S.A.F.
SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Commissione Banche Assicurazioni e
Intermediari Finanziari
26 settembre 2011 - Sala Convegni
Finalità dell’iniziativa
La Commissione Banche ed Intermediari Finanziari
dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, in
relazione al progetto condiviso con altri Ordini d’Italia e
denominato “Osservatorio società quotate”, ritiene che
tramite l’analisi dell’informazione finanziaria degli
emittenti titoli diffusi sia possibile individuare,
avendone rilevato la necessità, standard di
comunicazione sintetica e comprensibili, da proporre
per le comunicazioni agli azionisti delle società quotate.
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Finalità dell’iniziativa
In tale ottica la Commissione ha varato il progetto di analisi
della documentazione rituale presentata da due società
quotate, rispettivamente la Banca Popolare di Milano Scarl
e la Banca Popolare di Sondrio Scarl, con lo scopo di
individuare dapprima temi e modalità di comunicazione
necessarie e quindi – se possibile – standard di comunicazione
sintetica che possano in estrema sintesi aiutare a comprendere i
punti di forza e debolezza, gli orientamenti del Management, le
tendenze e i progetti di sviluppo degli affari, così da rendere in
breve più intellegibile la situazione economica della società e le
componenti che ne hanno determinato:
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Finalità dell’iniziativa
(i) il risultato economico e la sua evoluzione;
(ii) la posizione finanziaria;
(iii) i punti di forza e di debolezza;
(iv) i rapporti con la compagine azionaria;
(v) la gestione della Governance e al sua eventuale evoluzione;
(vi) i vari tipi di rischio e l’impatto sulla situazione finanziaria ed
economica;
(vii)le strategie e la loro evoluzione.
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Finalità dell’iniziativa
Non è invece compito della Commissione,
né è scopo del presente lavoro, la valutazione
e l’espressione di giudizi sulla validità della
gestione, sui risultati conseguiti e sulle
performance aziendali, per cui anche il richiamo
e l’analisi dei dati di bilancio va ricondotta
sempre e soltanto all’aspetto informativo e alla
qualità della comunicazione.
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Illustrazione delle considerazioni relative
alla comunicazione finanziaria
(bilancio 31/12/2010)
di Banca Popolare di Milano
Dott. Uberto Barigozzi
Finalità dell’iniziativa
In questo quadro e con riferimento alle due
società in questione, la Commissione ha
esaminato i dati consolidati e, al termine
dell’analisi, ha chiesto al Management alcuni
approfondimenti ritenuti necessari a meglio
comprendere le scelte effettuate, il significato di
taluni passaggi e l’evoluzione strategica della
gestione.
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Finalità dell’iniziativa
Passando all’esame del Bilancio 31.12.2010
delle due Banche ed alla documentazione
presentata in assemblea, unica documentazione
oggetto di indagine nel presente lavoro, se del
caso integrata con le informazioni richieste e
qualora fornite dalle funzioni preposte, si ritiene
di poter giungere ad alcune sintetiche
considerazioni, le più rilevanti delle quali sono
oggetto della presente comunicazione.
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Analisi del conto economico e degli
elementi che hanno contribuito al
risultato
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Banca Popolare di Milano Scarl
A) L’analisi del conto economico e analisi degli elementi che hanno contribuito al risultato
La Commissione ha esaminato il conto economico consolidato,
raffrontato ai precedenti esercizi ed è giunta alle conclusioni che
seguono.
Il risultato economico anche rispetto al precedente esercizio, è
stato influenzato in modo sostanziale da alcuni fattori che hanno
consentito, nel contesto generale di settore di peggioramento (in
modo sensibile) del margine di interesse, di mantenere e
leggermente migliorare la performance netta (utile netto di
pertinenza della capogruppo nel 2009: Euro 103,6 milioni; utile
netto nel 2010: Euro 106,0 milioni).
