Delegazione Centro storico Genova
Verso la fine del secolo XII - i genovesi, preoccupati dalle
intenzioni espansionistiche dell’imperatore Federico
Barbarossa, iniziarono, precauzionalmente, a costruire una
nuova cinta di mura, a protezione della città, che si estendeva
dalla zona della darsena (Porta dei Vacca) sino alla
preesistente Porta Soprana, con baluardo al «Castelletto» e le
sovrastanti fortificazioni del monte Peralto. Il Centro Storico,
propriamente detto, e tale ancora oggi riconosciuto dagli
urbanisti, parte dalla zona a mare della darsena, raggiunge
piazza della Nunziata, largo Zecca, via Cairoli, piazza della
Meridiana,via Garibaldi, piazza Fontane Marose, via XXV
Aprile, piazza De Ferrari, via Cardinale Boetto, piazza Matteotti,
vico delle Erbe, vico del Teatro Nazionale, piazza Sarzano, via
Mura delle Grazie, corso Quadrio, Mura del Molo, porta Siberia,
via del Molo, via Turati, via della Mercanzia, piazza
Caricamento, via Gramsci, Darsena.
Un arco di case, edifici, chiese, palazzi, strade, vicoli, piazze addossate al
mare, al porto, cuore pulsante della città, ove gravitavano tutti i traffici, gli
interessi, il lavoro, le responsabilità della Repubblica. Perciò, alfine di
difendere i propri commerci, la sua prosperità e quella dei suoi cittadini,
dalle brame di sovrani stranieri che volentieri, in quei tempi, scorrazzavano
nelle pianure italiane avidi di bottino, il prestigio,la volontà e la decisione dei
Dogi fu quella di prevenire simili intenzioni, scoraggiando i cattivi propositi.
La ciclopica estensione delle mura, vecchie e nuove, ed i forti, che ancora
oggi si possono ammirare, quali fulgide gemme sui monti che circondano
Genova, è quanto sino ai nostri giorni è rimasto dall’assalto dei secoli e
dell’uomo, degno di ammirazione è il complesso di «Forte Sperone»e si
può bene immaginare quanto timore incutessero i forti genovesi ai nemici
della Repubblica al loro apparire. Credo che in Europa non esista nulla
dissimile ancora così bene conservato dall’usura dei secoli. Occorre che i
genovesi ritornino, di quando in quando, sulle alture del Righi e proseguano
a piedi verso la zona dei forti. 0ltrechè ammirare un incomparabile
panorama della Superba, della nostra Genova, potranno farsi un’idea del
complesso delle fortificazioni che i nostri antenati eressero per la loro
protezione e per quella dei loro discendenti.
L’altimetria del Centro Storico passa da m. 2,09 (sul livello del mare) a Porta dei
Vacca, ai m. 24,80 in piazza De Ferrari, sino ai m. 30,30 in piazza Sarzano, e a m.
48,30 all’antico convento di San Silvestro. Dove avvenne il primo insediamento
urbano che dette origine al successivo sviluppo della città. Si suppone che accadde
tra il IV e V secolo avanti Cristo sul colle di Sarzano. Come i cerchi concentrici di un
albero che indicano l’età, così osservando l’ampliarsi delle cerchia delle mura che
circondano Genova, si può fare altrettanto, si può cioè individuarne il suo continuo
sviluppo nel corso dei secoli. Le mura furono erette verso il 925: partivano dal colle
di Sarzano, raggiungevano quello di Sant’Andrea, arrivavano in San. Pietro e
risalivano verso Santa Maria di Castello. Quelle del 1155 partivano da Piccapietra e
raggiungevano Porta dei Vacca. Verso la metà del 1300 vennero erette mura che
raggiungevano Carignano, Portoria e Principe. Infine quelle costruite nel ‘500
raggiunsero il massimo dell’espansione fortificata della città. Verso la metà del
Cinquecento iniziarono le grandi opere viarie, vere arterie della città in espansione,
quali la via Aurea (oggi via Garibaldi) con i suoi stupendi palazzi; nel Seicento
furono costruite via Balbi e la via Giulia (successivamente diventata la più
importante arteria cittadina, cioè via XX Settembre), lo stradone di S. Agostino, via
Scurreria; nel Settecento via Nuovissima (oggi via Cairoli); ed infine, nell’Ottocento
via Carlo Felice (oggi via XXV Aprile), piazza Raffaele De Ferrari, via San Lorenzo,
oltrechè la strada a mare che partiva da piazza Cavour e raggiungeva la zona della
Darsena.
