EB2926
Evangelizzazione
e contesti culturali
Modulo Primo
Teologia della cultura e
del dialogo interreligioso
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1
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Evangelizzazione
e contesti culturali
• Teologia della cultura e del dialogo
interreligioso. Problematizzazione
• Le domande iniziali
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Lezione 3
Bibliografia essenziale
• inculturazione
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–
–
–
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FSE – Dipartimento
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Bournique J., La découverte des mentalités, Catéchèse 1962,2, 139-160.
Congar Y., Cristianisme comme foi et comme culture, in Aa. Vv. Evangelizzazione e culture.
Atti del congresso internazionale scientifico di missiologia. Roma, 5-12 ottobre 1975,
Urbaniana University Press, Roma 1976, 83-103.
Rossano P., Acculturazione dell'evangelo, in Aa. Vv. Evangelizzazione e culture. Atti del
congresso internazionale scientifico di missiologia. Roma, 5-12 ottobre 1975, Urbaniana
University Press, Roma 1976, v. I, 104-116.
Lettera del P. Arrupe sull'inculturazione (14 maggio 1978), in Aa. Vv. Inculturazione.
Concetti-problemi-orientamenti, Centro Ignatianum Spiritualitatis, 1979, 144-153.
Dhavamony M., Problematica dell'inculturazione del vangelo oggi, in Aa. Vv. (Collegio
Màximo De San Josè Facultad De Teologia Univesidad Del Salvador) , Evangelizaciòn de la
cultura y inculturaciòn del Evangelio, Editorial Guadalupe, Buenos Aires 1988, 107-126.
Azevedo M.De C., Inculturazione. I. La problematica, in Latourelle R.-FisichellaR (direttori),
Dizionario di teologia fondamentale, Cittadella, Assisi 1990, 576-587.,
Carrier H., Vangelo e culture da Leone XIII a Giovanni Paolo II, Città Nuova, Roma, 1990,
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3
Lezione 3
Bibliografia essenziale
• inculturazione
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
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Neckebrouck V., La terza chiesa e il problema della cultura, EP, Cinisello Balsamo 1990,
Carrier H., Lexique de la culture puor l'analyse culturelle et l'inculturation, Desclée, Tournai/Lovain
la Neuve 1992,
Latourelle R., L'uomo e i suoi problemi alla luce di Cristo, Cittadella editrice, Assisi 19952.
Suess P., Inculturazione, in Ellacuria I.-Sobrino J., Mysterium Liberationis. I concetti fondamentali
della teologia della liberazione, Borla-Cittadella, Roma [Madrid] 1992 [1990], 827-862.
Gevaert J., Catechesi e cultura contemporanea, Elledici, Torino 1993,
Crollius A.R., Inculturazione, in Karotemprel S. (ed.), Seguire Cristo nella missione. Manuale di
missiologia, San Paolo, Cinisello Balsamo 1996, 125-136.
Anthony F.-V., Ecclesial praxis of inculturation. Towards an Empirical-theological Theory of
Inculturizing Praxis, Las , Roma 1997,
De Souza C., Inculturazione, in Prellezo J.M.-Nanni C.-Malizia G. (a cura di) , Dizionario di Scienze
dell'Educazione, Elledici/Sei, Torino 1997, 517-518.
Gallagher M.P., Fede e cultura. Un rapporto cruciale e conflittuale, San Paolo, Cinisello Balsamo
1999,
Amaladoss M., Oltre l'inculturazione. Unità e pluralità delle chiese, Emi [ISPCK], Bologna [Dehli]
2000 [1998],
Dhavamony M., Inculturazione. Riflessioni sistematiche di antropologia sociale e di teologia
cristiana, San Paolo [EPUG], Cinisello Balsamo [Roma] 2000 [1997],
De França Miranda M., Inculturazione della fede. Un approccio teologico, Queriniana [Ediçõnes
Loyolo], Brescia [São Paolo] 2002 [2001],
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4
Lezione 3
Bibliografia essenziale
• inculturazione
– Fossion A., Annuciare il Vangelo nell'ambito delle categorie culturali
odierne, Quaderni della Segreteria Generale Cei-Ufficio Catechistico
Nazionale 2008,12,34, 20-37.
– Dotolo C., Cristianesimo e interculturalità. Dialogo, ospitalità, ethos,
Cittadella, Assisi 2011.
– Scannone J.C., L'inculturazione dell'Evangelii gaudium: chiavi di lettura,
in Yanez M.H. (a cura di), Evangelii Gaudium: il testo ci interroga.
Chiavi di lettura, testimonianze e prospettive, Pontificio Istituto Biblico,
Roma 2014, 159-170.
– Amherdt F.X., Culture et Foi en dialogue, Editions Médiaspaul, 2015
– Suess P., Interculturalidade, interculturação, inculturação.
Apontamentos a partir do dossiê sistemático e histórico em vista de
uma missão pós-colonial, Revista Eclesiàstica Brasileira, 2015, 75, 298,
450-462.
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Evangelizzazione e contesti culturali
Modulo Primo: Lezione 3
Teologia della inculturazione e del dialogo
interreligioso
1. Il magistero della chiesa
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Lezione 3
Inizio di un pensiero
• CARRIER H., Vangelo e culture da Leone
XIII a Giovanni Paolo II, Roma, Città
Nuova, 1990.
