PRIGIONI
Prigioni
Uomini e mura
“Una prigione non è una questione di mura, quello che
conta sono le persone che l’amministrano”
Smith C.S., L’inferno di Guantanamo, 2008
“Le galere sono muri e sbarre il resto ce lo mettono gli
uomini che ci stanno dentro”
Morucci V., Patrie galere: cronache dell’oltrelegge, 2008
Prigioni
Organizzazione e cambiamento
“E’ difficile discutere sul carcere e proporne il
rinnovamento rispetto al modello attuale, senza partire
da una piattaforma sociologica, senza cioè avere
presente che cosa è il carcere come organizzazione”
Prandstraller G.P., 1976
Prigioni
Organizzazione e cambiamento

L’organizzazione penitenziaria, seppur particolare nelle
sue funzioni, risponde nella sua essenza alle logiche
proprie di qualunque altra organizzazione.

Il suo miglioramento è possibile nella misura in cui
passa dalla conoscenza e dal rispetto dei tipici
meccanismi e dinamiche organizzative
Prigioni
Modelli organizzativi

L’amministrazione penitenziaria, come la gran parte
delle Amministrazioni statali è figlia del modello
organizzativo burocratico.

Per anni è stato considerato la forma organizzativa che
più efficacemente poteva far fronte ai bisogni della
gestione di grandi masse di persone e/o di beni.
Prigioni
Modelli organizzativi







Standardizzazione delle
procedure e dei servizi
Terzietà dei funzionari
Limitata discrezionalità
Equità nelle prestazioni
Autonomia
dell’organizzazione
Specializzazione delle
funzioni
Sistema chiuso e razionale
La visione razionale del sistema
secondo l’ottica weberiana






Spersonalizzazione delle
procedure e dei servizi
Insufficiente duttilità
Incapacità di gestire
l’incertezza
Tendenza all’esecutività
dei suoi componenti
Deresponsabilizzazione
diffusa
Tirannia dei mezzi sui fini
Gli effetti perversi ed irrazionali
del sistema secondo l’ottica dei
suoi critici
Prigioni
Modelli organizzativi



L’incapacità di gestire l’incertezza si accentua
nell’ambito delle attività di servizio e di fronte a
contesti dinamici e turbolenti.
La tendenza all’esecutività determina una certa
difficoltà nel prendere decisioni.
L’anonimato, l’impersonalità e la spersonalizzazione
della prestazione si scontra con la richiesta di attenzione
e di duttilità da parte dell’utente del servizio.
Prigioni
Modelli organizzativi
“chi viene comandato di sorvegliare i carcerati sulle
labbra porta un lucchetto e sul viso una maschera.
Altrimenti potrebbe commuoversi, tentare di far
coraggio o consolare. Ma che cosa mai ci farebbe la
pietà in un luogo di assassini?
Oscar Wilde, La ballata del carcere di Reading, 1898.
“ non puoi permetterti di avere sentimenti, altrimenti
impazzisci”.
Gourevitch P., Morris E., La ballata di Abu Ghraib, 2009.
Prigioni
Modelli organizzativi
Selznick 1974
l’organizzazione non è uno strumento neutro ma ha,
viceversa, una sua durezza, vischiosità, resistenza
interna, frutto dell’azione degli uomini che la
compongono.
Chi gestisce è inevitabilmente impegnato nella
mediazione
con le strutture umane che sono
indispensabili per gli scopi istituzionali e che nel
frattempo vi si frappongono.
Prigioni
Modelli organizzativi
“dall’idea semplice e concreta di un’organizzazione
come entità unitaria e coerente al servizio passivo di
un’unica razionalità si passa alla nozione molto più
complessa, astratta e indeterminata di costrutto di
giochi, di nodo, di contratti, o più semplicemente di
arena o di contesto di azione”
Friedberg E., il potere e la regola, 1994.
Prigioni
Modelli organizzativi
Uomini e procedure hanno una vita propria
rispetto al fine istituzionale, proprie esigenze di
conservazione e adattamento che possono
entrare in conflitto e dare luogo a processi
degenerativi.
Selznick 1974
Prigioni
Modelli organizzativi
Nel momento in cui gli interessi dei membri
dell’organizzazione prendono il sopravvento sugli
obiettivi di quest’ultima si sviluppano forme
organizzative ottuse e disumanizzanti non solo per
l’utenza ma anche per i dipendenti.
Morgan G. Images 2004
Prigioni
Modelli organizzativi
“ un’analisi adeguata delle condotte umane nelle
organizzazioni non può che essere un’analisi
strategica”.
Bonazzi
Prigioni
Uomini ed organizzazioni

Con Crozier si giunge ad una concezione organizzativa
caratterizzata dalla contrapposizione e dalla ricomposizione
formale ed informale di svariati interessi.

