Università degli Studi di Cagliari
Dipartimento di Scienze Giuridiche e
Forensi
Servizio di Medicina Legale
La denuncia delle malattie professionali.
L’obbligo di referto e la certificazione rilasciata dal medico curante
Ernesto d’Aloja
NUOVI ASPETTI DI PREVENZIONE E TUTELA DELLE MALATTIE
PROFESSIONALI – IL RUOLO DELL’INAIL
Ernesto d'Aloja – Nuoro 10 ottobre 2008
NUOVI ASPETTI DI PREVENZIONE E TUTELA DELLE MALATTIE
PROFESSIONALI – IL RUOLO DELL’INAIL
Ernesto d'Aloja – Nuoro 10 ottobre 2008
NUOVI ASPETTI DI PREVENZIONE E TUTELA DELLE MALATTIE
PROFESSIONALI – IL RUOLO DELL’INAIL
Quindi dal sospetto diagnostico di malattia
professionale scaturiscono per il medico tre obblighi
distinti:
1 referto all’autorità giudiziaria ex art. 365 cp e
334 cpp;
2 denuncia ex art 139 DPR 1124/65;
3 certificato INAIL ex art 53 DPR 1124/65
le cui finalità sono
1 repressiva - prevenzionale
2 statistica – epidemiologica
3 assicurativa
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NUOVI ASPETTI DI PREVENZIONE E TUTELA DELLE MALATTIE
PROFESSIONALI – IL RUOLO DELL’INAIL
Omissione di Referto (art. 365 codice penale):
‘Chiunque avendo, nell’esercizio di una
professione sanitaria, prestato la propria
assistenza od opera in casi che possono
presentare i caratteri di un delitto per il quale
si debba procedere di ufficio, omette o
ritarda di riferirne all’Autorità indicata nell’art.
361 cp è punito con la multa sino a Euro
516,00.
Questa disposizione non si applica quando il
referto esporrebbe la persona assistita a
procedimento penale’.
Art 361 cp (omessa denuncia di reato da parte del Pubblico
Ufficiale): ‘…. Autorità Giudiziaria o altra Autorità che a quella
abbia obbligo di riferire …’ (SPISLL, Servizio Prevenzione
Igiene Sicurezza nei Luoghi di Lavoro)
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Omissione di Referto (art. 365 codice penale)
E’ un reato previsto nel Capo I del Titolo III del
codice di rito (delitti contro l’attività giudiziaria),
ove le fattispecie di reato sono poste a tutela di
interessi di natura processuale.
Infatti presupposto necessario affinché venga
messa
in
moto
l’Autorità
Giudiziaria
(e
l’esperimento della azione penale) è l’accertamento
della notitia criminis.
La norma mira a tutelare l’interesse alla
cooperazione con l’Autorità Giudiziaria nella
prospettiva della repressione dei reati.
E’ un reato istantaneo, di pericolo e proprio:
-Istantaneo perché la consumazione avviene nel
momento in cui scade il termine per la
presentazione del referto e nel luogo in cui il
sanitario esercita la sua professione;
- di pericolo perché non è necessario che la
Amministrazione della Giustizia abbia subito un
danno …
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Omissione di Referto (art. 365 codice penale):
Reato proprio
‘Chiunque avendo, nell’esercizio
professione sanitaria …
di
una
sebbene la locuzione chiunque faccia pensare ad
un reato comune si tratta invece di un reato
proprio.
Il soggetto attivo del reato è infatti chiaramente
identificato dal legislatore nell’esercente una
professione sanitaria
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Omissione di Referto (art. 365 codice penale):
‘Chiunque … prestato la propria assistenza
ed opera
L’obbligo
nasce
dall’attività
sanitaria
concretamente prestata a favore nel ns caso del
cittadino lavoratore che presenta una malattia
professionale (ovvero un infortunio)
La distinzione tra opera ed assistenza secondo
alcuni nasce dalla necessità di comprendere
nell’attività sanitaria qualunque prestazione
medica
sia
essa
un’attività
continuativa
(assistenza) ovvero occasionale (opera)
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Omissione di Referto (art. 365 codice penale):
‘Chiunque … in casi che possono presentare i
caratteri di un delitto per il quale si debba
procedere di ufficio …
Possono : l’obbligo sorge ogni qualvolta sussista
la mera possibilità che il fatto presenti i
caratteri del delitto perseguibile di ufficio non
richiedendosi un più restrittivo giudizio di
probabilità (il reato contestato è l’omissione
non esistendo un reato di eccesso di referto).
Fattore apparentemente confondente rispetto
alle previsioni dell’art. 139 TU 1124/65 e dei DM
27/4/2004 e 14/1/2008 che tende a distinguere
nelle tre note liste (I, II e III) malattie la cui
origine lavorativa è di elevata probabilità, di
limitata probabilità e di possibilità
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Omissione di Referto (art. 365 codice penale):
‘Chiunque … in casi che possono presentare i
caratteri di un delitto per il quale si debba
procedere di ufficio …
Ricordiamo che il referto ha una funzione di natura
informativa e stimolatrice di una successiva e
doverosa attività di indagine.
