GLI OCCHI ED I COLORI
DELLA NOTTE
Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci Reggio Cal
Docenti : Comi Silvana e Angela Misiano
Motivazioni
• Gli occhi e i colori della notte
• La pluridisciplinarietà come esigenza culturale ancora
prima che pedagogico-didattica
• L’astronomia come laboratorio della molteciplità del reale,
come esempio di disciplina trasversale che garantisce
l’autentica pluridisciplinarietà, ovvero la trasversalità
delle competenze
• L’importanza del dato motivo che deve accompagnare
qualsiasi processo di insegnamento
In questa prospettiva
le discipline si configurano come “mappe”:
concettuali per comprendere e
organizzative per orientarsi nell’interpretare
l’esperienza.
I saperi disciplinari
si attivano in modo funzionale ai bisogni e
trovano capacità operativa nei diversi contesti.
Per l’apprendimento scientifico
Si deve porre attenzione a mettere in atto
strategie per produrre il cambiamento concettuale
dal senso comune
al sapere scientifico
Metodologia di lavoro per la
costruzione del modulo
•
•
•
•
•
•
•
Brainstorming del gruppo per la scelta del
modulo da sviluppare
Scelta del titolo per il modulo da sviluppare
Motivazioni della scelta da parte
Collocazione dei contenuti in ambiti disciplinari
Collocazione dei contenuti nelle singole discipline
Divisione del modulo in Unità di Apprendimento
Collocazione dei contenuti nelle Unità di
Apprendimento
LATINO
Lucrezio
Cicerone
Virgilio
Ovidio
Manilio
scienza
Seneca
Le radici dell’essere
Dalla terra al sogno
Notturni
Paesaggio
Il cammino della
L’occhio che indaga
Storia dell’arte
Trouvelot
L’immaginario
cosmologico
Van Gogh
Munch
Lo spazialismo Lo spazio infinito
La fotografia lunare
Renzo Piano L’architettura dello spazio
Filosofia
Nietzsche
buio
Freud
Bergson
L’eterno ritorno-Lo spazio
Il luogo oscuro
Il tempo della coscienza e
Il tempo della scienza
Bradley (L’infinita) catena dell’essere
Passaggio tra terra e cielo
Popper
Teoria dei tre mondi
FISICA
Quantità di radiazioni: La luminosità delle stelle; Qualità delle
radiazioni: i colori delle stelle: differenti colori, differenti
magnitudini; Dall’indice di colore alla temperatura; Le stelle
sono distanti: ma quanto?; delle Parametri fondamentali
stelle; La spettroscopia: un nuovo modo di conoscere il
Mondo; Classificazione spettrale ed evoluzione delle stelle;
Paradosso di Olbers. Ammassi globulari ,evoluzione
dell’Universo
MUSICA
Strauss
Shoenberg
Ligeti
Beatles
Battiato
Vecchioni
La musica del viaggio
nello spazio
Pierrot Lunaire
Notte trasfigurata
Lux aeterna
Blackbird
Mondi Lontanissimi
Verrà la notte ed avrà i
tuoi occhi
Letteratura Straniera (Inglese)
G.H. Wells
Tagore
G.A. Gibran
T.S. Eliot
C.S. Lewis
A. Clarke
Ferlinghetti
Viaggio verso la luna
Le loro notti
Tra cielo e terra
L’odissea nello spazio
Il paradosso di Olbers
ITALIANO
Leopardi Pastore errante dell’Asia
Novalis Inni alla notte
Pascoli Gelsomino Notturno
Ungaretti Mi illumino di immenso
Montale
Ho contemplato dalla Luna
Calvino
La distanza della Luna
Campana
Vagare nella notte
Quasimodo sera
Dante
Verso il Cielo
Italiano
Storia dell’Arte
OBIETTIVI DI CONOSCENZA:
Riconoscere i caratteri specifici dei testi
Utilizzare gli strumenti fondamentali per la interpretazione delle
opere letterarie
Cogliere il contenuto informativo e il messaggio del testo letterario
insieme con le specificità della sua lingua
OBIETTIVI DI ABILITA’:
Acquisire consapevolezza del processo storico di formazione e
sviluppo della civiltà letteraria italiana, in relazione alle condizioni
culturali e socio-politiche generali.