L’organizzazione viene vista come un coacervo di strategie e
razionalità diverse.

È la rivincita dell’uomo nelle pieghe del sistema.

La sua è una sociologia dell’iniziativa umana nelle grandi
organizzazioni che studia le strategie dei membri per acquisire o
difendere i propri margini di potere.
Prigioni
Il Potere
Il potere come possibilità legittimata di ottenere
obbedienza a qualche specifico comando, tutta
incorporata nell’esercizio dell’autorità formale.
Weber
Il potere come controllo dei margini di incertezza nelle
relazioni con il prossimo.
Crozier
Prigioni
Il Potere
Prigioni
Uomini ed organizzazioni
“l’attore strategico (ovvero) un uomo attivo, che non
subisce passivamente il mondo che lo circonda, ma che
al contrario contribuisce a strutturarlo; un essere attivo
che, pur adattandosi alle regole del gioco proprie del
suo contesto d’azione, lo modifica a sua volta mediante
la sua condotta”.
Friedberg E., il potere e la regola, 1994.
Prigioni
Uoimini ed organizzazioni
“le organizzazioni sono in sostanza delle realtà socialmente
costruite che si trovano più nelle menti dei loro membri che nelle
strutture, nelle norme e nei rapporti concreti che le caratterizzano”
Morgan G., Images, 2004. con riferimento alla cultura organizzativa
“L’insieme coerente di assunti fondamentali che un dato gruppo
ha inventato, scoperto o sviluppato imparando ad affrontare i suoi
problemi di adattamento esterno e di integrazione interna e che
hanno funzionato abbastanza bene da poter essere considerati
validi e perciò da poter essere insegnati ai nuovi membri come il
modo corretto di percepire, pensare e sentire in relazione ai quei
problemi
Schein E., 1986.
Prigioni
Le decisioni e le loro premesse
L’insieme delle premesse decisionali costituisce un
sistema di conoscenze che in ogni situazione
contestualizza l’ambiente cognitivo delle decisioni
individuali o collettive dei decisori
Simon H.A., 1958.
Strutture delle organizzazioni, obiettivi istituzionali, risorse, stima delle
azioni altrui in risposta alle proprie decisioni e conseguenti azioni, cultura
aziendale, ecc.
Prigioni
Uomini ed organizzazioni
Il medium umano mostra una sorta di recalcitranza
nell’adeguarsi automaticamente agli scopi e ai
processi organizzativi. L’uomo non si lascia
facilmente trasformare in semplice strumento al
servizio
degli
obiettivi
e
degli
scopi
dell’organizzazione definiti a prescindere da esso.
Le persone scelgono di identificarsi con quelle
organizzazioni le cui richieste e risorse sono
compatibili con i loro bisogni di sviluppo
Baum H.S. 1990
Prigioni
Uomini ed organizzazioni




Per Quaglino occorre pensare al lavoro e al lavoratore che l’esegue
all’insegna di una duplice fatica: da un lato la concentrazione sul
compito, dall’altro una continuo processo di adattamento rivolto a
ridurre il “disturbo” che il compito comporta.
Baum riconosce l’esistenza di un’area di accettazione entro la
quale l’individuo si comporterà in senso organizzativo, ma se le
richieste dell’organizzazione esulano da quest’area i motivi
personali prevarranno e l’organizzazione cessa di esistere.
Gli individui accetterebbero di partecipare quando la loro attività
nell’organizzazione contribuisce direttamente o indirettamente alla
realizzazione dei loro fini individuali.
Per questo motivo le organizzazioni sono concepibili come il
contingente risultato della partecipazione umana e durano nel
tempo solo finché attraggono e organizzano con successo i
contributi necessari alla loro esistenza.
Prigioni
Uomini ed organizzazioni
Buon guadagno
 Carriera sicura
 Ambiente confortevole
 Clima organizzativo
 Status
 Prestigio
 Senso di utilità
 Visibilità

Prigioni
Razionalità?

Il comportamento di un individuo in una organizzazione
è razionale quando è utile ai suoi fini personali oppure
quando è utile ai fini dell’organizzazione?

Simon H.A., 1958.