Al sanitario è richiesto di formulare un duplice
giudizio:
-il primo relativo alla sussistenza di una
patologia, alla sua natura ed alla durata (criterio
di probabilità);
- il secondo finalizzato invece a stabilire connotati
di criminosità all’episodio che ha dato origine
all’intervento (criterio di possibilità tenendo
conto di tutte le modalità e circostanze del caso
concreto).
Cass Penale Sez VI, 1473/99 ‘.. Se non sia possibile escludere in astratto l’esistenza
di un nesso casuale tra una malattia professionale e la violazione di norme
prevenzionali l’omessa segnalazione alla competente autorità da parte del sanitario
di ipotesi di delitto perseguibili di ufficio integra il delitto di cui all’art 365 cp…’
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Omissione di Referto (art. 365 codice penale):
‘Chiunque … omette o ritarda di riferirne
all’Autorità … con la multa sino a Euro 516,00’.
L’esercente una professione sanitaria è tenuto a
far pervenire il referto entro 48 ore o se vi è
pericolo
nel
ritardo
immediatamente
all’Autorità Giudiziaria o ad altra Autorità che a
quella abbia l’obbligo di riferire.
Il ritardo viene assimilato all’omissione,
vanificando la ratio della norma che mira alla
pronta persecuzione del reato.
Gli studiosi del Diritto ritengono in maniera
maggioritaria che il termine decorra dalla prima
osservazione fatta dal sanitario che gli abbia
fatto sorgere il sospetto che si tratti di delitto
perseguibile d’ufficio.
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Omissione di Referto (art. 365 codice penale):
Questa disposizione non si applica quando il
referto esporrebbe la persona assistita a
procedimento penale.
Questa esimente secondo taluni – estremamente
minoritari - trae origine dalla necessità di tutelate
il segreto professionale (Manzini) mentre per altri
la norma mira ad attribuire prevalenza alla tutela
della salute e della vita umana (Strada-Violante,
1982 e Borgogno, 1996).
Ma chi è l’assistito?
Alcune stravaganti interpretazioni suggeriscono
che essendovi un contratto tra datore di lavoro e
medico competente, l’assistito si potrebbe/
dovrebbe identificare in quest’ultimo. La lettura
del disposto dell’art. 365 cp consente invece di
identificarlo con certezza nell’assistito (malato /
infortunato in occasione di lavoro)
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Casi di non punibilità (art. 384 codice
penale):
‘Nei casi previsti dagli articoli … 365 … non è
punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato
costretto dalla necessità di salvare sé medesimo o
un prossimo congiunto da un grave ed inevitabile
nocumento nella libertà o nell’onore …’
Questa causa di non punibilità, applicabile
solamente ad un ristretto numero di reati, trova
giustificazione
nella
rilevanza
ascritta
dal
legislatore da un lato all’istinto di conservazione
della propria libertà e del proprio onore (che
spinge l’individuo ad evitare di accusare se
medesimo nemo tenetur se accusare) e dall’altro
nel riconoscimento della forza incoercibile dei
sentimenti familiari.
Il grave ed inevitabile nocumento nella libertà è
identificato in una condanna penale …
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Art. 334 cpp (referto):
Chi ha l'obbligo di referto deve farlo pervenire
entro 48 ore, o, se vi e' pericolo nel ritardo,
immediatamente, al pubblico ministero o a
qualsiasi ufficiale di polizia giudiziaria del luogo
ove ha prestato la sua opera o assistenza (…).
Il referto indica la persona alla quale e' stata
prestata assistenza, e se è possibile le sue
generalità, il luogo ove si trova attualmente e
quanto altro valga ad identificarla nonché il
luogo, il tempo e le altre circostanze
dell'intervento; dà inoltre notizie che servono
a stabilire le circostanze del fatto, i mezzi
con i quali e' stato commesso, e gli effetti
che ha causato o può causare.
Se più persone hanno prestato la loro
assistenza nella medesima occasione, sono
tutte obbligate al referto, con facoltà di
redigere e sottoscrivere un unico atto.
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NUOVI ASPETTI DI PREVENZIONE E TUTELA DELLE MALATTIE
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Art. 334 cpp (Referto):
Chi ha l'obbligo di referto deve farlo pervenire entro
48 ore, o, se vi e' pericolo nel ritardo,
immediatamente, al pubblico ministero o a qualsiasi
ufficiale di polizia giudiziaria del luogo ove ha
prestato la sua opera o assistenza (…).
Il destinatario ultimo del referto è il Pubblico
Ministero. A questi l’atto può essere presentato
tramite Ufficiali di Polizia Giudiziaria (tra cui anche
gli ufficiali appartenenti ai Servizi istituzionalmente
deputati alla prevenzione ed all’accertamento di
violazioni in materia antinfortunistica e di igiene e
sanità sui luoghi di lavoro).
