Verso un modello di integrazione
italiano?
Innovazione e tendenze nelle politiche di
integrazione
Mattia Vitiello – Istituto di Ricerca sulla Popolazione e le Politiche Sociali IRPPS-CNR
Le principali fasi della storia delle
politiche migratorie italiane
1861-1927
Dal laissez partir alla nascita e l’ascesa del diritto italiano
dell’emigrazione.
1927-1945
La chiusura delle porte e la proibizione dell’emigrazione.
1945-1975
La ripresa dell’emigrazione e la tutela del lavoratore italiano
all’estero.
1975- 1986
La transizione da paese di emigrazione a paese di immigrazione e
la 1° legge sull’immigrazione
1986 -
Paese di immigrazione, le 2e generazioni e le nuove politiche
migratorie
Dall’accoglienza alla riluttanza
• Nello sviluppo dell’immigrazione straniera in
Italia possono essere individuati tre punti di
svolta: 1973, 1990 e 2001 che individuano tre
fasi differenti per questo ciclo migratorio.
• Queste fasi si possono distinguere sia dal
punto di vista delle politiche sia dal punto di
vista delle caratteristiche dell’immigrazione.
1973 – 1990 la transizione
Dalla Conferenza nazionale sull’emigrazione
a quella sull’immigrazione
• La transizione a paese di immigrazione in un
quadro legislativo da paese di emigrazione.
• Secondo molti autori, una delle cause dell’avvio
dei flussi per l’Italia è la mancanza dei controlli
e di politiche mentre i tradizionali paesi di
immigrazione europei restringono gli ingressi.
Comunità Europea: gli effetti spinta sulla
progettazione delle politiche di immigrazione
in Italia
• L’Italia come porta di servizio per l’immigrazione
straniera verso i paesi europei continentali.
• Immigrazione clandestina e overstayers.
• Sala d’attesa o nuovo paese di immigrazione?
Solidarietà e fattore economico
• Lavoro domestico e la figura sociale
dell’immigrato.
• La domanda di lavoro per occupazioni dalla tre D
(Dirty, Dangerous, Demanding) e le difficili
condizioni di vita degli immigrati.
• Lo sviluppo di movimenti politici e sociali a
favore dell’immigrazioe e degli immigrati.
L’Italia come paese di immigrazione?
• La scoperta dell’immigrazione e la prima legge
(943/ 1986).
• La cifra comune a tutte le norme a venire:
politiche di integrazione avanzate e politiche di
ingresso restrittive.
• Una regolarizzazione non basta a sanare la
situazione.
1990-2001
verso la stabilizzazione
• Tra la fine del 1989 e l'inizio del 1990,
l'immigrazione diventa per la prima volta un tema
importante nella politica italiana.
• Nel corso del dibattito in Parlamento sulla legge
Martelli (legge 39/1990), si creò un ampio
sostegno a queste misure con l’opposizione di
due partiti (PRI; MSI).
• La novità più importante di questa legge è
l'adozione del sistema delle quote.
Il cambiamento negli atteggiamenti della
società italiana verso l'immigrazione
• L'immigrazione tornò al centro dell'attenzione in
modo drammatico tra il marzo e l'agosto del 1991 in
occasione di diverse ondate di profughi albanesi
arrivati ​in barca sulle coste italiane.
• La stampa gradualmente spostò la sua attenzione
dall’accoglienza al controllo e ai mezzi per fermare
una pressione migratoria descritta come inarrestabile
e sempre più minacciosa.
• La reazione politica presto seguì l'esempio, con i
partiti che divennero sempre più riluttanti e ciò
consentì ai gruppi che si erano sempre decisamente
opposti all’immigrazione di guadagnare terreno.
La difficile stabilizzazione di un nuovo paese di
immigrazione
• Negli anni ‘90 il dibattito politico e la legislazione
sull’immigrazione sono stati caratterizzati da regole
contrastanti, a volte basati su principi apertamente
contraddittori.
• La situazione fu aggravata dalla diffusa discrepanza tra la
legge e la sua attuazione.
• Inoltre, cresceva la spinta a gestire l'immigrazione
secondo i criteri dell'accordo di Schengen.
• In risposta a questa situazione fu promulgata la legge
Turco - Napolitano del 1998 (40/1998).
L’ambizione della soluzione finale
• La legge Turco – Napolitano (40/1998) in seguito fu
estesa e inclusa nel “Testo unico sull’immigrazione
e la condizione dello straniero” (Legge 286 del
1998).