1. Civiltà, cultura e ruolo della chiesa
2. Civiltà, educazione e questione sociale.
3. La civiltà cristiana nei “Radiomessaggi” di
Pio XII
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Lezione 3
Inizio di un pensiero
• Il movimento della chiesa di questo
secolo fino alle porte del concilio si apre
con la rivendicazione del ruolo
magisteriale della chiesa circa la nozione
di civiltà e si conclude con l’affermazione
di dialogo e di collaborazione.
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8
Lezione 3
Inizio di un pensiero
• Si riafferma infatti l’intuizione che la civiltà
non è possibile costruirla con la sola
autonomia umana perchè deve essere
fondata sui valori perenni che si possono
ritrovare nella analisi della natura umana.
• Tuttavia la chiesa non è l’unica depositaria di
tale analisi e il suo messaggio non si
esaurisce con essa, ma è consapevole che il
Vangelo si radica in essa e la esprime in
modo vincente.
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Lezione 3
Evoluzione di un pensiero
•
•
•
•
Giovanni XXIII, 1962\ aggiornamento
AG 22, 1965\adattamento
GS 58-63, 1965\ vangelo e cultura
CTI, L'unità della fede e il pluralismo teologico, 1972 [EV 4, 18011815] \ pluralismo
• EN 63, 1975 \ linguaggio
• CT 53, 1979\ inculturazione
• Sinodo Straordinario 1985\ inculturazione
• CTI, Fede e inculturazione del 3-8 ottobre 1988, in EV 11, 13471424 (cf. Civiltà Cattolica 134,1989, I,158-177; Regno Doc. 9,1989,
275-282).,1988
• RM 52, 1990\ incarnare
• PCB 1993\ inculturazione della bibbia
• DGC 1997, IV,5
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Lezione 3
Giovanni XXIII
•
•
•
Discorso di apertura al Concilio , 11 ottobre 1962
EV I, 54-55* «Lo scopo principale di questo Concilio non è, quindi, la discussione di
questo o quel tema della dottrina fondamentale della Chiesa, in ripetizione diffusa
dell'insegnamento dei Padri e dei Teologi antichi e moderni quale si suppone sempre
ben presente e familiare allo spirito. Per questo non occorreva un concilio. Ma dalla
rinnovata, serena e tranquilla adesione a tutto l'insegnamento della Chiesa nella sua
interezza e precisione, quale ancora splende negli atti Conciliari a Trento al Vaticano
I, lo spirito cristiano, cattolico ed apostolico del mondo intero, attende un balzo
innanzi verso una penetrazione dottrinale e una formazione delle coscienze.
E necessario che questa dottrina certa e immutabile, che deve essere fedelmente
rispettata, sia approfondita e presentata in modo che risponda alle esigenze del
nostro tempo. Altra cosa è, infatti, il deposito stesso della fede, vale a dire le verità
contenute nella nostra dottrina, e altra cosa è la forma con cui quelle vengono
enunciate, conservando ad esse tuttavia lo stesso senso e la stessa portata.
Bisognerà attribuire molta importanza a questa forma e, se sarà necessario,
bisognerà insistere con pazienza nella sua elaborazione e si dovrà ricorrere ad un
modo dì presentare le cose, che più corrisponda ~ magistero, il cui carattere è più
preminentemente pastorale». (n. 6)
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Lezione 3
Lumen Gentium 13
• …
• Siccome dunque il regno di Cristo non è di
questo mondo (cfr. Gv 18,36), la Chiesa, cioè
il popolo di Dio, introducendo questo regno
nulla sottrae al bene temporale di qualsiasi
popolo, ma al contrario favorisce e accoglie
tutte le ricchezze, le risorse e le forme di vita
dei popoli in ciò che esse hanno di buono e
accogliendole le purifica, le consolida ed
eleva.
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Lezione 3
Le scelte di Gaudium et Spes
• Architettura del testo
introduzione
n. 53 : idea di fondo e definizione di cultura
sez. I : la situazione della
cultura nel mondo odierno
n. 54 : nuovi stili di vita
n. 55 : l’uomo artefice della cultura
n. 56 : difficoltà e compiti
sez. II : alcuni principi
riguardanti la retta
promozione della cultura
n. 57 : fede e cultura
n. 58 : i molteplici rapporti fra Vangelo di Cristo e la
cultura
n. 59 : armonizzazione dei diversi aspetti della cultura
n. 60 : il riconoscimento del diritto di ciascuno alla
cultura e sua attuazione
n. 61 : l’educazione ad una cultura integrale
n. 62 : armonizzazione della cultura e civiltà umana con
la formazione cristiana
sez. III : alcuni doveri più
urgenti per i cristiani circa la
cultura
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Lezione 3
Le scelte di Gaudium et Spes
• 58. I molteplici rapporti fra il Vangelo di Cristo e la cultura
• Fra il messaggio della salvezza e la cultura esistono molteplici
rapporti. Dio infatti, rivelandosi al suo popolo fino alla piena
manifestazione di sé nel Figlio incarnato, ha parlato secondo
il tipo di cultura proprio delle diverse epoche storiche.
• Parimenti la Chiesa, che ha conosciuto nel corso dei secoli
condizioni d'esistenza diverse, si è servita delle differenti
culture per
– diffondere e spiegare nella sua predicazione il messaggio di
Cristo a tutte le genti,
– per studiarlo ed approfondirlo,
– per meglio esprimerlo nella vita liturgica e nella vita della
multiforme comunità dei fedeli.
