“Dov'è tuo fratello?” ( Gn 4,9 a)
Il Mediterraneo crocevia e via
crucis di un nuovo Esodo.
Le famiglie si interrogano su:
itinerari, dinamiche e progetti di
accoglienza e di evangelizzazione
A cura di:
Ausilia e Salvatore Musumeci
Fortuna ed Enzo Ruggieri
Campofelice di Roccella – Palermo - 21-2223 novembre di
2014
Campofelice
Roccella – Palermo
- 21-22-23 novembre 2014
Introduzione
I laboratori sono stati momenti di
fede incarnata nel concreto delle
esperienze
Ogni laboratorio è stato
caratterizzato da partecipazione ed
interesse
È emersa forte la dimensione della
condivisione di esperienze di vita
“Dov'è tuo fratello?”
LABORATORIO
1
Le Famiglie di Lampedusa esempio di accoglienza
e di carità.
Un Vangelo vivo ci parla e ci interroga.
Tutor:
C.gi Fortuna e Enzo
Ruggieri.
Esperto:
Don Mimmo
Zambito
Campofelice di Roccella – Palermo - 21-22-23 novembre 2014
LABORATORIO 1
In varie realtà il tema della migrazione non viene percepito, inoltre una
cattiva informazione e formazione conducono all’idea che il problema
debba essere affrontato solo dalle istituzioni;
Le parrocchie offrono assistenza tramite una fruizione di beni materiali
(abiti, alimenti);
Le iniziative di aiuto spesso si riducono ad esperienze episodiche di
singole famiglie;
Stupisce che gli uffici per la pastorale familiare si occupino anche di
problemi sociali;
Rischio di autoesaltazione per interventi minimi
LABORATORIO 1
Suscitare accrescere logiche caritative, coinvolgere le famiglie, i gruppi
e le istituzioni;
Promuovere l’associazionismo famigliare;
Responsabilizzare il consiglio pastorale parrocchiale;
La parrocchia, oltre ad offrire beni materiali, è chiamata all’ ascolto e al
sostegno spirituale;
Centri di ascolto e “sportello aperto” per assistenza pratiche
amministrative.
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“Dov'è tuo fratello?”
LABORATORIO
2
Culture e religioni si incontrano.
La famiglia luogo di confronto costruttivo e di scambio
reciproco.
Tutor:
C.gi Adriana e Piero
Basiricò.
Esperto:
Don Giovanni
Mucaria
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LABORATORIO 2
Quando culture e religioni si incontrano, sicuramente ci sono delle
differenze oggettive a livello di credo e consuetudini, ne dobbiamo
prendere consapevolezza ed essere pronti a conviverci.
Il dialogo interreligioso è piuttosto un incontro in libertà e
disponibilità ad ascoltare l'altro, a capirlo e a condividerne le convinzioni
religiose. Il dialogo favorisce la promozione di valori morali, spirituali e
sociali, implica la disponibilità ad accettate i diversi doni dell'altro, e la
disponibilità a trasmettere attivamente i nostri propri doni.
La nostra testimonianza diventa fondamentale per trasmettere la
nostra cultura e la nostra identità cristiana; solo rafforzando questa
identità possiamo accogliere e rispettare i fratelli di altre culture e
religioni, non avendo paura di riconoscere “le loro diversità” e trovare in
esse ciò che ci accomuna
LABORATORIO 2
E’ importante la relazione che si crea nell’accogliere l’altro, perché è
questo che fa la differenza; la questione, non si risolve domandandoci “chi
è l’altro” o “chi sono io”, quanto piuttosto “chi sono io in rapporto all’altro”.
La persona umana, è strutturalmente orientata all’incontro, all’accoglienza,
al dialogo ed è in questo senso che va intesa la nostra prospettiva di
accoglienza.
Possiamo dire che gli spostamenti migratori creano l’occasione d’incontro
con persone di altra cultura e religione, che ci interpellano e ci invitano a
lasciare certe sicurezze e schemi mentali per metterci in cammino verso
l’altro con disponibilità e senza pregiudizi, trovando insieme dei valori
essenziali comuni.
È emerso che il dialogo con questi fratelli non è esente da problemi e
sfide: sfide culturali, educative, comunicative; ciò nonostante è possibile
avviare un confronto costruttivo, ricercando l’unità e cercando di essere
propositi, mettendo in risalto ciò che ci unisce piuttosto ciò che ci
allontana.