.Collocare i testi nella tradizione letteraria e nel contesto storico di
riferimento
OBIETTIVI DI CONOSCENZA:
Comprendere la prevalenza della
soggettività nell’espressione figurativa,
l’utilizzo del linguaggio simbolico e la
progressiva autonomia dell’arte rispetto
alla rappresentazione della realtà e della
natura.
OBIETTIVI DI ABILITA’
Conoscere gli apporti delle scienze e
nella rappresentazioni figurative
Gli Occhi ed i colori della notte
Musica
OBIETTIVI DI CONOSCENZA:
Conoscere i generi e gli stili .
Contestualizzare storicamente e
stilisticamente i repertori studiati
OBIETTIVI DI ABILITA’:
Cogliere analogie e differenze tra i vari
linguaggi
Trasferire le conoscenze storico-sociali
acquisite nel contesto creativo ed
esecutivo di ogni studente
Obiettivo formativo
Sviluppare a livelli via, via più
avanzati ,capacità di analisi e di uso
personale delle strutture complesse
che caratterizzano la conoscenza
utilizzando con proprietà gli
strumenti concettuali e lessicali
specifici delle discipline
Lingua e Lettaratura Inglese
Fisica
OBIETTIVI DI CONOSCENZA:
Comprendere in modo globale e
dettagliato testi letterari che trattano di
contenuti caratterizzanti il liceo
scientifico
Riconoscere i caratteri specifici dei testi
OBIETTIVI DI ABILITA
Riconoscere lo scopo e i meccanismi di
coesione e di coerenza di un testo
OBIETTIVI DI CONOSCENZA:
Descrivere i fatti sperimentali su cui si basano i
modelli sull’l’evoluzione stellare e sull’origine ed
espansione dell’Universo
OBIETTIVI DI ABILITA’:
Interpretare i colori della luce visibile in termini di
frequenze e di lunghezze d’onda.
Confrontare gli spettri di elementi chimici con
alcuni spettri stellari
Filosofia
OBIETTIVI DI CONOSCENZA:
Acquisire elementi concettuali di base
sugli aspetti classificatori della realta.
Definire le categorie logiche con cui si
configura lo schema della
cultura:gnoseologia, estetica, etica,
politica, antropologia.
Esercitare la riflessione critica sulle
diverse forme del sapere e sul loro “senso
Sviluppare la disponibilità al confronto
delle idee e dei ragionamenti.
OBIETTIVI DI ABILITA’:
Usare strategie argomentative e procedure
logiche
Confrontare e contestualizzare le differenti
risposte dei filosofi allo stesso problema
Latino
OBIETTIVI DELLA CONOSCENZA:
Riconoscere i rapporti del mondo latino,
e, in generale, del mondo classico, con
la cultura moderna e contemporanea
Riconoscere i rapporti del mondo latino
antico con la cultura moderna e
contemporanea
OBIETTIVI DI ABILITA’:
Comprendere e interpretare testi latini
Individuare generi, tipologie testuali e
tradizioni letterarie
Olbers’Paradox
And I heard the learned
astronomer
whose name was
Henrich Olbers
speaking to use across the
centuries
about how he observed with
naked eye
how in the sky there
were
some few
stars close up
and the further away he looked
the more of
them there were
of stars with infinite numbers of
clusters
in myriad Milky Ways &
myriad nebulae
E io udii il colto astronomo
il cui nome era
Henrich Olbers
parlare con noi attraverso i
secoli
sul suo modo di osservare
ad occhio nudo
sul fatto che in cielo
ci fossero
poche
stelle vicine
e più spingeva lontano lo
sguardo
più erano
numerose
con numeri infiniti di grappoli
di stelle
in miriadi di Vie Lattee &
miriadi di nebulose
•
•
•
•
•
•
•
•
•
got here yet
which is why we
still So that from this we may
deduce
that in the infinite
distances
there
must be a place
there
must be a place
where all is light
and that the light from that
high place
where all is light
simply hasn’t have
night
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Da questo si può dedurre
che nelle distanze
infinite
ci deve
essere un posto
ci
deve essere un posto
dove tutto è luce
e che la luce viene da quell’alto
luogo
dove tutto è
luce
semplicemente non è
ancora arrivata qui