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Lezione 3
Le scelte di Gaudium et Spes
• 58. I molteplici rapporti fra il Vangelo di Cristo e la
cultura
– Ma nello stesso tempo, inviata a tutti i popoli di qualsiasi tempo e di
qualsiasi luogo (129), non è legata in modo esclusivo e indissolubile a
nessuna razza o nazione, a nessun particolare modo di vivere, a nessuna
consuetudine antica o recente. Fedele alla propria tradizione e nello stesso
tempo cosciente dell'universalità della sua missione (130), può entrare in
comunione con le diverse forme di cultura; tale comunione arricchisce
tanto la Chiesa stessa quanto le varie culture.
– Il Vangelo di Cristo rinnova continuamente la vita e la cultura dell'uomo
decaduto, combatte e rimuove gli errori e i mali derivanti dalla sempre
minacciosa seduzione del peccato. Continuamente purifica ed eleva la
moralità dei popoli. Con la ricchezza soprannaturale feconda dall'interno,
fortifica, completa e restaura in Cristo le qualità spirituali e le doti di
ciascun popolo. In tal modo la Chiesa, compiendo la sua missione già con
questo stesso fatto stimola e dà il suo contributo alla cultura umana e
civile e, mediante la sua azione, anche liturgica, educa l'uomo alla libertà
interiore.
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Lezione 3
Le indicazioni di AG
• Il documento tratta della questione in
modo diretto al n. 22 sotto l’argomento
“diversità nella unità” ma in modo
indiretto (tuttavia fondamentale) nei nn.
8-9 (nel capitolo dei fondamenti
dottrinali, nel n. 15 (capitolo di impronta
pastorale) e i nn. 19.20.21 (il tema della
chiesa particolare).
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Lezione 3
Le scelte di Nostra Aetate
• 2. Le diverse religioni
– Dai tempi più antichi fino ad oggi presso i vari popoli si trova una certa
sensibilità a quella forza arcana che è presente al corso delle cose e agli
avvenimenti della vita umana, ed anzi talvolta vi riconosce la Divinità
suprema o il Padre. Questa sensibilità e questa conoscenza compenetrano la
vita in un intimo senso religioso.
– Quanto alle religioni legate al progresso della cultura, esse si sforzano di
rispondere alle stesse questioni con nozioni più raffinate e con un linguaggio
più elaborato. Così, nell'induismo gli uomini scrutano il mistero divino e lo
esprimono con la inesauribile fecondità dei miti e con i penetranti tentativi
della filosofia; cercano la liberazione dalle angosce della nostra condizione sia
attraverso forme di vita ascetica, sia nella meditazione profonda, sia nel rifugio
in Dio con amore e confidenza. Nel buddismo, secondo le sue varie scuole,
viene riconosciuta la radicale insufficienza di questo mondo mutevole e si
insegna una via per la quale gli uomini, con cuore devoto e confidente, siano
capaci di acquistare lo stato di liberazione perfetta o di pervenire allo stato di
illuminazione suprema per mezzo dei propri sforzi o con l'aiuto venuto dall'alto.
Ugualmente anche le altre religioni che si trovano nel mondo intero si sforzano
di superare, in vari modi, l'inquietudine del cuore umano proponendo delle vie,
cioè dottrine, precetti di vita e riti sacri.
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17
Lezione 3
Le scelte di Nostra Aetate
• 2. Le diverse religioni
– La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste
religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di
vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti
differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non
raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli
uomini.
– Tuttavia essa annuncia, ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è «
via, verità e vita » (Gv 14,6), in cui gli uomini devono trovare la
pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato con se stesso
tutte le cose (4).
– Essa perciò esorta i suoi figli affinché, con prudenza e carità, per
mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci delle altre
religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita
cristiana, riconoscano, conservino e facciano progredire i valori
spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in essi.
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18
Lezione 3
Evangelii Nuntiandi, 1975, nn. 18-19
• II. Che cosa significa evangelizzare
• 18. Evangelizzare, per la Chiesa, è portare la Buona
Novella in tutti gli strati dell'umanità, è, col suo influsso,
trasformare dal di dentro, rendere nuova l'umanità
stessa: «Ecco io faccio nuove tutte le cose»…
• 19. Strati dell'umanità che si trasformano: per la Chiesa
non si tratta soltanto di predicare il Vangelo in fasce
geografiche sempre più vaste o a popolazioni sempre
più estese, ma anche di raggiungere e quasi sconvolgere
mediante la forza del Vangelo i criteri di giudizio, i valori
determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le
fonti ispiratrici e i modelli di vita dell'umanità, che sono
in contrasto con la Parola di Dio e col disegno della
salvezza.
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19
Lezione 3
Evangelii Nuntiandi, 1975, n. 20
• II. Che cosa significa evangelizzare
• 20. Si potrebbe esprimere tutto ciò dicendo così: occorre
evangelizzare - non in maniera decorativa, a somiglianza di
vernice superficiale, ma in modo vitale, in profondità e fino
alle radici - la cultura e le culture dell'uomo, nel senso ricco
ed esteso che questi termini hanno nella Costituzione
«Gaudium et Spes» (50), partendo sempre dalla persona e
tornando sempre ai rapporti delle persone tra loro e con
Dio. …
• La rottura tra Vangelo e cultura è senza dubbio il dramma
della nostra epoca, come lo fu anche di altre. Occorre quindi
fare tutti gli sforzi in vista di una generosa evangelizzazione
della cultura, più esattamente delle culture. Esse devono
essere rigenerate mediante l'incontro con la Buona Novella.
