Corso di Psicologia Generale 2014–2015
www.cognitivelab.it
Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali,
Umane e della Formazione
1. La lateralizzazione delle funzioni cerebrali
2. Gli split-brain e la sindrome da cervello
diviso
3. La blindsight o visione cieca
4. L’Interprete e la sua funzione adattativa
Piazza G. Ermini, 1
06123 Perugia
Prof. Stefano Federici
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La lateralizzazione delle
funzioni cerebrali
2
› Gazzaniga (2009) Human 
– Abbiamo cervelli più grandi di quel che ci si aspetterebbe da un
scimmia antropomorfa,
– abbiamo una neocorteccia che è 3x più grande di quella che ci
si aspetterebbe rispetto alla nostra massa corporea,
– abbiamo alcune aree della neocorteccia e del cervelletto che
sono più grandi di quanto non ci si aspetti,
– abbiamo più materia bianca, il che vuol dire che probabilmente
abbiamo più connessioni, e
– abbiamo alcune differenze a livello microscopico nelle
minicolonne corticali.
3
› I due emisferi sono alquanto simmetrici rispetto
alle funzioni sensoriali e motorie fondamentali;
– ciascun emisfero compie quindi le stesse attività, ma
queste sono dirette a una diversa metà del corpo.
› Tale simmetria viene però meno nelle aree
associative.
– Nell’essere umano, certe aree associative dell’emisfero
sinistro sono specializzate per il linguaggio,
– mentre le aree analoghe dell’emisfero destro sono
specializzate per l’analisi non verbale, visivo-spaziale,
dell’informazione.
4
› Per decenni queste osservazioni furono interpretate dal mondo medico come la
dimostrazione che l’emisfero sinistro era dominante, mentre il destro sarebbe
stato meno importante.
– Ma negli anni ’60 si andarono accumulando prove, sempre più significative, del fatto
che anche l’emisfero destro è la sede di speciali funzioni intellettive.
5
› Da uno studio condotto sui soldati che avevano subito ferite al cervello durante
la seconda guerra mondiale, lo psicologo russo Alexander Luria (1966, 1970)
poté concludere che le persone con lesioni all’emisfero destro spesso
manifestano gravi difficoltà a riconoscere i volti, a leggere le mappe e a
disegnare figure geometriche.
› All’incirca nello stesso periodo, l’équipe di Brenda Milner (1974), a Montreal,
scoprì che, in seguito alla distruzione chirurgica di porzioni dell’emisfero destro, i
soggetti manifestano deficit specifici nell’abilità a riconoscere o a ricordare
figure.
› Da questi risultati venne sempre più consolidandosi la teoria che l’emisfero
destro sia specializzato nella comprensione delle relazioni spaziali, e quello
sinistro nel linguaggio.
› È maggiormente in rapporto
con il significato delle parole,
mentre
› L’importanza dell’emisfero
dominante è minore nell’analisi
spaziale nei processi
dell’attenzione.
– In generale, le lesioni del lobo
parietale inferiore sinistro
determinano la comparsa di segni
lievi di negligenza sensoriale della
parte destra dello spazio.
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› Svolge un ruolo più importante
per ciò che riguarda
l’inflessione del discorso e
l’espressione del viso.
› L’importanza dell’emisfero non
dominante nell’analisi spaziale
viene messa in luce dal suo
ruolo fondamentale nei
processi dell’attenzione.
– Quando la lesione è localizzata nel
lobo parietale destro la negligenza
sensoriale è molto più accentuata.
7
Afasie
e
Aprassie
Agnosie
8
› Le differenze funzionali del cervello 
–Il cervello degli altri mammiferi,
contrariamente a quello umano, non
sembra essere fortemente lateralizzato,
salvo rare eccezioni.
› «A essere sinceri, il cervello umano è una macchina
bizzarra, messa al suo posto dalla selezione naturale
per uno scopo ben preciso – fare scelte che possano
portare ad un aumentare il successo nella
riproduzione» (Gazzaniga, 2009).
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› La selezione naturale ha concesso una specializzazione
degli emisferi perché il corpo calloso ha permesso di
integrare i vari cambiamenti in un sistema funzionale che
è solo migliorato quanto a meccanismi decisionali.
– Se i circuiti locali divengono più specializzati e ottimizzano lo
svolgimento di funzioni specifiche, il cervello, un tempo
bilaterale, non ha più bisogno di mantenere connessi tra loro i
medesimi sistemi per ogni aspetto dell’elaborazione delle
informazioni. La comunicazione tra i due emisferi può essere
ridotta, visto che solo i prodotti ultimi dei centri per
l’elaborazione delle informazioni devono essere comunicati
dall’altra metà del cervello.
