PROMO.S.SO
Benessere e vita di quartiere
Comporre i conflitti
e promuovere i legami
CONCORSO PREMIO
PROGETTO DI PROMOZIONE E SOLIDARIETA’ SOCIALE
ATTRAVERSO LA PRATICA DELLA MEDIAZIONE
RELAZIONALE
Edizione 2015
Promosso da:
Con il sostegno di:
Le famiglie de “I bambini dell’est”:
“Una comunità nella comunità”
I bambini dell’Est
CON.VI.VE.RE. La mediazione
per alimentare i legami
Comune di Vercelli
Portico
Rete dei consiglieri Metropolitani
Azienda Uls Bologna
Hortus Armoniae
Cooperativa Sociale Avvenire
COMUNITando
Mediatori Senza Frontiere
Sfida educativa e rapporti tra
generazioni a Lampedusa
Fondazione MondoAltro
Col-LEGHIAMOCI davvero!
ACER – Azienda Casa Emilia Romagna
La mediazione per alimentare
i legami
Cooperativa Sociale COSS
Marche
CondoMediamo
Arti.co Impresa sociale
I PROGETTI
Le famiglie de “I bambini dell’est”:
‘Una comunità nella comunità'
Le famiglie de “I bambini dell’est”:
'Una comunità nella comunità'
Presentazione.
La nostra professione di mediatrici ci ha portate in questi anni a conoscere realtà molto
diverse fra loro. Grazie a differenti esperienze compiute sia in ambito familiare che
comunitario, abbiamo sperimentato che la mediazione può avere davvero svariate
applicazioni.
Sul nostro territorio sono presenti delle associazioni che si occupano di adozioni ed affidi
temporanei e che riescono a creare una vera e propria comunità, composta da famiglie
affidatarie, figli in affido e operatori delle associazioni che gestiscono tutto il processo di
affido.
Siamo entrate in contatto con l'associazione 'I bambini dell'Est' , presente sul nostro
territorio milanese da dieci anni e che si occupa dell'affido temporaneo di minori ucraini
a famiglie italiane.
Abbiamo così deciso di proporre per il concorso istituito da MEDeS e finanziato dalla
Fondazione San Zeno, un progetto di lavoro che prevede gruppi di parola con le famiglie
riceventi per affrontare le difficoltà più diffuse all' interno della loro comunità.
Descrizione sintetica.
L'idea da cui è nato il nostro progetto è innanzitutto una sfida che vede l'applicazione
della mediazione in tutti i suoi ambiti, in quanto vogliamo occuparci di una comunità
composta da famiglie che hanno il forte bisogno di confrontarsi ed aiutarsi
reciprocamente nell'impegnativo percorso dell'affido temporaneo di una comunità di
bambini ucraini.
Dopo la valutazione del contesto e dei bisogni particolari dell’associazione, abbiamo
considerato che i gruppi di parola possano essere la metodologia più adatta, in quanto
permette ai genitori di aprirsi emotivamente e riconoscere i bisogni propri e quelli
condivisi per costruire delle strategie che promuovano l’accoglienza dei ragazzi che
arrivano in Italia.
Analisi dei problemi rilevati.
La pratica dell’affidamento sta prendendo sempre più forza nel territorio italiano. Si
presenta come alternativa importante all’adozione e come una possibilità per genitori
e minorenni di costruire legami familiari. Tuttavia, tale dinamica presenta livelli di
complessità che portano le famiglie a vivere dinamiche conflittuali difficili da gestire,
sia per la mancanza di tempo da condividere come famiglia, sia per la discontinuità
nell’educazione dovuta allo scontro tra il modello educativo italiano con quello
ucraino.
Cercando di far fronte alle problematiche più rilevanti e senza sottovalutare i