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LABORATORIO 2
Gemellaggio: aiutare e promuovere i giovani nella formazione nel loro
paese di origine, fare poi un’esperienza lavorativa e formativa in Italia per
infine ritornare nei loro paesi.
Creare in parrocchia una pastorale familiare rinnovata, integrata
accogliendo persone immigrate inserite nelle nostre comunità.
Fondamentale il lavoro nelle scuole, far
prendere consapevolezza ai giovani delle loro
identità cristiana e dei loro valori, anche
attraverso delle testimonianze.
Approfondire le proprie radici favorendo il
confronto, ricominciare l’evangelizzazione con un
modello catecumenale
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LABORATORIO
“Dov'è tuo fratello?”
3
Una Parrocchia aperta può essere luogo di
incontro, di accoglienza, di preghiera e di
annuncio del Vangelo.
Tutor:
C.gi Lia e Giuseppe
Re.
Esperto:
Don Beniamino
Sacco
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LABORATORIO 3
Cara Mineo e Sprar esempi di chiusura e di ostacolo per un’ autentica
integrazione;
Comunicazione ambigua conduce ad una conoscenza distorta della
realtà;
Esistono sensibilità diverse: delle parrocchie, delle associazioni, delle
forze dell’ordine, di chi governa;
Esperienze positive di integrazione (Gela, Licodia Eubea) attuata con
migranti residenti da lungo tempo;
Caritas: servizio non sentito come proprio della parrocchia ma frutto
di un’elaborazione di un ente;
Mancanza di coscienza dell’esistenza degli immigrati.
LABORATORIO 3
Fare sinergia tra enti e comunità;
Parrocchia come comunità missionaria convertita aperta ai
problemi della società;
Andare al di là delle singole pastorali e pensare ad una pastorale
integrata sulla carità.
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“Dov'è tuo fratello?”
LABORATORIO
4
La scuola luogo di incontro e di integrazione,
problema o opportunità.
Esperienze virtuose.
Tutor:
C.gi Maria e Martin
Milone.
Esperto:
Prof.ssa Valentina
Petralia
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LABORATORIO 4
Nel Laboratorio 2, dopo una prima fase plenaria in cui l’esperto ha dato le linee
guida sul tema dell’integrazione degli immigrati a scuola, il tema proposto è stato
trattato da due gruppi distinti: uno formato da soli italiani e l’altro misto con
partecipanti italiani e studenti del Gambia. Vista la particolare ricchezza del
confronto si riportano in sintesi i risultati dei due gruppi in forma separata
Primo Gruppo
I VALORI: la nostra generazione è stata formata ai valori di
cittadinanza, trasversali alla formazione dell’individuo e del cittadino.
Quando i “valori” non funzionano più ogni strumento è inutile per la
formazione.
Prima del ’68 si educava per acquisire gli strumenti. Dopo la formazione si
è mossa per i valori. Oggi assistiamo alla perdita dei valori.
Strumenti per la trasmissione dei valori - PREPARAZIONE CULTURALE
DELL’INSEGNANTE: gli insegnanti conoscono le culture diverse dalla
nostra? Chi sono? Dove vanno? Cosa vogliono?
Valori Costituzionali da insegnare e condividere per avviare un processo di
inclusione. Inclusione suppone condivisione della cultura.
LABORATORIO 4
Primo Gruppo
Creare occasioni di scambio culturale (esempio
enogastronomiche multietniche, spettacoli, ecc.) .
manifestazioni
Formazione del personale: promuovere personale competente, strumenti
adeguati. È una responsabilità non solo scolastica ma anche istituzionale nel
senso che a livello legislativo ed economico lo Stato deve supportare
interventi di mediazione culturale multilivello.
Interazione con enti, persone, gruppi, associazioni, servizi sociali … extra
scolastici. Fare lavoro di rete integrato e non puntare l lavoro della scuola
lasciandola “sola”
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LABORATORIO 4
Secondo Gruppo
confronto a livello linguistico: l’entrata in classe dell’allievo straniero pone
problematiche di comunicazione. A tal proposito si constata che La scuola
italiana non è all’avanguardia negli insegnamenti delle lingue straniere
il bisogno di far conoscere la cultura italiana agli studenti immigrati ed alle
loro famiglie e viceversa aprirsi alla conoscenza di una nuova cultura; quella
degli stranieri.