ragione per cui
abbiamo ancora la notte
• But when at last that light
arrives
•
when at last it
does get here
•
the part of
day we now call Night
•
will have
a white sky
•
with
little black dots in it
•
little black holes
•
where once were stars
• Ma quando quella luce
finalmente arriva
•
quando finalmente arriva
qui
•
la parte del giorno che
ora chiamiamo Notte
•
avrà un cielo
bianco
•
con piccoli
puntini neri
•
piccoli
buchi neri
•
dove un
tempo erano le stelle
And then in that symbolic
so poetic place
which will be ours
we’ll be our own true shadows
and our own illumination
on a sunset earth
torna
• E allora in quel posto
simbolico
•
così pieno
di poesia
•
che ci apparterrà
•
noi saremo le vere
ombre di noi stessi
•
e la nostra
stessa illuminazione
•
su una terra al tramonto
2001 odissea nello spazio
•
. This glorious apparition,
Bowman knew, was a
globular cluster. He was
looking upon something
that no human eye had
ever seen, save as a
smudge of light in the field
of a telescope. He could
not remember the distance
to the nearest known
cluster, but he was sure
that there was none within
a thousand light-years of
the Solar System
• Questa apparizione
maestosa, Bowman lo
sapeva, era un ammasso
globulare. Egli stava
contemplando qualcosa che
nessuno sguardo umano
aveva mai veduto, tranne
che come una chiazza
luminosa nel campo dei
telescopi. Non riusciva a
ricordare la distanza tra la
Terra e il più vicino
ammasso stellare
conosciuto, ma era certo
che non ve ne fosse alcuno
entro un migliaio di anniluce dal sistema solare
CLARKE
•
•
The light became brighter and bluer;
it began to spread along the edge
of the sun, whose blood-red hues
paled swiftly by comparison. It was
almost, Bowman told himself, smiling at
the absurdity of the thought, as if he
were watching sunrise-on a sun.
And so indeed he was.Above the
burning Horizon lifted something no
larger than a star,but so brilliant that
the eye could not bear to look upon
it.A mere point of blue-white
radiance,like an electric arc, was
moving at unbelievable speed across
the face of the great sun
•
•
La luce divenne più vivida e più
azzurra; incominciò a diffondersi
lungo l’orlo del sole, le cui sfumature
rosso-sangue impallidirono ben presto
al confronto. Sembrava quasi, si disse
Bowman, sorridendo dell’assurdità di
quella riflessione, di assistere al levar
del sole… su un sole.
Ed era così, effettivamente. Sopra
l’orizzonte ardente si sollevò qualcosa
che non sembrava più grande di una
stella, ma la cui luminosità era tale che
gli occhi non sopportavano di guardarla.
Un mero punto di radiosità blu-bianca,
simile ad un arco elettrico, si stava
spostando a incredibile velocità sulla
superficie del grande astro
torna
Sonata n ° 6” (Sonata delle stelle)
Allegro, Mikolajus Ciurlionis, 1908
• . Le origini dell’universo, la
pluralità dei mondi, la
rappresentazione del sole
come astro che rende
visibili le cose, che ordina
lo spazio a partire da un
centro assoluto e lo fa
gravitare intorno a sé,
segnano la storia dell’arte
moderna che necessita di
ridefinire il rapporto che
lega l’uomo al cosmo,
attraverso la scienza, la
filosofia o il misticismo.
“L’impero delle luci”
René Magritte, 1954
• Ho rappresentato un
paesaggio notturno ed
un cielo come lo
vediamo di giorno”.
• Magritte sembra
infatti dividere il
mondo in due metà
bipolari: notte e
giorno, reale ed
irreale, dentro e fuori.
Dino Campana:la notte
•
•
Solitaria troneggiava ora la notte accesa in tutto il suo brulicame di
stelle e di fiamme. Avanti come una mostruosa ferita profondava
una via. Ai lati dell’angolo delle porte, bianche cariatidi di un cielo
artificiale sognavano il viso poggiato alla palma. .
E ancora sullo sfondo le Alpi il bianco delicato mistero, nel mio
ricordo s’accese la purità della lampada stellare, brillò la luce della
sera ….