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› Il corpo calloso ha permesso un ampliamento delle capacità a
costo zero 
– Le capacità corticali potevano essere ampliate semplicemente
eliminando gli aspetti ridondanti e facendo spazio a nuove aree
corticali. Con la crescente richiesta di spazio corticale, forse la spinta
evolutiva cominciò a modificare un emisfero, ma non l’altro.
11
– Visto che il corpo calloso collega i due emisferi permettendo uno
scambio di informazioni, mutazioni specifiche possono essere
avvenute in un’area lateralizzata di un emisfero e rimanere assenti
nell’altra, così da poter ancora avere la funzione corticale iniziale
proveniente dalla medesima area e collegarla con tutto il resto del
sistema cognitivo. È probabile che, mentre si sviluppavano, queste
nuove funzioni siano state cooptate. Siccome continuavano a essere
svolte dall’altro emisfero, nel complesso non c’è stata una diminuzione
nelle capacità specifiche.
Gli split-brain e la sindrome da
cervello diviso
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› Le prove che i due emisferi sono specializzati in attività
distinte cominciarono ad emergere con grande evidenza
negli anni ’60, quando Sperry e Gazzaniga iniziarono a
studiare soggetti sui quali, come rimedio estremo per
trattare l’epilessia, era stato sezionato chirurgicamente il
corpo calloso.
– In genere, l’operazione riusciva effettivamente a ridurre o a eliminare del tutto
gli attacchi epilettici, e questi pazienti, terminato il periodo di convalescenza,
di solito non manifestavano alcuna caduta nel punteggio dei test del QI, né
difficoltà a sostenere una conversazione o a coordinare le due metà del
corpo per eseguire compiti che richiedevano una certa destrezza.
– Ma Sperry e Gazzaniga dimostrarono che, sottoposti a test particolari, in cui
s’inviava un’informazione a uno solo degli emisferi, i soggetti si comportavano
come se avessero due menti separate, con capacità distinte.
13
› William Van Wagenen(1897-1961), Rochester, New York, neurochirurgo, nel
1940 per la prima volta sezionò un corpo calloso, in seguito alla
constatazione che uno dei suoi pazienti con gravi crisi epilettiche aveva
ottenuto un miglioramento dopo lo sviluppo di un tumore al corpo
calloso.
– Non tutta la connettività tra i due emisferi è recisa. Entrambi gli emisferi sono ancora
collegati dal tronco cerebrale, che alimenta i livelli di eccitazione, cosicché entrambi gli
emisferi dormano e si sveglino nello stesso momento.
› Le vie sottocorticali rimangono intatte ed entrambe le parti ricevono gran parte delle stesse
informazioni sensoriali dai nervi del corpo relativi ai cinque sensi e le informazioni propriocettive
dai nervi sensoriali dei muscoli, articolazioni e tendini circa la posizione del corpo nello spazio.
› A quel tempo non si sapeva se entrambi gli emisferi potevano avviare
indipendentemente i movimenti oculari e se c’era un solo sistema
integrato di attenzione spaziale, che permette la selezione di alcuni
stimoli rispetto ad altri.
– L’attenzione selettiva continua ad essere unifocale dopo che il cervello è stato diviso,
pertanto, l'attenzione non può essere distribuito in due posizioni diverse nello spazio.
14
› https://www.youtube.com/watch?v
=lfGwsAdS9Dc
Un paziente di Gazzaniga,
che subì una
commissurotomia del
corpo calloso a seguito di
una forma gravissima di
epilessia.
15
› La premessa su cui si fondavano gli studi su pazienti con
cervello diviso consisteva nel fatto che le connessioni
sensoriali e motorie del cervello sono crociate.
– In un cervello intatto, l’informazione che arriva a un emisfero
passa poi all’altro attraverso le fibre del corpo calloso, ma nei
soggetti con cervello diviso questa comunicazione di stimoli
nervosi da un emisfero all’altro non può avvenire.
› Dopo la commissurotomia del corpo calloso, il QI
verbale di un paziente è immutato, come la sua capacità
di problem-solving.
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– Grazie ad un tachistoscopio fu
possibile sottoporre un soggetto
commessuratizzato a test particolari
in cui.