Non è assolto l’obbligo di referto se la
comunicazione è fatta ad un superiore gerarchico
che ha l’obbligo di denuncia né per tramite di
denunce (ad esempio ex art. 53 e 139 TU 1124/65)
che hanno diversa finalità
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Art. 334 cpp (Referto):
Il referto indica la persona alla quale e' stata
prestata assistenza, e se è possibile le sue
generalità, il luogo ove si trova attualmente e
quanto altro valga ad identificarla …
Nonostante non vi sia alcuna previsione di forma
(a differenza della denuncia che è espressamente
‘per iscritto’) dalla lettura dell’articolo emerge che
vi è la possibilità di redigere e sottoscrivere un
medesimo atto, dando per scontata la forma
scritta.
In questo documento devono inizialmente essere
riportate le caratteristiche che consentono
l’identificazione del soggetto che ha subito
l’infortunio / malattia professionale (generalità
ovvero ogni altro elemento di identificazione)
oltre che il luogo ove è rintracciabile …
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Art. 334 cpp (referto):
Chi ha l'obbligo … nonché il luogo, il tempo e le
altre circostanze dell'intervento
Nella compilazione del referto – che ricordiamo essere
un atto di insostituibile natura anche prevenzionale e
non un mero orpello burocratico – il medico che
presta la sua opera/assistenza ha la peculiarità di
identificare
ed
osservare
dati
e
segni
di
infortunio/malattia in una fase spesso iniziale del
processo morboso tale da consentire analisi
causali/concausali che con il passare del tempo e su
menomazioni
oramai
stabilizzate
risulteranno
impossibili per il PM, per il CTP o per il Perito.
Ne deriva che nei primi frangenti devono essere
‘congelate’ tutte le informazioni – anche quelle che a
prima vista risultano poco significative – relative sia
alla dinamica dell’evento (cui il medico spesso è
poco attento) che alle manifestazioni anatomiche
(sottovalutate rispetto alla manifestazione morbosa
principale)
che
cliniche
(oggetto
principale
dell’attività medica)
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Art. 334 cpp (referto):
Chi ha l'obbligo … circostanze del fatto, i mezzi
con i quali è stato commesso, e gli effetti che
ha causato o può causare.
Il compito di colui che compila il referto non è –
come già detto – quello di ‘effettuare indagini’ ma è
quello, spesso più importante, di raccogliere tutte le
informazioni utili e necessarie per consentire poi di
procedere al giudizio relativo alla sussistenza di un
fatto che possa qualificarsi come penalmente
rilevante.
L’incompleta redazione del referto – ovvero la
carenza di uno degli elementi costitutivi ora
ricordati – fanno venire meno la funzione
informativa propria del referto ad un punto tale
da fare affermare a taluno che tale modalità
potrebbe risultare parimenti sanzionabile.
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Art. 334 cpp (referto):
Se più persone hanno prestato la loro assistenza
nella medesima occasione, sono tutte obbligate al
referto, con facoltà di redigere e sottoscrivere
un unico atto.
Esiste un principio di non trasferibilità dell’obbligo di
referto e l’eventuale acquisizione aliunde della
notizia di reato non incide in alcun modo sulla
responsabilità del sanitario resosi responsabile della
condotta omissiva (reato di pericolo).
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I reati perseguibili di ufficio più frequentemente
riscontrabili in ambito INAIL sono rappresentati dalle
lesioni personali (ex art. 582, 583 e 590 cp) e
dall’omicidio colposo (ex art. 589 cp).
La procedibilità d’ufficio vige unicamente per le
lesioni personali colpose gravi o gravissime per
fatti commessi per violazione delle norme per la
prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative
all’igiene del lavoro o che abbiano determinato una
malattia professionale.
Le lesioni personali sono gravi se:
1. Durata malattia > 40 gg;
2. Incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni
superiori ai 40 gg;
3. Se vi fu pericolo di vita;
4. Se vi è indebolimento permanente di organo o di
senso.
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Le
1.
2.
3.
lesioni personali sono gravissime se:
Malattia certamente o probabilmente insanabile;
Perdita di senso;
Perdita di un arto, o una mutilazione che renda
l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un
organo o della capacità di procreare ovvero una
permanente e grave difficoltà della favella;
4. La deformazione ovvero lo sfregio permanente
del viso
L’obbligo di referto sussiste anche nei casi di
interruzione colposa di gravidanza in ‘violazione
delle norme poste a tutela del lavoro’ (art. 17
legge 194/78).
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Quindi dal sospetto diagnostico di malattia
professionale scaturiscono per il medico tre obblighi
distinti:
1 referto all’autorità giudiziaria ex art. 365 cp e
334 cpp;
2 denuncia ex art 139 DPR 1124/65;
3 certificato INAIL ex art 53 DPR 1124/65
le cui finalità sono
1 repressiva - prevenzionale
2 statistica – epidemiologica
3 assicurativa
e le sanzioni in caso di violazione sono:
1. ammenda fino a 516 euro (omissione/ritardo)
2. arresto fino a 3 mesi o ammenda da 258 a
1032 euro, aggravata se medico competente con
l’arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 516 a 2582
euro;
3. sanzione amministrativa da 258 a 1549 euro
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