GENITORI PERFETTI?
NO GRAZIE!
Il bullismo: fra emozione e prevenzione
Ne vittime ne colpevoli
Come affrontare il tema?
PREGIUDIZIO
SMINUIRE
“sono ragazzi, queste cose
succedevano anche alla mia
età”
“Non ti preoccupare non è
successo niente”
CONOSCERE E
RI-CONOSCERE
Ponendosi domande
“Vedrai che se non gli dai retta
smette di prenderti in giro”
PORTA ALLA NON
CURA DEL
PROBLEMA
Se conosceste una donna
che si trova in stato
interessante, che ha già otto
figli, tre dei quali sono sordi,
due sono ciechi, uno è
ritardato mentale e lei stessa
ha la sifilide, le consigliereste
di abortire
PORTA
ALL’AZIONE
CONSAPEVOLE
PORTA ALLA
CHIUSURA AL
NON MOVIMENTO
Alcune tra le idee preconcette più diffuse sono:
• Il bullismo, in fondo, è solo “una ragazzata”.
• Il bullismo fa parte della crescita, è una fase normale che serve a
“rafforzarsi”.
• Il bullismo è un fenomeno proprio delle zone più povere e
degradate, è più diffuso nelle grandi città, nelle scuole e nelle classi
più numerose.
• Il bullismo deriva dalla competizione per ottenere buoni voti a
• Il bullo ha una bassa autostima e al di là delle apparenze è ansioso
e insicuro.
COSA NON È BULLISMO
Una prima categoria di comportamenti non classificabili come bullismo è
quella degli atti particolarmente gravi, che più si avvicinano ad un vero e
proprio reato.
Attaccare un coetaneo con coltellini o altri oggetti pericolosi,
fare minacce pesanti,
commettere furti di oggetti molto costosi
compiere molestie o abusi sessuali non sono in alcun modo definibili come
“bullismo”.
Allo stesso modo, i comportamenti cosiddetti “quasi aggressivi”, che
spesso si verificano tra coetanei, non costituiscono forme di bullismo.
I giochi turbolenti e le “lotte”, particolarmente diffusi tra i maschi, o la presa in
giro “per gioco” non sono definibili come bullismo in quanto implicano una
simmetria della relazione, cioè una parità di potere e di forza tra i due
soggetti implicati e una alternanza dei ruoli prevaricatore/prevaricato.
Cos’è il bullismo?
Per bullismo si intendono tutte quelle azioni
di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un
bambino/adolescente, definito “bullo” (o da parte di un gruppo), nei
confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la
vittima.
Perché si possa parlare di bullismo è necessario che siano soddisfatti alcuni
requisiti:
i protagonisti sono sempre bambini o ragazzi, in genere in età scolare,
gli atti di prepotenza, le molestie o le aggressioni sono intenzionali, cioè sono
messi in atto dal bullo (o dai bulli) per provocare un danno alla vittima o per
divertimento;
c’è persistenza nel tempo:
c’è asimmetria nella relazione,
la vittima non è in grado di difendersi,
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Quando si parla di bullismo non si fa quindi riferimento ad un singolo
atto, ma a una serie di comportamenti portati avanti ripetutamente,
all’interno di un gruppo, da parte di qualcuno che fa o dice cose
per avere potere su un’altra persona.
Il termine si riferisce al fenomeno nel suo complesso e include:
• i comportamenti del bullo
• quelli della vittima
• e anche di chi assiste (gli osservatori).
Sostenitore del bullo
Agisce in modo da rinforzare il comportamento
del bullo
Difensore della vittima
Prende le parti della vittima difendendola,
consolandola o cercando di interrompere le
prepotenze
Maggioranza silenziosa
Davanti alle prepotenze non fa nulla e cerca di
esterno, indifferente, outsider rimanere al di fuori della situazione
Proprio la maggioranza silenziosa costituisce una risorsa di grandissimo valore ed
è fondamentale fare leva su di essa per ridurre la portata del bullismo: la
mancanza di opposizione e l’adesione a una logica di omertà, infatti,
contribuiscono a legittimare i comportamenti prepotenti e incentivano la loro
perpetuazione.
Le forme del bullismo
Due sono le principali forme di bullismo: diretto e
indiretto.
• Il bullismo diretto è costituito dai comportamenti
aggressivi e prepotenti più visibili e può essere agito in
forme sia fisiche sia verbali.
Mohamed è un ragazzino pakistano di 12 anni.
Inserito da poche settimane in seconda media, nella scuola del paese
in cui si è appena trasferito insieme ai genitori. Parole pronunciate in
modo scorretto, a causa della scarsa conoscenza della lingua italiana,
suscitano spesso l’ilarità dell’intera classe, istigata dall’atteggiamento
provocatorio di un compagno che si rivolge ad Mohamed dicendo: “Ma
come parli? Non sai parlare!”. Gli insegnanti si accorgono che
anche durante i momenti di gioco il ragazzino viene preso in giro.