• Verso una maggiore certezza dei diritti e dei doveri
degli stranieri presenti in Italia.
La nuova legge tra aperture e …
• Il primo aspetto originale di questa legge è stata
la scelta di un sistema di quote annuali per
l’ingresso di migranti per motivi economici.
L’impraticabilità del "opzione zero".
• Un'altra innovazione è stata l'introduzione del
"sistema dello sponsor" come canale di ingresso
regolare.
• Infine, l'estensione dei diritti sociali della
popolazione immigrata stabilizzata e garanzie dei
diritti fondamentali per gli immigrati clandestini,
come il diritto alla salute e all'istruzione.
… chiusure
• L’istituzione dei centri di permanenza temporanea
(CPT), per trattenere gli stranieri "sottoposti a
provvedimenti di espulsione e o di respingimento
con accompagnamento coattivo alla frontiera" nel
caso in cui il provvedimento non sia immediatamente
eseguibile.
• Restrizione dei canali di ingresso regolare
(nonostante sistema dello sponsor e delle quote) e
lotta all’immigrazione clandestina.
Un contesto politico ambiguo
• Alla fine degli anni ‘90 gli immigrati regolarmente
presenti sono più di 1.5 milioni.
• L'immigrazione diventa una questione cruciale nel
dibattito politico e nelle campagne elettorali.
• Il cambio di governo nel 2001 porta a una nuova
legge, la Bossi – Fini, approvata nel 2002.
• Essa modifica il Testo unico in alcuni articoli in
direzione di un restringimento degli ingressi regolari,
potenziamento delle espulsioni, incardinare
l’immigrazione alla dimensione lavorativa.
Popolazione straniera residente al
1° gennaio 2011
M
Popolazione residente
F
2.201.212 2.369.106
MF
%
4.570.317
51,8
Minorenni
516.132
477.106
993.238
21,7
Nati in Italia
333.625
317.177
659.796
66,4
Fonte: DemoIstat
Stranieri residenti per
comune 2011
Fonte: DemoIstat
Incidenza % degli
stranieri per
comune 2010
Fonte: DemoIstat
Alcuni indicatori per la popolazione straniera
residente al 2011
Nordovest
Nord-est
Centro
Sud
Isole
Italia
di cui:
comuni
capoluogo
Composizione
percentuale
35,0
26,3
25,2
9,6
3,9
100,0
37,1
% popolazione
straniera
9,9
10,3
9,6
3,1
2,7
7,5
9,4
% di nati stranieri
20,4
20,8
15,7
3,9
3,9
13,9
16,1
4,5
0,8
1,2
-9,2
0,0
1,2
-0,2
1,0
1,3
1,1
-2,1
-0,9
0,1
-2,1
Saldo con l'estero
degli stranieri
84,4
77,2
86,9
129,5
125,0
89,0
97,1
Saldo con l'estero
degli italiani
-0,4
-0,4
-0,2
0,0
0,0
-0,2
-0,3
Saldo interno
degli stranieri
Saldo interno
degli italiani
Stranieri residenti in Italia, per sesso e paese di
cittadinanza al 2011
Romania
Albania
Marocco
Cina
Ucraina
Filippine
Moldova
India
Polonia
Tunisia
Perù
Ecuador
Egitto
Macedonia
Bangladesh
Totale
MF
968.576
482.627
452.424
209.934
200.730
134.154
130.948
121.036
109.018
106.291
98.603
91.625
90.365
89.900
82.451
4.570.317
F
529.265
223.275
197.518
101.516
160.113
77.595
87.951
47.590
77.603
38.856
59.293
53.640
27.525
39.570
26.809
2.369.106
Cittadini stranieri residenti in Italia al 2011
per paese di cittadinanza (%)
25.0
21.2
20.0
15.0
10.0
5.0
0.0
10.6 9.9
4.6 4.4
2.9 2.9 2.6 2.4 2.3 2.2
2.0 2.0 2.0 1.8 1.8
Stranieri residenti in Italia, per sesso e
paese di cittadinanza al 2011
100%
90%
80%
20.2
45.4
70%
42.2
53.7 56.3 51.6
28.8
32.8
60.7
39.9 41.5
56.0
63.4
69.5
60%
67.5
55.5
50%
40%
30%
20%
79.8
54.6
46.3 43.7 48.4
57.8
71.2
67.2
39.3
10%
0%
%F
%M
60.1 58.5
36.6
44.0
30.5
32.5
44.5
Popolazione straniera residente.
