IL CAPITALISMO ITALIANO E LA
COMPETIZIONE GLOBALE
Imprese, settori, sistema-Paese
CONVEGNO NAZIONALE CAVALIERI DEL LAVORO
Milano, 26 giugno 2015
Intervento di Marco Fortis
(Fondazione Edison e Università Cattolica)
1
CRESCIAMO POCO? E’ VERO.
MA UNA PREMESSA E’ DOVEROSA: NELLE ULTIME DUE DECADI
NESSUN PAESE HA FATTO PIU SACRIFICI DELL’ITALIA!
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4
The “country’s institutional and infrastructural system factors” are the
ones that more penalize the Italian economy and the enterprises.
The Italian Government is acting to remove
these inefficiencies and to make the necessary reforms
Italy’s position in the ranking of the 60 economies covered by the
IMD World Competitiveness Yearbook
Bureaucracy
57
Legal and regulatory framework
58
Parallel economy
50
Water transportation
48
Energy infrastructure
51
Electricity costs for industrial clients
54
Labor regulations
55
Source: IMD, World Competitiveness Yearbook 2014
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5
ESISTE UN PROBLEMA DI MANCANZA DI
COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE?
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6
IL FATTURATO INTERNO DELL’INDUSTRIA ITALIANA È
CROLLATO A CAUSA DELL’AUSTERITÀ
Austerity
impact
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7
IL FATTURATO INDUSTRIALE ITALIANO PER L’EXPORT
STA ANDANDO MEGLIO DI QUELLO TEDESCO
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8
Change in world manufacturing export shares: 2013 vs 1999
(Index 1999=100)
100
94
90
80
73
70
70
60
60
57
53
50
47
40
30
20
10
0
Germany
ITALY
United States
France
Japan
United Kingdom
Canada
Source: WTO
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11
L’ITALIA NELL’ECONOMIA
REALE DELL’UE: ANNO 2014
AGRICOLTURA, FORESTE, PESCA – L’Italia è co-leader nell’UE con la
Francia per valore aggiunto: 31,6 miliardi €
INDUSTRIA MANIFATTURIERA - L’Italia è seconda nell’UE per
valore aggiunto dopo la Germania: 225,5 miliardi €
TURISMO INTERNAZIONALE – L’Italia nel 2013 è seconda nell’UE per
numero di pernottamenti di turisti stranieri: 185 milioni di notti
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12
GERMANIA E ITALIA DOMINANO L'INDUSTRIA DELL'UNIONE EUROPEA
Classifiche nazionali e regionali per valore aggiunto industriale: anno 2011
(Valore aggiunto in milioni di euro; valore aggiunto per abitante in euro)
VA
VA
Prime 15 regioni UE
VA
Prime 15 nazioni
VA
industriale Prime 15 macroregioni
VA
industriale NUTS2 con un VA
VA
industriale
UE
industriale
per
UE NUTS1
industriale
per
industriale per abitante industriale
per
abitante
abitante > 5000 euro
abitante
GERMANIA
607,440
7,430
DEA - Nordrhein-Westfalen
131,887
7,391
ITC4 - Lombardia
75,791
7,843
ITALIA
266,918
4,496
DE2 - Bayern
120,065
9,576
DE11 - Stuttgart
51,261
12,807
GRAN BRETAGNA
236,443
3,752
DE1 - Baden-Württemberg
118,669
11,035
DE21 - Oberbayern
51,261
12,807
FRANCIA
227,576
3,502
ITC - Nord-Ovest
106,347
6,761
DEA1 - Düsseldorf
41,077
7,958
SPAGNA
164,519
3,525
ITH - Nord-Est
79,358
6,944
ES51 - Cataluña
36,262
4,839
PAESI BASSI
102,596
6,160
ES5 - Este (ES)
54,735
4,029
ITH3 - Veneto
35,196
7,254
POLONIA
83,300
2,188
DE9 - Niedersachsen
53,914
6,809
ITH5 - Emilia-Romagna
32,376
7,475
SVEZIA
70,547
7,493
FR2 - Bassin Parisien
43,393