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Banca Popolare di Milano Scarl
A) L’analisi del conto economico e analisi degli elementi che hanno contribuito al risultato
In particolare gli elementi che hanno contribuito a
mantenere la posizione riguardano le operazioni di finanza
straordinaria relative alla alienazione di partecipazioni e
l’alleggerimento, in termini percentuali debitamente motivati,
degli accantonamenti per singola classe dei fondi rischi su crediti
(con particolare riguardo alla riclassificazione in base alle nuove
disposizioni in materia di posizioni ristrutturate). Inoltre,
unitamente a questi elementi, ha trovato soluzione anche il tema
(non unanimamente condiviso a livello di sistema) della
definizione forfettaria del contenzioso fiscale relativo ai periodi di
imposta 2004 – 2008, il che ha pesato sul conto economico per
169 milioni di euro.
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Banca Popolare di Milano Scarl
A) L’analisi del conto economico e analisi degli elementi che hanno contribuito al risultato
Ci pare doveroso segnalare che escludendo le
operazioni non ricorrenti il risultato della gestione
operativa si attesta ad euro 382 milioni (-41% rispetto
al 2009), l’utile dell’operatività corrente al lordo delle
imposte ad euro 126,4 milioni (-56,3%) e l’utile netto
dell’esercizio di pertinenza della capogruppo ad euro
34,8 milioni (-77,7%). Non va per altro dimenticato che
la riduzione in misura così significativa dell’utile
operativo è stata nell’esercizio 2010, una caratteristica
comune dell’intero settore bancario.
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Principali dati economici
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Elementi che hanno concorso alla
determinazione del risultato
 Operazioni di finanza straordinaria (alienazione di
partecipazioni);
 Variazione degli accantonamenti per fondi rischi su
crediti;
 Definizione del contenzioso fiscale del periodo
d’imposta 2004/2008.
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Risultato della gestione operativa




Utile da operazioni ricorrenti Euro 382 mio (-41%)
Utile dell’operatività
Al lordo imposte Euro 126,4 mio (-56,3%)
Utile netto della capogruppo Euro 34,8 mio (-77,7%)
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Impatto
delle
operazioni
non
ricorrenti
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Analisi del patrimonio
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Analisi del patrimonio
Si è presa in esame la posizione finanziaria del Gruppo
Bipiemme relativamente all’esercizio precedente e la sua
evoluzione. Particolare impatto ha avuto nella variazione, il
sensibile sviluppo fatto segnare nel corso dell’esercizio dagli
impieghi alla clientela (2.733 milioni di euro, corrispondenti al
+ 8,3%) rispetto ad un incremento meno che proporzionale
della raccolta diretta dalla clientela (801 milioni di euro,
corrispondenti al + 2,2%). La giustificazione addotta a fronte di
una specifica richiesta al Management, è stata quella di avere
ritenuto prioritario difendere il collocamento dei titoli
(privilegiare la difesa della raccolta indiretta) al fine di migliorare
la redditività complessiva, circostanza che pare ragionevole agli
scriventi.
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Analisi del patrimonio
Altri elementi che hanno condizionato la posizione
finanziaria, riguardano gli investimenti connessi
all’acquisizione della partecipazione in BPM VITA (113
milioni di euro) nonché l’acquisizione della
partecipazione in Factorit S.p.A. (circa 51 milioni di
euro), operazioni la prima avente durata limitata nel
tempo e connessa alla mera sostituzione di un partner
assicurativo con uno nuovo, mentre la seconda è
connessa all’acquisizione di uno strumento efficace per
lo sviluppo del business nell’area del credito alle PMI,
in cooperazione con BPS.
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Analisi del patrimonio
Oggetto di particolare esame è stata la struttura degli impieghi
economici, con specifico riguardo alla concentrazione di rischio.
A tale proposito, in particolare con riferimento alle notizie di
stampa recentemente apparse circa l’eccessiva concentrazione
del rischio nel comparto immobiliare, la Banca ha tenuto a
precisare che soltanto il 24% dei crediti (escludendo i mutui ai
privati), costituiscono esposizione diretta verso il “real estate”.
Con riferimento alla posizione di “Risanamento S.p.A.”, la Banca
ha confermato che la partecipazione alla ristrutturazione della
posizione debitoria di Risanamento in seguito alla quale, ad oggi,
detiene una partecipazione pari al 7% del capitale sociale, deve
ritenersi un atto dovuto a tutela del credito vantato dalla Banca.