– Il tachistoscopio è un dispositivo che precede l’era
dei personal computer che proietta delle immagini
su uno schermo per uno determinato periodo di
tempo 
17
› s’invia un’informazione visiva a uno solo
degli emisferi, presentando uno stimolo nel
campo visivo controlaterale,
› s’invia un’informazione tattile a un solo
emisfero, facendo percepire al paziente un
oggetto con la mano controlaterale, e
› si ottiene una risposta da un solo
emisfero, facendo indicare al paziente un
oggetto con la mano controlaterale.
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Le fibre nasali dei nervi ottici
decussano (a livello del chiasma),
mentre le temporali no.
Ne risulta che alcuni dei neuroni
che ricevono gli stimoli dal campo
visivo di sinistra li inviano
all’emisfero destro, e viceversa.
Ciò rende possibile, su un soggetto
con cervello diviso, inviare
un’informazione visiva a uno solo
degli emisferi, facendo in modo che
la persona fissi un punto su uno
schermo, quindi proiettando per
pochi attimi uno stimolo a destra o
a sinistra del punto.
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› Con questo apparecchio è possibile
proiettare uno stimolo nell’uno o
nell’altro campo visivo (o in entrambi
contemporaneamente) e si chiede al
soggetto di identificare unicamente col
tatto alcuni oggetti, usando l’una o
l’altra mano.
› Se si proietta l’immagine di un martello
nel campo visivo sinistro, il soggetto è
in grado di prendere il martello con la
mano sinistra, ma a voce afferma di
non aver visto sullo schermo alcuna
immagine e di non riuscire a descrivere
l’oggetto nella mano sinistra
(Gazzaniga, 1967).
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› Quando l’immagine appare nel campo visivo destro (quindi giunge
all’emisfero sinistro specializzato nella comprensione del linguaggio), il
soggetto è in grado di descriverla con la stessa precisione di qualsiasi
persona dal cervello indiviso;
› Se l’immagine appare nel campo visivo di sinistra (perciò arriva
all’emisfero destro specializzato nella comprensione delle relazioni
spaziali), il paziente sostiene che non è stata proiettata alcuna immagine,
o tenta a caso d’indovinare.
– Dopo questa prova, i ricercatori chiedono allo stesso paziente di raggiungere un
gruppo di oggetti con l’una o con l’altra mano infilandola sotto una barriera, e di
identificare, toccandolo, l’oggetto di cui è stata appena proiettata l’immagine.
› L’affascinante risultato di questo test è che il soggetto identifica, senza esitare, con la
mano sinistra (ma non con la destra) proprio l’oggetto che ha appena asserito di non
avere visto.
– Quindi, se l’immagine recepita dall’emisfero destro era quella di un martello, la
mano sinistra sceglie il martello entro il gruppo di oggetti: tutto ciò mentre il
paziente sta ancora sostenendo, a parole, che non è stata proiettata alcuna
immagine.
21
› https://www.youtube.com/watch?v
=lfGwsAdS9Dc
L’emisfero sinistro e il
linguaggio
22
› https://www.youtube.com/watch?v
=lfGwsAdS9Dc
Con un cervello diviso i
pazienti possono eseguire
contemporaneamente
compiti diversi, cioè
sostenere un’attenzione
divisa senza interferenze di
un compito sull’altro.
23
› https://www.youtube.com/watch?v
=lfGwsAdS9Dc
L’emisfero di sinistra viene
a conoscenza di ciò che
sta compiendo il destro
per una via esterna (la
vista del disegno fatto
dalla mano destra) e non
interna (attraverso il corpo
calloso).
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› I soggetti con cervello diviso sono molto più
abili nel comporre puzzle o nel disegnare
figure geometriche con la mano sinistra
che con la destra.
– L’emisfero destro è superiore nelle abilità
spaziali visive, cioè presiede all’esecuzione di
compiti in cui è coinvolta la percezione dei
rapporti spaziali.
25
› https://www.youtube.com/watch?v
=0lmfxQ-HK7Y
Mentre la mano sinistra,
sotto il controllo
dell'emisfero destro,
riusciva facilmente a
mettere insieme una serie
di blocchi colorati secondo
un modello da riprodurre,
la mano destra, era
incapace di risolvere il
puzzle.
• Il paziente doveva
sedersi sulla mano
sinistra per evitare di
risolvere il problema
con quella.
26
› https://www.youtube.com/watch?v
=lfGwsAdS9Dc
L'emisfero destro risulta
specializzato nel
riconoscimento dei volti.
