Biblioteca dell’Ospedale S.Donato
Arezzo, 25.5.2013
Dott. Michele Travi
 Mente
e corpo si rapportano in modi
complessi
 La sensibilita’ tattile è il principale mezzo
attraverso cui si struttura l’Io infantile
 Lesioni e amputazioni agiscono intaccando
profondamente la stabilita’ psichica di chi le
subisce
 La relazione di aiuto, di cui l’ascolto attivo
e’ uno strumento, permette di rinforzare
l’autostima della Persona Sofferente

Lo sviluppo del sistema nervoso è un processo
“esperienza-dipendente”: nelle prime fasi di vita
le relazioni significative sono, infatti, la fonte
primaria di esperienze che modulano anche
l’espressione genica a livello celebrale.
I rapporti con gli altri hanno un’influenza
fondamentale sul cervello: i circuiti che
mediano le esperienze sociali sono strettamente
correlati con quelli responsabili dell’integrazione
dei processi che controllano l’attribuzione di
significato, l’organizzazione della memoria,
nonché la modulazione delle risposte emotive e
la regolazione delle funzioni dell’organismo
(Siegel, 1999)
Già in molte storie di epoca medievale si legge di persone che,
prive di un arto o di parti di esso, in circostanze ritenute
straordinarie sembrava ne percepissero la presenza; ma si deve
attendere il 1500 per la prima descrizione medica di sintomi riferiti
ad una parte del corpo mancante. Nel corso di tale secolo, infatti, il
chirurgo militare francese Ambroise Paré, che aveva migliorato le
tecniche di asportazione degli arti prolungando la sopravvivenza dei
feriti sottoposti ad amputazione, descrisse molti casi del fenomeno
in soldati provenienti dai campi di battaglia europei. Sebbene Paré
godesse della stima dei contemporanei, ed oggi lo si consideri un
antesignano della chirurgia ortopedica della mano per aver
progettato un dispositivo meccanico in grado di sostituire la
funzione articolare metacarpo-falangea, la sua descrizione della
percezione dell’arto perduto fu ignorata per oltre 300 anni.
“La questione dell'arto fantasma è una delle espressioni piu'
drammatiche dell'incapacita' da parte delle persone colpite a
percepire il proprio corpo e le sue parti come sono in realta'”
Ambroise Pare'
Dolore. Spesso presente con caratteri di intensità e persistenza che lo
rendono intollerabile, il dolore pone un serio problema terapeutico perché
solo in una minoranza di casi i farmaci antidolorifici risultano efficaci
• Ansia. La sensazione di presenza di una parte del corpo che non c’è più,
ha un potere di evocare ansia tanto più elevato quanto maggiore è il grado
di compromissione dello stato psichico generale per effetto della patologia,
dell’intervento di amputazione e dell’esperienza della perdita di una parte
di sé e della sua funzione. Infatti, quando si determina, ad esempio, uno
stato di allarme per attivazione dei circuiti meso-limbici, si abbassa la soglia
per lo sviluppo di una gamma di reazioni che va dal semplice disagio ad
intense sensazioni di paura, che spesso il paziente si sforza di motivare
razionalizzandone la causa.
• Disturbi correlati. Varie alterazioni psichiche originate dalla reazione ad
esperienze insolite e incontrollabili, sviluppano spesso processi in circolo
vizioso con altri sintomi fisici e psichici. Per rendersi conto delle dinamiche
che possono essere innescate dalle percezioni abnormi, è necessario aver
presente che la parte del corpo asportata può esistere nella mente del
paziente con una sua specifica realtà, dalla quale la coscienza del soggetto
può prendere le distanze mediante l’esercizio delle facoltà di critica e di
giudizio, ma non può prescindere, perché è da questa invasa come da una
endopercezione attuale e costantemente rinnovata.
•
Per schema corporeo si intende l'immagine
spaziale che ogni uomo ha del proprio corpo: è una
funzione complessa di sintesi che permette di
riconoscere il proprio corpo come unità, di
individuarne la morfologia, i rapporti esistenti con
i suoi vari segmenti e la mutevole posizione nello
spazio.
“Lo schema corporeo non è semplicemente come
la risultante integrata di passate esperienze
sensoriali, ma piuttosto come un'unita' risultante
dalle esperienze passate e dalle sensazioni attuali
organizzate nella corteccia sensoriale”
Head H., 1920
“L'immagine del corpo umano è quello
schema del nostro corpo che ci formiamo
nella mente come unita' tridimensionale
che coinvolge fattori interpersonali,
ambientali e temporali”
“Si deve andare al di la' del dato
puramente percettivo dello sviluppo
dell'immagine del corpo, per raggiungere il
lato espressivo”
(Schilder p:, 1935)
Il sistema nervoso dell'embrione e del
bambino è esposto ad impressioni sensoriali
propriocettive provenienti dall'apparato
vestibolare, dai recettori dei muscoli e delle
articolazioni
Con la progressiva acquisizione della
motricita', il neonato acquista la conoscenza
del proprio corpo dalle impressioni tattili
Con la suzione e l'alimentazione, la bocca è
la prima area ad essere stimolata, sia che siano
la mano, o il seno o entrambi ad essere
presentati
A partire dalla 12a settimana della vita
extrauterina, la strutturazione del rapporto
mano-bocca è accelerata. Il bambino comincia
a servirsi di entrambe le mani e di entrambe le
braccia per aggrapparsi e toccare i seno
materno. Da questo momento in poi egli passa
a servirsi delle mani per esplorare la superficie
del proprio corpo e per toccare altri oggetti.