Ma questo incontro non si produrrà, se la Buona Novella non
è proclamata.
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Lezione 3
Evangelii Nuntiandi, 1975, n. 63
• Le chiese particolari profondamente amalgamate non solo
con le persone, ma anche con le aspirazioni, le ricchezze e i
limiti, i modi di pregare, di amare, di considerare la vita e il
mondo, che contrassegnano un determinato ambito umano,
hanno il compito di assimilare l’essenziale del messaggio
evangelico, di trasfonderlo, senza la minima alterazione delle
sua verità fondamentale, nel linguaggio compreso da questi
uomini e quindi di annunziarlo nel medesimo linguaggio. La
trasposizione dev’essere fatta - con il discernimento, la
serietà, il rispetto e la competenza che la materia esige - nel
campo delle espressioni liturgiche, della catechesi, della
formulazione teologica, delle strutture ecclesiali secondarie,
dei ministeri. E il termine linguaggio dev’essere qui inteso
meno nel senso semantico o letterario che in quello che si
può chiamare antropologico e culturale.
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Lezione 3
Evangelii Nuntiandi, 1975, n. 63
• [segue] La evangelizzazione perde molto della sua forza
e della sua efficacia se non tiene in considerazione il
popolo concreto al quale si rivolge, se non utilizza la sua
lingua, i suoi segni e simboli, se non risponde ai
problemi da esso posti, se non interessa la sua vita
reale. Ma d’altra parte l’evangelizzazione rischia di
perdere la propria anima e di svanire, se il suo
contenuto resta svuotato o snaturato col pretesto di
tradurlo o se, volendo adattare una realtà universale ad
uno spazio locale, si sacrifica questa realtà e si distrugge
l’unità senza la quale non c’è universalità.
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Lezione 3
Catechesi Tradendae, 1979, n. 53
• 53. Affronto, a questo punto, una seconda questione. Come
ho detto recentemente ai membri della Commissione biblica,
«il termine acculturazione, o inculturazione, pur essendo un
neologismo, esprime molto bene una delle componenti del
grande mistero dell’incarnazione». Della catechesi, come
dell’evangelizzazione in generale, possiamo dire che è
chiamata a portare la forza del vangelo nel cuore della
cultura e delle culture. Per questo, la catechesi cercherà di
conoscere tali culture e le loro componenti essenziali; ne
apprenderà le espressioni più significative; ne rispetterà i
valori e le ricchezze peculiari. È in questo modo che essa
potrà proporre a tali culture la conoscenza del mistero
nascosto ed aiutarle a far sorgere, dalla loro propria viva
tradizione, espressioni originali di vita, di celebrazione e di
pensiero che siano cristiani.
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Lezione 3
Sinodo Straordinario 1985, D
• Il processo contemporaneo (Vaticano II,
magistero, teologia in contesto). La
evoluzione terminologica nei documenti
e negli autori
• GS, LG; Congar e Arrupe; CT 53 e Sinodo
1985; la stagione degli approfondimenti
teologici (Nieckenburg?), la
inculturazione come teologia
contestuale (Amalovapassar, Bevans);
Evangelii Gaudium
1. importanza della GS
2. la teologia della croce
3. aggiornamento
1.escludere il facile adattamento che potrebbe favorire la secolarizzazione ma anche la
chiusura immobile
2.apertura missionaria capace di integrare : i valori umani
3.valore della salvezza integrale che si raggiunge attraverso la purificazione dei valori
umani elevati mediante la grazia
4. inculturazione
1.assumere quanto è positivo
2.intima trasformazione, integrazione, radicamento
3.evangelizzazione delle culture
5. dialogo con le religioni
non cristiane e con i non
credenti
1.dialogo e testimonianza, non opposizione tra dialogo e missione
2.universale destinazione alla salvezza
6. opzione preferenziale
per i poveri e
promozione umana
1.opzione non esclusiva
2.povertà materiale e spirituale
3.denuncia profetica
4.superamento del monismo nella missione della chiesa, distinzione ma non separazione
tra dimensione naturale e soprannaturale
7. suggerimenti
1.teologia della croce
2.prassi dell’inculturazione
3.opzione preferenziale per i poveri
4.dottrina sociale della chiesa
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Lezione 3
Sinodo Straordinario 1985, D
• 5. Inculturazione.
• In questa prospettiva abbiamo anche il principio teologico per il
problema dell'inculturazione. Poiché la chiesa è comunione che
unisce diversità e unità, essendo presente in tutto il mondo,
assume da ogni cultura tutto quello che incontra di positivo.