4,030
IE02 - Southern and Eastern
31,998
9,600
AUSTRIA
59,918
7,154
DE7 - Hessen
42,280
6,969
DEA5 - Arnsberg
30,209
8,258
BELGIO
54,094
4,917
ITI - Centro (IT)
42,255
3,650
FR71 - Rhône-Alpes
30,147
4,798
REPUBBLICA CECA
42,709
4,073
FR1 - Île de France
42,151
3,556
DE12 - Karlsruhe
26,714
9,735
IRLANDA
39,245
8,586
BE2 - Vlaams Gewest
36,625
5,790
DE71 - Darmstadt
26,359
6,927
ROMANIA
37,896
1,770
FR7 - Centre-Est (FR)
35,137
4,603
DEA2 - Köln
26,195
5,963
DANIMARCA
35,932
6,462
NL3 - West-Nederland
33,601
4,291
ITC1 - Piemonte
25,569
5,859
FINLANDIA
32,993
6,138
DEB - Rheinland-Pfalz
30,563
7,634
DE13 - Freiburg
20,599
9,367
Fonte: elaborazione Fondazione Edison su dati Eurostat
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13
L’INDUSTRIA ITALIANA E’ GRANDE CIRCA LA META’ DI
QUELLA DELL’EX GERMANIA OVEST
• L’industria italiana è
• Oppure, volendo fare
grande grosso modo
un confronto diverso, è
come quelle di Renania
l’unica industria di una
Westfalia, Renania
nazione UE ad essere
Palatinato, Assia e Bassa
più grande di quelle di
Sassonia insieme.
Baden-Württemberg e
Baviera insieme.
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SENZA IL FATTORE «AUTO», L’INDUSTRIA DELLE PIÚ FORTI
REGIONI ITALIANE TIENE TESTA A QUELLA TEDESCA
LOMBARDIA+VENETO
+EMILIA ROMAGNA
(2011)
RENANIA-WESTFALIA
(2011)
Popolazione: 18,8 milioni
Valore aggiunto
dell’industria: 143 mld €
Valore aggiunto
industriale per abitante:
7.607 €
Popolazione: 17,8 milioni
Valore aggiunto
dell’industria: 132 mld €
Valore aggiunto
industriale per abitante:
7.391 €
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15
Position of G-6 Countries, China and South Korea
in the ranking of competitiveness of the Trade Performance Index UNCTAD-WTO
Year 2013
(ranking in each sector worldwide; in bold the placements among the top 10 most competitive countries)
UNITED
CHINA REP. OF JAPAN FRANCE UNITED
Countries GERMANY ITALY
KINGDOM STATES
KOREA
Sectors
8
42
6
89
79
50
37
27
Fresh food
38
42
3
88
71
24
7
1
Processed food
31
35
28
53
50
36
25
1
Wood and paper
35
22
19
35
8
3
1
2
Textiles
40
21
16
74
38
2
1
15
Leather products
41
19
12
79
47
2
1
15
Clothing
6
21
4
8
9
24
28
1
Chemicals
47
32
27
7
4
6
2
1
Basic manufactures
25
14
10
12
11
5
2
1
Non-electronic machinery
30
26
20
5
17
40
2
1
Electronic components
23
15
18
40
7
8
22
12
IT & Consumer electronics
35
34
14
12
3
18
2
1
Transport equipment
25
27
23
9
41
8
2
1
Miscellaneous manufacturing
21
23
28
85
66
75
46
31
Minerals
Source: compiled by Fondazione Edison on data from International Trade Centre UNCTAD/WTO
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I PRIMATI DELL’ITALIA NEL COMMERCIO
INTERNAZIONALE: L’INDICE FORTIS-CORRADINI
• L’Italia presenta 928
prodotti in cui è prima,
seconda o terza al
mondo per miglior
bilancia commerciale con
l’estero (dati 2013)
• Sono eccellenze di
nicchia, ma non piccole,
che insieme valgono 195
miliardi di dollari di
surplus commerciale con
l’estero
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NON TUTTO PERÒ VA PER IL VERSO GIUSTO:
ALCUNI FATTORI CRITICI PER L’EXPORT
• Molti mercati emergenti su cui stavamo puntando molto (Russia,
Nord Africa, Turchia, Mercosur, ecc., la stessa Cina in parte) sono in
crisi o in rallentamento. Occorre guardare anche ad altri mercati.