Contemporaneamente impara che la mano puo'
anche sostituire il capezzolo come meccanismo
che provoca il piacere.
I movimenti esplorativi delle mani del bambino sul suo
corpo, il contatto delle mani con la madre e il loro uso
per gettare e afferrare gli oggetti nello spazio, forniscono
le prime sensazioni tattili e cenestesiche sono i processi
su cui si fondano gli inizi dell'autocoscienza,
dell'individualita' ed il senso dell'Io
Le sensazioni che favoriscono gli stimoli ottici, olfattivi,
uditivi, termici e dolorosi sono di importanza secondaria
rispetto alla esplorazione tattile e cenestesica ed alla
percezione del corpo
Le vie sensoriali che favoriscono le attivita' cenestesiche
e tattili sono le prime a completare la mielinizzazione
Oltre alle modificazioni derivanti dalle
influenze sensioriali, la qualita' dell'immagine
corporea è anche una funzione delle
esperienze sociali dell'individuo. Verso il
proprio corpo il bambino acquista percezioni,
atteggiamenti ed affetti sociali che derivano
dall'interazione fra lui, i genitori e gli altri
membri della famiglia.
Conseguentemente alle esperienze avute con
i familiari il corpo e le sue parti possono essere
concepiti come buoni o cattivi, piacevoli o
repellenti, puliti o sporchi, amati o non amati
Solitamente, i bambini che sono accettati
dalle loro famiglie e si conformano alla
famiglia stessa, non sottovalutano ne'
sottovalutano il proprio corpo.
Gli atteggiamenti di disprezzo, con
meccanismi di ipercompensazione, spesso si
sviluppano per coprire delle reali o
immaginarie deficienze fisiche quando il
bambino sente, o gli si fa sentire, che il suo
corpo non adempie alle aspettative di coloro
che lo circondano
Una serie di reazioni emotive, percettive e psicosociali sono
la naturale conseguenza di una alterazione dell'immagine
corporea.
A seconda dell'individuo, la perdita puo' avere diverso
significato, quale quello di una meritata punizione, l'attuazione
di un senso di impotenza e di vulnerabilita', la convinzione di
essere detestabili, di avere una mutilazione spregevole da
nascondere o accettare, o il rifiuto della parte lesa con
atteggiamento di sfida verso la societa' ed i costumi sociali
Un improvviso cambiamento dell'immagine corporea, risveglia
sempre angoscia nel Paziente
Appare la paura di una separazione e di un rifiuto da parte
delle persone da cui dipende
L’individuo con un’immagine corporea
negativa è costantemente ansioso,
imbarazzato e vergognoso di sé perché crede
che il suo aspetto riveli la sua inadeguatezza
personale. L’idea di avere un corpo o parti di
questo difettosi innesca una serie di pensieri e
convinzioni di questo tipo: “Il mio aspetto è
orrendo, gli altri lo noteranno e penseranno
che io sono una persona inadeguata, senza
capacità di auto-controllo e di disciplina. Di
conseguenza il mio aspetto prova che sono una
persona senza valore.”
Possono emergere dei sentimenti di ostilita' verso
queste persone, sentimenti che fanno parte dell' angoscia
di separazione
Risposta adattativa: il normale adattamento puo' essere
misurato dalla volonta' del Paziente di parlare della sua
amputazione, e dalla sua capacita' di accettare le offerte
di aiuto
Risposta disadattativa: Incapacita' di riorganizzare
l'immagine corporea entro un certo periodo di tempo
successivo all'evento.Questo disadattamento è frequente
negli individui in cui l'integrita' dell' immagine corporea,
come si presentava prima dell'evento, assumeva una
eccessiva importanza nel mantenimento della stima di se.
A. La persona è stata esposta ad un evento traumatico nel quale erano presenti entrambe le
caratteristiche seguenti:
1) la persona ha vissuto, ha assistito, o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno
implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all'integrità fisica propria o di
altri
2) la risposta della persona comprendeva paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore.
Nei bambini questo può essere espresso con comportamento disorganizzato o agitato.
