Il sacro sangue di Napoli:
san Filippi Neri e suor Maria Giuliana Arenare
 Nella Chiesa dei Girolamini in
via Duomo 42 si conserva come
reliquia un’ampolla di sangue di
san Filippo Neri (1515-1595), che
si mantiene liquido in
permanenza. Vi fu portato dai
padri della congregazione nel
‘600 da Roma con altre reliquie.
 Nella stessa chiesa si
conservava un ampollina di
sangue sempre liquido
appartenuto alla serva di Dio
suor Maria Giuliana Arenare
(1816-1857). Il corpo della
religiosa si trova presso il
monastero di S. Geltrude.
Il sacro sangue di Napoli:
san Francesco Saverio, san Francesco de Geronimo e padre Paolo Capelloni
 Nella Chiesa di Gesù Nuovo in via S.
Sebastiano 48 si conserva in un
reliquario, una piccola fiala contenente
sangue di San Francesco Saverio (15061552); questa sostanza ematica si
mantiene in permanenza in uno stato
pastoso, semiliquido.
 Nella stessa chiesa si conserva una
reliquia del sangue del santo gesuita
Francesco de Geronimo (1642-1716).
Nell’ampolla il sangue rimase liquido per
tre mesi, poi si coagulò.
 Presso la chiesa si conserva anche una
fialetta di sangue del servo di Dio padre
Paolo Capelloni (1776-1857). Questo
sangue venne estratto per salasso dal
cadavere e rimase liquido per molti anni
prima di coagularsi.
Il sacro sangue di Napoli:
san Luigi Gonzaga e don Placido Backer
 Nella Chiesa del Gesù Vecchia in
via G. Paladino, 38 si conserva
un’ampolla contenente il sangue
di san Luigi Gonzaga (1568.1691).
Il sangue è soggetto a
liquefazione nel giorno della
ricorrenza del Santo, che si
celebra il 21 giugno.
 Nella chiesa si conserva un’altra
reliquia di sangue, appartenuto
al servo di Dio don Placido
Baccher, morto nel 1851. Questo
sangue si mantiene in uno stato
di parziale liquefazione
permanente.
Il sacro sangue di Napoli:
di suor Maria Maddalena Sterlicco
 Nella chiesa di S. Maria
Ognibene a Settedolori in via
F. Gerardi 59 si conserva il
sangue della serva di Dio suor
Maria Maddalena Sterlicco.
Prima che la religiosa
morisse, le fu praticato un
salasso; il sangue venne
conservato in fiale, dove ben
presto coagulò. Ma quando la
Sterlicco morì, quel sangue si
liquefece, mostrandosi di un
bel colore rosso rubino, e
anche spumeggiante.
Il sacro sangue di Napoli:
di suor Rosa Giannini e padre Leonardo de Fusco
 Nella chiesa di S. Domenico Maggiore in
piazza san Domenico Maggiore, 8 è
sepolta la serva di Dio suor Rosa
Giannini (1670-1741). Scrivono Alfano e
Amitrano: <<Dopo la morte si procurò di
aver sangue estraendolo dal cuore e si
trovò che era stato trafitto da tre raggi
luminosi, partiti da un Crocifisso nella
chiesa di S. Pietro ad Aram, mentre la
Giannini intensamente colà pregava.
Nell’operazione necroscopica fu raccolto
il sangue dallo squarcio del petto; li
astanti ne bagnarono fazzolletti,
bambagia e ne riempirono ampolline,
nelle quali il sangue si mantenne liquido
per circa dodici anni.
De Fusco
 Presso la chiesa era conservato anche il
sangue del servo di Dio padre Leonardo
de Fusco (1569-1690), domenicano. Il
sangue di questo servo di Dio rimase
liquido fino all’800.
Il sacro sangue di Napoli:
san Giovanni Battista, santa Patrizia e san Lorenzo

Nella chiesa di S. Gregorio Armeno in
piazzetta San Gaetano 1, viene conservato il
sangue di san Giovanni Battista precursore di
Cristo. Questo sangue resta coagulato per
tutto l’anno, ma il 29 agosto, ricorrenza del
Santo, diventa liquido per tutta la durata della
messa.