componenti culturali che emergono in queste realtà, proponiamo di partire dalla
gestione delle seguenti tematiche:
1) La gestione della lontananza durante i periodi in cui i minori tornano nel loro
orfanotrofio in Ucraina,
2) La gestione dell'età adolescenziale e delle tematiche ad essa connesse, aggravate
dalla situazione condivisa di essere bambini orfani nati e cresciuti in zona di guerra
3) Le difficoltà delle famiglie ospitanti che hanno altri figli propri e devono gestire il
rapporto con loro e i ragazzi in affido temporaneo,
4) Le difficoltà degli ospitanti che non hanno figli propri e che per questo spesso
finiscono 'ostaggio' dei ragazzi.
Tali tematiche saranno trattate sotto la modalità dei gruppi di parola, lavorando con il
Modello Relazionale-Simbolico e adattando le dinamiche al lavoro diretto con i genitori,
permettendo così di utilizzare le strategie di mediazione di comunità, anche come
ponte di arrivo ai minori ucraini tramite i genitori affidatari.
Obiettivo Generale
Promuovere la mediazione relazionale nella comunità appartenente a “I Bambini
dell’Est” per favorire la fiducia nelle famiglie e tra le famiglie che accolgono i minori
provenienti dall’Ucraina.
Obiettivi Specifici
1) Facilitare tramite la metodologia dei “gruppi di parola” l’espressione delle proprie
difficoltà a quelle famiglie che pur scontrandosi con un conflitto non riescono ad
ammettere di non riuscire a risolverlo.
2) Aiutare la comunità di bambini orfani ucraini ospitati in Italia ad avere maggiori
opportunità di crescita, conforto e sostegno, attraverso la risoluzione di conflitti
comuni agli ospitanti che, nonostante il continuo sostegno dell'associazione, spesso di
sentono soli nell'affrontare tematiche invece comuni ad altre famiglie che vivono la
stessa situazione.
3) Promuovere la ri-costruzione di reti di supporto all’interno dell’associazione tramite la
condivisione delle esperienze vissute e la presentazione di nuove metodologie per
affrontare le tematiche conflittuali.
Destinatari
Destinatario è l'Associazione 'I bambini dell'Est' , che si occupa di affido temporaneo di
bambini ucraini orfani a famiglie italiane
Si prevede un lavoro diretto con 4 gruppi di parola, ciascuno composto da 6 famiglie
ospitanti. Si tratta di persone che hanno un reddito che permette loro di affrontare le spese
per l'affido e il mantenimento dei ragazzi, ed un livello socioculturale vario.
Il progetto è stato pensato in modo che le strategie costruite dal gruppo di parola
alimentino dei nuovi legami a favore dei minori che arrivano alle famiglie ospitanti e a
favore della rete di supporto tra famiglie con l’associazione.
Si farà particolare attenzione alle differenze sociopolitiche, culturali ed economiche dei
destinatari, cercando di promuovere la diversità come risorsa relazionale.
Durata del progetto
Il progetto è previsto per essere svolto fra il mese di ottobre 2015 e il mese di dicembre
2016.
Si terranno in conto i periodi estivi e le tempistiche dell’associazione.
Mesi di lavoro: dieci (vedere cronogramma allegato)
Piano esecutivo
1) Incontro con l'associazione per coordinare ed organizzare i gruppi di parola,
selezionando le famiglie che hanno maggior bisogno,
2)
Allestimento spazi e materiale per i gruppi di parola,
3) Primo gruppo di parola,
4) Secondo gruppo di parola,
5) Terzo gruppo di parola,
6) Quarto gruppo di parola,