B. L'evento traumatico viene rivissuto persistentemente in uno (o più) dei seguenti modi:
1) ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell'evento, che comprendono immagini, pensieri, o
percezioni. Nei bambini piccoli si possono manifestare giochi ripetitivi in cui vengono espressi temi
o aspetti riguardanti il trauma
2) sogni spiacevoli ricorrenti dell'evento. Nei bambini possono essere presenti sogni spaventosi
senza un contenuto riconoscibile
3) agire o sentire come se l'evento traumatico si stesse ripresentando (ciò include sensazioni di
rivivere l'esperienza, illusioni, allucinazioni, ed episodi dissociativi di flashback, compresi quelli che
si manifestano al risveglio o in stato di intossicazione). Nei bambini piccoli possono manifestarsi
rappresentazioni ripetitive specifiche del trauma
4) disagio psicologico intenso all'esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che
simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell'evento traumatico
5) reattività fisiologica o esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o
assomigliano a qualche aspetto dell'evento traumatico.
C. Evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma e attenuazione della reattività
generale (non presenti prima del trauma), come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi:
•
•
1) sforzi per evitare pensieri, sensazioni o conversazioni associate con il trauma
•
2) sforzi per evitare attività, luoghi o persone che evocano ricordi del trauma
•
3) incapacità di ricordare qualche aspetto importante del trauma
•
4) riduzione marcata dell'interesse o della partecipazione ad attività significative
•
5) sentimenti di distacco o di estraneità verso gli altri
•
6) affettività ridotta (per es., incapacità di provare sentimenti di amore)
7) sentimenti di diminuzione delle prospettive future (per es. aspettarsi di non poter avere una
carriera, un matrimonio o dei figli, o una normale durata della vita).
•
D. Sintomi persistenti di aumentato arousal (non presenti prima del trauma), come indicato da
almeno due dei seguenti elementi:
•
•
2)
3)
4)
5)
•
1) difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno
irritabilità o scoppi di collera
difficoltà a concentrarsi
ipervigilanza
esagerate risposte di allarme.
E. La durata del disturbo (sintomi ai Criteri B, C e D) è superiore a 1 mese.
F. Il disturbo causa disagio clinicamente significativo o menomazione nel funzionamento sociale,
lavorativo o di altre aree importanti.
•
1) Affrontare l'aspetto concreto della
amputazione
• 2)Sondare desideri e paure rispetto alla
amputazione
• 3) cercare il significato degli atteggiamenti
presenti e passati verso il corpo in relazione
alle esperienze reali o immaginarie con le
persone importanti
•
Una migliore comunicazione interpersonale è
strettamente collegata all' ascolto.
Ascoltare non è la stessa cosa che “sentire”, perché
comporta un processo attivo e complesso.
“Ascoltare significa:
a) raccogliere informazioni da chi parla, sia che a
farlo siamo noi o gli altri, astenendosi dal giudicare e
assumendo un atteggiamento empatico
b) dimostrare attenzione a chi parla in modo da
incoraggiare la continuazione della comunicazione
c) intervenire con osservazioni limitate ma
incoraggianti, portando un po’ più
avanti l’idea del nostro interlocutore
Ascoltare significa:
a) raccogliere informazioni da chi parla, sia che
a farlo siamo noi o gli altri, astenendosi dal
giudicare e assumendo un atteggiamento empatico
b) dimostrare attenzione a chi parla in modo da
incoraggiare la continuazione della comunicazione
c) intervenire con osservazioni limitate ma
incoraggianti, portando un po’ più avanti l’idea del
nostro interlocutore
Guardare verso la persona che sta parlando;
mostrarsi interessati a quello che sta dicendo
• Ascltare attentamente cosa sta dicendo: cercare
di non lasciarsi distrarre
• Mettere in atto tutti quei comportamenti che
rivelano attenzione: annuire
• Fare delle domande per chiarire esattamente
quale è il problema o l’obiettivo piu’ importante
• Riassumere il problema alla persona interessata
e chiederle conferma
•
L’ascolto empatico dimostra interesse verso
l’interlocutore e favorisce la comprensione, la
collaborazione (compliance del paziente) e un
senso di sicurezza.
Nell’ascolto empatico si cerca di “mettersi nei
panni dell’altro” provando a osservare le cose dal
suo punto di vista e provando a “sentire” le
emozioni dell’interlocutore.
L’ascolto empatico implica apertura,
sospensione del giudizio, delle distrazioni, dei
propri pensieri ed attenzione alla comunicazione
verbale e non verbale, alla comunicazione
razionale ed emotiva.
 Mente
e corpo si rapportano in modi
complessi
 La sensibilita’ tattile è il principale mezzo
attraverso cui si struttura l’Io infantile
 Lesioni e amputazioni agiscono intaccando
profondamente la stabilita’ psichica di chi le
subisce
 La relazione di aiuto, di cui l’ascolto attivo
e’ uno strumento, permette di rinforzare
l’autostima della Persona Sofferente
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