I FATTORI DI SUCCESSO - A E1 Introduzione Le azioni più critiche per raggiungere gli obiettivi di negoziazione sono: 1. Elaborare una strategia efficace 2. Pianificare 3. Prepararsi 2 Gli obiettivi di una strategia negoziale Il primo passo è determinare i propri obiettivi. Le loro priorità I pacchetti “multi-obiettivi” Agende e storico delle trattative 3 Gli obiettivi e i loro impatto negoziale 1. I desideri NON sono gli obiettivi 2. I nostri obiettivi sono spesso legati a quelli dell’altro <es.: acquisto auto> 3. Ci sono limiti ai nostri obiettivi <prezzo basso> 4. Obiettivi efficaci devono essere specifici e misurabili <quale % stipendio> 4 Strategia – scenario – piani d’azione Come inquadrare la trattativa Il passo successivo nel processo di pianificazione è: definire il “QUADRO” della trattativa Dare senso ad una realtà complessa e renderla comprensibile. Delineare una persona, un evento, un processo e separarlo dal mondo esterno. I Quadri variano con le prospettive e il tempo. 5 Strategia – scenario – piani d’azione Sette tipi di Quadri 1. SOSTANZA L’oggetto del conflitto. 2. RISULTATO Il Quadro dominante è: focalizzare lì tutte le strategie e tattiche win-lose o lose-lose 3. ASPIRAZIONE No focus specifico, ma soddisfare interessi, bisogni, timori win-win 6 Strategia – scenario – piani d’azione Sette tipi di Quadri 4. PROCESSO GESTIONE CONFLITTO Come le parti procedono per risolvere la disputa. Più cura per procedure che sostanza (come gestire le dispute, le decisioni) . 5. IDENTITA’ Come le parti definiscono “chi sono” (in conflitto positività). 7 Strategia – scenario – piani d’azione Sette tipi di Quadri 6. CARATTERIZZAZIONE Come ciascuna parte “definisce” l’altra, da: esperienze con loro passate. informazioni sulla loro storia o reputazione. come si comportano nella trattativa. (in conflitto negatività) 7. PERDITA/GUADAGNO Come vedono il rischio associato a specifici risultati. 8 Strategia – scenario – piani d’azione Osservazioni sui Quadri I negoziatori usano più di un Quadro. Quadri incompatibili tra le parti creano conflitto. <medio oriente> Specifici Quadri conducono a specifici accordi (Quadri Aspirazione accordi collaborativi) Certi Quadri sono collegati a specifiche questioni (es.: salari Quadro Risultato) Differenti Quadri da differenze in valori, personalità, potenza, contesto sociale etc. 9 Strategia – scenario – piani d’azione Un altro approccio ai Quadri I negoziatori in conflitto usano uno dei 3 Quadri : INTERESSI Bisogni, desideri, volontà. Si parla di posizioni, ma sotto ci sono interessi; serve focus sugli interessi. DIRITTI Ciò che è corretto o equo. Dispute risolvibili con arbitri che decidono i giusti “standard”. 10 Strategia – scenario – piani d’azione Un altro approccio ai Quadri POTERE Risolvere sulla base della forza; imporre pressioni economiche, esperienza, autorità etc. Queste dispute creano chiari vincitori e perdenti, con i rischi conseguenti. 11 Strategia – scenario – piani d’azione Consigli sui Quadri I Quadri definiscono i problemi chiave e come le parti ne parlano lavoriamo per fare accettare/riconoscere i nostri Quadri preferiti. Entrambe le parti hanno Quadri; se sono compatibili focus su visione comune; se sono incompatibili comunicazione difficile/incompleta. 12 Strategia – scenario – piani d’azione Consigli sui Quadri I Quadri sono parzialmente controllabili spostare la conversazione sui Quadri compatibili. La discussione cambia i Quadri critico seguire e capire dove si va a parare. Certi Quadri sono legati ai relativi processi e risultati. 13 Adesso, quando lo spieghiamo a mamma e papà, cerchiamo di presentarlo nel giusto quadro… 14 Le sette fasi chiave della trattativa 1 Preparazione 2 Sviluppo della relazione 3 Raccolta delle informazioni 4 Uso delle informazioni Offerte 5 Accordo 6 Implementazione 7 15 Strategia – scenario – piani d’azione Le sette fasi chiave della trattativa PREPARAZIONE Decidere cos’è importante, definire gli obiettivi, anticipare come lavorare insieme all’altro. SVILUPPO DELLA RELAZIONE Conoscere gli altri, capire aree comuni e differenti, creare impegno per mutui risultati. FASE CRITICA ! 