• Dalla Pampa si udì chiaramente un balzare uno scalpitare di
cavalli selvaggi, il vento si udì chiaramente levarsi, lo
scalpitare parve perdersi sordo nell’infinito. Nel quadro
della porta aperta le stelle brillarono rosse e calde nella
lontananza: l’ombra delle selvagge nell’ombra
Dante
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Quale nei plenilunii sereni
25
Trivia ride tra le ninfe etterne
che dipingon lo ciel per tutti i seni
vid’i’sopra migliaia di lucerne
un sol che tutte quante l’accendea,
come fa l’ nostro le viste superne;
e per la viva luce trasparea
la lucente sustanza tanto chiara
nel viso mio, che non la sostenea. 33
Somnium Scipionis
•
•
•
(VI.16) ...
«Ex quo omnia mihi contemplanti
praecla-ra cetera et mirabilia
videbantur. Erant autem eae stellae,
quas numquam ex hoc loco vidimus, et
eae magnitudines omnium, quas esse
numquam suspicati sumus,
ex quibus erat ea minima, quae, ultima
a caelo, citima a terris, luce lucebat
aliena. Stellarum autem globi terrae
magnitudinem facile vincebant. Iam
ipsa terra ita mihi parva visa est, ut
me imperii nostri, quo quasi punctum
eius attingimus, paeniteret».
•
•
•
(VI.16) …
«A me, che contemplavo tutto da quel
luogo, tutto il resto sembrava
straordinario e meraviglioso. C’erano,
infatti, quelle stelle che mai da questo
luogo abbiamo visto, e la grandezza di
tutte quante era tale quale mai
abbiamo immaginato,
tra le quali la stella più piccola , la più
lontana dal cielo, la più vicina alla
terra risplendeva di luce non sua. Le
sfere delle stelle, poi, superavano
facilmente la grandezza della terra. A
quel punto anzi la terra stessa mi
parve così piccola che mi si strinse il
cuore al pensiero del nostro impero,
con il quale ne tocchiamo appena un
punto».
Virgilio :passi scelti
•
“…….et iam nox umida caelo
praecipitat suadentque
cadentia siderea somnos” ”
(vv8-9)
• “Vertitur interea caelum et
ruit Oceano nox
involvens umbra magna
terramque polunque
Myrmidonumque dolos;…(vv250252)
•
“Vix ea fatus erat
senior,subitoque fragore
intonuit laevum,et de caelo lapsa
per umbras
stella facem ducens multa cum
luce cucurrit.” (vv692-694)” (
•
•
•
•
•
•
•
“e già l’umida notte precipita dal
cielo,
le stelle,tramontando,ci
persuadono al sonno
“Intanto il cielo gira su se
stesso,la notte
erompe dall’Oceano avvolgendo di
fitta
tenebra terra e cielo e inganni dei
Mirmidoni” “Aveva appena parlato
che subito da sinistra
rullò il tuono e una stella caduta
dal firmamento
corse attraverso la notte
tracciando una scia luminosa:”
“Morale di Stella”
di Friedrich Nietzsche
Predestinata a un’orbita di stella,
cosa t’importa, stella, tutto il buio?
Vola beata in mezzo a questo tempo!
La sua miseria ti sia estranea, ignota!
Del mondo più remoto è la tua luce:
pietà dev’essere per te peccato!
Solo una legge hai: essere pura!
La spiegazione Fisica
Evoluzione stellare
Paradosso di Olbers
L'Universo in espansione ed il paradosso di
Olbers e Chésaux
• Nel 1720 E. Halley, il famoso astronomo
scopritore della omonima cometa, affermava: "se il
numero delle stelle fisse fosse infinito l'intera
superficie del cielo, la sfera apparente, sarebbe
luminosa
• Ben prima delle osservazioni di Hubble, Olbers e
Chésaux si chiesero: come mai il cielo notturno
non appare brillante come la superficie del Sole?
Questa, in apparenza, così strana domanda sorge
spontanea nel caso in cui si ritenga che l'Universo
possa contenere un numero infinito di stelle.