• Nel settore moda vari grandi marchi italiani sono stati acquisiti negli
ultimi anni da grandi gruppi del lusso stranieri. Quindi rischiamo ora
di «esportare volume» lasciando il valore aggiunto ad altri. E’ vero,
tuttavia, che la moda italiana sta producendo molti nuovi marchi di
successo (Cucinelli, Santoni, Lardini, Cruciani, ecc.) che in parte
rimpiazzano le imprese acquisite.
• Accrescere il numero delle piccole imprese da esportatrici
occasionali a esportatrici stabili. Le reti di impresa.
• Nel settore agro-alimentare, il potenziale dell’export italiano è
ancora largamente inespresso.
• L’Italia non ha un settore della grande distribuzione che possa
supportare l’export né ha molte imprese abituate a lavorare con la
grande distribuzione.
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LEZIONI PER LE IMPRESE ITALIANE
CHE VOGLIONO COMPETERE E PER IL GOVERNO
• Innovazione, sempre più innovazione.
• Puntare sulle leadership di nicchia (la nicchia non è una gabbia o una
«diminutio» come alcuni credono ma un habitat vincente).
• La crescita dimensionale delle imprese non può essere imposta «per
legge» ma va incoraggiata.
• La ricerca e sviluppo va incentivata fiscalmente.
• Le reti di impresa vanno sostenute e stimolate.
• Il Piano per il made in Italy del Governo è un passo avanti cruciale rispetto
al passato: fondi per 260 milioni nel 2015.
• Il settore dei servizi deve diventare più competitivo, soprattutto nel
settore pubblico.
• La riforma delle Banche Popolari: oltre 4,5 miliardi di perdite nel 2014!
• Sofferenze bancarie e rilancio del credito. Padoan: Deducibilità integrale
perdite su crediti ai fini IRES e IRAP nell'anno di competenza. Nessun peso
sul bilancio pubblico. #sbloccacredito
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I NUMERI DEI CONTRATTI DI RETE IN ITALIA
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25
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LA RIPRESA FINALMENTE E’ ARRIVATA
ANCHE IN ITALIA E DOBBIAMO PUNTARCI
• La crescita congiunturale dello 0,3% del PIL nel 1 trim
2015 sul 4 trim 2014 è la più forte dal 1 trim 11
• la crescita tendenziale del PIL dello 0,1% sul 1 trim 14 è
il primo segno in aumento dopo 13 trimestri
consecutivi di calo
• i consumi delle famiglie sono tendenzialmente in
crescita da 4 trimestri consecutivi
• gli investimenti fissi lordi sono per la prima volta in
crescita tendenziale (+0,4% sul 1 trim 14) dopo 14
trimestri consecutivi in calo; e sono aumentati
congiunturalmente dell'1,5% sul 4 trim 14
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28
80 euro
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29
80 euro
Debole rimbalzo
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80 euro
31
L’IMPATTO DELLA NUOVA LEGGE SABATINI SUL CONSUMO
COMPLESSIVO DI MACCHINARI PER L’INDUSTRIA
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35
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36
80 euro
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37
+261mila
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39
OBIETTIVO PRIMARIO: ADESSO RILANCIARE
L’EDILIZIA E LE OPERE PUBBLICHE
(occupati nelle costruzioni; dati destagionalizzati trimestrali, migliaia di unità)
Fonte: Istat
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