Il bullismo di tipo indiretto, invece, si gioca più sul
piano psicologico, è meno evidente e più difficile da
individuare, ma non per questo meno dannoso per la
vittima.
• Esempi di bullismo indiretto sono l’esclusione dal
gruppo dei coetanei, l’isolamento, l’uso ripetuto di
smorfie e gesti volgari
Elena è una bambina di 10 anni che frequenta la 5° elementare.
Da qualche tempo un gruppetto di compagne diffonde pettegolezzi
sul suo conto e sostiene che non si vesta alla moda, per
allontanarla da Sofia, l’unica sua amica all’interno della classe.
In seguito a ciò, Elena è spesso sola ed esclusa dal gruppo
anche nei momenti di gioco.
non porta a casa compagni di classe o coetanei
non ha nessun amico per il tempo libero
torna da scuola con vestiti stracciati o sgualciti
rimprovera
intimidisce
minaccia
INDICATORI:
danneggia cose
tira calci, pugni, spinge
è timoroso e riluttante nell’andare a scuola la mattina
dorme male e fa brutti sogni
chiede o ruba denaro alla famiglia
E io? che faccio…
Consigli tascabili per genitori/educatori attenti:
1. DA PICCOLI :necessario che il bambino riconosca e comprenda le
emozioni che entrano in campo (rabbia, aggressività, competizione, paura
ecc.) ed è quindi opportuno sostenerlo nel riconoscimento, nella
comprensione e nella gestione di tali emozioni.
“Sembra proprio che tu sia (EMOZIONE). Me ne vuoi parlare?”. Questo aiuta il
bambino a trovare delle parole per esprimere ciò che sente e quindi
scaricare la tensione.
2. Per poter conoscere a fondo i sentimenti degli altri è necessario
innanzitutto conoscere i propri.
ANCHE LA RABBIA E’ UN SENTIMENTO NORMALE CHE TUTTI PROVIAMO,
SOPRATTUTTO NELLE SITUAZIONI DI CONFLITTO E BISOGNA IMPARARE A
GESTIRLA
Io e il conflitto
ESEMPI DI FRASI DA POTER USARE PER
RICONOSCERE IL CONFLITTO:
1. Molte volte discutono o litigo quando…
2. Molte volte discutono o litigano a proposito di…
3. Un aspetto positivo di un litigio è:…
4. Un aspetto negativo del litigio è:…
5. Mi accaloro in una discussione o litigo quando…
6. Mi arrabbio quando i mio figlio…
7. Faccio arrabbiare mio figlio quando…
.
CON GLI ADOLESCENTI: Ecco 5 strategie che ci aiuteranno a
rendere costruttivo un conflitto.
1.Non attaccare la persona ma il problemi
2.Non cercare di vincere facendo perdere l’altro, ma vincere insieme a
lui/lei
3.Non cercare di dominare, intimidire o manipolare, ma discutere in modo
diretto, onesto ed assertivo.
4.Non cercare nascostamente di bloccare il processo di risoluzione
dei problemi, ma farli affiorare in modo che siano risolti in modo
collaborativo.
.
5.Non concentriamoci solo sulle nostre necessità senza tenere in
considerazione quelle degli altri. Cerchiamo piuttosto di vedere il
mondo con gli occhi dell’altro, ascoltandolo attivamente.
Altre strategie:
ESSERE ASSERTIVI:
Lo stile più efficace per risolvere i propri problemi personali è quello
assertivo, intendendo per assertività la capacità di affermare la
propria posizione ed idea, difendendola senza aggressività e
rispettando al contempo la posizione altrui, che può risultare anche
diversa.
…
• essere assertivi non significa riuscire sempre, ma operare nel migliore
dei modi.
<<Ho deciso di …>>; <<Tu cosa ne pensi se …>>;
<<Parliamone…>>; << Che alternative abbiamo?>>;
<<Riconosco che avrei anche potuto fare diversamente>>
LIBRO GRATUITO DI STRATEGIE E TECNICHE DI COMUNICAZIONE
EMPATICA UTILI PER LE ATTIVITA’ DA PROPORRE A SCUOLA
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DISPENSA SULLA GESTIONE DEL CONFLITTO CON PROGETTI DI
INCLUSIONE PER I RAGAZZI CON DISAGIO SOCIALE
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QUADERNO DEL TELEFONO AZZURRO SUL BULLISMO GUIDA PER
INSEGNATI E GENITORI
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n.Ins.Edu/quaderno_bullismo.pdf
SITO DEL MIUR PER TROVARE INFORMAZIONI UTILI PER LE SCUOLE
SULLA TEMATICA DEL BULLISMO
http://smontailbullo.it/webi/
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Cos`è il bullismo?