Possibili soluzioni al paradosso
• se l'Universo è statico :
1. La materia interstellare (intesa come "polvere") non ci
permette di vedere le stelle lontane
2. l'Universo contiene un numero finito di stelle
3. Le distribuzione delle stelle non è uniforme per cui se ne
potrebbe avere in un numero infinito ma queste si
nasconderebbero a vicenda
• se l'Universo è in espansione
Le stelle distanti hanno la loro "luce" spostata verso il rosso
che risulta oscurata rispetto all'osservatore locale
• se l'Universo è giovane
La luce delle stelle "distanti" non ci ha ancora raggiunto
In realtà però la spiegazione più convincente sembra legata
ad una combinazione tra la bassa densità di stelle e
l'espansione dell'Universo.
Torna
Ammassi Globulari
• Un ammasso globulare è un
aggregato di un numero
molto grande di stelle, fino
a qualche milione,
estremamente compatto e
di forma sferica. Le stelle
più brillanti di un ammasso
globulare sono
generalmente di colore
rossastro. Nella nostra e
nelle altre galassie gli
ammassi globulari si
trovano in una regione
sferica che circonda la
Galassia, l'alone (halo),
come mostrato in figura
Amassi Globulari
•
Gli ammassi globulari sono
poveri di materia
interstellare, per cui in essi il
processo di formazione
stellare è inibito. Si conclude
che gli ammassi globulari
costituiscono una Popolazione
stellare vecchia. Gli ammassi
globulari sono molto
importanti perché si sono
formati durante le prime fasi
evolutive delle galassie. In
qualche modo essi contengono
la storia dell'Universo.
Gli ammassi globulari sono
costituiti da stelle di
Popolazione II In figura M13
Ammassi Globulari
•
Le immagini di M13 ed M15,qui
riprodotto, mostrano due
ammassi globulari della nostra
galassia,il loro nome deriva dal
catalogo di oggetti nebulari
compilato da Messier all'inizio
del XIX secolo
Si noti la perfetta simmetria
che mostrano le due
associazioni stellari:
procedendo dall'esterno verso
l'interno le stelle si fanno via
via più fitte, sino a quando,
nella zona centrale, non sono
più separabili le une dalle
altre. Vi sono oltre cento
ammassi globulari nella nostra
galassia, ognuno dei quali
contiene un numero di stelle
che va da 100000 a 1000000.
CAMPO STELLARE NELLA VIA LATTEA
Le stelle sono eterne? Nascono e “muoiono?
Come si può rispondere alla domanda, posto che l’evoluzione di
una singola stella non è osservabile direttamente?
DETERMINAZIONE DELLE
LUMINOSITA’ STELLARI
Nota la luminosità del Sole, quella delle stelle è calcolabile quando
se ne conosca la magnitudine assoluta; operando il confronto con i
rispettivi valori solari, si ottiene
M - Mo = - 2,5 log(L/Lo)
con Mo = +4,72 (magnitudine assoluta del Sole) e Lo = 3.84 x 1026 J/s
la luminosità del Sole.
Esempio:
SOLE: Mo = + 4.72;
Lo = 3.84 x 1026 J/s = 1 Lo
SIRIO: M = +1.29;
L = 9.04 x 1027 J/s = 23.5 Lo
M M 0

L
2.5
  10
L0
M M 0

2. 5
 L  L  10
0
DETERMINAZIONE DELLE
LUMINOSITA’ DEL SOLE
Si definisce Luminosità L l'energia che la stella emette in un
secondo da tutta la sua superficie su tutte le lunghezze d'onda.
Questo dato si ottiene abbastanza facilmente nel caso del Sole
tramite la costante solare.
La costante solare, C, è definita come l'energia che incide nell'unità di
tempo su un metro quadrato di superficie esposto perpendicolarmente
alla linea di vista, fuori dall'atmosfera terrestre, posto alla distanza media
della Terra dal Sole. Le misure danno per la costante solare un valore
pari a C = 1.360 (J/s)/m2 = 1.360 W/m2.
Dal valore della costante solare si ricava quello della luminosità del Sole.
Questa è semplicemente data dalla costante solare moltiplicata per la
superficie di una sfera di raggio d, uguale all'Unità Astronomica:
L0 = C · 4 d2 = 3,84 x 1026 J/s
Determinazione delle masse stellari
Il Sistema della Kruger 60
L'orbita di una delle stelle di un sistema binario visuale rispetto
all'altra si determina con successive osservazioni fotografiche.