La scuola può puntare sul linguaggio dell’arte per creare collegamenti
comunicativi diretti
 Ci sono nella realtà poche occasioni di confronto, e le poche presenti sono
solo scolastiche. Questo non consente alla scuola di avviare un percorso di
pedagogia sociale
Problema lavoro. Trovare connessioni tra scuola e mondo del lavoro
aiuterebbe i ragazzi a trovare una motivazione forte per lo studio e la
crescita personale
LABORATORIO 4
secondo Gruppo
Creare una reale dimensione di rete, coinvolgendo le istituzioni più varie
oltre alla scuola per sviluppare concrete possibilità di inserimento nel
mondo del lavoro, con il dialogo vero tra richiesta e domanda. A questo
dialogo la scuola deve corrispondere nei suoi programmi e progetti
formativi perché questa esigenza accomuna studenti di tutto il mondo.
Nella collaborazione col mondo politico, gestionale ed economico occorre
puntare al cambiamento: esso consisterebbe nell’abbandonare una visione
economica troppo “occidentale” e “liberista” che guarda al profitto ed al
marketing ad una visione economica che valorizzi al centro della produzione
del sistema il valore della persona come risorsa.
Per una più concreta comunicazione tra persone di Paesi diversi rendere
lo studio delle lingue affascinante, perciò sposare sempre più le nuove
metodologie che favoriscono un incontro interpersonale e multiculturale
che parta dal considerare l’uomo cittadino del mondo.
Attraverso varie forme di espressività dell’uomo (teatro, erte, musica,
ecc.), favorire un’interazione che unisca le persone nell’essere “dono
reciproco”
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“Dov'è tuo fratello?”
LABORATORIO
5
Mezzi di comunicazione al servizio
dell’accoglienza e di una lettura trasparente
della realtà.
Proposte ai Media.
Tutor:
C.gi Maria Grazia e Mario
Talluto.
Esperto:
Don Giuseppe
Rabita
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LABORATORIO 5
Logiche commerciali orientano e regolano gli organi di stampa;
Gli organismi di categoria (FISC, UCSI) si occupano di coordinare
e di formare giornalisti di ispirazione cattolica.
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LABORATORIO 5
Potenziare gli organi di informazione ecclesiale;
Rilanciare il giornalismo di inchiesta nella stampa ecclesiale;
Censire e coordinare le testate di informazione religiosa locale;
Utilizzare i social media per la diffusione delle comunicazioni sociali.
“Dov'è tuo fratello?”
LABORATORIO
6
I minori rimasti soli. Le famiglie si aprono alla vita e
all’accoglienza.
Tutor:
C.gi Maria Silvia e Pino
Petrolito.
Esperti:
C.gi Laura e Marco
Lovato
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LABORATORIO 6
Cosa c'è:
In tutte le diocesi rappresentate nel gruppo esistono varie esperienze
positive, alcune in fase iniziale, altre anche da molti anni:
Case famiglia, case di accoglienza ecc. Esistono inoltre esperienze di
accoglienza in famiglia di minori soli nei periodi di festa.
Cosa va migliorato:
Va migliorata la comunicazione di queste esperienze, farle conoscere anche
attraverso occasioni di testimonianza diretta che possa far interessare,
coinvolgere in una maggiore sensibilizzazione su questi temi, perché possano
nascere e intensificarsi reti di solidarietà delle famiglie con le famiglie in
prima linea.
Cosa va cambiato:
Va cambiato l'atteggiamento di scarsa apertura che spesso si vive nelle
nostre comunità e nelle nostre famiglie, per le difficoltà attuali o per la
paura di coinvolgersi: occorre impegnarsi, diventare propositivi, non stare a
guardare.
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LABORATORIO 6
Dare alle famiglie opportunità di crescita nello stile dell'accoglienza
innanzitutto al proprio interno per educarsi ed educare i figli all'apertura
verso l'altro;
sostenere con la collaborazione le case accoglienza e le strutture che si
occupano dei minori nel territorio;
sensibilizzare le comunità e le famiglie con una corretta informazione,
creare nelle comunità reti di famiglie per sostenere le famiglie affidatarie;
sostenere le politiche di ricongiungimento dei minori o parenti aiutando le
loro famiglie, affidandoli, nell'attesa, a famiglie con figli; promuovere la
formazione dei minori sia scolastica che professionale.