7) Incontro con i membri dell'associazione 'I bambini dell'Est' per valutare insieme il
risultato del lavoro svolto,
8) Stesura di un report per analizzare quanto fatto e poterlo riferire ad altri.
Budget
DESCRIZIONE
Incontro di contatto con presidente dell'associazione per
proporre la nostra idea e per valutare insieme i bisogni della
comunità
Affitto sala per gruppi di parola
Allestimento spazio per i gruppi di parola
Cancelleria
Bevande e spuntini per gruppi di parola
Gruppi di Parola
Mediatrici
Incontro riassuntivo e finale con membri dell'associazione
Stesura relazione conclusiva del progetto svolto
TOTALE
Dettagli
VALORE
4 ore
€ 400
5 incontri per quattro
gruppi
€ 2.000
4 gruppi
4 ore
€ 400
€ 400
€ 400
€ 4.500
€ 2.400
€ 400
€ 500
€ 11.400
Mediatori Senza Frontiere
COMUNITAndo
Gestione condivisa dei beni pubblici
attraverso
l’interazione tra Istituzioni e Comunità
Descrizione sintetica
Un bimbo di Favaro da 2 anni chiede al sindaco, senza risultati, che siano
reinstallati i giochi nel parco di Campalto per lo svago e la socializzazione della
comunità. Dalle criticità riscontrate si evince l’esigenza di implementare
l’interazione tra Istituzioni e Comunità; a tal fine un intervento di mediazione
relazionale permetterebbe di implementare le competenze di gestione degli
spazi comuni in un’ottica di responsabilità condivise. I risultati attesi sono:
incrementare l’interazione e rendere autonoma la comunità nella co-gestione
dei beni comuni.
________________
L’idea è nata dalla lettura del seguente articolo:
Http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/mestre_campalto_nicola_altalen
a_zappalorto/notizie/1282483.shtml
Analisi dei problemi rilevati
 Dialogo tra Pubblica Amministrazione e Comunità: spesso le richieste dei cittadini vengono
disattese per troppa burocrazia e per mancanza di risorse nel bilancio comunale destinate a
queste tematiche. Nel nostro caso Nicola, questo il nome del giovane abitante, ha più volte
formulato la sua richiesta al sindaco senza che si sia raggiunto il risultato sperato, cioè
riavere nel parco le altalene e lo scivolo, tolti ‘momentaneamente’ per manutenzione e
finora non sostituiti. Il piccolo Nicola, coadiuvato da suo nonno, ha scritto pure una lettera
al Presidente della Repubblica, senza avere risposte. La lunga attesa dei tempi della
burocrazia ha portato la comunità ad una sfiducia verso la P.A.
 Spazi comuni e attrezzati per adulti e bambini: la richiesta dei bambini del quartiere di
Campalto, nella municipalità di Favaro Veneto, è quella di riavere lo scivolo e le altalene nel
parco. Si evince la necessità di spazi pubblici all’aperto in cui i bambini possano giocare
liberamente e in sicurezza, in cui gli adulti possano rilassarsi e in cui la comunità tutta possa
ritrovarsi e socializzare.
 Soluzioni alternative e condivise dalla Comunità e dalla Pubblica Amministrazione:
occorre promuovere processi di condivisione delle responsabilità nella gestione dei beni
comuni, in modo da promuovere il senso del bene comune perchè di tutti e la cittadinanza
attiva. Si riscontra a tal proposito la mancanza di interventi che facilitino il dialogo tra
esse. Nel caso specifico non sì è provato a ragionare minimamente in termini di possibili
alternative per andare incontro alle esigenze della Comunità.
Criticità & Punti di Forza
Criticità che potrebbero deviare il progetto dal suo obiettivo:


La Municipalità di Favaro, istituzionalmente intesa, non ritiene necessario il progetto e non prende in
considerazione l’opportunità fornita di attivare processi di condivisione attraverso le pratiche di
mediazione sociale, della gestione dei beni comuni con la Comunità abitante.
La Comunità di Favaro Veneto, pur contenta del progetto, non ha interesse a parteciparvi attivamente
preferendo che sia un lavoro fatto da altri, siano essi i mediatori o rappresentanti delle istituzioni.
•
Punti di forza che aiuterebbero a perseguire l’obiettivo:

La Comunità accoglie con entusiasmo il progetto perché lo ritiene un tema che la coinvolge
particolarmente e di cui può essere protagonista attiva.

Dopo varie lettere e tentativi di riscontro al problema sollevato per i bambini del quartiere, Nicola e il
nonno avranno l’opportunità di collaborare con gli altri abitanti della comunità di Favaro Veneto per
migliorare le condizioni degli spazi comuni del territorio.
Obiettivo GENERALE
Promuovere nei ruoli dell’amministrazione e nei
cittadini della municipalità di Favaro
l’assunzione di responsabilità condivisa nella
gestione dei beni comuni, attivando processi di
partecipazione attiva per la coesione sociale.
Obiettivo specifico n. 1
1.Raccogliere le esigenze di tutti i destinatari, per cogliere elementi
utili alla costruzione di obiettivi comuni e alla gestione degli spazi
condivisi.
AZIONI:
•Somministrazione questionari
•Realizzazione interviste alla comunità.
Obiettivo Specifico n. 2
2. Creare una rete tra i cittadini e le istituzioni capace di
gestire la cura e la manutenzione dei beni pubblici
coinvolgendoli direttamente nella calendarizzazione ed
organizzazione partecipata agli interventi.
AZIONI:
• Creare Tavoli di lavoro dialogici-deliberativi in cui
partecipino i vari rappresentanti di quartiere delle diverse fasce
d’età, P.A, Associazioni del terzo settore, presenti sul territorio
che si rendano disponibili.
• Gestione condivisa delle proposte emerse dai tavoli dialogicideliberativi
Obiettivo Specifico n. 3
3. Attivare processi partecipati e di promozione
delle aree comuni del territorio di Favaro per
sostenere il contesto territoriale attraverso il
lavoro di rete tra e con i cittadini.
AZIONI:
• Creare una rete di relazioni tra le Associazioni e la cittadinanza per il
mantenimento della gestione degli spazi comuni.
• Organizzare pomeriggi al parco invitando la comunità a partecipare
per condividere le attività promosse dalle associazioni presenti nel
territorio.
Indicatori
Obiettivo specifico N.1:
n° di persone che entrano a conoscenza del progetto;
n° di questionari raccolti;
raccolta dei dati tramite questionari ed interviste.
•
Obiettivo specifico N.2:
n° di partecipanti ai tavoli di lavoro dialogici-deliberativi;
avanzamento dei lavori (avvio/lavori su progetti condivisi );
n° di partecipanti alle attività proposte per la valorizzazione delle aree
comuni.
•
Obiettivo specifico N.3:
n° di associazioni coinvolte;
n° di partecipanti alle attività promosse dalle associazioni del territorio;
n° di partecipanti al momento di restituzione;
n° di progetti condivisi
•
Destinatari
•
•
•
Residenti (m. e f.) del Quartiere di Favaro-Campalto, compresi
tra i 5 e i 14 anni (dai dati riportati dal Comune di Venezia,
aggiornati al 31/12/2013, il totale di questa fascia di
popolazione è 2044);
Scuole della Municipalità di Favaro: 2 istituti comprensivi, 3
scuole d’infanzia, 6 scuole elementari, 2 scuole medie;
Totale cittadini coinvolti della Municipalità di Favaro: 23721,
dati aggiornati ad aprile 2015 (11400m + 12321f = 23.721 ab).
Stakeholders

Scuole (5-14 anni) del territorio della Municipalità di Favaro
Veneto per il medio e lungo termine;

Associazioni del territorio del Comune di Venezia che si
occupano di minori per il medio e lungo termine;

Associazioni che si occupano di promozione del territorio Pro
loco, Ass. ambientaliste;

Associazioni religiose;

Frazioni/quartieri nei suoi rappresentanti;

Pubblica Amministrazione.
CRONOPROGRAMMA
dal 01/10/2015 al 30/09/2016

Creazione di una Cabina di Regia come
organo di coordinamento che seguirà tutto il
progetto e che avrà il compito di monitorare
lo stato di avanzamento del progetto e
condividere la pianificazione dei processi
organizzativi secondo parametri di efficacia ed
efficienza gestionale. (Azione A)
CRONOPROGRAMMA
Breve termine 01/10/15-31/12/15


Attivare iniziative pubblicitarie e
promozionali del progetto attraverso internet
(siti di diffusione, pagina ufficiale del
progetto sui principali social network) e
tramite volantini, locandine, depliant ed
happy hours. (Azione B)
Somministrazione questionari e realizzazione
interviste alla comunità (Azione C)
CRONOPROGRAMMA
Medio termine 01/01/16-30/05/16


Creare una rete di relazioni tra le Associazioni e la
cittadinanza per la gestione degli spazi comuni
(Azione D)
Creare tavoli di lavoro dialogici-deliberativi in cui
partecipano le associazioni attive sul territorio, i vari
rappresentanti di quartiere delle diverse fasce d’età e
P.A. per l’organizzazione e la gestione condivisa degli
spazi e dei beni pubblici coordinati/coadiuvati dalla
presenza di mediatori (Azione E)
CRONOPROGRAMMA