• L’emisfero destro
possiede una sua ricca
vita mentale, ben
diversa da quella del
sinistro.
• L’emisfero destro è in
grado di leggere le
parole e di collegarle ad
un’immagine, ma non è
in grado di inferire nessi
tra loro
(acquapentola)
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› Il cervello ha due percorsi neuronali completamente diversi
per la generazione di espressioni facciali spontanee e quelle
volontarie.
– Solo l'emisfero dominante sinistro può generare espressioni facciali
volontarie.
› Nei pazienti che hanno una particolare lesione all’emisfero
destro, solo il lato destro del viso risponde alla richiesta di
sorridere, mentre il lato sinistro rimane immobile.
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– Se allo stesso paziente viene fatta una battuta che lo fa sorridere
spontaneamente, i muscoli facciali rispondono normalmente
bilateralmente, perché attivati da un percorso differente che non
richiede la comunicazione tra gli emisferi.
› Nei soggetti con cervello diviso esiste un’ampia variabilità individuale rispetto
alla capacità dell’emisfero destro di comprendere il linguaggio.
– In alcuni soggetti l’emisfero destro esibisce a questo riguardo un’incapacità
praticamente totale, tanto che queste persone non possono sostenere un test come
quello appena descritto, poiché il loro emisfero non è in grado di comprendere
un’istruzione del tipo: «Scegli l’oggetto che hai visto sullo schermo».
– All’altro estremo della scala vi sono soggetti che rivelano una capacità di
comprensione del linguaggio praticamente identica per entrambi gli emisferi (sebbene
il loro emisfero destro non sia in grado, comunque, di facilitare la produzione del
linguaggio).
› In alcuni soggetti le specifiche abilità cerebrali sono invertite, ovvero l’emisfero
destro si rivela superiore al sinistro nella comprensione e nella produzione del
linguaggio.
– Da prove condotte su soggetti con corpo calloso intatto è emerso che nel 4% circa
degli individui destrimani e nel 15% dei mancini i centri del linguaggio sono
localizzati nell’emisfero destro anziché nel sinistro (Rasmussen e Milner, 1977).
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› Come è possibile che persone cui è stato resecato il corpo
calloso riescano a cavarsela così bene nella vita quotidiana?
› Che cosa impedisce ai loro due emisferi di operare in direzioni
opposte, ingenerando così un conflitto tra le due metà del
corpo?
– In alcuni casi, soprattutto a breve distanza di tempo dall’intervento
chirurgico, sorge effettivamente un conflitto tra le due parti del corpo.
› Uno di questi pazienti riferiva che al mattino, quando cercava di vestirsi, la
mano destra tentava di infilare i calzoni e la sinistra di toglierli; evidentemente
il suo emisfero destro desiderava tornarsene a letto.
– Conflitti di questo tipo sono tuttavia rari e in genere vengono vinti
dall’emisfero sinistro (la mano destra).
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› Una delle prime cose che questi pazienti riferiscono dopo
l’operazione è che la loro mano sinistra sembra possedere
una mente propria.
– I pazienti possono trovarsi a posare un libro con la mano sinistra
anche se lo stavano leggendo con grande interesse. Questo conflitto
si verifica perché l’emisfero destro, che controlla la mano sinistra, non
sa leggere e dunque trova noioso il libro.
– I pazienti si sorprendono a fare gesti osceni (con la mano sinistra) che
non avevano nessuna intenzione di fare.
– Uno psicologo una volta riferì che un uomo con il cervello diviso
aveva tentato di picchiare la moglie con una mano e proteggerla con
l’altra. Quest’uomo aveva veramente intenzione di farle del male?
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› L’abilità di questi soggetti a coordinare l’attività dei due emisferi probabilmente
coinvolge molti e diversi meccanismi 
– In primo luogo, solo la corteccia e alcune regioni del sistema limbico vengono separate
dalla resezione del corpo calloso.
› I centri motori che controllano i movimenti generali del corpo, come quelli della
locomozione, sono localizzati in regioni cerebrali indivise, sotto il livello della resezione;
inoltre, è possibile che alcune informazioni sensoriali passino da un emisfero all’altro
attraverso queste vie più basse (Springer e Deutsch, 1989).
– Nelle condizioni normali poi, quando cioè il paziente può muovere gli occhi tutt’attorno e
sentire gli oggetti con entrambe le mani, i due emisferi possono comunque ricevere
informazioni uguali, o molto simili, anche se ciò avviene per vie separate.