16 Strategia – scenario – piani d’azione Le sette fasi chiave della trattativa RACCOLTA INFORMAZIONI Capire cosa dobbiamo sapere del problema, sull’altro e i suoi needs, sulla fattibilità di un accordo e cosa accadrà senza accordo. USO INFORMAZIONI Preparazione della presentazione per l’altro. 17 Strategia – scenario – piani d’azione Le sette fasi chiave della trattativa OFFERTA Le mosse dalla posizione iniziale verso l’accordo. ACCORDO Creare impegno delle parti sull’accordo raggiunto; assicurarsi la soddisfazione/accettazione. IMPLEMENTAZIONE Chi fa cosa dopo l’accordo (errori; mancanze; nuovi problemi ?) 18 Strategia – scenario – piani d’azione Il Piano della trattativa Il successo è davvero nella capacità di persuadere, eloquenza, manovre furbe e istrionismo ? La base del successo nelle trattative NON è nel gioco e/o nel “teatrino”. LA FORZA DOMINANTE È NEL PIANO SVILUPPATO PRIMA DEL DIALOGO NEGOZIALE 19 Strategia – scenario – piani d’azione Punti di un Piano efficace Definire i problemi Metterli insieme e definire il mix di trattativa Definire gli interessi Definire i limiti Definire i propri obiettivi e l’offerta d’apertura 20 Strategia – scenario – piani d’azione Punti di un Piano efficace Definire di fronte a chi si è responsabili Capire l’altro, i suoi interessi e obiettivi Scegliere una strategia Pianificare la presentazione del problema e la difesa Definire la procedura (dove e quando trattare, i presenti, l’agenda etc.) 21 Guida al Piano di trattativa 1. Quali sono i problemi nella trattativa che mi aspetta? 2. Qual è il “mix di trattativa”? (di quali problemi si parlerà? Quali altri problemi connessi?) 3. Quali sono i miei interessi? 4. Quali sono i miei limiti – qual è la mia “exit strategy”? Qual è la mia alternativa ? 22 Guida al Piano di trattativa 5. A chi io riporto e cosa vogliono che io faccia? 6. Chi sono quelli dell’altra parte e cosa vogliono ? 7. Quale strategia generale voglio scegliere? 8. Come presenterò i miei argomenti all’altro? 9. Quale procedura deve essere seguita in questa trattativa? 23 Punti di un Piano efficace Definire i problemi Una lista completa degli argomenti può derivare da varie fonti, es.: 1. Un’analisi della situazione generale 2. La nostra esperienza in trattative simili 3. Ricerche condotte (es.: manuali) 4. Consulto con esperti (es.: per una casa) 24 Punti di un Piano efficace Definire il mix di trattativa E’ la somma delle liste dei punti delle due parti Dobbiamo poi assegnare le priorità: 1. Determiniamo quali sono i punti più (e meno) importanti per noi. 2. Determinare quali punti sono collegati o separati 25 Punti di un Piano efficace Definire i nostri interessi Sono i perché dei nostri obiettivi, possono essere: Sostanziali (relativi al nodo centrale) Basati sul processo Basati sulla relazione (presente e/o futura) Intangibili (es. principi, standard, norme informali e benchmarks) 26 Punti di un Piano efficace Definire i nostri limiti e alternative Che succede se l’altro rifiuta alcuni punti dell’agenda o li dichiara in modo inaccettabile? Una buona preparazione prevede che stabiliamo 1. I nostri limiti 2. Le nostre alternative 27 Punti di un Piano efficace Definire i nostri limiti e alternative I limiti (o “punti di resistenza” o “punti di uscita”) sono i punti dove decidiamo di fermare la trattativa, poiché ogni accordo oltre i punti non è minimamente accettabile. Situazioni competitive spingono i prezzi (es. aste) Chiari limiti ci evitano di accettare accordi che comprendiamo (dopo) essere poco accorti… 28 Punti di un Piano efficace Definire i nostri limiti e alternative Le alternative sono altri accordi che si possono ottenere pur soddisfacendo le necessità. Migliori sono le alternative, maggior potere abbiamo, poiché possiamo abbandonare la trattativa e sapere che possiamo comunque ottenere i nostri risultati. 