La necessità di un punto di equilibrio.
Prigioni
Uomini ed organizzazioni

Street level bureaucracy

Lipsky M., 1980.

Si pone il problema dell’importanza dell’atteggiamento
e del comportamento degli operatori di contatto per la
concreta realizzazione degli obiettivi organizzativi

“gli operatori di contatto risultano essere decision
maker latenti, che esercitano un’influenza rilevante sul
risultato amministrativo, a dimostrazione che sovente
ruoli apparentemente marginali rispetto alle arene
decisionali possono invece risultare inusitatamente
importanti.

Lippi A, Morisi M, 2005.
Prigioni
Le relazioni organizzative
Rapporti tra relazioni e setting strategico
Allargare
Circoscrivere
Contrastare
Conflitto diffuso
Ingovernabilità
Radicalizzazione del conflitto
Giochi a somma zero
Concordare
Modello relazionale
Setting strategico
Creazione di reti
Giochi a somma superiore di zero
Sinergie allargate
Alleanze circoscritte
Giochi funzionali alle parti
Sinergie ristrette
Prigioni
I climi relazionali
I climi relazionali
Rapporti integruppali
Flessibilità /Disponibilità
-
-
Rigidità / Indisponibilità
Rapporti interindividuali
-
-
-
Flessibilità /Disponibilità
Sintonia tra il livello individuale e quello
gruppale
Coerenza relazionale
Disponibilità all’innovazione
Bassa conflittualità
Fiducia nel sistema
Distonia tra il livello individuale e quello
gruppale
Incoerenza relazionale
Crescita del sistema bloccato dal prevalere
degli interessi individuali
Percezione del sistema come scarsamente
credibile
Conflittualità latente
Anomia
-
Rigidità / Indisponibilità
Distonia tra il livello individuale e quello gruppale
Incoerenza relazionale
Orientamento agli interessi di gruppo
Conflitti tra i gruppi
Emapatia individuale subordinata alla conflittualità tra i
gruppi
Percezione individuale di un sistema inadeguato
Rischi di esposizione individuale
Innovazione bloccata
Anomia
Sintonia tra il due livello individuale e quello gruppale
Forte conflittualità sia tra gli individui che tra i gruppi
Mediazione bloccata
Scarsità di canali comunicativi
Individualismo accentuato
Orientamento agli interessi di gruppo
Frammentazione
Difesa dello staus quo
Scarsa propensione all’innovazione
Prigioni
Spezzare la catena?
Un carcere che soffre è un carcere che fa
soffrire, ma un carcere che fa soffrire è un
carcere che soffre
Prigioni
Le relazioni organizzative allargate
Livello di influenza degli attori
Conseguenze
Specifiche
Generali
Legame
Diretto
Indiretto
Primo livello
Azioni quotidiane agite tra gli
attori interni al sistema
Secondo livello
Relazioni interne mediate
dall’istituzione penitenziaria
Terzo livello
Azioni giurisdizionali ed
amministrative esterne che
determinano riflessi interni al
sistema
Quarto livello
Azioni politiche e di
rappresentanza esterna che
determinano riflessi interni al
sistema
Prigioni
Insourcing vs Outsourcing
Insourcing (approvvigionamento interno) indica il
mantenimento di una attività all’interno di una
organizzazione tramite la collaborazione di una società
esterna che garantisca il necessario know how. È una
esternalizzazione che viene svolta all’interno
dell’azienda
Outsourcing (approvvigionamento esterno) in questo
caso
l’attività non viene mantenuta all’interno
dell’organizzazione bensì esercitata completamente
all’esterno
Prigioni
Regole e potere
-Organizzazione / Regole
-Formalismo
-Gerarchia
-Approccio monorazionale
-Somma zero
-Norme/Regole
Divieti / permessi
Indicazione di comportamenti
Lacunosità
Incertezza
Interpretazione del mezzo
Paradossi regolamentativi
Discrezionalità non orientata
Rigidità
Cultura adempimentale
Razionalità presunta
Razionalità deumanizzante
Impersonalità
-Norme / Principi
Precetti di ottimizzazione
Criteri per prendere
posizione
Discrezionalità orientata
Flessibilità di fronte alle
turbolenze
Lavoro per progetti
Interpretazione del fine
-Organizzazione / Potere
- Cura dell’informalità
-Approccio multirazionale
-Gruppi
-Interessi
-Negoziazione
-Somma superiore di zero
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Prigioni amministrare la sofferenza