– Infine, sembra che i due emisferi apprendano a comunicare tra loro per via indiretta,
osservando il comportamento che l’altro produce; un processo che Gazzaniga ha chiamato
suggerimento crociato.
› Per esempio, l’emisfero destro può percepire qualcosa di spiacevole e produrre un
aspetto accigliato, mentre il sinistro può recepire l’espressione aggrottata e dirsi: «Sono
triste».
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› Un’eccezione alla rappresentazione crociata dell’informazione sensoriale è il
sistema olfattivo 
– Quando una persona sente il profumo di un fiore con la narice sinistra, soltanto l’emisfero
di sinistra riceve la sensazione dell’odore.
› Se la narice destra di un paziente con il cervello diviso viene chiusa, lasciando
aperta soltanto quella sinistra, il paziente sarà in grado di dire quale odore sta
sentendo.
› Se però il profumo entra attraverso la narice destra, il paziente dirà di non
sentire niente.
– In realtà, l’emisfero ha percepito correttamente l’odore e può identificarlo. Per dimostrare
che è così, chiediamo al nostro paziente di sentire un odore con la narice destra e
contemporaneamente toccare alcuni oggetti nascosti alla vista da uno schermo.
› Se gli chiediamo di usare la mano sinistra, controllata dall’emisfero che ha
rilevato l’odore, il paziente sceglierà l’oggetto corrispondente all'odore. Se gli
chiediamo di usare la mano destra, il paziente fallirà la prova perché la mano
destra è connessa all’emisfero sinistro, che non ha percepito l’odore.
33
34
› Un’immagine veniva mostrata esclusivamente all’emisfero sinistro e l’altra
esclusivamente al destro.
– AI paziente veniva quindi chiesto di indicare, tra una serie di figure, quali fossero
associate a quelle in precedenza lateralizzate rispettivamente al lato sinistro e destro
del cervello.
› In un caso, l’immagine di una zampa di gallina veniva presentata all’emisfero sinistro e
l’immagine di un paesaggio innevato al destro.
– Nella serie di figure poste davanti al soggetto, l’associazione corretta più ovvia era una gallina per la
zampa di gallina e una pala per il paesaggio innevato.
– Uno dei pazienti rispose scegliendo la pala con la mano sinistra e la gallina con la
mana destra. Quando gli fu chiesto perché avesse scelto queste figure, il suo
emisfero sinistro rispose:
› «Oh, è semplice, la zampa di gallina va con la gallina, e si ha bisogno di una pala per pulire il
pollaio».
› L’emisfero sinistro, osservando la risposta della mano sinistra, l’ha interpretata
in un contesto conforme alla sfera delle sue conoscenze, sfera che non include
informazioni sul paesaggio innevato.
35
36
› https://www.youtube.com/watch?v
=lfGwsAdS9Dc
L’emisfero sinistro tende
ad elaborare una teoria
che connetta gli eventi
della percezione fino a
prodursi in confabulazioni
quando è carente di
elementi della realtà.
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› Il fatto sorprendente è che l’emisfero sinistro è
perfettamente in grado di dire qualcosa del tipo:
– «Vedi, non ho alcuna idea del perché ho scelto la pala;
il mio cervello è diviso, non te lo ricordi? Probabilmente
hai presentato qualcosa alla metà del mio cervello che
non può parlare; ciò mi succede sempre. Lo sai che
non ti posso dire perché ho scelto la pala. Smettila di
farmi questa stupida domanda».
Ma non dice così.
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› Ramachandran sostiene che il motivo alla base delle cosiddette
difese freudiane, ossia delle negazioni, rimozioni, confabulazioni e
altre forme di autoinganno che governano la nostra vita
quotidiana,
– lungi dall’essere maladattativi, questi comuni meccanismi di difesa
impediscono al cervello di precipitare nell’indecisione e nel disorientamento
a causa della esplosione di combinazioni che si avrebbe se venissero
accettati tutti i possibili copioni elaborati con il materiale proveniente dai
sensi.
– Certo, c’è uno scotto in tutto questo, e cioè che mentiamo a noi stessi; ma è
un piccolo prezzo da pagare se si pensa a quale coerenza e quale stabilità
siano conferite al sistema nel suo complesso.
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› Le strategie adottate dai due emisferi per affrontare la realtà sono
profondamente diverse.
– Il compito del sinistro è creare un sistema di credenze o modello e di
incorporare in esso le nuove esperienze.
