In
classe
abbiamo
iniziato
un
laboratorio
sulla
descrizione
della
nostra vita.
Le persone che ci conoscono meglio sono
i
nostri
genitori,
oltre
a
noi
naturalmente; quindi per descrivere i
nostri primi anni bisognava chiedere
aiuto a loro.
Durante l’intervista ci sono stati
momenti divertenti, commoventi e
rabbiosi.
E’
stata
un’esperienza
divertente e interessante e abbiamo
scoperto molti avvenimenti che non
sapevamo.
Dove sono nato?
-Sono nato prematuro?
-Come hai vissuto íl momento
della nascita?
-l miei polmoni hanno iniziato
subito a funzionare?
-A che ora sono nato?
-Ha assistito qualche parente al parto?
-Avevo capelli?
-Se mi hai preso in braccio quali sono state le
sensazioni che hai provato?
-Quando mi hai preso in braccio?
-Mi hai nutrito con il tuo latte?
-Cosa avete detto di me?
-Dopo quanto sono andato a casa?
-ll mio arrivo in famiglia ha creato problemi?
-Dormivo la notte?
Ogni quanto mi svegliavo?
-Avete sofferto molto il sonno perso?
-Vi siete divisi i compiti nell'accudirmi?
Quando è iniziato lo svezzamento?
-Ho avuto problemi con il mangiare?
-Quando sono stato capace di mettermi a sedere?
Se ho gattonato,quando ho iniziato?
Quando mi sono alzato in piedi e ho iniziato a
camminare?
-Mi potresti dire come è avvenuto?
Quando ho sorriso per la prima volta?
Che tipo di suoni emettevo
durante la lallazione?
Quale è stata la mia prima
parola?
Quando ho iniziato a mangiare da
solo?
Quali cibi mi piacevano di più?
-Descrivi il momento dei miei
primi passi?
Dopo aver fatto delle
domande ai
genitori sulla nostra
nascita, abbiamo iniziato a
scrivere dei testi relativi
all’argomento trattato…
“ E’ avvenuto quasi quindici anni fa. Nell’ospedale di
Firenze. Sono nata il giorno 30 luglio 1995 alle 1.20 di
notte. Sono stata la prima; i miei genitori hanno
sempre voluto un figlio, e io di certo non sono stata un
errore. E’ stato un parto lungo e doloroso che è durato
quasi due ore ma altrettanto è stata la gioia di mia
madre quando mi ha preso in braccio. Appena sono
uscita mi hanno tirato una botticella sulla schiena per
farmi piangere… E’ molto probabilmente mi hanno
sentita anche dall’ospedale più vicino!! ”
M.B.
“ Dopo pochi giorni i miei genitori hanno capito che ero piagnona e
cioè che mi piaceva fare era urlare. Non ero una dormigliona e
la mattina ero sempre la prima a svegliarmi e di conseguenza
svegliavo anche gli altri. Ogni due ore mi svegliavo per mangiare,
così i miei genitori decisero di dividersi i compiti nell’accudirmi,
e così anche il tempo e il sonno perso diminuivano. Lo
svezzamento è iniziato il 7 marzo 1996, a cinque mesi e otto
gironi. Non avevo problemi nel mangiare, andavo matta per la
pastasciutta, la schiacciata e ogni tipo di frutta. Fino
all’undicesimo mese venivo imboccata da mia mamma, poi ho
cominciato a mangiare con le mani fino a due anni, quando ho
imparato a tenere in mano la forchetta. ”
S.F.
“ Le mie sorelle erano contentissime del mio arrivo in famiglia, mi
abbracciavano continuamente e volevano stare sempre con me.
Addirittura volevano anche allattarmi! Mia mamma mi ha nutrito
con il suo latte, e mi piaceva molto. Uno dei problemi più grandi
però fu quello della notte, perché dormivo molto poco a causa
della fama; all’incirca mi svegliavo ogni due ore e mezzo e i
miei genitori hanno sofferto molto il sonno perso, ma ogni volta
che mi svegliavo i miei genitori erano contenti perché era segno
che il mio organismo funzionava bene. ”
A.F.
Sono nata il 21 novembre
1995 alle ore 1.40 all’
ospedale San Giovanni di
Dio a Firenze. Pesavo
3,150 kg, avevo pochissimi
capelli tutti biondi, il mio
visino era tondo simile a
quello di una melina…
E.R.
Il primo sorriso l’ho fatta alla
mia sorella, verso i tre
mesi, e mi hanno raccontato
che dopo il primo sorriso ho
iniziato farlo a tutti. La mia
prima parola è stata mamma
e durante la lallazione
dicevo “dada” “mama” e poi
“nene”
A.B.
Era un sabato mattina; sono andata
a gattoni in bagno mi sono alzata
appoggiandomi alla vasca da
bagno, mi sono staccata e ho
iniziato a camminare.
La mia mamma mi ha trovata
nell’ingresso mentre continuavo a
camminare con le braccia aperte
per tenermi in equilibrio.
I.Z.
Quando mia mamma mi ha preso
in braccio ero molto sollevata
perché ero sano. Io sono nato
quando mia mamma aveva 42
anni e il rischio di malattie
era alto. Mia mamma non ha
mai avuto latte e quindi i
medici, anche se hanno
provato ad attaccarmi,
sapevano che dovevano
nutrirmi con il latte materno.
La prima cosa che i miei
genitori, mia zia, e i medici
hanno visto il mio orecchio
destro, leggermente diverso
dall’altro. Questo orecchio
venne chiamato subito
“orecchio a tortellino” e per
questo i miei famigliari mi
hanno preso in giro per tutta
l’infanzia!
M.R.
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La nascita - Fucina delle idee