L'inculturazione tuttavia è diversa da un semplice adattamento
esteriore, poiché significa l'intima trasformazione degli autentici
valori culturali mediante l’integrazione nel cristianesimo e il
radicamento del cristianesimo nelle varie culture umane. La
separazione tra il vangelo e la cultura è stata definita da Paolo VI “il
dramma della nostra epoca, come lo fu anche di altre. Occorre
quindi fare tutti gli sforzi in vista di una generosa evangelizzazione
della cultura, più esattamente delle culture. Esse devono essere
rigenerate mediante l’incontro con la buona novella. Ma questo
incontro non si produrrà, se la buona novella non è proclamata”
(EN 20)
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Lezione 3
Redemptoris Missio, 52
•
•
•
•
Incarnare il Vangelo nelle culture dei popoli. Il processo di inserimento
della chiesa nelle culture dei popoli richiede tempi lunghi non si tratta di
un puro adattamento esteriore, poiché l'inculturazione «significa l'intima
trasformazione degli autentici valori culturali mediante l'integrazione nel
cristianesimo e il radicamento del cristianesimo nelle varie culture». (85
Assemblea straordinaria del 1985, Relazione finale, D,4)
È, dunque, un processo profondo e globale che investe sia il messaggio
cristiano, sia la riflessione e la prassi della chiesa.
Per l'inculturazione la chiesa incarna il Vangelo nelle diverse culture e,
nello stesso tempo, introduce i popoli con le loro culture nella sua stessa
comunità (86 Cf. esort.ap. Catechesi tradendae (16 Ottobre 1979), 53)
trasmette a esse i propri valori, assumendo ciò che di buono c'è in esse e
rinnovandole dall'interno. (87 Cf. PAOLO VI, esort. ap. Evangelii nuntiandi,
20).
Grazie a questa azione nelle chiese locali, la stessa chiesa universale si
arricchisce di espressioni e valori nei vari settori della vita cristiana, quali
l'evangelizzazione, il culto, la teologia, la carità; conosce ed esprime ancor
meglio il mistero di Cristo, mentre viene stimolata a un continuo
rinnovamento
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Lezione 3
Dialogo e annuncio 1991, del
P.Consiglio per il DI
• Il dialogo interreligioso: descrizione dei fondamenti
– 15 la salvezza in Gesù Cristo è - in modo misterioso - una realtà
aperta a tutte le persone cf. GS 22
– 16 altri testi conciliari NA 2, AG 11, LG 17
– 17 il ruolo dello Spirito senza chiarire se di Dio o di Cristo
– 18 il ruolo della chiesa
– 19-23 dimensione universale della vocazione dei popoli (anche
se Cristo è venuto solo per Israele)
– 34-35 al Regno e alla Chiesa sono ordinate tutte le tradizioni
religiose
– 36-38 per la chiesa pellegrina è rivolta la rivelazione la cui
intelligenza progredisce (DV 8 - anche con il dialogo
interreligioso?) per questo il dialogo è teologico
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Lezione 3
Congregazione della Dottrina della Fede,
Dominus Jesus , 2000
–
–
–
–
–
–
–
–
FSE – Dipartimento
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INTRODUZIONE
I. PIENEZZA E DEFINITIVITÀ DELLA RIVELAZIONE DI GESU
CRISTO
II. IL LOGOS INCARNATO E LO SPIRITO SANTO NELL'OPERA DI
SALVEZZA
III. UNICITÀ E UNIVERSALITÀ DEL MISTERO SALVIFICO DI GESU
CRISTO
IV. UNICITÀ E UNITÀ DELLA CHIESA
V. CHIESA, REGNO DI DIO E REGNO DI CRISTO
VI. LA CHIESA E LE RELIGIONI IN RAPPORTO ALLA SALVEZZA
CONCLUSIONE
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Lezione 3
Francesco, Evangelii Gaudium. Esortazione apostolica
sull'annuncio del Vangelo nel mondo attuale, 2013, 24
novembre,
•
•
•
•
•
Sfide dell’inculturazione della fede [68-70]
68 Uno sguardo di fede sulla realtà non può dimenticare di riconoscere ciò
che semina lo Spirito Santo. ...
Qui [nei paesi dove una gran parte della popolazione ha ricevuto il
Battesimo] bisogna riconoscere molto più che dei “semi del Verbo”, poiché
si tratta di un’autentica fede cattolica con modalità proprie di espressione
e di appartenenza alla Chiesa ...
69 È imperioso il bisogno di evangelizzare le culture per inculturare il
Vangelo.
70 È anche vero che a volte l’accento, più che sull’impulso della pietà
cristiana, si pone su forme esteriori di tradizioni di alcuni gruppi, o in
ipotetiche rivelazioni private che si assolutizzano. Esiste un certo
cristianesimo fatto di devozioni, proprio di un modo individuale e
sentimentale di vivere la fede, che in realtà non corrisponde ad
un’autentica “pietà popolare”…. Nemmeno possiamo ignorare che, negli
ultimi decenni, si è prodotta una rottura nella trasmissione generazionale
della fede cristiana nel popolo cattolico.
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Lezione 3
Francesco, Evangelii Gaudium. Esortazione apostolica
sull'annuncio del Vangelo nel mondo attuale, 2013, 24
novembre,
•
I. Tutto il Popolo di Dio annuncia il Vangelo [111-134]
Cultura, pensiero ed educazione [132-134] 106
•
132. L’annuncio alla cultura implica anche un annuncio alle culture
professionali, scientifiche e accademiche. Si tratta dell’incontro tra la fede,
la ragione e le scienze, che mira a sviluppare un nuovo discorso sulla
credibilità, un’apologetica originale...
Quando alcune categorie della ragione e delle scienze vengono accolte
nell’annuncio del messaggio, quelle stesse categorie diventano strumenti
di evangelizzazione; è l’acqua trasformata in vino.