› Se si trova di fronte a nuovi dati che non si adattano al modello, si affida ai
meccanismi di difesa freudiani della negazione, della rimozione e della
confabulazione, insomma, a qualunque cosa preservi lo status quo.
– Il compito dell’emisfero destro, invece, è fare la parte dell’avvocato del
diavolo, mettere in discussione lo status quo e cercare generali
incongruenze.
› Quando le informazioni anomale raggiungono una certa soglia, esso decide che è
ora di procedere a una revisione completa dell’intero modello e di ricominciare da
zero.
› In risposta alle anomalie 
40
– l’emisfero destro impone un cambiamento di paradigma kuhniano,
– il sinistro si aggrappa sempre tenacemente allo status quo.
› Nel 1968 Roger Sperry ha scritto:
– «Uno delle più generali e anche più interessanti e suggestive caratteristiche di questa
sindrome possono essere riassunte come un raddoppio evidente nella maggior parte dei
regni di consapevolezza cosciente. Invece che del solito unificato unico flusso di
coscienza, questi pazienti si comportano in molti casi, come se avessero due flussi
indipendenti di consapevolezza, uno in ciascun emisfero, ciascuno dei quali è escluso dal
contatto con le esperienze mentali dell'altro . In altre parole, ciascun emisfero sembra
avere le proprie sensazioni separate e private, le proprie percezioni, i suoi concetti e i suoi
propri impulsi ad agire, con relative esperienze volitive, cognitive e apprendimento».
› Nel 1972 Michael Gazzaniga rilancia:
– «Negli ultimi dieci anni abbiamo raccolto prove del fatto che, a seguito della sezione della
linea mediana del cervello, l'unità normale e comune della coscienza si interrompe,
lasciando il paziente split-brain con due (almeno) menti, la mente sinistra e la mente
destra. Esse coesistono come due entità completamente coscienti, nello stesso modo
come i gemelli siamesi sono due persone completamente separate».
41
La blindsight o visione
cieca
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› La blindsight o visione cieca  di una persona colpita
da ictus che ha danneggiato irrimediabilmente il sistema
visivo primario dell’emisfero destro (o sinistro): non può
vedere più niente nell’emicampo visivo sinistro (o destro).
› Tuttavia, studi compiuti negli ultimi trent’anni indicano
che, sebbene non possano consciamente vedere nel
campo visivo cieco, la mente e perfino la bocca
sarebbero in grado di reagire agli stimoli lì presentati.
– I pazienti possono reagire agli stimoli che si presentano nel
campo cieco senza esserne consapevoli.
43
› La cecità corticale differisce dalla cecità
causata dalla completa distruzione degli
occhi, la retina, o del nervo ottico: questa
lesione distrugge l’input nel cervello, mentre
la distruzione della corteccia striata
(corteccia visiva primaria) risparmia la
proiezione retinica (retinofuga) che non
proietta (solamente o del tutto) a questa
struttura.
– Registrazioni fisiologiche nelle scimmie e la
neuroimmagine funzionale in pazienti hanno
mostrato che questo sistema rimane
visivamente responsivo a seguito della
inattivazione o distruzione della V1.
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› Che le funzioni visive rimangano in una
cecità corticale assoluta, sono infatti
cieche, è un degli aspetti più intriganti del
fenomeno.
› Un paziente con cecità corticale a causa di un ictus  i suoi occhi sono in
grado di ricevere stimoli visivi, ma la parte primaria della sua corteccia visiva è
stata distrutta. È cieco.
– Non può nemmeno distinguere la luce dall’ombra. Potete mostrargli immagini di cerchi o
quadrati, o chiedergli di distinguere tra foto di uomini e di donne; egli non ha alcuna idea di
ciò che gli stia davanti. Potete mostrargli dei volti animali che ringhiano o volti di animali
calmi, ed egli non ha nulla da dire.
› Ma se gli mostrate delle immagini di volti umani arrabbiati o felici, egli, così
come altri pazienti con questo tipo di lesione cerebrale, può indovinare di che
tipo di emozione si tratti.
› Quando un paziente viene scannerizzato tramite una fMRI mentre svolge questo
compito, la parte destra della amigdala diviene attiva.
– L’amigdala non è collegata con il centro del linguaggio. Non dice al centro linguaggio: ho
appena visto una faccia veramente spaventata affinché il paziente possa indovinare che la
foto che gli è mostrata è quella di una persona spaventata. Il paziente non ha avuto
bisogno della mente cosciente per riconoscere l’emozione!