Anni 1993 - 2011 (valori in migliaia).
5000
4500
4000
3500
3000
2500
2000
1500
1000
500
Fonte: DemoIstat
2011
2010
2009
2008
2007
2006
2005
2004
2003
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
1995
1994
1993
0
Popolazione straniera residente secondo alcune
componenti
5,000,000
4,500,000
4,000,000
3,500,000
3,000,000
2,500,000
2,000,000
1,500,000
1,000,000
500,000
0
Popolazione
straniera
residente
Famiglie con
almento uno
straniero
1991
Fonte: DemoIstat
Famiglie
straniere
2001
2011
Minori stranieri
Nati in Italia
Permessi di soggiorno per lavoro e famiglia. Anni
1992 – 2007 (valori in migliaia)
Iscritti all'anagrafe per nascita. Anni 1993 - 2010
90,000
80,000
70,000
60,000
50,000
40,000
30,000
20,000
10,000
0
1993
1995
1997
1999
2001
2003
2005
2007
2009
Popolazione straniera residente in Italia per classi
di età ai censimenti 1991, 2001 e al 2011
(composizioni percentuali)
40.0
35.8
35.0
28.6
30.0
24.4
25.0
23.3 23.0
18.6
20.0
15.6
15.0
10.0
8.0
9.7
9.4
8.0
5.7
5.0
13.5
12.2 12.6
4.2
3.8
4.6
3.8
4.8 4.9
4.8
4.0
5.4
5.4
3.5
2.3
0.0
fino a 5
anni
5-9
10-14
15-24
1991
25-34
2001
35-44
2011
45-54
55-64
65 e
oltre
2004
2003
500,000
2009
2010
2007
2008
Bilancio demografico della popolazione straniera
residente. 2003-2010
2005
2006
400,000
300,000
2010
2005
2006
2007
2008
2009
100,000
2003
2004
200,000
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
0
-100,000
Saldo naturale
Fonte: Istat
Saldo migratorio con
l'estero
Acquisizioni di cittadinanza
italiana
Iscrizioni di alunni non italiani.
Anni scolastici 1983/84 – 2010/11
800,000
700,000
600,000
500,000
400,000
300,000
200,000
100,000
0
1983 1985 1987 1989 1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005 2007 2009
Anni scolastici
Alunni stranieri
di cui non europei
Alunni non italiani per livello scolastico. Anno
scolastico 2010/2011
v. a.
%
% sul totale degli
iscritti
% nati in Italia
Infanzia
125.092
19,9
7,6
78,3
Primaria
234.206
37,2
8,3
52,9
Secondaria di I grado
140.050
22,3
8,0
23,9
Secondaria di II grado
130.012
20,7
4,8
9,0
Totale
629.360
100,0
7,0
42,2
Alunni non italiani e italiani per livello scolastico
secondario superiore. Anno 2010/2011
Alunni non italiani
Alunni italiani
v. a.
%
v. a.
%
Licei
28.675
18,7
1.102.868
43,9
Istuituti tecnici
58.340
38,0
834.383
33,2
Istituti professionali
61.981
40,4
481.220
19,2
Istruzione artistica
4.427
2,9
91.057
3,6
100,0
2.509.528
100,0
Totale secondaria di II grado 153.423
La crescita della presenza degli stranieri nel
mercato del lavoro italiano
2001
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
1.040
1.780
1.998
2.230
2.599
2.931
3.288
3.601
Forze di
lavoro
724
1.302
1.476
1.638
1.913
2.137
2.355
2.561
Occupati
636
1.169
1.348
1.502
1.751
1.898
2.081
2.251
Disoccupati
88
133
128
136
162
239
274
310
Popolazione
15-64
% sul totale
Popolazione
15-64
2,8
4,6
5,2
5,7
6,6
7,4
8,3
9,0
Forze di
lavoro
3
5,3
6
6,6
7,6
8,6
9,4
10,2
Occupati
3,0
5,2
5,9
6,5
7,5
8,2
9,1
9,8
Disoccupati
3,2
7,0
7,6
9,0
9,6
12,3
13,0
14,7