Lungo termine 30/03/16-30/09/16
Organizzare pomeriggi al parco diversificando le
attività con momenti ludici, socio-culturali, di
incontro e dialogo invitando la comunità a partecipare
per condividere le attività promosse dalle associazioni
presenti nel territorio. (Azione F)
Organizzare un momento di festa e di restituzione
conclusivo per poter condividere con la Comunità, le
Istuzioni e il territorio quanto raggiunto. (Azione G)
Preventivo di spesa
Tipologia di
spesa
SPESE
Az. A
Az. B
Az. C
Az. D
Az. E
Az. F
Az. G
Attività
mediatori
7000 €
1335 €
1125 €
1125 €
1125 €
1125 €
750 €
405 €
Materiale
1250 €
150 €
200 €
200 €
150 €
150 €
200 €
200 €
Pubblicità
750 €
100 €
100 €
100 €
100 €
100 €
100 €
150 €
Spostamenti
1000 €
100 €
150 €
150 €
150 €
150 €
150 €
150 €
Associazione
MEDIATORI SENZA FRONTIERE
Via Venezia n. 8 Padova (PD)
c/o FISPPA – Univ. Di Padova – studio 54
Legale Rappresentante: Gian Piero Turchi
__________
Referente del Progetto
Luisa Bertiato
CONCORSO PREMIO
PROGETTO DI PROMOZIONE E SOLIDARIETA’ SOCIALE
“PROMO. S. SO”
BENESSERE E VITA DI QUARTIERE
COMPORRE I CONFLITTI E PROMUOVERE I LEGAMI
Col-LEGHIAMOCI davvero!
Progetto di promozione dei legami di Comunità
nel complesso residenziale di Acer Modena:
«Sei orchidee»
Acer Modena promuove all’interno dei propri
complessi residenziali un
“Abitare” consapevole e partecipato,
presupposto all’insorgere di comunità abitative in
cui i residenti costruiscono e curano legami a partire
da ciò che condividono: il caseggiato.
E’ doveroso superare la tendenza all’isolamento
negli alloggi, che predispone all’indifferenza o ai
conflitti.
Acer punta all’attivazione concreta di azioni e
processi di condivisione, segni di una
comunità vitale
ANALISI DEI PROBLEMI RILEVATI:

Conflittualità pregressa risolta attraverso l’interruzione delle relazioni di vicinato;

Isolamento degli abitanti e dei nuclei nei propri alloggi;

Vuoto di legami e di confronto reciproco;

Disinteresse verso legami di vicinato percepiti come non «necessari» rispetto ad altri
(familiari, lavorativi);

Fragilità socio-sanitaria personale o familiare di alcuni residenti, seguiti con progetti specifici dai
servizi territoriali, come ulteriore motivo di isolamento;

Mancanza di investimento sulla propria presenza nel contesto da parte degli abitanti;

Mancanza di collegamento alla storia relazionale del caseggiato;

Difficoltà di apertura al futuro dei legami nel caseggiato;