“Dov'è tuo fratello?”
LABORATORIO
7
Un nuovo esodo interessa il nostro continente.
Ruolo della Pastorale familiare .
Tutor:
C.gi Manzone
Esperto:
Don Enzo
Bottacini
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LABORATORIO 7
Diffidenza verso gli immigrati causata da una cattiva informazione;
Aiuto assistenziale freddo, non relazionale, materialista.
LABORATORIO 7
Integrazione a partire dalla scuola come luogo di scoperta delle differenze;
Curare alfabetizzazione nei centri accoglienza;
Diversa utilizzazione dei fondi destinati agli immigrati in particolare per
progetti a medio termine, come sovvenzionamento affitti;
Aiutare migranti a raggiungere una propria autonomia con interventi di
sostegno economico (es. microcredito);
Banca del tempo estesa anche per le necessità degli immigrati;
Progetto di sostegno “una famiglia per un’altra famiglia”.
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“Dov'è tuo fratello?”
LABORATORIO
8
Un nuovo esodo interessa tutto il continente
europeo a partire dalla Sicilia: Aspetti socio-politici.
Attualità, idee e proposte alla politica.
Tutor:
C.gi Rosamaria e Giorgio
Ruta.
Esperto: Giovanna
Campagnolo
Campofelice di Roccella – Palermo - 21-2223 novembre di
2014
Campofelice
Roccella – Palermo
- 21-22-23 novembre 2014
LABORATORIO 8
L'isolamento dei centri di accoglienza rispetto alle comunità locali, dove spesse
volte si vive il malessere e il disagio perché l'accoglienza è vissuta in uno stato di
accoglienza forzata.
L'indifferenza delle comunità ecclesiali che delegano da una parte e dall'altra
una comunità sociale, uno stato, che non vuole riconoscere e creare un vero stato
sociale dell'immigrato, favorendo i pochi che gestiscono il flusso migratorio. Il
numero elevato di persone che restano sconosciuti (non identificati) e quindi fuori
dai percorsi di integrazione.
 Mass-Media e le Istituzioni che non danno chiare informazioni che spesso
vengono fraintese sul reale stato dei fatti.
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LABORATORIO 8
Corridoi umanitari per i rifugiati che impegnino le agenzie internazionali.
Una maggiore cooperazione internazionale.
Snellire le pratiche burocratiche attraverso l'incremento delle commissioni
territoriali, una maggiore informazione e un maggior coinvolgimento delle
persone del territorio.
Percorsi interculturali per rieducare alla relazione con l'immigrato, una
maggiore disponibilità alla conoscenza, al servizio, alla relazione da parte della
comunità ecclesiali.
Incremento delle politiche per le povertà, una maggiore e reale attenzione
alle persone in generale senza guardare alla provenienza.
Una maggiore trasparenza nella gestione dei centri.
 L'integrazione socio-economica favorendo il passaggio dallo status di
problema a risorsa per la società.
I mass-media diano le corrette interpretazioni: valorizzando il positivo e
non solo il negativo dell'immigrato.
CONCLUSIONI
La Sicilia è crocevia di popoli da sempre nella storia e oggi vive in modo
forte il passaggio epocale di queste popolazioni in movimento alla ricerca
di una speranza. Come rispondere a questa richiesta di aiuto del fratello?
Formare ad una cultura dell’accoglienza e dell’inclusione;
Fare rete tra le varie realtà che si occupano a vari livelli della
presenza di persone in “movimento” o stanziali che vengono da
paesi diversi per cultura e/o religione;
Considerare la presenza dello straniero un’opportunità di
arricchimento, ma anche una “sveglia” per la nostra
sonnacchiosa Italia;
Coltivare la comunione nelle nostre famiglie per essere
disponibili ad un’accoglienza autentica, perchè è importante la
relazione che si crea nell’accogliere l’altro: è questo che fa la
differenza.
“Dov'è tuo fratello?” ( Gn 4,9 a)
Grazie ed arrivederci…
Campofelice di Roccella – Palermo - 21-2223 novembre 2014
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Sintesi dei laboratori