Fonte: C. Bonifazi, C. Marini, Il lavoro degli stranieri in Italia in tempo di crisi, "Realtà attuale delle migrazioni italiane“,
13/04/2011 presso IRPPS-CNR Roma
Gli indicatori del mercato del lavoro per stranieri e
italiani. Media 2011
M
Stranieri
F
Nord
Centro
Mezzogiorno
Italia
85,2
85,1
76,4
84,0
59,0
62,5
53,6
59,1
Nord
Centro
Mezzogiorno
Italia
76,3
76,4
69,5
75,4
49,8
54,3
46,5
50,5
Nord
Centro
Mezzogiorno
Italia
10,5
10,3
9,0
10,2
15,5
13,1
13,2
14,5
MF
Attività
M
Italiani
F
71,8
72,9
63,7
70,9
Occupazione
62,7
64,4
56,7
62,3
Disoccupazione
12,6
11,6
10,9
12,1
76,7
74,7
65,1
72,1
61,0
56,0
36,1
50,7
69,0
65,3
50,5
61,4
73,4
69,9
57,0
66,7
57,6
51,3
30,1
46,1
65,6
60,6
43,5
56,4
4,2
6,2
12,3
7,3
5,6
8,2
16,3
9,0
4,8
7,1
13,7
8,0
MF
Principali indicatori del mercato del lavoro per stranieri
e italiani. Anni 2009 e 2008
2009
Stranieri
2008
Italiani
Stranieri
Italiani
74,2
75,4
64,3
73,3
69,2
66,1
52,1
62,3
68,2
68,2
58,8
67,0
66,8
62,3
45,8
58,1
8,0
9,6
6,7
8,5
3,5
5,8
9,2
6,7
Tassi di attività
Nord
Centro
Mezzogiorno
Italia
73,4
75,1
64,3
72,7
69,4
66,8
51,1
62,4
Tassi di occupazione
Nord
Centro
Mezzogiorno
Italia
65,2
66,2
58,4
64,6
65,6
62,0
44,7
57,5
Tassi di disoccupazione
Nord
Centro
Mezzogiorno
Italia
11,2
11,8
9,3
11,2
5,4
7,4
12,7
7,9
Stranieri e italiani occupati per settore di attività e sesso.
Anno 2011
MF
Agricoltura
Industria
dell’energia
Industria
trasformazione
costruzioni
Commercio
Alberghi e
ristoranti
Trasporti e
comunica
Intermedia.
Servizi alle
imprese
Pubblica A.
sanità e altri
Servizi alla
persona
Totale
Stranieri
F
% MF
%F
MF
Italiani
F
% MF
%F
103
21,6
4,6
2,3
747
30,3
3,6
2,7
450
19,0
20,0
8,9
4.241
26,6
20,5
13,4
337
0,9
15,0
0,3
1.510
7,9
7,3
1,4
200
194
29,8
51,5
8,9
8,6
6,2
10,4
3.099
1.024
41,5
50,0
15,0
4,9
15,3
6,1
101
9,9
4,5
1,0
988
19,4
4,8
2,3
12
34,4
0,5
0,4
538
30,8
2,6
2,0
5
51,4
0,2
0,3
650
43,9
3,1
3,4
147
59,2
6,5
9,1
2.268
47,5
10,9
12,8
4
110
77,9
81,1
0,2
4,9
0,3
9,3
1.434
3.126
33,9
71,9
6,9
15,1
5,8
26,8
588
83,9
26,1
51,4
1.090
60,8
5,3
7,9
2.251
42,6
100,0
100,0
20.716
40,5
100,0
100,0
Occupati stranieri e italiani per professione.
Anno 2011
Italiani
Dirigenti e
Imprenditori
Professioni
intellettuali
Professioni
tecniche
Impiegati
Professioni
qualificate
Art., op.
spec.
Conduttori
di impianti
Professioni
non quali.
Forze
Armate
Totale
UE
Non UE
v.a.
%
v.a.
%
v.a.
%
686
3,3
8
1,1
8
0,5
2.868
13,8
28
3,8
22
1,5
3.982
19,2
48
6,5
35
2,3
2.677
12,9
16
2,1
30
2,0
3.536
17,1
160
21,5
316
20,9
3.475
16,8
206
27,8
378
25,0
1.657
8,0
75
10,1
175
11,6
1.594
7,7
201
27,1
547
36,2
240
1,2
0
0,0
0
0,0
20.716
100,0
741
100,0
1.511
100,0
Incidenza degli stranieri nel lavoro irregolare
(in migliaia)
Anni
Stranieri in
situazione irregolare
%
Totale
2000
656
21,2
3.111
2001
721
22,0
3.280
2002
464
15,2
3.056
2003
114
4,1
2.812
2004
213
7,4
2.863
2005
274
9,3
2.933
2006
352
11.8
2.976
2007
383
12.9
2.968
2008
407
13.8
2.958
2009
377
12.7
2.966
Source: Istat, Indagine conoscitiva su taluni fenomeni distorsivi del mercato del lavoro, Roma, 2010.