Nella stessa chiesa si conservano le relique di
santa Patrizia, venerata come compatrona di
Napoli. Di famiglia imperiale, nacque a
Costantinopoli nel VII secolo. Secondo la
tradizione un secolo dopo la morte della santa
si volle estrarre dalla sua salma un dente
molare. Si vide allora uscire prodigiosamente
vivo sangue che venne subito raccolto e poi
conservato. La reliquia viene esposta
pubblicamente ogni martedì, durante la messa
al convento e sovente si può assistere alla
liquefazione.

Nella chiesa si conserva un’ampolla con sangue
e grasso attribuito a san Lorenzo. Questo
sangue da tempo immemorabile si scioglie
ogni anno nella ricorrenza tradizionale del
martirio del santo (10 agosto).
Il sacro sangue di Napoli:
san Pantaleone, santo Stefano e san Potraso e san Girolamo

Sempre nella chiesa di San Gregorio Armeno,
si trova il sangue di san Pantaleone, che si
presenta in uno stato di fusione permanente.

Nella chiesa si conserva da tempo
immemorabile una reliquia di sangue
attribuita a santo Stefano protomartire.
Secondo le cronache antiche questo sangue si
scioglieva sempre il 3 agosto e talvolta anche il
26 dicembre. (Un’altra ampollina di sangue si
trova nel monastero delle clarisse in piazza del
Gesù Nuovo, n.18)

Vi si conserva anche una reliquia di sangue
attribuita a san Protaso martirizzato in
Milano il 19 giugno 305 che si presenta in stato
di liquefazione permanente.