45
› Le informazioni visive provenienti dalla retina
arrivano al cervello attraverso 2 vie.
– La via arcaica passa per il collicolo superiore, arrivando
infine ai lobi parietali.
› Questa via è preposta agli aspetti spaziali della visione: si
incarica insomma di stabilire dov’è un oggetto, ma non che
cos’è.
– La via recente passa per il nucleo genicolato laterale e
arriva alla corteccia visiva, per poi dividersi ancora una
volta in flusso del come e flusso del cosa/dove.
46
47
› https://www.youtube.com/watch?v
=LNZ7QTiaGqE
Il soggetto è uno splitbrain.
• L’emisfero di sinistra
possiede solo la via del
come e non la via del
cosa.
48
› Il flusso del come/dove si sovrappone in certa misura a
quella della via arcaica, ma media aspetti molto più
sofisticati della visione spaziale, perché, invece di limitarsi
a localizzare un oggetto, determina la struttura spaziale
complessiva della scena visiva.
– Quando schiviamo un oggetto che ci viene lanciato addosso, ci
muoviamo per una stanza evitando di andare a sbattere contro
le cose, scavalchiamo con cautela un ramo d’albero o un fosso,
oppure allunghiamo la mano per prendere un oggetto o parare
un colpo, facciamo affidamento sul flusso del come.
› Questi calcoli sono in gran parte inconsci e pressoché automatici, come
fatti da un copilota robot o zombie che seguisse le nostre istruzioni senza
bisogno di molta guida o controllo.
49
› Il flusso del cosa presiede
soprattutto al riconoscimento degli
oggetti e al loro significato per noi.
– Proietta da V1 al Giro Fusiforme e da lì
ad altre parti dei lobi temporali.
– L’area fusiforme esegue soprattutto
una classificazione precisa degli
oggetti – distingue le P dalle Q, i falchi
dalle colombe e Joe da Jane –, ma
non assegna significato ad alcuno di
essi.
› Etichetta, suddividendo in distinti
contenitori concettuali non sovrapposti,
senza necessariamente sapere (o provare
interesse per) altro su di essi.
50
› Quando supera il Giro Fusiforme per raggiungere altre parti dei lobi
temporali, la via 2 evoca non solo il nome di una cosa, ma anche
una penombra di ricordi e fatti associati all’oggetto, in generale la
sua semantica (cioè il suo significato).
› Non solo si riconosce il volto di Joe come Joe, ma si ricordano varie cose di lui. È
sposato con Jane, ha uno spirito sarcastico, è allergico ai gatti e adesso è nella nostra
squadra di bowling.
– Questo processo di recupero semantico comporta la diffusa attivazione dei
lobi temporali, ma pare concentrarsi su alcuni colli di bottiglia comprendenti
l’area di Wernicke, preposta al linguaggio, e il lobulo parietale inferiore (LPI),
che presiede a capacità squisitamente umane come dare nomi, leggere,
scrivere e far di conto.
51
– Una volta che il significato è stato estratto da questi colli di bottiglia, i
messaggi sono trasmessi all’amigdala, che è inclusa nella porzione anteriore
dei lobi temporali, perché evochi sentimenti in merito a ciò che (o a chi)
vediamo.
52
L’Interprete e la sua funzione
adattativa
53
› La mente è l’ultima a sapere le cose.
– L’illusorio «noi» diventa consapevole di un evento soltanto
dopo che il cervello lo ha elaborato.
› Il cervello, e in particolare l’emisfero sinistro, interpreta dati che esso
stesso ha precedentemente elaborato al termine di milioni e milioni di
processi automatici.
› La chiave di interpretazione del nostro modo di essere va ricercata non
solo nella nostra straordinaria capacità di compiere la ricostruzione degli
eventi, ma anche negli errori che di frequente vengono commessi durante
tale ricostruzione.
› La biografia è una creazione della mente
– L’autobiografia è inevitabilmente un’invenzione.
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› Il cervello è stracolmo di meccanismi tanto straordinari
che assolvono i loro compiti prima che noi prendiamo
realmente coscienza dell’azione da compiere, prima che
noi pensiamo di prendere una decisione!
– Talvolta questi processi automatici diventano ingannevoli e
creano illusioni, dimostrazioni lampanti dell’esistenza di
meccanismi automatici del genere, che operano in modo tanto
efficiente che nessuno può far niente per fermarli. Seguono il
proprio corso e noi possiamo solo vederli in azione.