Occupati stranieri e italiani per posizione nella professione.
Anno 2011
ITA
UE
NON UE
Totale
v.a.
%
v.a.
%
v.a.
%
v.a.
%
388
1,9
6
0,8
2
0,1
396
1,7
Quadro
1.151
5,6
10
1,3
6
0,4
1.167
5,1
Impiegato
7.530
36,3
88
11,9
111
7,3
7.728
33,6
Operaio
6.050
29,2
542
73,2
1.158
76,7
7.750
33,7
162
0,8
8
1,1
19
1,3
190
0,8
8
0,0
1
0,1
1
0,0
9
0,0
Imprenditore
227
1,1
1
0,2
4
0,3
232
1,0
Professionista
1.199
5,8
11
1,5
11
0,7
1.222
5,3
3.224
15,6
59
8,0
170
11,2
3.453
15,0
39
0,2
2
0,3
3
0,2
44
0,2
Coadiuvante
345
1,7
4
0,5
13
0,8
361
1,6
Co. Co. co
295
1,4
6
0,8
9
0,6
309
1,3
Occasionale
99
0,5
3
0,4
5
0,3
107
0,5
20.716
100,0
741
100,0
1.511
100,0
22.967
100,0
Dirigente
Apprendista
Domicilio
Lavoratore in
proprio
Socio di
cooperativa
Totale
Le principali caratteristiche
dell’integrazione lavorativa degli immigrati
• In questo decennio si è registrato un progressivo
aumento dell’occupazione regolare e della
stabilizzazione lavorativa degli immigrati.
• C’è stato un parallelo aumento della segregazione
lavorativa degli stessi nelle attività più dequalificate,
meno pagate e più pericolose, disertate dagli italiani.
• Il lavoro irregolare funziona sia come modalità di
ingresso che come ripiego tra un lavoro e un altro in
caso di disoccupazione.
L’immigrazione in Italia è un fenomeno
sociale fondato sul lavoro
• Al 2007 i permessi per motivi di lavoro costituivano
ancora il 60% del totale.
• Ciò riguarda tutti gli immigrati, a prescindere dal titolo
di autorizzazione al soggiorno in Italia e dalla regolarità
o meno della presenza.
• Il mercato del lavoro rappresenta il primo ambito
sociale del paese di arrivo in cui un immigrato si
inserisce.
• L’inserimento lavorativo rappresenta il principale
meccanismo dei processi di integrazione degli
immigrati.
Le determinanti strutturali dell’immigrazione
in Italia
• L’aumento della domanda di lavoro per le attività non esportabili
(nel terziario tradizionale e nelle piccole e medie imprese del nord
est).
• La fecondità molto bassa che ha causato una riduzione di circa 2
milioni del numero di persone nel gruppo di età tra i 15 – 39 anni
della popolazione autoctona nel periodo 1991-2007 (di cui 99%
nel Centro-Nord).
• Il basso livello delle migrazioni interne dal Mezzogiorno, malgrado
il crescente divario Nord-Sud.
• Un sistema di ws incapace di far fronte agli effetti del massiccio
invecchiamento della popolazione italiana: nel 2007 circa 12
milioni avevano più di 65 anni (di cui 2,3 milioni sono gli invali),
con un aumento di 3 milioni in 15 anni.
Le aree problematiche dell’integrazione
lavorativa
• Per la prima generazione, l’accesso al lavoro non
costituisce un problema.
• L’integrazione lavorativa di tipo subalterno diviene un
ostacolo per la mobilità lavorativa, soprattutto in Italia
dove lo status giuridico dell’immigrato è fortemente
legato alla sua pozione lavorativa.
• Gli immigrati sono bloccati in queste posizioni lavorative
dal meccanismo nato dall’azione concomitante della
domanda di lavoro, da un lato, e dalle caratteristiche
dell’offerta di lavoro immigrata dal lato opposto.
I meccanismi legislativi per la mercificazione della
manodopera straniera
• La legge 189/2000 introduce la nozione giuridica del
contratto di soggiorno per lavoro subordinato
• Esso è un contratto di lavoro stipulato fra un datore di
lavoro italiano o straniero regolarmente soggiornante in
Italia e un prestatore di lavoro, cittadino di uno Stato non
appartenente all'Unione europea o apolide.
