Le strutture territoriali e la loro
produzione
Nuovo ciclo
Claude Raffestin: paesaggio e territorio
Biografia breve
Farinelli presenta pensiero-opera di Raffestin
Turco presenta pensiero e opera di Raffestin
Bibliografia essenziale
Francesco Micelli 3/4/2013
Nuovo ciclo
• Il nuovo ciclo di lezioni si concentra su
territorio e paesaggio
• Gli autori sui quali si soffermerà
l’attenzione sono:
• Claude Raffestin
• Hans Blumenberg
• Jean Marc Besse
Claude Raffestin: paesaggio e
territorio
• Claude Raffestin, Dalla nostalgia del territorio al
desiderio di paesaggio. Elementi per una teoria
del paesaggio, Alinea editrice, Firenze 2005, pp. 139:
• 1- confronta la recente letteratura sull’argomento
2- accetta ogni sfida senza trincerarsi nel campo
di una sola disciplina.
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E’ necessario anzitutto tratteggiare attività e ruoli svolti da Raffestin a livello di
geografia europea e italiana.
Si tratta quindi di presentare il volume su paesaggio e territorio commentandone i
punti salienti.
Biografia breve
• Claude Raffestin nominato Socio d’onore
dalla Società Geografica Italiana, il giorno
24 maggio 2012.
• La figura nelle laudatio di Franco Farinelli
e Angelo Turco.
• Il tono della sua proposta nella lectio
magistralis : Relazioni internazionali e
conoscenze del mondo.
Farinelli presenta pensiero-opera di
Raffestin
• 1- Raffestin ha conciliato la tradizione francese
con la geografia critica tedesca.
• 2- Da Ginevra matura una geografia capace di
meditare in termini filosofici, di inglobare il
momento storico, di ragionare in termini di
linguaggio.
• 3- La funzione maieutica nei confronti della
geografia italiana di trent’anni fa giustifica il
confronto con Lucio Gambi, l’altra guida di una
rinascita.
• Osserva però Farinelli: mentre Gambi, per ragioni non solo
caratteriali, si professò “storico”, Raffestin si sentì sempre geografo
e in quanto tale disposto al “corpo a corpo” con gli altri saperi
Turco presenta pensiero e opera di
Raffestin
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Nella laudatio Angelo Turco riconosce Raffestin come una delle grandi voci
della geografia internazionale, ma si sofferma sull’incidenza della sua
dottrina e della sua presenza sulla comunità dei geografi italiani
1- AMMIRA le virtù anticipatrici di Raffestin in Travail, espace, pouvoir
(Losanna 1979). Il concetto di lavoro, secondo indicazioni marxiane, riduce
drasticamente l’autonomia dello spazio, afferma la supremazia del potere
politico. L’irruzione della teoria , “atto di osservazione” che comporta
passione e partecipazione, sconvolge le geografie dell’epoca e
trasforma anche Turco in “theoros”, appassionato esploratore di
sentieri inesplorati, in spassionato ricercatore di verità.
2- RINGRAZIA rigore e coerenza con cui Raffestin difende le sue posizioni,
che propone e afferma anche in Italia.
3- INVIDIA la scrittura “straordinaria”, “percussiva” del geografo di Ginevra
4- SOTTOLINEA l’intensità del suo rapporto con il maestro.
Questo punto di vista ricalca ora quello di Farinelli che, in termini più generali, aveva
appena affermato come i Raffestin non insegnino soltanto un sapere, ma propongano
soprattutto uno stile di vita, nel caso un modo di essere geografi.
Osservazioni preliminari
• 1- Nel capitolo primo la ricchezza dei sensi e la ricchezza dei
paesaggi (visivi, olfattivi, tattili, sonori) chiamano in causa
l’esperienza come stato vissuto e senso estetico.
• 2- Il primo riferimento a Dardel pare significativo: “il paesaggio è
un’insieme: una convergenza, un momento vissuto. Non è un
cerchio chiuso, ma un dispiegarsi” (p.18).
• 3- La definizione si integra con le affermazioni di Alain Roger
secondo il quale l’arte costituisce il “meta” della metafisica
paesaggistica (p.20).
• 4- Giustifica infine l’asserzione secondo la quale Humboldt sarebbe
ripartito verso l’Europa con tutta l’America del Sud in tasca (p.21): i
paesaggi americani come già i paesaggi alpini non sono la cosa, ma
immagine ovvero desiderio.
Paesaggio come pretesto di critica
sociale
• Paesaggio come territorio perfetto: Haller,
medico umanista,
e le Alpi
• Accumulare l’informazione è progettare nuove
materie, nuove immagini di territori.
• Nostalgia e desiderio nascerebbero dal
confronto tra coscienza delle forze creative e
attualizzazione delle stesse.
• Un umanismo vigoroso e un’immersione totale
nella natura dovrebbero caratterizzare il nuovo
corso della geografia.
(1708-1777)
(Die Alpen, 1729)
Nota bibliografica
• Eric Dardel (1899-1967) , L’uomo e la terra.
Natura della realtà geografica, Milano 1986.
• Elisée Reclus (1830-1905), Nouvelle géographie
universelle (19 voll., 1876-94; trad. it. 18831904).
• Giorgio. P. Marsh (1801-1882 ), L’uomo e la
natura ossia la superficie terrestre modificata
per opera dell’uomo, Firenze 1870
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Lezione n° 6