› Il nostro sistema motorio, che rende operative le decisioni del cervello, è
indipendente dalle nostre percezioni consce.
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› Il 98% di quello che fa il cervello è al di fuori del dominio della
coscienza.
– Nessuno oserebbe contestare la tesi secondo cui tutte le nostre attività
sensoriali e motorie vengono di fatto pianificate ed eseguite inconsciamente.
› Mentre siedo e scrivo a macchina una frase, non ho la più pallida idea di come il
mio cervello guidi correttamente Ie dita sulla tastiera; né ho la benché minima idea
di come il gatto che si è disteso sulla poltrona, che ho intravisto nel campo visivo
periferico, abbia attirato la mia attenzione mentre io, nonostante tutto, continuo a
scrivere a macchina queste parole.
› Lo stesso accade per i processi intellettivi. Mentre sono seduto a scrivere, non
sono affatto cosciente di come i messaggi neurali insorgano dalle varie parti del
mio cervello e vengano programmati per organizzare qualcosa che somiglia a un
argomento razionale. Succede e basta.
– non siamo consapevoli di quanto avviene all’interno delle nostre vite consce.
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› L’interprete  È un sistema specifico che connette tra loro gli
innumerevoli output provenienti dalle migliaia e migliaia di sistemi
automatici per formare la nostra soggettività, così da fornire a
ciascuno di noi una storia personale.
› Collocato esclusivamente nell’emisfero cerebrale sinistro, cerca di
dare una spiegazione agli eventi interni ed esterni.
– Si tratta di un meccanismo legato alla nostra generale capacità di capire
come eventi contigui si correlino tra loro.
– Una specializzazione insita nel cervello sin dalla nascita, opera sulle attività
di altri adattamenti strutturati all’interno del nostro cervello.
› Questi adattamenti molto probabilmente sono a livello della corteccia, ma
operano principalmente al di fuori della coscienza, cosi come fa la maggior parte
delle nostre attività mentali.
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› Come abbiamo già visto nei casi di splitbrain, il fatto sorprendente è che l’emisfero
sinistro tesse la propria storia in modo da
convincere se stesso e gli altri di avere il
pieno controllo della situazione.
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› La precisione di un ricordo dipende dall’emisfero
utilizzato.
– La scarsa abilità nel ricordare con precisione eventi
passati è dovuta all’Interprete.
– Solo l’emisfero sinistro ha un Interprete, perciò è l’unico
ad avere quella predisposizione a interpretare eventi
che influisce sulla precisione del ricordo. Tuttavia la
procedura di elaborazione ha un effetto deleterio sulla
precisione della ricostruzione del passato.
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› A pazienti split-brain venivano mostrate immagini che
rappresentano eventi comuni (alzarsi la mattina a preparare la
colazione).
– Poi veniva chiesto di giudicare se immagini appartenenti a un’altra serie
fossero apparse nella prima serie.
› Entrambi gli emisferi riconoscevano con la stessa precisione le immagini viste in
precedenza e scartavano quelle mai viste.
– Poi al soggetto venivano presentate immagini mai mostrate, e che avevano
una qualsiasi relazione con quelle precedentemente viste,
› soltanto l’emisfero destro si comportava correttamente.
› L’emisfero sinistro ricordava, sbagliando, un maggior numero di immagini,
probabilmente perché rientravano nello schema dell’evento che esso stesso aveva
costruito (interferenza proattiva).
– L’emisfero sinistro formula teorie per riorganizzare le informazioni percepite
in un tutto comprensibile.
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› Che cosa c’e di cosi adattativo nell’avere nell’emisfero sinistro un
dispositivo che equivale a un adattatore? Non e meglio dire sempre
la verità? Perché siamo geneticamente predisposti come ignobili
bugiardi?
– L’interprete ha il compito di tenere in piedi la nostra storia personale. Per fare
ciò, dobbiamo imparare a mentire a noi stessi.
› Trivers 
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– Per convincere qualcun altro della veridicità della nostra storia dobbiamo
prima convincere noi stessi. Abbiamo bisogno di qualcosa che prolunghi i
fatti della nostra reale esperienza in una continua narrazione, ovvero
I’immagine di noi stessi che per anni siamo andati avanti a costruire nella
nostra mente.
– Questa processo di adattamento ci fa credere di essere brave persone, di
avere il controllo di noi stessi e che le nostre intenzioni siano buone. Si tratta
probabilmente del meccanismo più sorprendente posseduto dagli esseri
umani.
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