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Analisi del patrimonio
Particolari modifiche sono intervenute nella posizione
finanziaria netta, dato che nel corso dell’esercizio è
stata assorbita liquidità per 388 milioni di euro,
spiegata da assorbimenti pari a 180 milioni da parte
della gestione operativa, a 142 milioni da parte delle
attività di investimento ed a 66 milioni relativamente
all’attività di provvista. In sintesi, si può dire che
complessivamente la posizione finanziaria risulta ridotta
– la cassa e le disponibilità liquide alla chiusura
dell’esercizio risultano più che dimezzate a 264 milioni.
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Analisi del patrimonio
Circa l’evoluzione della posizione finanziaria netta si può
ragionevolmente pensare ad un consistente miglioramento
a breve, sia per l’incasso dell’aumento di capitale, sia per la
conclusione dell’operazione BPM VITA, la cui partecipazione
di controllo (51% del capitale) è stata acquisita
nell’esercizio 2010 dal Gruppo FONSAI al prezzo di euro
113 milioni ed è stata oggetto di rivendita, lo scorso 8
settembre 2011, al nuovo partner assicurativo francese
Covea, che ne ha acquisito l’81% del capitale ad un prezzo
di euro 243 milioni con una plusvalenza netta stimata in
non meno di euro 20 milioni.
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Analisi del patrimonio
Altra annotazione riguarda l’impegno connesso con il consistente
aumento delle attività finanziarie nette (a perimetro di
consolidamento costante), che hanno fatto segnare un
incremento di quasi 3,5 miliardi di euro (+ 103% rispetto a fine
2009), probabilmente con lo scopo di ottenere un risultato di
stabilizzazione dovuto al significativo differenziale tra il
rendimento dei titoli di Stato e il tasso di riferimento della BCE
(ma non è da trascurare il rischio connesso con le differenze di
valutazione dei titoli di Stato derivanti dall’allargarsi dello spread
dell’Italia a seguito del deterioramento del merito creditizio).
Tale comportamento può ritenersi tipico dell’intero sistema
bancario in quanto beneficia di quanto disposto dalla
comunicazione della Banca d’Italia relativa al patrimonio di
vigilanza: filtri prudenziali al maggio 2010.
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Posizione finanziaria
Impieghi (+8,3%) maggiori delle fonti (+2,2%)
Incentivo alla
raccolta indiretta
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Posizione finanziaria netta
Risulta sostanzialmente ridotta:la cassa e le disponibilità liquide
sono più che dimezzate.
Assorbita liquidità per Euro 388 mio
180 mio da Gestione operativa
142 mio da Investimenti
66 mio Attività di Provvista
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Evoluzione della posizione patrimoniale
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Composizione del portafoglio impieghi
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Evoluzione della posizione finanziaria netta
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1/2
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Evoluzione della posizione finanziaria netta 2/2
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Governance
Con riferimento a tale particolare tema dobbiamo ricordare
che l’analisi della Commissione non è finalizzata ad
esprimere giudizi di merito sulla qualità della governance,
ma bensì sulla comunicazione che dei fatti di governance
viene resa. A tal proposito non sono emerse lacune o
criticità in tema di comunicazione, essendo stata oggetto di
informativa sia l’attività svolta dagli organi sociali, sia la
struttura delle Commissioni Consiliari sia le modalità di
formazione del consenso e dell’esercizio – e i relativi limiti –
dei diritti amministrativi sia di voto che iscrizione a libro
soci.
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Governance
Ciò non di meno non si può non richiamare l’ampio risalto che la
recente stampa ha dato al tema, avuto anche riguardo ai rilievi
posti dalla Banca d’Italia in tema di nuove deleghe in assemblea
e al divieto (ex lege) ai dipendenti/soci di essere, a loro volta,
portatori di deleghe. Il problema della “autoreferenzialità” della
BPM, è tema noto e nello specifico è anche nota l’evoluzione che
la prevalente componente dei componenti/soci ha avuto con
l’effetto di limitare in modo sostanziale l’apertura dell’istituto
verso il management esterno e di poter cogliere opportunità per
il proprio rafforzamento attraverso politiche di acquisizione
(attive e passive) che possono consentire un adeguamento sia
dimensionale che culturale dell’istituto ai tempi.