133. Dal momento che non è sufficiente la preoccupazione
dell’evangelizzatore di giungere ad ogni persona, e il Vangelo si annuncia
anche alle culture nel loro insieme, la teologia non solo la teologia
pastorale in dialogo con altre scienze ed esperienze umane, riveste una
notevole importanza per pensare come far giungere la proposta del
Vangelo alla varietà dei contesti culturali e dei destinatari.
•
•
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Sinodo dei Vescovi 2015
Relazione Finale del Sinodo dei Vescovi al Santo
Padre Francesco (24 ottobre 2015)
• 69 la grazia di Dio opera nella loro vita
• 71 In molte circostanze, la decisione di vivere
insieme è segno di una relazione che vuole
realmente orientarsi ad una prospettiva di
stabilità. Questa volontà, che si traduce in un
legame duraturo, affidabile e aperto alla vita
può considerarsi un impegno su cui
innestare un cammino verso il sacramento
nuziale, scoperto come il disegno di Dio sulla
propria vita."
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Evangelizzazione e contesti culturali
Modulo Primo: Lezione 3
Teologia della inculturazione e del dialogo
interreligioso
2. La riflessione teologica
i passaggi
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Evangelizzazione e contesti culturali
Teologia della inculturazione e del dialogo interreligioso
• 2. La riflessione teologica\ i passaggi
• Evoluzione terminologica [Neckebrouck V., 1990]
– Aggiornamento
– Adattamento
– Acculturazione
– Incarnazione
– Inculturazione
– Contestualizzazione
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Evangelizzazione e contesti culturali
Teologia della inculturazione e del dialogo interreligioso
• 2. La riflessione teologica\ gli autori
• Niebuhr H.R., Christ and Culture, Harper and Brothes,
New York 1951
– il primo tipo è espresso dalla formula «il Cristo contro la cultura
– il secondo tipo è antitetico al primo e viene espresso dalla
formula «il Cristo della cultura» (=armonizzare)
– il terzo tipo cerca una sintesi tra il radicalismo del primo tipo e
le armonizzazioni del secondo prospettando «il Cristo al di
sopra della cultura» (=la grazia supera)
– un altro tipo è quello del paradosso dualista, espresso dalla
formula «il Cristo e la cultura in paradosso» (=inconcialibilità)
– l'ultimo tipo è espresso dalla formula «il Cristo trasformatore
della cultura» (discontinuità e anche ricupero )
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Evangelizzazione e contesti culturali
Teologia della inculturazione e del dialogo interreligioso
• 2. La riflessione teologica\ gli autori
•
Congar Y. 1976, Cristianisme comme foi et comme culture, cit., Roma
1976, 83-103.
– tesi I la fede è risposta all'offerta di Dio e questa costituisce il principio interno
dell'unità cattolica della chiesa attraverso il tempo, la storia, la cultura
– tesi II le iniziative di Dio e la fede esistono solo in una realtà concreta, cultura
Così la rivelazione e la chiesa esistono nel particolare. Particolare si oppone a
generale ma non a cattolico (pars pro toto o toto in parte)
– tesi III si vive la fede in comunità, socialità, cultura
– tesi IV la crisi attuale deriva dal fatto che la chiesa è rimasta troppo attaccata
alla formulazione latina della fede
– Tesi V è necessaria una inculturazione della fede, del culto, della disciplina non
come deduzioni da norme generali, aggiungendo adattamenti; ma come
espressione delle chiese locali sulla base di un pieno riconoscimento delle
circostanze culturali. Questo suppone che il magistero diventi universale.
– tesi VI è necessaria una ecclesiologia di comunione che abbia alla sua radice
una visione trinitaria della chiesa e una esplicitazione dei mezzi della
comunione
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Evangelizzazione e contesti culturali
Teologia della inculturazione e del dialogo interreligioso
• 2. La riflessione teologica\ gli autori
• Arrupe P., Catechesi e inculturazione in Il Regno
1978,1, 42-43 (intervento al Sinodo 1977;
traduzioni)
– mette l’accento sul fatto che inculturazione deve includere non
solo la prospettiva della pluralità teologica e della località della
fede e della chiesa, ma anche la trasformazione delle culture.
Questo è infatti lo specifico del vangelo e il suo contributo alle
stesse. Per questo occorre che il vangelo penetri in
“profondità” e non si limiti alla trasformazione solo esteriore
dei riti o delle forme religiose.
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Evangelizzazione e contesti culturali
Teologia della inculturazione e del dialogo interreligioso
• 2. La riflessione teologica\ gli autori
• Bevans S.B., Models of contextual Theology. Reivised and expanded
edition, Orbis Books, Maryknoll 2008 [2002]
– The Translation Model (accommodation; adaptation)
– The Anthropological Model (indigenization; ethnographic model)
– The Praxis Model (situational theology; theology of the signs of the
times; liberation model)
– The Synthetic Model (dialogical model; analogical model Basis in
Scripture and Traditiondevelopment of doctrine; EN 64)
– The Transcendental Model (subjective modeltends to be understood
as personal presence, encountered in subjective experience)
– The Countercultural Model (encounter model; engagement model;
prophetic model; message can be understood more completely
through the understanding of other cultures
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Evangelizzazione e contesti culturali
Teologia della inculturazione e del dialogo interreligioso
• 2. La riflessione teologica\ gli autori
• Dupuis J., Verso una teologia cristiana del pluralismo
religioso, Queriniana, Brescia 1997,
–
–
–
–
–
–
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21 - quale è il significato delle religioni nel piano salvifico di Dio?