Lo studio del moto orbitale delle due componenti di un sistema
binario permette di determinare la massa delle due stelle (III Legge di
Keplero formalizzata da Newton).
Curve di Planck
Le stelle emettono
radiazione e. m. in
accordo con leggi del
corpo nero.
L’emissione di corpo
nero è descritta da
famiglia di curve
(curve di Plank), una
per ciascuna
temperatura.
Il massimo dell’emissione si sposta verso lunghezze d’onda più corte
all’aumentare della temperatura (Legge di Wien:  • T =costante = 0,29 cm • K)

Stelle rosse hanno temperature minori (T  3.000 K) delle bianco azzurre
(T  20.000 K)
Indice di colore
L’indice di colore è la
differenza delle
magnitudini determinate
con filtri centrati su colori
diversi.
La magnitudine di una
stella è proporzionale
all’area sottesa dalla curva
di Planck relativa alla
temperatura superficiale
della stella
La differenza delle magnitudini in due colori diversi dipende dalla particolare
curva di Planck.
 La misura dell’indice di colore fornisce la temperatura superficiale di
una stella.
Indice di colore: simulazione
I trapezi 1,2,A,B e 3,4,A’,B’ che
sottendono la retta y = x hanno
rispettivamente aree 1,5 e 3,5. La loro
differenza è 2
I trapezi 1,2,C,D e 3,4,C’,D’ che
sottendono la retta y = 2x hanno
rispettivamente aree 3 e 7. La loro
differenza è 4.
 La determinazione di una differenza di
aree, a parità di base, identifica la retta che
le sottende.
 L’indice di colore, come differenza di magnitudini determinate con due filtri diversi
aventi la stessa banda passante, identifica la curva di Planck che le sottende e quindi
la temperatura superficiale della stella oggetto della misura.
I DIAGRAMMI HR
Il diagramma HR delle stelle in
un intorno di 10 pc (32 a.l.)
Campione non omogeneo per
composizione chimica ed età.
Gli ammassi stellari costituiscono un campione
di stelle omogenee per età e per composizione
chimica.
Popolazioni stellari diverse danno
luogo a diagrammi HR diversi
SOVRAPPOSIZIONE DI VARI DIAGRAMMI HR
DI AMMASSI
IN AMMASSI APERTI
SVILUPPO SEMPRE PIU'
ACCENTUATO DI RAMO
GIGANTI BLU VERSO RAMO
GIGANTI ROSSE DEGLI
AMMASSI GLOBULARI
 Evoluzione temporale di
stelle degli Ammassi aperti
tende alla formazione di
Giganti rosse a cominciare
dalla Alta S.P.
 QUADRO EVOLUTIVO
STELLARE:
Formazione di stella da
materia interstellare 
evoluzione verso gigante
rossa a partire da alta S. P.
 arricchimento di metalli.
PARAMETRI STELLARI
SOLE
MASSA
M0 = 2x1030 kg
RAGGIO
R0 = 7x108 m (700.000 km)
TEMPERATURA. SUP.
T0 = 5780 °K
LUMINOSITA’
L0 = 4x1026 J/sec = 4x1026 Watt
DENSITA' MEDIA
 = 1.400 Kg/m3
COMPOSIZIONE CHIMICA: X = 0.73; Y = 0.25; Z = 0.02
X, Y, Z percentuali in peso per Idrogeno, Elio, Altri elementi (metalli)
STELLE
MASSA
RAGGIO
TEMPERATURA. SUP.
LUMINOSITA’
COMPOSIZIONE CHIMICA
M = 0.5 20 Mo
R = 0.1  100R0
T = 3000  30.000 °K
L = 10-4  104 L0
come SOLE (a parte gli elementi pesanti)
RELAZIONE (M - L)
L  M 35
LE FONTI DELL’ENERGIA STELLARE

LA FONTE DI ENERGIA DEVE ESSERE IN GRADO DI ALIMENTARE
L'IRRAGGIAMENTO PER TUTTO IL TEMPO DI VITA DEL SOLE.

IPOTESI: ETA' DEL SOLE = ETA’ DELLA TERRA.