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Governance
Va da sé che il tema “voto capitario” è critico per sua natura e di
difficile soluzione se non su scala globale, comune a tutte le
strutture cooperative di grandi dimensioni, ma esso viene citato
sovente con specifico riferimento a Banca Popolare di Milano.
Forse sotto l’aspetto operativo, indipendentemente dallo schema
di governance adottato, soluzioni pragmatiche e il ritorno a
schemi basati su equilibri passati, quali la nomina negli organi
sociali e per talune posizioni del top management di membri
esterni all’istituto non autoreferenti, potrebbe già costituire di
fatto un riequilibrio dei poteri con riferimento anche alla sola
tradizione della Banca, e forse senza la necessità di ricorrere ad
innovazioni formali stravolgenti.
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Controllo del rischio – rischio di credito e relativi accantonamenti
Va rilevato sul punto, un sensibile incremento delle
attività deteriorate nette (+20,4%), che ammontano a
2,1 miliardi di euro, rispetto al precedente esercizio.
Una parte rilevante di esse è costituita dalle esposizioni
ristrutturate (euro 692 milioni, + 162%) che mostrano
un indice di copertura (6,4%) decisamente inferiore
rispetto a quelli di incagli (13%) e sofferenze (51%).
Il tema merita peraltro un ulteriore approfondimento
che risulta giustificato dalla variazione della base per
effetto delle cancellazioni.
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Rischio di
credito
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Evoluzione strategica
Con particolare riguardo all’evoluzione della
strategia a medio termine, mentre la relazione
fornisce con estrema accuratezza informazioni
circa le singole voci di bilancio, la struttura delle
componenti di costo, nonché molte note in
ordine al livello organizzativo, non pare agli
scriventi che adeguato spazio venga fornito alle
politiche aziendali ed alla loro possibile
evoluzione nel tempo.
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Evoluzione strategica
Per certo abbiamo notato un indebolimento della struttura
finanziaria della Banca nel corso dell’esercizio, cui peraltro si è
posto rimedio con la delibera di aumento di capitale, con una
modifica nella struttura delle partecipazioni che ha visto preferire
una partecipazione condivisa ad una gestione e produzione
diretta nel settore “asset management” (operazione Anima), un
impegno nel settore “factoring” (che peraltro va valutato anche
a fronte di una situazione finanziaria tendenzialmente in
peggioramento) ed una modifica della partnership nel settore
bancario/assicurativo, con il riacquisto della quota di BPM VITA,
a fronte peraltro di una già deliberata rivendita ad altro partner
assicurativo.
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Evoluzione strategica
In questo contesto sembrerebbe di individuare
una strategia volta a riportare il core business
sull’attività di base della banca commerciale,
con risultati che dovrebbero quindi essere
influenzati dall’andamento del margine di
interesse. A tale riguardo, sarebbe auspicabile
un possibile confronto con il management della
Banca, anche perché ciò parrebbe modificare
una linea in passato più bilanciata tra le attività
tipiche e quelle parabancarie.
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Evoluzione strategica
In estrema sintesi: un conto economico che
mostra nelle sue componenti importanti
differenze rispetto all’esercizio precedente, un
peggioramento generale della situazione
finanziaria, importante ma non allarmante, ed
un risultato economico influenzato per circa due
terzi da operazioni non ricorrenti. Restano ferme
per altro le incertezze proprie dell’intero
sistema, legate alla valutazione e al possibile
deterioramento del merito creditizio.
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Evoluzione strategica
Punti di forza:
fornite con estrema accuratezza informazioni sulle singole
voci di bilancio, la struttura delle componenti di costo, nonché
note in ordine al livello organizzativo.
Criticità:
poco e/o non adeguato spazio alle politiche aziendali e
alla loro possibile evoluzione nel tempo.
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Considerazioni di sintesi
Indebolimento della struttura finanziaria nel
corso dell’esercizio cui si è posto rimedio con:
Delibera di aumento del capitale sociale;
Modifica nella struttura delle partecipazioni (Anima)
Impegno nel settore del factoring
Modifica nella partnership nel settore
bancario/assicurativo.
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