Insorgenza potenziale di conflitti nel caseggiato per la presenza nello stesso contesto di
o
Diverse generazioni
o
Diverse e variegate etnie
o
o
Diverse condizioni sociali
Diversa fruizione del diritto alla casa
in base alla tipologia di contratto di locazione.
OBIETTIVO GENERALE
Favorire l’attivazione di una qualità consapevole,
condivisa e partecipata dell’Abitare che caratterizzi il
caseggiato “Sei orchidee” come comunità vitale e
vivace, fondata sulla promozione e cura dei legami fra
gli abitanti, anche attraverso la mediazione di
Comunità.
A lungo termine Acer Modena intende mettere a
disposizione della città o di altri contesti interessati un
modello efficace di promozione e cura dei legami e
della qualità dell’abitare, già conosciuto nei propri
contesti residenziali.
OBIETTIVO SPECIFICO 1
Promuovere una gestione attiva e
consapevole del fattore accomunante
stimolando:
il caseggiato
1. la conoscenza e l’importanza della custodia
del bene;
2. il rispetto delle regole del vivere comune
come risorsa per il rispetto reciproco e per la
prevenzione di conflitti.
OBIETTIVO SPECIFICO 2
Favorire l’attivazione di
legami interpersonali vivaci e duraturi,
tra gli abitanti ed i nuclei del caseggiato,
che si esprimano attraverso
occasioni di ritrovo organizzate,
ma anche estemporanee.
OBIETTIVO SPECIFICO 3
Favorire l’attivazione di competenze di
cura dei legami e gestione dei conflitti
per tutti gli abitanti
ed in particolare per
i referenti di scala ed i ragazzi del caseggiato.
DESTINATARI
I destinatari principali sono tutti i cittadini del Caseggiato «Sei orchidee» situato nella
prima fascia della città esterna al centro storico tra le vie Montegrappa, Verdi, Menotti.
Il caseggiato è stato costruito tra il 1933 ed il 1936, gli immobili sono tutti di proprietà
di Acer Modena.
Descrizione della Comunità residente:
I cittadini e nuclei assegnatari degli alloggi sono organizzati in sei scale disposte
attorno ad un’area cortiliva.
Attualmente su 73 alloggi disponibili, 10 non sono occupati.
Nel caseggiato sono quindi presenti 63 famiglie
Per un totale di
126 persone
Tra i residenti ci sono:
65 ultrasessantacinquenni
28 persone che vivono sole
23 minori
11 nuclei stranieri
4 nuclei italiani di origine straniera
30 nuclei con contratto a canone concordato
In particolare i referenti di scala, ma anche i bambini e ragazzi sono destinatari di alcune azioni
specifiche, soprattutto di carattere formativo, che permetteranno loro di sviluppare competenze
sull’attivazione e cura dei legami, ma anche sulla mediazione dei conflitti, seppur in modalità
elementare.
ELENCO DEGLI STAKEHOLDERS
•
Comunità abitativa del caseggiato «Sei orchidee»
(ed in particolare in essa i Referenti di scala ed i bambini e ragazzi del caseggiato)
•
Acer Modena
•
Mediatore di Comunità
•
Cittadinanza
•
Medes
DESCRIZIONE DEGLI STAKEHOLDERS:
Comunità abitativa del caseggiato “Sei orchidee”:
(ed in particolare in essa i Referenti di scala ed i bambini e ragazzi del caseggiato)
Tutta la Comunità abitativa del complesso residenziale è attrice principale, ma anche destinataria dei
benefici del progetto. Le azioni progettate possono coinvolgere a vario titolo tutti i cittadini
residenti consentendo ad ognuno diversi livelli di impegno a seconda delle proprie capacità e
disponibilità. La Comunità ne beneficerà in termini di crescita relazionale e senso di appartenenza al
caseggiato.
In particolare i referenti di scala, ma anche i bambini e ragazzi sono destinatari di alcune azioni
specifiche, soprattutto di carattere formativo, che permetteranno loro di sviluppare competenze
sull’attivazione e cura dei legami, ma anche sulla mediazione dei conflitti, seppur in modalità
elementare. Tale opportunità sarà loro utile in vari contesti di vita ed in particolare, nel caseggiato,
potranno stimolare positivamente l’insorgere e la cura di legami di comunità, ma anche collaborare
attivamente alla evoluzione positiva di eventuali conflitti
ACER Modena
Acer Modena oltre che attore, insieme ai cittadini destinatari dei propri servizi di residenzialità
pubblica, si caratterizza come propulsore di una nuova modalità di Abitare che punta sui legami tra
le persone, sul senso di appartenenza al contesto, sulla mediazione come risorsa. Acer si rapporta ai
propri utenti non solo come a fruitori del beneficio casa, ma come a possibili partners di un percorso
di crescita e qualificazione dei legami e di tutto il contesto.
Mediatore di Comunità:
Il Mediatore di Comunità operante nel contesto vivrà:
- l’occasione di mettere in campo la propria formazione ed esperienza in un contesto nuovo e molto
variegato;
- la complessità del progetto in cui si intreccerà il contributo professionale all’attivazione e cura dei
legami con il contributo personale dei vari partecipanti e di tutta la Comunità;
- l’opportunità di proporre la Mediazione come una risorsa preziosa a disposizione della crescita e del
potenziamento dei legami di tutta la Comunità del caseggiato ed esterna ad esso.
Cittadinanza:
I cittadini del territorio saranno coinvolti attraverso la condivisione periodica sui social network che
permetterà di conoscere le attività del progetto e di ri-conoscere agli abitanti, di un contesto di edilizia
residenziale pubblica, l’ impegno nel rendersi artefici di un cambiamento concreto a proprio favore.
Medes e partners del progetto:
Sponsorizzando questo progetto Medes ed i suoi partners si renderanno “attori importanti”, nonché
“motore economico” di un forte impulso dato alla Comunità abitativa del complesso “Sei orchidee”, ma
anche a tutta la comunità cittadina di Modena. Avranno infatti messo a disposizione le risorse
economiche per promuovere una nuova dimensione dell’abitare, a partire dai complessi di edilizia
residenziale pubblica, fondata sull’importanza dei legami interpersonali, dell’appartenenza, della
partecipazione attiva. In questo modo legheranno il proprio nome, la storia della propria attività, le
potenzialità della Mediazione di Comunità, in ottica relazionale, oltre che alla comunità stessa,
beneficiaria del progetto, anche ad ACER (Azienda Casa Emilia Romagna) che a Modena ed in tutta la
nostra regione ha attivato da tempo progetti di promozione e realizzazione di Mediazione di Comunità.
Schema di previsione costi progetto
Principali voci
Importo
Microvoci in
euro
Costo di attivazione di esperti nell’ambito del progetto
- Attivazione di esperti a tema per attività laboratoriali
- Esperto di videoriprese per documentario sull’attività
Importo
Macrovoci
In euro
1.000,00
500,00
500,00
Costo della Prestazione professionale del Mediatore di comunità.
- Progettazione (n.20 ore)
- Interviste (n.30 ore)
- Presenza nel caseggiato (n.100 ore)
- Monitoraggio e valutazione (n.25 ore)
- Documentazione e pubblicazione (n.25 ore)
- Attivazione di laboratori e attività di scambio beni e tempo (n.30 ore)
- Promozione dell’attività sui social network (n.20 ore)
8.000,00
640,00
960,00
3.200,00
800,00
800,00
960,00
640,00
Si precisa che gli importi sono calcolati con un costo orario lordo di € 32,00
Costo per materiali e attività
- Cancelleria
- Materiale di consumo per attività laboratoriali
- Materiale di documentazione e divulgazione delle attività svolte
Totale Costi
1.000,00
200,00
300,00
500,00
10.000,00
Acer Modena, ente proprietario di tutti gli immobili del caseggiato, mette a disposizione
gratuitamente la saletta condominiale per la realizzazione delle attività del progetto.
CONDOMEDIAMO
Favorire legami a supporto
della qualità della vita
nelle comunità abitative
Obiettivo:
Il progetto CondoMediamo è finalizzato a mediare
il conflitto all’interno di una comunità abitativa in
costruzione
Il contesto
- Unico proprietario (APSP Vannetti)
- Presenza di una comunità abitativa storica
- Subentro di inquilini stranieri e frattura del
consolidato sistema di valori e regole di convivenza
- Pesanti lavori di manutenzione e inserimento di nuovi
nuclei familiari
Situazione esplosiva
Potenzialità:
- i nuovi abitanti come risorsa
- introduzione del sistema Abito
Aspetti problematici:
- difficoltà di gestione da parte della proprietà
- rischio di conflittualità con i nuovi abitanti
- rischio di non poter sfruttare le potenzialità del
sistema Abito
Attività:
1. Costituzione della nuova comunità residenziale
2. negoziazione regole di convivenza
3. avvio di una comunità residenziale caratterizzata
da legami costruttivi
Trasversale: monitoraggio e valutazione
Risultati attesi:
1. Bando di selezione dei nuovi inquilini
2. Regolamento sull’uso degli spazi comuni e codice
di comportamento condominiale
3. relazioni di qualità tra abitanti storici e nuovi
abitanti; avvio del sistema di acquisto condiviso,
scambio e condivisione di beni e servizi
Trasversale: report di valutazione
Il team:
Paola Ottomano è laureata in giurisprudenza e
mediatrice di comunità. Si è occupata di diritti
umani, cooperazione internazionale e di gestione di
conflitti, in particolare in ambito abitativo