NEL SECOLO SCORSO L'ETA' DELLA TERRA ERA STIMATA INTORNO A
QUALCHE MILIONE DI ANNI

PER ALIMENTARE L'IRRAGGIAMENO SOLARE PER QUESTO TEMPO
SONO SUFFICIENTI VARI MECCANISMI: CADUTA DI METEORITI,
PROCESSI CHIMICI, CONTRAZIONE GRAVITAZIONALE.

LA DATAZIONE DELLE ROCCE CON METODI RADIOATTIVI FORNISCE
PER L'ETA' DELLA TERRA IL VALORE DI CIRCA 4,5 MILIARDI DI ANNI.
L'UNICA FONTE POSSIBILE E' QUELLA DOVUTA ALLA FUSIONE
NUCLEARE: E = m c2 (c = 300.000 Km/s)
SE UN DECIMO DELLA MASSA DI IDROGENO CONTENUTA NEL SOLE PARTECIPA
A REAZIONI NUCLEARI CON PRODUZIONE DI ELIO, LA FONTE DI ENERGIA BASTA
PER CIRCA 7 MILIARDI DI ANNI.
CONDIZIONI PER L’EQUILIBRIO STELLARE
STIME DEI VALORI CENTRALI PER PRESSIONE E TEMPERATURA
Struttura gassosa in quanto forze antagoniste nei solidi troppo deboli per
contrastare gravità di grandi masse
gas perfetto in quanto la elevata o completa ionizzazione aumenta volume a
disposizione delle particelle.
PV  nRT
 Equazione dei gas perfetti :
Nel caso stellare è preferibile far comparire la densità  piuttosto che il volume
V.
Poiché la massa totale M = n • , con  peso di una mole, si
ha:
P 
RT

Stima delle pressioni e temperature
centrali
Una stima della pressione centrale può essere ottenuta utilizzando la legge di Stevino
P =  g h, che esprime la pressione sul fondo di un recipiente, utilizzando i valori medi
per  e g e per h metà del raggio stellare.
Nel caso solare, per valori medi della massa e del raggio (metà della massa solare M0 e
metà del raggio solare R0 )si ha:
ρ 
M0/ 2
4
π R 0 / 2  3
3
 5.568 kg/m 3
g G
M0/ 2
R 0 / 22
 544,5 m s  2
Pc  ρ g h  5.568  544,5  3,5  108  1015 Pa
Con questo valore della pressione centrale, l’equazione di stato dei gas perfetti
fornisce il valore:
Pc μ 1015  0,5  10 3
Tc 

 10,8  106 K
ρR
5.568  8,32
Avendo assunto per  il peso medio di una mole di gas solare (protoni ed elettroni liberi)
uguale al peso di metà di una mole di idrogeno e quindi  = 0,5 x 10-3 Kg.
IL CICLO DI FORMAZIONE STELLARE
MATERIA INTERSTELLARE
SUPERNOVA
FUSIONE SILICIO….
(…FERRO)
CONTRAZIONE
GRAVITAZIONALE
FUSIONE C,O
(Silicio, Zolfo)
NANA BRUNA
M > 1,44 M
M > 0,1M
FUSIONE ELIO
(Carbonio, Ossigeno)
Gigante Rossa
M < 0,5 M
NANA BIANCA
REAZIONI
NUCLEARI
FUSIONE
IDROGENO
(Elio)
STELLA
(su sequenza principale)
Nell’economia dell’Universo le stelle sono l’ambiente entro il quale si
formano gli elementi chimici
crab
GR
Le stelle sono colorate
• Le stelle non hanno tutte lo stesso colore
• .Il colore di una stella , dipende dalla temperatura
della sua superficie :le stelle di colore diverso
hanno temperature superficiali differenti.
• Le stelle blu sono più calde di quelle bianche ; la
temperatura superficiale delle prime arriva fino a
30000 °C , quella delle seconde a 10000 °C. Le
stelle bianche sono più calde , in superficie , di
quelle gialle che a loro volta sono più calde delle
arancioni. Le stelle rosse , con la loro temperatura
superficiale di 3000 °C, sono le stelle più fredde.