25 - il NT non adopera mai l'espressione Popolo di Dio riferita solo alla chiesa!...sono tutti
esclusi? sono tutti eletti?
34 - scopo di una teologia del pluralismo religioso è cercare la interpretazione cristiana della
realtà religiosa plurale
39 - la rivelazione in Gesù Cristo resta insuperata e insuperabile...questo non
vuol dire però "che la consapevolezza umana di Gesù esaurisca...il mistero divino
di conseguenza che la rivelazione di Dio avutasi in lui sia esaustiva del mistero
divino" o che il Mistero Pasquale sia l'unico modo di manifestare la salvezza
40 - esistono mediazioni salvifiche partecipate che "non devono essere messe su
un livello di uguaglianza con quella operante nella chiesa" ma esso non è l'unico
modo possibile. "è invece operante nelle altre tradizioni religione una vera , se
pur incompleta, mediazione del mistero, per cui esse possono servire da 'vie' o
da 'cammini' di salvezza per i loro membri"
41 - in conseguenza il dialogo interreligioso si basa sul fatto che "esiste già fra i cristiani e gli
'altri' una comunione profonda" che si manifesta nella presenza del regno di Dio
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Evangelizzazione e contesti culturali
Teologia della inculturazione e del dialogo
interreligioso
• 2. La riflessione teologica\ gli autori
•
Valore delle religioni cf. Bosch 2000 [1991]
–
–
1. esclusivismo: extra ecclesia…,anche di Barth è centrato sul
primato della rivelazione
2. compimento: l'unica verità piena è quella cristiana ma
nelle culture e religioni ci sono semina verbi e fungono da
preparatio evangelica
•
•
•
–
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•
Pleroma
Appartenenza anonima
Le religioni vie ordinarie perché partecipano e sono finalizzate
in modo misterioso al Mistero Pasquale
il cristianesimo ne è il compimento
3. pluralismo\relativismo
•
Troeltsch; J. Hick risposte: umane differenti alla stessa realtà
divina; Knitter: ritorno al teocentrismo
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Lezione 3
Lo sviluppo del pensiero
• Il processo contemporaneo (Vaticano II,
magistero, teologia in contesto). La
evoluzione terminologica nei documenti
e negli autori
• GS, LG; Congar e Arrupe; CT 53 e Sinodo
1985; la stagione degli approfondimenti
teologici (Nieckenburg?), la
inculturazione come teologia
contestuale (Amalovapassar, Bevans);
Evangelii Gaudium
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Evangelizzazione e contesti culturali
Modulo Primo: Lezione 3
Teologia della inculturazione e del dialogo
interreligioso
3. Implicazioni teologiche e
antropologiche
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 3. Implicazioni teologiche e
antropologiche
1. Il pluralismo teologico
• condizione di possibilità del processo
di acculturazione-inculturazione:
• Commissione Teologica
Internazionale. L’unità della fede e il
pluralismo teologico, 1972 (cf. EV
4,1801-1815)
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 3. Implicazioni teologiche e
antropologiche
1. Il pluralismo teologico
– “la verità della fede è legata al suo progredire
storico a partire da Abramo fino a Cristo e da
Cristo fino alla parusia. Per conseguenza
l’ortodossia non consiste nel consenso ad un
sistema, ma nella partecipazione al
progredire della fede così all’io della chiesa
che sussiste, una attraverso il tempo e che è
il vero soggetto del Credo.” (n. 4, EV 4,1804)
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 3. Implicazioni teologiche e
antropologiche
2. inculturazione, natura umana e grazia
• Commissione Teologica Internazionale
1988, Fede e inculturazione, 1988:
• il cui interesse va ricercato proprio nella
rapporto tra fede e culture mediato dal
concetto di natura (il primo capitolo
affronta proprio il tema natura, cultura e
grazia).
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 3. Implicazioni teologiche e
antropologiche
2. inculturazione, natura umana e grazia CTI, 1988
• il testo parte da una affermazione fatta da Giovanni
Paolo II
• la rivelazione è trascendente e quindi non si identifica
con nessuna cultura per cui il vangelo impone spesso
una conversione della mentalità e una riforma dei
costumi. Infatti la retta cultura rivela e fortifica la
natura dell'uomo, l'assimilazione cristiana della
cultura suppone il superamento di ogni storicismo e
di ogni relativismo nella concezione dell'umano
• (=evangelizzazione della cultura)
•
(Giovanni Paolo II, Allocuzione al pontificio consiglio per la cultura, 18 gennaio 1983
– in occasione della istituzione del Pontificio consiglio per la cultura)
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 3. Implicazioni teologiche e
antropologiche
2. inculturazione, natura umana e grazia CTI, 1988
• Questa affermazione risulta decisiva …
• 1. Gli antropologi spesso ricorrono alla distinzione tra
natura e cultura. Il termine natura invece è differente
secondo la filosofia e la teologia. "il magistero lo
intende in un senso ben preciso: la natura di un
essere è ciò che lo costituisce come tale, con il
dinamismo delle sue tendenze verso le sue finalità
proprie. E' da Dio che le nature derivano ciò che sono,
come i loro fini propri. Essi sono dunque pregne di
significato in cui l'uomo, in quanto immagine di Dio, è
capace di leggere "l'intenzione creatrice di Dio" (Paolo
VI, Humanae Vitae, 10, EV 3/596 - cf CTI, 1988, I,1).