Arti.Co è una Srl Impresa Sociale nata come spin-off
di Con.Solida, consorzio delle cooperative sociali
Trentine e si occupa di promozione territoriale in
ambiti ambientali, abitativi e culturali.
Concorso premio
Progetto di promozione e solidarietà sociale
«Promo.s.so», edizione 2015
Hortus armoniae
Progetto proposto da
Cooperativa sociale Avvenire onlus
Bassano del Grappa
31 luglio 2015
Sintesi del progetto
Viene proposto di utilizzare il prossimo restauro
dell’antica porzione orticola del Giardino botanico Alberto Parolini
a Bassano del Grappa come occasione per fare solidarietà sociale
(occasione di lavoro) e per fare comunità: vincere la diffidenza
e favorire la conoscenza reciproca tra cittadini bassanesi
e nuovi immigrati. L’orto sarà dedicato a collezioni di piante officinali
ed alimurgiche (che sono utilizzate in tutte le culture),
selezionate secondo il progetto (e quindi non per produrre ortaggi);
la coltivazione di queste piante officinali
creerà occasioni di lavoro e di incontro,
perciò occasioni di comprensione reciproca e di convivenza.
Infatti la coltivazione e l’uso
delle piante officinali
sono presenti in tutte le culture,
ad esempio
il Coriandolo è pianta della Bibbia,
la Maggiorana e la Nigella sono piante del Corano
Nigella
Maggiorana
Coriandolo con i suoi semi
Hortus armoniae
Nel lavoro assieme e negli incontri di culture
sulle piante officinali,
l’occasione per la conoscenza,
la comprensione reciproca e la solidarietà
Come sarà attuato questo progetto?
Fase preliminare al progetto:
il restauro dell’Orto (inverno 2015-16)
Fase 1: semina, piantagioni,
coltivazioni (marzo 2016)
Tutto molto selezionato,
tutto molto attraente
Fase 1 parallela: vengono creati contatti per coinvolgere i gruppi di nuovi immigrati
tramite il tavolo comunale di coordinamento comunità etniche
e tramite i mediatori di cui si avvale il Comune (marzo 2016)
Fase 2: il progetto è presentato al pubblico durante la sesta edizione (16-17 aprile 2016)
dell’evento «di rara pianta» che si tiene al Giardino Parolini a cura del Rotary Bassano Castelli,
inoltre la necessaria promozione in città del progetto
viene favorita dal Consiglio di quartiere Centro storico e dalla Confcommercio
Fase 3: continua il lavoro all’Orto e vengono organizzati incontri tra culture
sulla coltivazione e sull’uso, anche con momenti conviviali (marzo-ottobre 2016)
Fase 4: viene creato un materiale (stampa+digitale) che sia memoria, occasione
di crescita, diffusione di questa esperienza (ottobre 2016)
Fase 5: viene organizzato un convegno conclusivo dell’annata
per lanciare l’esperienza come punto di riferimento permanente (ottobre 2016)
Chi fa, cosa fa
Istituzionali
Comune di Bassano,
Assessorato lavori pubblici
E’ proprietario e responsabile dei
lavori al Giardino
Chiave
Cooperativa sociale
Avvenire onlus
Comune di Bassano, Assessorato
ai servizi sociali
Realizza il progetto, assicura il
lavoro nell’Orto e quant’altro
Tiene contatti e rapporti con tavolo
coordinamento comunità etniche
Tavolo coordinamento comunità
etniche
Consiglio di quartiere Centro
storico
Tiene rapporti con i singoli gruppi
dei nuovi immigrati
Collabora nella promozione del
progetto in città tra i cittadini
bassanesi
Ha la gestione e sorveglianza
ordinaria del Giardino nel suo
complesso
(non è qui considerato il restauro
della porzione orticola in quanto
preliminare all’attuazione del
progetto)
Collabora alla presentazione
pubblica del progetto inserendolo
nel proprio evento “di rara pianta”
che si tiene al Giardino in data 1617 aprile 2016 (sesta edizione)
Marginali
SIS spa Bassano
Rotary club Bassano Castelli
Operativi
Istituto agrario Parolini, Bassano
Ascom, confcommercio Bassano
Collabora con insegnanti esperti
nella coltivazione di officinali
Collabora fornendo a titolo gratuito
materiali, piantine e sementi
Collabora nella promozione del
progetto in città tramite i propri
aderenti (negozi ecc)
Perché dunque questo progetto?
C’è un antico orto da restaurare
in un Giardino poco frequentato per diffidenza e sospetti.
In città manca un luogo dove l’incontro
tra cittadini bassanesi e nuovi immigrati
possa avvenire concretamente e continuamente
tramite il lavoro e la conoscenza delle rispettive culture.
Le piante officinali, il loro uso, le loro tradizioni
saranno … il lievito!
Questo sarà l’Hortus armoniae
Grazie per l’attenzione dalla Cooperativa sociale Avvenire Onlus di
Bassano del Grappa
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- Associazione Medes