Ed infine vi si conserva una reliquia di sangue
attribuita a san Girolamo morto a Betlemme il
30 settembre 420, che si presenta anche questa
in stato di liquefazione permanente.
Il sacro sangue di Napoli:
san Camillo de Lellis
 Nella Chiesa di S. Maria del
Divino Amore in via Paparelle
al Pendino 32 si conserva
come reliquia il sangue di san
Camillo de Lellis (1550-1614),
fondatore dei Ministri degli
Infermi (Camilliani), venne
raccolto in due ampolle dopo
la morte, dalla ferita che si
praticò nella salma per
estrarne il cuore. Il sangue si
mantenne liquido per anni;
poi si coagulò e si ridusse in
granellini di color rosso come
ora si osserva.
Il sacro sangue di Napoli:
sant’Alfonso Maria de’ Liguori
 Nella Chiesa di S. Maria della
Mercede in via Chiaia, 156 si
conserva una fialetta contenente
pochi grumi di sangue disseccato;
questo sangue sarebbe stato raccolto
da un salasso praticato al
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori,
alcuni anni prima della morte. Il
primo agosto 1851 nella ricorrenza
della morte la reliquia venne esposta
al pubblico, e il giorno 2 ebbe la
prima liquefazione del sangue. Il
fenomeno continuò a manifestarsi
negli anni successivi, fino al periodo
bellico, nella secondo guerra
mondiale. Da allora non si ebbero
più notizie di liquefazioni.
Il sacro sangue di Napoli:
sant’Andrea Avellino e del card. Francesco Pignatelli
 Nella chiesa di S. Paolo Maggiore in via
San Paolo, 14 di conserva un reliquiario
contenente tre boccette del sangue di
sant’Andrea Avellino (1536-1608).
Scrivono Alfano e Amitrano: <<L’ottavo
giorno dopo la morte del Santo ,
chiedendo un medico, dott. Vecchioni,
di vedere il sangue, lo riscontrò liquido;
né dava cattivo odore; di più lo vide
spumeggiare; tale fenomeno durò molte
ore; intanto il volume del sangue
aumentava e quasi pulsava. Dopo
alquanti mesi il sangue indurì. Tre anni
dopo, nel 1611, terzo anniversario della
morte del Santo, il sangue che era
indurito, fu visto liquefarsi, quando
venne esposto alla venerazione dei fedeli,
e poi spumeggiò dinanzi a otto religiosi
dell’ordine teatino…>>.
 Presso la chiesa si conserva anche una
reliquia di sangue del card. Francesco
Pignatelli (1652-1734), arcivescovo di
Napoli. Questo sangue si presenta
sempre liquido, di colore rosso vivo.
Il sacro sangue di Napoli:
san suor Giuseppina del SS. Crocifisso
 Nel Monastero dei Ss.
Suor Giuseppina
Del SS. Crocifisso
Giuseppe e Teresa, in via
Santa Maria ai Monti, 37 morì
la serva di Dio suor
Giuseppina del SS. Crocifisso,
al secolo Giuseppa Catanea
(1894-1948). Le ampolline di
sangue prelevato furono
rinchiuse nella bara insieme
al corpo. Dopo due anni si
procedette alla ricognizione
della salma e il sangue fu
trovato ancora liquido, come
attesta dal dott. Luigi De
Luca.
Il sacro sangue di Napoli:
serva di Dio suor Maria Villani
 Nel monastero della ven. Caterina
Volpicelli in via Sapienza 47 si trova
l’ampollina del sangue della serva di
Dio Maria Villani (1584-1670), la
quale fondò a Napoli l’ordine delle
suore della Madre del Divino
Amore. L’8 settembre 1619, in una
fase di estasi, vide il redentore che le
feriva il cuore. Da quel giorno le
rimase una stigmata nel fianco,
dalla quale usciva sangue che venne
in parte raccolto e conservato. Nove
ore dopo la morte venne estratto il
cuore dal suo corpo, e anche in
quell’occasione si raccolse il sangue
della religiosa. Questo sangue si
presenta pastoso, di colore rosso
rubino: capovolgendo la fialetta
scorre.
Il sacro sangue di Napoli:
san suor Maria Luigia
 Presso il Monastero di S.
Antonio ai Monti in via
Sant’Antonio ai Monti, 1
viene conservata
un’ampollina contenente
il sangue della
fondatrice, la serva di
Dio suor Maria Luigia de
Nicola del S. Cuore di
Gesù (1790-1829). Questo
sangue si presenta
sempre allo stato liquido.
Il sacro sangue di Napoli:
san Marcellino
 Presso il Monastero di
Stella Mattutina in via
Sant’Antonio Abate 11 vi
si conserva una boccetta
di sangue attribuito a san
Marcellino, che si
mantiene sempre
liquido. La boccettina è
chiusa con un tappo non
ermetico, e il contenuto è
esaminabile. Ricorrenza
il 2 giugno.
Il sacro sangue di Napoli:
Beato Gaetano Errico
 Presso i missionari dei Sacri
Cuori in via Dante 2/b si
conserva il sangue del
venerabile sac. Gaetano
Errico (1791-1860). Il
sacerdote ebbe fama di
santità per le sue opere di
carità e di apostolato, e per i
suoi carismi straordinari
(bilocazione, estasi,
scrutamento dei cuori,
profezie). Nel giorno della sua
morte si raccolse il suo
sangue che si mantenne
liquido per 65 anni fino al
1925.
Il sacro sangue di Napoli:
di San Gennaro
 Nel Duomo di san Gennaro in via
Duomo vi si trova la liquefazione di
sangue più famosa al mondo. Il sangue
del vescovo beneventano morto
decapitato il 19 settembre del 305, è
contenuto in due ampolle di vetro. Il
primo sabato di maggio, le sante reliquie
vengono portate processionalmente alla
chiesa di S. Chiara; e qui, “ alla presenza
di tutto il popolo pregante plorante,
accade il miracolo: ivi, ogni anno accade
ora il miracolo”.
 Nella Cappella Reale di Madrid (Spagna)
c’è un reliquiario con un po’ di sangue di
san Gennaro: fu fatto questo dono al re
Filippo V di Borbone (1683-1746),
sovrano di Spagna; dicono che questo
sangue si sciolga proprio il 19 settembre.
Il vescovo di Napoli fa
vedere ai fedeli il miracolo
della liquefazione del
sangue di san Gennaro
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