro che semplici
viaggiatori, che passano attraverso gli anni eterni apparendo
un solo giorno.
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