• L’articolo 5 comma tre bis, prescrive che il permesso di
soggiorno per motivi di lavoro è rilasciato a seguito della
stipula del "contratto di soggiorno per lavoro“.
• La sua durata è quella prevista dallo stesso contratto di
soggiorno.
Il nuovo orientamento delle politiche di
immigrazione
• Il Testo unico è stato emendato in alcune parti dalla
legge 189/2002.
• L’immigrazione come problema di ordine pubblico.
• Elaborazione e sviluppo di una serie di strumenti a
garanzia di un continuo controllo della popolazione
immigrata.
• Politicizzazione e giuridificazione dell’immigrazione.
I tre assi della politica italiana d’immigrazione:
controllo, sorveglianza e …
• Controllo dei nuovi ingressi con una severa
restrizione dei canali di entrata regolari.
• Controllo della popolazione immigrata irregolare
attraverso un incremento del numero di espulsioni.
• Sorveglianza degli immigrati regolari già presenti
attraverso il contratto di soggiorno e misure più
restrittive per il rinnovo.
• Con questa legge prende forma e sostanza un regime
di immigrazione di tipo "riluttante" [Cornelius et al.
1994].
… e l’accettazione condizionata.
La stratificazione civica degli immigrati
• Accettazione degli immigrati sulla base dei criteri di
merito: avere uno status giuridico regolare; avere
un occupazione regolare; essere residenti da lungo
tempo, ecc.
• Gli immigrati «meritevoli» sono quelli che lavorano
e rispettano le regole.
• Gli«immeritevoli» sono i clandestini potenziale
minaccia per la società italiana.
Le norme del pacchetto sicurezza e la
giuridificazione dell’immigrazione
• Ingresso e soggiorno illegale dello straniero come un reato
penale.
• Inasprimento delle pene per chi viola l'ordine di espulsione.
• Una sanzione penale per quei cittadini che affittano casa a
stranieri clandestini.
• Estensione della permanenza obbligatoria nei CIPE (180).
• Clandestinità come circostanza aggravante.
• Priorità a giudizio per reati commessi in violazione delle
disposizioni del "Testo Unico".
• Sanzioni più severe per coloro che impiegano stranieri illegali.
• Condizioni più restrittive per il ricongiungimento familiare.
• Introduzione del test del DNA in casi dubbi.
• La presentazione di un permesso di soggiorno per tutte le
procedure burocratiche.
L’accordo d’integrazione …
• Lo straniero al momento del suo primo ingresso è
obbligato a firmare un accordo d'integrazione come
condizione necessaria per ottenere il permesso di
soggiorno.
• Lo straniero s’impegna a imparare la lingua e i
principi fondamentali della Costituzione italiana, così
come ad aderire alla Carta dei valori della
cittadinanza e dell’integrazione (Decreto del
Ministero dell’interno 23/04/2007).
… e la certificazione della bontà
dell'immigrato
• Il permesso di soggiorno conferisce un numero di
crediti che possono essere ridotti in occasione di
condanne anche non definitive, sanzioni pecuniarie
per illeciti amministrativi o tributari.
• Allo scadere dell'accordo si verifica il suo
adempimento attraverso ola presentazione di una
adeguata certificazione o un esame.
• Se il punteggio è superiore a 30 crediti l’accordo è
soddisfatto, da 1 e 29 è prevista una proroga, a meno
che 0 è prevista l'espulsione immediata.
L’Integrazione all’italiana?
• L’accordo d'integrazione è il prodotto della concezione
dell'integrazione come il processo di civilizzazione
dell'immigrato.
• «Un processo che consiste, idealmente, nel passare
dall’alterità più radicale all’identità più totale (A.
Sayad)».
• Le politiche d'integrazione non come misure di politiche
sociali ma come condizioni per l'immigrazione.
• Inquadramento giuridico dell’immigrazione senza la
partecipazione democratica in termini giuridici ma in
termini di virtù civica.
Lo Stato xenofobo
• Una parte significativa dell'économia (e delle famiglie)
italiana ha bisogno d’una manodopera più economica.
• La concezione degli immigrati come una persona «la cui
unica ragione di essere è il lavoro e la cui presenza non
è legale, autorizzata, legittima se non subordinata al
lavoro (A. Sayad)» raggiunge dei livelli parossistici in
Italia.
• Il comportamento degli immigrati deve essere
conforme al comportamento (ideale) degli italiani
(camouflage).
Grazie per l’attenzione
[email protected]
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Verso un modello di integrazione italiano