Nel 1835 veniva iniziata via Carlo Alberto (l’attuale via Milano). Con la
costruzione di queste strade che toccavano nuovi quartieri e creavano così nuovi
ambienti, a poco a poco la nobiltà genovese abbandonò il Centro Storico ed i
suoi monumentali palazzi, per insediarsi in nuove splendide dimore in altre parti
della città in continua espansione. Elenchiamo le più importanti chiese del
Centro Storico: San Giorgio, Cosma e Damiano, Santa Maria delle Grazie,
Sant’Agostino, San Marco, San Pietro della Porta, San Filippo Neri,
quella antichissima di San Marcellino, Santa Fede, Santa Sabina, San Sisto, San
Giovanni di Pré, SS. Annunziata, San Gerolamo, SS. Vittore e Carlo, Santo
Nome di Maria, San Lorenzo (cattedrale della città), Santa Maria delle Vigne. Ed
ecco palazzi delle più famose, nobili e aristocratiche famiglie genovesi ubicati
sempre nel Centro Storico: Cattaneo della Volta, Giustiniani, Brignole Sale,
Granello, Schiaffino, Costa, San Giorgio (sede del consorzio del porto), Gentile,
Adorno, Di Negro, De Marini, Spinola, pinelli, Salvago, Cicala, Serra, Cambiaso,
Centurione, Pallavicino, Lomellini, Durazzo, Cybo, Negrotto, Raggio, Senarega,
Lercari, Fieschi, Sauli, Invrea, il palazzo Arcivescovile, palazzo Ducale, Gavotti,
De Ferrari, Imperiale, De Mari, Casareto, Grillo, De Franchi, Boccanegra,
Pallavicini, Canepa,Franzone, Negroni, Balestrino, Branca Doria, Lamba Doria,
Andrea Doria.
Infine tutti quelli che fiancheggiano via Garibaldi detta appunto la Aurea per
la sontuosità dei suoi edifici. Eppoi ancora monumenti, portali, oratori,
musei, contrade famose, negozi celebri, «caruggi». Non per niente il
Centro Storico di Genova è considerato unico nel suo genere in Europa:
per le sue antichissime origine, per le sue strutture che hanno sfidato i
secoli. Nel 1797, ai tempi della Repubblica Ligure e Democratica, in
occasione delle feste del 14 luglio (presa della Bastiglia) solenni
manifestazioni popolari avvenivano per le strade del Centro Storico
genovese. Un corteo di popolo partiva da piazza Nuova (oggi Matteotti),
raggiungeva piazza San Domenico (De Ferrari), percorreva via Giulia (XX
Settembre), piazza Santo Stefano, piazza dell’Ospedale di Pammatone,
via San Giuseppe, piazza Spinola (che si trovava dietro Fontane Marose),
piazza delle Fontane Marose, Strada Nuova (via Garibaldi), toccava
piazza del Vastato (Nunziata), e così, attraverso via Carlo Alberto (via
Milano), raggiungeva piazza della Libertà (stazione Principe).
In questa piazza (oggi Acquaverde), ove nel 1862 fu innalzato il
monumento a Cristoforo Colombo, avrebbe dovuto antecedentemente,
essere collocato il monumento all’Imperatore Napoleone.
Il corteo proseguiva poi sino alle porte di San Tommaso
(piazza Principe), arrivava in piazza della Darsena, s
‘immetteva in via Pré, via del Campo, Fossatello, San Siro,
piazza Banchi e San Giorgio e, da via dei Giustiniani,
raggiungeva la cattedrale di San Lorenzo. Alla testa del corteo
formazioni militari, quindi carri allegorici inneggianti all
‘Agricoltura, al Commercio, alla Marina, alle Arti. Quindi i ceti
universitari, accademici, la municipalità con i propri consiglieri,
i membri del Governo Provvisorio della Repubblica e la
Guardia Civica. In coda al corteo un nugolo di canterini
cantavano inni rivoluzionari e, in chiusura,trecento soldati con
tanto di fanfara militare e molti tamburi scandivano il ritmo di
marcia. Quasi tutti i genovesi di città assistevano
all’imponente manifestazione patriottica; l’Altare della Patria
era stato collocato in piazza Acquaverde, ove svettava
altissimo l’albero della libertà, simbolo della Rivoluzione. A
sera, sulle piazze, si ballava la «Carmagnola».-
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