29 Definire il proprio obiettivo Dobbiamo definire il nostro obiettivo specifico della trattativa = Dove realisticamente ci aspettiamo di raggiungere un accordo. L’obiettivo non è rigido come i limiti o le alternative; possiamo stabilire una fascia di risultato o una gamma di risultati tutti ugualmente accettabili. 30 Definire il proprio obiettivo L’obiettivo può essere definito in vari modi : chiediamoci Con quale risultato mi sentirei a mio agio? A che punto sarei soddisfatto? Cos’ha ottenuto altra gente nella stessa situazione? Pensiamo a noi stessi? Qual è il nostro “pacchetto”? Quali sono gli “scambi” e i “rifiuti”? 31 Definire la propria offerta d’apertura = Il miglior accordo che possiamo sperare di raggiungere. Il miglior risultato possibile Una soluzione ideale Qualcosa ancora meglio dell’ultima volta MA Esagerare può essere autodistruttivo… 32 Definire il proprio obiettivo L’equilibrio tra “noi” e “gli altri” Spesso come negoziatori tendiamo ad occuparci troppo dell’altra parte: Come si comportano ? Cosa mi chiederanno ? Come ci sentiamo a trattare con loro ? RISCHIO: L’INTERA STRATEGIA E’ PENSATA COME UNA REAZIONE AL LORO PREVISTO COMPORTAMENTO 33 Definire il proprio obiettivo L’equilibrio tra “noi e gli altri” Le “Strategie Reattive” ci fanno sentire minacciati e ci costringono sulla difensiva; diminuiscono inoltre la nostra flessibilità e creatività nella trattativa. Se invece come negoziatori possiamo prendere un approccio PROATTIVO, in cui siamo consci della gamma di possibili risultati, siamo flessibili su quanto accettare e aumentiamo la probabilità di un accordo mutuamente soddisfacente. 34 Definire il proprio obiettivo Come preparare il proprio “pacchetto” Quasi tutti i negoziatori hanno pronto un mix di obiettivi di trattativa, in modo da avere soddisfazione attraverso molteplici punti. Per avere un “pacchetto” efficace dobbiamo capire 1. La definizione dei vari punti in discussione 2. Il mix di trattativa dell’altra parte. 35 Definire il proprio obiettivo Come preparare il proprio “pacchetto” Proponiamo accordi che ci permettono di raggiungere gli obiettivi nei punti importanti per noi e bilanciamo ponendoci obiettivi più conservativi sui punti meno importanti per noi. La valutazione del mix di trattativa ci può richiedere di inventare nuove opzioni per permettere ad entrambi un risultato positivo. 36 Definire il proprio obiettivo Quali sono gli “scambi” e i “rifiuti”? Cosa si fa se l’altro ci propone due “pacchetti” “ALFA “ e “BETA” con 6 punti (A;B;C;D;E;F), così posizionati ? Le fasce dei nostri obiettivi Ottimistica Realistica Pessimistica “ALFA” A,B,C D E Rifiuto F (ma è nel nostro mix!) “BETA” A,E B,F C D 37 Definire il proprio obiettivo Quali sono gli “scambi” e i “rifiuti”? Per “ALFA”, possiamo accettare il rifiuto di “F”? Vale la pena di cedere su “F” per accordarci su “A”, “B” e “C”? Quale “Pacchetto è più conveniente per noi, “ALFA” o “BETA”? Dobbiamo avere un metodo per valutare i valori di “scambio” ma i punti sono differenti e le misure differenti. <Es.: acquisto auto (1-stato; 2marca; 3-colore; 4-età; 5-prezzo)> 38 Definire il proprio obiettivo Quali sono gli “scambi” e i “rifiuti”? Se non è possibile una misura comune (e.: euro), per confrontare i punti nel mix di trattativa o tangibili v. intangibili, molti negoziatori usano una SCALA A PUNTEGGIO (sulla propria “utilità”) Es.: se il valore totale è 500 pt, assegniamo ad ogni argomento proporzionalmente un punteggio su valori di base, importanza e priorità, con una somma = 500. 39 La strategia, lo scenario e il piano d’azione FINE GRAZIE PER L’ATTENZIONE ! 40