Il colore delle stelle
• Si scopre che
l’intensità dell’emissione nei
vari colori cambia con la temperatura della
stella, quindi:
Colore diverso
significa
temperatura
diversa
Le stelle di Orione
INTERNO DI STELLA DI 1 MASSA SOLARE
La struttura di una stella nella fase di presupernova
L’EVOLUZIONE DEL SOLE
Nella fase di Gigante rossa e più ancora nella fase di Nebulosa
planetaria, il Sole ingloberà tutto il sistema planetario
LA GALASSIA
GALASSIA LOCALE:
Tipo spirale
Diametro: 30 Kpc;
Spessore: 300 pc
Bracci a spirale ricchi di
materia interstellare
Piano equatoriale = DISCO
Altre zone intorno = ALONE
Alone povero di materia
interstellare

MATERIA INTERSTELLARE

Gli ammassi stellari
Ammassi Aperti (es. Pleiadi)
Stelle più luminose BLU
(T > 10.000 °K)
Disco galattico
Materia interstellare  ancora possibili processi di
formazione stellare
Ammassi Globulari (es. M3)
Stelle più luminose ROSSE (T = 3000  5000 °K).
Alone galattico Povero di gas 
In alone inibito il processo di formazione stellare
(manca materia)
Predominio giganti rosse = STRUTTURE ANZIANE
Predominio giganti blu = STRUTTURE GIOVANI
AMMASSI APERTI (in Disco) più' giovani
AMMASSI GLOBULARI (in Alone) più vecchi
SPETTRI DI EMISSIONE E DI
ASSORBIMENTO
Spettro continuo
Spettro di emissione
Spettro di
assorbimento
SPETTRI STELLARI
Le righe spettrale sono caratteristiche dei gas che
compongono le atmosfere e consentono quindi di
acquisire informazioni di fondamentale importanza sulle
loro condizioni fisiche.
Gli spettri
delle stelle
sono spettri di
assorbimento.
La fotosfera
stellare, che si
trova ad una
temperatura di
varie migliaia
di gradi
genera lo
spettro
continuo ed i
gas che sono
presenti
nell'atmosfera
della stella,
più esterna,
generano le
righe di
assorbimento
nello spettro.
.
Le giganti rosse
Crab Nebula
• La Crab nebula, una delle
più intense radiosorgenti,
è costituita da gas in
espansione dopo l’evento
supernova osservato dagli
astronomi cinesi nel
1054. Al centro della
nebulosa vi è una pulsar,
associata ad una stella di
neutroni in rapida
rotazione, nocciolo
residuo della supernova
La Nostra Esperienza :l’inquinamento luminoso
Spettro luminoso di lampade ai Vapori di Mercurio
Spettro luminoso di lampade ai Vapori di Sodio a Bassa Pressione
Spettro luminoso di lampade ai Vapori di Mercurio
Spettro di Rigel fotografato in città
Inquinamento Luminoso : Orione fotografato dalla Città e da Gambarie
Alcuni testi di
riferimento
• Notte stellata
• “L’impero delle luci” René Magritte,
1954
• Sonata n ° 6” (“Sonata delle stelle”)
Gyorgy
Ligeti
Allegro, Mikolajus
Ciurlionis,
1908
• Van Gogh
• Gyorgy Ligeti
• Weather Report
• Franco Battiato
Alcuni testi di
riferimento
• Lawrence Ferlinghetti ( Yonkers,
New York 1919 vivente )
• Paradox Olbers: commento alla
poesia
• Arthur Clarke
Testi di riferimento
• Il De Repubblica (Somnium
Scipionis
• Virgilio
• Dino Campana
• Dante
Esercizi di Fisica
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•
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•
Stima delle pressioni e temperature centrali di una stella
Determinazoni delle masse stellari
DETERMINAZIONE DELLE LUMINOSITA’ STELLARI
Qual è la distanza di una stella, se la sua parallasse è p=0".275.
Esprimere la distanza in parsec, in anni luce ed in chilometri.
La galassia di Andromeda (M31=NGC224) ha magnitudini apparente ed
assoluta rispettivamente pari a: m=3.47; M=-21.2.
Calcolare la sua distanza dalla Terra in parsec e in anni luce.
Utilizzando la legge di Hubble, trovare la distanza di galassie che si
stanno allontanando da noi ad una velocità pari al
1) 20% e
2) 30%
della velocità della luce c.
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