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 3. Implicazioni teologiche e
antropologiche
• 4. l’uso delle scienze umane nel processo di
inculturazione
– le indicazioni magisteriali
– indicazioni teologiche
– Per realizzare la sua missione non è sufficiente che la
teologia usi le SU solo nel momento della comunicazione.
I temi teologici della incarnazione e della salvezza
integrale della persona mettono in evidenza che tale
processo avviene in un contesto umano che è analizzato e
trasformato anche con l’aiuto delle SU. Questa indicazioni
emergono soprattutto in ambito della teologia pastorale
pratica che ha studiato in modo profondo il rapporto tra
SU e il suo agire (Midali, Mette) ; e le scienze della
religione e la catechetica (Gismondi, Pajer, Meddi).
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 3. Implicazioni teologiche e
antropologiche
• 3. Dialogo come via della verità
Dotolo C., Il dialogo tra le culture: necessità e possibilità,
in Pontificia università Urbaniana-Facoltà di MissiologiaPontificio Consiglio per la cultura-Pontificio Consiglio
per il dialogo interreligioso, Nel convivio delle
differenze. Il dialogo nelle società del terzo millennio.
Convegno internazionale Roma 11-12 gennaio 2007,
2007, 11-12 gennaio.
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Evangelizzazione e contesti culturali
Modulo Primo:
Teologia della inculturazione e del dialogo
interreligioso
4. Per una teologia della
inculturazione
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 4. Per una teologia
della inculturazione
1. la formula in uso: evangelizzazione della
cultura
– L’annuncio della buona novella,
l’evangelizzazione, trasforma il mondo e lo
inserisce nella prospettiva della salvezza.
– Così CH.L.44, alla luce del concilio (GS 53)
afferma che la chiesa deve essere presente
nella cultura per riconoscere, purificare,
elevare mediante il Vangelo e la fede
cristiana gli elementi della cultura
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 4. Per una teologia
della inculturazione
1. la formula in uso: inculturazione del
Vangelo (uso magisteriale)
– è il processo di inserzione del vangelo in una
cultura e il conseguente bisogno di
riconoscimento e di valorizzazione dello stesso
in esse. Non è senza motivo che viene preferito
al termine acculturazione in quanto esprime il
bisogno a far crescere la chiesa in un dato
luogo. Non si accenna chiaramente invece al
processo che nasce dalla cultura che può
aiutare il Vangelo ad esprimere se stesso.
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 4. Per una teologia
della inculturazione
1. la formula in uso: inculturazione del
Vangelo (uso teologico avanzato)
– è il processo di (inserzione) di ascolto delle
matrici salvifiche di una cultura o gruppo
umano al fine di arricchire la comprensione
del Vangelo e via della sua comunicazione
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 4. Per una teologia
della inculturazione
2. le ragioni teologiche
– creazione come salvezza
– storicità della rivelazione
– Storia come luogo teologico
– Teologia della Pentecoste
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 4. Per una teologia
della inculturazione
3. La teologia dei segni per i tempi
– GS 4: «Per svolgere questo compito, è dovere
permanente della Chiesa di scrutare i segni
dei tempi e di interpretarli alla luce del
Vangelo, così che, in modo adatto a ciascuna
generazione, possa rispondere ai perenni
interrogativi degli uomini sul senso della vita
presente e futura e sulle loro relazioni
reciproche»
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 4. Per una teologia
della inculturazione
3. La teologia dei segni per i
tempi
– GS 4: «Per svolgere questo
compito, è dovere
permanente della Chiesa di
scrutare i segni dei tempi e
di interpretarli alla luce del
Vangelo, così che, in modo
adatto a ciascuna
generazione, possa
rispondere ai perenni
interrogativi degli uomini
sul senso della vita presente
e futura e sulle loro relazioni
reciproche»
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• GS 11: «Il popolo di Dio,
mosso dalla fede con cui
crede di essere condotto dallo
Spirito del Signore che
riempie l'universo, cerca di
discernere negli avvenimenti,
nelle richieste e nelle
aspirazioni, cui prende parte
insieme con gli altri uomini
del nostro tempo, quali siano i
veri segni della presenza o del
disegno di Dio»
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 4. Per una teologia
della inculturazione
3. La teologia dei segni per i tempi
– GS 11: «Il popolo di Dio, mosso dalla fede con
cui crede di essere condotto dallo Spirito del
Signore che riempie l'universo, cerca di
discernere negli avvenimenti, nelle richieste
e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme
con gli altri uomini del nostro tempo, quali
siano i veri segni della presenza o del disegno
di Dio»
FSE – Dipartimento
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Evangelizzazione e contesti culturali
M1\ 4. Per una teologia
della inculturazione
4. Il criterio fondamentale: il Mistero
Pasquale
– 1Cor 1,17-18: «perché non venga resa vana
la croce di Cristo. La parola della croce infatti
è stoltezza per quelli cha vanno in perdizione,
ma per quelli che si salvano, per noi, è
potenza di Dio»
– teologia della croce e inculturazione
– perché (per quale motivo) hanno ucciso Gesù
di Nazareth?
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